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marduk

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  1. Numero 1 in fantasy, 34 in classifica generale. Molti dei primi rudimenti di editoria li ho imparati qui sul writer's dream, quindi sono qui essenzialmente per dirvi grazie. http://tinyurl.com/Walt-Popester-Dagger
  2. http://www.amazon.it/Dagger-luce-alla-fine-mondo-ebook/dp/B00F3XUFFO Migliorata copertina e sinossi, che ne dite? Sull'esempio di altri ho aggiunto una prefazione e una nota dell'autore, giusto per arrivare prima al punto. Il romanzo in ogni modo ha venduto qualcosa, anche se è bastato smettere di pubblicizzarlo 'in giro' per un paio di settimane per veder calare le vendite allo zero assoluto. L'indipendente deve andare a scovare ogni singolo lettore lì dove attende impazientemente di leggere qualcosa di diverso dal solito...
  3. marduk

    Le parole innominabili

    Il verbo di elisione? Elidere? e il participio passato? Elisa? meglio dire: 'l'apostrofo sta là perchè c'era prima na cosa'...
  4. marduk

    Quante volte rileggere?

    se dovessi creare un file per ogni revisione finirei lo spazio sull'hard disk. Vado per campioni: ne conservo uno ogni tanto, o quando sto per fare cambiamenti importanti per paura di pentirmi... E se poi me ne pento?
  5. http://www.amazon.com/dp/B00ESBIG94/?tag=chrome-purchreview-20 Per qualche arcana ragione amazon.it non mi funziona. Questo è il link funzionante.
  6. Sinossi 'Il seguente romanzo contiene volgarità, elementi di satanismo e scene di violenza grafica. La discrezione del lettore è avvisata. È consigliato a un pubblico adulto, ma per il suo contenuto non dovrebbe essere letto da nessuno. L’autore promette che nel suo romanzo non troverete il nano simpatico, l’elfo elegante, il paladino, i maghi, i maghetti e i vampiri che brillano, né l’ennesima terra delle cinque terre terrorizzata dalle guerre intestine.' Una donna viene rapita e violentata nel tempio perduto dove il padre degli dei sacrificava i suoi figli. Dà alla luce una creatura blasfema e vorrebbe ucciderlo con le sue stesse mani, ma presto scopre che questo è impossibile: Dagger è immortale. È nato per riportare in vita suo padre Kabal, un antico dio pietrificato in cima al monte Golconda sin da quando la sua anima è stata esiliata per opera del suo rivale e fratello Angra. Quando la donna si presenta con il bambino all'inespugnabile fortezza dei Guardiani, il sacro ordine che da sempre veglia sul dio pietrificato, questi capiscono che tutto è perduto. Dagger si ritrova a crescere nascosto su un mondo parallelo, popolato da reietti e assassini dediti al sacrificio umano, ma la lunga e violenta menzogna che chiama vita finisce quando in una notte il suo intero mondo sembra andare in fiamme, e ombre senza volto iniziano a braccarlo nel buio fiutando il suo sangue divino. Disponibile su Amazon al seguente link: http://www.amazon.it/dp/B00ESBIG94/?tag=purchrevie07e-21 L'autopubblicazione, per quanto non ti mette tra la cerchia di coloro che possono dire: 'Ho pubblicato un Libbbro!', ti dà quel tantino di libertà in più che molti grandi e grossi autori vorrebbero avere. In tutta onestà, per quanto mi avrebbe fatto piacere avere un editore alle spalle, come dopotutto a molti autori Self, devo dire che solo così mi sono sentito totalmente libero di comporre scene di violenza inaudita e tortura indiscriminata, non fini a se stesse, ma accompagnate da una riflessione esistenziale sulla totale impotenza degli eventi che travolgono la misera vita umana, le quali insieme alle caratteristiche sopra descritte possono essere considerate uno degli elementi di rottura della presente opera rispetto alla tradizione fantasy. Spero vi piaccia. Buona lettura.
  7. Ascolta tutte le critiche, accetta solo quelle che reputi sensate. A volte le persone criticano per passare il tempo e penso che esista un girone dedicato, all'inferno, per quelli che riescono a trarne un guadagno. Criticare quello che fanno gli altri è la cosa più semplice del mondo, a volte riesce bene anche a noi stessi.
  8. marduk

