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LuckyLuccs

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  1. LuckyLuccs

    Pegasus Edition

    ma proprio per niente diciamo la stessa cosa. caso 1) un piccolo editore paga di tasca sua le spese di pubblicazione, grafica, editing, promozione. magari ci mette pochi soldi con risultati pessimi, ma ce li mette lui. Lui e nessun altro. Né l'autore in un'unica soluzione, né gli iscritti al concorso tramite le quote di partecipazione, né gli amici e i parenti dell'autore che comprano a scatola chiusa il libro prima che esca. caso 2) un piccolo editore fa pagare ad altri le spese di pubblicazione, grafica, editing, promozione. magari i soldi messi dagli altri sono troppo pochi per avere buoni risultati, ma comunque ce li mettono altri. L'unica cosa che hanno in comune i casi (1) e (2) è la scarsa visibilità in libreria. Perfino ciò che ci sta dietro è diverso: - il caso (1) vorrebbe (più copie di un libro vende più copre le spese che lui ha sostenuto ed eventualmente ottiene un utile) ma non può (perché deve fare debiti per ottenere prestiti con cui investire, perché dovrà pure mangiare e pagare l'affitto a fine mese). - il caso (2) non è nemmeno interessato più di tanto a volerlo, visto che le spese sono state coperte e il suo utile è stato garantito prima ancora di mettere il libro in vendita. se vogliamo trovare un punto in comune dove diciamo la stessa cosa è questo: i piccoli editori e gli editori a pagamento (mascherati e non) faticano enormemente a trovare visibilità in libreria.
  2. LuckyLuccs

    La Corte Editore

    in bocca al lupo allora, e auguriamoci di chiamarci 'collega' alla prossima fiera!
  3. LuckyLuccs

    Pegasus Edition

    stiamo parlando di due cose diverse, credo. la questione non è 'difficile visibilità con un piccolo editore'. la questione è 'il piccolo editore corre il rischio d'impresa investendo di tasca sua su un prodotto in cui crede, oppure non lo corre facendo pagare le spese a qualcun altro (l'autore, i suoi amici e parenti, gli iscritti al concorso)'.
  4. LuckyLuccs

    La Corte Editore

    ciao Lulu, sono un autore di La Corte, e ti vorrei rassicurare su almeno due punti. L'editore ha nel suo catalogo anche romanzi di genere romance con contenuti erotici, è assolutamente aperto alle contaminazioni di genere (io, per esempio, ho scritto thriller d'ambientazione storica e sconfinamenti nel gotico sovrannaturale). I tempi di risposta sono lunghi, lunghissimi. La Corte riceve circa 5000 manoscritti all'anno da invii spontanei e li esamina tutti, prima o poi. Io ho dovuto aspettare più di un anno per avere risposta favorevole. Difficile che ti diano risposta su una mail di richiesta informazioni perché sono davvero subissati di invii. Se decidi di correre il rischio e di tenere duro nell'attesa, se poi vieni selezionato, ti assicuro che è un'ottimo editore.
  5. LuckyLuccs

    Aletti editore

    Comicissima quella della 'maggiore visibilità.
  6. LuckyLuccs

    Aletti editore

    beh, almeno puoi rifiutare la proposta senza troppi rimpianti.
  7. LuckyLuccs

    Pegasus Edition

    C'è una grande differenza dal punto di vista dell'autore. Da quello dell'editore cambia solo il soggetto a cui chiedere i soldi per aggirare il rischio di impresa.
  8. LuckyLuccs

    Giovane Holden

    Questo topic appartiene a un forum dove ci si scambia opinioni sull'editoria ed è quello che faccio, dando la mia opinione. Il mio discorso generale parla dei concorsi letterari come una strategia di editoria a pagamento mascherata. Sono un editore che indice un concorso. Se ci facciamo un giro sui siti di stampa digitale ci facciamo una rapida idea di quanto costa stampare una cinquantina di copie di un libro e con una semplicissima equivalenza anche di quante quote di iscrizione al concorso sono sufficienti a me editore per coprire le spese di pubblicazione al vincitore e ricavare un utile dall'operazione con cui coprire i costi di pubblicità e segreteria. Non sto facendo, come tu mi hai accusato di fare, i conti in tasca a nessuno, perché è davvero sufficiente fare un giro su google e farsi fare un preventivo di stampa di libri in digitale per farsi un'idea. Questo non significa che io editore stia facendo nulla di illegale: semplicemente anziché far coprire le spese all'autore le faccio coprire ai partecipanti al concorso. Due piccioni con una fava, no? Io editore non corro alcun rischio di impresa, e l'autore è contento perché non deve pagare per pubblicare (tolta la quota di iscrizione, ca va sans dire). A me non sembra affatto di essere stato off topic, ma mi rimetto all'opinione dei moderatori, e se ho infranto, senza volerlo, regole di correttezza o di buona educazione faccio un passo indietro e chiedo scusa a te, al tuo editore e al forum. Non sono qui per fare polemica con nessuno.
  9. LuckyLuccs

    Historica

    No non c c'è nulla di truffaldino come non c'è nelle altre forme piu o meno mascherate di editoria a pagamento. Basta sapere a cosa si va incontro. Io ho avuto un carteggio con questa associazione e in corrispondenza di uno dei loro (tantissimi) concorsi a cui ho partecipato perché era gratuito... decidendo di ritirare il racconto una volta capito bene come funzionava. Condivido la mia esperienza sperando possa essere utile ad altri.
  10. LuckyLuccs

    Historica

    Fanno molti concorsi gratuiti ma l autore non ha diritti sulle copie vendute ne copie omaggio. Se vuole anche solo una copia per se deve comprarla. Tutte le persone che conosco risultano vincitrici del concorso (compreso me , che però non appena ho capito ilmeccanismo ho ritirato il mio racconto "vincitore"). L editore ti spiega che il prezzo del volume è determinato dal numero di partecipanti e già questo fa capire che è sulla vendita di copie agli autori che fanno business. In più essendo di torino e partecipando al salone come autore ti posso garantire che una presentazione al salone passa inosservata al grande pubblico. Insomma non ci perdi nulla (a parte i soldi della copia) ma nemmeno fai un grande affare. Se posso permettermi di darti un consiglio Quegli stessi soldi che useresti per foraggiare questo concorso investili in self publishing.
  11. LuckyLuccs

    Giovane Holden

    Non so in questo caso ma so che in altri casi i concorsi con quota di iscrizione servono a coprire le spese di pubblicazione del vincitore. Che è quello che ho detto, mi pare.
  12. LuckyLuccs

    Giovane Holden

    non so in questo caso, ma in generale se il concorso prevede una quota di iscrizione è facile che le spese di pubblicazione del vincitore le paghino gli altri partecipanti...
  13. LuckyLuccs

    Piergiorgio Nicolazzini

    Ottimissima agenzia. Segue anche i miei libri (perché ha un contratto col mio editore).
  14. LuckyLuccs

    Mi presento

    benvenuta Stefania!
  15. LuckyLuccs

    Aspettative di vendita

    credo che il numero minimo per non considerare il libro un flop si aggiri intorno alle 200 copie. ragiono dal punto di vista degli editori che fanno business sugli autori, perché vedo che in media grosso modo il target è fissato proprio intorno a quel numero. dal punto di vista dell'autore,il margine tra flop e successo è un valore troppo soggettivo che dipende dalle aspettative dell'autore stesso e dal bacino d'utenza della sua opera. immagino per esempio che vendere 200 copie di una silloge poetica sia molto più difficile che vendere 200 copie di un fantasy con i vampiri o di un romance coi pirati.
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