Vai al contenuto

Poldo

Sostenitore
  • Numero contenuti

    1.360
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    14

Poldo ha vinto il 20 novembre 2015

Poldo ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

414 Straordinario

Su Poldo

  • Rank
    Valletto della befana
  • Compleanno 29/08/1954

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Torino
  • Interessi
    arti marziali

Visite recenti

5.479 visite nel profilo
  1. Mezzogiorno d'Inchiostro n. 110 Topic ufficiale

    Ecco il TABELLONE provvisorio.
  2. Mezzogiorno d'Inchiostro n. 110 Topic ufficiale

    In primo luogo desidero scusarmi con tutti voi per non essere riuscito a lasciare nemmeno un commento, ma sto vivendo un periodo un po' caotico con il lavoro. Voi invece siete stati molto generosi, ho apprezzato molto le vostre osservazioni e ve ne sono davvero grato. Spero di recuperare in un altro momento. Veniamo ai miei voti. @AdStr @Joyopi @Befana Profana Vado a segnali sul tabellone. Almeno quello ve lo devo.
  3. [MI 110] Miriam

    Grazie @Federico72 e @Macleo Ieri purtroppo ho avuto una giornata un po' movimentata, con la storia nella testa ma con troppo poco tempo per scriverla. Mi sono messo alla tastiera alle otto e alla fine mi ero dato quasi per vinto, deciso a finire il racconto l'indomani e pubblicarlo fuori concorso. Ma tanto oggi non ci sarei riuscito lo stesso. Così la voglia di partecipare comunque ha prevalso, ma il finale buttato giù per tagliare corto e non sforare la mezzanotte, non è venuto un gran che. Per quello che avevo in testa sono arrivato a scrivere solo la metà, così la figura di Miriam è rimasta monca. E' passato parecchio tempo dall'ultima volta che ho partecipato a un MI (tabellone a parte), e più in generale al forum. Almeno questa volta ci ho provato. Se troverò il tempo vedrò in futuro di finire il racconto per come lo avevo in testa.
  4. [MI 110] Miriam

