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Barbara83

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  1. Barbara83

    Lo straniero di nome Sean

    Vi posto una parte del mio primo romanzo fantasy... vorrei capire se suscita curiosità e qualsiasi vostra considerazione è ben accetta Il sabato pomeriggio uscii con Lizzy e Annie per comprare un vestito per la festa di quella stessa sera. Tutte e tre eravamo ansiose di prendere il miglior vestito. Lizzy voleva fare colpo su Johnny ed io su Sean. Era la nostra prima uscita, non l’avevo mai visto al di fuori della scuola se non al parco quelle due rarissime volte. “Emma! Annie! Vi piace questo vestito?” - chiese Lizzy euforica indossando un bel vestito color corallo a tubino. “Bellissimo, ti sta d’incanto!” - replicammo io e Annie. “Allora verrà anche Johnny stasera?” - cominciai a chiedere a Lizzy. “Si si ed è la nostra seconda uscita dopo la volta del cinema. Questa volta però avrò più occasioni di rimanere da sola con lui.” Lizzy era felicissima, i suoi occhi brillavano ogni volta che nominava Johnny. “È stato lui ad invitarti?” - chiesi ulteriormente. Lei si incupì leggermente ma poi subito aggiunse: “No, sono stata io, non gli do mai il tempo di fare la prima mossa, lo sai come sono fatta, impaziente ed impulsiva e devo agire sempre immediatamente.” A quel punto Annie uscì dal camerino con un bel vestito nero lungo. Era elegantissima. Ce la immaginavamo già con le lenti a contatto ed i capelli sciolti. Sarebbe stata bellissima. A quel punto a me e a Lizzy venne un dubbio… “Ma cara Annie, c’è per caso qualcosa che vorresti dirci?” Ci avvicinammo a lei e la circondammo una a destra e l’altra a sinistra. Con fare inquisitore guardavamo ogni atteggiamento di Annie. Lei si sentì studiata e sotto esame, sorrise, abbassò lo sguardo e divenne rossa in un momento. “No, non c’è nulla da dire.” “Per caso hai un ragazzo o qualcuno che ti interessa al di là dei libri?” Annie cominciò a balbettare ma non riuscimmo a farle dire nulla, era timida e molto riservata. Inoltre ci dispiaceva costringerla a dire qualcosa contro la sua volontà, sapevamo già che sarebbe stata una battaglia persa sin dall’inizio allora lasciammo perdere. Io non avevo detto niente alle ragazze di Sean anche se Lizzy l’aveva capito ma sapeva che con me non avrebbe dovuto insistere, sarei stata io un giorno a raccontarglielo. Optai per un vestito morbido color smeraldo. Avevo una cintura color cuoio e l’abito scendeva stile impero. Il colore si addiceva completamente ai miei capelli color castano scuro ed ai miei occhi verdi. La mia carnagione rosea faceva contrasto con il verde dell’abito risaltando la sinuosità dello stesso. Non ero abituata ad indossare abiti da sera ma in ricorrenze simili mi piaceva vestirmi in maniera diversa per sentirmi speciale. Sean passò a casa mia per le venti. Ero già pronta ma gli presentai lo stesso mio padre perché aveva insistito a conoscerlo. Non voleva che uscissi con qualcuno che non fosse passato sotto il suo giudizio. Non era un problema, Sean era bravo e gli sarebbe sicuramente piaciuto, mi scocciava solo dover essere controllata. Appena aprii la porta vidi Sean con un sorriso smagliante. Aveva un bel vestito nero, i suoi capelli sembravano più chiari. Chiesi timidamente se avesse voluto presentarsi a mio padre e lui parve orgoglioso e fiero di tale richiesta. A quel punto lo feci entrare. Era disinvolto e aggraziato, papà l’avrebbe adorato. “Papà, lui è Sean.” “Sean lui è papà Martin.” I due sorrisero e si diedero la