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franka

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franka ha vinto il 30 maggio 2018

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  1. franka

    Come si organizza la presentazione di un libro?

    Le frustate che ti darei se fossi il tuo editore Scherzo ovviamente, diciamo che capita più spesso sentir lamentare da uno scrittore che gli editori non li seguono e non li sostengono nella promozione, è la prima volta che sento di un editore che organizza e l'autore che svicola! Capisco perfettamente l'ansia, anch'io sono ansiosa. Alla prima presentazione ero agitatissima. Si teneva in una grande libreria, e oltre all'imbarazzo per l'impressione che avrei fatto con amici venuti da vicino e da lontano, conoscenti e osservatori casuali, ero terrorizzata di fare brutta figura coi librai. Mi ero preparata dei temi, dei collegamenti, degli argomenti, per non trovarmi a fare scena muta; inoltre ho seguito il suggerimento di un altro scrittore, di chiedere al relatore se poteva anticiparmi le prima due domande, così da sentirmi abbastanza sicura da superare il nervosismo iniziale, e ha funzionato, perché poi continuando a parlare mi sono sciolta e ho risposto a ruota libera a domande sue e del pubblico. La seconda è stata più informale e il pubblico era diverso, e qui ho messo in pratica un altro suggerimento prezioso ricevuto in precedenza, di adattare la presentazione, il tono, gli argomenti, al pubblico che hai davanti. Certo può succedere che poi a posteriori ti dici, ah avrei potuto dire questo e quest'altro, ma pazienza, con un po' di preparazione e con l'esperienza acquisterai padronanza. Almeno lo spero: nel mio caso è arrivato il COVID e mi sono fermata a due presentazioni, ma non vedo l'ora di riprovare.
  2. franka

    Il work in progress

    Per me no, nel modo più assoluto. Non mi sembra un buon modo per presentarsi a un possibile "datore di lavoro": nessuno vuole prendersi gli scarti degli altri, né essere il ripiego dello scartato! Un editore che stia valutando il tuo manoscritto, venga sul tuo profilo per farsi un'idea di chi sei, e ci trovi tutti gli editori che l'hanno rimbalzato, può vedere che: a) la tua opera è stata rifiutata già tot volte, e da chi - magari la vede rifiutata da un editore simile a lui come posizionamento, o da uno che reputa più scarso, e dice: mah, se l'ha scartata pure lui, perché devo prendermela io? b) che la sua CE è stata per te il ripiego del ripiego del ripiego, a cui ti sei rivolto dopo il rifiuto di tante altre. Per quanto un editore queste cose le possa, chiaramente, immaginare, spiattellarle nel dettaglio e pubblicamente non mi sembra che possa favorirti.
  3. franka

    Quando diventa necessario farsi un sito/pagina autore?

    Cosa sono le card promozionali?
  4. franka

    Quando diventa necessario farsi un sito/pagina autore?

    Il mio romanzo è uscito in febbraio: per la promozione continuo a usare la pagina personale di Facebook (che nel frattempo sta crescendo molto, da 300 amici circa ha superato i 2000 e continua a salire), e di Instagram, che prima della pubblicazione mi sono decisa ad aprire (anche in seguito alle opinioni che ho letto qui sul WD) e che ha contatti molto più limitati rispetto a Facebook, ma comunque meglio che niente. Sono diventata più attiva su entrambi i social, ma cerco di non esagerare con il materiale promozionale. Cioè, cerco di postare cose relative al mio romanzo solo quando ho qualcosa di concreto da comunicare: recensioni, interviste, presentazioni, partecipazioni, e non in modo pretestuoso. Purtroppo ora essendo sospese le presentazioni e ogni tipo di evento letterario, ho ben poco di cui parlare... Voi in questo periodo cosa postate sui vostri canali social, relativamente ai vostri libri?
  5. franka

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Anche sulla pagina facebook Book Advisor fanno molte dirette. Le facevano già da prima, nel senso, non è una pagina nata apposta, ma ora data la situazione le hanno intensificate. Oltre che dirette con gli autori e le librerie, particolarmente interessante per gli aspiranti scrittori sono le dirette con le Case editrici, di solito CE indipendenti, se non sbaglio un paio di volte a settimana : di solito c'è il direttore, o un fondatore ecc. che parlano della loro storia, linea editoriale, generi che trattano, progetti per il futuro...e si possono fare anche domande in diretta. E' un ottimo modo di conoscere meglio tante realtà editoriali italiane, ve le consiglio. Poi i video rimangono nella pagina, quindi anche iscrivendosi ora si possono cercare e vedere quelle passate.
  6. franka

