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Bango Skank

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  1. In realtà, nonostante sia grato alla Rizzoli per avermi pubblicato e sia felicissimo del prodotto che ne è venuto fuori, qualitativamente molto valido, devo constatare che fantasy e fantascienza presentati da autori italiani non hanno vita facile. Si è del tutto invisibili anche con romanzi validi. Credo dipenda da un approccio culturale degli addetti ai lavori. Nell'italico stivale si vivono molti paradossi; uno di questi (non il peggiore e non troppo importante, per carità, ma che chi scrive deve conoscere) è che si è soliti riempirsi la bocca di premi o programmi culturali dagli altisonanti titoli che richiamano ad autori o a libri di "area fantastica", ma si dedicano attenzioni e articoli solo ai soliti romanzi di formazione ambientati in periferie disagiate; se ci sono preti e mafie a condire tanto meglio. Insomma: se è già durissima uscire con una Big con un romanzo fantasy o fantastico o fantascienza, è quasi impossibile poi che qualcuno ti prenda sul serio, indipendentemente dalla qualità del testo. Triste ma vero. Se volete provare a fare gli scrittori a tempo pieno in Italia, cambiate genere.
  2. Bango Skank

    R. Vivian Literary Agency

    Guarda, purtroppo è così. E te lo dico da "privilegiato", ovvero da uno che è riuscito a esordire con Rizzoli con un testo fantasy/sci fi. Il testo è stato letteralmente abbandonato al suo destino, nonostante gli apprezzamenti dei lettori. Del tipo: invii a giornalisti, organizzazione di qualunque cosa... zero. Questa è la situazione, ci paiccia o no. Sugli esordienti si investe se hanno follower o se tante volta riescono a intercettare la moda del momento (formazione giovanile, periferia disagiata, camorra, preti... il top è la formazione di un giovane in una periferia disagiata con la camorra, lì una decina di recensioni te le assicuri di default). Come si riflette questo sulle agenzie? Qualcuno, come Rita, ci prova. Ma è chiaro che questo provarci è un po' una lotta contro i mulini a vento... lo si fa perché si spera di trovare il "caso letterario" con cui, magari, ripagarsi del lavoro in perdita svolto con tutti gli altri esordienti (perché, ripeto, si lavora in perdita). Io credo questo: a fronte di un mercato che riesce a restituirti (a te agenzia) un esordiente su 10 che "sfonda" ogni anno, le agenzie si comportano in un certo modo. Se diventa uno ogni 100 in 5 anni... cambia molto. Insomma: perché tutti iniziano a farsi pagare? Perché non ci cedono più.Gli esordienti scrivono così male? Alcuni, forse, ma non tutti. C'è una valanga ri roba valida, di roba davvero buona, che potrebbe uscire tramite gli esordienti. Ma se le CE non li promuovono, se tutto deve passare con il passaparola (e quindi con l'implicito ricatto morale che devi essere tu a promuoverti, cosa che puoi anche essere assolutamente incapace di fare, nonostante tu sia un ottimo scrittore) ecco che gli unici esordienti ad emergere saranno gli youtuber con i follower, con libri scritti da far schifo. Una brutta, brutta situazione. Lo è per tutti. Quindi, davvero, cercate di essere anche "indulgenti" nel giudizio morale che date a chi fa lavoro di agenzia, perché è davvero dura.
  3. Bango Skank

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Presento questo progetto con gioia ed emozione. Sono felicissimo di questa cosa, sia perché sono da sempre un appassionato di fumetti, sia perché vedere tanto entusiasmo per il mio romanzo da parte di ragazzi così in gamba è, per me, qualcosa di davvero straordinario. E questa illustrazione poi la adoro: rappresenta in pieno lo spirito di Hunter!
  4. Bango Skank

    R. Vivian Literary Agency

    Confermo quanto detto da Miss. Io sono uscito a settembre, negli ultimi mesi c'è stato un altro esordio (l'autore si chiama Soldi, sempre con Rizzoli) e qualche altro romanzo di autori affermati (Remmert, Giacobino). Non credo non le interessi nulla, la mia impressione è anzi che sia una delle poche agenzie che "ci prova" a fare scouting (non si paga per leggere, in poche parole). Il problema vero è che gli esordienti sono davvero poco, poco renumerativi per un'agenzia, considerando le ore lavoro che ci si devono investire.
  5. Bango Skank

    [N2019-F] Io e il gobbo

    Eh... Credo che metterci pure il dialogo con i morti sarebbe stato troppo ma ehi... Niente paura: quando scriverò il romanzo tratto da questo racconto - che voi tutti ovviamente acquisterete - ci saranno pagine e pagine di dialoghi con i morti! Xd
  6. Bango Skank

    [N2019-F] Io e il gobbo

    A te sai come ti vedo bene torturato? Tipo Alex in Arancia Meccanica. Al posto della Cura Ludovico, però, la Cura Spiegovico! Praticamente vieni legato a una sedia e costretto ad ascoltare audiolibri composti da incipit di romanzi fantastici, incipit tutti scritti in modalità SS (Sommo Spiegone). Per una settimana! Xd
  7. Bango Skank

    Scrittopoli 2019 — Finale

    Guarda... stare stretti stretti e vicini vicini a dei tizi che si chiamano Untori non lo so mica se è una roba tanto salutare eh... Grazie a Vincenzo e ITG per la compagnia, ad AdStr, Miss e Kikki per l'organizzazione e a tutti i partecipanti per aver mantenuto un clima sereno e rilassato. Che sia di buon auspicio per il tutto il 2020
  8. Bango Skank

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Ma infatti grazie per avermi fatto capire che il mio futuro è nel crowfounding, 10 euro di sottoscrizione minima per romanzo con firma e via via ad aumentare con servizi funebri (libro e necrologio, libro e bara di mogano, libro e organizzazione del funerale per te o un tuo caro...)
  9. Bango Skank

    [N2019-F] Io e il gobbo

    Evvai, così tra questo e l'altro per i prossimi 12 mesi sto aposto con eventuali problemi da blocco, crisi creativa e bla bla Credo che nulla mi abbia mai dato maggior "soddisfazione metanarrativa "di riuscire a scrivere un racconto con un finale-omaggio alla Torre Nera che ad alcuni giustamente piace mentre altri giustamente lo schifano!
  10. Bango Skank

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Ecco qui il vostro premio. Più di un necrologio tutto un funerale, vi ho dedicato... @julia1983 e @Silverwillow ed @Emy
  11. Bango Skank

