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franka

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  1. franka

    Intervista scrittori

    Mi era sfuggita la parte su "costo del servizio", e siccome nel titolo si parla di "intervista" a me non era per niente chiaro che si trattasse di pubblicità. Del resto sul portale, che si definisce "rivista online", le interviste agli scrittori sembrano a tutti gli effetti dei contenuti veri e propri: non si evince da nessuna parte che siano testi promozionali, pubbliredazionali ecc. Personalmente non sono interessata.
  2. Esatto, è proprio ciò che intendo dire: si può fare centro subito (come @Emanuele72: complimenti!) ma se si vogliono aumentare le chance di essere presi in considerazione, bisogna battere più strade. Certo così aumentano anche i potenziali rifiuti... Anch'io come te @Silverwillow, prima di trovare la via della pubblicazione, sono stata scartata a un pitch-day con preselezione; ma quel giorno altri aspiranti avranno avuto la loro occasione di far conoscere i loro romanzi, e chissà che qualcuno non abbia poi proseguito fino alla pubblicazione. O magari gli hanno detto: questo romanzo non ci convince del tutto ma risentiamoci quando scrivi il prossimo... Le occasioni nascono anche così.
  3. franka

    Intervista scrittori

    Ah ma non avevo letto che fosse a pagamento... questo dettaglio è stato aggiunto in un secondo tempo o sono io distratta?
  4. @Silverwillow sì, è logico che un manoscritto che arrivi in una CE già con una sorta di "raccomandazione" ("leggetelo, io l'ho trovato interessante!", oppure: "ah questo ha vinto un concorso" ecc.) si distingua tra la pila indifferenziata degli invii: vuol dire che ha già convinto uno o più lettori competenti. Però è anche vero che non mancano le strade per arrivare a farsi conoscere o a essere presentati. Io anni fa non conoscevo nessuno, e proprio Giulio Mozzi mi ha dato l'opportunità di raccontargli il romanzo a cui stavo lavorando, a me e altri aspiranti, dedicandoci 15 minuti in una piazza di Pordenone: è una cosa che faceva ogni anno nel contesto del festival Pordenonelegge; bisognava prenotarsi via sms e i primi dieci, più o meno, potevano fare questo "pitch" con Mozzi. I romanzi che l'avessero convinto, li avrebbe poi letti per intero. Se il romanzo che gli ho esposto fosse stato più compiuto (e se poi alla lettura l'avesse convinto) non ho motivo per dubitare che mi avrebbe "presentato" o comunque aiutato a trovare una possibile strada alla pubblicazione, come ha fatto con tanti altri esordienti nella cui scrittura ha riconosciuto delle qualità. E non è l'unico evento di questo genere di cui ho sentito, in cui scout o editor di case editrici si rendevano disponibili ad ascoltare le proposte di aspiranti, magari in concomitanza con fiere dell'editoria, festival ecc. Voglio dire che o in questo modo, o appunto mandando racconti alle riviste, ecc. prima o poi arriva l'opportunità di vedere preso in considerazione (anche se ahimé magari poi scartato) il proprio lavoro. (Come andò quella volta con Mozzi? Devo averlo già raccontato qui sul forum da qualche parte, a quel giro non è andata. Ma le sue osservazioni mi hanno aiutato a comprendere i limiti di ciò che avevo scritto, e mi ha dato anche dei validi spunti per migliorarlo. Ma infine l'ho sentito come morire, quel romanzo; facendo anche tesoro dei suoi ragionamenti - ricordo sempre la domanda che mi fece, e che da allora non manco mai di farmi, scrivendo: qual è il motore drammatico di questo romanzo? - mi sono buttata a lavorare su uno nuovo, quello che poi avrei pubblicato.).
  5. Esatto. Davanti a un'offerta che ti viene fatta, se dici che in sostanza vuoi guardarti intorno a tempo indeterminato onde valutare altre opportunità, stai di fatto rifiutando la proposta che hai ricevuto. Il che non esclude che ci si possa risentire in seguito e ritrovare un'intesa, se l'interlocutore sarà ancora interessato al tuo lavoro.
