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wyjkz31

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  1. wyjkz31

    Guanto di Sfida

    Accolgo il suggerimento, esimio collega, e faccio di più. Per essere precisi-precisi-precisi la scadenza dovrebbe essere le 18:29:47 poiché il post di sfida è stato inserito alle 18:29:48
  2. wyjkz31

    Guanto di Sfida

    Per la precisione fino alle ore 18.29 del giorno 18 Sono un’arbitressa pignola, non lo sapevi?
  3. wyjkz31

    Guanto di Sfida

    Pronti
  4. wyjkz31

    I racconti della Seconda Luna - Quinto ciclo

    Racconti della settimana n. 6 Il comandante Ucci e Satana arrestati a Savona Biglietto sola andata La telefonata (un nome dopo l’altro) Roso Il gatto con le lentiggini Bar A Storie di uomini - il serpente La nonnina Il profumo di cedro Il mistero nello scrigno La draga Krysztof Berta, il prato e la città Il divieto
  5. wyjkz31

    Biglietto sola andata

    @Ila_396 Per postare in racconti basta il link a un solo commento, che però dovrebbe essere approfondito; per il futuro cerca di fare un solo commento ma un po’ più completo e senza ricopiare ogni volta tutto il racconto
  6. wyjkz31

    Il contrabbandiere di sogni

    @sarano Il racconto eccede gli 8000 caratteri ammessi in questa sezione perciò sposto in racconti lunghi. Inoltre il commento che hai fatto non è sufficientemente approfondito. Per far riaprire la discussione devi commentare in modo approfondito (puoi seguire la traccia del regolamento) un altro racconto lungo o due testi delle altre sezioni. Quando avrai fatto, manda i link a un moderatore on line per far riaprire la discussione.
  7. wyjkz31

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Valleriana: pianta officinale che cresce esclusivamente nelle valli. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  8. wyjkz31

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Restai nottetempo estasiato per l'hangar: appariva meraviglioso, illuminato. Volevo ballare una zingarata oltremodo grintosa. Urlai: "sciabidabida'!" Ergo, disteso a tirare i fiori oltraggiando Camus, rivisitato negli elenchi palpabili, leggendo Hemingway. Affascinato mi innamorai vantandomene. Bello, umano zampognaro occitano, gradiresti uno schiaffo? Esordì D'annunzio quando albeggiava. "TIE', impudico!" Filosofando, ostinato, così risposi. Nessuno espettorò platealmente. Languido hacker accese malamente interruttori verbali bestemmiando. Utilizzava zloty orientali grigi uguali, semplicemente estinguendo debiti. Quanto ancora trangugiai indefesso, fregandomene, ormai capacitato riottosamente. Nell'estasi preso, lasciai Hemingway, accantonandolo. Mi incamminai veloce, boccheggiando, uscendo zoppicante oltremodo gaudente. Udii serpenti emettere RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
  9. Titolo: La zattera in Duomo Autore: Chiara Giudici Editore:0111 Edizioni Pagine: 172 ISBN: 978-88-9370-178-5 Genere: grottesco, distopico, horror Formato: cartaceo e digitale Prezzo: € 14,50 cartaceo, € 5,99 digitale Trama Sofia, single irritabile e disoccupata cronica, sopravvive come può in una Milano popolata da personaggi strambi e da zombi. Gli zombi, dopo aver aggredito e divorato la maggior parte delle persone dotate di buona intelligenza, adesso “convivono” con i sopravvissuti. Le aggressioni sono diventate sporadiche, gli umani si sono “adattati” ai nuovi ospiti e la vita ha ripreso un andamento quasi normale. I problemi di Sofia sono perciò molto ordinari: la mancanza di entrate stabili e, malgrado fatichi ad ammetterlo, la mancanza di un compagno. Nel corso del libro cercherà entrambi con esiti a volte scontati e a volte grotteschi fino a quando il problema zombi tornerà a toccarla da vicino e dovrà progettare una fuga in cerca della salvezza. Contenuti Di zombi ne abbiamo visto e letto a iosa e questi non morti formato famiglia si distinguono dalla norma per la particolarità di divorare solo le persone intelligenti; la società descritta dall’autrice è perciò composta quasi unicamente da persone mediocri: la somiglianza nelle descrizione con la società attuale è evidente e ogni lettore potrà fare le proprie considerazioni in merito. Il romanzo non è però centrato sulla critica sociale ma sul personaggio della protagonista, Sofia, sulle sue debolezze - prima fra tutte il considerarsi “stupida” per non essere stata oggetto degli attacchi zombi - sulla sua tendenza a lasciarsi travolgere dagli eventi e a reagire con aggressività alle frustrazioni. Ambientazione e personaggi La Milano del romanzo rispecchia l’immaginario nebbioso e piovoso ma per il resto rimane poco definita; quello che invece emerge bene dalle descrizioni dei luoghi e degli ambienti è un’atmosfera di decadimento in linea con la storia narrata. Il personaggio di Sofia è ben caratterizzato e altrettanto lo sono i numerosi personaggi che le ruotano attorno, strani quanto basta per risultare interessanti e rimanere impressi nella memoria; accanto a episodi in cui l’autrice gestisce con naturalezza i personaggi ce ne sono però altri in cui le reazioni appaiono stereotipate. Stile e forma La scrittura è a mio avviso il lato più debole del romanzo; il linguaggio è molto semplice, a volte colloquiale, la costruzione dei periodi spesso è contorta e ci sono numerosi refusi che potevano essere evitati con un po’ di attenzione. Buona invece la capacità di creare aspettativa e incuriosire il lettore. Giudizio finale Il libro è un mix di generi: grottesco, distopico, horror (quelli dichiarati) con l’aggiunta di alcuni episodi da romanzo rosa. I lettori che si aspettano una perfetta rispondenza la genere rimarranno delusi ma chi ama il fantastico in generale, come la sottoscritta, troverà piacevole questa miscellanea. Ho amato meno il finale - molto -aperto, ma anche in questo caso è una questione di gusti. Lo sconsiglio, invece, a chi cerca una scrittura curata.
  10. wyjkz31

