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cuido

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Tutti i contenuti di cuido

  1. cuido

    Lorem Ipsum

    Trovo inaccettabile che lecite richieste di chiarimenti vengano definite tentativi di sabotaggio verso l'agenzia. Inaccettabile.
  2. cuido

    Lorem Ipsum

    Jav, il boomerang a mio avviso non è "quello che negli intendimenti voleva essere un sincero e spontaneo aiuto a una persona che ci appariva meritevole" ("spontaneo"? per 400 euro, se ho capito bene?), ma le tue recenti giustificazioni. Dici che ignoravi gli scambi tra l'autrice e la tua socia, ritenendo che fosse stata informata dei rifiuti. Ma è la tua socia, se non comunicate su questi aspetti basilari su cosa comunicate? Non si tratta di una piccola disattenzione. Molte pagine fa su questo thread, diversi autori, me compreso, ti chiesero se era consuetudine dell'agenzia presentare il romanzo alle case editrici senza che gli autori ne fossero al corrente, e tu dichiarasti che questo non era né sarebbe mai accaduto (pensiamo al possibile danno provocato a un autore che, dopo essersi staccato da voi, viene preso a bordo da un'altra agenzia che magari presenta il romanzo a case editrici che lo hanno già rifiutato, poi pensiamo alla serie di problemi e tensioni - anche tra l'autore ignaro e la nuova agenzia - che ne possono derivare. Ma stiamo scherzando?). A questo punto ti chiedo gentilmente di informare anche me se, durante il periodo di attesa per la valutazione del mio romanzo, lo avete presentato a case editrici medio-grandi, quali, e quando esattamente. Quello che invece trovo molto fastidioso è che tu continui a sottolineare che queste gravi carenze organizzative siano da imputare a "fraintendimenti" (non si tratta di fraintendimenti, si tratta di vostre carenze) e anche ai problemi personali della tua socia, di cui ovviamente ci dispiace molto a tutti, ma che non dovrebbero finire sulle spalle degli autori che vi affidano i propri lavori, sia perché ognuno di noi ha i suoi di problemi e attraversa momenti del genere, sia perché, come già ti scrissi tempo fa, ho l'impressione che, davanti alle critiche che vi sono state rivolte per gravi e appurate (non immaginarie) carenze organizzative, tu abbia la tendenza ad arroccarti nel ruolo della vittima. Un altro boomerang micidiale, secondo me. Dici a Cristina Maffeis che, invece di starsene ad aspettare invano, avrebbe potuto contattarvi, e io ti ribadisco che un cospicuo numero di autori scrive alla vostra mail dell'agenzia, e non riceve risposta, nemmeno dopo mesi e mesi. Ma il punto più importante e da chiarire ritengo sia un altro, e cioè quante persone hanno accettato di migliorare il proprio romanzo con un editing a pagamento e poi siano rimaste con un pugno di mosche perché nessuna casa editrice di un certo rilievo lo ha comunque accettato.
  3. cuido

    Lorem Ipsum

    Quindi l'agenzia che dovrebbe fare? Personalizzare nel dettaglio ogni mail di rifiuto? Ma non scherziamo. Non sono di certo questi i problemi.
  4. cuido

    Lorem Ipsum

    Per "pura sfortuna" a me sembra una presa in giro e, a giudicare dalle 46 pagine di thread, anche quel "1%". Facciamo un 20-25%?
  5. cuido

    Lorem Ipsum

    Ma scusa, io mica mi riferivo a te o alla pubblicazione in digitale.
  6. cuido

    Lorem Ipsum

    Non ci sono parole.
  7. cuido

    Lorem Ipsum

    Secondo me chi riceve una proposta di pubblicazione in digitale e viene qua a scrivere "io ce l'ho fatta, sono arrivato alla pubblicazione" (senza specificare che si tratta di pubblicazione digitale) confonde gli utenti che invece frequentano il forum per farsi idee chiare sulle c.e. e sulle agenzie letterarie. Sì, Artemisia ha più che ragione: "la solita proposta digitale" è la solita proposta digitale (senza voler denigrare chi si accontenta). Non è "serie A", è serie C. E per chi ha già pubblicato in cartaceo vorrebbe dire tornare indietro.
  8. cuido

    Lorem Ipsum

    Ci fu un'altra (credo) utente che tempo fa se ne uscì con qualcosa tipo: "non ho davvero tempo per andare a rileggere la discussione, troppo lunga, e io ho tanti impegni; qualcuno può rispiegarmi le cose?". Fantastico!
  9. cuido

    Lorem Ipsum

    Questa la mia esperienza con Lorem Ipsum. Invio il romanzo gli ultimi giorni di novembre 2016. Il 12 gennaio 2017 ricevo un messaggio che dice che alcuni aspetti del mio lavoro sono di sicuro interesse, ma mi viene chiesta qualche altra settimana per la valutazione. Rispondo pochi minuti dopo: “Se volete posso inviarvi il file aggiornato, su cui ho rimesso mano. Vi chiedo gentilmente la possibilità di conferire telefonicamente per chiarire alcuni aspetti della vostra mail”. Non ricevo risposta. Il 6 febbraio scrivo un messaggio privato a JaV qua su Writer’s Dream: “In data 12-01-17 ho ricevuto una mail in cui mi dicevate che il mio romanzo avrebbe avuto bisogno di qualche altra settimana per la valutazione, perché certe cose vi piacevano, altre meno, anche se vi avevate scorto tematiche di sicuro interesse. Posso chiedervi gentilmente se vi sono stati progressi nella valutazione? Un cordiale saluto a tutto il team” Non ricevo risposta. Il 4 aprile invio questa mail: “...sono uno degli autori che ha inviato il manoscritto a dicembre. Vorrei proporvi questo: siccome ho continuato a lavorare al romanzo, in caso il manoscritto non sia ancora stato considerato dai lettori esterni, perché non gli diamo il file aggiornato? Se non è possibile o troppo tardi, vi ringrazio comunque per l'attenzione e resto in attesa”. Non ricevo risposta. Il 10 aprile formulo la stessa richiesta qua in bacheca su Writer’s dream, e JaV mi scrive: “ovviamente il testo è già stato a questo punto letto e valutato e siamo solo noi che dobbiamo fare le nostre considerazioni”. Nonostante io sia consapevole che le dinamiche interne di un’agenzia non potranno essere esplicitate nel dettaglio su di un forum, a questo punto ho qualche domanda da rivolgere a JaV perché rimangono comunque dei passaggi che mi sono incomprensibili. Rileggo alcuni tuoi post, Jav, uno del 9 marzo: "Purtroppo ci sono ancora una dozzina di testi 2016 in lettura esterna; i tempi, per N ragioni indipendenti dalla nostra volontà, si sono allungati, ma speriamo di metterci in pari con tutti". E mi vien da pensare che "N ragioni indipendenti dalla nostra volontà" significhi che i lettori esterni dovevano ancora terminare la lettura del manoscritto. Posso chiederti quali sono le considerazioni di cui parlavi nella tua risposta del 10 aprile? Perché mi sono scervellato senza a venirne a capo, probabilmente per la mia limitata conoscenza delle dinamiche editoriali. Questo è quanto ho pensato: se non si tratta di un ritardo dovuto a qualche lettore esterno molto indaffarato, quali altri ragioni possono esserci? Le considerazioni che hai citato nei tuoi post del 26 febbraio (“idea, trama, stile, chiarezza di intenti, potenziale, storia editoriale e identità artistica, possibilità al mercato editoriale e equilibrio rispetto alla nostra proposta di agenzia”) mi sembrano considerazioni che possono essere sbrogliate abbastanza rapidamente, ad esempio dando un'occhiata alla nota biografica da noi inviatavi, o con una ricerca sul web riguardante l'autore, il suo curriculum e le sue eventuali pubblicazioni, o interloquendo direttamente con le case editrici. Se invece si tratta di altre considerazioni, potresti spiegarle meglio? Ti chiedo questo chiarimento proprio perché mi pare che la trasparenza sia uno dei cardini della L.I. Sono rimasto in attesa fino al 1 settembre 2017, quando ho ricevuto una mail dall’agenzia che diceva: “… abbiamo il piacere di comunicarle che un editore ha manifestato interesse per il suo romanzo. Oggi pomeriggio la chiamerà A.S. per parlarne”. Il pomeriggio mi contatta A.S. per propormi una pubblicazione in digitale, legata anche al print-on-demand. Rifiuto la proposta e le dico che nel frattempo ho continuato a lavorare al romanzo, e che eventualmente potrei inviare loro la versione aggiornata, molto diversa. Mi dice che va bene. Le chiedo se può dirmi indicativamente quanto tempo ci vorrà per una nuova valutazione, e lei mi risponde circa un mese, ma mi suggerisce di continuare a sollecitare (sic). Dopo un mese la richiamo. Mi dice che è in riunione e che mi richiamerà nel pomeriggio. Ma non