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gogol

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gogol ha vinto il 8 aprile 2014

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  • Compleanno 19/06/1959

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    Maschio
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    Torino

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  1. gogol

    Edizioni Arpeggio Libero

    Avendo un calendario di pubblicazioni molto affollato, è inevitabile che privilegino i generi più richiesti dal pubblico e per cui la casa editrice è più conosciuta.
  2. gogol

    Edizioni Arpeggio Libero

    Un contatto di persona, in uno dei tanti saloni cui Arpeggio partecipa ( Torino, Roma, Firenze e tanti altri), potrebbe essere il modo di aggirare il blocco dell’invio dei manoscritti. Blocco che deriva dal fatto che le pubblicazioni hanno un calendario programmato per oltre un anno, non da pretesti o consuetudine. Sono gli editori a pagamento quelli che non sono mai costretti a bloccare l’invio 😉
  3. gogol

    Quando è il momento di smettere di inviare agli editori?

    La risposta te la sei data citando Pennacchi che ha anche caricato moglie e manoscritti in macchina e se n'è andato a Milano a bussare alle porte... La mia è diversa, mai inviato il manoscritto... Una regola non esiste.
  4. gogol

    " Numeri a Perdere " - Riccardo Gavioso

    Recensione davvero splendida... Numeri a Perdere, di Riccardo Gavioso è di quei libri che si leggono per restare uomini, che si scrivono, quando si hanno le capacità, ma soprattutto la sensibilità di Gavioso, per concedere alla vita di farci restare integri, quando l’integrità è intesa come partecipazione. I “numeri a perdere”, in questo caso, sono le miriadi di vite perse ingiustamente e inutilmente a causa della miseria umana e che un ignomignoso oblio costringe a morire ancora e ancora e ancora. Dai massacri del Ruanda, all’inferno di Payatas, dai meninos de rua alla morte di Bobby Fisher, a Matteo, suicida a 16 anni perché dileggiato dai compagni che lo accusavano di essere gay, alle miriadi di donne abusate, sfregiate, uccise per follie di regime, di religione o per la piccolezza di fidanzati, compagni, mariti che non meritano di essere chiamati uomini, lo sanno, e curano la loro consapevolezza uccidendo. Gavioso rende un tributo a queste vittime, accostando un racconto in cui la fantasia è purtroppo solo nei nomi dei protagonisti, a un fatto di cronaca vera. Fiction e non fiction. Bonnie Rough ha scritto che i lettori di fiction devono solo immaginare, mentre quelli di nonfiction sono sottoposti a un’operazione più complessa, immaginare e allo stesso tempo credere. La non fiction è un blocco di materia da scolpire, contiene tutti gli elementi di una narrazione drammatica: la guerra, la morte, il coraggio, la paura, l' amicizia, la vergogna, la pietà, l' eroismo, il dolore. Gavioso ci pone di fronte ad entrambi i generi e non sai quale dei due sia il più tragico. Tre anni fa, di questi giorni, la figlia di una mia amica, con il marito e il figlio di sei anni, stavano andando a scegliere i giocattoli per il Natale, un’auto con due giovani drogati a bordo (queste sì, vite a perdere) piombò sulla famiglia uccidendo il bambino, lasciando in coma profondo il padre e ferendo gravemente la madre, ho visto queste persone tentare di rimettere insieme i pezzi delle proprie vite irrimediabilmente spezzate, ancora lo stanno facendo. Il libro di Riccardo Gavioso è un tributo anche a loro, perché non siano solo Numeri a perdere. “Il neologismo femminicidio rimbalza fastidioso sui nostri giornali come un moscone invernale sul vetro. Ed è tragicamente ridicolo che nessuno pare si sia accorto che la scelta del lemma li avvicina alla mentalità del colpevoli.” “ dice che non sempre possiamo evitare di fare del male agli altri, che non sempre possiamo rimediare al male che abbiamo fatto, ma, se lo riconosciamo come tale, è il male a fare del bene a noi…” Carmen Elizabeth Bonino
  5. gogol

    A quante CE avete inviato?

    scusa, mi hai incuriosito.qual è un metodo efficace, a tuo avviso? L'ho consigliato diverse volte, e posso dire con una punta d'orgoglio, non che i pochi che mi hanno dato retta sono stati pubblicati, ma che i pochi che oltre a darmi retta avevano i numeri, sono stati pubblicati. E questa è una piccola soddisfazione perché mi gratifica che un autore che merita abbia la soddisfazione di stringere il suo libro tra le mani. Il come, se ti interessa, te lo dico in privato...
  6. gogol

    A quante CE avete inviato?

