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sefora

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    NonnaH
  • Compleanno 21 giugno

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Lazio
  • Interessi
    filosofia, vela, politica, gialli.
    Il mio primo libro è qui: http://www.autodafe-edizioni.com/catalogo/104-mal-di-mare, trascuro un po' di antologie, il secondo - Devi orzare, Baal"- è stato appena pubblicato da Lettere animate https://www.amazon.it/dp/B06XWZXGDL

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  1. Sciogliere un contratto editoriale?

    Infatti escludo di chiederla per vie legali. Nei fatti egli ha operato "in nessun modo" o quasi: si limita a usare la sua pagina fb. Scrive qualche notizia o commento sui libri, condivide le pagine e le presentazioni organizzate dagli autori; non si è mosso minimamente quanto a recensioni e quant'altro prospettato. Inoltre, a quattro mesi dalla pubblicazione, il mio libro risulta acquistabile solo sul suo sito e in uno store, figura in un secondo ma non c'è possibilità di ordinarlo, mentre -così risponde a domanda- le "trattative" con i più noti (citati nel contratto) non sono ancora concluse. Gli darò noia su queste carenze, magari nei social, sperando che serva a qualcosa...
  2. Sciogliere un contratto editoriale?

    Grazie a voi! Condivido, né ho alcuna intenzione di ricorrere alle vie legali. L'elenco in questione è preceduto dalla dichiarazione che l'editore provvederà a diffondere e pubblicizzare l'opera "nel migliore dei modi", non certo quantificati. La scrittura è un hobby da pensionata: piccole case purché free, tre libri e "venticinque lettori" mi vanno già bene. Vedrò di moltiplicare le cautele la prossima volta. Per la verità il soggetto mi era sembrato convincente; sono infastidita dall'aver "toppato" proprio con lui, mentre un altro -scelto per comodità- ha dato miglior prova anche quanto a visibilità in rete, concorsi ecc., e il romanzo sarà presente a Torino. Penso di aggiungere le carenze promozionali alle altre disfunzioni per ottenere, più avanti, una (pacifica) riduzione della durata contrattuale. Mi auguro che nel frattempo l'editore si stufi quanto me e prenda congedo con sollievo!
  3. Sciogliere un contratto editoriale?

    Provo a inserirmi qui invece di aprire una nuova discussione. Se inappropriato, chiedo al cortese staff di spostare/rimuovere. Grazie Uno dei miei contratti editoriali contiene una descrizione parecchio dettagliata (nonché magniloquente) delle attività promozionali. Per es. l'editore prevede di proporre l'opera mediante incontri, presentazioni e interviste, di presentarla a concorsi, di diffonderla mediante stampa, radio e di TV, di farne omaggio a figure varie, di utilizzare un canale youtube, e via lietamente elencando. Avendo maturato un po' d'esperienza, ho preso visione con benevolo scetticismo di questa parte; mi aspettavo tuttavia che venissero attuate le iniziative più consuete, il che non è stato. In sintesi, l'editore non ha fatto un bel nulla, e ciò va ad aggiungersi ad altre pecche/carenze che non sto qui a elencare. La domanda è: qualora provassi a chiedere lo scioglimento anticipato del contratto, potrei utilizzare (anche) l'assenza di promozione?
  4. Cerchiamo autori esordienti

    Il giallo in lavorazione mi dà dei problemi... Si è orientato quasi in autonomia al metaracconto, nel senso che ho preso a rivolgermi direttamente a Lei, la trama. Se verrà bene lo proporrò !
  5. La montagna incantata, Thomas Mann

