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Mond&editori

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  1. Mond&editori

    Mond&editori

    Beh,lei ha parlato di socio, e con socio intendo questo. Comunque nel mio post precedente, intendendola come partner nella pubblicazione del libro, le ho, naturalmente a mio parere, sconsigliato questo tipo di accordo, per lei molto sconvegnente. Ritengo più interessante la cooperativa, anche perché godrebbe di moltissime agevolazioni statali. Potrebbe essere anche una onlus con la finalità di promuovere l'editoria. Magari una associazione che può creare insieme ad altri autori, con lo scopo di promuovere autori emergenti e magari commercializzarli. Molte regioni danno prestiti per promuovere l'editoria. La questione a mio parere di fondo, è un'altra, come commercializzarli. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  2. Mond&editori

    Mond&editori

    Per essere soci in un'impresa bisogna condividire tutte le altre spese, come sede, collaboratori ed altro ancora. Inoltre occorre acquistare le quote degli azionisti e così via. Con partnership noi intendiamo una cooperazione per un obbiettivo comune, ma si resta due entità separate e con ruoli distinti. Ciò che non comprendo a questo punto, perchè non mettersi a fare l'editore? Potrebbe fare una cooperativa, quando un autore vuole pubblicare, può mettere il contributo editoriale come quota associativa nella cooperativa. E quindi diventare effettivamente socio e dividerne l'eventuale utile. Un pò come dice lei. A McLean, grazie per il tuo intervento. Non sono messaggi, ma bensì condizioni contrattuali. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  3. Mond&editori

    Mond&editori

    Bisogna fare due conti. Ci sono moltissimi altri costi che devono essere preventivati. Non è così fluida la questione. E non è nemmeno detto che a lei convenga ciò che propone. Almeno come prima impressione per lei è molto sconveniente, ed è più flessibile la nostra formula. A McLeam, l'argomento religioso non è stato mio. Non applicherò, come dici tu, alcun reclamo. Anzi vorrei che contribuissi alla discussione. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  4. Mond&editori

    Mond&editori

    A sembra, invece, che improvvissamente il dialogo si sia svegliato. Non è nemmeno un'ipotesi perché in tutti i nostri contratti con esordienti detto surplus è stato riconosciuto. Se il margine di un libro escluso i diritti d'autore è intorno il 25%, questo vorrebbe dire che dovrei concerdervi un 12-15% in diritti d'autore. Il concetto in parte viene già applicato, come premio aggiuntivo alla percentuale standard, a compensazione del contributo editoriale. Infatti i nostri contratti rappresentano un accordo in partnership tra l'autore e l'editore di una certa durata. Ed è abbastanza usuale praticarli quando si richiede un contributo editoriale. Così l'autore ha un rientro più rapido del denaro investito per pubblicare. Però ripeto nuovamente di lasciare Dio dove sta. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  5. Mond&editori

    Mond&editori

    Io sono credente, e Mond&editori è una Casa Editrice cattolica, nel suo piano editoriale è prevista la pubblicazione di testi riguardanti la vita e le opere di Padre Gabriele Maria Berardi. Famoso esorcista definito il Padre Pio di piazza Salerno (a Roma). In tutti i casi intendere Dio con la D minuscola mi pare una mancanza di rispetto verso tutti i credenti. Affidarsi a Dio è sempre cosa giusta e buona. MI pare che lei sostenga nel suo post, che fare lo scrittore è un mestiere, invece fare l'editore no, e solo una questione di soldi. Avrei piacere di girare questo suo felice intervento a tutti quei editori che pubblicano senza chiedere contributo. Così ci ripensano un attimino prima di rischiare di proprio verso qualcuno che gli considera come slot machines. Poi come nel modo che si è espresso, per esteso, sembra il pensiero di tutti gli utenti di questo forum. Questo intendo dire quando cerco un autore. E purtroppo il mio ragionamento funziona. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  6. Mond&editori

    Mond&editori

    Il problema non si pone, dato che molti editori non chiedono contributi per pubblicare. Poi la scelta delle opere da pubblicare è discrezione di ciascun editore, e dato il rischio, è facile che si pubblichi l'oprea che può vendere più facilmente. Noi, diversamente, siamo interessati a pubblicare testi di difficile mercato. La nostra è editoria di nicchia. Per correttezza, il ragionamente, andrebbe applicato sulla particolarità del manoscritto che si intende pubblicare e non nel discorso generalista che stiamo affrontando ora. Lo scrittore è un mestiere e non un lavoro. E per farlo bene ci vuole il suo tempo. Non credo che consista in un problema, se per pubblicare il novello Omero deve fare qualche lavoretto nel fine settimana. Sempre se non vuol privare i posteri del suo capolavoro, qualche sacrificio lo deve purtroppo fare. Certo: "Aiutati, che Dio ti aiuta". Lo devi però chiedere a quello con la D maiuscola. Può fare per davvero qualcosa per te. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  7. Mond&editori

