Vai al contenuto

GiD

Utente
  • Numero contenuti

    487
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    3

GiD ha vinto il 1 giugno 2018

GiD ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

309 Straordinario

5 Seguaci

Su GiD

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. GiD

    Editing e corsi di scrittura

    Secondo me un buon corso di scrittura dovrebbe prevedere una parte di editing. Ci deve essere un momento in cui si prende un testo, lo si legge e si dice chiaramente "qui questo non funziona per questo e per quest'altro. Si deve cambiare questo e quello per farlo andare bene". Altrimenti, se un corso deve solo ripetermi show don't tell, tanto vale leggersi un manuale. Non metterei le due cose, editing e corso di scrittura, in contrapposizione. Non è questione di questo o quello. Se hai ancora bisogno di un corso di scrittura (e quindi sei agli inizi) non è il momento adatto per sottoporre il tuo manoscritto a un editing. Quello viene dopo che hai già imparato a muoverti sulla pagina, secondo me.
  2. GiD

    Autopubblicarsi senza rimpianti.

    Però distinguiamo. La grande editoria (come anche la media) non ti garantisce che il libro sia un capolavoro ma garantisce uno standard di qualità minimo, ergo un testo scritto in un italiano corretto con una trama che segue un filo logico e una struttura sensata. È comunque un filtro. Sicuramente imperfetto, ma un filtro. Il lettore acquista sapendo che quel testo è stato selezionato e curato per la pubblicazione. Non è poco. Poi, in generale, sono d'accordo col fatto che anche l'autopubblicaizone abbia la sua dignità. Anzi, dirò di più, ha forse più senso l'autopubblicaizone che la piccola editoria. Tanto i potenziali lettori che puoi raggiungere son quelli. È solo una questione d'ego essere pubblicati dalla micro casa editrice che stampa 100 copie. Forse. Spesso però un scrittore desidera che molti lo leggano. E non solo per una questione economica. Proprio come esigenza comunicativa. E i molti li raggiungi avendo il libro fisicamente in libreria, non si scappa. È vero che tra e-book e vendite online le cose possono cambiare, ma non credo siano già cambiate.
  3. GiD

    Lo stile. Inteso come impronta personale

    Il "non so che", per definizione, o ce l'hai o non ce l'hai. Col tempo matura e si affina, ma non puoi svilupparlo da nulla. Sul carattere personale, se ci pensi bene non tutti i caratteri sono ugualmente pronunciati. Ci sono persone più intense, più brillanti, più estroverse, più ruvide, più leggere... e altre meno. Credo valga anche per lo stile linguistico. Ognuno ne ha uno proprio, ma alcuni sono più neutri di altri. Poi entra in gioco anche la soggettività. Forse si percepisce meno uno stile conosciuto, a cui si è abituati, o uno molto simile al proprio. Un po' come per le cadenze regionali...
  4. GiD

    La virgola può sostituire i due punti??

    @Alessandro1982 È un altro caso in cui puoi usare sia i due punti che il punto. Nel tuo esempio i due punti andrebbero a fungere da congiunzione fra le due frasi. Se metti un punto invece lo stacco è più netto. Questione di ritmo, come ti dicevo. Comunque la virgola al posto dei due punti (tornando alla tua prima domanda) mi suona molto strana.
  5. GiD

    La virgola può sostituire i due punti??

    Credo sia il punto, più che la virgola, a poter sostituire i due punti in certi casi. Esempio: 1) C'erano fiori di tutti i tipi: rose, margherite, gigli, tulipani... 2) C'erano fiori di tutti i tipi. Rose, margherite, gigli, tulipani... Cambia leggermente il ritmo (il punto rallenta sempre un po'), ma si può fare. In generale, se scrivo narrativa cerco anch'io di evitarli, ma non li escludo a priori. Discorso diverso per articoli e manuali. Lì sono la vita.
  6. GiD

    Risma

    @Kikki sul sito della casa editrice però nessuno dei libri risulta "edito". Io vedo solo tre progetti ancora in corso (che devono raggiungere l'obiettivo copie). Avvisa la casa editrice. Magari non hanno aggiornato. Sul sito non è nemmeno spiegato bene cosa succede dopo aver raggiunto l'obiettivo di prevendita: Quante copie stampano come prima tiratura (posto che 250 sono già preordinate)? Lato distribuzione come si muovono? In tutto ciò, congratulazioni per la pubblicazione! Da quel che vedo, i libri sembrano ben curati.
  7. GiD

    Come verificare l'originalità di un'idea?

