Vai al contenuto

H-block

Utente
  • Numero contenuti

    55
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

2 Neutrale

Su H-block

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Napoli
  • Interessi
    Cinema, libri, musica, fumetti

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. H-block

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    Nessuno è pronto a "sostenere" questo nuovo autore ???
  2. H-block

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    Aspetto una tua opinione... Grazie anticipatamente
  3. H-block

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    E' una sorta di conto alla rovescia...è la cronaca dei trenta giorni che separano il protagonista Marco dal suo trentesimo compleanno. Un modo come un altro per parlare di: angoscia, paure, crisi d'identità....ma è anche un modo per paragonare tutti a tutto, un modo divertito per creare improbabili metafore con personaggi dei cartoons anni 80 e citare i tanti protagonisti del cinema di "genere" italiano degli anni 60/70. E' un libro molto veloce, diviso in piccoli capitoli, amo definirlo un libro da treno....spero che possa piacere a qualcuno di voi. Aspetto pareri.... P.s Il libro nasconde una sorpresa
  4. H-block

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    Cari amici del forum, volevo dirvi (solo se vi va di sostenermi) che è uscito il mio libro ( ovviamente senza contribuzione) per l' Arduino Sacco editore ( Storico regista di Moana Pozzi) La morte del disincanto: Drin, drin, drin, la mia sveglia fa così. Un rumore odioso, fastidioso ed efficace, il suo devastante effetto lo sortisce senza errori ogni mattina. Posso cominciare le mie giornate in preda all’odio con un suono che mi trapana il cervello? Purtroppo sì, ma non mi lamento. Trovo lo slancio nella forza del detestabile. Immagino gli stimoli reattivi come piccoli fili spinati, che ti salgono dritti al cervello dalle orecchie. L’odio ci rende come molle di una fionda, pronte a scattare. Metto un piede a terra, gelo. Apro un occhio alla volta, troppa luce. In cucina: apro il frigo, allungo una mano, prendo il latte e bevo. Oggi è un giorno senza sole, odio le giornate schiave delle penombre, mi fanno quasi paura e non so perché mi sembrano sempre troppo silenziose, i rumori senza sole sono meno forti. Questo è il link per acquistarlo on-line
  5. H-block

    57° CONTEST: TAROT

    ci sono
  6. H-block

    Giovane Holden

    Arrivata oggi la stessa lettera ( stesso testo)...ma a me chiedono 2000 "euri" e mi omaggiano di 30 ricche copie...
  7. H-block

    RACCONTI 56° CONTEST

    Non è la rai Gli anni passano in fretta, basta una decade e nessuno ti riconosce più, a dirla tutta neanche io mi riconosco più in questo specchio. Le nuove generazioni neanche ricordano cosa sia stato per gli adolescenti degli anni novanta “Non è la rai”. Le orde di ragazzini impazziti e sbavanti fuori ai cancelli, tutti pronti a rischiare di essere schiacciati per un autografo o per una sbirciata nelle nostre acerbe scollature, altri tempi, altra me. Ora seminuda in questo specchio, mi palpo il seno sinistro, sembra aver perso consistenza negli ultimi mesi, lo vedo come svuotato, sicuramente più cadente. L’angoscia mi assale, sono in paranoia, provo le nuove calze contenitive arrivate oggi in negozio, dovrebbero ridarmi la piattezza addominale di un tempo e il sostegno dove serve. Non mi piaccio più, eppure una volta mi adoravo ed andavo in visibilio per le folle deliranti, quante seghe catodiche, avranno avuto me come protagonista? Nuda, continuo a litigare con i collant, ad ogni movimento vedo penzolare in maniera evidente le mie tette, mi sembra di guardare un'altra. Ora che ci faccio caso anche i capezzoli, sembrano essere diventati più scuri. L’illusione di essere una star della Tv, l’ho covata per vent’anni, una partenza lampo, il successo, poi…la discesa verticale. Dopo “Non è la rai” c’è stata poca roba, e le piccole apparizioni mi sono costate pompini ed autostima. Quante bocche bavose a succhiare dalle mie mammelle, quante lingue hanno frugato dentro di me? Non lo ricordo più, hanno consumato la mia bellezza. Nonostante tutto, ho continuato a volermi bene, ho preferito odiare gli altri piuttosto che me, io ero solo schiava di un sogno, vittima di un’illusione. Quando ho capito che non avrei mai sfondato in tv ho cambiato rotta, giusto in tempo, poco dopo essere stata sfondata per l’ennesima volta, dall’ennesimo impresario. Gli uomini li odio, ho deciso di sfruttarli, di scucirgli cose più concrete di un passaggio televisivo. Ora ho un negozio d’intimo al centro di Roma, mi è costato diverse lacerazioni vaginali e qualche lavanda gastrica da ingoi indigesti. Tra una riflessione e l’altra sono riuscita a calzare i miei collant, sembrano funzionare, il mio umore sembra risalire. Mi guardo e penso: si sono ancora io, un gran bel zoccolone. Piaccio ai ragazzini, e adoro piacergli. E’ tempo di tornare in negozio, comincia l’orario caldo di metà mattinata. Ieri è stato il giorno della Befana, io sono uscita ed ho scopato con un amico di un amico. Mi ha promesso di portarmi in crociere sul Nilo a febbraio, speriamo. Sento il campanello, qualcuno è entrato in negozio. Una vecchietta vestita da befana sulla porta del mio negozio, che vuole? Mi avvicino con fare cortese, sarà una vecchietta squilibrata, sicuramente in ritardo di un giorno con quel suo vestito. Mi avvicino. Sento uno strappo ed un caldo al petto, c’è qualcosa che gocciola, un liquido caldo cola sul mio petto. Mi vedo distesa a terra in una pozza di sangue con la gola aperta, sono stata cattiva, ma non bastava il carbone?
  8. H-block

