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Bango Skank

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  1. Bango Skank

    19 considerazioni sparse

    Ciao Matteo, su questo - purtroppo - io ho avuto un'impressione diversa dalla tua. Dalla mia esperienza personale di esordio (prossimo) con grande CE tramite agente posso dirti: ottimo contratto, sicuramente. Nulla da dire a proposito. Non tanto per l'anticipo (si tratta comunque di poca roba, ma a un esordiente sconosciuto senza agente avrebbero forse dato dal 25 al 50% in meno), quanto per tutta una serie di altri aspetti accessori. Per quanto riguarda il discorso promozione/marketing, invece, la voce in capitolo dell'agente dopo la firma del contratto è davvero marginale. Chiaro che parlo sempre di esordienti: con loro la "grande promozione" non è preventivata. A meno che non decidano di investire proprio sul libro dell'esordiente tra le decine e decine che escono ogni mese, quasi tutti di autori più famosi di lui. Ma ho la sensazione che in quel caso la discriminante non sia tanto l'agenzia, quanto il DE della CE che si innamora talmente tanto del testo che convince chi di dovere a investire in marketing... ma questa è un po' fantascienza. Insomma: agenzia sì per "essere presentati" alle grandi CE e per avere un buon contratto, agenzia no per avere un canale privilegiato nel discorso "promozione e marketing". Promozione e marketing li vorrebbero tutti, ma proprio tutti gli scrittori che escono. Molti di loro sono autori affermati e che vendicchiano pure, e che si lamentano perché ne vorrebbero di più. La grande CE con 50 o più titoli in uscita al mese difficilmente investe sull'esordiente di turno, tranne miracoli in cui l'agenzia c'entra poco o nulla. Questa naturalmente, ripeto, è la mia impressione in merito. Un saluto!
  2. Bango Skank

    Guanto di Sfida

    @ITG ha sette giorni per lanciare la sfida.
  3. Bango Skank

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Eccoci qui. Il vincitore della sfida è @AdStr Che sfila il cinturone a @Eudes Il mio voto per la sfida è X, nessuno dei due racconti mi ha entusiasmato, sono sincero... Alla fine avrei voluto votare per l'oggetto più senziente, ma per la mia interpretazione i vostri oggetti senzienti erano più maledetti o magici che altro...
  4. Bango Skank

    Proposta editoriale previo preordini librerie

    Scappa a gambe levate. Tieniti il più lontano possibile da questa CE. Non firmare nulla con costoro. Ragioniamo con calma su alcuni aspetti. La CE ha deciso di "pubblicarti" andando a stampare un numero di copie = quelle che tu dirai loro che potresti vendere a parenti e amici + quelle preordinate dalle librerie della tua città previo tuo interessamento presso le librerie stesse Ok. Diciamo che tu riesca ad avere 50 tra parenti ed amici che vogliono acquistare il tuo libro e che le librerie della tua città ne ordinino altre 50 sulla fiducia, per un tot quindi di 100. Se tu firmi un contratto editoriale avrai (tralascio clausole capestro, anche se non mi stupirei ce ne fossero diverse) un... diciamo 7% di royaltes. E cederai loro tutti i diritti della tua opera. Loro stamperanno esclusivamente il numero di copie che tu hai detto loro potranno poi rivendere. 100, abbiamo detto. Si può presupporre che venderanno queste copie a minimo minimo 15 euro. Se vendute tutte, queste cento copie renderanno 1500 euro. Alla CE, naturalmente, andrà solo una percentuale di quei soldi, ma evitando la distribuzione e avendo come costi vivi solo la stampa, ci guadagneranno qualcosina. A te andranno circa un centinaio di euro. Semmai li vedrai, s'intende. Quindi tu avrai: scritto il romanzo, trovato gli acquirenti, parlato con le librerie per promuovere il libro e sopratutto ceduto i diritti dello stesso (oltre a varie ed eventuali) per la bellezza di 100 euro! Voglio dire... immagina: il libro te lo stampi da solo e lo rivendi a 10 euro. Magari con quelle 100 copie ci fai 6-700 euro. E ti tieni i diritti. Ti basta andare in tipografia con il file, che poi è esattamnente quello che farebbero i tizi della CE che ti ha fatto la proposta. Ma sicuro eh, 100%, proprio. Nè più, nè meno di quello che faresti tu: portare il file in tipografia. Quelli in cui ti sei imbattuto non sono Editori con la E grande. Sono i "nuovi editori", con la e piccola, quelli che vanno a ravanare cento, duecento euro all'anno da ogni autore. Arrivano a 100 autori all'anno ed ecco che qualcosa hanno tirato su. Non stamperanno mai più copie di quelle che tu venderai nella tua cerchia e nella tua città. Ammesso e non concesso che abbiano davvero letto il tuo libro, non spenderanno mai neanche un secondo a fare editing o correzione di bozze. Quello che faranno sarà impaginare (malamente, immagino) e mettere su una copertina presa da quei siti "paghi 1euro al mese e hai 10mila immagini free". Oppure ti diranno di fartela da solo perché loro, rispetto alle grandi CE, vogliono che l'autore sia contento, vogliono renderlo partecipe dei processi creativi di elaborazione dell'aspetto grafico ecc ecc. Tutte cazzate. Per non pagare il grafico, o più semplicemente non perderci tempo loro; il grafico è facile che non lo abbiano.
  5. Bango Skank

