Vai al contenuto

Bango Skank

Supercritico
  • Numero contenuti

    1.973
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    22

Bango Skank ha vinto il 7 gennaio

Bango Skank ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

1.244 Più unico che raro

Su Bango Skank

  • Rank
    ...was here

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Anagni

Visite recenti

4.865 visite nel profilo
  1. Ma guarda, io esprimo le mie opinioni non a nome dello Staff inteso come entità astratta, ma a nome mio. Personalmente, ad esempio, ritengo che sia molto più importante spiegare agli aspiranti scrittori che frequentano il forum come funziona realmente il mercato editoriale italiano (per quello che posso e per quello che so) per aiutarli a districarsi in un ambiente complesso. Io non ho "elencato giustificazioni", ho provato a spiegarti come la vedono oggi gli operatori del settore (ho preso l'ebook di Franco Forte sulle agenzie letterarie ad esempio, e lui spiega per bene quanto ho detto sopra, ovvero che c'è da differenziare tra agenzie e agenzie e che le "big" oggi tendono a chiedere la tassa di iscrizione per svariati motivi. Nessuno ti costringe a pagare... sta a te decidere se provarci o meno). Quindi: io leggo le opinioni e le "dritte" dei maggiori operatori editoriali e cerco di districarmi nell'ambiente muovendomi di conseguenza. Ritengo che la strada giusta sia questa, e ritengo che sia per me assolutamente legittimo dire la mia opinione in merito, ovvero che "stare al passo" con gli operatori editoriali sia necessario se si vuole fare questo mestiere. Non vuoi farlo? Non ti interessa provare a capire cosa pensano, perché cambiano le "dinamiche" del mercato, la domanda e l'offerta (perchè è un discorso di domanda e offerta, non di "cartello") ecc ecc? Va benissimo. Ma, per cortesia, non permetterti più di insinuare quello che dovrei o non dovrei scrivere qui. Io dico quello che penso, sempre e comunque. E, ti ripeto, lo dico a nome mio, come ogni altro utente del forum, far parte o meno dello Staff è assolutamente irrilevante.
  2. Ma guarda, che tu voglia o non voglia pagare è una tua legittima scelta... non è mio interesse invogliare nessuno a pagare o non pagare alcun servizio, non sono affari miei (io, ad esempio, prima di trovare chi mi rappresentasse mi sono fatto leggere da diverse agenzie senza mai pagare un solo euro, per dire...) Quello che mi premeva "farti arrivare" era il consiglio di stare al passo con il mercato editoriale italiano, ovvero capire cosa pensano e come si muovono i maggiori operatori del settore qui in Italia in un sistema che è molto complesso. Il concetto che ho espresso oggi è comunemente accettato dagli operatori del settore, ovvero le maggiori agenzie italiane. Quindi il consiglio è: piuttosto che arrabbiarti per questa cosa e fare paragoni con l'estero, prendine atto, cerca di capire il loro punto di vista (perchè semmai avrai la possibilità di "provarci" a fare questo mestiere, sarà con loro che dovrai rapportarti, non con l'avvocato Lenti) e cerca di capire come puoi farti leggere da chi non prende soldi in un sistema che, come ho detto e ripeto, è complesso. Personalmente ritengo che l'atteggiamento di "ostilità permanente" verso il sistema e verso gli operatori del settore non porterà mai un solo "aspirante scrittore" a scrollarsi quell'aspirante da davanti a scrittore. Mai. Ma questa, naturalmente, è solo una mia opinione. Ti saluto e ti faccio i miei migliori auguri, per me il discorso termina qui.
  3. @Aspirante Scrittore Tassa di lettura: Tl Scheda di valutazione: SdV Non esiste nessun servizio non richiesto: la Tl non è un servizio non richiesto, è "il servizio". Che poi sia alta o bassa, che poi a questa Tl sia legata una SdV più o meno fatta bene, queste sono valutazioni che ci stanno per farsi un'idea di chi si ha di fronte (e ci mancherebbe), ma che non devono farci dimenticare che il punto è questo: tu paghi per un servizio, paghi perché dei professionisti investono il loro tempo su di te. Chiedersi se sia legittimo da un punto di vista giuridico chiedere un compenso per il proprio tempo mi sembra surreale. E poca importa se in UK non si fanno pagare... qui siamo in Italia, il nostro mercato è quello italiano e noi con questo mercato dobbiamo confrontarci. Ora, l'avvocato Lenti fa l'avvocato, ragiona da avvocato e parla da avvocato, mi sta bene. Ma tu vuoi fare l'avvocato o lo scittore? Perchè se è la seconda, devi iniziare a guardare a cosa pensano gli addetti ai lavori. E gli addetti ai lavori del campo "editoria" in Italia la pensano così? No. Perché? Perché negli ultimi anni sono cambiate moltissime cose, e quindi investire sulla scoperta degli esordienti è diventato quasi un lusso, qualcosa che non è più renumerativo. E quindi a fronte di un qualcosa di meno vantaggioso da una parte, di un aumento esponenziale di testi che arrivano dall'altra, la Tl diventa per alcuni "la strada". Qualcuno ci marcia, anche dei "big"? Certo. Magari più di qualcuno. Comunque, ci sono ancora grandi agenzie che "ci credono" nella scoperta degli esordienti, e che quindi leggono gratis. Sempre di meno, ma ci sono (non so fino a quando).
  4. Gli scrittori "da un solo libro" forse non interessano alle CE?

