Vai al contenuto

Bango Skank

Supercritico
  • Numero contenuti

    2.450
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    42

Bango Skank ha vinto il 4 gennaio

Bango Skank ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

2.135 Più unico che raro

Su Bango Skank

  • Rank
    ...was here

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Anagni

Visite recenti

5.693 visite nel profilo
  1. Bango Skank

    Tempo e pov preferito

    Da lettore: è uguale. Da scrittore: racconti brevi: è uguale; romanzi: prima presente.
  2. Bango Skank

    [Natale 2018-3] Bianco

    Ciao ragazzi. Visto che siete stati i miei compagni di viaggio lo scorso contest di Natale, ho pensato che non sarebbe stato giusto privarvi delle mie "pignolerie da revisore" e ci tenevo, almeno una volta, a tornare a perseguitarvi come lo spettro dei natali passati, presenti e futuri! Non mi dispiace l'attacco secco, è uno stile che io apprezzo. Suggerirei, al limite, di organizzare meglio i tempi dettati dalla punteggiatura: Ore. D'attesa. Cammino... oppure Ore. D'attesa. Cammino... eliminerei il fuori e dentro perché in un flusso in prima si rischia di disturbare il lettore istillando il dubbio che l'autore voglia mettere nei pensieri del protagonista i concetti che vuole esprimere. quel "dentro" si riferisce semplicemente al fatto che lì dentro è silenzioso oppure è un'espressione che dovrebbe caratterizzare l'interiorità del protagonista? Non è chiaro. Ma non va bene in entrambi i casi. Nel primo caso, il concetto viene espresso poco più in là, quindi non serve. Nel secondo, c'è il problema di cui sopra: l'introspezione e ciò che ne consegue (stati da'nimo ecc) vengano fuori dai pensieri, non dalla spiegazione degli stessi. Questo è troppo spiattellato. Ok, è un pensiero sacrosanto, quasi ovvio. Talmente ovvio da risultare quasi "didascalico". Lascia intendere al lettore. preferirei qualcosa che non spiattella ma pone la domanda che tutti si fanno, qualcosa del tipo: Essere padre. La parola da sola mi incute timore e mi riscalda di gioia. Essere padre. Sarò in grado? Ho i brividi. Infodump. Non è il protagonista che sta pensando, questo. Questo è l'autore che sta spiegando al lettore. Il lettore se ne accorge. Domandati: cosa voglio esprimere con queste due righe? Che il figlio è nato dall'unione tra lui e Marina? Ok, è ovvio... può essere tagliato. Che la sua compagna si chiama Marina e che si sono conosciuti a dicembre ecc? Ok, può andare, va benissimo anzi. Come posso renderlo in modo fluido? Lui sta pensando al figlio che sta per nascere. Devi "scartare di lato" col pensiero e andare a Marina. Ma senza dire al lettore che la vita ce sta per nascere è dovuta all'unione tra un uomo e una donna... ci arriva da solo. provo ad asciugare usando le tue stesse frasi: per me suona meglio. È una sensazione mai avvertita prima, inspiegabile. Mi ritrovo a pensare alla prima volta che vidi Marina. Un albero addobbato a festa, in una notte di fine dicembre come questa, ci attirò in piazza alla ricerca di qualcosa e ci legò per sempre con il filo di un primo sguardo. Una porta si apre. Una donna mi avverte che Marina mi ha reso padre. meglio "nato da poco" Davvero un bel passaggio. Intimo, semplice, emozionante... applausi da parte mia. Ok qui, suggerirei solo di spostare il testo in grassetto dopo la battuta "Ho già deciso", riagganciandomi con un: ...andò dai miei per chiedermi in sposa. Lo so che ha già deciso... non ha mai parlato a sproposito. (qui punto, via i due punti, non hanno senso con quello che c'è prima, visto che chi parla si sta riferendo a un'altra persona... se a parlare fosse l'altra persona ci si potrebbe pensare a metterli, ma in questo caso no) «Ma almeno... Perché questa scelta? C'è troppa poca mancanza di equilibrio tra parlato e flusso della madre, il primo blocco di flusso rischia di essere troppo ridondante. Ma non rinuncerei a nulla di quanto scritto, solo, giocherei meglio con tempistica e disposizione delle frasi per fluidificare e "rompere" il flusso con qualche battuta in più. questo lo eliminerei. il lettore si confonde, pensa che F sia a casa. Non è necessario inserire tutte queste info, il lettore lo sa che lui ama la figlia. sarebba anzi più forte (e meno confusionario) ribadire il concetto nella battuta finale, invece che qui. qualcosa del tipo Bianco. Francesca ha detto al telefono che arriverà a giorni... Suo padre ne sarà molto contento. Era tanto che voleva rivederla. Non vedo l'ora di dirglielo. Va benissimo anche così, ma si potrebbe provare a rendere tutto ancora mano spiattellato. qualcosa tipo: ...sopra la divisa. Esco. Sento un rumore. e il resto? il resto ce lo spiega Dario dopo Che dirvi? Bravi. A parte queste quattro cosette, la forza narrativa del brano viene fuori potente. Lo stile narrativo lo apprezzo molto, è autoriale. Il tono è familiare, quasi dimesso... eppure si ha quella sensazione, leggendo, che qualcosa incomba sui protagonisti. E quando quel qualcosa arriva, lo fa quasi in sordina, senza fuochi d'artificio. Il che rende quel qualcosa ancora più forte e spiazzante. Ottimo lavoro
  3. Bango Skank

