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Bango Skank

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  1. Bango Skank

    Troppo gerundio fa male alla lettura?

    Mia personalissima opinione: Se sai scrivere, puoi usare gerundi e avverbi come e quando vuoi: "sentirai" il ritmo della frase e ti fermerai prima di abusarne. Il lettore, in questo caso, non si accorgerà "tecnicamente" di quello che sta leggendo, nel senso che sarà preso da quello che hai scritto e non starà lì a pensare al fatto che hai usato il gerundio, l'avverbio, questo o quello. Se non sai scrivere, puoi seguire passo passo tutti i manuali di scrittura del mondo, sempre una roba senz'anima ne verrà fuori, gerundio o non gerundio. In mezzo c'è la "formazione": capire quale sia la struttura che più si adatta al tuo stile e al tuo modo di narrare in base alle tue capacità e al tuo livello. Questo lavoro si può fare in modi diversi: con un editor, con un confronto diretto con altri professionisti o con altri autori... l'importante è che qualcuno ti sappia leggere e ti sappia dire, perché da soli non è semplicissimo. Non impossibile, ma neanche semplicissimo.
  2. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Forse quello che noi diamo per scontato non lo è all'estero. Magari in Spagna non hanno l'abitudine di inviare verso la fine per i motivi più diversi. I primi due che mi vengono in mente. 1) essendo il premio ricco e frequentato anche da scrittori professionisti, nessuno invia un testo che non sia stato revisionato ed editato in un certo modo, e quindi si azzerano gli invii di chi lo ha finito di scrivere giusto in tempo. 2) sanno che la giuria inizia a leggere da subito e quindi nessuno vuole inviare alla fine perché il testo potrebbe essere letto con minore attenzione. ma ce ne potrebbero essere altri... una sorta di differenza culturale... di abitudine, non so.
  3. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Interessante intervista radiofonica a Daniel Cladera (direttore generale editoriale del marchio) in merito al premio. L'intervista è di metà febbraio; a quella data erano arrivati 500 romanzi e se ne aspettavano un altro centinaio. Poi ne sono arrivati altri 700, presumibilmente tutti negli ultimi giorni...
  4. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Non preoccuparti, si era capito. E grazie a nome di tutto lo Staff per aver mantenuto il livello della conversazione su toni tranquilli e dignitosi... hai tutta la mia stima.
  5. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Ti ringrazio per l'interessamento, e mi sento di poterti confortare e rassicurare; la "briga" di leggere (e di capire) il bando me la sono presa da tempo. Immagino ti riferissi a quanto riportato alla fine del punto 3, ovvero: DeA Planeta Libri terrà informati i partecipanti al Premio attraverso comunicati stampa e attraverso il proprio sito web. Dove però sono costretto a farti notare che il bando specifica che i comunicati sono per i "partecipanti": una formula che specifica come, appunto, tutti i partecipanti potranno rimanere aggiornati in merito alle comunicazioni grazie alle modalità sopra specificate. Non c'è scritto che i "finalisti" (finalisti, non partecipanti) verranno avvisati della loro vittoria tramite comunicato stampa. Non c'è scritto neanche il contrario, ovvero che verranno avvisati in altro modo. Da qui il suggerimento di rimanere calmi e di accettare serenamente tutte le opinioni. Cosa che, permettimi di dirtelo, mi sembra non ti riesca benissimo.
  6. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Premesso che sono sempre il primo a smontare le varie ipotesi complottiste del tipo "tanto hanno già deciso chi vince!" faccio notare che il bando al punto 5 recita: La cinquina selezionata sarà ufficialmente annunciata nel mese di marzo 2019. Senza specificare altro. Theco ha espresso la sua opinione: "Per me li avvisano prima e fanno firmare qualcosa." Nel bando c'è scritto il contrario? No. E anche se ci fosse scritto il contrario, va detto che ognuno può esprimere liberamente le proprie opinioni (così come si può esprimere l'opinione "tanto hanno già deciso chi vince!"). Ognuno, naturalmente, presume che le basi su cui fonda le proprie opinioni siano solide, a volte addirittura granitiche. Lo pensi tu, lo pensano anche quelli che sostengono, a torto o a ragione, tesi diverse o opposte. Ci sta. Ci sta anche rispondere e dire la propria in merito, ma sempre nei limiti.
  7. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Parole sante. Dai... ne approfitto per fare un enorme In bocca al lupo a tutti gli utenti del forum che hanno partecipato. Se ce ne fosse uno nella cinquina sarebbe fantastico, quindi incrociamo le dita
  8. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Mi permetto di intervenire perché non vorrei ci si scaldasse troppo su questioni del tutto ipotetiche e aleatorie. @Mirtillasmile, @thecoha espresso un'opinione che puoi non condividere, ma che non è certo "campata in aria": pur non essendo un esperto di questioni legali relative a bandi, mi è capitato di leggere il parere di alcuni avvocati in merito ad altri concorsi e, attenzione, alcuni sostenevano esattamente ciò che sostiene theco, ovvero che laddove non c'è una firma sotto a un contratto, non si è vincolati. C'è anche da dire che per altri un vincolo quando si clicca in un sito sul pulsante "si accettano le condizioni ecc ecc" esiste, e lì si entra in un ginepraio di normative sul web che, lo ammetto senza alcun problema, ignoro. E c'è da aggiungere che il buon senso "urla" che la ragione, almeno concettualmente, per così dire, l'abbia Mirtilla: sarebbe paradossale che un partecipante selezionato nella cinquina avesse nel frattempo pubblicato con altri o in self, per dire. Se però è un matto e intanto ha pubblicato con le Edizioni del Becchino che succede? E qui entra in gioco il discorso di theco, che immagina come si comporterebbe un grande gruppo editoriale per tutelarsi. Ora, ragazzi... davvero: siamo nel campo dell'ipotetico. Non lo sa e non lo può sapere nessuno come si regoleranno in merito. Magari hanno già avvertito, magari lo faranno, magari non avvertiranno proprio nessuno e i cinque finalisti lo sapranno assieme a tutti gli altri. Non lo sappiamo... e in fondo, quanto può interessarci? Vale la pena litigare o discutere in merito a questo? Secondo me no... Ognuno la pensi come vuole, tanto cambia poco o nulla ed entro una decina di giorni, in ogni caso, i nomi saranno pubblici.
  9. Bango Skank