    L'agente che non ti pubblica

    Allora, la prima cosa che devi fare è: cerca di non demoralizzarti. Anche se non è facile, vista la situazione, devi avere la "forza" di razionalizzare e metabolizzare per poi uscire da questa situazione operando nel modo meno "emotivo" è più "logico" possibile. Punto primo: devi assolutamente capire se quella lista di editori è vera o no. Chiama l'agenzia, o scrivile, e chiedi gentilmente di confermarti questa cosa. Se la lista è vera e quel testo non interessava, dovresti cercare di capirne il motivo. Magari con qualche piccola o grande modifica quel testo potrebbe interessare. E a quel punto, andandolo a modificare un po', cambiando anche il titolo, ecco che potresti proporlo ad altre agenzie senza andare a specificare che l'agenzia X te lo ha proposto a una fila di editori ecc ecc. Certo, non devi "prendere in giro" nessuno: devi in questo caso spendere uno, due, tre o più mesi a modificare il testo in modo che abbia quello sprint in più e quel qualcosa che lo renda diverso da come è adesso. Se invece hai dei dubbi su quella lista, ma non ne hai sul tuo testo, puoi provare anche la strada dei concorsi, o degli invii diretti. In ogni caso, non è una situazione semplice perché mi sembra di capire che dietro ci sia una sorta di mancanza di rapporto diretto tra te e l'agenzia... mi ha colpito molto il tuo: considerando che il rapporto è stato sempre freddo e distante, solo tramite telefonate per appuntamento. In ogni caso, non mollare. Se un'agenzia ti ha preso in carico, il tuo testo deve avere sicuramente qualcosa di buono. Un saluto
  6. Bango Skank