mano. In quell’istante lo sguardo di entrambi mutò notevolmente. Restarono a fissarsi per un alcuni secondi. Vedevo sul volto di mio padre un velo di rabbia e sul volto di Sean un misto di preoccupazione e sorpresa. Cosa non fosse andato bene non riuscivo a capirlo. Come poteva Sean non piacere a mio padre, senza neanche conoscerlo. Era una persona educata e a modo, non aveva proprio motivo. Pensai tardi al fatto che poteva essere geloso della propria figlia a maggior ragione perché poteva reputare Sean migliore di lui. Spezzai subito quell’aria tesa che si era creata, presi Sean con la scusa che fossimo in ritardo e salutammo mio padre. Lo lasciai ancora un po’ turbato e prima che uscissi mi disse di non tornare tardi. Ero imbarazzata, mio padre non si era mai comportato in malo modo con degli estranei e quel suo comportamento mi stupì oltre ad irritarmi profondamente. Volevo fare una bella figura con Sean e la serata era iniziata con i presupposti sbagliati. Rimasi in silenzio per quasi tutto il viaggio, anche Sean appariva pensieroso, chissà che effetto gli aveva fatto e cosa pensava di me. Ad un certo punto non sopportavo più quella situazione e cominciai a parlare. “Spero che sia una serata divertente, il ballo non è il mio forte e preferisco molto di più una serata al cinema.” Lo guardai, aspettavo una sua reazione. Lui sembrava che non mi avesse ascoltato, aveva lo sguardo perso. Si accorse all’improvviso che lo stavo guardando e mi rispose con il solito sorriso sulle labbra come se non fosse accaduto nulla. “Ma questa volta sarà sicuramente più bello perché ci sono io con te!” Mi guardò dolcemente ed io arrossii. Aveva ragione, la sua sola presenza smuoveva il mio animo, lo rendeva talmente leggero da far sembrare che volassi tra le nuvole, libera nell’aria. “Mi dispiace per mio padre, non si era mai comportato così prima d’ora, forse la tua perfezione l’ha messo in difficoltà.” “Hai notato dei comportamenti diversi negli ultimi tempi in lui?” - mi domandò Sean senza pensarci due volte. “Non particolarmente, è stato male una sera e da quella volta ha la testa altrove. Ho paura che abbia troppe preoccupazioni.” “Che ha avuto di preciso?” “Una sera, in realtà quel giorno che ci siamo parlati per la prima volta al parco, tornata a casa lo trovai a terra che aveva degli spasmi. C’era mio fratello con me, ci spaventammo molto, ma proprio ieri il Dottore ci ha detto che ha trovato una cura quindi l’incubo sta finendo. Comunque dopo quella sera non ci sono stati più avvenimenti di quel genere.” “Capisco, è normale che tuo padre non si senta tranquillo. Non preoccuparti io non mi sono offeso affatto credimi.” - Mi guardò e mi sorrise. Arrivammo alla festa, gli altri erano già lì. C’era anche Helen. Io mi sentivo ancora un po’ a disagio, non riuscivo a dimenticare ciò che era accaduto. Ero visibilmente turbata e tutti cercarono a loro modo di distrarmi. La festa era noiosa come tutti i balli, non m’importava più fare colpo su Sean, il pensiero che a papà non fosse piaciuto mi aveva fatto un po’ pensare. E se papà avesse visto qualcosa in lui che io non avevo mai capito? Era un uomo con esperienza, chi meglio di lui avrebbe potuto dare un giudizio? Ma Sean non sembrava una persona inaffidabile, tutt’altro, con lui mi sentivo sicura e libera. Cercai di togliere dalla testa quei pensieri negativi, mi stavo preoccupando più del dovuto, tutto sarebbe finito nel migliore dei modi. Avrei dato la possibilità a papà di conoscerlo meglio e sicuramente avrebbe cambiato opinione. Parlavo e pensavo