    Mond&editori

    Non ho detto che il professore vi deve correggere il manoscritto, ma bensì darvi un responsabile parere riguardo una possibile presentazione presso un editore. Questo a mio parere ridurrebbe l'interesse di molti verso gli esordienti. Io cerco autori, non cerco manoscritti. Sebbene legga il manoscritto prima di conoscere il suo autore. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  8. Mond&editori

    Mond&editori

    Diciamo che chi pubblica il suo primo romanzo è ben lontano da permettersi di fare lo scrittore come lavoro principale. Poi i diritti d'autore non ti vengono pagati il mese successivo alla pubblicazione, ma molti mesi dopo. Mi permetta una considerazione. Per qualsiasi rivoluzione servono dei mezzi. Come si può fare una rivoluzione se non si ha la possibilità di acquistare carta, inchiostro e ciclostili? Lasciamo perdere tutto perché le tipografie ci chiedono troppo, e non condividendo i nostri ideali preferiscono stampare i flyers dei supermercati? Volere e potere! Matteo Mantovani Mond&editori srl
  9. Mond&editori

    Mond&editori

    Come le ripeto a Noi non interessa pubblicare un certo numero di esordinenti ma quelli che nel reciproco interesse si possono pubblicare. Può essere anche uno solo all'anno. Non siamo fatalisti, ripeto che volere e potere. Mi dispiaccio di non pubblicare l'opera di un autore non ha la disponibilità finanziaria necessaria. Ma è comunque la nostra vita e non dobbiamo mai ritenerci vittime delle nostre condizioni. Possiamo cercare qualche lavoretto extra, possiamo vendere le cose che non ci servono più, risparmiare quando ci riusciamo. Ho avuto amici benestanti che andavano a lavorare in pizzeria alla sera per guadagnarsi i soldi per fare un viaggio all'estero. Vale molto di più quello che riusciamo a guadagnare con il nostro sacrificio da quello che ci viene concesso per "apparente" diritto. Per quanto riguarda un disoccuppato, dovrei aiutarlo a cercarsi un posto di lavoro, piuttosto che a pubblicare un libro. Non trova? Matteo Mantovani Mond&editori srl
  10. Mond&editori

    Mond&editori

    Come le ho detto, se un esordiente vuole pubblicare per noi ci sta bene, ma abbiamo anche progetti che comunque non coinvolgono esordienti. Noi non abbiamo 200-300 libri di esordienti, e ne ci interessa pubblicarne così tanti. La sua osservazione è giusta. In questo contesto un editore può guadagnare in modo più sicuro solamente pubblicando libri, piuttosto che venderli. Mi sembra però difficile fermare questo trend, in quanto coinvolge principalmente i produttori di macchinari da stampa. E' la stampa digitale che ha reso possibile stampare un libro in pochissime copie. E i produttori di questi macchinari faranno di tutto, nei prossimi tempi, per abbassare i costi di stampa e rendere sempre più accessibile il costo del prodotto finito. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  11. Mond&editori

    Mond&editori

    Purtroppo penso a molte cose mentre scrivo. Accetto le osservazioni. Grazie
  12. Mond&editori

    Mond&editori

    A Syllon, Perché no un professore di lettere? In genere i professori di lettere non leggono libri? Non consigliano libri? I circoli letterari, anche questi possono essere di aiuto. Poi si può salire di livello e rivolgersi ad agenzie letterarie. L'importante che l'autore riceva un feedback sincero su quello scrive, a tutela di eventuali opportunisti. Dalla sua risposta, devo dedurre che comunque i nostri scrittori, facciano eccezzione e non siano degli illusi. Mi può confermare questo? In compenso mi da dell'incompetente a me. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  13. Mond&editori

    Mond&editori

    Se gli esordienti non pubblicassero per noi non accadrebbe nulla, abbiano svariati progetti in cantiere che non riguardano esordienti. Altri editori che richiedono contributi agli esordienti magari per loro potrebbe essere una facenda più complessa. Per il mercato del libro non saprei darle una risposta, gli esordienti sono comunque una piccola parte del mercato editoriale. Matteo Mantovani Mond&editori srl
  14. Mond&editori

    Mond&editori

    Mi correggo anche io: "A mio parere, in genere chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..." Le semplifico la domanda, anche i nostri autori sono degli illusi che vogliono essere a tutti i costi degli scrittori? Matteo Mantovani Mond&editori srl
  15. Mond&editori

    Mond&editori

    "Come ho già spiegato in un mio precedente intervento, in genere chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..." Per favore corregga scrivendo "A mio parere, chi pubblica a pagamento è solo uno che vuole illudersi a tutti i costi di essere uno scrittore..." Comunque quali elementi possiede per dire che i nostri autori non sono veri scrittori? Sì, ma il mio parere è strettamente commerciale. Matteo Mantovani Mond&editori srl
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