    A nessuna. Motivo: non lo reputo un sistema efficace.
  7. gogol

    " Numeri a Perdere " - Riccardo Gavioso

    NUMERI A PERDERE di Riccardo Gavioso Recensione di Pierluigi Tamborini, giornalista professionista e autore di narrativa. Recensire il libro di chi ha fatto la stessa cosa nei miei confronti, e con parole tanto lusinghiere, mi espone al rischio che qualcuno possa pensare a uno squallido “voto di scambio”. Tranquillizzatevi, non è così. “Numeri a perdere” ha un unico, grande difetto: finisce troppo presto. Non è comunque il motivo per il quale l’ho letto con una lentezza esasperante per i miei soliti ritmi. Come si fa per una buona bottiglia d’annata ho voluto sorseggiarlo, soffermarmi sulle parole e sulle immagini, riconoscerne echi e tracce, perderne e ritrovarne i sentieri. Di un libro apprezzo, oltre che naturalmente il contenuto, soprattutto l’originalità, lo stile della scrittura e la mancanza di banalità. Missione compiuta. L’idea di abbinare articoli giornalistici a racconti sui medesimi temi la trovo vincente. Riccardo Gavioso non ha paura di immergere le mani e tirare fuori i panni sporchi del mondo. I Numeri a perdere sono i bambini soldato dell’Africa, quelli delle favelas brasiliane o filippine, le ferite ancora aperte di Hiroshima, sono le madri di plaza de Mayo, le donne violentate e uccise nella nostra “civilissima” nazione, i veleni della Terra dei fuochi e tanto altro. Sono gli “scarti di lavorazione” di quella parte di umanità che si ostina a mettere a dura prova la pazienza di Dio. Per quanto riguarda gli articoli (dai quali, essendo un addetto ai lavori non mi sento esente) un solo aggettivo mi rimbalza intorno e quindi lo fermo sulla carta: impeccabili. Ma è sullo stile dei racconti che gli aggettivi si accalcano. Nella penna di Riccardo vedo un bisturi che arriva diritto al cuore, senza fare sconti. Parole essenziali, spesso dure come pietre, ma sempre e comunque sassate di poesia. Nella collana di perle di questi scritti ne ho scelto uno per tentare di rendere l’idea. Si intitola “Colori” e fotografa in poco più di due pagine i momenti che hanno preceduto un’immane tragedia, la bomba su Hiroshima. Un bambino, il nonno e una vasca di pesci colorati, un mondo sereno destinato al nulla. Due pagine di straziante bellezza che riescono in un’impresa che sembrava impossibile, quella di emendarci dall’orrore, riconsegnandoci, nonostante tutto, alla speranza di una clamorosa rivincita della poesia sulla storia. Libro, al contrario del titolo, assolutamente da non perdere.
  8. gogol

    Accettate gli oltre anta?

    La mia casa editrice ha appena pubblicato un esordiente di 84 anni
  9. gogol

    Edizioni Epsil

    È un piacere! Ciao Giuseppe:)
  10. gogol

    Edizioni Epsil

    Confermo: ho ordinato il libro dì Pippowood presso Feltrinelli e sto attendendo la consegna. La distribuzione è sempre un'incognita: molte persone hanno acquistato il mio da Feltrinelli senza problemi, poi sabato una mi dice che le hanno risposto che non era disponibile... a volte, dipende anche dalla voglia della persona addetta agli ordini.
  11. gogol

    Se potessi vivere in un libro, quale sarebbe?

    Io vivo già in un libro, edito da Penguin: 1984... potevo sceglierne uno migliore, eh...
  12. Se presenti in una buona libreria, questa ha il suo pubblico, avvisato tramite mailing list: mi è capitato di trovare il libro venduto e da autografare perchè la persona non poteva venire. Poi, se hai un editore, esistono le fiere. Se no, resta facebook dove si vende piuttosto bene.
  13. Marcello ti ha dato una spiegazione perfetta, aggiungo solo che per il conto vendita avrai riscontro presso le librerie indipendenti, che poi sono quelle che si impegneranno un minimo a vendere. A parte il fatto che, più che tu, dovrebbe essere la ce a lasciare le copie in conto vendita. Altro modo per vendere è facebook. Puoi spedire tu agli acquirenti, con dedica, con "piego libro", spendendo 1,89 euro: chiaramente in questo caso ti giochi la tua percentuale di diritto d'autore e ti tocca andare in posta una volta a settimana.
  14. gogol

    Come definireste la vostra scrittura?

    Pericolosa
  15. gogol

    Sono confuso

    Praticamente non ho capito la tua risposta: ti aspetti che Marina ti comprimi i passaggi televisivi in prima serata... non funziona così: se avrai la fortuna di trovare un buon editore, dovrai sbatterti a far presentazioni, vicino a casa e lontano da casa, comprarti una buona biro per le dediche, scoprire la difficoltà di farne sessanta diverse e gradevoli nel giro di un'ora, cercarti le recensioni, rispondere alle critiche e ringraziare per gli apprezzamenti, spedire i libri a chi li vuole con la dedica, e molte altre cose ancora... Scusa, ma chi ti ha detto che era facile?
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