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albiscal

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    Là dove nessu uomo è mai arrivato...
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    studiare piani per fuggire agli zombie

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  1. albiscal

    Ilmiolibro

    Oggi da Feltrinelli di Varese ho trovato il depliant di ilmiolibro.it che illustrava come l'iniziativa "stampa e vendi il tuo libro" fosse in collaborazione simbiotica con Feltrinelli, tant'è che anche sul sito della Casa Editrice appare il volantino. Ciao! A.
  2. albiscal

    Qundo chiudono gli uffici

    Quando chiudono gli uffici e le squillo tirano su corpetti e autoreggenti. Quando i ragazzi delle città avanti corrono dall'aperitivo in lacrime e il vecchio contadino in trattore intasa il traffico della circonvallazione. Quando arriva il tramonto il problema è il tragitto da casa al bar. Prospettiva di una ballata rallentata da un ritmo narrativo molto intenso. con alcuni versi contenenti 23-25 sillabe, inclusi dittonghi e iato, che recidono la sensazione della ballata, trasmettendo all'improvviso la narrazione vocale, quasi stessi leggendo un romanzo. una stanza in cui entri obbligatoriamente, "Quando arriva il tramonto il problema è il tragitto da casa al bar." rende l'opera simile a una canzone, ma qualcosa non quadra da subito, ti accorgi di essere in un Poema. Scelgo con cura la strada meno affollata ma una vecchia mi ferma. Mi dice per favore aiutami con le buste. Mi dice del suo amore per dio onnipotente. in alcune stanze invece traspare ancora il riflesso della ballata, ma è un inganno, perchè l'intreccio è sempre più simile al racconto poetico, il poema. Scelgocon curala stradame noaf foll|ata mauna vec|chia miferma midiceper favoreaiu|tamicon lebuste midicedel suoam|ore perdioonni potente il senso e il rtimo si strutturano attorno alla narrazione, una scena ordinaria (mica tanto, trovamela una vecchietta che si fida del prossimo, specie dopo i reportage di mi manda raitre ^^) viene quindi descritta secondo un'archittettura piuttosto normale per un poemetto, versi di 10-14 sillabe, con rare cesure in mezzo,quasi si volesse cantilenare la figura della vecchia, dell'autore del traffico quotidiano, una sorta di blues. Signora il mio amore è un maremmano desideroso di abbandono. Il mio amore corre nei deserti per bere libertà. quando la scena ridiventa introspettiva, il ritmo e la tensione mutano aspetto. Sembra che l'autore si rivolga a un'icona da edicola, come le madonne pensili di Roma, scrivendo un solitario "signora" sembra che l'autore risponda all'esteriorità dell'idolatria, con il suo dio interiore. Il Maremmano in cerca di abbandono, segna un crescendo di contrapposizione fra il dio delle edicole e il dio dentro l'autore. Il maremmano è un cane da pastore, un pastore che non vorrebbe più pecore? spero naiv mi possa dare la risposta ^^. é anche un cane bianco, il bianco della purezza il non colore, forse il Poeta non vuol più smaniare nell'eterno stadio che è diventata la società? il deserto è uno dei luoghi dell'anima, assieme ai Poli, e alle lande della steppa. Nel deserto la razza umana ha sospirato il primo suono " HAH" che divenne poi al, el, eloha, elohim, yehowa, allah, dio. Vuoi tornare laggiù per capire il motivo delle edicole, quando tu hai Al dentro di te? tu potresti essere Al, nel deserto? Quando arriva il tramonto il problema sono gli idioti che scendono per strada senza nulla che occupandoli li ammutolisca. il sonno della ragione genera mostri. Non degni troppo spazio per gli idioti, li rinchiudi in un unico verso: "sono gli idioti che scendono per strada" ma cos'è l'idiota? L'idiotismo una volta era considerato un lato dell'autismo, e quest'ultima patologia si considerava riportasse l'uomo a livello di animale, con movenze meccaniche, le stereotipie. Forse vedi quelle persone in uno stato di cattività mentale, preda delle loro stereotipie? Accendo una sigaretta ma un amico di mio padre in giacca e cravatta mi ferma. Mi dice ascolta me smetti di fumare. Mi dice che suo figlio di cui dovrei ricordarmi si è laureato. Ha fatto a sua volta un figlio. Ha iniziato a lavorare e smesso di fumare. torna il ritmo, l'amico infatti è l'ordinaria comparsa del senso di colpa, del esercito della salvezza che tende a normalizzarti sulla sua stessa bassa frequenza. Io penso solo non adesso. di nuovo tu e il tuo sistema che irrompono nel ritmo, distogliendoci dalla scena. "Io penso" è un altro acme della Poesia, tutto il lavoro di prima raggiunge la vetta in quel "io Penso" Semmai quando il mondo smetterà di avere fretta e buonsenso e per strada i topi inseguiranno i gatti. Quando i miei occhi saranno mani e le mie mani occhi e i miei occhi toccheranno lo scafo dell'amore andato via per sempre libero dalle parole. Quando i ragazzi saranno felici. Quando Google Earth scoverà il paradiso terrestre e l'eternità dell'oggi verrà a salvarci dall'idea del domani. Allora e solo allora. in parole povere, non sarai mai un soldato dell'esercito della salvezza. In questi versi emerge la ballata, il racconto, la tua sintesi. Ma troppi pensieri. Troppa strada. Bisognerebbe sempre tenere una bottiglia di Borghetti sotto il letto. forse in questi tre versi sopra evidenziati la scelta lessicale è un po' troppo leggera, ma i gusti sono gusti. si rientra nella stanza nell'illusione che sia un ritornello: Quando chiudono gli uffici il problema è il tragitto da casa al bar. ma non sarà sempre uguale quel segmento di via casa-bar. Ci saranno sempre due dimensioni, il mondo dell'onnipotente e quello del dio interiore del Poeta. Un lavoro interessante per i suoi risvolti strutturali e psicologici, grazie! A.
  3. albiscal

