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GiD

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  1. GiD

    Come verificare l'originalità di un'idea?

    In realtà è un'idea molto sfruttata, non solo in Fight Club. A Beautiful Mind poggia su questo. Una delle migliori puntate di Scrubs gira sullo stesso meccanismo. Perception riesce a trasformarlo in plot twist (perché l'allucinazione, poi, esiste davvero). Lo hanno fatto (a suo modo) anche con l'ultimo Joker. Questo per dire che solo perché "l'hanno già fatto" non significa che non si possa rifare. L'importante è avere coscienza di cosa è stato fatto per riuscire a rifarlo bene. In generale sono un detrattore dell'originalità a tutti i costi. Non credo sia un valore assoluto. Ho letto tanti libri e visto tanti film che, pur non avendo queste idee geniali, restano godibilissimi.
  2. Eh, ma tu non sei Saviano e dal tuo romanzo non hanno tratto una delle serie tv di maggior successo degli ultimi anni. Detto questo... Soprattutto se parliamo di piccoli o medi editori, per cui è importante anche il bacino d'utenza che l'autore si porta dietro, ha poco senso pubblicare un romanzo che ha già venduto le sue "copie sicure". Cioè, si parte già con un bel deficit. Discorso diverso è il grande editore che ripubblica un libro già pubblicato dalla piccola casa editrice. Sempre difficile, ma è successo. In quel caso al grande editore, che ragiona in termini di migliaia di copie, le 200 copie già vendute dalla piccola casa editrice non cambiano il mondo.
  3. GiD

    Mondadori

    Anch'io credo che Mondadori ragazzi legga davvero. Io sono stato anche più fortunato con i tempi. Ho avuto risposta dopo i classici 6/8 mesi. A parte una prima parte abbastanza standard ("non rientra nei nostri piani editoriali ecc.") la mail si chiudeva in maniera più personale specificando che avevano apprezzato il mio stile e la mia scrittura, per cui erano interessati a visionare altro mio materiale (che purtroppo al tempo non avevo). Poi magari lo dicono a tutti, ma spero di no. Sarebbe una cattiveria gratuita.
  4. GiD

    Valore di una grafica inusuale

    @Zappo Solitamente le "impaginazioni creative" di cui parlano (e che sconsigliano) gli editori sono quelle che incasinano la lettura, tipo i font di dubbio gusto. Immagina, per esempio, l'aspirante scrittore che ha il lampo di genio di usare in tutto il manoscritto un font gotico perché è un fantasy medievale. Ecco, quello non si fa. Oppure chi scrive a corpo 7 e con interlinea minima, stile enciclopedia. Non si fa nemmeno quello. Ciò di cui parli tu è qualcosa di un po' diverso. Sono appunto inserti (in quanto tali, penso neppure tanti) utili alla trama e anche a dare un po' di colore al tutto. Non credo si scandalizzi nessuno. I professionisti, quelli seri, non hanno i paraocchi. Poi, con ogni probabilità, qualora il testo piacesse, l'editore deciderà di far rifare gli inserti al suo studio grafico di fiducia. La tua dev'essere più una suggestione per far capire l'effetto finale. Non è un definitivo. Personalmente, ho proposto un romanzo in cui ho inserito una finta pagina di giornale (perché serviva) e nessuno mi ha crocifisso. Il romanzo è stato letto, commentato ed è anche piaicuto.
  5. GiD

    Narrazione al tempo presente

    @@azalai Se ti capita (e se ti piace il genere) prova a leggere "Pan" di Francesco Dimitri. È un urban fantasy ambientato nella Roma contemporanea (ma non è una trashata teen, giuro). Secondo me quello è un esempio di narrazione al presente usata molto bene. Ci sono più punti di vista , c'è una trama articolata, ci sono personaggi complessi... è un buon romanzo, insomma. Questo per dire che quelli che percepiamo come limiti di un dato stile a volte sono solo i limiti dello scrittore che stiamo leggendo. Più in generale, io adoro il presente con un certo tipo di romanzi. Nella mia testa si sposa bene con le storie introspettive e contemporanee. Lo percepisco già più strano se il romanzo è ambientato nel passato. P.S. E comunque quell'incipit è brutto forte, a prescindere dal tempo usato.
  6. GiD

    Comunicazione e identità sui social

    @Edmund Duke Io ho tinteggiato la mia camera da letto ed è venuta bene. Fatto tutto io. Non per questo definirei gli imbianchini " gente che ti spilla soldi". @Roy sinceramente però mi sembra assurdo porsi l'obiettivo di diventare famoso solo per vendere un libro. Non pubblicano mica solo i famosi. Ovvio che a tutti piacerebbe essere Fabio Volo, ma a lui è appunto capitato di ritrovarsi scrittore. Cioè, sfruttare la propria fama per vendere un libro è un conto. Inseguire la fama solo per vendere un libro è un altro.
  7. GiD