  6. Sono d'accordo. Per me è giusto attendere solo nel caso in cui ci sia stata una sorta di impegno dall'altra parte: per esempio, a una fiera hai parlato del tuo manoscritto con un editor di una casa editrice che si è mostrato disponibile a valutare il tuo manoscritto. Allora, come forma di cortesia, io attenderei il responso prima di mandarlo in giro ad altri. Discorso a parte per gli invii alle agenzie letterarie: qui secondo me (ma magari qualche operatore editoriale del forum mi correggerà) è proprio meglio evitare di mandarglielo in contemporanea, o dopo, averlo già mandato alle case editrici. Infatti in quel caso è possibile che l'agenzia si ritrovi per le mani un testo già rifiutato da un tot di CE, il che rende più difficile piazzarlo: diventa arduo convincere una CE che quel testo è proprio giusto per lei, quando la CE l'ha già letto e scartato. Per un'agenzia dunque (magari a fronte di altri manoscritti con pari qualità) è un manoscritto con meno chance, meno appetibile da rappresentare.
  7. Certo, ci mancherebbe! Infatti ti ho suggerito anche di dire loro apertamente che vuoi prenderti più tempo per valutare altre opportunità, piuttosto che nei termini in cui tu cui avevi posto la questione, cioè chiedere di fare finta di non aver ricevuto il tuo manoscritto, che poi ti saresti rifatta viva tu quando lo reputassi opportuno. Ora ho capito che non intendevi davvero dirgli così. (Sempre a quel "fate finta di non averlo ricevuto" mi collegavo, dicendo che loro ormai il manoscritto l'hanno valutato - è il loro lavoro, certo, e loro l'hanno fatto, non possono fare finta di non avere investito quel tempo).
  8. @Irata Sembra proprio di leggere il sottotesto "ho mandato il manoscritto anche a voi ma la vostra CE non mi convince, speravo mi rispondesse qualcuno di meglio, vi spiace aspettare i miei comodi e rimanere in panchina intanto che aspetto le altre case editrici che preferisco? Se poi vedo che nessun altro mi considera, casomai, mi accontenterò di voi." Cioè, è chiaro a tutti, ovviamente anche a loro che ti hanno fatto la proposta, che una CE più prestigiosa è più appetibile della loro che è micro, appena nata ecc e se uno potesse sceglierebbe quella più prestigiosa; ma sei tu che gli hai mandato il manoscritto: loro hanno speso tempo per valutarlo, ti hanno fatto una proposta tempestiva, e ora gli dici - fate finta che non ve l'ho mandato? Non dico che non dovresti chiedere più tempo per pensarci, anzi, ma ti consiglio di essere più diplomatica (non è che gli devi spiegare per filo e per segno, puoi far intendere che stai già valutando altre proposte...), e di proporre tu un nuovo termine che ritieni adeguato entro cui dare una risposta, dopo di che gli dai la risposta, e liberi tutti. Oppure, puoi rifiutare con franchezza, e senza chiedere nulla a loro: a malincuore al momento vi dico di no perché voglio capire meglio quali potrebbero essere le potenzialità e le opportunità per il mio testo, e non ho ancora avuto il tempo di farlo. E magari potrebbero essere loro a dire: se ci ripensi, fatti sentire.
  9. Non sono d'accordo. E' un percorso molto comune nella "carriera" da scrittori, anche mainstream, esordire con un editore piccolo, farsi le ossa, conquistare un po' di lettori e di credibilità, e magari poi essere reclutati da case editrici maggiori. Pubblicare subito con una CE grande per contro è abbastanza raro. Magari una CE può essere piccola, e giovane, ma se fa cose buone e le fa con professionalità ed entusiasmo, può essere l'ambiente ideale per esordire. Però è vero che la fretta di pubblicare, affidandosi alla prima CE che ti risponde positivamente, può portare a grosse delusioni. Per questo ribadisco che secondo me la cosa fondamentale (in generale e nel caso di @Irata), nel dubbio se affidarsi o meno a una piccola CE che ti ha fatto una proposta, è di valutarla attentamente (e questo include certo le considerazioni sulla loro onestà, la distribuzione, la reputazione, le esperienze di altri autori... ma per me non può prescindere dal valutare la qualità delle loro pubblicazioni. Siccome i libri li pubblichiamo perché qualcuno li legga, e noi stessi si presume siamo forti lettori, passare per un momento dalle vesti di scrittore a quelle di lettore e chiedersi: come sono i libri che pubblicano questi signori? Mi piacciono o sono delle ciofeche? La risposta avrà di certo una componente soggettiva: ogni aspirante deve valutare per sé se le pubblicazioni di quella CE rientrano o meno in quello che lui apprezza, e capire se sarebbe contento di vedere associata a loro la propria creatura.)
  10. franka