    Fuori Concorso [CN 2015-01] Il Signore degli Anelli

    Grazie mille.
  10. Bango Skank

    Come evitare una violenza di gruppo.

    Evita soluzioni già utilizzate da autori famosi (Salander style) e usa la fantasia. Solo tu sai il genere, lo stile e il ritmo del romanzo. Le capacità, le motivazioni e la piscologia dei personaggi. Quindi tu sai quello che potrebbe fare la tua vittima per diventare carnefice. Personalmente, ti consiglio di evitare ogni tipo di discorso "a metà". Avvocati, poliziotti ecc ecc che la salvano: debole. Amici, conoscenti, motociclisti che la salvano passando lì per caso: debole. Lei che tira fuori un coltello e ne fa secco uno? Ok, ma gli altri due non scappano, minimo la fanno a pezzi: si tratta di persone che stavano per stuprarla, non di seminaristi o boy scout... se scappano, è debole. E quindi? E quindi trova un modo fantasioso per farle uccidere tutti. Come? Dipende dalle capacità della tua protagonista. Lei è sveglia? Quanto? Sa usare bene la rete? Sarebbe in grado di preparare una trappola seguendo delle istruzioni? Che trappola? Non so... fuoco? Potrebbe decidersi di concedersi a tutti in un fienile abbandonato nel quale ha nascosto del combustibile, e quando i tre sono tutti dentro lei da fuoco a tutto (ci perdi tempo e studi per bene la cosa: come fa a chiuderli dentro e a uscire lei... e tutto quanto). Oppur epotrebbe essere... non so, veleno? Esistono dei veleni naturali potentissimi, mi ero informato anni fa per un racconto breve. Cose che si potrebbero fare in casa e farci biscotti, o avvelenare alcolici. Dovresti poi trovare il modo di farli assumere ai tre. Oppure ancora: droghe dello stupro che lei mette dentro qualcosa da bere e poi li uccide bruciandoli... Qualunque cosa, dovresti partire dal concetto: lei dice sì, voglio concedermi a tutti e tre. Lei però organizza le cose in modo da fregarli. Come chiusura è forte: a tutti piace leggere della vittima che alla fine si vendica. Se riesci a nascondere la vendetta fino alla fine, tanto meglio. Di modi ne puoi trovare una dozzina, credo. Io andrei su veleno o fuoco, al momento "visualizzo" questi.
  11. Bango Skank

    Quanto siete famosi?