    Sulla riva

    In trenta secondi parlo del mio romanzo, Sulla riva, e in altri trenta consiglio un romanzo che amo e non è ancora popolare quanto merita. Su Thrillernord e non solo (pagina facebook di Thrillernord), i miei e tanti altri #Consiglidautore
  7. Bene @Lore, sono felice per te! In questo brutto periodo ti hanno mandato un bel segnale.
  8. franka

    Sulla riva

    Oggi sul Corriere della Sera, nell'inserto culturale La lettura. http://
  9. franka

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    io sento ovunque lettori che dicono: non riesco più a leggere.
  10. franka

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Molti gruppi su facebook lo stanno facendo. Sicuramente è una buona cosa, ma non può in alcun modo sostituire le presentazioni fisiche, dove ogni volta incontri librai e lettori diversi, mentre la presentazione su facebook quando ne hai fatta una non ha molto senso farne altre. Anche il coinvolgimento e l'investimento di chi guarda è diverso, così come lo stimolo ad acquistare il libro. Tutto ciò per dire che capisco chi dice che preferisce rimandare l'uscita, come @Bambola.
  11. franka

    Sulla riva

    "La scrittura di Francesca Violi è un vento impetuoso che trascina creando mulinelli di immagini, vortici che giocano col tempo..." Anche Casalettori ha dedicato a Sulla riva una bellissima recensione, firmata da Maria Anna Patti. https://casalettori.com/2020/03/04/sulla-riva-francesca-violi-elliot-edizioni/
  12. Tieni presente che in questo periodo gli editori -specie se piccoli - devono fronteggiare diversi problemi che gli sono franati addosso, si sono visti annullare fiere, festival, presentazioni a raffica e magari il tuo romanzo ha perso posizioni nella lista delle priorità. Però ti hanno detto che il libro è in lettura, la responsabile si è accertata che sia disponibile, sembra che l'interesse ci sia: io aspetterei ancora un paio di settimane e chiedere poi gentilmente se ci sono novità.
  13. franka

    Aspettative di vendita

    Personalmente io non riesco a non considerare il mio esordio un po' anche un banco di prova. Ma senza mai dimenticare che è, appunto, solo il primo passo! Penso che in ogni percorso professionale di successo, specie in quelli di tipo artistico, non sia proprio la norma ricevere al primo tentativo uno scintillante e inequivocabile segnale di apprezzamento... Spesso chi raggiunge buoni risultati ha alle spalle un tot di gavetta, di tentativi, piccoli o grandi miglioramenti, fallimenti e riprese. In questo senso sono d'accordo con chi tira in ballo la passione per ciò che si fa: sono convinta che solo la passione possa alimentare la perseveranza necessaria a continuare in un percorso così incerto, verso una meta che potresti anche non raggiungere mai.
  14. franka

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Linko l'articolo di Repubblica che è stato nominato più su. https://www.fanpage.it/cultura/il-coronavirus-mette-in-crisi-il-mondo-delleditoria-meno-23-di-libri-venduti/
  15. franka

    Aspettative di vendita

    @Ragman Secondo me quante copie vende un romanzo dipende da molti fattori, non solo da quanto è bello, e le copie vendute col primo romanzo non sono necessariamente una previsione del futuro. Innanzitutto, la condizione "primo romanzo di un esordiente sconosciuto" è il gradino più basso: non ti conosce nessuno, né i lettori né i librai né influencer recensori e compagnia, per forza venderà meno, a parità di bellezza, del libro di uno scrittore non ti dico affermatissimo ma che si è già costruito un suo pubblico. Poi, ovviamente, conta moltissimo il potere di fuoco della tua casa editrice, che influisce in modo decisivo su quanto il romanzo viene visto, recensito, invitato ai festival eccetera. Perciò un esordiente che vende X alla sua prima uscita con piccolissima casa editrice, può sperare che magari arrivando a una CE un po' più forte, ed essendosi costruito un po' di pubblico e di contatti nel mondo editoriale, al secondo o terzo romanzo migliorerà i risultati di vendita. Inoltre non scrivendo sempre lo stesso libro, uno può legittimamente sperare, con l'esperienza, la pratica, la maturazione artistica ecc. di migliorare come scrittore, come è successo a tanti scrittori. Ovviamente tutto ciò può anche non succedere e a quel punto uno può pensare, come dici tu, che forse non è la sua strada. In effetti per raggiungere un obiettivo la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti è molto importante, ma lo è anche la perseveranza e la capacità di migliorare.
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