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Lord Paranoia

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    Maschio
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    Roma

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  1. Passaggio dal primo al secondo romanzo

    In passato ho provato una cosa del genere, dopo aver scritto i miei due primi romanzi (mai pubblicati e che non pubblichero' mai) sentivo di aver dato tutto. Ho cercato per quasi 5 anni una trama, una costruzione, ho scritto decine di "primi capitoli" e bozze. Finche', un bel giorno, non ho tirato fuori tutta una serie di "cose". Ma e' stata la vita a farmelo fare, a un certo punto sono arrivati questi personaggi nella mia testa e la storia ha iniziato a prendere forma. Una complessita' e una profondita' che non conoscevo. Adesso sto scrivendo questo romanzo, tutti i giorni. L'altro giorno mi capita di ascoltare una canzone su Spotify e la vedo: un'altra storia. Mi sono proibito di toccarla, di pensarla piu' del dovuto e specialmente di scriverla. Quantomeno finche' non finiro' questa. Poi, se mentre editero' il testo me la sentiro', iniziero' a pensarla piu' seriamente. La cosa che ho capito e' che le storie a un certo punto arrivano.
  2. Le stelle sono tante.

    Ho fatto parecchia fatica a leggere questo frammento. Bisogna sicuramente partire dal presupposto che si tratta di una forma di "raccontarsi": il protagonista narra le vicissitudini seguite a un infortunio e di questo apprezzo la tematica del desiderio, che nel suo significato etimologico vuol dire appunto "mancanza di stelle". Il titolo però mi ricorda il jingle della pubblicità di una marca di salumi italiana, "le stelle sono tante, milioni di milioni..." e mi ha fatto sorridere. A ogni modo, ma è un parere personale, non ho percepito niente della vicenda. Persino la psicologia del protagonista è subordinata alla cronistoria. Alcune costruzioni secondo me non funzionano. Ti segnalo: - "Crack, fece." - "Rifiutavo ogni compagnia e figuriamoci le ragazze: nebbia ed eros non vanno d’accordo e ne era scesa di nebbia in Emilia e dentro il mio cuore." è costruita un po' male secondo me. Poteva, secondo me, funzionare meglio così: "Rifiutavo ogni compagnia, figuriamoci le ragazze: io ero nebbia dappertutto, pure nel cuore. Per questo tra me ed Emilia non poteva esserci più niente." - "Mai imparato i loro nomi" - non è una scelta stilistica che mi garba. - "Mi fermai nei pressi di una costruzione e chiedendo a un vecchietto del posto cosa fosse quella costruzione, mi disse che era la casa del cannocchiale: ero finito nell'osservatorio astronomico." - ripetitiva. Ma non solo. Ok, c'è una costruzione. Non la mostri, non è un po' noioso farsi dire tutto? - "Dopo cinquecento metri, rimasi bloccato dal dolore accanto a un distributore di sigarette, io che non fumo. Avrei fatto anche quello: aspirare e disperdere i pensieri che avevo nel fumo di mille sigarette. " - ripetizione che anche qui stona. Ci vuoi dire che "per caso mi trovai davanti a un distributore di fumo. Anche se non ho mai fumato, ho pensato di iniziare". A ogni modo non mi piace l'immagine dei pensieri aspirati e dispersi, anche poeticamente funziona poco perché il pensiero è interno, semmai sono le sensazioni che possono essere "introiettate" in un gesto del genere. Tuttavia è anche questa una "costruzione" complicatissima per dire una cosa davvero semplice. - "Ero solo, invece; non mi bastarono i concerti" - Spesso hai usato l'imperfetto, buttarsi nel remoto a che serve ora? Just saying. In generale credo che il problema di questo frammento sia la mancanza di una percezione da parte del lettore, che viene estraniato e deve districarsi negli eventi narrati, risultandone spesso appesantito. Spero il mio commento ti torni utile. A presto
  3. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Rispondo a questo commento perché mi ha molto colpito. Nelle pagine precedenti credo ci sia ancora quella che è stata la mia esperienza. Lo stesso romanzo, scheda di valutazione da parte Grandi&Associati e TZLA. Scheda di valutazione di G&A di alto livello con un'analisi davvero approfondita e a fuoco. Scheda di TZLA scarna e insoddisfacente pesino per poterla utilizzare costruttivamente. Dopo la scheda, propongo di sottoporre altri progetti a cui stavo lavorando e solo per la lettura delle bozze e delle sinossi mi vengono chiesti altri soldi (e non pochi), per quella che viene definita "un'analisi delle potenzialità editoriali". Il problema non è assolutamente il pagamento dell'editing, secondo il mio modesto parere è giusto che un agente ti offra un editing a pagamento. Chi non sa cosa significa editare un testo in termini di tempo e risorse, può non capire il perché di questa richiesta. Tuttavia non ho trovato giusto che solo per la lettura delle bozze dei miei progetti mi venissero richiesti altri soldi, dopo che avevo pagato 420 euro di valutazione. Per sentirmi dire poi "questa idea funziona e questa no"?. Il servizio editoriale và pure pagato, ok, ma solo se ha un senso.
  4. Baby be the class clown, I'll be the beauty queen in tears, it's a new art form showing people how little we care

  5. Pastrengo

    Per esperienza personale posso dire che si tratta di un'agenzia giovane e molto professionale. Immagino siano sommersi, come tutte le agenzie e case editrici, di testi da leggere. A ogni modo se state cercando editor e/o agenti seri ve li consiglio vivamente.
  6. Sinossi mio Libro