    Discussione interessante e meno "folle" di quello che potrebbe sembrare, perché tendenzialmente sì, è così. Chiaro che se invii il tuo primo romanzo a un'agenzia o a un editore vale tutto ciò che è stato detto da chi mi ha preceduto: nessuno può sapere se scriverai ancora ecc ecc. Il discorso cambia se ad esempio presenti a un'agenzia un testo scritto 5 anni fa, specificando che da allora non hai più scritto nulla. Non è un segreto che in molti oggi tendano a "scommettere sull'autore" più che sul singolo testo. Questo perché si ha l'idea di affiancare l'autore in un percorso di crescita che potrebbe portarlo a diventare "renumerativo" dopo un tot... credo che se agenzie ed editori dovessero investire sull'opera prima di un aspirante con la consapevolezza che quel romanzo rimarrà l'unico scritto dall'autore in questione, ci penserebbero due volte. Perché? Perché è veramente difficile che l'opera di esordio ti faccia "svoltare". Però io agente (o io editore) posso pensare: "Questo autore magari mi vende 5mila con la prima, poi scrive un libro ogni anno o due e passa da 5mila a 10mila e va a finire che se va bene tra una decina d'anni si stabilizza sulle 20-30mila a romanzo. Ci investo il mio tempo (o i miei soldi)? Ne vale la pena? Diciamo di sì." Stesso discorso sapendo che l'autore è uno da 1 libro ogni 10 anni: va benissimo se sei una "star" e già so che quel libro mi vende 100mila copie, ma se sei un signor nessuno, l'essere "poco produttivo" potrebbe pregiudicarti qualcosa. In definitiva, almeno per quella che è la mia esperienza, gli addetti ai lavori cercano di capire se sei uno che può "produrre" oppure se sei un "one-shot", come hai detto tu. Cercano di capirlo eccome (se interessati a quello che hai proposto, ovviamente), perché l'investimento di norma non è su quello che hai proposto, ma su di te come autore, alla lunga.
  5. Illuminante? Personalmente troverei davvero demotivante l'idea di pagare un fisso alla mia agente. Questione di punti di vista, immagino. Per quanto riguarda il fatto di pagare la tassa di lettura è un discorso complesso, un discorso che affrontare con un semplice "è giusto" vs "non è giusto" sarebbe superficiale. Il panorama editoriale italiano è complesso; personalmente sono d'accordo con quanto scrive a riguardo Franco Forte, il cui pensiero è riassumibile in questi pochi concetti: - in Italia ci sono 20, 25 agenzie letterarie che possono definirsi tali, in quanto hanno contatti con l'editoria che conta - le altre sono "pseudo agenzie letterarie" che questi contatti non li hanno - spendere soldi per farsi valutare dalle seconde è insensato - spendere soldi per farsi valutare dalle prime (laddove non lo facciano gratis, perché alcune delle prime lo fanno anche gratis) può avere tutto il senso del mondo Poi è chiaro che si potrebbe parlare di ogni singolo punto valutando caso per caso: ad esempio secondo molti utenti del WD ci sono agenzie di serie A che lucrano sugli aspiranti con tasse di lettura esorbitanti e non si ha notizia di nessuno che sia stato contrattualizzato, mentre ci sono agenzie di serie B che magari chiedono poche decine di euro e hanno tanta voglia di "emergere"... insomma, è complesso, bisogna sempre fare delle ricerche approfondite. Non credo ci sia un giusto o sbagliato a priori, credo invece che sia necessario, da parte di chi vuole provare a fare della scrittura un mestiere, acquisire un minimo di consapevolezza di quello che è il mondo editoriale e di come funziona a ogni livello.
  6. I racconti della Seconda Luna - quarto ciclo