    [N2019 - Premio Contest CC] La fine delle Grammar's Angels

    commento NB: il seguente testo, seppur presentato sotto forma di racconto, è il premio promesso per la vittoria del prestigiosissimo CCC/CN (Concorso Coefficiente Cadavere abbinato al Contest di Natale). Le vincitrici - Emy, Silverwillow e julia 1983, in squadra assieme con il nome di Grammar's Angels - hanno ucciso male più personaggi di tutti e, quindi, vinto un necrologio. Ho pensato che fosse giusto premiarle regalondo loro anche un funerale (e che non si dica che non sono un Signore). La lettura del seguente brano è totalmente autoreferenziale, essendo il brano liberamente ispirato ai racconti presentati dalle Angels durante il Contest e ai 12 racconti finalisti. La fine delle Grammar's Angels Io e il gobbo. Su una panchina del cimitero di Bangor, baciati dall’ultimo, pallido sole della giornata. Davanti a noi sfilano tre carri funebri. Dietro, in processione, una vera e propria corte dei miracoli. Il gobbo indica i due giovani che la guidano. «… sti cazzi dell’altezza» sta dicendo quello più basso all’amico, sottovoce. «L’importante è averci il cazzo grosso! A tua cugina io…» «Zitto Edu» lo interrompe l’altro. «E porta rispetto, è un funerale.» A seguire, un vecchio con il deambulatore e una ragazzina con il girello. Fanno a gara e ridono, neanche si recassero a una festa, e non a una sepoltura. Poi, un tizio con una tunica bianca. Faccia triste e occhiaie da guinness. In mano un taccuino e un lapis, al collo un cartello: Alessandro – Colpevole Sopravvissuto allo Strappo. «Tipi strani» faccio al gobbo. E apro una birra. Intanto, la processione continua. C’è un travestito che sta parlando fitto con tre tipi vestiti da infermieri. «… mio padre non si ricorda di me, io vi denuncio» minaccia. Due degli infermieri, un ragazzo e una ragazza, cercano di calmarlo. Il terzo, incurante, si sistema il pacco con la mano destra e si guarda in giro. «Poca figa, in giro» dice. «Poca figa…» C’è addirittura una scolaresca. La guida una prof di matematica, dietro gli alunni. Uno ha un taglierino in mano e sghignazza assieme all’amichetto (che sembra un tipo stra-tranquillo) mentre indica un compagno pieno di contusioni e graffi che trascina una bicicletta incidentata. «C’ha pure il piumino sgarrato» sibila il gobbo. «Vero» rispondo io, e lo sguardo va a un artista di strada che suona un santur e cammina da solo con l’aria affranta e malinconica. Ogni dieci passi si ferma, raccoglie un sasso e lo lancia verso il laghetto del cimitero. Poi riprende a suonare. Dietro di lui, un manipolo di femministe incattivite. Hanno in mano dei cartelli colorati che recitano: L’utero è mio e lo gestisco io e le guida un’anziana che sembra la più incazzata di tutte. Anche lei stringe un cartello: Giustizia per le Angels! Il gobbo sputa a terra. «Mai sopportate, le femministe» biascica. «Meglio quelli, quelli sì che mi sono simpatici» fa, indicando il gruppo che segue le donne. Dei tizi vestiti da demoni, fiaccola accesa in una mano, fiaschetta di vin brulè nell’altra. In mezzo a loro, un giovane uomo sorregge un anziano con il cappello nero. «Quel cazzo di bombardino mi è rimasto tutto sullo stomaco, papà» dice. Dietro la fiaccolata dei Krampus, una donna con il pancione che si trascina dietro due gemelli urlanti. Accanto a lei un avvocato con la ventiquattrore di pelle, documenti in mano. «Ecco, se mi firma qui e qui abbiamo finito. Non solo avrà diritto agli alimenti, ma anche alla casa e…» Poi, è la volta di una dozzina di tizi assurdi che sembrano usciti dalla scenografia di un film horror. Ostentano con gioiosa fierezza maschere sanguinolente, trucchi e body pant. Sembrano zombie a cinque occhi. Ridono e scherzano, tranne uno meno truccato degli altri, giusto un occhio nero: l’unico sofferente della combriccola. Due ragazzette ci si avvicinano e lasciano al gobbo un volantino contro la guerra. «Hai mai pensato di invertirti la gobba con il viso?» gli fa una, contorcendosi tutta. «Saresti chic!» Il gobbo sputa a terra e la manda affanculo. Chiude la bizzarra processione una coppia assortita davvero male. Una donna dalla pelle diafana, con la destra stringe al petto una piantina di basilico, con la sinistra tiene per mano un ragazzotto massiccio e basso che sfoggia dei basettoni demodé. Ed è vestito da gelataio. «Basta andare a scopare