Vai al contenuto

franka

Scrittore
  • Numero contenuti

    238
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    1

franka ha vinto il 30 maggio 2018

franka ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

179 Strepitoso

1 Seguace

Su franka

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna

Visite recenti

1.560 visite nel profilo
  1. franka

    autori che non leggono

    Però il libro a cui ti riferisci non l'ha scritto Giulia De Lellis: in copertina si legge Giulia de Lellis "con Stella Pulpo", nel senso che De Lellis ci ha messo la faccia e la sua esperienza autobiografica, ma chiaramente la scrittura ce l'ha messa Pulpo, blogger affermata e autrice Rizzoli. E' come scandalizzarsi perché "Open", l'autobiografia di Andre Agassi, ha venduto un botto di copie - Agassi campione di tennis ma non certo noto per il suo spessore letterario. O magari è un raffinato lettore, chissà, ma la cosa è irrilevante dato che il libro non l'ha scritto lui bensì Joseph Mohringer : il quale è un giornalista premio Pulitzer e scrittore, e in effetti il libro è strepitoso. Libri autobiografici di personaggi celebri se ne sono sempre pubblicati e alcuni diventano bestseller: se una era Nora Ephron la storia delle sue corna se la scriveva egregiamente da sola (e poi essendo pure regista e sceneggiatrice ci faceva un film con Meryl Streep e Jack Nicholson), chi non è scrittore si avvale , saggiamente, di un professionista. Non so come sia questo libro del caso De Lellis, ma se vogliamo giudicare un libro senza leggerlo solo dal pedigree di chi l'ha scritto, chi l'ha scritto ha un curriculum letterario molto più ricco di noi che frequentiamo questo forum, e che pure mandiamo i nostri manoscritti alle case editrici ritenendoli degni di pubblicazione.
  2. franka

    Valentina Cucinella

    Io invece non ricavo una buona impressione dal sito web di un'agente letteraria in cui è assente una lista degli autori che rappresenta, e in particolare, come le viene chiesto in una lettera da lei citata, de "gli esordienti che hanno trovato un editore di un certo peso sul mercato". Le argomentazioni con cui Cucinella cerca di giustificare questa scelta (l'articolo sulle vetrine addobbate), poi, le trovo molto retoriche e assai poco professionali. Ho lavorato anni come architetto, e immagino il sito web di un giovane progettista che invece di mostrare le opere progettate e realizzate (specie se per committenti importanti), si limitasse a scrivere invettive roboanti sulla società delle apparenze... Non il massimo della credibilità per un professionista! La lista degli autori rappresentati, e le rispettive pubblicazioni con la tal casa editrice non sono le "medaglie" di un agente: sono semplicemente il suo portfolio. Esporli nella presentazione aziendale non è esibizionismo o vanagloria, è l'unico modo in cui un autore ma anche una casa editrice può farsi un'idea del lavoro che fa, come rappresentanza e come scouting: a che livello, quali risultati ha raggiunto, che genere di testi o di autori tratta e con che esiti.
  3. @Daleko io ti consiglio senz'altro di iniziare a telefonare all'editore, e parlare con la persona con cui hai interagito per il contratto. Non con chissà quali toni rivendicatori (del resto se non c'è mai stato un impegno preciso...), ma dato il lungo silenzio intercorso, e visto che a una tua domanda via mail non hanno risposto, fossi in te insisterei per avere celermente una riposta, per quanto indicativa. Tanto più se sono una casa editrice piccola non avranno centomila pubblicazioni da seguire, e dovrebbero almeno avere un'idea di cosa vogliono fare con il tuo libro; e se non ce l'hanno, se per una serie di disguidi il tuo progetto è slittato o è stato temporaneamente messo da parte, il tuo sollecito magari gli darà un po' di spinta per riprenderlo in mano e accelerare la decisione. Secondo me anzi sei già stato fin troppo paziente: è normale che un autore sia interessato alle sorti del proprio lavoro!
  4. franka

    Pseudonimi diversi a seconda del genere?

    Se non ti interessano le ricadute "commerciali" e di visibilità, direi che qualunque opzione ti metta a tuo agio va bene.
  5. franka

    Pseudonimi diversi a seconda del genere?