    In Italia gli scrittori "famosi" sono pochissimi... venire a chiedere qui "quanto siete famosi" fa un po' sorridere. La seconda domanda potrebbe avere più senso se fosse rivolta a dei professionisti, oppure a un target di autori con diverse pubblicazioni alle spalle: un autore che si stabilizza su un tot di copie per romanzo (siano cento, mille, diecimila o quante vuoi tu) potrà ragionevolmente affermare che quel numero di lettori corrisponde alle persone che lo apprezzano. Se ti aspetti una risposta da aspiranti scrittori o da esordienti, non vedo quale risposta potrebbero darti. Un autore esordiente non ha lettori, e non ha quindi idea di chi lo apprezza davvero (amici e parenti che leggono racconti o frammenti contano come il due di picche delle carte francesi quando stai giocando a briscola con le napoletane e comanda denara); un autore con un solo romanzo all'attivo non ha ugualmente parametri utili: se è un bravo venditore può riuscire a piazzare duecento copie o più del suo titolo a tutti quelli che conosce, o in rete. Magari ha scritto un capolavoro, o magari no. Magari chi ha acquistato il suo romanzo diventerà un lettore fedele, o magari non comprerà mai più nulla di suo... l'autore non può saperlo (e si badi bene; da tutti questi numeri vanno tassativamente scorporati tutti i parenti, gli amici e i conoscenti che comprano il titolo esclusivamente perché si sentono "tenuti" a doverlo fare). Se invece la domanda voleva essere un più schematico: "quante copie avete venduto"? mi pare che già ci fosse una discussione del genere... solo che non ha risposto quasi nessuno
  12. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Per mia fortuna i lavori in casa sono in grado di farmeli da solo tutti. Fuori di scherzo, mi sembra evidente che tu non abbia mai partecipato a concorsi come Io Scrittore e che tu non segua determinati ambienti social. Avendo partecipato al concorso, so benissimo cosa sono i testi del settanta per cento degli aspiranti. Avendo letto divrrse discussioni a riguardo, so con certezza che in molti hanno inviato senza aver neanche riletto per eliminare i refusi. Quello che dici è giusto, ma non funziona così, non è che partecipano solo professionisti con testi puliti... a maggior ragione se il concorso è gratuito.
  13. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Le possibilità di uno sconosciuto sono uguali a quelle di un autore affermato, la discriminante potrebbe essere (anzi, sarà) l'aver presentato un testo che, oltre ad essere in linea con ciò che la CE organizzatrice cerca (commerciabilità sul mercato italiano e internazionale), non necessiti di interventi di editing importanti. Con sole sei settimane tra la proclamazione del vincitore e l'uscita, si avrà il tempo di fare un velocissimo giro di correzione di bozze e poco altro. Tenendo a mente questo aspetto, è pacifico che un autore professionista o semi professionista avrà maggiori possibilità di vincere rispetto a uno sconosciuto: tra due romanzi con lo stesso appeal, si presume che il primo sia andato a presentare un testo già pronto ed editato (perché ha più esperienza in merito). In soldoni: la mia opinione è che chi ha presentato un testo scritto nei mesi di apertura del bando, magari finito giusto in tempo e non riletto o riletto una volta, abbia zero possibilità di vincere. Chi ha presentato un testo visto e rivisto più volte ed editato da un professionista, potrebbe anche vincere (anche se sconosciuto o esordiente che opera sul suo testo in modo professionistico), a patto ovviamente di avere un testo in linea con ciò che cercano.
  14. Bango Skank

    Agenzie free, a pagamento e a doppio binario

    Sicuramente c'è una zona d'ombra laddove si dice: paga la tassa di lettura e ti faccio una scheda (servizio non richiesto e da agenzia di servizi, non di rappresentanza) e sicuramente c'è una zona d'ombra laddove si dice: paga 800 euro per la lettura (sinossi e prime pagine bastano e avanzano, ma attenzione al discorso sinossi: potrei essere uno scrittore fenomenale e un pessimo copy e proporre una sinossi infame a corredo di un capolavoro, o un ottimo copy e un pessimo scrittore e proporti fumo per arrosto). Penso che non avrei problemi ad accettare un discorso del tipo: tassa di lettura dai 30 ai 50 euro per sinossi e prime 20 pagine. Se non interessa, è un no secco. Se interessa, manda il testo e si valuta gratis. In questo modo ritengo sarebbero tutti soddisfatti: costi accessibili per gli autori, rientro economico minimo per leggere e valutare sinossi e prime pagine (sembra nulla, ma anche fosse 1h ad autore tra scaricare il file, leggere e rispondere, moltiplica per mille e vedrai che sono un bel numero di h lavoro). Che poi tra questa 'ipotesi operativa' e la realtà ci siano zone d'ombra in cui si lavora sul filo del concetto: sei un aspirante, quindi un pollo da spennare, purtroppo - e su questo ti do ragione - è vero. Diciamo che ci vorrebbe maggiore equilibrio.
  15. Bango Skank