come se Sean fosse il mio ragazzo, non avevo alcun motivo di farlo conoscere bene a mio padre, mi scrollai la testa e pensai solo a quella sera. Era la mia prima uscita con Sean. Era la prima volta che vedevo lui con i cugini tutti insieme in mia presenza, chissà se avessero parlato nella loro lingua, ancora non sapevo nulla di loro. Non riuscivo ad aspettare la seconda uscita per sapere tutto allora provai ad ottenere qualche informazione da Johnny, il tentativo fallì, allora provai con Helen, ma niente, probabilmente Sean li aveva avvertiti della mia curiosità, mi conosceva bene. Rinunciai, d’altronde non potevo fare diversamente. Lizzy ballava di continuo con Johnny, io e Sean non ballavamo, a me non piaceva, a lui non so non glielo chiesi. Annie e Chris erano con noi mentre Mike si mise a ballare con Helen. Noi chiacchieravamo del più e del meno, di come stavano procedendo gli studi e degli esami imminenti. Annie stava scrivendo un saggio da portare all’esame finale ed io pensai al mio dipinto. Era quasi terminato e stava divenendo un bel lavoro, almeno per me. C’era molta confusione al ballo, Lizzy e Thomas scomparvero, Mike e Helen tornarono da noi. Cercavo Lizzy con lo sguardo, c’erano tante persone, ad un certo punto mi parve di vedere mio padre, mi strofinai gli occhi pensando di avere le allucinazioni e quando tornai a guardare nello stesso punto lui non c’era più. Lo avevo continuamente nella mia testa. Ritornò Johnny, si rivolse a Sean e Helen e disse qualcosa nella loro lingua. Non riuscii a capire un granché. Tutti e tre si guardarono intorno, tornarono a confabulare qualcosa e poi si rivolsero a noi come niente e con il solito sorriso tra le labbra. Sean mi invitò a ballare. “Cosa? Ti avevo detto che non ballavo.” “Ma potresti provare, se hai paura di non saperlo fare non preoccuparti, ti guiderò io.” - Insistette lui. “Ho detto di no!” - decisa sulla mia posizione. La testardaggine era sempre stato il mio più grande difetto ma non potevo farci nulla, neanche lui avrebbe potuto cambiare le cose. Sean, con mio stupore, invitò Annie a ballare e lei accettò senza replicare. Non me l’aspettavo, vedere loro due insieme mi agitò, la gelosia prendeva posto alla testardaggine ed in un attimo maledetti quel più grande difetto che era in me. Era una punizione, così finalmente avrei capito cosa voleva dire non essere disponibile ad altre prospettive diverse dallo standard. Non avevo motivo di essere infastidita da Annie ma loro due formavano una bella coppia. Sean ballava divinamente ed anche Annie, non capivo se era merito suo o di Sean. Non riuscivo a guardare e voltai lo sguardo. Johnny capì il mio turbamento e mi invitò a ballare. Questa volta accettai. Vidi Sean che mi guardava stupito ma contento del mio passo, non era infastidito affatto, mi sorrideva come al solito. Probabilmente era sicuro di suo cugino. Anche Johnny ballava perfettamente, non l’avevo notato quando era con Lizzy, ed era capace di guidare me allo stesso modo. Anch’io stavo ballando e lo stavo facendo egregiamente. Mi ero dimenticata di Lizzy quando arrivò all’improvviso, arrabbiata, delusa, gridandomi in faccia che ero una traditrice e scappò. Non capii cosa fosse accaduto. Lasciai Johnny e tutto il resto. Corsi da Lizzy. Non riuscivo a trovarla, aveva lasciato la sala ed era uscita fuori. Ma più che cercare non sapevo cosa fare, sembrava fosse scomparsa nel nulla. Vicino alla villa c’era un boschetto, vi addentrai in esso, vidi una fontana in lontananza ed una figura seduta al bordo. Mi avvicinai e