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Alex McGiro

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Su Alex McGiro

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    Sognatore
  • Compleanno 08/07/1987

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Dirty Old Town

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917 visite nel profilo
  1. Alex McGiro

    Cosa state leggendo?

    La seconda vita del signor Borg - Mikael Bergstrand
  2. Alex McGiro

    La rapidità e l'esposizione

    In una discussione del genere meriterebbe spazio Roddy Doyle. Scarno ed essenziale all'estremo, eppure le sue storie non sembrano mai avere l'effetto da stanza bianca. Io lo adoro, così come adoro gli scrittori che vanno al sodo senza perdersi in ricami inutili. Gusti personali alla fine...
  3. Alex McGiro

    ok, mi presento!

    Benvenuta
  4. Alex McGiro

    Non essere capiti

    Mi sembra però di capire che le intenzioni dell'autore sono state capite, o sbaglio? Mettendo da parte il fatto che erano poi manoscritti sconnessi/forzati/senza uno scopo preciso
  5. Alex McGiro

    Non essere capiti

    No alt un attimo. Un conto è ispirarsi a un autore, un conto è clonare. Chiaro che il secondo caso è da scartare ed è giusto lo facciano anche le CE per come vedo io le cose. Il problema cui mi riferivo è quello citato nella tua prima parte di messaggio. A uno come Welsh può anche essere concesso di usare 10 volte la parola c***o in tre righe di testo. Ma a uno come me? Io, per fare un altro esempio, ho messo un piedi questo personaggio che non è certo una cima. Il racconto è narrato in prima persona ed è pieno di errori grammaticali volontari ('gli' anche per il genere femminile, coniugazione del congiuntivo che lascia a desiderare eccetera)... Voglio dire, sicuro che una CE possa capire si tratti di cose volute e non cestini il manoscritto considerandomi un analfabeta?
  6. Alex McGiro

    Se potessi vivere in un libro, quale sarebbe?

    Un qualsiasi libro della Saga di Richard Sharpe, sicuro. Anche se di storie che mi piacerebbe vivere e di personaggi che vorrei essere ce ne sono parecchi...
  7. Alex McGiro

    Non essere capiti

    Ho provato a cercare nella sezione e non mi sembra di aver già visto un topic uguale, nel caso metto le mani avanti e chiedo subito scusa, Premessa: durante l'estate, per staccare un attimo la testa dal manoscritto a cui sto dietro da mesi, mi sono messo a buttare giù racconti, storielle e frammenti vari in stile Irvine Welsh. La cosa mi è piaciuta, mi sentivo libero e al massimo della mia espressività a scrivere così, senza schemi e senza paranoie. Quasi l'ho preso come un gioco. Andando avanti mi sono però reso conto che con quello stile mi ci trovo davvero a mio agio, quasi lo sento mio e uno di quei racconti è cresciuto sempre di più, fino a raggiungere e superare le 50 cartelle. Sto davvero pensando di trasformalo in romanzo, non appena avrò portato a termine l'altro progetto su cui lavoro da tempo. Ho però una paura: non essere capito. Voglio dire, Welsh è Welsh e a uno come lui tutto è concesso o quasi. Io invece non sono nessuno; non vorrei che a spedire alle varie CE un romanzo "sboccato", fluido e diretto in quel modo venissi preso per uno che non sa scrivere. Spero di essermi spiegato bene. Voi cosa ne pensate? Avete mai avuto il timore di venire scartati per il semplice fatto di non essere capiti?
  8. Alex McGiro

    Aboliamo il punto e virgola?