    Mann iniziò il libro nel 1912 - l'ambientazione precede di alcuni anni- e lo riprese dopo la guerra pubblicandolo nel '24, un po' presto per il nazismo. Tuttavia, giudizio diffuso, mentre la prima parte (più "comica") fa venire in mente la belle époque, la seconda sembra rispecchiare le contraddizioni della repubblica di Weimar, terreno di coltura del nazionalsocialismo. L'avvento di Hitler non spiacque inizialmente a Mann che, a quanto ho letto anni fa non so più dove, sperava mettesse ordine nel caos e recepì quasi con stupore l'opportunità di espatriare. Naturalmente si rese presto conto. E il doctor Faustus, scritto nel secondo dopoguerra, fa in certo senso da chiusura del cerchio alla montagna, ben esprimendo il folle orrore del periodo nazista. L'ho pensata un po' come Emy, anche perché i luoghi comuni sugli slavi abbondavano in letteratura, ma la considerazione di Nanni è interessante. La pulsione omosessuale, così marcata in morte a Venezia, qui non mi ha colpita molto. Nell'infanzia sono comuni gli "innamoramenti" poco attenti al genere; che gli occhi di Claudia ricordino l'amichetto è un elemento attrattivo in più, credo. Piuttosto, la sessualità di Castorp, a parte i due dialoghi, è sempre sotto traccia... Romanzo di formazione, senz'altro, e alla pianura si attribuisce una forte connotazione simbolica. Temi senz'altro da approfondire. @NanniTi leggo mentre scrivo. Sì, finisce la storia. Come dicevo a inizio post l'autore però lo riprende, conclude e rivede più avanti
  6. La montagna incantata, Thomas Mann

    Anche nella prima lettura - quando tendevo a privilegiare l'ironia di derivazione romantica- mi aveva colpita la "comicità" (sui generis, d'accordo) di varie parti del romanzo. Il narratore onnisciente, in genere abbastanza defilato, non nasconde per es. il suo divertimento nei confronti del sanatorio di lusso (vi aveva davvero soggiornato, accompagnando la moglie), dai pasti esagerati al militaresco "involtamento" nelle coperte, e ogni tanto si rivolge direttamente al lettore invitandolo a sorridere con lui a proposito del protagonista (dei personaggi parleremo più avanti, immagino). E tuttora mi è spesso sembrato comico, quasi "allegro", l'approccio alla malattia ("divertimento fisico" la chiama non ricordo chi), con la sua abbondanza di curiosi particolari organici. Non mancano i moribondi e pure i morti (a partire dalla madre di Castorp che, emblematico direi, spira ridendo), ma il gran carrozzone continua la sua corsa (tragica a posteriori). Quanto a omosessualità e nazismo, aspetto qualche altro intervento.
  7. La montagna incantata, Thomas Mann

    Ho un ricordo cronologico preciso della prima lettura. Frequentavo il secondo anno di filosofia e il volume mi fu prestato dall'allora futura suocera. Che io sappia, è andato perso durante un trasloco, peccato. La traduzione doveva essere quella di Bice Giachetti - Sorteni del 1932, ho ricostruito molto a posteriori, sfogliando a caso quella di Pocar, comprata intorno al Duemila e rimasta nello scaffale fino a questa occasione. Sono infatti sicura che il nome dell'amata era reso come Claudia, non Clavdia, e mancava l'appendice del '39, cioè la lezione agli studenti di Princeton. In essa, l'avrete notato, Mann dà il consiglio di Kuno: la Montagna richiede una rilettura! Un approccio tanto remoto ha naturalmente reso irrecuperabili gran parte delle impressioni di allora. Di sicuro attribuii un ruolo più centrale alla storia amorosa e, fresca all'epoca di letture attinenti, colsi subito il faustismo di Castorp, che trovo interessante anche oggi: il "tecnico" piuttosto banale che sale sulla montagna rimane (meno male!), malgrado i progressi etici, un antieroe (lo è anche nel finale bellico), ma affina di molto le qualità intellettuali e immaginifiche (si pensi alle conversazioni con Settembrini e alla sciata in solitario). Fui, e confermo, letteralmente incantata dalle descrizioni paesistiche e dalla sapienza con la quale Mann, già bravissimo nei giovanili Buddenbrook -che però lessi alcuni anni dopo-, delinea i personaggi sia principali che secondari, talvolta ai limiti della credibilità come Peeperkorn. La rilettura mi ha inoltre consentito di apprezzare con maggiore consapevolezza la prosa spettacolare elogiata da Niko e l'ironia che caratterizza la vita borghese (sanitaria e sociale) del sanatorio, nonché la sua profonda cesura esistenziale rispetto alla "pianura". Concordo sulla pesantezza e obsolescenza delle parti scientifiche e (meno) di quelle musicali che, se non ricordo male, attirarono subito alcune critiche di enciclopedismo. Credo siano in parte giustificate dalla volontà di "storicizzare" le conoscenze sulla struttura del corpo oltre che dello spirito, oggetto delle insistite dispute filosofiche. Dialettica che trovai molto attraente quando ero una studentessa alle prime armi e giudico ora un po' ingenua e datata. In sintesi, penso che la Montagna sia tuttora un testo "bello", oltre che notevole e formativo.
  8. Show don't tell