    In realtà è un'idea molto sfruttata, non solo in Fight Club. A Beautiful Mind poggia su questo. Una delle migliori puntate di Scrubs gira sullo stesso meccanismo. Perception riesce a trasformarlo in plot twist (perché l'allucinazione, poi, esiste davvero). Lo hanno fatto (a suo modo) anche con l'ultimo Joker. Questo per dire che solo perché "l'hanno già fatto" non significa che non si possa rifare. L'importante è avere coscienza di cosa è stato fatto per riuscire a rifarlo bene. In generale sono un detrattore dell'originalità a tutti i costi. Non credo sia un valore assoluto. Ho letto tanti libri e visto tanti film che, pur non avendo queste idee geniali, restano godibilissimi.
  8. Eh, ma tu non sei Saviano e dal tuo romanzo non hanno tratto una delle serie tv di maggior successo degli ultimi anni. Detto questo... Soprattutto se parliamo di piccoli o medi editori, per cui è importante anche il bacino d'utenza che l'autore si porta dietro, ha poco senso pubblicare un romanzo che ha già venduto le sue "copie sicure". Cioè, si parte già con un bel deficit. Discorso diverso è il grande editore che ripubblica un libro già pubblicato dalla piccola casa editrice. Sempre difficile, ma è successo. In quel caso al grande editore, che ragiona in termini di migliaia di copie, le 200 copie già vendute dalla piccola casa editrice non cambiano il mondo.
  9. GiD

    Mondadori

    Anch'io credo che Mondadori ragazzi legga davvero. Io sono stato anche più fortunato con i tempi. Ho avuto risposta dopo i classici 6/8 mesi. A parte una prima parte abbastanza standard ("non rientra nei nostri piani editoriali ecc.") la mail si chiudeva in maniera più personale specificando che avevano apprezzato il mio stile e la mia scrittura, per cui erano interessati a visionare altro mio materiale (che purtroppo al tempo non avevo). Poi magari lo dicono a tutti, ma spero di no. Sarebbe una cattiveria gratuita.
  10. GiD

    Valore di una grafica inusuale

    @Zappo Solitamente le "impaginazioni creative" di cui parlano (e che sconsigliano) gli editori sono quelle che incasinano la lettura, tipo i font di dubbio gusto. Immagina, per esempio, l'aspirante scrittore che ha il lampo di genio di usare in tutto il manoscritto un font gotico perché è un fantasy medievale. Ecco, quello non si fa. Oppure chi scrive a corpo 7 e con interlinea minima, stile enciclopedia. Non si fa nemmeno quello. Ciò di cui parli tu è qualcosa di un po' diverso. Sono appunto inserti (in quanto tali, penso neppure tanti) utili alla trama e anche a dare un po' di colore al tutto. Non credo si scandalizzi nessuno. I professionisti, quelli seri, non hanno i paraocchi. Poi, con ogni probabilità, qualora il testo piacesse, l'editore deciderà di far rifare gli inserti al suo studio grafico di fiducia. La tua dev'essere più una suggestione per far capire l'effetto finale. Non è un definitivo. Personalmente, ho proposto un romanzo in cui ho inserito una finta pagina di giornale (perché serviva) e nessuno mi ha crocifisso. Il romanzo è stato letto, commentato ed è anche piaicuto.
  11. GiD