    Agenzie free, a pagamento e a doppio binario

    Perchè la connotazione che hanno le liste su questo forum è a mio avviso chiara: free=ok, a pagamento=non ok. Siccome lo strumento liste è da anni giudicato in un certo modo, sarebbe per me imbarazzante andarne a stilarne una in cui, indipendentemente dal fatto che sia imbarazzante o meno la cosa in se, andando a inserirvi con un significato ben preciso (se non letterale, concettuale) le agenzie italiane che invece operano "meglio", si darebbe un'idea fuorviante. spero di esseremi riuscito a spiegare. non ne ho idea. Forse perché arriva loro di tutto e di più, anche cose impresentabili, ma il punto non è questo. tutto quello che dici dopo è giusto e lo condivido, in linea di massima, ma il punto non è rispondere alla domanda: è giusto come funzionino le cose in Italia. Il punto è che, a mio avviso, una "lista nera" delle agenzie (perché quello diventerebbe, nella sostanza se non nella forma e intenzioni) non aiuterebbe nessuno. comunque: io ho inviato solo a quelle non a pagamento e una mi ha risposto subito. So perfettamente che bisogna anche avere una certa dose di "fortuna", ma sono convinto che si ha un testo valido si può arrivare anche senza spendere un patrimonio. Ci sono diversi concorsi che possono servire allo scopo: dal Clavino al Neri Pozza per testi più "impegnati", dal Dea Planeta a Io Scrittore per testi meno impegnati. A essere letti, si è letti. e se il testo è valido, magari qualcuno si fa vivo. non dico che sia facile o che sia automatico, ma non bisogna essere necessariamente facoltosi per "arrivare". poi, che con dei soldi da investire si possa far eprima e meglio, è pacifico: io per primo ho sottoposto il testo che mi è stato poi preso a un editor professionista, quando era alla sua primissima stesura. ci spesi... non ricordo bene, 700, o forse qualcosa di più. me lo fece a pezzi e lo cambiai completamente. che voglio dire? che se voglio fare lo chef e posso permettermi dei corsi, magari ci riesco meglio che guardando le ricette su Giallo Zafferano. Ma questo, piaccia o meno, non è un problema dell'editoria italiana... è così che funziona la nostra società. Vuoi fare l'avvocato? Quantifichiamo quanto costa a una famiglia una laurea in giurisprudenza? O una in medicina? Parliamo di decine di migliaia di euro, tra una cosa e un'altra. Un college negli USA, per dire, quanto costa? Insomma: piaccia o meno, riuscire a diventare un professionista (qualunque sia l'ambito) a costo zero nella società odierna non dico sia impossibile, ma senz'altro è molto difficile. Ora però voglio ribaltare io la domanda, provocatoriamente. Perché se uno vuol fare l'avvocato (il medico, il commercialista o qualunque altra cosa) nessuno si scandalizza se il prezzo da pagare per diventare quel professionista è a volte altissimo, mentre lo "scrittore" deve essere uno che non ha mai studiato, investito, pagato nessuno? Non è questo stesso atteggiamento a svilire di base gli scrittori, come categoria? Quantomeno, senza nulla un aspirante "può provarci", in un modo o in un altro. Voglio vedere a provare a diventare un professionista di qualunque altro settore, a costo zero. Ed è anche per questo che, forse, poi vengono fuori le bestialità italiane: tutti scrittori. Tanto costa zero provarci. Leggi gli incipit che arrivano a chi si iscrive a Io Scrittore. Leggi i self autopubblicati su amazon da semianalfabeti che si ritengono bravi e spammano su ogni social le loro vomitevoli fatiche. Ecco: la coperta è corta da una parte o da un'altra. Abbiamo questa "libertà" di poter essere tutti scrittori a costo zero? Bene. Ottimo, da una parte. Liberale e democratico. Dall'altra, però, credo diventi normale che qualcuno dica: ok, metto una tassa di lettura perché non ne posso più. mia opinione, come sempre.
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