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sefora

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Tutti i contenuti di sefora

  1. Proposte di Gruppi di lettura e Iscrizioni

    Per me era una rilettura e sono neppure a metà! Immagino si tratti di mal comune... Aspettiamo gli altri
  2. Proposte di Gruppi di lettura e Iscrizioni

    @Emy@Niko@swetty@unacasanellospazio@Nanni A che punto siete? Volenterosi o in ritirata? Battete un colpo, così decidiamo il da farsi
  3. Anagrafe libri (e intestazione nel web)

    Mah, il talvolta compianto Andreotti ripeteva che "a pensar male..." . Nella scheda dello store si qualifica curatore della collana e mi assicura di avere modificato.
  4. Anagrafe libri (e intestazione nel web)

    Il titolo è mal formulato, faccio una ricerca più accurata e vedrò di chiarire meglio nei prossimi giorni. Avrei bisogno di sapere se il curatore della collana può affiancare il suo nome a quello dell''autore; dove si trova e come funziona l'anagrafe dei libri. Grazie!
  5. Anagrafe libri (e intestazione nel web)

    Grazie. Meno male, avranno corretto... Sul mio pc vedo ancora quel che ho descritto (te lo mostro per mp), però uso linux che al momento ha qualche problema con gli aggiornamenti.
  6. Anagrafe libri (e intestazione nel web)

    Non ho trovato risposte esaurienti. Formulo il quesito per esteso. Nelle intestazioni di google la mia ultima pubblicazione figura come segue: Store- Titolo- Mio nome e cognome- virgola- Iniziale e cognome del curatore della collana- Libri. Solo aprendo la scheda del libro si chiarisce la funzione del secondo soggetto. Infatti mi è stato chiesto se si tratta di un lavoro a quattro mani! Naturalmente ho protestato con l'editore, ricevendo fumose spiegazioni sulle procedure dell'anagrafe libri. Pare sia stata richiesta e ottenuta la modifica e che occorra un po' di tempo perché i motori di ricerca la recepiscano. Domande: si tratta di un errore o di un abuso editoriale? È il caso che mi rivolga all'anagrafe e con quali modalità?
  7. Devi orzare, Baal!

    Ed ecco anche la recensione: https://filipposemplici.com/2018/02/09/devi-orzare-baal/#comment-491 Questo romanzo mi è piaciuto per due motivi principali: primo, perché mi ha fatto conoscere il mondo della vela, che sinceramente ignoravo, e che ho accettato di buon grado, in mezzo a termini e tecnicismi che, dopo un naturale impatto iniziale, sono divenuti velocemente parte del mio vocabolario di lettura. E secondo, perché si tratta di un discreto giallo che, anche se migliorabile, vanta un’originalità tutta sua, dovuta proprio alla location che fa da sfondo alla storia. Personalmente, infatti, è la prima volta che incontro un thriller ambientato nel mondo delle barche, e questo aspetto del libro l’ho apprezzato tantissimo. La storia di Paolo, prodiere sull’Excalibur, e di Baal, il suo skipper, si legge d’un fiato, assaporando ogni aspetto del loro convivere e andando alla lenta scoperta degli aspetti psicologici di entrambi. Seppur differenti per età e modo di pensare, ognuno di loro ha qualcosa da trasmettere: il giovane Paolo vive l’entusiasmo e l’emozione di una serie di regate in cui incontrerà anche la sua prima, sfortunata storia d’amore. Baal, invece, vive d’esperienza, e la sua stessa figura, secondo me, è concepita anche per lanciare un messaggio importante, teso a valorizzare la categoria dei “non più giovanissimi”. Se da una parte la storia scorre bene, aiutata da una scrittura semplice e fluida, dall’altra, in certi momenti, si tende a percepire il libro come rivolto a una nicchia selezionata di lettori: coloro abituati al gergo marinaresco, per i quali l’approccio a certi termini diviene automatico, a differenza degli altri che non ne sanno nulla. Devo dire tuttavia che l’autrice si è sforzata nel semplificare il tutto, riuscendo in parte nella delicata operazione. In conclusione, consiglio questo romanzo a tutti, perché permette di entrare in una dimensione spesso sconosciuta o poco affrontata, quella del mare e della vela, ma soprattutto perché si tratta di una storia capace di portare una fresca ventata di novità.
  8. Devi orzare, Baal!

    Titolo: Devi orzare, Baal! Autore: Virginia Less Editore: Lettere Animate ISBN: 9788871120683 (epub) 9788868828899 (cartaceo) Data di pubblicazione: 2017 Prezzo: € 2,99/ € 14 Genere: giallo Pagine: 182 Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B06XWZXGDL/ref=sr_1_74?s=books&ie=UTF8&qid=1490861854&sr=1-74#reader_B06XWZXGDL http://www.youcanprint.it/fiction/fiction-thriller/devi-orzare-baal-9788868828899.html e altri store. Su Amazon si possono leggere i primi due capitoli. Il giovane Paolo è imbarcato come prodiere su Excalibur, un quaranta piedi da regata che partecipa a un torneo a tappe. A Punta Ala conosce Micaela, velista bella e capace, con la quale vivrà una breve e sfortunata storia. Baal, il suo ruvido skipper, ritrova amici naviganti persi di vista da tempo: tutti, sportivi appassionati ed esperti, si preparano con entusiasmo alla competizione. Ma, ancor prima del via, un curioso e inspiegato incidente provoca la morte di uno di loro; altri eventi luttuosi accompagneranno il circuito. Toccherà a Baal, anch’egli in pericolo di vita, risolvere drammaticamente il giallo? Spiegazione del titolo: Il verbo viene dalla pratica della vela. Significa “stringere il vento” cioè avvicinare la prua della barca alla direzione da cui proviene. Quando la barca naviga di bolina - così si chiama l'andatura- tende a inclinarsi sul fianco e se ne ricava ( un po' erroneamente) l'impressione di maggior sforzo e rischio. Metaforicamente, affrontare il problema, mettersi in gioco.
  9. Declinazioni

    Titolo: Declinazioni Autore: Virginia Less Tre donne attempate si ritrovano nei luoghi in cui hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Berta ha lasciato temporaneamente Ferrara, dove vive insieme alla figlia e fa la nonna a tempo pieno; Gabriella, ancora affascinante, è la moglie di un esponente dell'alta finanza romana; Sandra, ex insegnante, invece da Fondi non si è mai mossa. Tutte hanno un segreto più o meno importante, con il quale faticano a confrontarsi. In forza dell'imprevista "sorellanza" riusciranno a superare gli ostacoli interiori e le loro esistenze ne usciranno cambiate, in diversa misura. Collana: I fuoriclasse Casa editrice: Argento Vivo ISBN-10: 8894249638 Data di pubblicazione gennaio 2018 Prezzo: € 12,50 (cartaceo) Genere: mainstream Pagine: 240 Link all'acquisto: https://www.unilibro.it/libro/less-virginia/declinazioni/9788894249637
  10. Su linkedin trovo la segnalazione (da http://www.nanopress.it) di una mini guida sui nuovi modi per promuovere le nostre pubblicazioni. In verità molto nuovi non sono: si parla di piattaforme, presentazioni, interviste, mailing list eccetera. Ma a pag.8 mi imbatto in questa "chicca": Assodato che, nonostante i nuovi modi di vendere i libri, il mercato dell’editoria è in crisi da un bel po’, alcuni giovani scrittori hanno cercato dei modi bizzarri e molto originali per proporre al pubblico le loro opere. E’ il caso di Francesco Leto, scrittore calabrese poco più che trentenne che dopo aver provato a vendere porta a porta il suo romanzo (Il cielo resta quello, pubblicato da Frassinelli) si è inventano un progetto, un sito web chiamato #Sfamaunoscrittore, dove chiede ai lettori di invitarlo a casa per colazione, pranzo, cena, per parlare così del suo romanzo. Non solo. Accanto all’idea originale del sito, anche quella di trasformare in cortometraggio la sua esperienza, peraltro mal riuscita, di venditore porta a porta di libri. Quest'altra, a seguire, l'avevo già letta in un quotidiano: A New York, invece, uno scrittore seduto a Central Park regala storie inedite ai passanti. E’ C.D Hermelin, questo è il suo nome d’arte, un giovane scrittore itinerante anch’esso inventore di un progetto letterario interessante, Roving Typist. Girando tra i parchi di New York il giovane ‘confeziona’ storie e racconti per chiunque glielo chieda, due pagine inedite ispirate dal ‘cliente’ o frutto della sua fantasia di scrittore. Il tutto, ovviamente, messo subito per iscritto, grazie alla macchina da scrivere che il giovane porta sempre con sé. Il mini racconto viene poi consegnato in busta chiusa al ‘committente’ che può decidere se lasciare o meno una piccola somma di denaro. L'ultima riportata non la conoscevo: sarei curiosa di assistere e magari partecipare: Concludiamo con Joshua Cohen, tra i più famosi autori americani di ultima generazione, ha scritto in diretta sul web, una nuova versione del Circolo Pickwick di Charles Dickens. Cohen ha lavorato per 5 giorni, con una media di 5 ore al giorno, dopo l’invito di Useless Press (un portale specializzato in progetti editoriali) di scrivere un romanzo con una telecamera puntata addosso e i commenti dei lettori che scorrono in tempo reale sullo schermo. Un esperimento sicuramente non facile per lo scrittore che si è ritrovato, soprattutto all’inizio dell’esperimento, a fare i conti con le offese e le volgarità degli utenti, insieme ad una serie di osservazioni e di critiche intelligenti che hanno reso il progetto interessante, sia per lo scrittore che i lettori.
  11. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Off Topic

    Devi cambiare avatar, carissimo @Kuno Ci vuole un ferro da stiro che mostri a prima vista quanto sei pieno di talento!
  12. Auguri Camparino

    Auguri! Credo sia prodotto in Martinica, non a Cuba. Il nome però ti si adatta!
  13. [N2017 - S] Due pianeti color nocciola

    Richiamo meritato. Mi scuso fino a terra, nella mia distrazione abissale ritenevo di rispondere a Volponi, non all'intervento di moderazione.
  14. [N2017 - S] Due pianeti color nocciola

    Non essere d'accordo con le critiche richiede delle spiegazioni ed è diverso dallo stigmatizzarle. Non ho dato del cafone a Volponi (giudizio di valore, non mi permetterei mai) ma alle sue aggettivazioni (giudizio di merito, del tutto lecito).
  15. [N2017 - S] Due pianeti color nocciola

    Sarà il caso di farlo. Intervengo poco e di solito do un'occhiata ai commenti solo dopo aver scritto il mio ma prima di pubblicarlo, allo scopo di evitare troppe ripetizioni. Questa volta l'ho cancellato perché avrei appunto finito con l'accodarmi: il racconto ha pecche evidenti, rimarcate un po' da tutti. Che poi l'autore, invece di fornire qualche spiegazione ai volenterosi che gli hanno dedicato tempo e attenzione, ne spregi gli interventi, mi sembra una gran cafonaggine.
  16. Cosa rende un libro un buon libro?

    In linea di principio il "messaggio" culturale inserito consapevolmente in un testo letterario non dovrebbe risultare troppo faticoso. Una buona narrazione riesce a farlo passare con naturalezza nella mente del lettore, interessandolo e magari divertendolo. Quale esempio alto di questa teoria, possiamo scomodare Croce e il suo "l'arte non è..." (lezioni di estetica) Va da sé che le modalità della comunicazione possono risultare più o meno complicate in base alle scelte di chi scrive e all'attrezzatura di chi legge. Messaggi di vario genere sono di solito presenti in un buon libro, anche al di là delle intenzioni dell'autore, il quale testimonia comunque del suo tempo. Ce ne rendiamo conto a fine lettura, da ciò che "rimane". A volte un bel nulla, testimonianza incontrovertibile di scarso valore. Tuttavia, non è certo una novità, esistono libri di largo consumo, piuttosto godibili ma senz'altro modesti o peggio quanto a messaggio, spessore e quant'altro merita di essere tenuto da conto. Sono "buoni" libri? Di solito sì, nel senso che sono scritti bene, quanto meno hic et nunc: mettono cioè in pratica tutte le regole auree per tenere stretto il lettore. Non sto a ripeterle, corsi e manuali abbondano. A farne dei best seller concorrono poi tanti fattori noti: distribuzione capillare, pubblicità, nome dell'autore/personaggio. E mi domando da anni perché sia tanto difficile trovare (e scrivere!) libri ricchi di contenuti notevoli e che "vadano giù" piacevolmente. Qualcuno ce n'è, si capisce
  17. [N2017 - S] Ho sempre amato l’Irlanda