    Commento
  5. Mezzogiorno d'Inchiostro n. 110 Topic ufficiale

    Miriiam Prompt di Mezzanotte
  6. [MI 110] Miriam

    Nulla mi riesce più gradito che scoprire la virtù in una persona nella quale non avrei mai sospettato l'esistenza. E' come trovare un ago in un fienile. Esso Punge. Oscar Wilde. Da due settimane mi sveglio alle tre precise, tutte le notti. Mi do del cretino per essermi lasciato coinvolgere in quella faccenda; poi però non riesco a non pensare al profilo affilato di Miriam mentre guarda fissa davanti a se; sullo sfondo le gocce di pioggia sul finestrino e il bagliore dei fari delle auto che passano. E allora mi do ancora di più dello stupido. Quella mattina l’ingegner Bartozzi mi aveva chiamato nel suo uficio. – Ghilardi, – mi aveva detto, – Ho bisogno che vada immediatamente a Udine. Il cliente è molto esigente e so che lei può fare un buon lavoro. Le ho già prenotato l’albergo e mi scusi per lo scarso preavviso. Più che scarso, il preavviso non c’era stato proprio. Stavo ancora facendo i conti: passare da casa, prendere il minimo indispensabile, mettermi in macchina e arrivare dal cliente per le due. Avrei dovuto correre, ma mentre stavo per uscire l’ingegnere mi richiamò. – Scusi Ghilardi, – la sua espressione era cambiata, un sorriso bonario era comparso tra le rughe del volto, – non vorrei approfittarmi troppo della sua disponibilità. Anzi, visto che questa sera sarà a Udine, lasci che le organizzi qualcosa. Lei è sempre così serio. Si diverta una buona volta. Ecco guardi, quando finisce con il cliente chiami questo numero. La signora Rosa è una mia buona amica, la avviserò io. Vedrà che si troverà contento. E non si preoccupi, metta tutto nella nota spese. Chiamare quel numero alle sei del pomeriggio era stato l’ordine dell’ingegner Bertozzi. In realtà mi sentivo a disagio e avrei voluto evitare, ma rifiutare mi sarebbe sembrato una scortesia. La voce al telefono era quella di una donna attempata, roca abbastanza da far pensare a quaranta sigarette al giorno. – Ma certo caro. L’ingegnere si è tanto raccomandato. Le ho tenuto in serbo una primizia. – aveva detto, e io non riuscivo ancora a comprendere bene la situazione. O meglio, più la comprendevo e meno mi sentivo tranquillo. L’appuntamento era stato fissato per le nove davanti al ristorante. Va bene! Non avrei cenato da solo, e questo lo potevo accettare. Ma poi? Mentre mi cambiavo in albergo immaginavo che mi sarei ritrovato con qualche stangona un po’ troppo esuberante. Paradossalmente mi preoccupavo della conversazione. Cosa ci si dice in questi casi? Miriam non era nulla di tutto ciò. La riconobbi da come la signora Rosa l’aveva descritta, o meglio, da come aveva descritto il suo abbigliamento e il fiore bianco nei capelli. Al di fuori di quei particolari nulla di lei avrebbe lasciato sospettare che potesse essere una … si, insomma: una di quelle. Non so perché, ma se penso a lei provo fastidio a nominare quella parola. Nel mio mondo le prostitute sono un’altra cosa, eppure lei era quello che era. Forse è il mio mondo a non essere più lo stesso. Era una ragazzina un po’ troppo magra dai capelli lisci tra il castano e il biondo, labbra sottili e naso affilato. Il giubbotto fucsia con il colletto di pelo, un po’ troppo appariscente, contrastava con l’espressione dura dei suoi occhi. Qualcosa mi fece pensare a un’origine slava. – Miriam. – Mi disse senza un sorriso. – Piacere, Lucio. Anche il tavolo al ristorante era stato prenotato dall’ingegnere. Seduti l’uno di fronte all’altra, sentivo l’imbarazzo crescere. Avrei voluto mandare tutto a monte, dirle che mi ero sbagliato e non se ne faceva niente. Forse avrebbe pensato di non essere di mio gusto, oppure di aver perso la serata. Ma no, avrei pagato comunque il disturbo. Non ci eravamo ancora scambiati una parola mentre seguivo questi pensieri, quando improvvisamente la vidi impallidire. Guardò allarmata verso l’ingresso della sala poi prese il tovagliolo e se lo portò al viso come per nascondersi. – Oh Cristo santo. – la sentii bisbigliare. Mi girai. Vidi un tizio male in arnese venire verso il nostro tavolo e intercettai lo sguardo di un cameriere che lo osservava preoccupato. L’uomo era arrivato a pochi passi da noi quando il cameriere si frappose facendogli gentilmente presente che tutti i tavoli erano stati prenotati. – Miriam, vieni via. – Urlò. Poi, visto che il cameriere continuava a ostruirgli il passaggio iniziarono gli insulti. Prontamente intervenne un secondo cameriere e con poco garbo l’uomo fu accompagnato alla porta. Ci volle ancora del tempo prima che quella voce ubriaca smettesse di chiamare il suo nome. Lo si sentiva urlare dalla strada, poi chissà come tutto finì. Gli altri clienti cercavano di dissimulare l’interesse che evidentemente avevamo generato. Lei aveva gli occhi lucidi, e io, come un deficiente, non trovai nulla di meglio da dire se non: – Lo conosci? Ovviamente lei non mi rispose. Si asciugò gli occhi con un fazzoletto, fece spallucce e mi disse: – Andiamo via per favore. Salimmo in macchina che era da poco iniziata a cadere una pioggia sottile. – Andiamo al tuo albergo o preferisci farlo in macchina? – Mi chiese Le mani le tremavano leggermente. Notai che per cercare di sciogliere la tensione lisciava con i palmi la gonna in un gesto che sembrava di difesa. – No, guarda, – le dissi – lasciamo perdere. Lei girò la testa di scatto. Mi guardò. All’improvviso sembrava aver perso quella maschera dura che aveva cercato di sostenere. – Non ti piaccio abbastanza? – No, non è per quello. È che forse non è il momento giusto. Forse non ci voleva quel … si, insomma quel tizio al ristorante. Lei sbuffò, ma al tempo stesso sembrò più rilassata. – Ecco. Ha rovinato tutto un’altra volta. Ora la signora Rosa non mi darà un’altra possibilità. – Perché? Cosa vuoi dire? – È un buono a nulla, un ubriacone, si gioca tutti i soldi che gli passano in mano. Se non ci penso io finiremo male tutti e due. – È il tuo ragazzo? – Ma che ragazzo. Mona. È mio fratello. – Per questo hai deciso di fare questo lavoro? – Ma dove vivi? Non senti quante cazzate stai dicendo? Tu sei il cliente e ti preoccupi del perché faccio il mio lavoro? Ma va in mona. Non ho mica bisogno della tua compassione. Mi servono solo i soldi della signora Rosa. Tiralo fuori e facciamola finita. A quel punto mi ha messo una mano tra le gambe e ha cominciato ad armeggiare con la cerniera dei pantaloni. Giuro che non avrei voluto. Non so, forse certe reazioni arrivano così, nonostante la volontà, oppure in quel caso, seguendo la volontà che lei mi stava imponendo. – Comunque sei un mona simpatico. – Mi ha detto – Io ho scelto la mia strada e se faccio un lavoro faccio seriamente. Sei il mio primo cliente e non mi dispiace che sei capitato proprio tu. Non so perché non riesco a dormire. Non ha senso continuare a pensarci. Però ci penso. Tema di mezzanotte
  7. [MI 110] Lei... e Pamela