    Trauma: Candy Candy finisce con Albert

    Bun Bun... e la bianca mamma... era uno dei cartoon più strappa lacrime... con il tetro signore che lo voleva come cane da combattimento...
  4. albiscal

    Trauma: Candy Candy finisce con Albert

    suona la tua arpa e poi, ballare fai, la scimmietta e il cane, dolce Remì! lui mi ha fatto leggere per la prima volta la Poesia. anzi adesso lo uso come avatar, va.!
  5. albiscal

    Trauma: Candy Candy finisce con Albert

    forse ho capito, posso dirlo qui? altrimenti se non è quello che penso, devo averlo subito. 永井豪 Nagai Kiyoshi Go Nagai! uddio...scusatemi!! se non erro anche George aveva una puntata censurata, quando uno dei tre fratelli per scaldarla si è infilato nudo nel suo stesso letto.
  6. albiscal

    Trauma: Candy Candy finisce con Albert

    Vedo solo adesso questa discussione. Candy mi stava sullo stomaco (ero pazza per Actarus e Alcor, mi hanno spinta a fare cose inenarrabbbbili all'asilo) cioè dico, vuoi mettere il Duke Fleed ma Albert mi piaceva, mi ha fatto riconsiderare CandyCandy.
  7. albiscal

    zombie

    bene bene,
  8. albiscal

    zombie

    ewan, hai ragione, la differnza è la coscienza acquisita del cyborg. Ma a parte questo, volevo solo dire che sono mezzi per descrivere da un lato la mancanza di anima, ispirazione, coscienza, appunto, il nulla che divora la vita interiore, lo zombie interiore. Dall'altro il percorso inverso. Evvabbe' su, apprezza almeno la mia dedizione al fantasy!! attendo con ansia e fremente attesa il tuo parto letterario!!
  9. albiscal

