Vai al contenuto

Ansuc

Utente
  • Numero contenuti

    46
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutrale

Su Ansuc

  • Rank
    Sognatore

Contatti & Social

  • Sito personale
    http://www.albireon.it

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Parma
  1. Ansuc

    Longanesi

    Io inviai a Longanesi il mio manoscritto cartaceo e ricevetti dopo circa un paio di mesi una lettera (si, una lettera cartacea inviata via posta prioritaria!) in cui mi si ringraziava per aver sottoposto l'opera, ma che non erano interessati alla sua pubblicazione. Le CE che nomini appartengono tutte al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. per questo hanno tutte lo stesso indirizzo!
  2. Ansuc

    Intermezzi Editore

    E' andata così anche a me Simon, e anche io ho tratto le tue stesse conclusioni. Come vedi non sei una mosca bianca!
  3. Ansuc

    Le scelte degli uomini

    Anche a me questo racconto ha divertito molto. Scrivi in modo decisamente scorrevole, fantasioso e abbastanza corretto. Si percepisce voglia di comunicare ed estro. E poi la trovata sul cesso di Lutero è decisamente divertente!
  4. Ansuc

    Calci Di Rigore

    Anche io, da appassionato di calcio, mi accodo purtroppo a chi trovo estremamente piatto questo tuo racconto. Non trovo nemmeno una briciola dell'enfasi e dell'emotività che dovrebbe trasparire dalla cronaca di un evento sportivo così importante. Inoltre credo sarebbe opportuna una maggior attenzione ai refusi, agli errori e, dispiace dirlo, all'uso della punteggiatura. Se poi ci fai caso, ripeti in due occasioni che "il rigorista calcia senza pensarci troppo" (Wiltord e Trezeguet)...Insomma, nove rigori non sono molti e ripetere un pensiero uguale per due di essi mi sembra non sforzarsi troppo di fantasia! E, tanto per chiudere in bellezza e simpatia, Barthez dovrebbe esclamare, per essere corretto, "Merde!". Scusami se ho commentato in modo troppo diretto, ma è il tipo di commenti che io apprezzo di più! A presto e grazie per aver condiviso il racconto con noi.
  5. Ansuc

    IERI

    Grazie, grazie a tutti di nuovo, per critiche e complimenti. Il confronto tra chi scrive e chi legge è crescita e maturazione. E d'altronde, da ormai quasi vent'anni non mi sottraggo alle critiche di chi ascolta i miei lavori musicali Dunque, carissimo John K. Lancaster, cosa risponderti oltre ad un umile "Grazie!"? Chi mi ha criticato e messo in evidenza errori e sensazione ha fatto più che bene ed onestamente non saprei dirti che cosa mi ha spinto a lasciare maiuscole Giugno e Primavera. So benissimo che non vanno maiuscole, ma forse non le ho corrette per lo stesso subconscio motivo che "non mi ha fatto vedere" quel "foglie" ripetuto tre volte in poche righe. Correggerò la ripetzione, ma lascerò le maiuscole. Certe fughe dalle regole possono originare effetti impensabili, come questa tua "abissale" sensazione che mi tengo cara. E per quanto riguarda la musicalità, io sono soprattutto un cantautore che solo recentemente ha sentito il bisogno di scrivere prosa. Alcune delle parole usate in "Ieri" fanno parte di brani che ho pubblicato e quindi sono felice che tu trovi il racconto musicale, anche se non è qualcosa che ho cercato di ottenere con la tecnica, ma credo sia semplicemente qualcosa di istintivo.Watanabe hai ragione, sono un maledetto barocco e sto cercando di limare questo mio vizio, cercando di puntare alla sostanza e meno alla forma. A volte mi riesce, a volte meno, al lettore il giudizio finale!Ed è vero, le metafore e le similitudini sono bestie molto pericolose. Ha colpito anche a me l'evocazione tattile che citi, ma tieni conto che l'unica cosa "vera", cioè realmente accaduta del racconto, sono le mie mani su quel bicchiere di aranciata, sensazioni che posso evocare ancora oggi dopo 14 anni semplicemente attraverso il tatto. Forse che questo ricordo sia così importante per me da essersi "incastrato" nel mio subsconscio? Cicciuzza, capisco benissimo e hai ragione. Ho pensato molto alla domanda che pongo all'inizio del racconto in queste due settiamne di mare. L'unica risposta che posso dare a te e a voi tutti è che è ovvio che una domanda così non si possa fare, se non in casi di estrema intimità. Quello che mi ha spinto ad utilizzarla è proprio il suo aspetto dirompente e "metafisico", quasi una domanda che tutti ci facciamo, che però esce dalla bocca della protagonista, che sa (e non sa) di essere così vicina alla fine. Se questa domanda "surreale" viene percepita come una mancanza di "buon gusto" per me non c'è obiezione, perchè tra i diritti del lettore c'è quello sacrosanto del gradire o no ciò che viene proposto, ma quella domanda, posta in quel modo, è necessario al fine che io volevo ottenere, dalla riflessione che volevo stimolare, ai sentimenti forti che desideravo evocare. Al di là del vago cenno autobiografico (la morte di un amico, ma in modi e tempi diversissimi da quelli raccontati), alla base della morte improvvisa dell'adolescente c'è un film recente che ho visto in volo in uno dei miei viaggi transoceanici, "La custode di mia sorella", con Cameron Diaz, in cui un ragazzo muore di Leucemia improvvisamente, ancora sufficientemente in forze per...fare l'amore. E con questo ringrazio ancora voi tutti!
  6. Ansuc