    56° CONTEST "THE DAY AFTER"

    Sono in tempo per prenotarmi ( ero a Milano per lavoro)
  9. H-block

    54° CONTEST: CHRISTMAS IS COMING

    Non dite "male parole"
  10. H-block

    Libri preferiti

    1 Gli scarafaggi non hanno re di Daniel Weiss Evan 2 L'amore dura tre anni di Frederic Beigbeder 3 Così parlò Bellavista di De Crescenzo
  11. H-block

    RACCONTI 53° CONTEST

    Suky Lamazza: storia triste italogiapponese Coniglietti rosa volano. Coniglietti rosa spalmati al suolo, discese verticali. Il materiale di cui sono fatti i sogni? Merda. Gli escrementi sono il nostro rovescio frullato, la merda è il prodotto della vita. Raffinato lo sono sempre stato, lo stile di un italiano e la follia di un “giappominkia” mi rendevano un virtuoso per le strade buie di Roma. Un nome un destino, il mio. Mi chiamo Suky e per campare devo “sukare” sangue, ne sono ghiotto, forse mi piace anche più del Mars e del Kinder Cereali. Non posso andare al mare, neanche con la protezione totale, mettiamola cosi, divento troppo rosso, prendo fuoco. Il mio regno sono i locali notturni, di giorno dormo. Da poco ho comprato la playstation, dormo molto meno e sopratutto non guardo più Roberta Missoni in tv. La mia vita eterna proseguiva tranquilla, anzi ero piuttosto felice, mi incazzavo solo quando perdevo più di cinquanta euro al videopoker. Grazie alla “notte bianca” di Roma ero riuscito a comprare una camicia bianca con i merletti alle due del mattino, la cercavo da secoli. Ora però, da tre mesi non mi riconosco più, neanche indossando la giacca dell’anno passato. Tempo fa ho conosciuto in un locale Andrea. Si è avvicinato con passo sicuro, abbiaqmo cominciato a parlare e mi ha detto che amava ascoltare Ron, mentre mi parlava si aggiustava di continuo i capelli. Ho subito pensato male. L’inganno è stato completo, mi ha detto di amare Go Nagai. Ho subito pensato che mi ero sbagliato, non poteva essere “ricchione”. Uno che ama tanto i robot degli anni settanta è un macho strafico. Non aveva neanche l’aspetto da “smascellato” cronico tipico dei suoi coetanei, sembrava pulito ed appetitoso. In poche parole: un giovane etero in forze. Siamo andati da me la notte stessa, gli avevo promesso un disco di Elio. Appena antrati dalla porta gli ho tirato prima un “cartone” fortissimo alla nuca e poi un gran calcio in culo. Dopo averlo stordito con le mie mosse da "street fighter" mi sono attaccato alla sua giugulare come un infante alla tetta materna. Succhiavo avidamente il suo sangue, sapeva di strano, poi non ricordo. Coniglietti rosa volano. Coniglietti rosa spalmati al suolo, discese verticali. Era MDMA il retrogusto che non mi spiegavo, il piccolo tossico mascherato mi aveva fregato. Mi sono risvegliato con un nuovo inquilino per la mia bara a doppia piazza firmata Renato Balestra. Ora, al mio risveglio. il nuovo Vampiro batteva cassa e spiegazioni. Ancora stordito e con la gola secca gli prestavo poca attenzione, lui era curioso ed eccitato, voleva sapere. Sembrava un bambino alla Auchan, voleva il carrello per scorazzare nelle notti piene di sorprese, io intanto pensavo alla “patana”. Ero troppo stanco e perso in pensieri dal retrogusto “schicchiano”, non ho sentito il rumore della chiusura delle sue manette rosa di peluche sui miei polsi. Vampiro non lo era mai stato prima, ma stronzo si. Il tossico mascherato era anche un “ricchione” di lungo corso. Volevo succhiargli il sangue, gli ho succhiato la "mazza". Ora la notte camminiamo per la mano a Via Monte Napoleone e ceniamo succhiando il sangue dal pene di motociclisti vestiti di pelle e con grossi baffi neri.
  12. H-block