    zombie

    L'Horror è nato come critica alla società plastificata. Lo splatter degli anni '80, identificava la volontà di dilaniare il corpo sociale adepto di quella nuova setta emergente che sarebbe stata l'economia globalizzata. Divorando il corpo umano, la nuova idea di finanza violenta la natura dell'uomo, e lo farà davvero, se si pensa alle varie crisi economiche odierne. Nei film horror-zombici si frantuma il nucleo della politica economico-sociale-bancaria, infatti gli zombie vengono uccisi con dei colpi alla testa ( sono fortunata, in caso di calamità zombesca, se non vengo divorata prima, ho un lungo addestramento di tiro al poligono e dinamico). Colpendo la testa marcia del morto vivente, si annienta il nucleo della rete, il ragno. Credo che questa figura letteraria abbia tutte le caratteristiche per entrare nel Pantheon delle creature fanatasy. Penso, inoltre, che lo Zombie possa assimilarsi ai Cyborg di Blade Runner, anche se con stili narrativi molto diversi, rispecchiano entrambe le creature un lato dell'esisestenzialismo umano. Attendo con ansia un lavoro, magari di un esordiente italico, che metta in mostra i mostri morti viventi
  10. albiscal

    zombie

    Grazie ewan, non sapevo dell'esistenza di questo manuale. Però i miei interrogativi aumentano, come ice, sono attratta da queste creature, coem del resto lo sono da tutte quelle inventate dalla SF e dal Fantasy. Ma gli Z. sono strani, per esempio, se fossero animati da un virus, questo spiegherebbe il motivo della loro perenne "fame", cioè contagiare il più possibile, reperendo ospiti per l'incubazione di nuovi vibrioni. un virus tende a far diventare l'ospite una replica del suo dna ( parole di R.Preston in Area di Contagio, ed. nel 1995), perciò forse potrebbe essere questa la motivazione biologica per la caccia zombiana. Oppure, leggendo un po' su internet e su wikipedia, questo genere di nutrimento si collega a una visione esoterica della magia nera, cioè l'eucarestia pagana, il nutrirsi della carne umana, in sfregio all'eucarestia cristiana, che prevede la carne cristica "offerta in sacrificio per la salvezza del mondo". Mi piace quando s'inventano creature, mi sembra di stare allo specchio e vedere l'immagine di ognuna di queste, ognuna col suo carico di simboli e memorie. é vero nericodamozza, ma ricordo un altro film a tema, del quale però mi sfugge il nome, in cui gli Zombie venivano studiati per essere addestrati e sottomessi ( erano zombie di militari se non erro) e qualcuno sembrava rispondere a certi stimoli, ma non puoi sottomettere la morte, sicchè, nella trama, andò tutto a carte e quarantotto...
  11. albiscal

    Senza voce

    E rimanere chiusi a metà stretti stretti per non scapparsi più interessante struttura ritmica, nata, credo, a livello naturale, endogeno. è un verso che collassa nella sua parte centrale, descrivendo sia visivamente che ritmicamente l'angoscia interiore che dilania il Poeta. Mi prendo la licenza di eliminere uno "stretti" perchè il ritmo si libri nella sua potenza: erimane-rech|iu|si ametà stretti pernonscap-parsip|iù| il "si" di chiuSI, viene riproposto nella parola con "scapparSI più" chiudendo e aprendo allo stesso tempo un cerchio di suoni che sembra portare in superifice il collasso interiore che ho descritto prima. E rimanere pietrificati nell'istante esatto in cui ti accorgi che non puoi capire qui il ritmo è sincopato, rimA-nEre-pIEtri-ficAti nEllis-tAn-tEsAt-tO incUI-tiAc-cOrgi chEnon-pUOI-cA-pIre le sincopi nascono dall'appoggiare la voce su dittonghi apparenti formati da vocali brevi come in "in cui" oppure trittonghi con una sola vocale forte "puOi", e nelle vocali deboli su cui grava l'accento vero e proprio. Abbiamo una sequenza di accentuazioni su vocali brevi e cadenze di voce su vocali forti e aspre, è questo che si rende ostile alla melodia, ma al contempo crea l'attesa e il ritmo di quanto accade nella tua Visione. Parole che scendono come pioggia, grandine, facendo male, talora, dalle quali è impossibile ripararsi. Ti bagni, è inevitabile, perchè non hai protezioni dentro di te. Grazie, davvero interessante! A.
  12. albiscal

