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Kim

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  1. Kim

    Lucciole

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/24859-immagini-del-passato/ LUCCIOLE Tu ed io, tra i milioni di discorsi che abbiamo affrontato, mai abbiamo parlato di lucciole. Quegli animali che appartengono al regno dei coleotteri e da sempre hanno avuto una grossa presa nell'immaginario collettivo umano. Le lucciole sono in grado di rendere magico un paesaggio altrimenti banale, sanno creare come poche altre cose (tra cui una buona bottiglia di vino) un'atmosfera romantica ed in grado di farci dimenticare di noi stessi per qualche istante, incantati a fissare la loro presenza. Soprattutto in Giappone sono diventate soggetto di numerosi quadri e leit-motiv di 'Hotaru no haka', uno dei migliori film d'animazione di sempre. Fa strano scoprire che in realtà la loro luminescenza, sebbene ora si sia specializzata nel tentativo disperato di riprodursi, sia nata in realtà come forma di avvertimento. Come i pesci variopinti dai mille colori che vengono evitati dai predatori perché hanno imparato che a quelle tonalità corrispondono sostanze tossiche. Studiando la biologia delle lucciole e il loro ruolo nell'ambiente si è infatti scoperto che sono piene di tossine ed il loro arcaico illuminarsi era un segnale forte lanciato ad uccelli ed insetti più grossi 'state alla larga, contengo veleno.' Questa è la ragione per cui hanno così pochi predatori. Col tempo, però, passo dopo passo nella loro scala evolutiva, la bioluminescenza ha iniziato a funzionare anche come richiamo ai loro simili di sesso opposto. In pratica il maschio, superata la fase larvale, ha solo poco tempo di vita e sfrutta tutte le sue energie nel cercare una partner per trasmettere il proprio materiale genetico; così inizia a volare e brillare. Le femmine, si arrampicano su rami o steli, osservando questo incredibile ballo di luci, cercando tra i possibili amanti quello in grado di emettere scintillii più intensi e prolungati. Una volta scelto, puntano la coda in sua direzione, emettendo anche loro il caratteristico brillio. La lucciola maschio a questo punto inizia a sperare, ma sa che il corteggiamento ancora non è finito: si avvicina e, nuovamente, avvia il fenomeno della bioluminescenza. Ad una distanza ravvicinata, la femmina può meglio valutare se è quello che sta cercando e se la risposta è sì emette un secondo segnale per dare il via all'accoppiamento, che ha la durata della notte intera. Ma le lucciole, nella loro straordinaria capacità d'ingegno, non trasmettono solo sperma, aggiungendo anche sostanze nutritive formate in maggior parte da proteine, che la femmina utilizzerà per produrre le uova. Come alcuni studiosi hanno poeticamente sottolineato, quindi, quando si è di fronte ad un paesaggio popolato da lucciole, quello a cui si sta assistendo è una 'silenziosa canzone d'amore.' Facile capire perché tante persone trovino la loro presenza romantica. Forse, la troverebbero un po' meno se sapessero che una sottocategoria delle lucciole, le Lucciole Vampiro, per una qualche ragione non riesce a produrre le sostanze nocive di cui dicevo prima, così come unico modo per difendersi dai predatori hanno quello di imitare il comportamento delle femmine, aggrappandosi a steli o rami per poi puntare la coda in direzione dei maschi valorosi e fare intendere loro di essere interessati all'accoppiamento. Una volta adescati, li immobilizzano e tramite delle fauci a tubo, succhiano loro tutto il sangue, assorbendo le sostanze tossiche che li difenderanno dai predatori. E' così interessante la biologia di questi insetti, e ci sarebbe tanto altro da dire, ad esempio che la loro forma larvale dura due mesi e già durante essa sono in grado di sfruttare la bioluminescenza. Anche la bioluminescenza sarebbe un argomento interessante da trattare, pensa a quante cose ci circondano senza neanche che ce ne rendiamo conto. I loro meccanismi, la loro vita. Le lucciole. L'uomo. L'uomo, invece, è un animale che ha un solo grosso vantaggio rispetto agli altri: quello di sapere comunicare in maniera eccellente. Non sempre però questo avviene facilmente, perché la comunicazione avviene tramite 'castelli' di informazioni su cui si possono poggiare poi altri piani, così via fino all'infinito. Ma se le basi mancano, questo è impossibile: non potrò parlare della partita dell'Inter ad uno che non sa cosa sia il calcio, né parlare di Hegel ad una persona che non va oltre allo sport. Ora, se mai dovesse esserci bisogno, io e te potremo parlare di lucciole, perché ne sai qualcosa. Anche se a dire il vero dubito che lo faremo mai, questa è la prima volta che mi è venuta voglia di affrontare un simile argomento, così prima di scriverti sono andato a documentarmi. Io stesso, fino ad un ora fa, non sapevo nulla di tutto ciò. Ma ne è valsa la pena, perché - se riesci a capire il discorso che sto facendo - questo vuol dire che potremo parlare di tutto, e se qualcuno non avrà le basi, gli basterà documentarsi. Ogni tanto rimango sveglio la notte, con la gran voglia di parlare anche se a nessuno in particolare; credo sia per questo che ho iniziato a scrivere storie. Esprimere la propria voce solo per il gusto di farlo. Comunicare, non importa a chi. Non m'interessano realmente le lucciole, sebbene le trovi interessanti. M'interessa sapere che quando o dove ne avremo voglia, ci si potrà parlare. E conoscersi meglio. Tirare fuori gran pesi dallo stomaco, trovare qualcuno con la nostra stessa visione della vita, forse disposto a percorrere con noi un pezzettino della strada che abbiamo da fare. Lo trovo commovente. Bello. Un'idea calda davanti alla quale ripararsi dal gelo della vita. Magari proprio in un campo di lucciole.
  2. Kim

