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LuckyLuccs

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  1. Mi limito alla mia esperienza personale. Non ho mai avuto la pretesa di trovare l'editore big da cui essere pubblicato, e ho sempre puntato a editori più piccoli ma di qualità. Mi sono sforzato di studiare il mercato e di capire a chi potesse interessare ciò che proponevo. Ho cercato di approfittare del salone del libro per chiacchierare con i rappresentanti degli editori e capire quali erano le loro strategie di mercato. Anche editori a ridosso dei big, come Nord, Fazi e Newton&Compton, all'epoca mi dissero con convinzione che non c'era bisogno di avere un agente alle spalle per proporre un manoscritto. Non ho mai preso in considerazione l'idea di affidarmi a un agente e il mio editore attuale l'ho trovato tramite contatto diretto. A mio giudizio quindi e sulla base appunto del mio vissuto, non serve un agente per pubblicare con un buon editore, ma solo tanta dedizione nella ricerca e tanta pazienza nell'attesa della risposta.
  2. LuckyLuccs

    A 'caccia' di Editore

    Vorrei intervenire anche io nella discussione anche se mi trovo d'accordo con tutti i commenti che sono stati fatti. Trovo che in generale ci sia tanta fretta e tanta sopravvalutazione di se stessi nel mondo degli scrittori esordienti. Una combinazione micidiale che fa la fortuna delle numerosissime case editrici a pagamento che, purtroppo lecitamente e legalmente, si propongono per rispondere a una domanda di mercato molto elevata. Per esperienza personale, posso dire che editori seri che lavorano bene e non chiedono soldi all'autore (o ai suoi amici e alla sua fanbase...) ce ne sono. Non sono pochi. Bisogna impegnarsi per cercarli, però, e avere pazienza perché i tempi di risposta sono lunghi. Bisogna avere l'umiltà di accettare un silenzio prolungato che corrisponde a un "no". E posso assicurare, sempre per esperienza personale, che non occorre avere un agente per approdare a un piccolo o medio editore serio.
  3. LuckyLuccs

    Un consiglio

    Mi allineo ai pareri già dati. Per quanto ne so, quando proponi un'opera che prevede una serie di romanzi tra loro collegati è naturale che l'editore voglia averli tutti e tre. Non è però automatico che pretenda l'esclusiva. Quando ho proposto il piano dell'opera al mio editore abbiamo fatto un passo per volta: il mio primo contratto non cita in alcun modo i romanzi successivi al primo, che pure erano già scritti in bozza. D'altra parte, se si tratta di romanzi interconnessi e non autoconclusivi, diventa difficile pensare che un editore ti pubblichi il secondo e il terzo dopo che il primo è uscito con un altro editore...
  4. LuckyLuccs

