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sefora

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Tutti i contenuti di sefora

  1. sefora

    Cercasi Beta Reader

    Mi offro al volo per manifesta condivisione! Ho buona esperienza di valutazione e anche di editing. Manda un m.p.
  2. sefora

    Comico e humour

    Si appena conclusa una sfida in cui i racconti dovevano essere comici. E, avendo partecipato, mi sono sorti dei dubbi circa la definizione del genere. O, meglio, intorno alla mia competenza in materia. Certo, un racconto comico deve far ridere. Quali caratteristiche deve possedere per riuscirci? Copio qui un minimo di documentazione, tanto per aprire il topic. Ecco la sinossi di un dotto volume: Il comico nella letteratura italiana. Teorie e poetiche "Il comico è un genere che ha disseminato i suoi frutti lungo tutto l'arco della storia della letteratura italiana. Alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani danno vita tra le pagine di questo volume a un discorso polifonico sulla comicità. Da Boccaccio a Goldoni, da Porta a Verga, da Dossi a Belli, da Piradello a Palazzeschi, dal futurismo a Svevo. E poi ancora Petrolini, Zavattini, Gadda, Brancati, Scialoja, Celati e Camilleri. È il Novecento, ovviamente, il più ricco di magistrali esempi, poiché il comico in tutte le accezioni - dall'umorismo, al nonsense, al grottesco - ne ha segnato la svolta culturale e artistica, incarnando una delle tendenze più rappresentative della modernità. E, da http://www.parodos.it/letteratura/comico.htm Il registro comico nelle sue varie declinazioni – dalla parodia alla satira, dall'umorismo al sarcasmo, dall'ironia alla caricatura, dal gioco di parole all'invenzione surreale, dal grottesco all'humour noir – è tra i più usati nella letteratura di ogni epoca. Situazioni ed episodi comici, nonché notazioni ironiche, fanno parte della gamma espressiva di moltissimi capolavori della letteratura.
  3. Forse 🤔, ma devono esserci motivazioni precise a sostegno dell'inadempienza.
  4. sefora

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Fu molto divertente! La veste credo di averla ancora, al momento non ho modo/tempo di cercarla. Magari capiterà un'altra occasione
  5. sefora

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Dopo una lunga interruzione ha ripreso vita il progetto Babele con Speciale estate, scaricabile gratis. http://www.progettobabele.it/toplink/download.php Contiene 21 racconti, compreso uno dei miei: Il divino Sobek a pag.54
  6. sefora

    Pietrosanti

    https://www.pietrosantiagenzia.com/ pietrosanti || agenzia letteraria di Giulia Pietrosanti via g.b.bodoni 6 | 00153 | roma Nel sito, molto scarno, si intitola come ho appunto copiato. Rappresenta Stefano Benni e diversi altri autori, alcuni abbastanza noti. Sembra accetti gratis testi da valutare, secondo la modalità che segue: l’agenzia riceve i manoscritti solo dal primo al settimo giorno di ogni mese e solo al seguente indirizzo manoscritti.pietrosanti@gmail.com le proposte che dovessero arrivare al di fuori di quella settimana (o su altro indirizzo email) non verranno prese in considerazione. si chiede di inviare solo le prime 30 pagine del testo, accompagnate da una breve sinossi e una breve presentazione dell’autore. sarà l’agenzia a chiedere eventualmente l’invio dell’intero manoscritto all’autore e, solo in quel caso, a inviare una risposta entro tre mesi. Qualcuno ne ha fatto esperienza?
  7. sefora