    Immagini del passato

    So che è una questione puramente di gusti, ma io fossi in te eliminerei un poco di punteggiatura. Ci sono troppe pause dettate dai punti fermi. Io ci vedrei molto meglio il " ; " o i " : " in alcuni casi, come in questI: "Già sapeva cosa ci avrebbe piantato a inizio inverno; non era una questione di soldi: rivedere il giallo del grano maturo e ammirare di nuovo le spighe ondeggiare per il vento, tutto questo non aveva prezzo." "La mente tornò a quel viaggio: erano passati 15 anni da Osaka, Hiroshima, e gli altri posti che aveva visto." "tuttavia la cultura orientale era quella che più gli era rimasta impressa; forse per la pace che infondeva, per l'eleganza e l'attenzione che sembrano smarrite nella società occidentale." "Si fermò qualche istante a guardare i riflessi rossastri del cielo: ogni mattino vedeva quello spettacolo ma non se ne era mai stancato." Qui invece usi il termine "nipotini" dopo averlo già usato poche righe prima, io sostituirei con "nipoti". "Erano tempi di duro lavoro, in cui per l'impegno si era sempre ricompensati. Con i prezzi del grano potevi mantenere una famiglia, e avevi un lavoro da insegnare a figli e nipotini fin da bambini." Passando ai commenti generali mi piace lo stile che hai usato, asettico e descrittivo. Della psicologia del personaggio si vede poco, ma il tuo registro ti permette di caratterizzarlo meglio: ottima strategia. Bello il finale. Complimenti
  3. Kim

    Frollini Terazof - Parte uno

    KMR, figurati se c'è da scusarsi. In realtà l'unica cosa da fare è ringraziare per l'attenta analisi che hai fatto. Prendo nota delle correzioni, alcune ineccepibili, altre sulle quali non mi trovi molto d'accordo perché sto cercando di creare uno stile più vicino al parlato di quanto non faccio di solito; non che reputo sbagliate le tue osservazioni, sicuramente le riprenderò, ma cercando di usare un registro ed una forma più vicina a quella che mi sono prefissato. Per quanto riguarda il contenuto, che in varie parti sembra non giungere a nulla, ti do pienamente ragione, anche se era proprio l'effetto che volevo creare: spaesare il lettore. Vorrei aprire tanti discorsi senza chiuderne troppi, giusto per divertirmi nel finale a vedere cosa il lettore avrà interiorizzato (se l'avrà fatto) di una storia che, di per sé, è priva di senso. (Avevo visto questo mini-documentario su gente che vede Dio e santi nelle macchie che trova sui muri così ho pensato 'wow!Devo provare a fare una cosa del genere!' - lasciare macchie, intendo.)
  4. Kim

    Frollini Terazof - Parte due

    Commento È stata la possibilità di scelta che mi ha fregato. Sono a girarmi nel letto, senza riuscire a prendere sonno e con la grande voglia di confidarmi. Di solito, non ce l'ho mai; sapete com'è, scrivo, e quello basta per soddisfarli. Ma oggi, e vi spiegherò il perché, un semplice racconto non basta: voglio parlarvi a cuore aperto. Sono di ritorno da una delle settimane migliori che abbia mai vissuto; tante cose sono accadute e lo hanno fatto con un tempismo perfetto. Ci sono stati segnali, da parte dell'universo, che tutto prima o poi ritorna. Ed io mi sono davvero sentito funzionante al massimo per una delle prime volte in vita mia. Come in un puzzle, ogni giorno era un tassello che si incastrava perfettamente agli altri per andare a formare il quadro della mia felicità. Si può cambiare, in una sola settimana? Penso sia quello che mi sia successo. Questi giorni mi hanno dato tanto, forse troppo. È questo il problema, il troppo. Una vita così, guidata dall'inaspettato è una vita senza legami. Perché quando ti leghi a qualcuno o qualcosa diventa parte del programma. Ed io odio, il programma. Odio però anche essere così apatico, incapace di sostare con la stessa persona o situazione per più di qualche mese. È nella possibilità di scelta, la fregatura: come faccio a scegliere qualcosa quando nel resto del mondo potrebbero essercene migliaia altrettanto belle se non di più? Ed ora sono nel letto, insonne e triste nonostante i giorni passati. Anche se forse sto solo esagerando, il fatto che i frollini Terazof ora sino disponibili in cinque nuovi gusti non vuol dire che tutta questa scelta debba per forza bloccarmi. Però lo fa. (Ultima lettera di Jacopo Ortis) Come si può vedere da questi documenti storici, l’epoca Terazof è un periodo che vale la pena di analizzare in profondità, anche in virtù del fatto che il suo ricordo è stato cancellato dalla mente di tutti. Per quale motivo, una volta che l’umanità riesce finalmente nel suo obbiettivo di prosperare e sopravvivere in un mondo finalmente in pace, senza più conflitti e tragedie come povertà, fame e malattia. Uno studio eseguito dal famoso ricercatore Marietto Geniale rivela un grafico sconvolgente: L’asse Y rappresenta il numero (in miliardi) di persone che soffrivano di fame; come si può vedere questo dato è sceso a zero non appena i frollini sono stati immessi sul mercato. Ma per quale motivo un risultato così straordinario? Dopo un’attenta opera di ricerca e di intervista, Geniale riuscì a capire quello che le pubblicità Terazof affermavano da anni; ovvero che se riesci a fare breccia nel cuore di persona, mostrandole la retta via e facendole provare una profonda sensazione di gratitudine verso la vita in generale, questa sarà talmente colpita da abbandonare l’egoismo e fare di tutto affinché gli altri riescano a vivere una vita degna. In pratica, i frollini Terazof così buoni che dopo il primo assaggio erano in grado di fare scomparire tutte le sensazioni ed i pensieri malvagi nella mente di un uomo, lasciando al suo posto una persona nuova con l’ardente smania di fare del bene. Per questo motivo subito dopo il loro ingresso in scena l’umanità intera iniziò a cooperare, dandosi una mano l’un l’altro per porre fine alle problematiche che l’avevano sempre afflitta. Tutto questo funzionò. Funzionò benissimo. L’acuto Geniale, dopo un’analisi così attenta e soprattutto supportata da numerose prove empiriche, chiuse però il libro con una domanda: era tutto questo giusto? La felicità era oramai a portata di tutti, ma per essere raggiunta aveva richiesto il sacrificio di odio, invidia e tutti gli altri pensieri malvagi che un uomo può provare all’interno della sua vita. Il suo discorso era, ammetto, confuso e a tratti delirante, perché una volta che ci si è dimenticati, poniamo caso, dell’egoismo; è molto difficile parlarne in maniera chiara e concisa. Così Geniale parlava di tutte quelle sensazioni dimenticate, di cui avvertiva di sentire la mancanza senza avere bene chiaro in mente cosa fossero. Il mondo era diventato totalmente ignorante su queste cose, ed in cambio aveva guadagnato la felicità eterna. “Era giusto?” continuava a chiedersi lo studioso. Le ultime dodici pagine del suo libro infatti non facevano altro che contenere queste parole: ‘è giusto?’. La lettura di queste ultime riflessioni mi lasciò parecchio da pensare. Sembrava che i frollini Terazof avessero riportato alla ribalta uno dei problemi più antichi di sempre: vale la pena di vivere una vita d’ignoranza pur di essere felici? Meditabondo, in questo studiolo trovato per caso, decisi di prendermi una pausa dalla lettura; per quanto fosse intrigante l’argomento Terazof , stavo accumulando troppe nozioni senza avere il tempo necessario per rifletterci sopra, così che come conseguenza sentivo di non essere più padrone dei miei pensieri, facendo mia ogni cosa che leggevo. Di contro, non volevo nemmeno lasciare la stanzina in cui ero capitato… c’era un’atmosfera di pace, lì dentro che mai avrei potuto provare all’esterno: dopo la scoperta che il mondo mi aveva tenuto nascosto qualcosa di così grande come l’era Terazof, non mi sentivo a mio agio all’idea di metterci nuovamente piede. Non finché non mi fossi chiarito le idee, almeno. Così decisi di usare il minuscolo schermo del mio smartphone per guardarmi quanti più film di fantascienza possibili. Taccio sui loro titoli -mi vergognerei troppo ad ammettere di essermi guardato simili schifezze- anche se la loro ripetitività è stata la boa che cercavo tanto; nella maggiore parte di essi, l’umanità finiva schiava di un sistema totalitario che si occupava di tutto, rendendoli felici ma inerti. Penso che abbiate presente il genere di cui sto parlando. Ebbene, le situazioni viste in streaming mi ricordarono quelle provate leggendo dei Terazof, con la conseguenza di farmi schierare a loro favore: che m’importa se la mia libertà viene limitata, l’importante è la felicità, l’altruismo e la cooperazione che sono riusciti a portare. Anche il fatto di non avere il diritto di sparare in faccia al primo uomo che indossa un cappotto blu è una limitazione alla mia libertà, eppure sebbene io trovi i cappotti blu veramente odiosi, mai mi lamenterei contro una simile cosa. Quei film parlavano quasi tutti di una rivoluzione contro questi sistemi totalitari, come se ci fosse qualcosa di male in una società che ti fornisce robot per fare le faccende di casa, trovare l’amore o farti trovare il cibo in tavola. Che boiate… Avevo la risposta alla domanda posta da Marietto Geniale: sì, ne valeva la pena. Una volta capito, mi fiondai nuovamente nei libri. Torniamo ad un altro poco di documentazione storica, questa volta di stampo politico, per analizzare i cambiamenti che i frollini Terazof portarono anche in questo campo. - “Nonostante differenze di colore, religione o politiche, c’è qualcosa che ci accomuna tutti: la passione per i frollini Terazof! Quindi, a che pro odiare? Siamo tutti uguali, nel profondo.” (estratto di un celebre discorso di Matteo Salvini tenuto sulla via di Damasco) - “Oggi ho celebrato la prima unione russa tra due omosessuali. Volevo dire di no, ma poi mi hanno offerto una scatola di frollini Terazof. Forse mi sono sbagliato su di loro…se amano Terazof non possono essere così male…” (Putin in un’intervista concessa a Porta a Porta) - “Abbiamo deciso di smantellare le nostre armi e sgomberare i nostri campi prigionia. Con il materiale e lo spazio ricavato abbiamo costruito impianti da mettere a disposizione delle industrie Terazof. Per anni abbiamo pensato che il nostro scopo fosse portare la legge di Allah nel mondo, ma dopo avere assaggiato queste prelibatezze abbiamo capito che la vera missione a cui eravamo chiamati era fare mangiare a quanta più gente possibile i frollini Terazof. Ora le nostre divise sono grembiuli da cucina; indossiamo guanti da forno con cui portiamo vassoi pieni di frollini che consegniamo a storpi, mendicanti, orfani e pure ebrei.” (Comunicato I.S.I.S.)
  5. Kim

    Gli amori mai vissuti (2/2)

    Ecco, col finale ribalti tutto. L'avevo detto che commentando solo la prima parte avrei rischiato di fare la figura dell'ingenuotto (cosa che è successa). La storia mi piace, questo finale è in grado di colpire e anche la sensazione di costruito che avevo prima è scomparsa. L'unico dubbio che mi rimane è quello sull'età dei due protagonisti, visto che m'immaginavo Sara più giovane dell'uomo. Complimenti
  6. Kim

    Gli amori mai vissuti (1/2)

    Indubbiamente scrivi bene. Il problema che ho trovato, infatti, verte su quello che racconti, non su come lo fai. Non ho ancora letto la parte due, quindi potrei sbagliarmi, ma allo stesso tempo sono in grado di dare un giudizio più sincero su questa prima parte. Quello che voglio farti notare è: quante volte hai sentito/visto/letto una storia del genere? Il problema secondo me sta proprio nella mancanza di originalità, oltre che nella carenza di dettagli che potrebbero rendere il tutto più verosimile. Mi spiego: Sara sta su un ponte, sotto un acquazzone, a parlare di massimi sistemi con uno sconosciuto. Può anche starci. Ma sento la mancanza di momenti di silenzio, imbarazzo, frasi iniziate e lasciate a metà. Un dialogo del genere non può svolgersi in maniera così lineare come l'hai descritto. Che poi forse sono io, perché queste cose le hai messe, però mi paiono troppo costruite e poco reali; ma a giudicare dai commenti lasciati dagli altri questa è una sensazione solo mia, quindi non darci troppo peso. Invece sul fatto dell'originalità mi spiace ma penso proprio di avere ragione: certo, nulla di male a raccontare con la propria impronta una storia già vista, ma se si hanno le capacità perché non osare di più? Adios!
  7. Kim

    Frollini Terazof - Parte uno

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/24708-il-quartiere-dei-nevrotici-cap-1-parte-prima-marco/ FROLLINI TERAZOF Pochi sanno della storia dei Frollini Terazof, che per un periodo ancora non precisato di anni hanno spopolato sul pianeta Terra. Quando arrivarono sembrarono la soluzione a tutti i mali; quando scomparirono la vita riprese normalmente, come se niente fosse successo. Col passare degli anni sono stati dimenticati da tutti; la letteratura e le prove storiche della loro esistenza sono scomparse, probabilmente per la decisione di qualche capoccia rinchiuso in un ufficio luminoso e sopraelevato rispetto al mondo. Sembra incredibile, ma è così. Il loro ricordo è scomparso, ma ha lasciato in noi esseri umani un grande vuoto. Quello che avvertite voi, che avverto io. Nei momenti in cui è buio e vi trovate da soli nella vostra camera da letto; quando il sole splende, i cani scodinzolano e voi sentite qualcosa mancare. La sensazione di depressione che vi attanaglia subito dopo il raggiungimento di un grande traguardo. E poi voi sapete quando. Questo per via del vuoto lasciato dai Frollini Terazof; non perché prima non ci fossero queste situazioni, ma perché loro erano riuscite a porvi rimedio. I Frollini Terazof erano il paradiso in Terra. Come faccio a saperlo? Mi sono trovato, per puro caso, nell’unica libreria al mondo che contiene ancora libri su quest’argomento e, ancor meglio, una scatola di questi deliziosi frollini. All’inizio non volevo credere a quanto leggevo, poi, assaggiandone uno mi sono reso conto della veridicità di quanto appreso. Purtroppo la loro ricetta era segreta, così non c’è modo di riprodurli; ma spero che indagare sull’effetto che hanno avuto sul mondo, cercando di capirli, possa essere d’aiuto per ridonare al mondo un poco di felicità e indicazioni su quale sia la vita da seguire. Scrivo questo saggio per questi motivi e perché il mondo deve sapere. Per farvi meglio comprendere la portata che questi Frollini ebbero sulla società, inizierò col citarvi alcuni estratti dei libri che ho letto. Poi, passeremo alla storia vera e propria. - Scusa se ti scrivo dopo così tanto tempo, sai. Scusa anche se mi sono dimenticato di te. Ma poco fa ho visto il tuo riflesso voltare l'angolo e ti ho pensata. Volevo dirti, ora, che sei proprio bella e non riesco a capire come in passato sia arrivato a pensare l'opposto. E Che quel sorriso che hai negato oggi al salumiere non mi è piaciuto. E che senza te probabilmente il mondo non avrebbe senso. E sei bella. Più bella e potente e mitica di quanto pensi di essere. E poi smettila con la storia della sofferenza, che non sai quanto male fa cadere in un deposito di pece bollente. Ahi! Ahi! Mi sta bruciando anche la gola, penso che morirò. A te le mie ultime parole, o' ... AHI! AHI! Manca l'ultima parola al racconto! Che dispiacere! Scegli tu, lettore di passaggio. Che parola era? 1- Umanità 2 - Donna 3 - Gustosissima esplosione di piacere quando mangi i frollini Terazof! (Tratto da Parole ad inserimento, popolare show dell’epoca Terazof) --- Diario di uno sperduto nel deserto di Marte. - Che poi con questa storia di Marte l'avevo finita. C'ero stato un paio di annetti fa e dopo un primo impatto di gioia profonda per i suoi deserti di rame, dopo cinque minuti mi ero già annoiato. Pensa ora che ci ricapito per la seconda volta....li ho odiati fino dal primo minuto. Il castello che, paletta e secchiello avevo costruito ora non c'è più, e zero voglia di costruirne un altro. Zero voglia di qualsiasi cosa a dire il vero... Marte ti succhia la voglia di vivere, credo. Perché ho deciso di tornarci? Perché sono fondamentalmente un idiota. E fammi scrivere questa frase nuovamente che forse mi entra in testa: sono un idiota. Me ne stavo cosi bene a casa. Idiota. Ho deciso di uscire e camminare fino all'esaurirsi dei miei pensieri, quando ho visto un cane in un container. Mi sono avvicinato per accarezzarlo e le porte si sono chiuse, il cane è uscito da una finestrella e sono rimasto bloccato. Poi il container imbarcato su uno shuttle e questo mandato su Marte. Che palle, oh. Adesso cammino, senza idee, senza nulla da fare e senza sentire nulla all'infuori dei miei piedi. Pagherei oro per vedere un altro umano e dirgli 'ciao'. Solo questo. Magari se è donna anche annusarle un po' i capelli. Proprio come i pervertiti. Ma poi scappare via perché mi vergogno di quello appena fatto. Davvero, non so cosa darei per vedere un altra persona; sulla Terra ce ne sono tante, chissà se mi ricorderò mai di questo se e quando tornerò. Ma dubito...l'uomo è un animale che pensa solo ai frollini Terazof, quelli importano solamente. Tutto il resto dimentica. Come le mie orme, cancellate dal vento; dimenticate da Marte ed, oserei dire, dalla vita stessa. Cammino... (Ricopiato da un vecchio quaderno scolorito trovato in questa libreria) - Nel suo famoso saggio "Paradiso e gusto", Piastrella spiega bene il motivo per il quale l'uomo ora non abbia più traguardi da raggiungere. Questa condizione è nata quando il signor Terazof fondò la sua fabbrica di frollini, talmente buoni che un solo morso permette di assurgere ad una condizione divina. L'uomo, mangiandoli, diventa come Dio Creatore, perché stimolano in lui sensazioni così pure da raggiungere la perfezione. Di che altro ha bisogno l'uomo nella sua lunga marcia evoluzionistica? Prima del signor Terazof la felicità era una parola difficile, dalle mille definizioni. Ora invece il suo unico significato è quello di questi deliziosi Terazof. Io li mangio sempre. (Frase riportata abitualmente da Bono degli U2 prima d’esibirsi nella loro canzone più famosa “I love Terazof” - "I frollini Terazof sono la dimostrazione che Dio esiste e ci ama." (cit. Winston Churchill) - Alcune cose che non conoscete dei frollini Terazof. - Masaku NomeInventato, dittatore della Manciuria, dopo avere assaggiato i famosi frollini ha smantellato il suo harem per costruire una forneria in grado di fornirgli quella squisitezza. Purtroppo la ricetta è segreta, cosi i mugnai sbagliano di continuo ed il dittatore li uccide. Questo ha a tal punto inciso nelle statistiche mondiali che ora il mugnaio è il lavoro più pericoloso del mondo. - Leonardo da Vinci, in una recente intervista tenuta alla Terazof foundation ha affermato che se al suo tempo ci fossero stati i frollini Terazof avrebbe dipinto quelli invece della Gioconda. - L'industria del porno, dopo lo spaventoso successo dei frollini,si è dovuta adeguare inserendo sempre una scena in cui gli attori ne mangiano un paio, durante l'amplesso. Questo perché gli abituali consumatori di porno non vogliono più vedere nulla che non contenga questi frollini. - È stato scoperto un nuovo senso, oltre i cinque canonici, che si attiva solo quando si mangiano i frollini Terazof. Questo spiega la loro straordinaria bontà. - A breve si riunirà una commissione di scienziati per discutere sul cambiare il nome del Sistema Solare in Sistema Terazof. (Informazioni riportate su un classico Infodub che si poteva trovare per strada) - "Salve, da quando siete sul mercato i Problemi mondiali sono giunti a termine. Chi direbbe che il conflitto palestinese si sarebbe risolto grazie ai vostri frollini? Vi scrivo per sapere se potreste immettere sul mercato una nuova ricetta visto che la papaya, che li compone al 24%, mi provoca allergie. Sono depresso a vedere i miei amici che li mangiano ed io non posso. Saluti." Questa la risposta ufficiale della Terazof "Mi spiace ma non possiamo. Però ti vogliamo bene." (copia di una lettera inviata alla redazione Terazof)
  8. Kim