mi richiama. La richiamo il giorno successivo. Mi dice che sta per andare a un’importante fiera, se posso richiamarla dopo 15 giorni. La richiamo dopo quindici giorni, mi dice che non ha letto la nuova versione del romanzo e che non può leggerla perché porterebbe via tempo agli altri autori. A che pro, allora, mi chiedo, dirmi un mese e mezzo prima che potevo inviargliela? Nel frattempo ero stato contattato da una casa editrice cui avevo spedito il romanzo autonomamente e che mi aveva proposto di pubblicarlo con condizioni per me inaccettabili: un’opzione di altri due romanzi, senza anticipo, e una percentuale sulle royalties del 5% (dalla piccola casa editrice con cui avevo pubblicato il mio primo romanzo avevo avuto l’8%). Inoltre mi era giunta voce che i pagamenti da parte della suddetta casa editrice potessero tardare - per autori e traduttori - per anni. Così chiedo ad A.S. un’opinione sul da farsi, e lei mi risponde che avrei fatto meglio ad accettare - era disposta a rappresentarmi presso la casa editrice - perché difficilmente sarei riuscito ad avere altre possibilità (il romanzo uscirà nel 2019 per una casa editrice cui non avrei mai pensato di poter arrivare). Qualche considerazione sparsa: Jav, credo che continuare a sottolineare le difficoltà del lavoro di agente letterario (i ritmi serrati e massacranti, il sonno perso, i sacrifici, “richieste continue, assillanti, invii multipli, varianti del testo, aggiornamenti sulla vita privata, insomma, chi più ne ha ne metta”, possa essere un argomentazione non solo debole (questa è la normalità per chi si occupa di scouting, editoria, pubblicazioni) ma anche controproducente, nel senso che potrebbe lasciare intendere una scarsa disponibilità a metterti nei panni dei tuoi interlocutori; come qualcuno ti ha fatto notare sopra, cosa dovrebbero dire gli aspiranti scrittori sballottati tra diversi lavori, appesi, dovendo trovare il tempo per guadagnarsi la pagnotta, accudire la famiglia e gli affetti, e in più tentare di scrivere e mettere insieme qualcosa di degno che possa far breccia? Solo chi si è dedicato completamente alla scrittura sa cosa significa, conosce la sensazione di soffocamento, la paura di fare tutto invano, la stanchezza, e mi fermo qua. Forse una maggiore chiarezza fin da subito poteva essere più funzionale, per tutti. Anch’io ritengo che se l’agenzia non riesce a dedicarsi pienamente alla presa in carico dei romanzi, dovrebbe specificarlo sul sito, come accade in altre realtà. Poi, ognuno è libero di fare come vuole, e se gli aspiranti scrittori comunque decidono di usufruire del servizio di lettura a pagamento sono liberissimi di farlo. Continuo a leggere elogi alla tua disponibilità a rispondere. Sì, avere una voce che si degna di relazionarsi agli autori in una desolazione di silenzi può davvero essere prezioso ed encomiabile, ma bisogna anche vedere il contenuto e la chiarezza e la precisione delle risposte. Ti parlo in tutta sincerità: qualcuno potrebbe pensare che molte pagine nel thread dell’agenzia qua su Writer’s dream possano giovarvi, nel senso che un aspirante scrittore che sa poco del mondo dell’editoria si iscrive al forum, cerca tra le agenzie, e bam, accanto alle più grandi agenzie italiane che hanno 10/15 pagine di discussione, spicca L.I. che ne ha quasi 40, e sceglie voi. Mi auguro che la tua disponibilità a rispondere continui anche quando l’agenzia si sarà affermata pienamente. Davvero me lo auguro, perché vi farebbe onore. Il vostro portfolio: tra gli autori citati ce ne sono diversi che hanno pubblicato con la casa editrice per cui lavoravi prima di fondare l’agenzia. Le informazioni sugli altri e sulle case editrici con cui pubblicheranno mi sembrano scarne e sfuggenti, comunque quelle citate non sono case editrici che "giocano in serie A", per dirla con parole tue. Secondo me queste info andrebbero definite meglio. Saluti, S.R. P.S: Un' ultima cosa: in uno dei post, senz'altro giocosamente, raccomandavi a una delle persone che vi hanno inviato il manoscritto in lettura di "non perdere il sonno" nell'attesa della risposta. Ecco, secondo me questo sarebbe da evitare, perché c'è chi il sonno ce lo perde davvero, e magari non per le ragioni insipide e narcisistiche di chi pretende di diventare un big nel giro di qualche mese. E, lavorando da tempo nei contesti editoriali, son certo che questo lo sai anche tu.
  10. cuido