    Presentazione

    Benvenuto e buona permanenza
  11. wyjkz31

    Ahi, se non ci fosse l'arte!

    Benvenuto e buona permanenza
  12. wyjkz31

    Il Paradiso lo preferisco per il clima, l’Inferno per la compagnia.

    Benvenuto e buona permanenza
  13. wyjkz31

    Esploratore

    Benvenuto e buona permanenza Ti ricordo che è vietato l’uso del maiuscolo
  14. wyjkz31

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Non capisco da dove tu abbia tratto la conclusione che secondo me chi non ha capitali non può costruire un’azienda. Ti consiglio di rileggere quello che ho scritto: Ma se tu avessi poniamo 20.000 euro da parte, entreresti in società con il geometra del mio esempio, lasciando a lui la gestione dell’azienda? Penso (spero per te) proprio di no! Se invece fosse il geometra ad avere 20.00 euro da parte forse potresti provare a chiedergli di entrare In società con te: il capitale si unisce alla competenza Senza capitale né competenza non si va da nessuna parte. Infatti entrare in competizione con le big solo sul prezzo è perdente in partenza. Se punti a proporre un libro di qualità superiore a un prezzo (presumo) superiore, stai aggredendo un altro segmento di mercato e il principio che ho esposto si applica solo nei confronti delle CE che hanno fatto la tua stessa scelta Ecco, qui sì che si può applicare il principio di conquistare pian piano i lettori con costanza e sacrificio, come si faceva una volta, perché una piccola CE non ha le potenzialità pubblicitarie di una big. Questo però ci riporta al quesito di questa discussione. Le piccole CE ignoranti, e a volte pure arroganti, esistono e scoraggiano i lettori danneggiando tutta la categoria.
  15. wyjkz31