    Il problema di base è che il 99% delle persone non ha mai capito come va utilizzato, molte addirittura non lo hanno mai utilizzato in vita loro. Se poi ci aggiungiamo che, tra i giovani (dove con "giovani" intendo scrittori, esordienti e non, che hanno iniziato a coltivare questa passione negli ultimi dieci anni) autori contemporanei, imperversa la moda di mettere un punto fermo più o meno ogni sei parole; ecco spiegata la scomparsa del punto e virgola. Personalmente mi batterò sempre per la sua difesa e leggere di scrittori che lo utilizzano solo perché è "stiloso" mi lascia abbastanza perplesso.
  9. Per correttezza di cronaca il manoscritto non l'ho finito, ma ho già iniziato a controllare che possibilità ci sono. CE con una collana dedicata ai romanzi storici in catalogo ne ho trovate poche poche (escludendo le big ovviamente). Altre CE hanno romanzi storici nella collana narrativa, ma più che storia romanzata si tratta di libri semplicemente ambientati in un'epoca passata, non so se mi sto spiegando bene. Ovvio che cercherò meglio una volta finito di scrivere
  10. Ho letto il post iniziale, poi mi sono un po' perso tra i messaggi di tutti (pur essendo comunque riuscito a leggere delle ottime analisi). Provo lo stesso a dire la mia... Faccio la premessa che, pur non essendo un gran lettore di fantasy, ammiro molto chi scrive di questo genere per il semplice fatto che sfortunatamente io non ho una fantasia tale da permettermi di inventare luoghi, personaggi, magie, situazioni adatti al genere in questione. Sono dell'opinione che la colpa di tutto sia da dividere al 50% tra autori (esoridenti e non) e case editrici. La colpa dei primi è quella di illudersi che basta aver letto Il Signore degli Anelli o Harry Potter per scrivere trame che stanno in piedi e creare personaggi ben strutturati e approfonditi. La colpa dei secondi è quella di aver sfruttato l'onda di film e libri di successo per cominciare a pubblicare qualsiasi genere di spazzatura. I casi di alcuni autori come la Troisi (che ho visto citata), Ghirardi e altri sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei soffermarmi poi a parlare di quanto certe trame si somigliano tutte tra loro (lo sventurato inserito in una compagnia di guerrieri di diverse razze che deve salvare il mondo, gli angeli caduti che si innamorano, i vampiri che litigano coi licantropi), ma non lo faccio perché sono un po' di corsa ed è forse un discorso che meriterebbe un topic a parte. Detto questo è logico che letta una saga, le altre per me diventano solo imitazioni che non sto a comprare, Io stesso ho dato via, scambiato o venduto diversi libri fantasy che avevo acquistato anni fa, perché dopo una cinquantina di pagine il basso livello di trama, personaggi e addirittura stile diventava ben evidente. Ora sono arrivato al punto che riesco a leggere solo Tolkien e forse Martin che però non ho mai "provato" perché so già che impazzirei con tutti quei personaggi che muoiono e cambi di POV. Nelle librerie però non ho riscontrato una crisi del settore. Gli scaffali continuano a essere pieni di libri, e nuovi autori (più che altro stranieri, questo va precisato) saltano fuori come mosche, a prescindere dal fatto che siano o non siano spazzatura. Riguardo alle CE sinceramente sto trovando molta più difficoltà nel cercare editori che pubblicano romanzi storici piuttosto che fantasy, che, salvo qualche caso, mi sembra accettato da gran parte delle CE piccole e non. Chiedo scusa se ho scritto cose già dette e soprattutto chiedo scusa per la sintassi orribile, ma, come già detto, sono di fretta e non riesco a scrivere bene dal tablet
  11. Alex McGiro

    Battaglia di Boxtel

    Qualcuno ha informazioni o conosce testi (anche in inglese) inerenti questa battaglia svoltasi nelle Fiandre nel 1794? Ho cercato sul web ma ho trovato solo una paginetta su wikipedia e poco altro. Avrei bisogno di maggiori dettagli sull'episodio, soprattutto del modo in cui si schierarono e si mossero sul campo di battaglia gli eserciti coinvolti. Quando ho iniziato a progettare il mio romanzo pensavo di trattarlo come un episodio marginale a cui dedicare uno o due capitoli al massimo, ma stavo valutando la possibilità di approfondire il discorso dedicandogli un'intera porzione di libro per mettere un po' di azione nella parte finale.
  12. Alex McGiro