    Per la settimana n.5 seleziono il racconto Ammazzare il tempo di @Johnny P
  7. I racconti della Seconda Luna - quarto ciclo

    Per la settimana 5 Inquieto vivere Lepisma Saccharina Non voglio contagiarli Bussano Contro il Sistema La Rimpatriata - Parco Rignon Quotidiana umanità Il viandante con la valigia Infallibile Preludio all'ecatombe Il ritorno Aida Ammazzare il tempo Ludovirus Mostri xx
  8. I racconti della Seconda Luna - quarto ciclo

    Luna (giallo vecchio) Luna (latte sporco) A picco (Marinetti - Zang tumb tumb) Racconti delle Tredici Lune - quarto ciclo - Seconda Luna Regolamento e finalisti e vincitori delle Lune Ricordo che come sempre voi non dovrete fare nulla se non pubblicare secondo le regole dell'officina i vostri racconti e racconti lunghi E ora i lettori della Seconda Luna settimana 5 (29 gennaio / 4 febbraio) - Bango settimana 6 (5 febbraio / 11 febbraio) - wyjkz31 settimana 7 (12 febbraio / 18 febbraio) - Black settimana 8 (19 febbraio / 25 febbraio) - Unius Giudice: queffe
  9. IoScrittore

    Ah... ok, perdonami, avevo capito male io! In questo caso sì, certo, puoi farlo... dipende solo da te, da quanto tempo sei disposto ad "aspettare", nel caso passassi il primo step e finissi tra i 300!
  10. IoScrittore

    No no, attenzione, sono due aspetti completamente diversi. La valutazione dei concorrenti equivale al far leggere ciò che hai scritto a "n persone" e a far tue le loro impressioni. Ora, se e quanto queste persone siano competenti o meno, tu non lo puoi sapere. Hai presente quando si dice che far leggere a parenti e amici è inutile perché tanto ti diranno "ma quanto sei bravo?" ecco... non siamo a quel livello, ovviamente, perchè si tratta di sconosciuti che potrebbero anzi dirti "ma quanto sei incapace?" anche se non è vero, ma devi tenere presente che: 1) si tratta si sconosciuti che potrebbero come non potrebbero centrare il punto o i punti che a te interessano 2) che magari tu scrivi un noir e ti trovi 10 lettori che non hanno mai letto un noir e ti diranno che è magnifico quando invece è pessimo o che è pessimo quando invece è magnifico 3) che nessuno dei tuoi lettori, per quanta passione poss amettere nella lettura e nella scrittura, sarà mai un editor professionista (o forse sì, ma le possibilità sono poche) 4) che anche se tu trovassi un editor professionista, non riuscirebbe a editarti il romanzo in una manciata di righe, potrebbe al limite darti qualche "macro dritta". E potrei continuare. Ora, se tu vuoi investire in un editing professionale per il tuo romanzo, questa è una cosa completamente diversa dai feedback che avrai da un concorso di questo tipo. Io ti consiglio di non farti condizionare minimamente: partecipa e fai finta di dimenticartene (a parte il dover commentare gli altri con la massima onestà, ovviamente); se poi arriva qualcosa di buono, tanto di guadagnato... e se non arriva pazienza. Questo è lo spirito giusto, e partecipando con questo spirito vedrai che qualcosa di buono (fosse anche solo un mezzo commento utile) te ne verrà. Fuori da questo spirito potresti rimanere molto, molto deluso.
  11. IoScrittore