    [Natale 2018-3] Lasciatemi in pace!

    Grazie, carissimo Macleo. Sei troppo gentile! Non è una strana idea, ma quello che, da lettore, si evince da ciò che avete scritto e da come lo avete scritto. Vedi, il tuo (enorme) problema è che la metti sul personale. Non è la prima volta che, di fronte a una critica in un commento, ti lamenti e la metti sul personale. Provo a spiegartelo con calma, sperando che tu possa farne tesoro: qui nessuno critica la persona, si criticano racconti. Così come tu non stai criticando "me come persona", tu stai criticndo il mio commento, cosa che peraltro non ha alcun senso: se non trovi il commento centrato, puoi serenamente dire che non sei d'accordo e amen, ricordandoti magari di ringraziare chi ha impiegato il suo tempo a farlo. Il mio commneto, realtivo al vostro racconto, spiegava proprio questo: il tentativo di umorismo cameratesco, se aveste asciugato di più quel rimarcare in continuazione quel "ci hanno costreto ecc", ne sarebbe uscito migliore. La sola cosa che potevi risparmiarti è la frecciatina sul mio tempo preziosissimo e bla bla... un po' scontata, un po' noiosa. Non lo so, e sinceramente non mi interessa. Spero per te di no, comunque. Come ti ho detto, io non parlo mai delle persone, non mi interessa farlo e non sono nessuno per farlo. Parlo di narrativa. Il mio commento, parlava del vostro testo. Avete speso troppe battute per rimarcare quella cosa, da lettore ci ho visto qualcosa di "personale", e questo tuo sfogo è - a mio avviso - la dimostrazione che ci avevo preso. In realtà no, ma grazie per l'interessamento. Tu sei completamente fuori dallo spirito del WD e di questa Officina da tempo. Lo si vede da come rispondi a commenti al testo. Mi spiace per te, non so che altro dirti. E questa tua infelice frase ne è la prova. Mi hai messo in bocca parole che non ho detto, pensieri che non ho pensato. Questo è grave. Io ho fatto un commento a un testo. La tua risposta ti qualificas per ciò che sei. E non ho più alcuna intenzione di avere alcuna interazione con te. Di nessun tipo.
  4. Bango Skank

    [Natale 2018-3] Lasciatemi in pace!