    Lorem Ipsum

    Quando hai dato un'occhiata al contratto ci fai sapere? Grazie di nuovo
  11. cuido

    Lorem Ipsum

    Ok, grazie a te.
  12. cuido

    Lorem Ipsum

    @giodin ciao, e grazie per la tua testimonianza. Puoi gentilmente dirci se il contratto di pubblicazione che hai ottenuto attraverso l'agenzia riguarda il cartaceo o il digitale? Un saluto Inoltre, JaV, che ne pensi delle parole di Giulia Berardi: "Se fossimo "cavalli vincenti" le briglie al collo le avremmo avute dopo un mese. Il fatto di attendere così tanto con le letture esterne significa, nella mia opinione, essere sul ciglio del baratro... ovvero essere da bravetti a poco più che mediocri... Quindi, l'eventuale lavoro di editing da fare su di noi è pesante, costoso, con esito incerto. E si deve trovare chi si prenda il rischio imprenditoriale di farlo". Le trovi rappresentative dei vostri processi? Un saluto anche a te
  13. cuido

    Lorem Ipsum

    Ciao a tutti. C'è qualcuno, oltre a me, che aspetta da dicembre?
  14. cuido

    Lorem Ipsum

    Forza tutte/i
  15. cuido

    Giulio Perrone editore

    A me sì, al di là del fatto che si tratti di una pratica ancora diffusa tra certe realtà . É come se entrassi in un supermercato che all esterno reclamizza una cosa e all interno è tutta un'altra. Troppe sono le differenze tra le due realtà. E sì, la trovo una cosa irrispettosa. Tutt al più, avrebbero potuto inviare una mail - come accade in molte altre case editrici - e dire qualcosa tipo: il tuo lavoro non ci ha convinti; per te va bene se lo inviamo a un nostro marchio con questa e quest altra caratteristica? Così sarebbe accettabile. Ripeto: è pratica diffusa in molte c.e. Qualcuno potrebbe obiettare: ma ricevono troppi manoscritti, servirebbe troppo tempo per comunicare il passaggio a tutti gli autori. Balle. Chi sta al top, chi si candida allo Strega, lo status se lo tiene stretto anche con queste accortezze, come avviene nel mercato anglosassone (che di invii ne deve gestire qualcuno in più rispetto ai nostri) ma anche nelle case editrici italiane serie. Non smetterò mai di pensare che questo pressapochismo, questo arraffare silenzioso e caotico, siano sintomo di sciatteria e poco rispetto per gli autori
  16. cuido

    L'erudita

    Anch'io ho inviato 2 capitoli del mio lavoro a Giulio Perrone e mi risponde questa c.e. dicendomi che sarebbero interessati a leggere il resto. Ma come si permettono? Non mi importa che sul sito de L'erudita venga riportato che si tratta di un loro marchio, visto che le loro caratteristiche sono ben diverse. Se l ho inviato a G.P. Ci sarà un motivo. La distribuzione del loro "marchio" è miserrima. Inoltre, chiedono ai potenziali autori di impegnarsi nell'organizzazione di 5 presentazioni del romanzo. Con che coraggio? Ricordiamo sempre, tutti/e: un autore può decidere di prestarsi per le presentazioni o meno. Ma una casa editrice "degna" di questa definizione ha l obbligo di provvedere alla promozione anche se un autore non intende partecipare né tantomeno organizzare questi eventi. Soprassediamo sul numero enorme di autori che L'erudita pubblica ogni mese. Chi non è proprio a digiuno di dinamiche editoriali sa bene cosa significa. Vade retro
  17. cuido

