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franka

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  1. franka

    Esporre la propria opera nelle librerie

    @Elle87 Come ti hanno già detto in tanti, essere presenti sugli scaffali o addirittura nelle vetrine in libreria è LA difficoltà che hanno tutti gli autori, anche quelli di case editrici più grandi e distribuite della tua: ogni anno escono migliaia di titoli, e i librai devono scegliere oculatamente da chi fare occupare lo spazio limitato che hanno in negozio. Cosa potrebbe far decidere un libraio di togliere spazio a un altro libro in favore proprio del tuo? Una mail, per di più spedita in serie, non credo proprio. Quindi è assolutamente giusta l'idea di partire dalle librerie che puoi raggiungere fisicamente, e andarci di persona. Anch'io concordo con chi ti dice di non svilire il tuo lavoro proponendo di regalare copie. Invece parla col libraio, mostragli il libro, raccontaglielo, fatti conoscere... E' più difficile ignorare una persona appassionata che una mail. Se nasce una simpatia, magari il libraio prende in considerazione il tuo libro, lo legge, e se gli piace lo consiglia: questa come hanno già detto è una forma efficacissima di pubblicità. Tu, i libri che leggi, dove li compri? Hai una libreria di fiducia? Una dove chiedi consigli, dove ti fermi a chiacchierare col libraio? Se ce l'hai, parti da questa. O che so, una libreria che ha invitato un autore che ti piace, o che è ben fornita del genere simile a quello che hai scritto tu, una che organizza molte attività con gli autori locali? Immagino che frequenti un po' le librerie della tua zona, perché sarebbe strano non comprare mai libri in libreria, e pensare che gli altri ci comprino i tuoi. In ogni caso questo è un buon periodo per rinfrescare la conoscenza: siamo sotto natale, puoi approfittare per comprare i regali e bazzicare una o più librerie. E' però credo un pessimo momento per proporti, perché è un periodo di fuoco; per ora fai conoscenza, o rinfresca la conoscenza, compra qualche libro, va a qualche evento organizzato da loro, e poi tornaci in gennaio che è un momento morto. Non dici se hai già organizzato una presentazione, in caso negativo potresti appunto chiedere se è possibile farne una. E poi per farti conoscere da potenziali lettori non ci sono solo le librerie. Nel tuo quartiere o paese c'è una biblioteca, o un circolo che organizza attività culturali? Puoi cercare di prendere contatti e organizzare una presentazione lì. C'è in zona, nella tua regione, qualche festival letterario, qualche evento legato alla lettura, all'editoria? Ormai ce ne sono moltissimi... Puoi chiedere alla tua casa editrice di proporre il tuo libro a quel festival. O magari il tuo libro ha un tema che può avere attinenza con incontri o eventi non strettamente letterari. Certo sono tutte cose piccole, pochi lettori alla volta, ma credo che intessere relazioni locali sia molto importante per chi è all'inizio. Le case editrici se non sono del luogo non sanno come sfruttare le possibilità offerte dalla realtà locale, perciò devi muoverti tu. (E te lo dico da persona che si è spostata tante volte e quindi di relazioni non ne mai avute molte, e se le è dovute, e deve, costruire con fatica. ).
  2. franka

    Narrativa straniera e narrativa italiana.

    Infatti credo che un ingrediente fondamentale del successo all'estero di Elena Ferrante sia che lei (senza cadere nella ricerca del pittoresco ecc.) racconta l'Italia e Napoli in un modo che all'estero è affascinante come per noi la California o la New York degli autori americani che amiamo.
  3. franka

    Narrativa straniera e narrativa italiana.

    Anche mio padre dice sempre che lui preferisce gli americani Ma se guardo alle sue letture, posso dire che sono libri americani sì ma di un certo genere (perlopiù nell'area thriller -azione - crime) ma soprattutto dallo stile narrativo molto diciamo convenzionale, dove il lettore si mette comodo e deve fare ben poco sforzo, scrittura molto piana, narrazione al passato remoto, trame avvincenti ricche di colpi di scena, ecc. Cioè di americani mica legge Philip Roth o Sally Rooney. Se trovasse autori italiani nel genere e stile che piace a lui, credo che potrebbero piacergli pure quelli (e credo che per i romanzi storici infatti stia passando agli italiani) solo che forse è più difficile ritrovarsene uno tra le mani, specie se hai il pregiudizio che gli americani siano comunque meglio: è vero, come detto sopra da @Marcello, che molti lettori sono estremamente "conservatori" e non vogliono rischiare, esplorare, uscire dalla loro confort zone (e non li giudico, per carità, capisco perfettamente, a volte lo faccio anch'io). Un'altra questione è che una CE di solito sceglie di "importare" un romanzo straniero se in patria è andato bene, quindi i libri che arrivano da noi sono già una selezione del meglio di una marea di pubblicazioni nel mondo: se già il libro X è stato comprato dai lettori americani si suppone che abbia le potenzialità per piacere tanto anche da noi; sarà quindi un concorrente a priori più temibile per gli autori italiani. Questo è vero non solo per l'Italia, ovviamente, ma per tutti i paesi piccoli; la differenza la fa la capacità del sistema culturale di ciascun paese nel valorizzare e sostenere i propri autori. Comunque devo dire che anch'io nelle classifiche dei più venduti vedo sempre tanti nomi italiani e mi fa piacere.
  4. franka

    Narrativa straniera e narrativa italiana.