    Il torneo va benissimo per ricevere delle valutazioni. Alcune saranno centrate, altre no. Alcune saranno date senza neanche aver letto ciò che hai scritto se non la sinossi, altre saranno puntuali. La percentuale delle prime rispetto alle seconde è assolutamente randomica, quindi si tratta di un terno a lotto, da questo punto di vista. Le tempistiche sono lunghe (a maggior ragione se passi tra i 300), quindi va benissimo farlo come "sport" se si ha un romanzo pronto e se si ha la voglia-possibilità-modo di voler leggere e giudicare i lavori altrui (con la consapevolezza che molti scritti sono davvero pessimi), fermo restando che nel frattempo si può inviare il romanzo in questione ad agenti, altri editori ecc ecc (se si firma un contratto si avverte l'organizzazione e ci si ritira, tutto qui). Discorso aspettative Qui ci sono le note dolenti, almeno dal mio punto di vista. Questo torneo può rappresentare il punto di svolta nella carriera di un autore solo se lo si conclude come il vincitore che viene pubblicato in cartaceo. Gli altri 9 vincitori hanno "in stampa" un ebook che potrà forse vendere qualche copia, ma che non ti fa "decollare". Il discorso è quindi molto diverso da altri premi come Calvino e Neri Pozza, dove comunque, anche se poi il vincitore è uno solo e non 10 come qui, la "rosa" dei finalisti e dei segnalati ha davvero la possibilità di essere notata da professionisti del settore. Ecco, questo torneo mi ha lasciato l'impressione di essere un'arena di quelle dove alla fine ne esce "vivo" uno solo. Considerando che il gruppo promotore è uno dei più grandi in Italia e che conta tantissime CE, le cose sono 2: o il livello di ciò che arriva è talmente infimo che è già difficile trovare 1 e una sola opera spendibile in cartaceo per il grande pubblico su 2-3mila che arrivano, oppure il gruppo non ha la volontà di "scoprire e lanciare" nuovi autori se non nei termini di 1 all'anno, non di più. In ogni caso, essendo il torneo gratuito e visto che non ci sono uomini in nero della Gems che ti vengono a intimare di partecipare con una pistola alla tempia, direi che i promotori possono fare come meglio credono e nessuno debba o possa dirgli A o B; se ti sta bene partecipi, se non ti sta bene non partecipi, facile facile. Quindi, in definitiva: se si ritiene di avere un prodotto valido e abbastanza in linea con le aspettative di CE e grande pubblico si può serenamente provare a essere quel "vincitore"; in fondo qualcuno dovrà pur vincerlo il torneo, no? E fino a prova contraria quel qualcuno potrebbe essere ogni concorrente. L'importante è partecipare con l'idea di andare a "divertirsi", senza "bloccare" il romanzo per un anno e senza dare ne troppo ne troppo poco peso ai giudizi che si ricevono: un po' di equilibrio e si potrà arrivare a un'autovalutazione del proprio lavoro (parlo di autovalutazione perché si dovrà filtrare il giudizio non di addetti ai lavori in senso stretto ma di altri aspiranti scrittori) e rielaborarlo da se. Chiaro che se si vuole una scheda di lettura dettagliata ecc ecc per il proprio lavoro e si hanno fretta e disponibilità economiche, ci si rivolgerà non ai concorrenti del torneo ma a professionisti che fanno schede di lettura per mestiere. Fino allo scorso anno (edizione 2016 quindi) so di vincitori che si sono rifiutati di firmare solo per l'ebook. Come stia andando per il 2017 lo ignoro, anche perché se non erro da quest'anno hanno messo pubblici solo i titoli dei romanzi vincitori, non i nomi degli autori, quindi se non si ha una conosocenza diretta con uno di quei 10 è abbastanza difficile avere informazioni di sorta.
  12. I racconti della Prima Luna - quarto ciclo

    Per la mai settimana scelgo Cenere di @m.q.s.
  13. "Pago" anche se non pago?