nella serra» le sta sussurrando. «Ho un amico che ha un piede a terre in centro e…» «Cazzo di campionario umano» dico, quando sono sfilati via tutti. «Vero. Un bestiario da primato mondiale» ribadisce il gobbo. «Vai a capire chi sono…» Incuriositi, ci alziamo e seguiamo questa processione surreale. Nascosti dietro a un albero, osserviamo la sepoltura delle tre bare, l’orazione funebre e il piccolo rinfresco. Poi se ne vanno via tutti. «Chissà chi è morto» faccio io. Il ghigno del gobbo si illumina. La mano gli va alla tasca posteriore dei jeans, dove, arrotolata, ha una copia del Gazzettino Cimiteriale. La sfoglia. «Nel programma Funerali e Tumulazioni c’è scritto che nella serata di oggi era prevista la sepoltura di tre scrittrici che facevano parte di una setta, una congrega di autrici sanguinolente: le Grammar's Angels.» Il gobbo sputa a terra. Poi accende una canna e continua. «Pare che sono morte tutte male durante le vacanze di Natale, uccise da certi pazzi furiosi. E così hanno fatto una funzione cumulativa e le hanno sepolte vicine. Quelli che abbiamo visto erano i loro fan più accaniti. Comunque, dice che ci sono articoli di approfondimento, nel giornale. Alla sezione della Cronaca Funeraria.» Ci avviciniamo alla prima lapide. Nel cimitero non c’è più nessuno. Julia 1983, leggiamo. Sotto, un epitaffio misterioso. A colei che scrivea di cubane bastarde Furon fatali salse e mostarde. «Cazzo vorrà mai dire?» chiedo al gobbo, che sta già sfogliando il Gazzettino. «Questa l’ha uccisa la sua vicina di casa. Una cubana psicopatica» fa lui, picchiettando con l’indice su un trafiletto. «Prima le ha offerto un hot dog con ketchup e mostarda avvelenati, poi le ha tagliato la capoccia e l’ha messa dentro a una scatola.» «Cristo… e perché? C’è scritto perché?» «Per colpa di un carillon. Pare che la scrittrice avesse un carillon che si metteva a suonare da solo ogni notte, e rompeva talmente il cazzo che non faceva dormire i vicini. Così, alla fine, la cubana ha sbroccato male. La gente è strana» dice. E mi passa la canna. Vero. La gente è strana. Raggiungiamo la seconda lapide. Emy, c’è scritto su questa. Mi avvicino all’epitaffio. Venia lei dall’est, scrivea prosa e canzon Morì per lo rito dello Malo Reggaeton Allargo le braccia, interdetto. Guardo il gobbo, che cerca tra le pagine del giornale. «Ecco. Quest’altra l’ha fatta secca una cantante ecuadoregna. Una che è sopravvissuta al terremoto del 2016, ma poi è uscita fuori di testa» spiega. «Le ha fatto una sorta di rito satanico, il Malo Reggaeton.» «Il Malo Reggaeton? Dimmi gobbo, che sono curioso.» «Un rito di magia nera sudamericano, c’è scritto qui. Prima fai saltare la casa a qualcuno, poi, mentre i sopravvissuti sono sepolti vivi sotto le macerie, li guardi morire cantando hit Reggaeton… tipo Despacito a Subeme la radio.» «Un rito davvero nefasto… una morte orribile» mormoro sottovoce, con timore e paura, mentre getto il mozzicone della canna a terra. Il gobbo ci sputa su e si fa il segno della croce. «Puoi dirlo forte.» Apro un’altra birra. Ne ho bisogno. E ci dirigiamo verso la terza lapide. Silverwillow, è il nome che vi è inciso sopra. Scrittrice perversa e invero spietata Dal Grillo Parlante finì poi affettata Recita l’epitaffio. Strano è strano. Faccio un sorso di birra e do una gomitata al gobbo. «Che dice il Gazzettino?» Il gobbo sfoglia. «Ah, però» fa, appena trova il trafiletto giusto. «Questa aveva organizzato un’orgia sadomaso nella sua villa. A capodanno. Roba da pervertiti veri. Tutti a trombare e a frustarsi con gatti a nove code, in testa una maschera Fantasia.» «Una maschera Fantasia?» chiedo. «Sì, tipo da Biancaneve, Babbo Natale e quelle robe lì» ghigna il gobbo. «C’è gente che si eccita da matti. Pare che la scrittrice avesse la maschera della Fata Turchina.» Faccio un’ultima sorsata e scuoto la testa. «Sì. Ce n’è di gente strana a questo mondo» sentenzio. Il gobbo annuisce. «E infatti uno sciroccato con la maschera da Grillo Parlante l’ha fatta a pezzi con un machete, mentre stavano… sì, insomma, ci siamo capiti.» Io e il gobbo. Rimaniamo qualche minuto a osservare le lapidi delle Grammar’s Angel, in silenzio. Poi ce ne andiamo. «Comunque, secondo me è sta cosa di voler fare gli scrittori che porta male» fa lui. «Non posso darti torto» rispondo, sospirando. «Non posso darti torto…»
  12. Bango Skank

