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    Roma
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    Tanti, troppi per essere presi tutti sul serio.
    Pochi quelli che pizzicano davvero le corde dell'anima.
    Leggo tanto, soprattutto sugli autobus affollati che mi scorrazzano da un posto all'altro di Roma, e scrivo di me, innanzitutto, e attraverso la scrittura cerco di svelare quei frammenti della mia esistenza sparsi in giro per questa città.
    Oldboy non l’ho visto, l’ho vissuto fin nel profondo del cuore, e per sette giorni e sette notti un’unica domanda ha invaso la mia mente: "Allora, cerchi solo vendetta o vuoi sapere la verità?"
    Rapporto conflittuale con Woody Allen, alti e bassi da sempre, ma stiamo cercando di rimediare.
    Ancora sotto shock per il live di Bob Dylan a Roma nel 2011. Hermann Hesse lo avrebbe interrotto e gli avrebbe detto: l'eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo.
  1. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    E' giusto Bradipi ma nel racconto nulla lascia intendere che la questione dei turchi il boss non la risolverà (anzi, magari lo sta facendo parallelamente alle disavventure di Miguel e Nick). Semplicemente, non era quella la storia che io volevo raccontare. Nelle organizzazioni criminali, proprio perché fortemente strutturate, ci sono una miriade di "fessi" che lavorano per il boss e nulla vieta che, mentre Miguel e Nick venivano uccisi, dall'altra parte della città altri scagnozzi del boss stessero recuperando la droga dopo aver fatto fuori i turchi. Semplicemente è lasciato alla immaginazione di chi legge senza che questo incida sulla trama. Questo è il mio parere, naturalmente :-)
  2. writewhite

    Javier! Nada - Prima parte

    Grazie per i suggerimenti :-)
  3. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    Tagliacarte il tuo commento è puntuale. Purtroppo la formulazione della frase porta ad una errata interpretazione di quello che volevo intendere. Paradossalmente, volevo descrivere un battito del cuore accelerato. Non mi riferivo alla frequenza cardiaca in senso stretto ma - effettivamente, hai ragione - essendo il cuore l'oggetto di discussione della frase 1000 battiti all'ora sono un po' pochini.
  4. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    Ciao Bradipi, innanzitutto grazie per aver letto il racconto. Miguel Jimenez, che agisce per nome e per conto del capo, ha contattato gli acquirenti (la scena dell'incontro tra lui e quello con il dente d'oro raffigura questo) e ha scoperto che i due protagonisti avrebbero voluto trarre profitto attraverso una vendita della droga a prezzo maggiorato. Da qui, la decisione di farli fuori che permette al capo di raggiungere due obiettivi: fare fuori i due che avevano combinato il casino con i Turchi e aver trovato nuovi acquirenti per la sua droga ("vorrei tirarci fuori qualcosa di buono da voi", dice il capo al protagonista - ecco, quello che ha tirato fuori di buono da loro: nuovi acquirenti per il suo traffico di droga). E' vero, hai ragione, che le organizzazioni criminali per essere longeve devono ripianare le passività ma è anche vero che se non si riesce a farlo la strada più semplice è quella di lucidare le pistole e fare fuori chi ha sbagliato.
  5. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    Ciao Bradipi, innanzitutto grazie per aver letto il racconto. Miguel Jimenez, che agisce per nome e per conto del capo, ha contattato gli acquirenti (la scena dell'incontro tra lui e quello con il dente d'oro raffigura questo) e ha scoperto che i due protagonisti avrebbero voluto trarre profitto attraverso una vendita della droga a prezzo maggiorato. Da qui, la decisione di farli fuori che permette al capo di raggiungere due obiettivi: fare fuori i due che avevano combinato il casino con i Turchi e aver trovato nuovi acquirenti per la sua droga ("vorrei tirarci fuori qualcosa di buono da voi", dice il capo al protagonista - ecco, quello che ha tirato fuori di buono da loro: nuovi acquirenti per il suo traffico di droga). E' vero, hai ragione, che le organizzazioni criminali per essere longeve devono ripianare le passività ma è anche vero che se non si riesce a farlo la strada più semplice è quella di lucidare le pistole e fare fuori chi ha sbagliato.
  6. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    "Luccicanti proprio non me li immagino i bigliettoni. Magari "profumati" visto che usi la metafora dei panni stesi al sole?" Già modificato con profumati, ottimo consiglio, ci sta proprio. "Il pelato allarga tutti i denti", ehehehehe modificato anche questo. Riguardo ai commenti: Mi fa piacere che le "disavventure" di Nick in bagno ti abbiano fatto sorridere perchè è proprio quel senso di leggerezza che volevo comunicare in apertura di racconto. Sono contento di aver centrato l'obiettivo, insomma. Lo stesso discorso vale per la scena della discussione tra Nick e il suo capo ideata, appunto, per aumentare la tensione prima della scena finale. Per quanto riguarda lo stile, beh, io ancora non so se questo sia proprio il mio stile perchè altri racconti che ho scritto viaggiano su binari completamente diversi però, devo dire, che mi trovo molto a mio agio nello scrivere in questo modo. In questo racconto, poi, non potevo sbagliare perchè in un racconto del genere le immagini devono fluire veloci, come dei flash, devono arrivare subito agli occhi del lettore quindi la narrazione deve scorrere veloce. Difatti, tolta la discussione tra Nick e il capo, tutti gli altri "capitoli" ho cercato di renderli quanto più "diretti" possibile. Per aiutarmi, questo racconto me lo sono immaginato come se fosse un film. Detto questo, ti ringrazio di nuovo per i commenti "gratuiti" che hai fatto in qualità di lettrice e anche per le puntualizzazioni in qualità di staffer. Alla prossima ;-)
  7. writewhite

    Javier! Nada - Seconda parte

    Rispondo alla terza ;-)
  8. writewhite

    Javier! