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nerinacodamozza

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  1. nerinacodamozza

    Il falco non è un pezzo degli scacchi - Prologo

    Io sono come gli uomini cliché, se dico che una cosa la faccio, la faccio. Solo che non specifico in quale anno. Ho letto il prologo che è roba nuova per me, mi sa che Kira non l'ho mai vista alzarsi dal letto dell'ospedale... Hai già qualche miliardo di commenti quindi evito di fartene, dico solo che in generale c'è la cadenza di una buona storia, di una grande storia. Forse il prologo "prologa" un po' troppo, ovvero qualcuno degli indizi che lanci lo toglierei, ad esempio il rapporto fra Khady e l'imperatore, preferisco scoprirlo quando li vedrò interagire, sarà un momento che non mi aspetto. Anche perché la storia raccontata dalle foto un po' è abusata, fa un po' descrizione allo specchio. Forse qualche pensiero più dedicato a quello che sta vivendo e meno al viale dei ricordi potrebbe funzionare. Chissà. Sono spunti e impressioni solo. Vado a leggere il primo capitolo. Ah, "Siri" che non capisce è quasi divertente, ma effettivamente sicuro capiterebbe così. Solo che ti devi sbrigare se no la tecnologia diventa obsoleta XD
  2. nerinacodamozza

    Ferrante E. - L'amica geniale

    un'allontanamento? D: D: D: Nerina del passato, repent! Brutti refusi a parte, i libri alla fine erano quattro, e prima o poi me li rileggo, ora che ho più strumenti per capire la scrittura della Ferrante.
  3. nerinacodamozza

    Il falco non è un pezzo degli scacchi - Prologo

    Sono superingolfata di lavoro in queste settimane ma appena mi libero un po' torno e me lo (ri)leggo dall'inizio. Non vedo l'ora, sul serio.
  4. nerinacodamozza

    Prima persona: supercazzolara o vetrina?

    No, non ho detto che l'autore deve metterci la sua voce. Ma il personaggio in prima non può scrivere in modo più staccato come in terza (poi dipende ci sono terze che sono molto focalizzate quasi quanto una prima). Né come diceva l'inizio della discussione essere una serie di riflessioni introspettive. Il personaggio, certo, deve esprimere la sua voce che è data dalla sua visione del mondo, del suo mondo. Questa è la voce. Se poi coincida o meno con la visione dell'autore non mi interessa nemmeno, da lettrice.
  5. nerinacodamozza

    Prima persona: supercazzolara o vetrina?

    La prima persone deve essere espressione di una voce forte.
  6. nerinacodamozza

    Scrivere di se stessi

    Accolgo l'invito di @Cicciuzza anche se già mi ero intrufolata qua senza invito. Un tempo passavo molto tempo su questo forum, e proprio in questi giorni ho pensato al periodo in cui scrivevo. Poi ho capito che ero più brava con le storie degli altri rispetto alle mie, principalmente per un motivo. Io avevo un'incontenibile tendenza a scrivere di me. Per quanto pensassi a personaggi con le loro motivazioni, i loro conflitti, background e caratteri autonomi, tendevo a "scrivermi". Non so se avete mai visto Essere John Malkovich. Per me scrivere era un po' come vivere la scena al ristorante. Che fa ridere con angoscia. Come vivete questo aspetto? Vi sopportate? Vi scordate chi siete?
  7. nerinacodamozza

    Un editor deve conoscere bene l'Italiano?

    Certo che un autore che non si rende conto di svarioni grammaticali... torniamo alla discussione della scorsa volta, quella sui presunti "puristi". Perché più che metter mano nel motore, siamo al livello di leggere e riconoscere i cartelli stradali. Su tutto il resto, valutare il lavoro di un editor, non conoscendo il manoscritto di partenza, e non conoscendo l'autore, non è facile. Lavorando con i privati in particolare, perché in una casa editrice il testo viene comunque scelto per le sue caratteristiche o almeno potenzialità. Da editor freelance ci si ritrova a volte in dubbio se accettare qualche manoscritto o meno. A volte si deve dire subito di no, perché la scrittura è così acerba che non si potrebbe aiutare, visto che un editor non riscrive. A vote si accetta ma l'autore non riesce davvero a migliorare. Si tampona, si rende il testo più scorrevole, si tolgono di sicuro erroracci vari (ok i refusi e le sviste capitano a tutti), ma se un autore a cui viene consigliato di riscrivere un capitolo, di aggiungere una parte, di approfondire un personaggio non è pronto a migliorare - e purtroppo non è così raro - il manoscritto finale sarà lontano dall'essere un buon lavoro. Ci sono autori che non accettano le indicazioni, perché a loro (e ai loro amici) piace così. Ho visto gente difendere i propri infodump nei modi più curiosi, ho percepito gli insulti rivolti alla mia capacità di comprensione anche attraverso lo schermo del computer e parole educate. Io mi chiedo sempre perché pagare un editor in questo caso, ma non è che posso prendere un treno, piombargli in casa e obbligarli ad ascoltare i miei consigli con la forza se la persuasione della logica e della tecnica non ha funzionato. Pur essendo quasi certa di quel che dico. Ci sono questioni soggettive, ma ce ne sono anche di obiettive, soprattutto a questi livelli. E poi magari proporranno il manoscritto a un editore che dirà: ohibò ma l'editor a cui ti sei rivolto dove l'hai trovato? Sa che cos'è un infodump? Ci sono anche gli autori, e va detto, che anche se si impegnano oltre un certo livello non vanno, quindi presenteranno testi puliti, anche con la loro struttura ben organizzata, ma magari pieni di cliché o con poca tensione. Perché un editor dà consigli, fa esempi, propone soluzioni, ma ripeto: non può riscrivere. E anche il suggerire ha un limite. Ci sono infine anche autori con cui si può fare un buon lavoro, ma di solito si vede già dal manoscritto di partenza. Poi le posizioni non sono immutabili, si migliora sempre se ci si mette in gioco davvero. Questo a difesa degli editor. Di contro però è vero che si assiste a un prolificare di freelance nel campo, e qualcuno si improvvisa e sovrastima le proprie capacità, ma come in tutti i lavori. Io ho dovuto cambiare il commercialista, per dire. E non è che gli editori siano tutti Giulio Einaudi... Però molti ormai si professano editor, io non metto becco nei percorsi altrui, ho il mio a cui pensare mi sono formata con professionisti validi, e continuerò la mia formazione. Ho fatto anche gavetta e sono giunta alla conclusione che il mio carattere non si sposi per niente con la parte promozionale del lavoro. Infatti ultimamente lavoro di più con gli editori, che con i privati. E va bene anche così, ma, ecco, fatemelo dire a nome degli editor più socialmente incapaci. O che non brillano per capacità di marketing. Non è detto che i più acclamati siano per forza i più bravi XD Chiedete sempre una prova, come già è stato consigliato, magari investite in una valutazione, sia per valutare a vostra volta l'editor, sia per confrontare quel che dice con altri pareri che avete. Studiate anche voi. La materia è la stessa, per editor e per autori.
  8. nerinacodamozza