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Aperte le votazioni per la sfida 20 Di ricami, di veli, di seta e di spose di Eudes Increspature di AdStr Votate 1 se preferite il racconto di Eudes Votate 2 se preferite il racconto di AdStr Votate X per il pareggio. Avete fino alle 23.59 del 6 maggio
  7. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Premesso che sei libero di pensarla come vuoi, ti faccio notare - visto mai ti fosse sfuggito - che una ragazza senza esperienza nell'editoria che conta, utente di questo forum, è riuscita ad arrivare in finale. Per lei è stato inutile partecipare? Inutile arrivare lì, inutile conoscere i dirigenti del gruppo DeA Planeta, gli editor, gli altri scrittori, i giornalisti ecc? Inutile essere riuscita a farsi notare tra mille e più partecipanti? Mi auguro vivamente che la pubblichino, ma anche se così non dovesse essere, sono assolutamente certo che per lei non sarà difficile trovare un'agenzia di rappresentanza, o un altra grande CE disposta a dare un'occhiata al suo lavoro, o ai suoi prossimi lavori.
  8. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Nessun problema, ti ringrazio per avermi scritto in privato e mi complimento per la maturità dimostrata nell'aver riconosciuto di aver scritto qualcosa che poteva essere interpretato in modo "particolare". Come da te richiesto, cancello i messaggi.
  9. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    C'era un bando aperto a tutti, la CE che organizza non è tenuta a dire nulla... Se c'è un bando aperto a tutti con 150mila euro di premio, è pacifico che concorrano anche scrittori affermati... sei tu che, a quel punto, decidi se partecipare o meno. Se ritieni di avere un testo pronto che possa competere, partecipi... in caso contrario, non partecipi. Qual è il problema?
  10. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Ti spiego come la vedo io (come sempre, mia umilissima opinione personale). Per "complottismo" io intendo il concetto: tanto non leggono nulla di quello che si invia bla bla... tanto i finalisti già li sanno prima bla bla... Ecco, io ho sempre sostenuto che questo tipo di atteggiamento fosse sbagliato, e la testimonianza di C_P dovrebbe (credo) dimostrare che questo tipo di "complottismo" è del tutto fuori luogo. Stiamo parlando di chi organizza il premio. Di come organizza la lettura di migliaia di manoscritti, di come li seleziona ecc. Poi c'è il discorso vincitore. Il 30 settembre, su questo stessa discussione, nella prima pagina, ho scritto: A vincere sarà, molto molto probabilmente, un "professionista della scrittura". Della scrittura di un certo tipo, aggiungo. La commerciabilità del testo è una condizione necessaria per la vittoria (e lo hanno specificato gli organizzatori stessi), quindi non c'è nulla di strano che un professionista rodato con alle spalle delle buone vendite vada a partecipare con un inedito già "concepito e formattato" per andare incontro alle esigenze del pubblico. Cosa c'è di strano che a vincere sia un professionista della scrittura? Nulla. C'è una giuria, tra l'altro. Ragioniamo con calma e valutiamo tutte le possibili opzioni, sulla base dei fatti. I fatti. La giuria legge le 5 opere selezionate dai lettori coordinati dagli organizzatori, decide di premiare un testo. Questo testo è stato scritto da una professionista che è stata finalista di premi importanti, tradotta in varie lingue ecc. Opzioni A la giuria ha ritenuto che il testo fosse il migliore. B La giuria, dopo essersi consultata, ha ritenuto che fosse meglio premiare la professionista perché il suo compagno è un giornalista famoso. C La giuria è una farsa. Messa lì tanto per. Quelli di DeA Planeta hanno detto alla giuria che doveva vincere il testo della professionista in questione perché volevano rubarla alla concorrenza. Ora, sempre con la massima calma e usando la logica, quale delle tre opzioni è la più plausibile? A mio avviso, la A. La B e la C non hanno molto senso. Avrebbero avuto più senso, paradossalmente, se a vincere fosse stato uno youtuber 15enne che scrive con le k al posto della c. Ecco... in quel caso, sarei stato il primo a ipotizzare un concorso pilotato. Ma diamine... non se vince una che ha un curriculum letterario degnissimo di nota. Proprio no. Certo, sarebbe stato bello se a vincere fosse stato l'esordiente sconosciuto... per carità... ma sarebbe stato un mezzo miracolo.
  11. Bango Skank

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    E che con questo credo che si possano finalmente seppellire tutte le varie teorie complottiste. Un grandissimo in bocca al lupo per stasera, Claudia, a nome di tutto il WD.
  12. Bango Skank