    Secondo me non è una questione di essere logorroici. Hai 4 personaggi. Una storia che apparentemente parrebbe lineare: una donna infelice, una coppia felice solo in apparenza e quella che conosce "la verità". Suppongo tu abbia un punto di inizio e una fine. Ora, hai delle premesse e una situazione che deve avverarsi attraverso una serie di eventi. A mio parere serve un po' di più per voler scrivere un romanzo. Prova a definire bene i personaggi magari facendo uno schema degli eventi che accadono e che vuoi raccontare. Allungare il brodo non serve. Credo che tendenzialmente in un libro tutto quello che viene raccontato debba avere un motivo di trama. Se inizi a inserire scene senza una finalità narrativa, rischi di annoiare o confondere chi ti leggerà. In bocca al lupo
  7. Solitario Inverso

    commento. Evocazione della luce: la dimensione del sole tornare altrove vedersi brillare costruire l’azzurro di un cielo splendente. Perdere il verso di una poesia d’amore guardare altrimenti sentire il tremendo costruire la luna all’ombra di Sé. Mi troverò così a difendere il buio a rivedere il profondo a cancellare l’inverso a formare l’amore a fermare e affermare questo imperfetto e sincopato pianto. Evocazione delle ombre: la dimensione dei sogni tornare ancora una volta e sempre amarsi per sempre costruirsi parole: ti ricorderai di te?
  8. Oggetti smarriti

    Trovo brillante questa composizione. Innanzitutto ciò che mi salta all'occhio è questo ritmato evocare una serie di oggetti, frammentati da un elemento che ribadisce con forza un vissuto: le occasioni sono inserite tra le chiavi e gli orologi ed è molto curioso. Le chiavi aprono le porte e gli orologi dettano il tempo che ci viene illustrato nel verso seguente, tra questi due oggetti esiste qualcosa di Significante, ovvero ciò che accade tra lo spazio e il tempo. Gli oggetti smarriti sono di per sé simbolici ed evocano quindi un futuro, una speranza. Personalmente trovo leggermente scontato il finale sull'addio. Si, forse è vero che si perde anche la nostalgia quando tutto finisce, ma siamo poi così sicuri che invece non diventi ancora più prepotente l'aggrapparsi a ciò che si desidera e che si è, in un certo senso, perduto? Questa è una mia riflessione ovviamente. Mi piace lo stile di linguaggio, il ritmo frammentario, il benelegante "buon Dio". Ho la sensazione ci siano anche parole smarrite, non parole del testo, ma parole dell'autore. E questo è perfettamente coerente ed è il motivo per cui mi è piaciuta molto questa poesia.
  9. Circoli e Corsi di Scrittura (a Roma e oltre)

    Salve a tutti! Volevo chiedere a tutti i forummini se siete a conoscenza di circoli di lettura / scrittura e corsi di scrittura creativa (preferibilmente gratis) nella capitale. Mi piacerebbe molto frequentarne uno, ma su internet non trovo nulla di che.
  10. Ripresentazione

    si ero un supercritico spietato! Grazie a tutti, sono un po' indaffarato in questi giorni ma appena ho un po' di tempo mi rifaccio un bel giro delle varie sezioni e vi lascio qualche commento.
  11. Ripresentazione

    Ciao, scrittori. Ho frequentato questo forum per anni. Ho scritto due romanzi, varie poesie, ho condiviso in questo luogo le mie ansie, le mie paure, le mie insicurezze relative alla scrittura. Ciò che ho sempre apprezzato di questo luogo, è che qui c'è sempre qualcuno pronto a leggere quanto hai scritto, con cui confrontarti per crescere. Poi sono accadute tante cose. E' successo che a un certo punto ho creduto troppo in questo sogno, ho fatto un errore: ho considerato ciò che avevo scritto una parte di me. Quando ciò che avevo scritto veniva rifiutato, lo prendevo come un rifiuto non all'opera, ma alla persona, cioè a me stesso. Mi sono lasciato trasportare e anche fregare per questo mio sogno di essere riconosciuto come scrittore, ma a un certo punto queste delusioni mi hanno portato a cedere: io non ero uno scrittore, non potevo esserlo e qualunque cosa scrivessi andava cestinata. Ho avuto quello che alcuni chiamano "blocco dello scrittore" per circa tre anni. Non so cosa sia cambiato adesso, forse sono cresciuto. Ho ripreso a scrivere, molto più forte di prima e molto più consapevole. E' come se fossi diventato un altro me, come se il recalcitrante "artista" (passatemi il termine) sia intenzionato a fare pace con chi invece vive nel mondo reale e ci si immerge completamente. Io mi chiamo Lord Paranoia, non è vero, ma potete chiamarmi Lord, o come vi pare. Studiavo e ora lavoro a Roma. Siccome è passato un bel po' di tempo, mi ripresento in questa sezione. Spero di ritrovare alcune persone che frequentavano questo forum, e di conoscerne tante altre. Attualmente sto scrivendo un libro che spero veda la luce il prossimo anno. Sono, ovviamente, anche un lettore. Prediligo saggi, narrativa "postmoderna" e mainstream. Amo la poesia, e forse è quella che riesco a capire e leggere meglio. Insomma, questo piccolo papiro per ripresentarmi, ci rileggiamo da queste parti. Ciao a chi mi conosce già e a chi mi conoscerà.
  12. giù le mani, giù le labbra, giù le stelle: a me gli occhi.

  13. USA e sigarette

    io sono stato un paio di anni fa a New York, Chicago e Philadelphia. Che io ricordi non si può proprio fumare nei locali, e neanche davanti ai locali. Ricordo molto bene che uscivano i comessi a urlarci di allontanarci se ci veniva la malsana idea di metterci davanti alla porta a fumare. Sono molto categorici in America.
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