    Purismo letterario...si o no?

    Di chi parliamo però? Da lettrice no, non do alcuna possibilità a uno scrittore sgrammaticato. Da frequentatrice di un forum di scrittura posso invece dare il mio contributo per aiutarlo a crescere. Nulla è statico, se uno si impegna può migliorare di sicuro. Ma finché non migliorerà non potrà pretendere che un lettore provi davvero piacere a leggere le sue opere.
  9. nerinacodamozza

    Purismo letterario...si o no?

    Ovviamente dipende dal testo.
  10. nerinacodamozza

    Purismo letterario...si o no?

    Neanche la maggior parte di chi conosce la grammatica arriverà mai a formularli, figurati. Non la prenderei così male. Ma se proprio dovessi scommettere, ecco, scommetterei su qualcuno che magari ha imparato a usare correttamente la sua lingua madre.
  11. nerinacodamozza

    Purismo letterario...si o no?

    Ma esattamente il problema nello scrivere in modo corretto qual è? Si tratta della base, perché devo scegliere fra forma e contenuto, quando una è il mezzo per far passare il secondo? Io sul serio questa cosa non la riesco a capire. Che problema c'è a usare i tempi verbali corretti, o una punteggiatura che abbia un senso? Se una persona nata e cresciuta in Italia, di lingua madre italiana, non ha ancora recepito le regole grammaticali (alla portata dei ragazzini) immagino che pensieri profondi, che contenuti illuminanti possa apportare alla letteratura...
  12. nerinacodamozza

    Unpopular opinion

    Non sopporto i funko pop.
  13. nerinacodamozza

    Il profumo di cedro

    Ammetto di aver letto prima la discussione sul "purismo letterario" e incuriosita sono venuta a leggere il racconto. E a riprova che l'aspetto linguistico è intrinsecamente legato al contenuto, in questo racconto sono acerbi entrambi. Ti hanno già segnalato molti elementi da correggere o migliorare. In particolare, mettendo in secondo piano la forma, concordo con chi mi ha preceduto: manca un vero contrasto, manca il cosiddetto conflitto. Da cui deriva la mancanza di tensione durante la lettura. I concetti sono pochi e ripetuti (già solo all'inizio dici più volte che ama cucinare), didascalici (sta crescendo, vuole trovare la sua identità, cucinare è l'unico modo con cui dimentica le sue difficoltà e le supera. La disabilità, la passione, l'impegno, sono temi nobilissimi, ma tu spieghi tutto senza costruire un intreccio da cui il lettore possa da solo capire la psicologia dei personaggi. Il narratore onnisciente spiega linearmente cosa succede al personaggio di turno, senza calarsi nei diversi punti di vista in modo consapevole. Si avverte la volontà di dare un messaggio (tanto che viene detto anche questo nel finale), ma non basta. Racconti così didascalici non si usano neanche più nella letteratura per l'infanzia, se non per bambini molto piccoli, ma un lettore adulto ha bisogno di un passaggio in più. Prova a raccontare di nuovo questa storia pensandola a "scene" meno ovvie. Aggiungici un contrasto, a più livelli, e attenzione a non essere troppo banale. Ovviamente un ragazzino che entra nell'adolescenza avrà una serie di "problemi" comuni a tutti gli adolescenti, ma devi dare la tua impronta, trovando una voce per questo racconto, trovando particolari che lo rendano un ragazzino unico, non un generico preadolescente sulla sedia a rotelle. Scrivere non è mai facile come sembra. Spero di non averti irritato, ho commentato perché ormai avevo letto e se accetti le critiche non potrai che migliorare.
  14. nerinacodamozza

    Simbolo di morte

    Teschio anch'io, o l''omino sdraiato e un elettrocardiogramma con qualche picco iniziale e poi la linea piatta. Anche se non so quanto sia universale nel tuo universo.
  15. nerinacodamozza

    Mondo, sola andata

    Alla fine, troppo tardi, l'ho letto. Stasera, in un fiato, ritrovando la voce di Nanni, la voce curiosa, intelligente, colta, a volte irriverente, a volte divertente, chiara, suggestiva, capace di mistero, di ironia, sempre molto interessante. Grazie per queste ore e per quello che mi resterà dentro, ovunque tu sia. E a chi passa, leggetelo, è un'ottima lettura. Fra i miei preferiti, il primo racconto, non c'è consolazione, ma c'è bellezza, almeno.
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