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Cristian

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    cinema (di qualsiasi genere),
    fumetti (di qualsiasi tipo)

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  1. Cristian

    Jack l'orologio

    Ciao, in aggiunta alle correzioni degli esimi colleghi, volendo essere pignoli, mi sento di aggiungere che ho trovato ambiguo questo passaggio: "l’orario sul quadrante della sua conoscenza": nel senso, l'orario rappresenta la sua conoscenza o si sta parlando dell'orario segnato da un suo conoscente, ovvero Paul? (la seconda, ma inizialmente credevo la prima). Ho trovato il racconto molto gradevole. Mi permetto comunque di dare alcuni suggerimenti (gusto personale): 1) avrei diluito l'inizio, dando maggior spazio alla vita dell'orologio e alla sua routine cadenzata dal ticchettio delle sue stesse lancette, prima di passare a Paul; 2) il finale mi sembra poco efficace: essendo una favola con una sua struttura abbastanza classica, forse avrei preferito un finale meno disfattista, per esempio come segue: - Jack incontra il grande orologio, sincronizzato grazie a un meccanismo che osserva il moto della terra nel sistema solare, la sua è l'ora esatta presa come riferimento da tutti gli altri orologi principali (internet, tv, ecc.); - Jack si regola su quell'ora e va da Paul; - Paul anche davanti all'evidenza del proprio errore non arretra e non cambia idea ma trova anzi una motivazione (stupida) per mantenere le proprie ragioni. Questo ci permetterebbe di poter parteggiare per Jack con più convinzione. Il messaggio finale stona con l'impostazione della favola. Mi riferisco alla frase relativa all'orologio rotto: "anche se questo non lo renderà più utile di quanto è adesso". Ciò che mi sembra di capire è che il messaggio avrebbe voluto essere: "siamo tutti uguali e lui, perché rotto, non vale meno di me, di te, e degli altri" ma così come l'hai impostato non funziona. E' compito di un orologio segnare l'ora. Jack in questo senso fa del proprio meglio per essere un buon orologio così come un essere umano fa del proprio meglio per realizzarsi come persona. L'orologio rotto invece non funziona e per me (parlando qui di orologi e non di esseri umani) non vale niente proprio perché è un orologio rotto. Allora io credo che avresti dovuto caratterizzare meglio l'orologio rotto con due semplici sfumature: 1. come si è rotto o, ancora meglio, chi l'ha rotto; 2. anche se è rotto e non segna l'ora, forse ha qualcosa che gli altri non hanno (una dolce musica di carillon?) Penso così il finale sarebbe più efficace a sostegno di tutta la struttura. Ciao!
  2. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Mike propose arditamente carezze, Diane utilizzò baci occasionali. - Sensazionale! - Languidamente esclamò toccando nervosamente energumeni queruli. - Uniamoci, zuzzerelloni infingardi, fondiamo resort variopinti a Genova! PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  3. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità; haker osannato, mentre prostitute accalappiavano clienti depravati ungendoli benebene, ostentava superbi lombrichi e trastullava, negligente, efebiche quisquilie: uno zuccone! Intanto favoriva rinunce vigliacche a go-go, insidiando hawaiane obese. Mike propose arditamente carezze, Diane PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  4. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità; haker osannato, mentre prostitute accalappiavano clienti depravati ungendoli benebene, ostentava superbi lombrichi e trastullava, negligente, efebiche quisquilie: uno zuccone! Intanto favoriva rinunce vigliacche a go-go, insidiando hawaiane obese. Mike PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  5. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità; haker osannato, mentre prostitute accalappiavano clienti depravati ungendoli benebene, ostentava superbi lombrichi e trastullava, negligente, efebiche quisquilie: uno zuccone! Intanto favoriva rinunce vigliacche a PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  6. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità; haker osannato, mentre prostitute accalappiavano clienti depravati ungendoli benebene, ostentava superbi lombrichi e trastullava, negligente, efebiche quisquilie. Uno PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  7. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità, haker osannato, mentre prostitute accalappiavano clienti PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  8. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Vagabondando armato garantiva incolumità, haker osannato, mentre PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
  9. Cristian

    In ordine.

    Alcuni commenti dati dal mio gusto personale (e quindi ignorali pure): suona strano, non è meglio "mi sto facendo la barba"? Non lo metterei tra parentesi, questo secondo me è un elemento molto importante e quindi lo evidenzierei maggiormente anziché metterlo in secondo piano. Forse mi è sfuggito ma non mi sembra si sia vestito prima della fine. Arriverei invece in fondo facendogli ultimare la preparazione. Da queste frasi mi sembra che prima Emilio sappia chi essi sono e cosa vogliono, poi invece dopo fa finta di non saperlo. Mi sarebbe piaciuto di più fosse stato cortese e sincero fino all'ultimo per aumentare il contrasto. Eliminerei quindi il "si può sapere cosa succede", e fin dall'inizio farei sapere al lettore chi c'è sotto. Voglio dire che la domanda su cui far leva non dovrebbe essere "chi c'è sotto" ma "perché prende tempo?" che hai sviluppato bene. In conclusione, non mi è dispiaciuto, forse avrei calcato maggiormente la mano sul contrasto che si viene a creare tra le azioni di normale quotidianità e l'atto finale. Quindi l'avrei fatto sorridere, fischiettare, magari anche ballare mentre si veste di tutto punto.
  10. Cristian

    La notte dei formaggi molli strscianti assassini

    Sul numero dei personaggi: a differenza degli altri io sono invece per mantenerlo inalterato perché, come hai fatto notare, è una specie di parodia demenziale dei film horror in cui uno alla volta muoiono i componenti del gruppo. Però è vero che si crea una certa confusione, perciò: 1. eliminerei i nomi di battesimo per lasciare solo i soprannomi; 2. introdurrei i personaggi immediatamente, in una frase, per mettere in chiaro chi e quanti sono, per esempio: Due settimane prima delle feste, cinque figure entrarono nel supermercato Hula come si entra in un cimitero: erano il bassetto, il pennellone, lo smilzo, il corpulento e la stinfia. 3. ricorderei più spesso chi fa cosa, per esempio, verso la fine: I superstiti uscirono nei giardinetti. E diciamolo chi sono i due superstiti. Passo ad altri commenti (personali, sicuramente opinabili): toglierei "per il gusto del brivido" per lasciare intendere che entrino con uno scopo sinceramente non sapevo cosa volesse dire, non sarebbe meglio una parola meno gergale, tipo: l'acida ? metterei un nome di supermercato conosciuto, tipo Lidl refuso La dinamica qui perde secondo me di efficacia, me li ero immaginati a una certa distanza e impietriti, mentre mi ritrovo il pennellone vicino che scivola. Specificherei che si ritrovano proprio vicini al banco e per l'impressione sbattono uno contro l'altro, per esempio, così da collegare meglio il seguito. metterei: "cadde a terra in preda alle convulsioni" molle? toglierei che sono cinesi: a parte il luogo comune, non penso che nei supermercati vendano fuochi artificiali che sono solo cinesi, mi sembra strano. manca l'accento Racconto godibile e divertente, molto carino. Ciao!
  11. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    "Gioite inebriati homunculus ottenebrati: meritate patate arrostite cautamente digerite, unte bene oppure sfrigolate. Lamentarsi emettendo terebranti neologismi. Esiste quindi unicamente zelo irritante fra reclute vigliacche argentine. Gargamella ingoiò Hi-Fi ossidati maciullando puffi arancioni colorati durante ustionanti bagordi. Ostentava sicurezza lesiva: esitava tremolante negando equazioni quantomeno utili zippate irrimediabilmente. Frequentando rimasugli variegati, attendeva gli intoccabili hippy organizzati malamente. Paguri arrabbiati costringono dattilografi ubriachi, bighellonando ovunque sospendono le eiezioni tenendosi nobili eleganti quaderni. Ubriaconi zigzagano ignoranti, frapponendo rutti virulenti a gazzelle ignifughe. Hanno orinato maldestramente, purtroppo! Addirittura PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM p.s. le prossime si scrivono da sole
  12. Cristian