    Guanto di Sfida

    Aspetta che forse ho capito cosa volevi dire: un oggetto che ad oggi, aprile 2019, sia stato creato dall'uomo. Quindi in un racconto ambientato nel futuro potrebbero esistere N oggetti "reali" nell'ottica dell'universo narrativo sviluppato, ma che ovviamente ad oggi non sono ancora stati creati (macchina del tempo, astronave, frullatore a fotoni). Insomma: deve essere senziente un oggetto che ad oggi esista o sia esistito, non uno che potrebbe eventualmente esistere in futuro, giusto? se è così, per me non c'è problema, ma per correttezza bisogna chiedere ad @AdStr se per lui va bene.
  13. Ma carissimo... questo è fisiologico, con una discussione del genere. Io ho inteso la domanda come provocatoria... una scusa per confrontarsi e parlare del rapporto tra gli elementi di quella triade che hai citato. Autore, Lettore, Editore. Credo che a chiedere a campione a N autori, lettori o editori come sono regolati e/o come dovrebbero essere regolati i rapporti di forza tra questi elementi, riceveremmo N risposte diverse. E credo anche che la verità non l'abbia in tasca nessuno, anche perché la verità oggettiva, ammesso e non concesso di poterla/saperla individuare tramite magie tribali o sofisticati algoritmi (e tutto quello che c'è in mezzo), andrebbe comunque a cozzare con la percezione della stessa che ne ha ogni singolo autore, lettore o editore. E la percezione della realtà a volte è più reale della realtà stessa: il nero è percepito come assenza di colore, ma l'oggetto nero è tale perché i colori li assorbe tutti e non ne restituisce nessuno, quindi in realtà ciò che l'uomo comune definisce come "assenza di" dovrebbe essere considerato come "somma di ogni"... Insomma, una discussione di questo tipo è bella e stimolante proprio perché permette di leggere opinioni diverse, figlie del background che ognuno di noi si trascina dietro. Ho letto con molto interesse i tuoi interventi, trovandomi quasi sempre in totale accordo. Ho letto con molto interesse anche quelli di Mattia, trovandomi a volte in disaccordo, a volte in accordo con il suo "idealismo". Discussioni come queste, con le loro sfumature, riescono a stimolare un certo interesse, a far riflettere sulle proprie convinzioni. Ad esempio di base sono d'accordo con Mattia quando dice che di un autore dovrebbe contare solo il testo... ma chi se ne frega delle presentazioni, del suo nome, della sua faccia... se voglio leggere un romanzo compro un romanzo, se voglio vedere qualcuno che parla vado a teatro. O a un comizio, se sono masochista. Di base, la vedo così. Non solo: io l'autore di un libro che mi piace, non lo vorrei vedere, non lo vorrei sentire parlare, non lo vorrei conoscere, ma neanche per caso, neanche per sbaglio. Voglio le sue storie, il resto mi rovinerebbe tutto. Mi rendo conto, però, che moltissimi lettori e addetti ai lavori la pensano in modo diametralmente opposto e, per dire, rispetto in massimo grado l'opinione che ha in merito a questo Riccardo di Tempesta edizioni... leggo con estremo piacere le sue argomentazioni i n merito, del perché sono importanti le presentazioni e il metterci la faccia; e questo leggere le sue opinioni mi serve a mettere in discussione le mie idee, a farmi capire un punto di vista diverso figlio di un'ottica diversa. E personalmente credo che per un autore, talentuoso o meno che sia, non ci sia esercizio più importante di questo mettere continuamente in discussione il proprio punto di vista. Perfettamente d'accordo con lo scrivere bene, mentre per il discorso di arrivare a un punto non so... non credo che questa sia una discussione dove si possa mettere un punto. (oltre a quello che ha messo ironicamanete camparino... perché se dovessimo fermarci alla considerazione logica, per quanto apparentemente paradossale, la discussione doveva finire lì). Del testo a capo non so nulla, dei tecnicismi del forum so poco e niente, io. Un saluto a te
  14. Francamente questa tua affermazione non l'ho capita. Faccio parte dello Staff e la discussione la sto seguendo. Di sintetizzare 13 pagine di opinioni e certezze dei partecipanti, be'... non mi passa neanche per l'anticamera del cervello. Ma forse ho capito male quello che intendevi. Sul discorso dell'impedire che diventi un "tutti contro tutti" o un "uno contro tutti", a me sembra che la discussione sia civilissima e non necessiti di alcun intervento di moderazione. Mattia la pensa in un certo modo ed è liberissimo di pensarla come vuole, no? Può avere certezze granitiche e si può non essere d'accordo con lui (io per primo spesso non lo sono), ma non mi sembra che nessuno qui stia "imponendo" la propria opinione o mancando di rispetto agli altri. Non ho davvero capito cosa ti turba, Renato, perdonami. In effetti non lo so, ma se è arrivato a pubblicare tramite agenzia, immagino che i "santi" non c'entrino. Se avessi vinto le 150mila cocuzze del DeA Planeta con un testo del genere credo che saresti diventato una sorta di eroe leggendario... una figura mitologica... una di quelle robe da raccontare e tramandare di generazione in generazione davanti al camino nelle notti d'inverno...
  15. Eh, ho capito Mattì, ma quello non ti sta bene perché è ricco, quell'altro perché è famoso, quell'altro ancora perché è uscito dalla H, l'altro perché è un noto giornalista, l'esordiente del '92 che non ha santi no perché scrive "testi di formazione da manuale"... ma insomma, cosa pretendi? Che Rizzoli, Mondadori, Einaudi e compagnia bella si mettano a pubblicare solo testi scritti da eremiti misantropi che vivono in baite montane, testi magari ambientati in multiversi ucronici e distopici dove gli uomini hanno due teste e vanno in giro tutti nudi, sodomizzando gli ippopotami che usano come cavalcature mentre ululano con voci sgraziate improvvisati peana a Satana in rima baciata? ps: sono del '74
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