    Compleanni nel WD

    Con il caldo che fa, non mi è venuto in mente di controllare la sua età... In ritardissimo, un augurio affettuoso!
  8. La dicotomia non è mica inevitabile, anzi...! Originalità e verosimiglianza possono (devono se il testo è buono!) convivere nella narrazione. Come già detto, la scrittura è sempre finzione anche quando narra cose "vere", e nella realtà possono verificarsi eventi che apparirebbero inverosimili in una narrazione. Se si prova per es. (lo consiglio) a trascrivere tal quale un dialogo registrato, l'effetto è inevitabilmente falso. Bene partire dal reale, ma occorre "narrativizzarlo". E torno un attimo sulla macchina pigra, la citazione di Eco per cui il lettore deve fare la sua parte perché il testo si metta in moto. Nel senso che deve possedere una certa dose di curiosità, padronanza linguistica ecc. per leggerlo con interesse e trarne "vantaggio". Non tutti i libri vanno bene per tutti, s'intende , e l'autore tende a rivolgersi al suo lettore "modello". Opportuno, consiglia ancora Eco, che esso sia abbastanza flessibile da coinvolgere un buon numero di lettori "empirici". Il che potrà avvenire se la fabula avrà un intreccio ben fatto, se richiamerà gli archetipi e via teorizzando. Come da manuali e corsi di scrittura... Ma spesso una buona storia riesce a camminare quasi da sola e i personaggi prendono per mano l'autore conducendolo lungo strade diverse da quelle previste. È molto bello!
  9. Mi sembra sia sottinteso in vari post, ma vale forse la pena di citarlo in modo esplicito: tra lettore e autore viene stipulato il famoso patto narrativo. Il primo accetta di sospendere l'incredulità ed "entrare" nella storia, il secondo non deve commettere errori (di intreccio, verosimiglianza, ritmo ecc.) tali da indurlo a interromperlo. Vale, con qualche distinguo, anche per le altre forme di narrazione. Il testo rimane in definitiva quell'arcinota macchina pigra che tocca al lettore mettere in movimento: con le ovvie differenze di approccio, retroterra, sensibilità...
  10. sefora

    Blocco dello scrittore e insicurezze

    Oltre al dizionario (bene, aiuta a variare l'aggettivazione ecc.), si ha quasi sempre bisogno di di supporti vari per verifiche e ambientazione . Condivisibile il metodo, con le ovvie variazioni soggettive. Rivedere il lavoro della giornata, tagliare quanto possibile, non rileggere tutto in continuazione (meglio suddividere), consigliatissima la decantazione finale... Ok. Peraltro l'autovalutazione non è mai garanzia della validità e correttezza della scrittura . Se si scrive con la prospettiva, anche vaga, di essere pubblicati, conviene farsi valutare da un professionista. Almeno una volta, lo consiglio ovunque ne ho l'occasione. Previa ricerca nel web e altrove per sceglierlo con calma e oculatezza.
  11. Sì, articolo abbastanza confusionario e notizie scontate. Vale comunque la pena di sottolineare il tema dei resi, noto ma non sempre evidenziato, che contribuisce a spiegare la pubblicazione (da parte di case note e magari big) di un gran numero di titoli, poi abbandonati a se stessi. A margine, ho trovato modesti i prezzi: ero rimasta a notizie di una EAP decisamente più costosa. Lo ripeto ovunque mi capita! Sceglietene uno "indipendente", cioè non collegato alla speranza di rappresentanza o pubblicazione.
  12. sefora

    [Cerco] Coautore

    Negativo, mi spiace: non si occupa di fantascienza.
  13. sefora

    [Cerco] Coautore

    Prevedevo la battuta! Entrambi. Di solito scrivo gialli, ho all'attivo solo due favole su invito, per antologie benefiche. Provo con l'amica. Appena posso, è un periodaccio...
  14. sefora

    [Cerco] Coautore

    L'esperienza mi attirerebbe, ma non pratico il genere. Ho però un'amica che scrive narrativa per ragazzi e magari potrebbe essere interessata. Provo a chiederle.
  15. sefora