finalmente trovai Lizzy. Piangeva disperatamente, mi rifiutavo di credere che quel dolore straziato glielo avessi procurato io. Mi avvicinai a lei titubante. “Lizzy, sono Emma, posso?” - chiesi gentilmente e a bassa voce per non turbarla ulteriormente. I singhiozzi le impedivano di parlare. Mi fece gesto che potevo avvicinarmi, non pareva ce l’avesse con me. Mi sedetti affianco a lei e le presi la mano. “Non è come pensi tu, non mi interessa Johnny, ho accettato di ballare con lui per fare un dispetto a Sean. Lo so è da bambini ma in quel momento non ci pensavo.” Lei mi ascoltava continuando a piangere e coprendosi il volto con la mano destra. “Lizzy, non voglio che tu pianga così e mi rifiuto di credere che tu lo stia facendo per me, perché, credimi, non ce n’è bisogno.” Lizzy mi guardò, vide che ero sincera e si gettò a braccia aperte su di me piangendo ancora più forte. Dopo che si fu sfogata abbastanza e aiutandola a rilassarsi un po’, mi raccontò tutto. Aveva parlato a Johnny dei suoi sentimenti, erano veri e profondi, non l’avevo mai vista così innamorata ma lui l’aveva respinta. Disse che era stato molto gentile e dispiaciuto ma che non provava nulla per lei. Non se l’aspettava perché il suo comportamento l’aveva fatta sperare. Anch’io rimasi stupita perché avevo la stessa sensazione. Poi pensai a cosa mi disse Johnny la sera del cinema su Sean e pensai che la stessa cosa valeva anche per lui. “Lizzy, non prendertela così, tu sei una persona fantastica e sono convinta che lui ti abbia detto di no a malincuore. Ho ragione di pensare che loro tutti un giorno abbastanza prossimo torneranno nel loro paese. Dico questo perché una volta Johnny mi disse di lasciar perdere Sean e penso che sia per questo motivo.” “Ma che motivo assurdo è? Nessuno sa cosa accadrà domani e perché non vivere il momento, quello che si ha adesso? Non capisco…” - replicò giustamente Lizzy. “Hai ragione Lizzy, ma non tutti purtroppo la pensano in questa maniera.” Ci fermammo a fissare l’acqua della fontana, emanava una luce fioca e brillante allo stesso momento. Creava un gioco di luci da formare quasi un arcobaleno. Rimanemmo incantate, alzammo lo sguardo e il panorama che ci sorprese era fantastico. Sembrava un posto magico, fatato, le stelle erano limpide sopra di noi e la natura ci avvolgeva con calore e estremo silenzio. Pareva ci stesse cullando. Era bellissimo. “Guarda Lizzy, non è fantastica la natura? E questo posto poi… non sapevo ci fosse.” “Si hai ragione Emma, è fantastico, mi mette allegria e mi sento già meglio. Questo è il senso della vita: gioia e serenità, perché la vita è bella e magica. Ti potrai aspettare proprio di tutto.” Lizzy era un’eterna ottimista. Dopo un po’ tornammo alla villa. Camminammo per mezz’ora abbondante, non ci eravamo accorti di esserci allontanati così tanto. Non ero mai entrata in quel boschetto ma ci sarei voluta ritornare di giorno per guardarlo meglio. Era una fonte di ispirazione per le mie opere. Tutti erano lì che ci aspettavano ansiosi. Li calmammo subito dicendo che era tutto a posto. Johnny si scusò con Lizzy, le disse che lei era molto carina e che teneva alla sua amicizia. Ora non poteva avere alcuna ragazza e doveva concentrarsi esclusivamente sugli studi. Lei non ci pensò tanto prima di scusarlo, era sempre attratta da lui ed accettò la sua amicizia. La serata non stava andando come immaginavo. Tante cose erano accadute ma nulla di concreto. Non riuscii a stare molto con Sean e la cosa sarebbe diventata ancor più impossibile qualche ora dopo.
  2. Barbara83

