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Signor Inverno

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  1. Signor Inverno

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    No, va bene così. Grazie. Non sapevo si potesse fare, manco da prima del cambio di dominio in pratica. Grazie ancora.
  2. Signor Inverno

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    Salve. Visto che non partecipo da un po' (di mesi) al forum, vorrei dare una rinfrescatina al mio nick. Lo cambiereste in "Signor Inverno" ? Grazie in anticipo.
  3. Signor Inverno

    Fantasy/Medioevo?

    Questo post, che leggo oltre un mese dopo il dovutoi, mi incuriosisce. Cosa intendi?
  4. Signor Inverno

    Ma il vostro fine ultimo è fare una montagna di soldi scrivendo?

    Il mio sì. Tanto la gente spesso non capisce quello che scrivo, tanto vale che prima mi paghi.
  5. Signor Inverno

    Fantasy/Medioevo?

    ok, allora siamo d'accordo
  6. Signor Inverno

    Fantasy/Medioevo?

    Domanda che mi balena in testa da settimane, vediamo se il vostro parere concorda con gli altri che ho sentito. Un fantasy, per essere un vero fantasy, deve essere ambientato in un contesto simil-medioevale? Così sostengono alcuni: medioevo=elemento imprescindibile. Io penso che, se una cosa è fantasy, allora nulla è imprescindibile. C'è di mezzo la fantasia? Faccio ciò che mi pare... Ditemi un po'.
  7. Signor Inverno

    Cosa vorreste da un sito web letterario?

    Da un sito web letterario vorrei... letteratura. Di tutti i tipi. Ma non dettata dagli esperti, vorrei che il contenuto derivasse dal confronto. Mi piacerebbero dei gruppi di lettura, come ne vedo in altri siti. Ci si riunisce in una cerchia, si sceglie un titolo con scadenze per la lettura e si commenta, amabilmente, ciò che si ha sotto mano. Ho solo un'esperienza in merito ed è stata una cosa grandiosa. E poi, ma qui è all'insegna del de gustibus, da un sito che si chiama "sogno degli scrittori" vorrei che si parlasse degli scrittori. E - se prima ne ero solo consapevole ora ne sono convinto - a uno scrittore l'editore non serve. Serve la scrittura. L'editore mi serve solo per far soldi... detto con tutta la sincerità e l'umiltà del mondo.
  8. Signor Inverno

    E se qualche editore vi chiedesse di rischiare?

    Era più che altro una risposta all'autore dell'open post, ovvio che se il contratto è giusto di suo è meglio. Il punto è che l'idea di una compartecipazione in sé è accettabile solo in presenza di specifiche garanzie - il confine con la truffa è labile. Un esempio banale: se un editore che mi ponesse quella condizione lì (se non si vende entro un tot di mesi si fa cinquanta e cinquanta delle spese di pubblicazione) accetterebbe una condizione mia (chessò: garantirmi la presenza sugli scaffali di un tot di librerie del mio libro per il periodo indicato, e lo fa a sue spese) mi offrirebbe altresì: -Un concreta possibilità di essere visibile -> implica la possibilità di vendere e, di conseguenza, di non dover pagare una cifra; -Una dimostrazione concreta di credere al mio lavoro -> come fa a farmi stare lì (ed è uno dei tanti fattibili esempi) sono affari suoi, probabile debba scendere a patti con il distributore e lo farebbe a sue spese. A quel punto le possibilità si tratti di una truffa sono poche. Ovvio che questa cosa qui deve inserirmela nel contratto e le librerie dobbiamo deciderle di comune accordo. Se l'editore volesse solo lucrare con i miei soldi fuggirebbe via due secondi dopo...
  9. Signor Inverno

    E se qualche editore vi chiedesse di rischiare?