    Compleanni nel WD

    Grazie di , la torta è bellissima (@ElleryQ), brindiamo lieti!
  16. sefora

    Declinazioni

    Pubblicazione: marzo 2019 Pagine 218 €15 (solo cartaceo) http://www.heraldeditore.it/Libro-Declinazioni.html Andavano al liceo con lo stesso il treno, conoscenti ma non amiche. Ormai attempate, tre donne si ritrovano nei luoghi in cui hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Sandra, ex insegnante, da Fondi non si è mai allontanata; Berta vive a Ferrara con figlia e nipoti; l'ancora bellissima Gabriella è moglie di un ricco imprenditore romano. Tutte reggono il peso di un segreto più o meno importante, con il quale faticano a confrontarsi. Anche in forza dell'atmosfera peculiare del paese, che coltiva con sollecitudine la propria memoria antica e recente, finiranno per confidarsi gli aspetti celati delle loro storie. L'inaspettata “sorellanza” consentirà alle donne di superare, ognuna a suo modo, gli ostacoli interiori. E le loro esistenze ne usciranno cambiate. Si tratta di una ripubblicazione. Nella prima, come qualche staffer o lettore assiduo del forum forse rammenterà, si erano verificati parecchi problemi, tali da indurmi a rescindere il contratto dopo pochi mesi. Nel breve periodo in cui è stata disponile, questa storia "al femminile" aveva ottenuto un buon riscontro nel corso di due presentazioni e presso un gruppo di lettura. La ricerca di una nuova occasione si è rivelata più agevole di quanto prevedessi: ho ricevuto in breve ben tre proposte. "Declinazioni" è ambientato a Fondi nel Lazio, il mio paese d'origine, così questa volta mi sono affidata a un editore che conoscevo, inserito nella regione e molto attivo nel sociale. Il testo, rivisto e migliorato, sarà presto disponibile anche negli store on line.
  17. sefora

    Una frase che non mi torna

    Anch'io avevo inteso così... Vedo che ormai hai molti suggerimenti per risolvere
  18. sefora

    Una frase che non mi torna

    Non si capisce, metti prima lo zio (vide lo zio che... con il prete e...) "...gli poggio' la mano sulla spalla si accorse che tremava" La ripetizione è superflua: se trema lo zio lo fa anche la ✋
  19. sefora

    La revisione perfetta, frase per frase.

    Grazie, anticipando il passato remoto suona meglio!
  20. sefora

    La revisione perfetta, frase per frase.

    Grazie! A parte il gerundio il mio aggiustamento suona proprio così , però non lo trovo ottimale. Abbiamo: stava (o scendeva), aveva, erano, erano... con le due coordinate e,e. In effetti c'è poco da inventarsi senza modificare la frase!
  21. sefora

    Agenzie che accettano racconti in lettura

    Ci sono però alcuni editori che cercano racconti, fai una ricerca Questa (www.raccontiedizioni.it/) accetta solo short stories ed è distribuita addirittura da Messaggerie
  22. sefora

    La revisione perfetta, frase per frase.

    Si tratta di una revisione, provo a chiedere qui... I tempi di queste coordinate non vanno, ma fatico a correggerli in modo soddisfacente. Come andrebbero sistemati senza modificare la frase? " Caia aveva conosciuto Tizio per caso; mentre scendeva le scale gli urtò il braccio e diversi fogli caddero dalla sua cartella e si sparpagliarono sugli scalini."
  23. sefora