    [N2019 - F] Un tipo tranquillo

    Ciao Mercy, questo racconto mi è piaciuto moltissimo. Alcuni suggerimenti (piccole cose) Ottimo l'incipit con "che poi io...", a me questi inizi fanno impazzire. Una cosa sul titolo Il mantra del tuo racconto è: io "sono un tipo stra-tranquillo". Perché il titolo "riduce"? Meglio, forse, intitolarlo direttamente "Un tipo stra-tranquillo". Così carichi ancor di più le frasi che ripeti sepsso, le "blindi", in un certo senso. E puoi permettertti di elimarne una che credos ia di troppo (lo scrivo dopo) via il punto qui, più che abbreviazione da metterci il punto, prof può essere considerata una parola vera e propria di uso comune questa non l'ho capita a pieno. Ha scritto "?" oppure gli ha chiesto cosa avesse? Nel primo caso meglio mettere "scritto", nel secondo meglio mettere "gli ho chiesto cosa avesse". Non che non sia interessante utilizzare certe forme e formule di rottura, sopratutto nel parlato/ diaristico del giovane che narra, ma allora carica davvero, non una volta sola: vacci giù pesante e aggiungiine un paio nel racconto, oltre a io gli ho chiesto "?" metti cose tipo: Seba ha fatto “XD” esultando in silenzio ecc. Qui ti si potrebbe dire che hai sbagliato il tempo del verbo, ma secondo la mia personalissima idea di scrittura e gusto, è giusto così. Nel colloquiale, nel parlato o in questo tipo di racconto, per me è perfetto. sporca un po', qui. troppo pulita questa frase. la dice un teppistello che ha appena preso 4 e sta incazzato con il mondo "Sei uno stronzo. Anche con otto in mate rimani uno stronzo e uno sfigato." o qualcosa del genere Punto dopo "ho pensato". Pensato, alzato e fronteggiato: fa troppo cantilena. Non sono errori o probelmi chissà quanto gravi, ma se hai tempo e modo, lima anche queste piccolezze, cerca la perfezione formale a livello "musicale". In questi casi, meglio cambiare ...ho pensato. Invece quando Pasqualato si è alzato Seba si è fatto da parte. anche qui verbo ok per me. il termine audizione non so... forse sono troppo piccoli per le "audizioni"? Nel senso, forse è poco congruo, cambierei con interrogazione o addirittura provino di calcio e ste cose. primo gergale: mi piace molto secondo gergale: qui invece andrei pulito e aggiungerei: "del tutto convinto" (per una questione di equilibrio: l'altro gergale è troppo vicino, poi "carichi" troppo) questo (mia personalissima idea) lo eliminerei: tre bastano. Uno alòl'inziio, uno al centro e uno alla fine. Al limite si potrebbe pensare di lasciare questo ed eliminare quello precedente, però non ne metterei due di fila, perché, paradossalmente, la ripetizione fa perdere di forza a entrembi, ed è un peccato. refuso: manca l'ora aggiustare meglio al frase Aggiustare un po' la frase. Prima di questa frase aggiungerei qui una riga per rafforzare il finale: Pasqualato che minaccia Seba di qualcosa, tipo di far chiamare i genitori di Seba da quelli di Pasqualato ecc. Magari Seba pensa che rischia la play e vuole fare qualcosa per farlo "stare zitto" , da qui il dargli l'ulteriore lezione. finale meraviglioso. Tutto quello che ti ho scritto sono piccole limature per afifnare sempre più stile e scrittura... niente di che, comunque. Questo racconto mi ha davvero colpito. sei riuscita a scriverlo con un equilibrio invidiabile: la leggerezza dell'età, ma anche le piccole e grandi tragedie che occorrono tra i ragazzini di una scuola, con bullismo e stronzaggine. Il tutto è estremamente "vero": non è stucchevole, non è forzato... non c'è la ricerca della lacrima verso questo o quello. già con il tuo primo racconto ho visto questa tua capacità di "saperti mettere nei panni di", che per uno scrittore, per me, è una cosa fondamentale. Riesci a rimanere in equilibrio, a non giudicare ma a mostrare... è una forza, credimi. Ottimo anche il finale, veramente azzeccato. Brava Mercy!
  13. Bango Skank