    Comunicazione e identità sui social

    Effettivamente, come dice @Edmund Duke, ci vuole poco a registrarsi sulle varie piattaforme e postarci cose: ma costruire un personaggio forte è diverso dal gestire i propri profili social. Mi pare che Roy intenda un'altra cosa, cioè prendere un autore sconosciuto e a tavolino renderlo un personaggio con un seguito, tale che poi questa personaggitudine tirerà le vendite del suo libro, quando uscirà, a prescindere dal libro. Questa è un'operazione simile a progettare un marchio e farlo conoscere, e richiede tempo, risorse, capacità... Il tutto per vendere, forse, qualche migliaio di copie? Un investimento che non ha senso, e infatti le CE si guardano bene dal farlo. Funziona al contrario: si prende un personaggio già pronto (che si è sobbarcato lui tutto questo lavoro e ha già un proprio seguito, o comunque che gode di una notorietà per conto suo) e gli si pubblica un libro: si sfrutta cioè un capitale di notorietà che già esiste, ma che non ha senso costruire solo con lo scopo di pubblicare un libro. In alcuni casi, le CE enfatizzano alcuni aspetti della biografia di un loro autore esordiente che possano aiutare a vendere il libro (magari aspetti controversi che possano creare discussioni, polemiche, o comunque interesse intorno alla sua figura e dunque al libro), ma anche qui, magari hanno scelto di pubblicare quel libro anche perché l'autore aveva una caratteristica biografica "vendibile" . Insomma, se un esordiente sa muoversi sui social e rendersi personaggio, di sicuro la sua appetibilità presso le CE sarà maggiore, ma non credo abbia senso che ci investa soldi pagando dei professionisti.
  11. franka

    Sulla riva

    Titolo: Sulla riva Autore: Francesca Violi Collana: Scatti Casa editrice: Elliot edizioni ISBN: 978-8869939136 Data di pubblicazione (o di uscita): 02 2020 Prezzo: 16,50 euro Genere: mainstream Pagine: 205 Quarta di copertina: La storia di Nicola sembra segretamente collegata alle rive del fiume Melemma, nella provincia veneta, dove la vita lo riconduce con insistenza nel corso dei decenni. È qui che da bambino ha conosciuto il fratellastro Mauro – il vero figlio, quello legittimo, di suo padre -, con il quale è stato complice, alleato e nemico. È qui che da adulto cerca la rinascita durante la lotta contro una grave malattia, l’unica beffarda eredità paterna. È qui che giacciono, sommersi, i segreti di un tradimento e di una morte misteriosa. Sulla riva è una storia sul conflitto e l’ambivalenza dei legami di sangue, dove i personaggi più veri e complessi animano un intreccio trascinante. Link all'acquisto: https://www.ibs.it/sulla-riva-libro-francesca-violi/e/9788869939136 https://www.amazon.it/Sulla-riva-Francesca-Violi/dp/8869939138
  12. franka

    Sulla riva

    Ragazzi, sono carica perché finalmente dopo lo stop dovuto al Covid anche le presentazioni di Sulla riva stanno ricominciando! Se siete nei paraggi della provincia trevigiana, in luglio sarò qui: -sabato 11 luglio ore 21 a Mogano (TV), a Casa Respiro (via Munara 4, Morgano - ingresso gratuito ovviamente, ma per Covid-motivi è necessario prenotarsi a respiroassociazione@gmail.com) -lunedì 20 luglio ore 21 a Castelfranco Veneto (TV) per la rassegna LuneDiLuglio (al giardino dell'Osteria Maniscalco, v. dettagli sul poster - anche qui ingresso libero, ma bisogna prenotare su Eventbrite)
  13. Io non mi impegnerei mai con una CE, tanto meno con una neonata, senza aver prima tenuto in mano e letto almeno un paio di libri pubblicati da loro. Per me è l'elemento centrale e imprescindibile per la valutazione. Le condizioni contrattuali e la soddisfazione degli autori sono certamente importanti per farti un'idea su quanto la CE sia onesta, benintenzionata, e si impegni, ma non dice niente sul livello delle sue pubblicazioni, di quanto si avvicini a i libri delle CE a cui tu aspiri. Per me l'unico modo è leggere i loro libri. Sali su quella Punto e facci un giro di prova: magari scopri che questi romanzi sono una figata e allora anche se volevi la Golf, be' puoi pensare seriamente di cogliere l'occasione che ti è capitata. Se invece non ti convincono proprio, se ti sembrano scarsi, bruttini, se non ti renderebbe orgogliosa vedere il tuo romanzo associato ad essi, ti togli il dubbio e puoi decidere più serenamente di rifiutare sperando in una proposta più vicina alle tue aspettative.
  14. @Iratadella piccola CE hai avuto modo di avere tra le mani altri romanzi pubblicati da loro, per valutare la qualità letteraria ma anche editoriale e tipografica? Se ti piace il loro lavoro, se ti sembra una realtà seria e professionale malgrado le piccole dimensioni, (e se procurarsi i loro libri non è stato un calvario) io al tuo posto mi lancerei. Insomma, chiederei almeno di visionare il contratto. Certo, potrebbe contattarti qualche CE più grande, ma potrebbe anche non andare così. Il mercato editoriale è stato sconquassato dal Covid e non credo abbia reso le CE più propense a scommettere sugli esordienti. Alla fine, un editore entusiasta, che crede in ciò che hai scritto, è uno dei fattori più importanti secondo me.
  15. franka

    Sulla riva

    Mangialibri recensisce Sulla riva.
  16. Io credo proprio che sia prassi che se l'autore se vuole acquistare delle copie della propria opera (oltre a quelle omaggio previste al contratto) le possa comprare direttamente dall'editore con uno sconto cospicuo, che sarà anch'esso definito nel contratto. Cosa dovrebbe fare, comprare il proprio libro a prezzo intero in libreria?
  17. franka

    Comportamento particolare di casa editrice

    @Ppdasub Per me fai bene: prima di arrivare ad accettare queste forme dubbie che ti hanno proposto, aspetta almeno di escludere tutte le opzioni più favorevoli. Conta che anche per un piccolo editore free il fatto che tu sia un giornalista è comunque appetibile...
  18. franka

    Comportamento particolare di casa editrice

    No, secondo me non per i tuoi 300 euro: io mi sono soffermata su due cose. Una, il fatto che tu sia un giornalista: sei una figura conosciuta -magari solo localmente, ma loro sono editori locali-, hai già un pubblico e hai dei contatti molto utili alla promozione di un libro. Due, il prezzo di copertina che ti hanno proposto. Un editore che cerca di vendere i libri ai lettori, un libro di 200 pagine lo mette a circa 16 euro, e ha comunque un margine di guadagno. A te hanno proposto un prezzo di copertina di 20 euro: in quei 4 euro in più (poi scesi a 2 dietro tua insistenza, ma è comunque tutto guadagno dell'editore), moltiplicata per numero di copie, secondo me sta il senso di questa operazione. Più alto è il margine di guadagno per copia, meno copie bisogna vendere per dare senso (economico) all'operazione. E 250 copie sono alla portata di qualunque esordiente che sia un po' motivato, tra amici, parenti e autopromozione. A maggior ragione tu che sei pure un giornalista sei un ottimo "cliente".
  19. franka

    Selezione di capitoli: quali inviare a una CE?