    Aspetta Marco, qui stiamo parlando di cose completamente diverse. Io ho detto, e lo ribadisco, che se tu pubblichi a pagamento il libro X questo non impedirà in alcun modo allla grande CE di offrirti un contratto per un successivo libro Y (o anche per quel libro X se riesci a far loro leggerlo e se loro dovessero reputare che può vendere migliaia di copie). Quello che state dicendo, ovvero che il libro X pubblicato a pagamento non verrà preso seriamente dagli addetti ai lavori che si occupano di tutto ciò che riguarda il "fine lavorazione" (librai, recensori, gli stessi lettori "forti e consapevoli", volendo considerarli come parte in causa della filiera, come acquirenti finali) è pacifico, sono il primo a dirlo. Il punto della discussione però non era questo, almeno per me, ma era quello di considerare se una Mondadori o chi per lei andassero a "marchiare" un autore perché viene da EAP o da altri canali "non istituzionali" secondo l'idealistica gavetta: parto dal basso con piccolissimi editori free, vendo poco, poi man mano miglioro, arrivo ad editori free man mano più grandi vendendo sempre di più, la grande CE mi nota. Ecco, su questo punto la mia opinione non cambia: assolutamente no. Anzi, guardando un po' come si muovono le grandi CE oggi, non credo sia un mistero per nessuno che vadano a pescare sempre più spesso al di fuori dai canali di quella idealistica gavetta, cercando i self che vendono di più, gli autori che sono più seguiti su piattaforme come wattpad (magari anche se lo stile e le storie non sono il massimo). In soldoni, la grande CE è interessata a fatturare (e giustamente). Questo non vuol dire che non pubblichino anche roba buona: io quando entro in libreria i classici li trovo da 30 anni... non è che le grandi CE hanno mai imposto o stanno imponendo la "censura del bello", eh... solo che se il pubblico compra Volo, è giusto e sacrosanto per loro pubblicare Volo e cercare altri 10, 100, 1000 Volo. Non perché loro siano "sporche brutte e cattive", ma semmai perché i lettori vogliono quello. Legge di mercato, tutto lì. Quindi una grande CE è portata, in quanto azienda, a cercare ciò che la fa guadagnare. Se intravede nel libro X pubblicato a pagamento (e in quella fase schifato da qualche libraio, blogger e lettore occasionale) un potenziale best seller, non ci pensa un attimo a prenderlo, rieditarlo, cambiargli magari il titolo e venderlo. Il concetto di "marchiare l'autore" non esiste (semmai sia mai esistito). Non interessa se l'autore è un cuoco, una velina, un tronista, un blogger, uno youtuber seminalfabeta, un calciatore ecc ecc... e dovrebbe interessare se è uno che ha pubblicato con una EAP? (concetto che per inciso può avere un significato per gli addetti ai lavori, ma che per il lettore medio, quello a cui si rivolge la grande CE, non significa nulla, visto che quel lettore compra solo in grandi librerie e da grandi marche, e che quindi per lui le migliaia e migliaia di picocle CE son tutte uguali, a pagamento e non, per il semplice motivo che non sa neanche che esistono!)
  14. "Pago" anche se non pago?