    Cercasi Beta Reader

    Ringrazio pubblicamente Visegrip: gentilissimo, mi ha addirittura chiamato per telefono ed ha fatto un ottimo lavoro. Mi scuso con lui se sono riuscito a ringraziarlo solo ora ma ho avuto problemi di salute di mia nonna che mi hanno tenuto abbastanza occupato. Ottimo lavoro, Vise
  9. Kim

    "Hitler, Socrate, Amore e Gelato" di Kim Chari

    E' uscita la prima recensione del mio libro, spero v'incuriosica http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/03/recensione-hitler-socrate-amore-e.html?m=1
  10. Kim

    Licantropo supereroe

    Sinceramente mi sa di già visto...io fossi in te cercherei qualcosa di più originale.
  11. Kim

    Contest n.94 - Il guerriero

    Ma visto che ho partecipato solo io che si fa? Si prolunga la data di scadenza?
  12. Ho scritto un libro fantastico. Fantastico sia nel genere che nella qualità ( ) ed ho trovato una casa editrice pronta a pubblicarmelo. Fatica ne ho fatta meno di quello che mi aspettavo ma, naturalmente, i rifiuti ci sono stati. L'unico problema che mi è capitato è stato quello di sentirmi snobbato da altri scrittori, proprio perché c'è un po' la concezione che REALE > FANTASIA però sinceramente tra le CE non mi è parso di trovare simili pregiudizi.
  13. E' impossibile parlare di quel periodo/luogo senza dedicarsi al proibizionismo. Sinceramente libri che ne parlano non ne conosco, se non i volumi di Storia che ho studiato alle superiori, però 'C'era una volta in America' e 'Gli intoccabili' possono darti una buona descrizione. Se sei smanettona, allora c'è pure il videogame 'Mafia'
  14. Kim

    Poesia rimpiazzata dalla musica?

    Così come sono state scritte tonnellate di poesie ciofeche, solo che alla Storia sono passate solo quelle degne. Inoltre, se ho studiato bene (ma non sono un bravo studente, in genere) le prime poesie della storia avevano accompagnamento musicale, no?
  15. Kim

    Poesia rimpiazzata dalla musica?

    Mi sembra strano non avere trovato nessun topic a riguardo, quindi forse è colpa mia che non so usare la funzione 'Cerca'. In caso, me ne scuso La domanda che voglio farvi è: pensate che la poesia, come genere, sia morto? Sinceramente non conosco nessuno che, al giorno d'oggi, legga poesie; certo, qualcuno ne conosce un paio, ma lì si ferma. Pure io mi trovo costretto ad ammettere che oltre a Whitman, D'Annunzio, Leopardi ed Eliott non riesco ad apprezzarla granché. Di contro, non conosco nessuno che non sappia a memoria qualche canzone e che ricorra al testo per farsi forza nei momenti difficili o ne tragga piaciere. Insomma, le canzoni hanno lo stesso effetto che hanno le buone poesie. Può essere che ormai, la poesia contemporanea si trovi nelle canzoni?
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