    [MI 122] In reverse

    Commento a "Si è liberi solo di fare la prima scelta" Traccia di Mezzogiorno Sanguina un po'. Ho messo una benda, non preoccuparti. Ora però lasciami parlare! Sì, lo so che mi ami: l'hai ripetuto poco fa chiedendomi di perdonarti; mentre facevamo l'amore piangevi, come ogni volta. Vuoi che ammetta di tradirti, la fissa di sempre, continui ad accusarmi di sotterfugi ridicoli: sono andata da lui, non dal parrucchiere o in ufficio a sistemare una pratica.. Questa volta era Federico, il nuovo inquilino del terzo piano. Peggiori, te ne rendi conto? Grasso e pelato; almeno Alberto, secondo te il mio amante di sempre, non è niente male. Ma sono andata a letto anche con il tuo collega Edoardo, ho sedotto il dietologo, il farmacista, il meccanico e chissà quanti altri. Non ho nessun amante, e lo sai. Sei stato il primo e l'unico, razza d'idiota! Ti ricordi la mia risposta quando me l'hai chiesto, in seconda liceo? Che non aspettavo altro. Era inverno, siamo andati al mare, avevi la chiave dello stabilimento dei tuoi. Faceva freddo, l'odore di muffa impregnava tutto, ma io sentivo solo il calore della tua pelle e il profumo del dopobarba. Non lo hai mai cambiato, bravo, lo sento anche adesso. Da allora sono stata tua, per sempre. E ho continuato ad amarti, purtroppo: bello e impossibile, come nella canzone, un tormento infinito. Hai anche molte qualità, sei un professionista stimato, brillante in società. Piaci a tutti. Chi tra i nostri tanti conoscenti (amici non ne abbiamo) potrebbe immaginare quello che fai quando siamo soli? Soli, perché figli non ne hai mai voluti. “Non ti basto?” ripetevi ogni volta che aprivo il discorso. Una mutilazione, ecco cosa mi hai inflitto: sarei stata una buona madre. Sì, questa volta voglio raccontarla tutta la nostra storia, non avrò un'altra occasione.E ricordi quando mi hai dato il primo schiaffo? No, vero? Ne ero certa. Poche settimane dopo, una domenica. Ero andata al cimema con la mia amica Floriana, senza dirtelo. “Devo avere il tuo pemesso per tutto?” ti ho chiesto, indignata. Nessuna risposta. Ma poi hai chiamato e chiamato, scuse e regali. Ho perdonato, siamo tornati allo stabilimento. Insomma, un deja vu ossessivo. La tua regina, la tua fata, la tua luce nel buio. Non sopportavi di ignorare dov'ero e con chi. All'università conoscevi tutti i miei orari, eri capace di saltare le lezioni per controllarmi. Bravissimo, ti sei laureato in corso e cum laude. Geloso di tutto. Amici e colleghi non aspettavano che di portarmi a letto; le amiche ti privavano della mia compagnia; la palestra ti sembrava superflua. Cinema, mostre, gite: sempre con te. Mi avevi convinta che era giusto così. Ti perdonavo scenate e botte: eccesso d'amore e insicurezza affettiva. Ti ho sposato senza esitare, sicura che la convivenza ti avrebbe calmato. Per un po' è stato così, sembravi felice. Il lavoro ti gratificava ed eri compiaciuto del mio, finalmente consolidato. Ma dopo meno di un anno, respinta con rabbia la prima e timida proposta di mettere al mondo un figlio, hai cominciato a stringere il cerchio. Sei stato abile nel chiudermi gli occhi mentre lo facevi. Quando li ho riaperti, avevo il vuoto attorno. Quanti anni sono trascorsi da allora? Scommetto che neppure tu riesci a tenerne il conto. Ogni istante della giornata, ogni angoletto riposto dell'esistenza è da tempo sotto il tuo controllo. Ci sei solo tu: decidi ogni cosa: arredo, cibo, vacanze, chi vedere e chi no. Mi accompagni ovunque, hai scelto ogni capo che indosso e una volta hai fatto a pezzi l'abito che avevo comprato in tua assenza. Continui ad accusarmi di avere degli amanti. Mi insulti e malmeni, con lucidità, attento a che non si vedano tracce. Sì, ti amo ancora: di un amore malato quanto il tuo, l'ho infine capito. Quello della prigioniera per il suo guardiano, della vittima per il carnefice. Non posso vivere con te e non riesco a lasciarti. Quando sei rientrato oggi avevo appena riposto la valigia già pronta e fatto a pezzi il messaggio per te. Non è la prima volta. Sono incapace di andarmene, serrata tra le sbarre della nostra follia. Ho trovato il solo modo per uscirne. Hai un volto disteso e bello, amore mio, quando dormi. Sei sereno, in pace con me e con tutti. Ti addormenti sempre dopo le tue crisi e l'amore: questa volta ti ho aiutato un po'. Sono sicura di fare anche il tuo bene. Sarai libero dal rodimento perenne della gelosia, dal sospetto incessante, dalla tensione continua della sorveglianza. E, ingabbiata nella realtà di una prigione, mi sentirò libera anch'io. Ecco, ora ti appoggio la pistola alla tempia. Sarà un attimo, non soffrirai.
  24. sefora

    [MI 122] In reverse

    Grazie ! Giusto, è una prima, infatti ho una penalità. Sono una distratta 'epica': ho partecipato proprio per esercitarmi nella seconda e me ne sono subito dimenticata
  25. sefora

    Mezzogiorno d’inchiostro 122 - Off Topic

    Sono in viaggio. Ho votato, proverò a commentare qualcosa dal 📱, mi scuso per le omissioni
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