    Frase iniziale troppo macchinosa. Meglio dare al lettore il minimo indispensabile. Qualcosa come: L’autobus si era svuotato e le due ragazze si erano accomodate una di fronte all'altra. a mio avviso basta e avanza. Stessa cosa qui: Taglierei la spiegazione delle recriminzaioni e delle risposte. Il non "lo accetto" è eccessivo. Si tratta di un'espressione molto carica di sottointesi, di norma utilizzata tra persone che hanno una relazione. Considerando il sequel, però, questo poteva essere un buono spunto per inserire una relazione - o l'inizio di una relazione, o il sentore di una relazione - tra le due amiche, come se ci fosse qualcosa di più che una semplice amicizia. L'introduzione della meta narrazione e del dialogo tra personaggio e autore è interessante, peccato che renda il testo più un sequel che un prequel, almeno concettualmente e nelle parti di "metanarrazione": il narrato è tutto nel passato, ma i dialoghi tra personaggio e autore spostano il tempo della narrazione nel futuro, o meglio, nel "presente" di quando il racconto è stato scritto. Tutta la parte successiva l'ho trovata noiosa. Un riassuntone delle puntate precedenti mixato a troppe battute che trasudano di recriminazione personale: Personalmente trovo che la ridondanza, sopratutto nei racconti brevi, vada a smorzare l'effetto che si cerca di ottenere. In questo caso l'idea della meta narrazione era buona, ma - almeno questa è l'impressione suscitata in me - l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto questa "terribile imposizione" che vi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest mi ha lasciato perplesso: bastava un accenno ben condotto per ottenere un risultato migliore, e sopratutto avreste avuto il tempo e il modo di "scrivere per", andando a rendere giustizia al potenziale dell'idea. Troppo, tutto in una frase. Qui ne abbiamo per 3-4 buone battute di un dialogo: le scuse; il "mi preoccupo per te, ti voglio bene"; il: "hai diritto a una vita migliore" Inserire qui o nelle battute successive un accenno a una possibile relazione tra le due amiche - parlo sempre avendo in mente il sequel - a cui la protagonista rinuncia per una vita più "comoda" non sarebbe stato male. Qui, ad esempio, c'era davvero tanta roba per far recriminare la protagonista in fase di "metanarrazione". In definitiva trovo che il racconto sarebbe andato benissimo senza metanarrazione e andando a sviluppare il background della protagonista. Volendo inserire la metanarrazione, si potevano equilibrare meglio i tempi. Avete una decina righe di narrato una quarantina di metanarrazione una trentina di narrato meno di una decina di metanarrazione che sbilanciano il racconto. le prime quarante righe di metanarrazione sono infarcite di riassuntoni e recriminazioni personali... dovrebbe uscire più la voce del personaggio e meno quella degli autori, insomma. asciugando molto lì e andando ad allungare il narrato successivo (inserendo un po' di metanarrazione anche lì) il risultato sarebbe, a mio avviso, migliore. Un saluto
  5. Bango Skank

    I racconti della Tredicesima Luna - quarto ciclo

    Per la 51 il racconto che ho preferito è Caffè negli angoli di @Torba
  6. Bango Skank