    E' vero il contrario. Elena Ferrante è l'autrice italiana in attività più nota all'estero: tiene una rubrica sul Guardian, ha lettori "eccellenti" come Hillary Clinton o i colleghi Johnathan Franzen e Elizabeth Strout, nel 2016 è pure stata inserita nella famosa lista del Time delle cento persone più influenti del mondo ...
  5. franka

    Elliot Edizioni

    Si chiama Loretta Santini http://www.elliotedizioni.com/chisiamo/
  6. franka

    Elliot Edizioni

    Diciamo che è un dramma familiare a tinte noir.
  7. franka

    Elliot Edizioni

    Dopo anni che bazzico su questo forum, approfitto di questa occasione per annunciare che sto per pubblicare con Elliot il mio romanzo d'esordio. Il romanzo è stato proposto tramite agenzia. Al momento ho avuto contatti prevalentemente con la direttrice editoriale, e finora mi sono trovata molto bene; in generale questa CE mi ha dato l'impressione di una realtà molto professionale e allo stesso tempo appassionata. Già li leggevo prima di iniziare a scrivere io stessa, e sono contentissima di esordire con loro. (Vorrei ringraziare admin e frequentatori di Writer's Dream, un luogo che mi ha aiutato a saperne di più del mondo editoriale e a trovare conforto nei tanti mesi di silenzio e di dubbio, di speranze e incertezza che fanno parte dell'esperienza di quasi tutti noi aspiranti ).
  8. franka

    Lorem Ipsum

    Non ne ho idea! Chiedevo solo perché può capitare (non dico in questa agenzia in particolare) che chi fa scouting venga colpito da un testo con potenzialità ma magari ancora acerbo e proponga all'autore di riscriverlo dandogli magari alcune dritte, rendendosi disponibile a rivalutare il risultato alla fine. Comunque venti giorni sono davvero pochissimo per queste faccende, stai tranquilla. Tanto più visto che l'editing e la rappresentanza sono due percorsi distinti: il tuo libro dovrà essere letto da più di una persona (immagino, essendo l'agenzia composta da più soci), e oltre alla valutazione del testo in sé dovranno capire se ritengono di poterlo "vendere" alle CE con cui sono in contatto, se hanno già abbastanza testi di quel tipo in rappresentanza o invece è proprio quel che stanno cercando. Comunque puoi sicuramente chiedere tra quanto grossomodo prevedono di darti notizie così poi quando sforano li puoi sollecitare.
  9. franka

    Le case editrici pagano le royalties?

    Per vostra esperienza essere rappresentati da un'agenzia (che guadagna sulle royalties percepite dagli autori rappresentati) fa qualche differenza nella puntualità e correttezza dei pagamenti da parte degli editori?
  10. franka

    Lorem Ipsum

    @Caty l'editing fatto "con loro" era un servizio a pagamento richiesto da te, o loro reputavano interessante il tuo testo per un'eventuale rappresentanza e ti hanno affiancato un editor per migliorarlo?
  11. franka

    Qualche riflessione sui lettori

    Secondo me un autore, specie se esordiente, dovrebbe scrivere con la propria personale voce e con lo stile più adatto alla storia che sta narrando in quel momento. Ma non "adatto" nel senso che un giallo si deve scrivere per forza con il tal stile e una storia d'amore col talaltro. Nella storia della narrativa gialla c'è stato posto per ogni tipo di scrittura: se Umberto Eco, Manuel Vasquez Montalbàn, Amelie Nothomb, Andrea Camilleri, avessero cercato di adeguarsi a un presunta scrittura "da giallo" invece di scrivere ognuno con il proprio personalissimo stile e voce, i loro editori sarebbero molto più poveri (e i lettori più poveri di bei libri). Ma anche di storie d'amore ce n'è di tutti i tipi, Il danno e Bridget Jones, le storie di Sally Rooney o della già nominata Sveva Casati Modignani, hanno stili diversi e sono anche storie molto diverse: tutte hanno trovato i loro lettori.
  12. franka