    Murder on the disco floor - Racconto

    VINCITORE 51° CONTEST Mettere la gelatina nei capelli poco prima di uscire a fine novembre è una scelta coraggiosa. I vanitosi come me, sono impavidi eroi? Ogni eroe ha una missione ed io ho la mia. Il sabato devo espandere, fino ai confini dell’ universo conosciuto, il mio ego. Devo essere figlio della perfezione, l’ammirazione proiettata e riflessa negli sguardi affascinati che mi scrutano è l’essenza del mio essere “disco floor leader”. A mio modo, sono un paladino del buon gusto e dello stile, un esempio per le masse che mi tendono la mano in discoteca. Anche questa sera lavoro alla mia immagine, la doccia è stata fatta, il profumo e stato messo, la tosatura da barboncino al petto “tiene botta” da oltre una settimana, sono quasi pronto. I vestiti da indossare in questo mio ultimo sabato sera, li avevo decisi da una settimana, tutto deve essere giusto e perfetto. Il capo d’abbigliamento, che non vedo l’ora d’indossare, sono i calzini neri a scacchi rossi comprati in mattinata. Perso nei mie pensieri continuo a prepararmi distrattamente. Sono anni che non suono più, la musica ha smesso di interessarmi nel momento in cui ho cominciato ad essere completamente assorbito dalla cura del mio personaggio, dalla mia maschera di perfezione. Penso e ripenso. Una volta aveva un senso essere amato dal popolo della notte, ero un bravo dj, oggi cosa sono? Forse sono un semplice collezionista di presenze ad eventi mondani? Da qualche tempo ho preso coscienza di essere semplicemente un furbetto, un personaggio pigro, afflitto da una mastodontica passione per la caccia alla donna. La preparazione a questa mia ultima serata in disco è stata maniacale. Sono sveglio dalle sei in punto di questa mattina ed avevo un solo intento: trovare il capo mancante alla mia “mise” perfetta. Il capo in questione erano dei calzini visti in tv qualche settimana prima ad i piedi dello “stylosissimo” cantante dei Franz Ferdinand. Quelle calze dallo stile vintage erano la chiave per il mix che mi ero prefissato. La fantastica scacchiera di filo di scozia era stata stanata dopo maniacali ricerche in una boutique del centro, la cifra del compiaciuto investimento è stata di quattordici euro e novanta. L’ acquisto aveva provocato in me una lieve sensazione di gioia, una sensazione perduta da quasi sei mesi. Gli ultimi ritocchi al mio unto ciuffo e sono quasi pronto per la serata. Lo sguardo severo scruta lo specchio ancora leggermente appannato dai vapori della doccia, guardo con attenzione i dettagli e riconosco sul mio volto un chiaro segno di turbamento interiore, le labbra secche. Il pensiero scorre a ritroso nel tempo, le immagini nella mia mente tornano a questa mattina. In centro ho incrociato un amico delle elementari, Bruno Guida. Per qualche minuto ci siamo guardati e poi lui a pieni polmoni ha esclamato: “Marco!?” Prima di rispondere al suo saluto, ho pensato che era da una vita che non mi sentivo chiamare con il mio nome di battesimo. Sono secoli che per tutti mi chiamo “Mega”. Lo pseudonimo, alquanto discutibile, me lo ero scelto da solo alle medie, quanto cominciai a smanettare con i primi synth analogici, erano i tempi in cui volevo essere un Kraftwark. Lo specchio non mente, i pensieri hanno nuovamente mutato la mia preoccupata espressione, dopo questa mia ultima serata da “fenomeno”, tornerò ad essere Marco per tutti. Mocassini neri, calzini in tinta a scacchi rossi, jeans neri a vita bassa e camicia bianca con cravatta nera. Ora sono realmente pronto. Apro la porta, scendo le scale, senza motivo sono investito da una tristezza infinita. Trattengo a fatica le lacrime, è l’ultima volta che celebro questo sacro rito del sabato sera, ho promesso. Giorgia non sa di questa sera ed io non sapevo nulla di lei fino a sei mesi fa. Giorgia è a casa della madre, oggi ha vomitato tre volte. Sono in garage, tiro fuori la mia auto da divo, metto in moto il motore e con lui ripartono i miei pensieri. Io amo Giorgia? Non lo so. Mi chiamo Marco, ho trentacinque anni e tra qualche mese sarò padre. Non sono sicuro che possa piacermi realmente il mio futuro prossimo, mi tremano le gambe. Scuoto la testa in maniera fortissima, spero di scacciare via i mie cattivi pensieri, dopo questa sera è tempo di cambiare. Proverò a dare un senso alle mie settimane, giuro. Faro tutto quello che si deve fare, ma dopo questa sera, ora no. In questa fredda notte devo autocelebrare il funerale di Mega, lo ammazzerò in pista, come merita. Mi chiamo Marco, ho trentacinque anni, domani taglio i capelli e vendo la macchina.
  13. H-block

    53° CONTEST: VAMPIRI YAOI

    Io ci sono...le vostre scadenze mi aiutano a scrivere ( mio grande limite...la noia)
×