    Protagonista femminile forte/dominante e altri dubbi

    Ti dico la mia. Se, come mi è parso, stai cercando di capire quale interesse potrebbe suscitare una trama del genere nel target di riferimento del tuo romanzo, non troverai risposte utili qui. Mi spiego. Il tuo target è: romance; erotico. Conosco una scrittrice che tratta il genere. Pubblica in self, fa parte del giro, è stata numero 1 su Amazon per diverse settimane, ogni sua uscita vende abbastanza bene. Lei è davvero molto brava. Una volta ci capitò di fare da relatori in un incontro organizzato da un'associazione di cui entrambi facevamo parte... l'incontro era dedicato alla scrittura, si decise di "dare la parola" a qualche socio che aveva quella passione e che o aveva pubblicato o si accingeva a farlo. Lei parlò, appunto, di romance ed erotico. Non ne sapevo nulla (non che ora ne sappia poi molto), ma quello che mi colpì della sua analisi fu la quasi "scientificità" con cui andava ad analizzare le specifiche del genere. Romance ed erotico hanno delle regole precise. Devono essere scritti in modo che la trama si svolga in un certo modo e che termini in un certo modo. La caratterizzazione storica - laddove è un romance storico - deve essere accurata, perché - cosa che ignoravo - le lettrici del genere sono estremamente esigenti sui particolari inerenti all'ambientazione. Il che può essere però facilmente bypassato da un'ambientazione fantasiosa, immagino. La tua idea e un rovesciamento di certi clichè son cose che potrebbero o non potrebbero essere ricevute bene dal pubblico di riferimento? Per capirlo, più che un parere di colleghi scrittori o aspiranti tali che "non masticano" il genere, ti consiglio di frequentare "l'ambiente". Ci sono molti gruppi su FB dedicati a romance ed erotico (generi che, è bene ricordarlo, vendono tantissimo... muovono da soli una buona fetta dell'editoria mondiale), gruppi dove scrittrici e lettrici si incontrano e si confrontano. Parti da lì, cerca di fare amicizia con qualche scrittrice, chiedi consiglio... puoi chiedere alle lettrici se c'è qualche trama simile a quella che hai in mente, vedere se quei titoli vendono o no, se interessano o no... e leggi romance ed erotici a decine e decine. Con un abbonamento per gli ebook su amazon puoi, a costo relativamente ridotto, scaricartene a centinaia... dai best seller alle collane dedicate della Delos Digital... c'è tanta roba. Così puoi iniziare a farti un'idea. Insomma: a mio modestissimo avviso, il mondo del romance e dell'erotico è molto più "complicato" di quanto sembri. Per emergere, oltre alla bravura, serve un certo studio di base, una solida cultura specifica su quali sono le "regole non scritte" del genere. Capite quelle, puoi valutare se la tua idea può rientrare nei canoni (magari con un'originalità vincente) oppure no. Se non ci dovesse rientrare, allora e solo allora dovrai impostare il romanzo come qualcosa di diverso dal classico romance o erotico: presentarlo in quel modo sapendo già che andrebbe a deludere le aspettative di chi da quel genere si aspetta determinate cose sarebbe controproducente (ma ripeto: non ho idea di quanto e come la tua idea rientri nel genere).
  7. Bango Skank

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Certo, hai tutto il diritto di esprimere le opinioni che vuoi. Infatti nessuno ha infranto nessuna regola, altrimenti il mio sarebbe stato un intervento ufficiale. Io, invece, ho il dovere di intervenire se vedo che sotto al topic ufficiale del Contest ci si sta organizzando per "riscriversi le regole". ps: l'ultima frase te la potevi risparmiare, la reputo una frecciatina di cattivo gusto. Nessuno si aspetta ringraziamenti o nulla, ma un minimo di rispetto per chi il suo tempo qui lo impiega (impiega, non perde. questo è il termine che ho usato io. siamo in forum di scrittura. i termini sono importanti.) credo sia dovuto. Detto questo vi saluto, quello che dovevo dire l'ho detto. Buon anno a tutti.
  8. Bango Skank

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Intro, dai... ho sempre apprezzato come scrivi. Ora, nel vostro racconto "zero" appaiono diversi personaggi, alcuni molto, molto interessanti. Non devi scrivere necessariamente della protagonista. Che tu non sia in grado di scrivere la storia di uno di questi personaggi, andando a "finirla" magari proprio su quel treno, be', io non lo credo. Ma forse, a questo punto, mi viene il dubbio che non vi sia chiaro che non dovete scrivere necessariamente del - della protagonista.
  9. Bango Skank

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Non voleva essere un rimprovero, e se lo hai vissuto come tale mi dispiace. Quelle che hai letto sono le mie considerazioni in merito, in cui ho esposto il perché questo Contest è stato pensato in questo modo.
  10. Bango Skank

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Emy cara, è una questione di prospettiva. Penso alla vostra storia. Potreste scrivere un prequel sulla bambina povera, far mostrare come vive, come è arrivata lì. Oppure potreste sviluppare ancor meglio la bambina ricca, far vedere come era a scuola, il suo rapporto con i bambini più poveri. Oppure ancora potreste mostrare la madre, il suo odio per i poveri che lei crede tutti ladri perché qualcuno ha provato a rubarle qualcosa. Oppure ancora potreste sviluppare tutto questo assieme. Per quanto riguarda il lettore: il tuo obiettivo da scrittrice è quello di scrivere un intero romanzo dove lo stesso personaggio o gli stessi personaggi non stanchino il lettore. Non pensare in partenza che il tuo lettore sarà "stanco": ti faccio un esempio. A me piacerebbe moltissimo sapere come mai Agnese è finita in quella casa, cosa ha detto il prete ai genitori per convincerli, cosa hanno i genitori ad Agnese ecc ecc... Quindi prendi la possibilità di sviluppare un prequel come l'opportunità di regalare ai tuoi lettori "qualcosa in più", impegnati in questo. Questa è la "strada", per me. Non sentirti sopraffatta, ma "caricati" pensando a tutte le possibilità che hai!
  11. Bango Skank