    Santelli Editore

    Invece per me quello di @staipa è un ottimo consiglio. Anzi, a chi valuti l'offerta con un piccolo editore direi di più: parti da zero, vai sul loro sito, curiosa nel catalogo, e scegli il libro che ti ispira di più - o se possibile uno "simile" al tuo, tipo stesso genere, così puoi valutare meglio il livello. Poi vai in una libreria della tua città, e chiedi il titolo che hai scelto: magari il libro non c'è, ok, è normale, ma te lo possono ordinare? E' disponibile? E hanno magari altri titoli della stessa CE? Vedi quanto impiega il libro ad arrivare. Così oltre la qualità grafica, tipografica, oltre che, naturalmente, e prima di tutto, quella del testo, ti rendi conto di come sarà per un lettore X arrivare al tuo libro. E mi raccomando occhio al prezzo di copertina. E' in linea con altri volumi simili (per numero di pagine e formato ) presenti in libreria? E a parità di prezzo è altrettanto bello come oggetto o ha un'aria decisamente più scadente? Prima ancora di farsi domande sul contratto, meglio toccare con mano il prodotto finale.
  13. franka

    autori che non leggono

    Però il libro a cui ti riferisci non l'ha scritto Giulia De Lellis: in copertina si legge Giulia de Lellis "con Stella Pulpo", nel senso che De Lellis ci ha messo la faccia e la sua esperienza autobiografica, ma chiaramente la scrittura ce l'ha messa Pulpo, blogger affermata e autrice Rizzoli. E' come scandalizzarsi perché "Open", l'autobiografia di Andre Agassi, ha venduto un botto di copie - Agassi campione di tennis ma non certo noto per il suo spessore letterario. O magari è un raffinato lettore, chissà, ma la cosa è irrilevante dato che il libro non l'ha scritto lui bensì Joseph Mohringer : il quale è un giornalista premio Pulitzer e scrittore, e in effetti il libro è strepitoso. Libri autobiografici di personaggi celebri se ne sono sempre pubblicati e alcuni diventano bestseller: se una era Nora Ephron la storia delle sue corna se la scriveva egregiamente da sola (e poi essendo pure regista e sceneggiatrice ci faceva un film con Meryl Streep e Jack Nicholson), chi non è scrittore si avvale , saggiamente, di un professionista. Non so come sia questo libro del caso De Lellis, ma se vogliamo giudicare un libro senza leggerlo solo dal pedigree di chi l'ha scritto, chi l'ha scritto ha un curriculum letterario molto più ricco di noi che frequentiamo questo forum, e che pure mandiamo i nostri manoscritti alle case editrici ritenendoli degni di pubblicazione.
  14. franka

    Valentina Cucinella

    Io invece non ricavo una buona impressione dal sito web di un'agente letteraria in cui è assente una lista degli autori che rappresenta, e in particolare, come le viene chiesto in una lettera da lei citata, de "gli esordienti che hanno trovato un editore di un certo peso sul mercato". Le argomentazioni con cui Cucinella cerca di giustificare questa scelta (l'articolo sulle vetrine addobbate), poi, le trovo molto retoriche e assai poco professionali. Ho lavorato anni come architetto, e immagino il sito web di un giovane progettista che invece di mostrare le opere progettate e realizzate (specie se per committenti importanti), si limitasse a scrivere invettive roboanti sulla società delle apparenze... Non il massimo della credibilità per un professionista! La lista degli autori rappresentati, e le rispettive pubblicazioni con la tal casa editrice non sono le "medaglie" di un agente: sono semplicemente il suo portfolio. Esporli nella presentazione aziendale non è esibizionismo o vanagloria, è l'unico modo in cui un autore ma anche una casa editrice può farsi un'idea del lavoro che fa, come rappresentanza e come scouting: a che livello, quali risultati ha raggiunto, che genere di testi o di autori tratta e con che esiti.
  15. @Daleko io ti consiglio senz'altro di iniziare a telefonare all'editore, e parlare con la persona con cui hai interagito per il contratto. Non con chissà quali toni rivendicatori (del resto se non c'è mai stato un impegno preciso...), ma dato il lungo silenzio intercorso, e visto che a una tua domanda via mail non hanno risposto, fossi in te insisterei per avere celermente una riposta, per quanto indicativa. Tanto più se sono una casa editrice piccola non avranno centomila pubblicazioni da seguire, e dovrebbero almeno avere un'idea di cosa vogliono fare con il tuo libro; e se non ce l'hanno, se per una serie di disguidi il tuo progetto è slittato o è stato temporaneamente messo da parte, il tuo sollecito magari gli darà un po' di spinta per riprenderlo in mano e accelerare la decisione. Secondo me anzi sei già stato fin troppo paziente: è normale che un autore sia interessato alle sorti del proprio lavoro!
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