    Concorso letterario "I brevissimi" - Casa editrice Freaks

    Ciao ragazzi....E' uscita la raccolta e ci sono i 60 racconti e le 60 poesie selezionate e io penso proprio di comprarmela. Non so se così facendo faccio il gioco di chi utilizza questi concorsi per fare soldini, ma non credo regalino copie agli autori e ad averne una ci tengo molto. Se vorrete mi farà molto piacere sapere i titoli dei vostri racconti. Il mio è "I Sogni Di Osvaldo".
  7. Ansuc

    IERI

    Sono ancora via, leggerò i vostri preziosi commenti con calma una volta a casa e risponderò. Per ora grazie a tutti!
  8. Ansuc

    IERI

    Non so. Non mi "suona" ma non saprei dire perchè.
  9. Ansuc

    Aliberti

    Uff, continuo a sbagliare i generi sul forum! Scusa!
  10. Ansuc

    IERI

    Ciao Bradipo, sono conscio che l'incipit è scioccante per lo stesso motivo che sottolinei tu. L'ho voluto così perchè possa suonare quasi una domanda che si fa il protagonista, che si fa lei, che ci facciamo tutti, e anche che comunichi il livello di intimità raggiunto dai due ragazzi. Certo, questo può essere una soluzione narrativo che può piacere o no, e se tu la giudichi troppo forte o fuori luogo lo capisco benissimo, ma non è una cosa messa lì senza motivo. Per quanto riguarda la malattia ho sentito di casi simili a quello che riporto io, ma non ho certo basi scientifiche per dimostrarlo. Mi interessava creare un'atmosfera. Grazie!!!
  11. Ansuc

    Aliberti

    Via mail? Ah che raccomandata!!!
  12. Ansuc

    IERI

    Ma di questo non ti farò assolutamente una colpa :twisted: Piccolo OT
  13. Ansuc

    IERI

    Nayan, Grazie, onoratissimo dei tuoi commenti. Ho voluto postare un racconto proprio perchè, anche in un pezzo di poche righe, ci possono essere errori grossolani che sono lì, davanti agli occhi, ma che tu, autore, non riesci a vedere. Ad esempio le 3 (tre!) "foglie" in poche righe di cui mi sono accorto solo ora che me lo fai notare! Grazie ancora! Per quanto riguarda le immagini, credo che effettivamente una delle due si di troppo. In fondo, per quanto riguarda la trama, lo spunto parte purtroppo da un fatto vero (la scena del bar del paese in particolare), mentre per quanto riguarda la malattia, mi aveva colpito proprio come in alcune forme di leucemia, soprattutto negli adolescenti, la morte possa arrivare improvvisa anche senza necessariamente un crollo completo dello stato fisico di una persona. Se mi sbaglio e qualcuno con maggior competenza medica di me vorrà correggermi sarò ben lieti di ammettere l'errore. Però da un lato hai ragione, io però pensavo a qualcosa tipo "Un malato di cuore" di De Andrè, quindi forse non proprio un rapporto sessuale infuocato, ma qualcosa di tenero, dolce, adolescenziale, forse incompiuto. Grazie, grazie davvero....
  14. Ansuc