    Non mi è mai capitato, ma se dovessi trovarmi in quella situazione selezionerei i capitoli che mettono più in evidenza i pregi del mio romanzo. E che ovviamente dipendono dal romanzo: dal genere (magari in un thriller potrei voler evidenziare l'atmosfera sinistra e la bravura nelle scene di suspense, in una commedia romantica la simpatia dei personaggi e i dialoghi brillanti...) , e soprattutto dalle caratteristiche specifiche del romanzo che ho scritto, e di cui dovrei individuare i punti di forza e i brani che li valorizzano al massimo. Forse ragionerei anche un po' sull'interlocutore a cui la selezione è destinata: potrei sceglierei dei brani diversi se voglio convincere un editore che so essere molto esigente sulla scrittura, o invece uno che pubblica libri più pop.
  20. franka

    Intervista scrittori

    Grazie della segnalazione, sai se c'è una mail di redazione a cui scrivere, o ci si propone tramite il form generico di contatto?
  21. franka

    Sulla riva

    Wow, grazie @Ngannafoddi, mi fai un complimento graditissimo.
  22. franka

    Sulla riva

    Capisco cosa vuoi dire: anch'io ho avuto il dubbio che la combinazione autrice donna + figura femminile in copertina, insieme alla grafica aggraziata della Elliot, potesse veicolare il romanzo come "femminile": non tanto per il libraio ( che ordina il libro in base alla scheda perciò sa bene di che genere si tratta, a chi proporlo, e come posizionarlo), quanto come impressione su un eventuale lettore casuale; però mi sono affidata all'esperienza e alla competenza dell'editore. Devo dire che la copertina è piaciuta molto finora. Se leggerai il romanzo mi farà piacere sapere cosa ne pensi.
  23. franka

    Sulla riva

    Sono contenta, "Sulla riva" è tra i semifinalisti del premio letterario La Provincia in Giallo http://
  24. Le prime pagine di un romanzo, oltre a essere curatissime nella scrittura, e a catturare l'interesse e il desiderio di proseguire nella lettura, per me dovrebbero costituire una "promessa" del mondo che si troverà all'interno: e quindi fare il massimo per suggerire l'atmosfera che si respirerà nel libro (se proponiamo una commedia questa dovrebbe già iniziare con pagine scoppiettanti, se un thriller suscitare inquietudine... anche se la trama non entra subito nel vivo). E possibilmente anche presentarci se non il protagonista o uno dei, almeno un personaggio di cui il lettore voglia sapere di più. Per me uno dovrebbe comunque fare l'incipit migliore possibile. Fiacco, lento, poco accattivante è da evitare ad ogni costo.
  25. franka

    Come si organizza la presentazione di un libro?

    Le frustate che ti darei se fossi il tuo editore Scherzo ovviamente, diciamo che capita più spesso sentir lamentare da uno scrittore che gli editori non li seguono e non li sostengono nella promozione, è la prima volta che sento di un editore che organizza e l'autore che svicola! Capisco perfettamente l'ansia, anch'io sono ansiosa. Alla prima presentazione ero agitatissima. Si teneva in una grande libreria, e oltre all'imbarazzo per l'impressione che avrei fatto con amici venuti da vicino e da lontano, conoscenti e osservatori casuali, ero terrorizzata di fare brutta figura coi librai. Mi ero preparata dei temi, dei collegamenti, degli argomenti, per non trovarmi a fare scena muta; inoltre ho seguito il suggerimento di un altro scrittore, di chiedere al relatore se poteva anticiparmi le prima due domande, così da sentirmi abbastanza sicura da superare il nervosismo iniziale, e ha funzionato, perché poi continuando a parlare mi sono sciolta e ho risposto a ruota libera a domande sue e del pubblico. La seconda è stata più informale e il pubblico era diverso, e qui ho messo in pratica un altro suggerimento prezioso ricevuto in precedenza, di adattare la presentazione, il tono, gli argomenti, al pubblico che hai davanti. Certo può succedere che poi a posteriori ti dici, ah avrei potuto dire questo e quest'altro, ma pazienza, con un po' di preparazione e con l'esperienza acquisterai padronanza. Almeno lo spero: nel mio caso è arrivato il COVID e mi sono fermata a due presentazioni, ma non vedo l'ora di riprovare.
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