    Non so perché tu usi uno pseudonimo, in generale, ma comunque mi limiterei a un o solo... Nella competizione feroce per essere notati e conosciuti in un Paese dove escono migliaia di titoli all'anno, e molti autori passano del tutto inosservati, perché confondere operatori del settore (editori, recensori, giornalisti, blogger ecc.) e lettori, e non ottimizzare gli sforzi per far conoscere il tuo "marchio"? Nei social ad esempio sommando tutti i follower in un unico profilo ogni tuo scritto, comunicazione ecc. sarebbe vista da tutti quanti aumentando il numero di commenti, condivisioni e visibilità esterna - e già avere tanti contatti, condivisioni ecc. ti rende più appetibile per gli editori,, ti aiuta a farti notare. E poi non si può escludere che un lettore migri tra i generi, se ama particolarmente un autore, o che magari uno che legge i tuoi rosa ma non ama i gialli però li possa regalare o consigliare a chi li legge.
  6. franka

    Fanfiction e RPF, si può?

    @ophelia03 sì, penso che tu abbia ragione: in After una ragazza si innamora di un "ragazzaccio" sexy che somiglia esteticamente a Harrry Styles e che si chiama Harry Styles ma che non è una popstar internazionale bensì uno studente di college, quindi non ci poteva essere alcun equivoco: per la pubblicazione vera è bastato cambiare il nome. Se questo è il caso di @Adorabile Becky credo non ci sia problema. Se invece lei vuole scrivere di un personaggio-star che ha moltissime cose in comune con quello vero, immagino serva maggiore di cautela. Questo suppongo è tanto più vero quanto più il personaggio viene fuori come molto negativo, o se nel libro si allude a fattacci o scandali accaduti, o chiacchierati, nella vita della star reale. Mi chiedo quei disclaim che si leggono in tanti libri, "questa è un'opera di fantasia, ogni riferimento a fatti e persone reali ecc.", quanto servono in casi del genere?
  7. franka

    Cerco agente ma...

    Secondo me molto dipende dalla CE con cui hai firmato. Se è discreta credo non ti sarà difficile trovare un agente che ti rappresenti, praticamente la parte più aleatoria del lavoro l'hai già fatta tu... Se invece la CE è molto piccola, prevedendo vendite limitate potrebbero non essere molto interessati alla rappresentanza ma magari il contatto può venire buono per il prossimo libro. In ogni caso io ricontatterei anche quelle a cui avevi già proposto il libro prima che trovasse un editore: scrivi o telefona spiegando la situazione e ti diranno loro come procedere. Devo dire però che secondo me (anche basandomi sulla mia esperienza attuale, infatti sono anch'io in procinto di pubblicare e mi sto confrontando con la mia agenzia proprio sulla promozione) la rappresentanza non significa che l'agenzia si occupi attivamente della promozione di un libro né che organizzi le presentazioni: compiti che spettano all'editore con il coinvolgimento attivo dell'autore. L'agenzia dovrebbe avere tutto l'interesse a mettere a disposizione esperienza e contatti affinché il loro autore possa svolgere al meglio queste attività e affinché il libro vada meglio possibile, ma non aspettarti che ti facciano un piano di social media marketing o che propongano il tuo libro a festival e premi letterari, o che contattino giornali o blogger per le recensioni... Non è loro compito.
  8. franka

    Fanfiction e RPF, si può?

    Secondo me questa è un'ottima soluzione... Anzi, a me parrebbe davvero strano il contrario. Quello del libro non credo ambisca a essere una rappresentazione fedele di Vasco Rossi (per dire), che nemmeno conosci di persona, ma è dichiaratamente una elaborazione di finzione frutto della tua fantasia e creatività: da fan diventi autore e dovresti rivendicare con orgoglio l'originalità di quella creatura! Per rendere ben chiaro che quel cantante e il suo mondo ti hanno ispirato la storia, e magari per attirare l'attenzione dei suoi fan, potresti dare al protagonista un nome che richiami vagamente il nome vero - che so da Vasco Rossi a Tosco Bazzi- e far girare la voce che il protagonista è liberamente ispirato al tal cantante.
  9. franka

    Agenzia Letteraria VS Presentazione diretta

    @cheguevara penso un misto di fortuna e capacità, come un po' per tutte le cose. Comunque se non avessi trovato un'agenzia avrei proceduto proprio come hai fatto tu, contattando medie e piccole CE serie e a cui mi sembrava che il mio testo potesse essere adatto ( nei mesi ne avevo messo insieme una lista ragionata, con rispettivi indirizzi, contatti, modalità di invio ecc.), ed evitando quelle che mirano solo a spremere gli aspiranti scrittori.
  10. franka