    Così come lo imposti tu, il problema non si pone. Quel "io mi impegno... tu ti impegni" può voler dire tutto e il contrario di tutto. Io, avendone l'opportunità, approfitterei di questa proposta per passare al contrattacco: chiederei di poter mettere mano al contratto e inserire due-tre clausole. Se lui accetta - a condizioni invariate - allora il co-investimento lo accetterei. Anche perché il mio fine ultimo è capire quanto, davvero, è disposto a rischiare...
  10. Signor Inverno

    Soldati da "fine del mondo"

    Esercito da fine del mondo? Aste di ferro arrugginite, mazze di legno, sassi... e non sono ironico. Io la fine la immagino così.
  11. Signor Inverno

    Ragazze italiane: showgirl e femminismo

    La mercificazione del corpo è sempre esistita, femminile o maschile. Sempre. Quello che è cambiato è che i media hanno semplicemente agevolato la diffusione del fenomeno in sé. "Prima" l'agente di socializzazione per antonomasia era la famiglia, poi il resto. Se la mamma (visto che parliamo di ragazze) era una brava massaia, la figlia era portata a fare la massaia. Era il suo modello unico, difficilmente ne avrebbe trovato di altrettanto forti. Se lavorava, la bimba avrebbe voluto lavorare. Se leggeva libri, la bimba avrebbe voluto scriverli. Se era una prostituta, ... "Ora" i vecchi modelli sono stati presi e messi da parte e ci sono i media, il primo agente di socializzazione per pubblico, importanza e diffusione. I nuovi modelli sono quelli lì che vediamo ogni giorno e c'è poco da farci. Oggi la bimba guarda la velina e vuol fare la velina. Colpa dei media? Per me no. Il media riflette una vocazione di massa. Venendo alla questione in sé bisogna distinguere il pubblico dal privato. Si parla di veline nei veline a destra e manca nel pubblico impiego, nei ministeri, ... questa è una cosa indegna e, a mio avviso, segnale di una degenerazione che non fermeremo mai. Il pubblico deve essere di tutti, sia nei servizi sia negli "accessi". Nel privato, invece, non mi scandalizza. La raccomandazione, per esempio. Se io fossi un imprenditore e non un povero disoccupato e avessi bisogno di una giovane mente brillante, prenderei il telefono chiamerei il professionista amico di turno e gli chiederei un consiglio. Magari conosce qualcuno che fa al caso mio... c'è di sbagliato in questo? Non credo. L'impresa è mia e ne faccio ciò che voglio, se sbaglio fallisco. Stessa cosa, se volessi arricchire il mio capitale umano con una "sottoscrivania" faccio qualcosa di sbagliato? Non penso nemmeno questo... io non lo farei perché moralmente non lo condivido ma come sopra: l'impresa è mia e faccio quel che voglio. Ovvio che andando di quel passo finirei col vedere fallire la mia impresa... Per come la vedo io è semplicemente uno status quo: né giusti, né colpevoli.
  12. Signor Inverno

    Introspezione&Descrizione: il vostro equilibrio?

    La parte introspettiva mi riesce meglio. Però faccio spesso confusione. Le descrizioni mi riescono peggio ma quando ho dei vuoti, purtroppo, non riesco a farne a meno.
  13. Signor Inverno

    Le regole di casa

    A casa mia l'unica "regola" è stare alla larga dalla cucina quando mia madre cucina. Pena prevista: urla, torture morali e obbligo a servire a tavola. Ho imparato a rispettarla con l'esperienza.
  14. Signor Inverno

    Concorsi inaffidabili, concorsi seri e concorsi a pagamento

    Cos'è giusto e cosa non lo è non è compito mio dirlo, non in quest'ambito almeno. Diciamo che molto dipende da: -Premio offerto; -Svolgimento del concorso; -Garanzie di meritocrazia -Visibilità che mi offre. Se un blog da un centinaio di visite uniche all'anno organizza un concorso in cui l'autore (o lui e tre suoi amici,uno dei quali magari ne capisce anche) indice un concorso con un buon tema e lo vengo a sapere sono il primo a voler partecipare malgrado la scarsa visibilità che offre o l'altro... mi diverto ed è quello che mi serve. Se ci mette una quota, però, poiché lui e i suoi amici (anche quello bravo) sono pur sempre lui e i suoi amici io lo mando a quel paese, salvo il caso in cui non ci sia un premio di valore. E in quest'ultimo caso il mio naso pizzica comunque: chi mi dice che io debba fidarmi del tizio e dei suoi amici? Voglio garanzie. Etc... Ho partecipato a quattro/cinque concorsi in vita mia e tutti gratuiti. I miei (pochissimi) soldi a qualcuno li posso anche dare ma questo qualcuno se li deve meritare.
  15. Signor Inverno

    Il pesce piu' grande

    Sì che è capitato e capiterà ancora... e meno male. Se mi accorgessi di sapere tutto, mi spiegate cosa parlerei a fare?
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