    La settima nota

    Sono d'accordo, queffe, e mi è più chiaro. Le obiezioni che mi sono state fatte sullo stile troppo "complicato" del protagonista bambino erano legittime e motivate, ho provato a dar(mi) una motivazione e una spiegazione e comunque ci rifletterò. La critica "minestrone" di Nanni continua invece a non essermi chiara. Forse intendeva dire che c'è una differenza di stile (è effettivamente così) nella parentesi centrale che stona col resto, ma non sono convinto che volesse dire solo questo. Ma non importa.
  13. Cristian

    La settima nota

    In effetti ciò che ho scritto suona polemico, ma non volevo risultare sgarbato. Provo a riformulare. Nanni, puoi farmi un breve elenco della "troppa roba che spinge in troppe direzioni differenti." ? Le cinque parti che ho descritto spingono tutte nella medesima direzione, o almeno questa era la mia intenzione, vorrei capire a cosa ti stai riferendo e se c'è effettivamente un problema nel racconto che posso sistemare.
  14. Cristian

    La settima nota

    Prima di tutto, lasciatemi raccontare un ricordo realmente vissuto nella mia infanzia che non c'entra niente con questo racconto. Sono con Fabrizio, seduto per terra sul marciapiede di via dell'Unità, e stiamo giocando a scala 40. A un certo punto cade una lucertola dal tetto. - Porca vacca! - si alza di scatto Fabrizio. - Ah! - mi limito ad esclamare inorridito, mettendomi poi a ridere. Il protagonista è un bambino, è un ricordo ma l'ho raccontato al presente. Per me funziona e ritengo non sia necessario semplificare il linguaggio e né specificare si tratti di un ricordo. Le battute del bambino, quelle sì, devono essere credibili per ovvie ragioni. E non è di certo un approccio originale. La struttura è semplice, e non casuale, a cerchi concentrici se vogliamo, e si divide in cinque parti: 1: sul palco 2: flashback prima dello spettacolo 3. parentesi medievale 4: flashback prima dello spettacolo 5 sul palco Passo a dare un'altra spiegazione, sebbene io creda non sia assolutamente necessaria. Nanni ha definito il racconto un "minestrone" e credo sia stato ingiusto (se non addirittura maleducato, personalmente mai mi permetterei di muovere una critica con queste parole). Il racconto verte sulla settima nota, il SI: - è il cartello che il bambino ha appeso al petto, è proprio lui la settima nota, ma lo si scopre solo alla fine; allo stesso tempo - è il racconto della genesi della settima nota (ovviamente inventato di sana pianta). In questa parte centrale (il racconto su Mohr) c'è un po' di humor nero, può piacere o meno. "Mohr tua" una battutaccia? Per me è innocua e sottolinea che il racconto in stile documentaristico di Mohr non ha le pretese di essere credibile: è palesemente falso e di fantasia, così come potrebbe essere la storia inventata da un bambino su uno strumento che detesta (altro collegamento con il resto). Non sai cos'è una clavietta, Nanni? Ho dato tutte le descrizioni necessarie a capirlo, sebbene non fosse necessario. Se in un tuo racconto ci fosse una chitarra la descriveresti minuziosamente? Non credo, perché tutti sanno come è fatta. La clavietta io so come è fatta. Tu no. Non inserirò di certo una descrizione inutile perché tu non hai voglia di prendere il vocabolario in mano.
  15. Cristian

    Il gioco del Testo Alfabetico

    "Gioite inebriati homunculus ottenebrati: meritate patate arrostite cautamente digerite, unte bene oppure sfrigolate. Lamentarsi emettendo terebranti neologismi. Esiste quindi unicamente zelo irritante fra reclute vigliacche argentine. Gargamella ingoiò Hi-Fi ossidati maciullando puffi arancioni colorati durante ustionanti bagordi. Ostentava sicurezza lesiva: esitava tremolante negando equazioni quantomeno utili zippate irrimediabilmente. Frequentando rimasugli variegati, attendeva gli intoccabili hippy organizzati malamente. PACDUBOSLETNEQUZIFRVAGIHOM
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