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    I piccoli editori sono ignoranti (?) Provo a rispondere come lettrice. Sì, molti piccoli editori ignorano come fare una copertina accattivante, come presentare un libro ben impaginato, come scrivere una quarta di copertina che stimoli l’acquisto del libro. Molti piccoli editori pubblicano libri pieni di refusi, con errori sintattici imbarazzanti, con trame inconsistenti. Non sempre i libri delle grosse CE valgono il prezzo di copertina, ma la qualità del prodotto libro di norma è buona; purtroppo non posso dire altrettanto dei libri pubblicati da piccole CE. Dopo diverse delusioni, valuto molto attentamente prima di acquistare il libro di un esordiente edito da una piccola CE che non conosco perché, in qualità di consumatrice, cercherò sempre di acquistare il prodotto migliore al prezzo più basso Provo adesso a rispondere in base alle mie conoscenze in ambito economico (basiche) e alla mia esperienza del mondo imprenditoriale in generale (ampia). La regola aurea del mondo imprenditoriale è che gli imprenditori improvvisati non hanno futuro: non si apre un ristorante senza un buon cuoco, non si avvia un calzaturificio senza sapere come si confeziona una scarpa, non si costruisce un ponte senza un progetto. Continuo con l’esempio del ristorante perché trovo che scrittura ed editoria abbiano molti aspetti in comune con la ristorazione. Il nostro ipotetico imprenditore dovrà decidere quale tipo di ristorante vuole aprire. Elegante e raffinato? Casalingo? A tema? Self service? Fast food? Slow food? Periferia o centro città? Un locale grande o uno piccolo? Meglio aprire in zona turistica/commerciale o in zona uffici? Quanto e quale personale assumere (in un fast food non serve il sommelier ma in un ristorante raffinato forse si ). Quale arredamento scegliere (niente bicchieri di cristallo se apri un self service). Ma prima di tutto e soprattutto dovrà fare attentamente i conti per capire di quanto capitale ha bisogno per cominciare e se il ristorante potrà produrre reddito sufficiente per remunerare il capitale di rischio e l’imprenditore stesso Il nostro imprenditore dovrà perciò investire del capitale nella propria impresa (ebbene sì, sono pochissime le imprese che si possono avviare senza investimento di capitali): se non lo ha, dovrà trovarsi un socio che lo abbia e sia disposto a investirlo e, se ancora non basta, dovrà andare in banca a chiedere un prestito. Se il nostro imprenditore non sarà in grado di illustrare il proprio progetto di impresa con i dettagli che ho elencato qui sopra, molto difficilmente otterrà un finanziamento perché avrà dimostrato di non sapere cosa sta facendo, di non avere professionalità e quindi di non essere affidabile Dirò di più. Se il nostro aspirante imprenditore ha una laurea in filosofia, ha lavorato presso uno studio dentistico, non sa fare due uova sode, è vegano e vuole aprire un ristorante in cui si serve solo carne alla brace forse, malgrado metta tutto il suo impegno nell’impresa, avrà meno probabilità di riuscire di un cuoco che ha lavorato presso rinomati ristoranti ed ha costituito una società con il fratello commercialista e la sorella con laurea in marketing che lavora presso uno grosso studio pubblicitario. Va bene, ho scomodato monsieur La Palice.. ma una conoscenza di prima mano del mercato e del tipo di attività che si vuole avviare è essenziale per avere successo (sì, esistone le eccezioni ma sono, appunto, eccezioni). Insomma, se non mi posso permettere lo studio dell’esperto di marketing andrò a mangiare nei ristoranti di carne miei diretti concorrenti, se non sono vegana... Il bell’intervento di @swetty mi ha chiarito perché a volte sento la necessità di cambiare tipo carattere e interlinea negli e-book che acquisto ed è una prova di quanta “ignoranza” delle regole editoriali ci sia in giro Un geometra con la passione per la scrittura che non legge mai e lavora come impiegato per uno studio di progettazione può provare ad aprire una CE ma avrà davanti a sè una strada tutta in salita perché non sa, come non lo sapevo io fino a oggi, che ci deve essere una correlazione fra lunghezza della riga e interlinea nè conosce le altre norme tipografiche; inoltre non ha nessuna esperienza imprenditoriale e non è un lettore perciò non saprà mai valutare il libro che ha stampato. In breve, il nostro geometra non ha sufficiente professionalità per fondare una CE. E dubito gli sarà sufficiente un corso di qualche giorno per impadronirsi di tutte le nozioni necessarie. In alternativa potrà assumere persone che sanno come funziona una CE, ma non saprà valutare la loro professionalità con il rischio di pagare degli incompetenti. E veniamo al capitolo pagamenti. Se non ha o non vuole investire del denaro nella propria impresa dovrà cercare qualcuno che lo faccia ma chi di noi sarebbe disponibile a investire dei soldi con queste premesse? A mio avviso spesso le piccole CE hanno tanta buona volonà ma mancano di professionalità, ignorano cioè i fondamenti del loro lavoro. Per restare sul mercato è necessario proporre un prodotto almeno analogo come qualità e prezzo a quello dei principali competitor: chi non ne è in grado uscirà dal mercato. Sarò brutale: la coperta è corta ma la passione è tanta contano zero, se non sono soddisfatti i requisiti minimi per restare sul mercato. Due parole sulla promozione. Il marketing è determinante per le vendite ma se una big può permettersi di vendere un libro mediocre grazie alla pubblicità, sapendo che la gente continuerà ad acquistare i suoi libri perché si tratta di un brand affermato, altrettanto non potrà fare una piccola CE perché deve ancora costruire il proprio brand. L’invito a curare il prodotto libro sotto tutti gli aspetti non è quindi dettato solo da una visione poetica e fuori dalla realtà del mestiere di editore ma da precise regole di mercato. Anche l’invito a trovare nuove strade e a pubblicare cose che le big non pubblicano non è una fantasia che si scontra con la ricerca del pareggio di bilancio. Se fai come tutti gli altri, se va bene, avrai il risultato che hanno tutti gli altri (è una citazione di non ricordo chi, perdonatemi): l’editoria si barcamena alla meno peggio perciò chi voglia cercare di fare utile, acquisire quote di mercato e/o ampliare l’asfittico mercato dei lettori italiani dovrà inventarsi qualcosa di diverso. Forse una piccola CE non ha i mezzi per pubblicare il tipo di libro che ha descritto l’autore dell’articolo ma, questo è certo, se vuole emergere dalla marea di piccole CE che sopravvivono a stento nel panorama editoriale italiano dovrà cercare altre strade. E solo una piccola ne ha la convenienza economica perché non ha i mezzi per contrastare le big sul loro stesso piano. Non è utopia, è economia
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