    zombie

    L'argomento è tornato di moda con l'ultimo lavoro sulla Fox: the walking dead. Ci sono sempre stati degli interrogativi riguardo ai morti viventi, che mi faccio sin da piccola. Per esempio, nella fiction della fox gli zombie mangiano carne viva in generale, non sono attratti solo da quella umana. Mentre per gli Z. di Romero era il cannibalismo dei vivi la loro unica fonte di cibo. Per wd (oddio, no sembra WD, facciamo TWD) alcuni morti possono anche correre e salire le scale a piolo, per Romero erano una specie di mummie integhite. A prescindere dalla vera natura degli Zombie (vudù) mi chiedo come vengono viste queste creature nella sf e nella letteratura?
  13. albiscal

    Il giorno in cui son nato

    Il tema è serio e pesante, la morte del povero Albert, scimpanzè lanciato nel 1948 e morto prima ancora di arrivare alla zona della stratosfera ( o erano a quelle altre due sventurate che ti riferivi?) Il sacrificio inutile di un animale senza alcun pro per l'umanità. Tu ne fai una filastrocca. Scelta d'autore. Non alleggerisci però il carico del messaggio, perchè proponi un punto di vista interessante: lo scambio fra l'uomo e l'universo, quasi a simboleggiare un antico rito propiziatorio con un sacrificio umano, per addolcire la divinità. Il giorno in cui son nato I russi hanno mandato Una scimmia poverina nello spazio Diciamo che fu fatto E se ne prenda atto Uno scambio tra la terra e il cosmo vasto segui una struttura metrica interessante. In realtà filastrocca non è un termine esatto. Ma la scelta di usare questo nome deriva da un paio di osservazioni. Una, l'utilizzo di vocaboli d'estrazione volgare, per esempio aggettivi al diminutivo e piuttosto popolari, come "grosso". Quella viaggiava in su Menttre venivo giù Perduta lei ed io al mio primo pasto Ci ho messo cinquant’anni per capirlo Ma adesso posso dirlo Senza pagare dazio: Fu proprio un grosso affare, per lo spazio. certe volte però la rima scelta sembra non adeguarsi al verso stabilito. Il 4o e 7o verso sembrano non conciliarsi con il sistema di rime baciate a cui li hai sottoposti, alla fine della lettura risulta, a mio avviso, un'afonia di fondo, che scolorisce il ritmo quasi canzonatorio del tuo lavoro. ciao e grazie! A.
  14. albiscal