    Salani Editore

    Dell'editing dovrebbe occuparsene la CE. Ovviamente, prima di inviare, controlla più volte il manoscritto, in cerca di refusi e quant'altro; magari fatti aiutare da qualcun altro, se preferisci. Per il resto, ci pensa la CE. Grazie mille per la risposta, scusatemi se sono andata fuori topic. Intanto invio anche alla Salani
  3. Barbara83

    Plesio Editore

    Mai mandare a una CE quando l'invio è sospeso, verrà cestinato. Grazie mille per la risposta.
  4. Barbara83

    Plesio Editore

    ma se vi invio il manoscritto oggi verrà preso comunque in considerazione a settembre o è meglio che lo spedisca direttamente a settembre?
  5. Barbara83

    Salani Editore

    Ciao, scusate la latitanza, ho un bimbo di circa due mesi che mi porta via tempo. Vorrei spedire il mio manoscritto alla Salani, ma voi l'editing l'avete mai fatto? Ovvero avete usufruito di un editing a pagamento prima di spedire i vostri manoscritti alle case editrici? Io a gennaio ne spedii già tanti e sono stata contattata da tre editori che mi hanno chiesto contributo mentre uno mi ha risposto rifiutandolo... preciso che sono contraria alle CE a pagamento quindi avevo già scleto in precedenza CE senza richiesta di contributo... mah. Chiedo scusa se ho sbagliato topic o altro ma essendoci poco online non ho ancora capito per bene come muovermi. Grazie a chi risponderà
  6. Barbara83

    Ciao a tutti! Sono nuova!

    Grazie mille! Ho avuto problemi di internet... si il pancione è grande ed ormai manca veramente poco.
  7. Barbara83

    Ciao a tutti! Sono nuova!

    Sorry! Non lo farò più
  8. Barbara83

    Eracle Edizioni

    A me, ad esempio, la Eracle non ha chiesto questo tipo di contributo. Nessun obbligo di acquisto di copie, se le voglio ho diritto allo sconto del 40% ma minimo 50 copie. Però mi hanno fatto la proposta di pubblicazione on demand con contributo di 119,00 euro + iva e/o ebook con 99,00 euro + iva. Se voglio un servizio di editing mi fanno l'offerta che posso o no accettare... e non so quanto verrebbe a costarmi... Però non so che fare
  9. Barbara83

    Eracle Edizioni

    Anche io ho ricevuto la stessa identica proposta... ma si sa a quanto vendono un libro?
  10. Barbara83

    Eracle Edizioni

    Ciao, sono nuova e mi sono già presentata nella sezione di riferimento... però volevo parlarVi di ciò che è accaduto a me proprio oggi e chiederVi un'opinione in merito. Ho scritto un romanzo fantasy e a fine gennaio ho mandato la proposta editoriale a diverse case editrici facendo attenzione a scegliere quelle non a pagamento. Oggi ho ricevuto risposta da Eracle e dice che potrei pubblicare con edizione adef on demand e/o ebook con un piccolo contributo (119 + iva per l'on demand e 99 + iva per ebook, rispetto ad altri...). La proposta ha validità di 30 giorni.*Editato dallo Staff* La Eracle mi da possibilità di farlo con un costo veramente basso... ma ho tempo solo 30 giorni... non so cosa fare *Editato dallo Staff*.
  11. Barbara83

    Ciao a tutti! Sono nuova!

    Ciao a tutti, vi seguo da anni ma non mi sono mai iscritta perché attendevo il momento giusto! Ed è finalmente arrivato! O quasi... Ho scritto un libro, fatto leggere ad alcuni e spedito a varie case editrici non a pagamento... dopo due mesi ho ricevuto due 3 risposte... una negativa, due con richiesta di contributo se così si può dire! Ma avevo scelto quelle non a pagamento??? Va bene... ve ne parlerò in separata sede... Intanto mi presento: mi chiamo Barbara, ho 30 anni e lavoro come impiegata, sono sposata con un figlio di 3 anni ed un altro in arrivo tra circa tre settimane!!! Spero quindi prima di Pasqua!
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