    la "d" eufonica

    Riflettevo, mentre scrivevo or ora, di quanto sia così puntuale la regola che ne 'regola' l'utilizzo da rendere praticamente inutili discussioni troppo lunghe. Sì tra due vocali uguali, a parte le eccezioni, no prima di un nome proprio anche se incomincia per la stessa vocale e in tutti gli altri casi. Forse l'unica trappola che può far cadere nella tentazione di stravolgere la regola, con parsimonia, è la vocale che precede la congiunzione, e non che la segue. esempio buttato lì: 'Continuò a errare e(d) aspettò che...' nel dubbio, è meglio seguire la regola. se il dubbio persiste, forse è davvero il caso di riformulare la frase. Sinceramente ci sono altre cose che mi portano via più tempo, come l'utilizzo della virgola. Anche lì esistono delle regole da seguire, ma entrano in gioco discorsi molto seri come la ritmica. Vale in generale la (sovra)regola che lessi in un manuale di Dungeons and Dragons qualche decennio fa: prima di rompere una regola, domandati se è necessario.
  9. marduk

    la "d" eufonica

    chiamandosi eufonica (che suona bene) la regola è contenuta già nel nome. nel 99 per cento dei casi la regola si riferisce a due vocali uguali, ma esistono eccezioni. Eliminarne del tutto l'utilizzo, dal momento che è previsto, mi sembra un'automutilazione priva di senso. In fondo chi si ritroverà a leggere il nostro romanzo non necessariamente si sarà letto tutti questi post e credo che nella maggior parte dei casi richiederà un uso, consapevole, della stessa. if it sounds good, it IS good.
  10. marduk

    Datemi un'occhiata qua, please.

    Questo dovrebbe essere l'inizio di un nuovo romanzo, ditemi se per voi funziona. grazie del tempo dedicato. La neve era l’unica sovrana in quella terra gelida e bastarda. Cadeva senza sosta da giorni, spinta ovunque da un vento disperato il cui urlo era l’unico suono udibile nel vasto silenzio che ricopriva la foresta. Senza vita, solitaria. In attesa di una primavera che non sarebbe mai arrivata. Non c’era giorno e non c’era notte nel grande nord, solo un continuo crepuscolo che intontiva i sensi e illudeva la vista. Stagliata contro il crepuscolo, un’ombra avanzava. Sotto la linea bianca che tagliava in due la foresta doveva nascondersi una strada ed era questa che l’ombra percorreva, affondando i piedi nella neve e sbuffando un denso vapore. Vestita di stracci che avevano visto tempi migliori, stringeva contro il proprio petto un fagotto. Lo stringeva come se in quello nascondesse la cosa più importante al mondo, come se la neve e il vento avessero in quel momento l’unico intento di portarglielo via, aumentando sempre più la violenza dei loro attacchi per vedere fino a che punto era in grado di resistere. L’ombra sapeva che avrebbe resistito sino alla morte, così come aveva fatto per tutto il lungo viaggio che l’aveva portata sin lì. Il fallimento non era contemplato. ‘Manca poco’ pensò. ‘Ce la posso ancora fare’. Al di sotto del cappuccio, nero come tutte le sue vesti, alzò gli occhi blu, incastonati in un volto ricoperto di ghiaccio. Vide una luce, non molto distante, che fino a quel momento la neve e gli alberi avevano nascosto ai suoi occhi. Affidò a quella luce tutta se stessa. Marciò più veloce, tirando di peso i piedi fuori dalla neve e ansimando, ma più si trascinava avanti più la luce sembrava allontanarsi: spesso si nascondeva dietro una folata di neve tanto a lungo che presto temeva di essersela solo immaginata. Poi la luce tornava, facendosi più vicina. L’ombra sapeva che dopo il buio la luce sarebbe sempre tornata. Non sarebbe stata ancora viva, in quel momento, se non lo avesse creduto a ogni singolo passo compiuto sin lì. Marciando, dopo un tempo che le parve interminabile, raggiunse infine quell’unico rifugio che la notte le avrebbe offerto: una lurida taverna di taglialegna, l’ultimo avamposto della civiltà, lì al confine invisibile con il grande e freddo nord, ormai una volta per tutte alle sue spalle. Nuova speranza pervase ogni membra gelata del suo corpo quando, dopo giorni di marcia estenuante, poggiò i piedi sulla dura superficie dei pochi scalini di legno che ancora affioravano dalla neve. Nel vento si insinuavano i frammenti delle voci provenienti dall’interno, unite al tintinnare dei boccali. Le sembrarono i suoni incantati di un mondo lontano. Aprì la porta senza bussare e il vento l’aiutò, spalancandola con violenza e scagliando la neve all’interno. Alcuni tra i presenti si voltarono, almeno quelli che erano abbastanza sobri da notare l’irruzione imperiosa dell’inverno, oltre alla sua insignificante presenza. “Quella porta non si chiuderà da sola!” urlò l’oste, guardandola come se il suo arrivo non fosse gradito. L’ombra annuì, sbattendosi la porta alle spalle e respirando con piacere l’aria calda dell’interno. Tirò giù il cappuccio, scoprendo il volto esausto di una donna, reso austero dai capelli biondi tagliati corti e da una orribile cicatrice a forma di X sulla guancia destra. Nonostante questa molti dei falegnami presenti guardarono con torbido interesse la sua pelle candida, i lineamenti perfetti, gli occhi blu e gelidi. Alcuni, non necessariamente i più ubriachi, avrebbero provato a conquistare i favori della donna in maniera più o meno lecita, non fosse stato per l’impugnatura della spada a due mani che sorgeva sulle sue spalle.
  11. marduk