    Maiuscolo e corsivo. Un po’ troppo enfatico, anche se capisco che è l'enfasi di una relazione intensa quella che vuoi trasmettere. Troppo repentino il cambio di registro fra il ragazzo di prima, ansioso fino alla tachicardia, e questa considerazione un po’ cinica. Non mi piacciono i corsivi che hanno lo scopo di sottolineare un concetto, inoltre questa frase è troppo asettica per introdurre il tema di un'impotenza. Stesso discorso, troppo freddino. Questa frase al contrario è evocativa, rende l’idea. Mi piace. Frase fuori contesto, introduci un elemento troppo confidenziale che non ci azzecca col resto della narrazione. Capisco il gioco di parole, ma di nuovo eviterei il corsivo. Non so se desideravi introdurre un elemento ironico, in ogni caso fidati del lettore, se c’è ironia la coglierà anche se non la sottolinei. Poco credibile Secondo me questo racconto manca di profondità. Non che sia scritto male, ma i personaggi sono un po’ troppo stereotipati, e non si avverte una reale tensione al di là delle battute che si scambiano. Forse è l’uso di espedienti grafici a mettermi per così dire “in guardia” e a farmi apparire per contrasto poco convincenti i personaggi e i sentimenti che li animano. Un po’ come se tu volessi arricchire artificialmente di emotività ciò che tu stesso, narratore, avverti come poco intenso. Inoltre l'impotenza temporanea del protagonista sembra quasi una maledizione annunciata, fra la nostalgia della donna realmente amata e l’ansia da prestazione, e non un evento inatteso e inaspettato.
  8. Mezzogiorno d'inchiostro 109 Topic ufficiale

    TABELLONE
  9. Mezzogiorno d'inchiostro 109 Topic ufficiale

    Ecco il TABELLONE provvisorio
  10. Mezzogiorno d'inchiostro 108 Topic ufficiale

    Ecco il TABELLONE
  11. Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    TABELLONE
  12. Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    Scusate il ritardo. Ecco il TABELLONE aggiornato fin qui
×