    Quasi quasi preferivo i pesci... ! I dialoghi stranianti però mi hanno ricordato Pinter, sempre in quel filone siamo. Per il resto Proprio così.
  18. 1 Giallo x 1.000 [31/12/2018]

    Un giallo l'avrei. La struttura del premio però mi lascia perplessa. Cioè a tutti finalisti: non se ne prevede il numero né il ritmo di pubblicazione, la nomina del vincitore potrebbe andare per le lunghe. Non ricordo i giudizi sulla casa editrice, darò un'occhiata nella sezione.
  19. Auguri Black!!

    Augurissimi!
  20. [N2017-Q] Pensavo fosse amore, invece era un dugongo

    Condivido la vaghezza della seconda parte e anche dell'acquario. Questa descrizione non mi torna: come sono delle mani del genere? La prima parte è al contrario fin troppo accurata rispetto all'ambientazione e al protagonista, presto immaginabili: discoteca e tizio strafatto. Scrittura ben strutturata, alcune descrizioni suggestive forse un po' troppo costruite.
  21. [N2017-Q] Il negozio di acquari

    Se usi office, premi il tasto che blocca le maiuscole insieme a è/é= È/É . Se scordi di toglierlo -io sempre- ti trovi ad aver scritto un paio di righe tutte in maiuscole. Quanto al racconto, c'è già tutto, direi. La parte finale del commento di @Ghigo è molto vicina al giudizio che avrei potuto esprimere.
  22. [N2017-Q] Il meglio che sa fare un pesce

    Prendete un circolo, coccolatelo, diventerà vizioso! Credo che questa citazione da Ionesco vada bene quale commento. La letteratura dell'assurdo è tra le me preferite e la tua scrittura è buona, tuttavia non bisogna esagerare
  23. [N2017-Q] Le sette dell'acquario