    Giulio Perrone editore

    I finalisti dello Strega sono noti a chiunque legga quotidiani e riviste specializzate. Dovrebbe essere un punto a favore dell'editore? È ancor peggio: un editore che partecipa al premio Strega dovrebbe, a mio avviso, muoversi con tutt'altro stile. Invio 2 capitoli del mio romanzo a Perrone, e mi risponde L'erudita che mi propone di inviare a loro l'intero manoscritto. In caso lo accettino, dovrò farmi carico di svariate presentazioni. La distribuzione è miserrima. Ma come si permettono? Tra le altre cose, sul sito dell'Erudita c'è la scritta "marchio di G. Perrone edizioni", ma sul sito di Perrone non esiste alcun accenno All'Erudita. Una casa editrice che telefonicamente si rifiuta di spiegare le sue ragioni ma che invita i potenziali autori a recarsi a Roma per parlarne vis à vis. Ma non scherziamo
  18. cuido

    Lorem Ipsum

    Ti ringrazio
  19. cuido

    Lorem Ipsum

    Ciao @JaV, Sono uno degli autori che vi ha inviato il manoscritto a dicembre, e vorrei chiedervi questo: siccome nel frattempo ho continuato a lavorare al romanzo, in caso la versione inviatavi non sia ancora stata presa in considerazione dai lettori esterni, sarebbe possibile inviarvi il file aggiornato, sensibilmente migliore? Se invece non è possibile o è troppo tardi, vi ringrazio comunque per l'attenzione e rimango in attesa di vostre nuove. Un cordiale saluto
  20. cuido

    Lorem Ipsum

    Grazie cara, e in bocca al lupo
  21. cuido

    Lorem Ipsum

    Ciao a tutt*, tra quelli che hanno inviato il manoscritto a dicembre c'è ancora qualcuno, come me, che deve ricevere la risposta? Saluti
  22. cuido

    Lorem Ipsum

    @Manodivento, non sei stato rifiutato TU, ma non ha convinto un tuo manoscritto, e c'è una bella differenza. Forza e coraggio, che dopo aprile viene maggio
  23. cuido