    Pseudonimo anglofono

    penso che per fantasy e fantascienza sia quasi d'obbligo. E lo dico con profonda, profondissima tristezza. Diverso per l'horror e il gothic. Certo che se ambienti un horror a sacramento, CA, e ti firmi Pasquale Lo Giacomo sfiori il ridiolo. Guardate il Western all'Italiana, prima di firmarsi con il proprio nome quasi tutti i registi hanno iniziato con pseudonimi anglosassoni, e anche gli attori. è un riflesso condizionato di molti cervelli, probabilmente.
  12. marduk

    Ma voi come fate per migliorare?

    'L'impulso di scrivere è necesario ma và domato, capito e ascoltato.' bellissimo.
  13. marduk

    Ma voi come fate per migliorare?

    Consigli per migliorare: leggere, scrivere, leggere, scrivere, leggere, scrivere. Fermarsi a pensare, confrontarsi con qualcuno che ha più esperienza di te, poi leggere e scrivere di nuovo. Dopo qualche anno passato a prendere catonate qualcosa si impara.
  14. marduk

    Prima bozza: porta chiusa

    Penso che i romanzi vadano mostrati al 'mondo' solo dopo averli finiti di scrivere, per preservarne l'autenticità. Finita la prima bozza, il tutto va riletto e mischiato (spesso riscritto). si aggiungono dei passaggi, se ne tolgono altri, si cambia sesso a qualche personaggio e qualcun altro si sopprime. Solo allora, quando lo scrittore o supposto tale dice 'ci siamo quasi' va fatto leggere a qualcuno, estraneo se possibile (come da queste parti! :-) ) figli, fratelli e amici si comporteranno inevitabilmente come i medici nei manicomi ( 'sì, sì, sappiamo che sei tu, Napoleone' ). Il giudizio esterno è fondamentale a quel punto, perchè non interverrà in maniera demolitiva sulle tue idee, ma in maniera costruttiva sul come poterle rendere meglio. I consigli vanno ascoltato, ma non tutti vanno accettati. Penso che ognuno di noi riconosca un consiglio dato giusto per dire qualcosa da qualcuno che effettivamente ha avuto un'idea milgiore della tua. Mi viene in mente il grande Maccio Capatonda e uno dei suoi doppiaggi. (- Dico una cazzata: puoi farmelo più blu? -) . Authors know best!
  15. marduk

    Ebook vs cartaceo

    Io ho sempre visto la cosa dal punto di vista del del diabolico meccanismo domanda e offerta. Lunga storia breve: quando faccio un giro in libreria (penso capiterà a molti di voi vista la natura di questo forum :-) ) vedo che un libro appena pubblicato (non quelli usati delle bancarelle, ma fresco di stampa) ha un costo a metà tra il surreale e il patetico. 20 euro per un libro che ti accompagnerà sì e no per un paio di settimane, o meno se è particolarmente interessante (indipendentemente dal genere). Chi non naviga nell'oro e stenta persino a pensare al futuro, per continuare a leggere e risparmiare qualcosa deve aspettare l'edizione economica, che comunque uscirà dopo anni e solamente se la prima edizione (quella da venti euro) ha avuto un po' di successo. Altrimenti troveremo entrambi in qualche sperduta bancarella, di quelle tutto a tre euro, insieme ai libri di cucina, dove saranno ormai usciti dal mercato e non rientreranno più nel meccanismo domanda e offerta. Di conseguenza gli editori hanno il 'coraggio' di pubblicare solo le solite quattro idiozie di fabio volo, moccia, bruno vespa e pochi eletti (vi chiedo perdono se amate costoro, de gustibus...) che assicurano un incasso immediato. Le eccezioni diventano sempre meno, cisto che case editrici degne di questo nome, come Asengard, stanno con l'acqua alla gola. Con l'e-book, indipendentemente dal mezzo con cui lo si legge, penso che si riporterebbe il mercato a dimensioni di lettore. Ma seriamente.
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