    Maratta Edizioni

    congratulazioni!
  5. LuckyLuccs

    Aspettative di vendita

    Io sapevo che la media fosse 200 copie ma onestamente non mi ricordo da quale fonte mi fosse arrivata. A sostegno di questo numero ci metto i target fissati dalle CE a crowfunding, che lo considerano il numero valido per cui far partire il libro stesso. Il che, probabilmente, significa che 200 copie sono la cifra necessaria per coprire le spese e non andare in perdita.
  6. Senza dubbio hai ragione, ma vedi che nel tuo caso entrambe hanno evidenziato un giudizio positivo. Insomma, direi che ci siamo capiti ma la pensiamo in modo simile.
  7. E' vero, ma chi ti dice che gli autori "rifiutati" non abbiano di volta in volta apportato modifiche al testo, magari sulla base di osservazioni ricevute in corso d'opera, che hanno migliorato il testo nella versione che ha avuto finalmente successo? Se io penso alla prima stesura del mio romanzo che ho proposto a un editore quasi me ne vergogno. Non è certo uguale a quella che mi è stata accettata (e pure poi sottoposta a editing). Ma infatti mi ero collegato a te pensando ai tanti autori che danno colpa al mercato editoriale per giustificarsi.
  8. Mi riferivo al discorso di Ophelia. Intendevo dire che non è che ci sono libri brutti pubblicati perché scritti da gente famosa a spese di libri belli. Nel tuo caso, se un'agenzia seria ha valutato di non puntare sul tuo romanzo ti sta dando un'indicazione secondo me importante. L'agenzia seria punta su romanzi che possono avere un mercato importante di lettori. Se un'agenzia seria ritiene che il tuo romanzo non abbia queste caratteristiche probabilmente anche le altre faranno lo stesso ragionamento, a meno che la prima non abbia preso una clamorosa cantonata. Capisci che le agenzie fanno questo mestiere e ci vivono. Non fanno scommesse a caso, ma d'altra parte non si lasciano sfuggire una fonte di guadagno. Se rifiutano una rappresentanza, un ragionamento serio e ponderato l'hanno fatto di sicuro.
  9. L'agenzia è composta da professionisti e come tali ragionano in maniera imprenditoriale. In soldoni: devono guadagnare col loro lavoro. Quindi, se valutano un manoscritto ne valutano le potenzialità con cui poterci guadagnare. Ci sono agenzie che chiedono subito il loro utile minimo all'autore, facendogli pagare il servizio di valutazione. Poi a quel punto lo piazzano a chiunque, anche a un editore che in realtà fa un selfpublishing organizzato: che l'autore poi venda 15 o 15000 copie all'agenzia a quel punto fa poca differenza. Evidentemente non ci ha puntato, tutto quello che arriva è grasso che cola. Le agenzie che ti valutano gratuitamente e poi prendono una percentuale puntano agli editori grossi e a , punto puntano al prodotto che vende. Se il prodotto non è ritenuto all'altezza di vendere tanto (per mille motivi, ma la principale è che non è un granché di libro) allora ovviamente decidono di non rappresentarlo. E' inutile lamentarsi di complottisimi o degli youtubers che vendono tanto. I guadagni che fanno con gli youtubers permettono agli editori di puntare su qualche libro di autore sconosciuto ma di qualità.
  10. LuckyLuccs

    Maratta Edizioni

    Lo dicono molti editori al loro inizio. Dopo che hanno avuto a che fare con un campione significativo di autori, chissà come mai, cambiano tutti idea.
  11. LuckyLuccs

    Pseudo case editrici

    Guarda, limitandomi alla mia esperienza diretta, ossia al mio editore più altri due che conosco molto bene anche se non ho pubblicato con loro, posso dirti che per gli editori free seri le cose non stanno così. (1) non pubblicano a casaccio, ma o vanno loro a cercare gli autori oppure prendono dalla fila dei manoscritti quelli che sembrano migliori. (2) non rispondono non perché non leggono, ma perché se poi devono stare dietro alla corrispondenza con gli autori dall'ego ferito perché il loro capolavoro non è stato selezionato non riescono più a leggere manoscritti.
  12. LuckyLuccs

    Pseudo case editrici

    250k copie credo siano numeri irraggiungibili per i più.
  13. LuckyLuccs

    Pseudo case editrici

    Forse non mi sono spiegato bene. Per me le CE serie sono quelle che investono di tasca propria sul testo. Purtroppo gli editori non seri non fanno altro che approfittare di una fetta di mercato che, evidentemente, rende abbastanza bene. Gli editori non seri cercano scrittori, non lettori: da lì poi si spiega tutto il resto.
  14. LuckyLuccs

    Pseudo case editrici

    Non conosco l'autore in questione, ammetto la mia ignoranza quindi non mi esprimo. Mi affido a un banalissimo ragionamento: una CE free fa il suo business sulla vendita dei libri, non su quanto gli versano in anticipo i suoi autori o i suoi amici parenti fan , quindi rischia di tasca sua. Se un libro esce e non vende, ad andare in rosso è al CE free. Quindi una CE free punta su libri che in qualche modo gli garantiscano di non andare in rosso e non pubblica, di norma, cani e porci, a meno che non abbiano un bacino garantito di lettori (tipo le celebrità) o a meno che i testi ricevuti non siano quanto meno al di sopra della media. Fatte queste premesse, Tunuè la conosco come una realtà seria e appassionata.
  15. LuckyLuccs

    Pseudo case editrici

    Non sono d'accordo, a meno che tu non ti riferisca agli editori a pagamento nelle loro varie forme più o meno esplicite (crowfunding, concorso a pagamento con pubblicazione gratuita per il vincitore, ecc.). Un editore non a pagamento non pubblica a casaccio, pubblica il meglio (o forse è più corretto dire "il meno peggio") che arriva sulla sua scrivania. Ho conoscenza diretta di 3-4 editori free, tra cui quello con cui ho pubblicato, e ti assicuro che la selezione avviene eccome. E di sicuro almeno in un caso (quello che conosco meglio ) è piuttosto feroce.
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