    www.writersdream.org/forum/forums/forum/145-contest-aperti/ L'appuntamento è alle sei e mezzo. Arrivo un quarto d'ora prima, sperando che nessuna abbia l'ansia del ritardo e sia già lì. Non mi attribuisco la leadership, siamo in regime di assoluta parità, ma trovo doveroso assumermi la logistica, avendo messo in moto l'operazione. Mi accorgo di pensare “militarmente”; non è così strano, dopotutto. Ho scelto una piccola libreria in via dei Banchi Vecchi, ci andavo anni fa con un gruppo di lettura, perché aveva un baretto nel seminterrato odoroso di muffa. Quattro tavolini in tutto: per essere serviti si suonava un campanello e Manlio, il commesso tuttofare, si tratteneva il minimo necessario, per non perdere di vista gli scaffali al piano di sopra. Di martedì non c'era mai nessuno. La settimana scorsa sono passata per rendermi conto. Non è cambiato, campanello compreso; tranne Manlio, al suo posto c'è una ragazza. Meglio così, benché sia certa che lui non mi avrebbe riconosciuta: ora sono tinta di un bel rosso e uso un look diverso. Ho finto di non conoscere il locale e preso gli accordi necessari. Tra i libri si aggirano un paio di clienti. Ho già spiegato a Vanessa, così si chiama, che le mie amiche arriveranno tra poco, alla spicciolata. La riunione servirà per conoscerci e scegliere il primo giallo. Ne leggeremo uno al mese, acquistandoli lì, naturalmente. Siamo delle appassionate, il gruppo è dedicato al genere. Mi accompagna nel seminterrato; i manifesti dei film d'epoca alle pareti credo siano gli stessi, su un nuovo e grande schermo televisivo cantanti muti si dimenano facendo smorfie. «Il telecomando è accanto al campanello» informa la ragazza prima di risalire, «suonate per ordinare.» Maddalena e Andreina arrivano quasi insieme. Sono entrambe alte, magra la commercialista, più in carne la funzionaria ministeriale. A brevi intervalli ci raggiungono Paola, Federica, Lucia e Gemma. Con me siamo sette. Il gruppo segreto di facebook ne conta trentadue, per metà romane, le altre sono sparse tra Italia ed estero. Ci siamo riconosciute – nella pagina delle iscritte al corso di economia del lontano 1996- quando per caso è nata una discussione sugli acquari: graditi a molte, che hanno preso a scambiarsi foto e consigli sul cibo dei loro pesci. È nato così il gruppo dell'acquario: di quelle che ne hanno ribrezzo. Alcune non sopportano di vederli, non hanno mai accompagnato i figli nelle immancabili visite ai più famosi e addirittura s'informano in anticipo della presenza di una modesta vasca di pesci commestibili nel ristorante proposto dagli amici. Altre hanno metabolizzato meglio; si limitano a evitarne la vicinanza e a mostrarsi distratte se invitate a osservare un esemplare di betta splendens o di pesce angelo. A noi spetta il ruolo operativo, sette è il numero giusto. Siamo riuscite a coordinarci con estrema prudenza, dei social non è il caso di fidarsi, ed è vero che ci riuniamo per fare conoscenza, finora non ci eravamo mai incontrate. Di persona alcune appaiono più mature e altre più giovani che in fotografia. Tutte, comunque, di bell'aspetto: è ancora evidente quanto potevamo essere seducenti da ragazze. Lucia, dirigente presso una compagnia telefonica, consegna a ognuna una scheda anonima, così d'ora in poi potremo tenerci in contatto. Entriamo subito in sintonia, come se ci frequentassimo da chissà quanti anni. «Li guardate gli oroscopi?» chiede Gemma. «Mi fanno senso quasi quanto gli acquari» rabbrividisce Federica. Anche Andreina li evita quando legge i giornali. «Non ci credo, si capisce,» dichiara Maddalena «ma da allora li consulto in modo compulsivo.» «Diceva anche a voi “oggi il mio oroscopo prevede un giorno fortunato” quando entravate nel suo studio?» «Come no...» confermo, e la scena mi si presenta vivida alla memoria «Aveva davanti la mia cartellina e tutto contento esclamò: “Ma guarda, sei proprio dell'Acquario”.» È il caso di ordinare qualcosa, suono il campanello. Mentre Vanessa ci mette davanti bibite e salatini ci consultiamo sul giallo da scegliere. L'uomo del labirinto, l'ultimo di Carrisi, propone Paola, siamo tutte d'accordo. Di sopra ce n'è una pila in mostra, la ragazza sorride. «Se l'aspettava.» commenta lei «L'ho letto: niente di che, però ci si adatta. Anche