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Allora, vorrei chiarire un paio di punti (ok, forse più di un paio) a beneficio di tutti. Scrivere un dopo o un prima di un racconto è uno degli esercizi più importanti che uno scrittore - o aspirante tale - deve riuscire a svolgere. Un racconto è uscito male? Bene, perché quel racconto è uscito male? Posso provare, analizzando le cause, a far meglio con lo stesso personaggio? La domanda è retorica: certo che sì. E ci devo provare. Un racconto è uscito bene? E allora devo chiedermi se è stato un caso, o se riesco a tenere il ritmo vivo. L'esercizio di scrittura e riscrittura è un esercizio comune a tutti quelli che si approcciano al mondo del professionismo, o del semiprofessionismo. L'avere le tasche piene del personaggio o della storia, a forza di scriverla, riscriverla, migliorarla, a seconda dei consigli di agenti, editor o editori, fa parte del gioco. Per questo Contest lo Staff, dopo "i divertimenti" di quello per Halloween, ha deciso di provare a riportare la dimensione del "gioco" su un piano più orientato allo spirito originale dell'Officina del WD: scrittura come fatica, impegno, crescita (non a caso è stato inserito il "gioco degli animali" dei commenti degli Staffer). E il divertimento? Quello ci può e ci deve essere, ma non deve essere "la norma". Mi spiego meglio, onde evitare fraintendimenti: non è che non ci debba divertire a scrivere (e ci mancherebbe), ma lo spirito dei Contest del WD deve essere prima di tutto quello di confrontarsi, migliorarsi, crescere. Personalmente (parlo per me, ovviamente) se sono qui a impiegare il mio tempo (che reputo prezioso) durante le feste natalizie nel leggere, a volte valutare e a volte commentare ciò che scrivete, è perché credo fermamente nel concetto di "crescita autoriale". Questo forum mi ha dato tanto, mi ha aiutato a raggiungere traguardi che quando mi sono iscritto erano miraggi, e ora cerco, per quel che posso, di restituire quanto preso. Ma non con l'idea di "andare a fare divertire gli utenti". Proprio no. In questo caso l'idea è stata quella di proporre un Contest che costringesse gli autori a lavorare in modo quasi professionistico, strutturando, destrutturando e ristrutturando una storia. Personalmente, da autore, vedrei questo Contest e il lavoro che "mi costringe a fare" come una grande opportunità di crescita e una grande possibilità di mettermi in gioco. Non ci riesco? Va bene. Posso però chiedermi "perché non ci riesco"? E provare a migliorare questo aspetto del mio approccio alla scrittura. Posso quindi passare a domandarmi: ma se proprio non mi va di fare una cosa del genere, cosa succederebbe un domani se un agente o un editor mi dovessero dire di riscrivere completamente le prime 100 pagine del mio romanzo, o le ultime? E se mi chiedessero di aggiungere un capitolo, prima o dopo quello che ho scritto? Sarei in grado di farlo, o no? Ecco, vorrei che il vostro spirito nell'affrontare questo Contest e queste prove fosse questo. E gradirei non leggere più, in questo topic o oltrove, proposte di regolamenti alternativi. Dovete scrivere un prequel del primo racconto. Tutto qui. E vi assicuro che, se volete diventare degli scrittori, questo è "il minimo sindacale" che vi verrà chiesto di fare nel momento stesso in cui vi approccerete al professionismo, o al semiprofessionismo. E a domanda: "E se non voglio fare lo scrittore, se voglio solo divertirmi?" rispondo: Questa è l'Officina del WD, signori. Per tutto il resto c'è Wattpad. Namaste
  12. Bango Skank