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Sembra interessante! Complimenti @Bango Skank per questo super esordio con un romanzo davvero atipico per il panorama italiano
  11. franka

    Agenzia Letteraria VS Presentazione diretta

    Di certo l'agenzia non è indispensabile. Per capire cosa conviene fare a te, innanzitutto bisogna capire a quali case editrici ambisci di sottoporre il tuo manoscritto (il che dipende anche da ciò che hai scritto). Le piccole CE è non è difficile contattarle direttamente, con l'invio diretto del manoscritto o magari presentandosi di persona a una fiera o a qualche evento. Per le CE più grandi è molto più probabile venire presi in considerazione se si viene proposti da un'agenzia (ovviamente di un'agenzia seria e con buoni contatti: come per le CE, anche di AL ce n'è di grandi e di piccole, di rinomate e di appena aperte, che lavorano bene e che lavorano male, di serie e di poco serie ecc.); inoltre si suppone che un'agenzia conosca molto meglio di un aspirante scrittore tutte le sfaccettature del panorama editoriale e sappia proporre in modo più mirato e professionale il manoscritto. Detto ciò ci sono -anche sul forum!- esordienti che hanno pubblicato anche con grandi case tramite invio diretto, quindi non si può mai dire! Una cosa che per me fa tantissima differenza è che con l'agenzia sei molto più a conoscenza del percorso del tuo manoscritto, e ti eviti i mesi di silenzio e nulla e il dubbio perenne dell'invio diretto: il mio libro non l'hanno ancora letto, l'hanno già letto e l'hanno scartato, e perché l'hanno scartato, ma l'avranno letto davvero o sarà finito nel cestino? Con l'agenzia hai la certezza che se il manoscritto viene preso in lettura dalla CE sarà letto; se viene rifiutato lo sai per certo (e anche questo secondo me è di grande aiuto, ti metti il cuore in pace e guardi al prossimo obiettivo), ma soprattutto vieni a conoscenza della motivazione del rifiuto: se non ha convinto il testo in sé (la storia, la scrittura, il tema, che so io....) oppure ci sono altre ragioni - commerciali, editoriali o di altro tipo. Personalmente dopo un fai da te inconcludente con un primo manoscritto inviato ad alcune CE, ho cercato con il successivo di tentare prima di affidarlo a un'agenzia: non è stato facile ma sono riuscita a farmi rappresentare da un'agenzia con cui mi sono trovata benissimo, loro hanno proposto il libro ad alcune CE ed è infine arrivata una proposta di edizione soddisfacente. Non ho pagato nulla per la rappresentanza, all'agenzia spetterà una quota delle royalties sulle copie vendute, quindi per quanto mi riguarda ne è valsa certamente la pena.
  12. franka

    Wojtek Edizioni

    Non li conosco e non so dire nulla su distribuzione ecc. ma il sito funziona, l'ho visitato poco fa; di certo continuano a pubblicare (uno dei loro libri è uscito nell'aprile di quest'anno).
  13. No, cioè non so se come fatturato sia più grande di NN, però di sicuro lo è come catalogo e come storia (esiste da oltre trent'anni mentre NN da quattro o cinque), e come rilevanza del contributo di innovazione all'editoria italiana. NN è di certo un esempio molto virtuoso di editore indipendente e ha portato in italia bravi autori, anche di successo come Kent Haruf; ma Iperborea ha portato in Italia -letterariamente- un intero pezzo d'Europa che prima non c'era. Detto ciò, confesso che non ho mai letto un libro di Iperborea mentre di NN sì
  14. Uno dei caveat dell'articolo dice: "i criteri si esercitano a patto che l’editore sia un ‘transatlantico’, comunque una nave da crociera, comunque un editore di peso, spadroneggiante (i piccoli, le piccole zattere editoriali, a meno che non siano canaglie che speculano sui sogni delle gallinelle letterarie da spennare, sono al di là del giudizio, spesso ‘cornuti e mazziati’, fanno un grande lavoro di scoperta e guadagnano zero o quasi). Chi non c’è nella lista tiri un sospiro di sollievo." Credo che NN (come i tanti altri editori validissimi che non sono menzionati nell'articolo) ricada, per cabotaggio, nella categoria zattere.
  15. Ah ok, ho capito. Non saprei... Le norme redazionali cambiano da CE a CE (per esempio c'è quella che usa il trattino, quella che usa i caporali...) perciò per un manoscritto da proporre non so che senso abbia fissarsi su una scelta o sull'altra.
×