    IERI

    IERI “Hai paura di morire?”. Glielo chiedo piano, sottovoce, per non disturbare la musica del vento tra le foglie del bosco sopra la collina. Lei inclina il viso: si aspettava la domanda, ma non le viene alle labbra una risposta immediata. Forse non è ancora stata in grado di rispondere nemmeno a se stessa. Mentre le mie parole scivolano pigre tra i suoi pensieri, Clara raccoglie alcune foglie secche dell’inverno passato, le soppesa, ne osserva la delicata filigrana in controluce. Le racchiude tra le mani, come perle in una conchiglia. “No, non ho paura”. Il vento suona strane melodie tra le foglie verdi dei rami del bosco. “Quando tutto sarà finito, io sarò compiuta e la mia vita non avrà più spessore di queste foglie secche”. Ma mentre lo dice, gli occhi le si inumidiscono e la voce le si spezza in un singhiozzo. Io la abbraccio come se fosse la prima volta. Come se fosse l’ultima. Clara muore il giorno dopo. All’improvviso, nel pomeriggio di Giugno, mentre il sole scende dietro il Monte Veruno. Ci ritroviamo sbigottiti, senza parole, al bar del paese. Veronica chiede un caffè nero, qualcuno bestemmia con rabbia afona, Claudio finge di leggere il giornale. Non riusciamo nemmeno a guardarci in faccia. E nessuno ha il coraggio di andare a trovarla, nemmeno io, che ho vissuto con lei il primo e l’ultimo giorno della nostra vita di adulti. Eppure non piango, non ce la faccio. Il mio cuore si è chiuso in un sarcofago intangibile di cristallo, nel quale nulla, per ora, riesce a fare breccia. Arriverà il momento in cui sentirò sciogliersi quel nodo in gola, muto e ostinato, e la mia insensibilità crollerà con il fragore di una cascata di ghiaccio al sole di Primavera. Ma non so se avverrà stasera, domani o fra dieci anni. Sento lei, ancora tra le mie dita, il suo sapore fresco di pelle giovane e medicinali. Eppure lei non c’è più e nessuno della compagnia, sa, o sospetta, che io e Clara fossimo così vicini ieri. Ieri. Oggi è già distanza incolmabile, silenzio infinito, una stella inghiottita da un universo buio. Ieri era Clara, rosa dalla leucemia, debilitata dalla chemio, ma ancora insieme a noi sui sentieri meno impervi dei boschi. Insieme a me, nudo di desiderio e di verginale pudore, tra i noccioli dolci di Fontana Serena. Ieri era il suo corpo bianco e le sue labbra pallide, ma vive e brucianti. Oggi è il tremolio delle mie dita che stringono un bicchiere di aranciata. E lei non è altro ormai che una foglia secca portata via dal vento. Clara, che ho amato un solo giorno e che avrei amato per sempre, credo. Ma questo lei non potrà mai saperlo. Avrei potuto dirglielo. Ieri.
  15. Ansuc

    Via delle Croci

    Senza parole. Non riesco a commentare nè criticare ulteriormente. Il racconto è bellissimo e devastante. Sarà che sono straordinariamente sensibili ai molti temi espressi (i bimbi, il loro dipendere dalla follia degli adulti, le vite strozzate...), ma sono stato preso dalla narrazione fino a commuovermi e rimarco come già fatto da altri, la vostra bravura nel far sprofondare il lettore in un maelstrom (Poe docet) del quale si capisce già che i protagonisti conoscono bene il fondo. Gli accostamenti, le immagini, l'assoluta allucinazione di questa donna che sembra muoversi in un mondo di ombre e specchi deformanti, mi hanno completamente soggiogato e vedo di non essere il solo. Poi di certo, se mi citate De Andrè e Guccini siamo già su un'ottima strada, anzi, su un'ottima via...Delle croci!
×