    Narrazione al tempo presente

    @@azalai Se ti capita (e se ti piace il genere) prova a leggere "Pan" di Francesco Dimitri. È un urban fantasy ambientato nella Roma contemporanea (ma non è una trashata teen, giuro). Secondo me quello è un esempio di narrazione al presente usata molto bene. Ci sono più punti di vista , c'è una trama articolata, ci sono personaggi complessi... è un buon romanzo, insomma. Questo per dire che quelli che percepiamo come limiti di un dato stile a volte sono solo i limiti dello scrittore che stiamo leggendo. Più in generale, io adoro il presente con un certo tipo di romanzi. Nella mia testa si sposa bene con le storie introspettive e contemporanee. Lo percepisco già più strano se il romanzo è ambientato nel passato. P.S. E comunque quell'incipit è brutto forte, a prescindere dal tempo usato.
  12. GiD

    Comunicazione e identità sui social

    @Edmund Duke Io ho tinteggiato la mia camera da letto ed è venuta bene. Fatto tutto io. Non per questo definirei gli imbianchini " gente che ti spilla soldi". @Roy sinceramente però mi sembra assurdo porsi l'obiettivo di diventare famoso solo per vendere un libro. Non pubblicano mica solo i famosi. Ovvio che a tutti piacerebbe essere Fabio Volo, ma a lui è appunto capitato di ritrovarsi scrittore. Cioè, sfruttare la propria fama per vendere un libro è un conto. Inseguire la fama solo per vendere un libro è un altro.
  13. GiD

    Comunicazione e identità sui social

    @Edmund Duke Però far passare chi si occupa di social media management per lavoro come "gente che ti spilla soldi" è ingiusto. È sicuramente qualcosa che si può fare da soli, ma occorre averne il tempo, la voglia e in generale avere interesse e predisposizione per quel tipo di comunicazione, cosa che ti spinge a capirne i meccanismi e ad applicarli ai tuoi contenuti. Questo se vuoi davvero "venderti" come personaggio attraverso i social e farti un seguito. Altrimenti parliamo di postare due foto a settimana del tuo libro o di te col microfono a una presentaizone, ma quello non è saper gestire i social. Tornando al discorso generale, @Roy, sicuramente pubblicare avendo un buon seguito social è auspicabile, ma è qualcosa difficile da programmare. Partendo da 0 la crescita è molto lenta e c'è da considerare che non basta avere tanti follower, occorre avere follower che rientrino nel target del tuo libro. Mi pare quindi difficile un percorso del tipo: pubblico il libro --> mi creo il personaggio --> vendo un botto. Semmai vedrei meglio gli step: mi creo un personaggio --> ottengo un buon seguito --> divento interessante per le case editrici medio/grandi --> pubblico un libro --> vendo un botto.
  14. Di solito con le letture a pagamento hai tempi certi (magari con un minimo di flessibilità). Il lasso di tempo può variare a seconda dell'agenzia, ma è sempre indicato sul sito. Se paghi, prima di tutto sei una cliente, per cui hai il sacrosanto diritto di chiedere aggiornamenti in caso di ritardo. L'incertezza di cui parli tu è più che altro quella che segue l'invio agli editori. Ma lì c'è poco da fare. Sono un po' spari nel buio.
  15. Credo che il problema stia qui. La maggior parte degli utenti che passa per questo topic risponderà che no, non comprerebbe un libro del genere, ma solo perché ha superato quella fase. Tutti gli aspiranti scrittori a un certo punto si pongono il problema di come scrivere bene e comprano "On Writing", "Il prontuario dello scrittore" o qualche altro testo simile. Quindi, di fondo, credo che questi tipi di libri avranno sempre un loro bacino di utenza. La domanda da porsi, semmai, è perché l'aspirante scrittore debba scegliere proprio il vostro e non un altro degli n-mila manuali in circolazione. Ha contenuti diversi? Ha un taglio diverso? Può giocarsi la carta del "principio di autorità" dell'autore o del curatore? Personalmente, per un progetto del genere penserei più a un'ebook che a un cartaceo. In questo modo il lettore potrebbe essere attirato dal prezzo contenuto.
×