    Qualcuno ha dato un punto a questo vecchio messaggio; mi auto cito perché, ripescandolo per via della notifica, mi è venuto in mente di chiedere - senza aver seguito il resto della discussione- se vi sembra che lo show a tutti i costi sia un po' caduto in disuso. Nel recente romanzo italiano che credo si possa citare (a buon conto lo metto sotto spoiler), in pratica non ce n'è e secondo me va benissimo, mentre quest'altro, di celebrato autore americano (idem), l'ho trovato zeppo di dialoghi inutili quanto noiosi.
  9. Mezzogiorno d'Inchiostro n. 110 Topic ufficiale

    Complimenti ai vincitori!
  10. Devi orzare, Baal!

    L'altro ieri Lettere animate, l'editore di Baal, mi ha girato una mail del Premio letterario Costa Smeralda (Leggere il mare), al quale aveva iscritto il romanzo. Mi consento di copiarne l'essenziale: "Buongiorno, Devi orzare Baal! è stato fino all'ultimo secondo in corsa per rientrare nella terzina finalista... eccome se lo meritava! Siamo in molti a esserne davvero dispiaciuti. " Per carità, non ci contavo più di tanto ed è comunque lusinghiero. A pensar male... diceva però (il da me non compianto) Andreotti. Ecco la terzina: autori ed editori. – NARRATIVA: Il Mare dove non si tocca di Fabio Genovesi (Mondadori), Rais di Simone Perotti (Frassinelli), Luce dell’impero di Marco Buticchi (Longanesi).
  11. [MI 110] Una cena a rischio

    Grazie anche a voi. Sì @Joyopi, l'imperfetto è un refuso. "un bel finale se il giovane avesse servito al loro matrimonio, o qualcosa del genere", Buona idea: non al loro, troppo anziani, magari a quello di un figlio... Vero, dovevo chiudere in tutta fretta.
  12. Mezzogiorno d'Inchiostro n. 110 Topic ufficiale

    Sarà meglio che voti: domani ho vari impegni, rischierei di arrivare in extremis come a ogni (rara) partecipazione. @Joyopiper l'etica; @mina99per l'innovazione; @Poldoper il senso della misura
  13. [MI 110] Childe Alfredo alla Torre Nera giungerà

    Ci sono un po' di pulci, tra cui dei gerundi, questa è per così dire simpatica. Lo stile western è divertente e la scrittura vivace. Che il tizio stia dietro alla trama è palese, ma non ho letto nulla della "Torre nera" e mi sono un po' persa.
  14. [MI 110] Irina

    Hai già molti commenti, il mio sarebbe in linea con chi ha lodato taglio e sequenza muovendo qualche appunto formale. Elogio particolare allo "sfumato" della violenza e al finale di lui soccorrevole.
  15. [MI110] Il coinquilino di Berto

    Ciao, giornate "impicciate", riesco infine a leggere il tuo racconto Esperimento interessante, riuscito solo in parte. Troppa roba per ottomila caratteri, poca contestualizzazione, eccesso di androidi... Mi sono però immedesimata nell'abbondanza di titoli/brani vorticanti nella testa dell'autore bloccato!
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