    Ceccacci literary agency

    È tuo il record, brava!
  24. cuido

    David and Matthaus

    Vittimismo F., il giochino di rovesciare la frittata per fare la vittima è piuttosto riconoscibile e, a mio avviso, controproducente. Sue parole: "Pubblicavo anche esordienti che invece di comprendere le difficoltà di questo settore e cercare di essere collaborativi con la c.e. attaccano in modo gratuito chi ha avuto coraggio di rischiare". Ma è uno scherzo? Adesso gli autori devono tenervi la manina perché il vostro è un mondo cattivo e voi avete il coraggio di rischiare? Ma per me questa è un'affermazione tragica. Se non le piace rischiare - che è l'essenza del suo lavoro di imprenditore - perché non sceglie qualcos'altro? Chi la obbliga? Io non sarei stato collaborativo? Dopo aver realizzato la copertina, aver telefonato e scritto e ritelefonato ai 47 negozi per sbloccare la situazione (per il bene di entrambi), dopo aver insistito con il responsabile eventi di LaFeltrinelli per ottenere la presentazione in via Appia Nuova a Roma? Incredibile. "Attacchi gratuiti?". Dev'essere uno scherzo. G.F. scrive sopra, a un altro utente del forum: "Le garantisco che non mi piace per niente essere in una discussione come questa, non è proprio nelle mie corde partecipare a queste polemiche". E anche: "di solito evito di intervenire il polemiche, specie quando non hanno basi reali", come se avesse un atteggiamento serafico (wtf!) Accadeva spessissimo nei nostri contatti telefonici che il sig. F. mi raccontasse quale litigi aveva avuto con il tal autore o con il tal libraio o con l'altro, diverbi che definiva "sanguigni, molto accesi". E io me ne chiedevo la causa, e mi sono dato due spiegazioni: la prima è che volesse inviarmi un messaggio, cioè: "guarda che se arriviamo a litigare io sono tosto", oppure che gli piacesse semplicemente vantarsi di queste interazioni. Non sono riuscito a trovare di meglio. Vuole aiutarmi Lei, F.? Ci siamo sentiti telefonicamente per circa un anno, e in quel periodo, oltre ad aver litigato con me, ha litigato furiosamente con un libraio di Viareggio, e discusso con S.C., responsabile eventi Feltrinelli, perché F. gli aveva taciuto che la presentazione da loro era la seconda (Feltrinelli sull'Appia Nuova accetta solo prime presentazioni). Ora, io non sto dicendo che F. abbia intenzionalmente tenuta nascosta la notizia a S.C., ma l'unica altra possibilità è che se ne sia dimenticato - e anche questo non mi piace affatto - eppure, come diceva lui stesso sopra, la c.e. tiene un sacco di presentazioni da Feltrinelli, e quindi ne dovrebbe conoscere il modus operandi. Ho scambiato qualche parola con il sig. S.C. prima di andarmene dalla libreria, ed era assai arrabbiato. Queste la sue mail integrali, rispettivamente di qualche settimana prima, e a pochi giorni dalla presentazione da Feltrinelli: "Buongiorno Silvio, mi scusi se non ho risposto subito. Preferisce Appia perchè ha una rete di conoscenti e amici in zona? Ha già contattato qualcuno per presentarlo? Solitamente se ne occupano gli uffici stampa dell'autore. Il lancio per un autore esordiente è fondamentale. Grazie Saluti S. C." "Buongiorno Silvio, puoi sensibilizzare il tuo editore per farci mandare le copie che il nostro direttore aveva richiesto, perché non vorrei ritrovarmi senza copie il giorno dell'evento, visto che la casa editrice non gli ha nemmeno risposto... ". F. ha raccontato la sua versione della nostra disputa telefonica riguardo l'editing. Ora racconto la mia: Dopo lo scontro qua su Writer's dream, F. mi telefona. Ne ero quasi felice perché volevo appianare la disputa, ma presto mi sono reso conto del perché mi aveva chiamato. Era impossibile finire un concetto. Mi interrompeva in continuazione alzando la voce, ho anche tentato di spiegarglielo con calma, ma non c'è stato niente da fare. Io credo fosse una telefonata di rappresaglia per quanto avevo osato scrivere su questo forum. Gliel'ho chiesto apertamente: "Questa è la rappresaglia per aver scritto su Writer's dream?". E' rimasto in silenzio per qualche secondo. Quando di nuovo ha tirato fuori l'aut-aut ("o così o rescindiamo il contratto"), allora i toni si sono scaldati. Quanto vorrei poter disporre della registrazione di quella telefonata e poterla esibire qua. E' per me quasi comico che F. abbia tentato di presentare se stesso come la vittima e me come l'aggressore. Ma se tanto mi dà tanto, prima o poi ci saranno altre testimonianze sul forum. F. scrive: "Altro particolare che forse dimentica il sig. SR è che la telefonata tra noi è arrivata successivamente al suo commento su questo sito". E chi ha detto il contrario? Dove? Come dicevo sopra, con XX (proprietario della libreria la Vela, a Viareggio) F. ha avuto uno scontro telefonico molto violento. A dicembre del 2015, lo sono stato a trovare per presentarmi e scusarmi. Era ancora furibondo, dopo mesi. Anche nella suddetta libreria non si riuscivano ad avere le copie del romanzo. Eppure quel signore mi aveva assicurato telefonicamente, più volte, di aver fatto un ordine. Dopo più di un mese di chaos, telefonate, toni concitati, F. mi dice tranquillamente (senza una parola di scusa) che quel libraio doveva ancora dei soldi alla casa editrice, e che per questo, finché non avesse pagato i debiti, non gli avrebbero inviato altri libri. Di nuovo, non sto sostenendo che F. mi tenesse all'oscuro di questo intenzionalmente. Magari non lo sapeva nemmeno lui. Ma allora, diamine, avrebbe dovuto sincerarsi subito della situazione pagamenti con quella libreria, e chiedersi - o chiederlo al suo personale che si occupa di spedizioni e pagamenti - se forse i libri non gli arrivavano perché non gli erano proprio stati spediti.
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