    [N2019-F] Alto e glorioso è il Signore

    Allora... innanzi tutto qui c'è da citare il buon Ghigaccio Io neanche arrivo a 170 cm. A quanto mi pare di capire manco te, Edu. Il prossimo contest a squadre potremmo fare squadra e presentare esclusivamente racconti sui 7 nani. Qualunque tema, genere, traccia o boa... i protagonisti saranno i 7 nani. Tornando seri: a me l'accostamento tra tematiche serie e il quotidiano non dispiace affatto, e trovo che tu l'abbia condotto bene. Ti lascio un suggerimento tecnico stilistico, consapevole che per il tipo di narratore o lettore che sei (o che almeno ho intuito tu sia, non so se indovinandoci o no) potrebbe anche farti storcere il naso. Ma te lo dico uguale, vedi tu! in grassetto la prima indicazione che mi dai su chi sta parlando. Poi più nulla. Nelle battute secche e veloci (siamo dei in poi) mi perdo un po', nel senso che non riesco più a capire chi dei due dice cosa senza tornare indietro. Ed è un peccato in un testo così frizzante, con le battute veloci, perché vorrei "leggermelo" di un fiato. Chiaro che in un discorso con concetti "concentrati" tra due personaggi, capire chi parla può essere facile perché sono appunto le parole a "riportarci" al personaggio, a condurci a lui. Quando invece ci sono botta e risposta molto veloci, il lettore può faticare a "contare": parla personaggio 1, parla personaggio 2. Almeno, per me è così. Ora, io sono un fanatico dello "spiegone style" anche nei dettagli, e infarcisco i testi con "disse" "rispose" "fece" ecc dopo ogni singola battuta. Si tratta di un "mood stilistico" che, però può piacere o meno. Giustamente. Dipende dai gusti che si hanno. Nel tuo caso, visto che hai un mood stilistico molto orientato alla ricerca di un ritmo che non spezzi il parlato con questi incisi, si potrebbe pensare a inserire almeno una e una sola frase al centro del discorso, in modo da non sacrificare quello che è il tuo stile di scrittura da una parte, ma fare in modo che un certo tipo di lettori possano essere facilitati nel capire immediatamente chi sta parlando senza tornare all'inizio. In questo caso, dopo Siamo Dei un "disse Emanule (magari facendogli fare un'azione per staccare un po'... accendersi una sigaretta, grattarsi la testa, tirare un calcio a uns asso... qualunque cosa) e si risolve tutto. Saluto!
  14. Bango Skank

    [N2019-F] Io e il gobbo

    Sì, lo immagino. potevo dargli 10 anni di vita in più in effetti. Sono di quelli che ha trovato quel finale favoloso, tra l'altro. Ti dirò, il finale citazionistico ci può anche stare in un racconto del genere, se - vista la trama - si parla di uno che è morto veramente. Infatti inizialmente avevo pensato in un cimitero in cui fossero sepolti dei mostri sacri nostrani, tipo Dante e compagnia bella, per il discorso "culturale alto" dello scrittore che vuole parlare con gli scrittori del apssato e tutto. Poi alla fine mi sono detto: ma sai che c'è? sti cazzi. King è King. e amen. Grazie Marcè. Ho provato in effetti a lavorare proprio su questo, visti i commenti all'altro racconto: inserire roba senza fare "spiegoni" eccessivamente concentrati. Lieto di essere riuscito nell'intento (almeno a tuo giudizio) e ancor di più lieto di averti apprezzare un racconto a tema "fantastico".
  15. Bango Skank

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    ma dai... no! comunque sì, l'idea di base era favolosa. uno dei problemi più grandi a livello "narrativo" (romanzo o sceneggiatura che sia) è costruire una storia che tenga e un finale che tenga partendo da un'idea del genere.
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