    A mio avviso no, non è assolutamente quella la metodologia di lavoro di chi riceve i testi. Poi per carità, io non conosco nessuno che lavora in Mondadori come "selezionatore", però, a naso: Non stiamo parlando dell'impiegato di una CE a conduzione familiare con parametri di valutazione e criteri di selezione legati a ideali vari (legittimi o meno che siano, non è questo il punto). Qui parliamo di professionisti, di gente che lavora in aziende con centinaia, se non migliaia, di dipendenti. Qui parliamo di criteri di selezione che sono sostanzialmente tre: - agenti - concorsi - seleziona diretta Che a qualcuno in una Mondadori interessi o meno se il prodotto presentato da un'agenzia o vincitore di un concorso venga o meno dalla penna di uno che ha pubblicato con una EAP lo trovo francamente irrealistico, e penso che su questo concordiamo tutti. Passiamo a quello che è un po' il fulcro della discussione, l'invio diretto. Per quanta riguarda la selezione diretta, se c'è qualcuno che la fa, presumo che la CE lo paghi non per fare ricerche sul nome dell'autore su google (quelli che vogliono cercare perché sono blogger o self molto in alto nelle vendite su amazon li cercano da loro), ma per leggere almeno le prime battute e vedere se è roba buona o meno. A livello professionistico presumo che il DE di una grande CE, se ha il solo sospetto che un impiegato addetto alla prima lettura cestini qualcosa che potrebbe essere vendibile e buono perché ha arbitrariamente deciso che quell'autore va "marchiato" in quanto ha pubblicato con una EAP, be'... per me lo licenzia. Ma senza se e senza ma, proprio. Mi spiego ancor meglio: voi state presumendo che una grande CE applichi come "sistematico parametro di selezione" un qualcosa di puramente concettuale e idealistico come la "lotta armata alle EAP" che potrà anche premere all'aspirante scrittore, ma che per i professionisti del settore è un qualcosa che neanche si calcola. Voglio dire... per la Mondadori la "piccola CE" è la Minimum Fax, la "piccola CE" è la Fanucci. Le "piccole CE" che abbiamo noi sul Wd non sono neanche calcolate, non sono pervenute, non le hanno mai sentite. Non è che stanno lì con la lista delle EAP, forse non sanno manco la differenza tra una EAP e la piccola CE, sicuramente di fronte al romanzo di Pinco Pallo che a loro avviso potrebbe vendere 30mila copie, non perderanno mai neanche un nanosecondo del loro tempo per controlalre se le edizioni del Becchino che hanno edito l'opera prima di Pinco Pallo sono una EAP o una CE a conduzine familiare di Gubbio! E se anche per pura fatalità o curiosità dovessero farlo, se per loro quello che hanno tra le mani vale 30mila copie, non è che lo scartano "per principio".
  15. "Pago" anche se non pago?

    Non so alla piccola editoria. Alla grande editoria che tu abbia speso mille, diecimila o centomila euro per fare marketing su te stesso o per foraggiare le EAP non può fregare di meno. La grande editoria è, ovviamente, un "business": si pubblica ciò che si reputa possa portare un vantaggio economico. Stiamo parlando di imprese commerciali, non di altro. Se io oggi decido di andare da una EAP per scrivere un romanzo intitolato "La mia fattoria" che per 300mila battute va avanti così: "Cip cip fa l'uccellino bau bau fa il cagnolino miao miao fa il bel gattino" ecc ecc e domani scrivo un testo che la Mondadori o la Rizzoli o la GEMS ritengano possa far loro guadagnare dei soldi, ma secondo voi davvero non mi propongono un contratto perché ho pubblicato a pagamento "La mia fattoria?" Nella "migliore" delle ipotesi me lo fanno ritirare dal commercio con l'EAP, nella "peggiore", se divento un minimo famoso, me lo riupubblicano loro spacciandolo per poesia ermetica contemporanea di un certo livello. Ed è normale che sia così... è la scoperta dell'acqua calda. Le grandi CE pubblicano di tutto: grande narrativa, ma anche blogger o personaggi pseudo famosi che con la narrativa c'entrano poco. L'importante è che il prodotto abbia un mercato. Quindi, alla domanda: Non è consigliabile pubblicare con una EAP perché poi le CE non mi calcolano? La risposta è un enorme no, non c'entra niente. All'altra domanda: mi conviene pubblicare con una EAP? la risposta è sempre un enorme no, perchè oggi ci sono alternative validissime per chi cerca la vendita "fai da te". Self, print on demand, addirittura tipografie online con prezzi stracciati... insomma: non trovi una CE free e vuoi pubblicare pensando di riuscire a vendere comunque n copie? puoi guadagnare molto di più senza l'EAP, riducendo o addirittura annullando il "rischio d'impresa", tra l'altro. quindi il mio consiglio è: no, non andate con le EAP, ma non e ripeto non perchè poi verrete marchiati... a nessuno in una grande CE free frega nulla di come spendete o avete speso i vostri soldi. Frega semmai, ovviamente, se riuscite e riuscirete a "portare" loro soldi tramite vendite, proponendo un prodotto editoriale valido e vendibile.
×