    Comunicazione e identità sui social

    @Edmund Duke Però far passare chi si occupa di social media management per lavoro come "gente che ti spilla soldi" è ingiusto. È sicuramente qualcosa che si può fare da soli, ma occorre averne il tempo, la voglia e in generale avere interesse e predisposizione per quel tipo di comunicazione, cosa che ti spinge a capirne i meccanismi e ad applicarli ai tuoi contenuti. Questo se vuoi davvero "venderti" come personaggio attraverso i social e farti un seguito. Altrimenti parliamo di postare due foto a settimana del tuo libro o di te col microfono a una presentaizone, ma quello non è saper gestire i social. Tornando al discorso generale, @Roy, sicuramente pubblicare avendo un buon seguito social è auspicabile, ma è qualcosa difficile da programmare. Partendo da 0 la crescita è molto lenta e c'è da considerare che non basta avere tanti follower, occorre avere follower che rientrino nel target del tuo libro. Mi pare quindi difficile un percorso del tipo: pubblico il libro --> mi creo il personaggio --> vendo un botto. Semmai vedrei meglio gli step: mi creo un personaggio --> ottengo un buon seguito --> divento interessante per le case editrici medio/grandi --> pubblico un libro --> vendo un botto.
  8. Di solito con le letture a pagamento hai tempi certi (magari con un minimo di flessibilità). Il lasso di tempo può variare a seconda dell'agenzia, ma è sempre indicato sul sito. Se paghi, prima di tutto sei una cliente, per cui hai il sacrosanto diritto di chiedere aggiornamenti in caso di ritardo. L'incertezza di cui parli tu è più che altro quella che segue l'invio agli editori. Ma lì c'è poco da fare. Sono un po' spari nel buio.
  9. Credo che il problema stia qui. La maggior parte degli utenti che passa per questo topic risponderà che no, non comprerebbe un libro del genere, ma solo perché ha superato quella fase. Tutti gli aspiranti scrittori a un certo punto si pongono il problema di come scrivere bene e comprano "On Writing", "Il prontuario dello scrittore" o qualche altro testo simile. Quindi, di fondo, credo che questi tipi di libri avranno sempre un loro bacino di utenza. La domanda da porsi, semmai, è perché l'aspirante scrittore debba scegliere proprio il vostro e non un altro degli n-mila manuali in circolazione. Ha contenuti diversi? Ha un taglio diverso? Può giocarsi la carta del "principio di autorità" dell'autore o del curatore? Personalmente, per un progetto del genere penserei più a un'ebook che a un cartaceo. In questo modo il lettore potrebbe essere attirato dal prezzo contenuto.
  10. Non proprio, ma per lavoro ho a che fare con case editrici, scrittori, editor & co. Ovvio che non so cosa accade in ogni singola casa editrice, ma in generale ho visto molti slittamenti/spostamenti/riorganizzazioni di calendario. Pensa solo ai libri che dovevano uscire in pieno lockdown e che ovviamente stanno uscendo ora o nei prossimi mesi...
  11. Se ti tranquillizza, posso confermarti che la situazione anomala del virus ha davvero destabilizzato molte realtà. Anche le "grandi case editrici" hanno rallentato, facendo slittare pubblicazioni e/o progetti vari. Non credo sia il momento ideale per proporsi, anche se ovviamente dipende sempre da cosa si propone e a chi. In generale, comunque, è probabile che in questo momento ogni casa editrice sia impegnata a far quadrare la situazione dopo il trambusto generale. Diciamo che avendo già il loro da fare potrebbero essere meno aperta alle novità. Non sono stato d'aiuto, vero?
  12. GiD

    Punto di vista multiplo e tag di dialogo

    No. (Secco, proprio ). Secondo me va rispettato il POV. È una questione di coerenza interna. Ti sei data una regola (narrare "dall'interno" dei personaggi) e devi seguirla. Anzi, ti dirò, la situazione che descrivi è potenzialmente interessante: puoi giocare col lettore facendogli intuire (da subito, o magari solo dopo) che il "polidiota" è il Luca che ha già incontrato attraverso gli altri personaggi. Ovviamente, a meno che tu non abbia i tuoi motivi di trama per tenerlo nascosto, non tirare la cosa per le lunghe. A un certo punto i due si presenteranno, o qualcuno li presenterà l'un l'altro, e il lettore avrà chiara la situazione.
  13. Per questo tipo di problematica non esistono vademecum o regole pronte da applicare al testo. È una sorta di sensibilità che puoi (e devi) sviluppare guardando altri contenuti destinati alle teenager. Romanzi in primis, ma anche serie tv o film. E questo non vale solo per il linguaggio, ma anche per le tematiche e le dinamiche della storia. i teenager di oggi hanno problemi che i teenager di qualche anno fa non si sognavano neppure (pensa anche solo alla dimensione social). Quindi sì, ti tocca farti una bella scorpacciata di prodotti teen. Poi rileggi il tuo testo e cerca di capire se è in linea.
  14. GiD

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Quando possibile, chiedo la cancellazione di questo racconto. Grazie.
  15. GiD

    Lorem Ipsum

    Io attendo una risposta da settembre 2017. Non sono mai stato ricontattato spontaneamente dall'agenzia. A mia diretta (e ripetuta) richiesta di informazioni, a febbraio 2018, mi è stato risposto che il romanzo era al vaglio della redazione editoriale. Da allora, l'unico contatto da parte dell'agenzia è stato a fini promozionali, per il lancio dell'iniziativa sasso/carta. Per il resto, silenzio radar.
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