la protagonista doveva fare i conti con il passato.» Finalmente riusciamo a parlarne, ed è incredibile quanto bene mi faccia. Di sicuro anche alle altre, basta guardarle. Passiamo a concordare i passi successivi, non ci riesce difficile. «Niente messaggistica, è ovvio, e telefonate brevi» raccomanda Lucia. Usciamo un paio alla volta. Siamo pronte. Il grosso è toccato a Gemma, che ha fatto un corso di teatro. «“Sono stagista presso la società Demonex; vorrei alcuni chiarimenti sulla sua teoria della massimizzazione del profitto” ho detto con voce giovanile e seducente. Non ha controllato, visto che mi riceverà.» «Quando?» «Ho proposto il giovedì pomeriggio, se per lui andava bene. Affermativo.» «Ovvio: il domestico è fuori. L'età non gli ha fatto cambiare abitudini. Vengo anch'io, s'intende.» «Certo, da sola potrei essere in difficoltà, capirà in fretta che non sono una ragazza. Faremo entrare le altre e procederemo come stabilito.» Quando apre la porta, la sua faccia esprime lo sconcerto previsto. Lo spingiamo dentro e richiudiamo subito. Ancora in forma per i suoi settant'anni, penso, mentre protesta, più sorpreso che intimorito. Non sembriamo delle stagiste, ma neppure delle delinquenti. «Che volete?» indietreggia nel soggiorno dove, ce lo aspettavamo, fa bella mostra di sé un grande acquario con tanti pesci multicolori. «Non ho soldi o cose di valore in casa...» ha deciso che siamo lì per rubare. Due tocchi leggeri alla porta. Vado ad aprire, lo circondiamo, il cattedratico ora boccheggia, del tutto spiazzato. «Si metta comodo, professore, qui in poltrona, davanti al suo bell'acquario» dice Maddalena. «Come vi permettete? Chiamo la polizia…» «No, professore, ora capirà tutto» fa Andreina, sospingendolo con decisione. Comincia davvero a spaventarsi: si trova in casa sette pazze pericolose, può accadere di tutto. «Quello che aveva nel suo studio era più piccolo» dice Paola. «C'erano molti pesci piccoli e due grandi, azzurri e gialli, davvero eleganti. Li abbiamo guardati tutte mentre ci violentava» chiarisce Federica. Ognuna espone senza emozione la sua pena. «Mio marito si è separato dopo un anno, sono frigida.» «Vado con chiunque, non so rifiutarmi.» Lui farfuglia qualcosa. È paonazzo, gli verrà mica un infarto? «Soffro di attacchi di panico.» «Do il tormento alle mie figlie. Ho paura per loro.» «Soffro di rupofobia, mi lavo di continuo» «Mi spaventa uscire da sola, potrebbero aggredirmi.» «Soffro d'insonnia, ho incubi ricorrenti.» Il professore si è un po' ripreso: «Siete state zitte per anni, ora volete denunciarmi? Va di moda da un po' di tempo» e indica il televisore. È un porco razionale, mi dico con tristezza. Non potevamo permettercelo allora, era il nostro relatore, e neppure adesso. Siamo donne qualunque, con lavori e magari famiglie da tutelare, non attrici o cantanti. «No, abbiamo deciso altrimenti» rispondo. Tolte le giacche, restiamo tutte in maniche corte. Due lo imbavagliano rapide con una sciarpa, tenta di alzarsi, siamo in troppe perché riesca a sfuggirci: vincendo la repulsione lo cacciamo scalciante nell'acquario. Bisogna tenerlo sotto un bel po' prima che smetta di agitarsi. Diversi pesci sono rimasti schiacciati, gli altri nuotano indifferenti. Gemma recupera la sciarpa e la strizza, in borsa ha una bustina di plastica. Ci rassettiamo i vestiti, controllandoci a vicenda. Non si nota che sono bagnati, e abbiamo parcheggiato non lontano dall'ingresso. «Buttate subito le schede, non si sa mai» dice Lucia. “Staremo meglio ora?” mi chiedo dubbiosa.
  24. [N2017-Q] Le sette dell'acquario

    Esatto. Sono le incaricate della vendetta tra le 32 del gruppo dell'acquario. Tutte vittime del prof che, iscritte alla pagina fb delle laureate in quell'anno, si sono "riconosciute" per tale fobia.
  25. [N2017-Q] Le sette dell'acquario

    Grazie @Ghigo@Eudes@Ljuset. Fargli mangiare tutti i pesci in verità mi attirava, ma avrei dovuto eliminare la fobia degli acquari, cui tenevo. Solo per avvicinarsi e affogarcelo le donne devono "vincere la repulsione". Quanto alle torture, oltre ad essere signore bennate, non possono trattenersi molto nella casa. Scherzi a parte, uso di rado così pochi caratteri e fatico a starci dentro.
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