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Classe 1987...26 anni and counting
  13. Ho salvato il link e darò un'occhiata appena tornerò a casa, pur non scrivendo fantasy
  14. Mi rendo conto che forse mi sono espresso male riguardo al punto 3) non ritengo che per scrivere un romanzo basti l'ispirazione, ci mancherebbe. Solo che se a me (faccio un esempio) viene naturale e mi piace molto scrivere periodi di una certa lunghezza, non vedo perché devi obbligarmi a dividerli solo perché ora "va di moda" così. Asserendo inoltre che nessuno scrive più periodi di lunghezza superiore alle 2-3 righe, cosa che non è assolutamente vera. Non vedo perché devi dirmi che il narratore onnisciente è una boiata e che nessuno lo usa più quando dalla mia libreria potrei tirar fuori almeno una ventina di titoli scritti negli ultimi dieci anni in cui è presente un POV di questo tipo. Insegnare a scrivere è una cosa, mettere dei paletti fissi è un'altra. Dipende dalla bravura e dall'elasticità mentale di chi tiene il corso in questione ovviamente, come in una scuola ci sono insegnanti bravi e altri meno bravi. Ma come fai a saperlo quando intraprendi un percorso di quel genere? Sul punto 1) mi sto sforzando, piano piano miglioro. Quando riuscirò a distaccarmi completamente da questa ricerca della perfezione sicuramente vivrò la scrittura con più serenità con la conseguenza di scrivere meglio davvero
  15. Ti ringrazio delle parole e dei consigli. Riguardo il punto 1) credo di non poterci fare niente. Sono un perfezionista, quando scrivo o faccio qualsiasi altra cosa non mi accontento mai che sia accettabile o anche bella. La voglio perfetta, non dico inattaccabile da critiche ma quasi. Per uscirne credo che l'unica soluzione sia uno psicologo però come dici tu spesso spreco tempo e me ne rendo conto. Purtroppo però non riesco a scrivere il capitolo seguente se prima non mi tolgo il tarlo di sistemare il capitolo appena finito. È come se facessi la seconda e terza stesura non alla fine del manoscritto ma alla fine di ogni singolo capitolo. Mi rendo conto che non va bene perché mi trovo sempre costretto a bloccare il flusso dei pensieri col risultato che poi rimango bloccato davanti alla pagina bianca... 2) purtroppo non ho nessuno che possa darmi un parere sincero. Faccio sempre leggere i nuovi capitoli alla fidanzata e a un paio di amici, che ovviamente, oltre a farmi notare qualche refuso qua e là, apprezzano sempre molto quellomche gli mando. Inizialmente credevo di essere il nuovo genio della letteratura, poi mi sono giustamente reso conto che il loro parere non può per forza di cose essere imparziale. Mi sono iscritto qui anche per questo motivo. Sto scrivendo - o meglio sto provando a scrivere - un romanzo storico. Ho un modello di riferimento, un maestro. Ma lo "venero" a tal punto da vederlo più come un modello irraggiungibile che come una strada da seguire. Mi sforzo, ma non ce la faccio proprio a mischiare descrizione e azione come fa lui, cioè senza creare stacchi e risultare lento e noioso. Per la cronaca mi riferisco a Bernard Cornwell 3) un corso, vuoi per il tempo, vuoi per i costi...non posso permettermelo al momento. Non voglio passare per un arrogante che pensa di essere già arrivato e di sapere tutto, anzi, ma se devo essere onesto poi, sono abbastanza contro chi ti "impone" delle regole precise per scrivere (i periodi troppo lunghi non vanno bene, il narratore onniscente è superato, i paragrafi non devono essere troppo gonfi e via dicendo), perché sono fortemente convinto che la scrittura sia arte e l'arte è un impulso violento istintivo di idee e sensazioni. Dare troppe regole prestabilite lega le mani allo scrittore, creando una massa omologata di scribacchini. È un po' come imporre a un pittore dei rigidi schemi matematici e fisici, a quel punto non avremmo più artisti ma progettisti tecnici...non so se mi sono spiegato questo in ogni caso è un altro discorso che meriterebbe pagine e pagine di post per essere discusso e analizzato
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