    I racconti della Tredicesima Luna - quarto ciclo

    Racconti 17-24 Quando viene dicembre (frammento di un cartone animato) Lettera da Babbo Natale (cinico Natale) Cacciatori di treni Trecento grammi di pane "Sergente Jaxson" Nebraska Ventiquattro. La Vigilia Caffè negli angoli Killer Klaus dallo spazio profondo Battesimo di un Eroe Santi Numi L’ultima notte di Babbo Natale
  13. Assolutamente d'accordo. Per essere chiari: Volo vende perché quello che scrive piace a molti lettori. Qualcuno pensa di essere più bravo di Volo a scrivere "alla Volo"? Si accomodi e ci provi, allora. Il punto è: non è che ciò che non piace è "una schifezza". Può non piacere il genere, o lo stile, ma bisogna ragionare sul fatto che non è una questione di bravura, ma, appunto, di target, di formattazione, di marketing. Io posso detestare come gusto Welsh perché scrive in quel modo (io generico, io david lo amo, Welsh). Ma dovrei essere in grado di capire che Welsh, nel suo campo, è uno dei migliori al mondo. Io non sopporto Oscar Wilde, per dire. Non lo abbozzo. Lungi da me dire che sia stato un incapace. Il discorso è che, come dicevo, la tendenza delle CE grandi è di pubblicare più romanzi potenzialmente commerciabili che voci "autoriali". Si presume che nel campo del "più commerciale", chi viene pubblicato sia il migliore.
  14. Non potrai mai giudicare da lettore. Non potrai farlo tu, non potrò farlo io, non potrà farlo nessuno. Mi spiego meglio: il lettore legge il prodotto finito. Non ha idea, il lettore, di quali e quanti siano stati gli interventi dell'editor. Magari i romanzi che non ti hanno impressionato, se non ci fosse stato l'editor, ti avrebbero schifato. Certo: non possono - e non devono - riscriver eil libro, altrimenti sarebbero ghost writer e non editor... oppure magari non erano editor bravissimi o non avevano tempo (perché ci sono quelli bravi e quelli meno bravi; perché per editare un testo ci possono volere mesi, e se anche sei la Mondadori e hai tanti editor, non puoi far editare a puntino ogni singolo testo che pubblichi o ci spendi troppo - e ultimamente ho sentito dire che si sta risparmiando anche sulla correzione di bozze un po' ovunque, figuriamoci sull'editing)... In ogni caso, per capire la "differenza" bisogna leggere il testo prima del passaggio dell'editor e il testo dopo quel passaggio. Pacifico che nessun editor al mondo può rendere un capolavoro un libro che capolvaoro non lo è, neanche potenzialmente. Può però far diventare un capolavoro un libro che lo è potenzialmente.
  15. Non sono d'accordo. L'editor bravo ne sa più di te scrittore, eccome se ne sa. E non c'entra nulla l'essere scrittori bravi o no. L'editor edita... non scrive. Bisogna passare prima tra le mani di un editor professionista per capire davvero questa cosa. E quando vi si passa, la differenza si vede eccome. Il discorso sul vedere la capacità dello scrittore senza intervento esterno è un discorso molto, molto interessante. Da una parte è così, certo... dall'altra se un intervento professionale fa decollare il prodotto finito, perché no? In fondo è una questione di prospettiva: romanzo come esternazione solitaria dell'artista individuale o come insieme di professionalità che contribuiscono a presentare un prodotto al top al consumatore finale? Secondo me qui la discriminante non è tanto la bravura o meno dell'autore, ma il dover fatturare. Insomma: non è che non ci siano autori capaci, ma spesso questi autori capaci vengono editi da CE più piccole che si aspettano di vendere tra le 2mila e le 5mila copie se va bene(piccole in relazione alle grandi, quindi), poi se fanno il botto arrivano anche a 50mila e tanto di guadagnato. Una scelta più autoriale quindi... non è che Mondadori abbia DE incapaci, tutt'altro. Ma per un testo autoriale che tirano fuori (e che presumono venderà poco proprio perché autoriale) ne devono tirar fuori 5 generalisti, che si aspettano vendano molto. Il libricino coi fiocchi, se la voce dello scrittore è molto autoriale, se lo prendono al volo le "piccole grandi CE", le big si prendono al volo il libricino coi fiocchi che potrebbe anche vendere bene.
×