    Un'altra stagione

    Il testo si presenta, anche a livello visivo, come una canzone moderna. Il tema sembra leggero, ma ricalca atomosfere "battiatane" . Il viaggio per esempio inizia in assenza di coordinate, non sai dove vai, nè quando partirai, però sai chi sei e cosa stai facendo. Avevi voglia di un sapore raro. Non sai quando, né dove sei diretta. Nella borsa hai infilato lo stretto necessario: un paio di occasioni buone, qualche "no" e poche offerte da accettare. il ritmo è piuttosto armonico, ma inciampa fra il 4o e 5o verso, per un motivo futile, la linea dei dittonghi e trittonghi seguita nel 4o sbilancia il successivo, che invece contiene una folta sequenza di gruppi consonantici : u n p aio d i o c ca s io n i b uo n e q ua l ch e n o e p o ch e o ff e rt e d a cc e tt a r e Ci hai messo dentro persino un'emozione, quella che ti dona un tempo giusto per sognare. anche se due avverbi tolgono fascino alla sintesi poetica, il tuo stile canzone rende fruibile il gruppo "dentro-persino" per il fine di di mettere spessore al motivo. Fine che si percepisce in pieno nel verso successivo. La scelta lessicale è tua, per quel che penso, forse, i versi appena descritti peccano di sintesi, ma avendo, questa poesia l'andamento di una canzone, è normale che si cerchino contesti ordinari, per una narrazione più efficace. Avevi voglia di un nuovo vento: che i capelli tagliati si arrendessero, che il tuo cuore ritmasse il cambiamento, che le timide braccia si schiudessero. C'è la stanza simile al motivo iniziale, con un lessico simile a un ritornello. qui la scelta lessicale si eleva su alture più metafisiche e poetiche, rispetto alla prima fase del componimento, dove poredonimavano i tuoi istinti poetici, era perciò una fase introspettiva, decisionale. Ora compare un Tu, Altro diverso da te, il nuovo che vorresti incontrare. Come Siddharta quando esce dal suo palazzo e incontra il vecchio mendico, la donna che canta: "gli altri", che simboleggiano la caducità della vita materiale, la diversità dei suoni e delle lingue. Inizi a concepire le coordinate che non avevi espresso: dove e quando andare. Il dove: verso l' Altro. il quando: in altre stagioni, come esprimi nel verso che segue, cambiando addirittura voce narrante. Battiato canterebbe: " è tempo di lasciare questo ciclo di vite (...)" Avevi voglia di un'altra stagione e così sei partita, verso lunghi inverni. Chissà che non sia ancora un'illusione: un altro viaggio solo andata, ma con troppi ritorni. il quarto verso di questi sopra riportati, mi pare incespicare sul ritmo, per via di dittonghi e gruppi consonantici non troppo aderenti musicalmente, ma non m'intendo di composizione, le poche cose che ho fatto col mio piccolo e coraggioso flauto sono un arrancare osceno su nuovi terreni ^^. Quindi in musica questi gruppi potrebbero divenire altro? Non so, la Poesia è la musica dell'anima. Ma non so se riflette anche i ritmi della musica strumentale. E di notte, da te, passa sempre una canzone a ricordarti chi non eri e chi sarai. Tra lamiere di dettagli e di contorni, ti sei tanto odiata, ma un giorno, forse, ti amerai... Trovo molto dolce e profondamente filosofica questa chiusura. La sfinge della Storia Infinita che ti osserva minacciosa, mentre rispondi al terrificante enigma: Chi Sono? l'ultimo verso ricalca quanto ti ho espresso poco fa. Lo trovo molto armonico, ben strutturato fra suoni statici dei monottonghi (vocali singole, che non richiedono spostamento della lingua) e dei dittonghi e delle consonanti: t-i-s-ei-t-a-nt-oo-d-ia-t-a m-au-n-g-io-rn-o-f-o-rs-e-t-i-a-m-e-r-ai ho unito anche iato e gruppi vocofoni perchè la melodia mi sembra giocata anche su questa sequenza d'incontronti vocalici. Hai una tua cifra poetica, Magnolia, complimenti! i tuoi lavori si riconoscono anche su un piano visivo, non è da tutti. grazie! A.
  15. albiscal

    Provincia cronica

    La Poesia rende una sorta di iper linguaggio, un vocabolario comune fra l'artista e lo scienziato. Dapprima si scende nell'io, artista e scienziato indagano le loro cantine sepolte e murate dall'incoscienza: "i luoghi stangnati" Una volta persa l'anima, secondo i popoli primitivi, si perde coscienza e vitalità. E si marcisce, dentro. Un gorgoglio reso quasi onomatopeico, con quella serie di gruppi consonantici seguiti da dittonghi in u e i che emergono aprendosi nelle vocali "a": l-uo-gh-i st-a-gn-a-nti sembra un inghiottirsi i ricordi, con un movimento della glottide quasi forzato. Qui Luoghi stagnanti Emanano odore Di putrefazione Senza filtri l'occhio si proietta oltre la palude e le cantine interiori, cercando un particolare nelle strader percorse dalla vita umana. Uomini Percorrono Autostrade Di lobotomie sinaptiche Un "sinaptiche" che ricorda l'innesco immediato della cocaina nei gangli nervosi, ingannando il cervello, intercetta la sua dopamina e spara la mente nell'abisso, gettandola su un'auto a velocità mortale, contro un lampione, un passante. Questo blackout indotto dalla droga "lobotomie sinaptiche" viene anche qui descritto seguendo il ricalco del rumore: lo bo to m ie si na pt i ch e sono suoni che devono rimanere solitari in bocca, provocando un'laterazione della voce tale da inciampare su gruppi di consonanti contrare come pt e ch Poesia tipica del contesto odierno artistico-scientifico. Grazie! A.
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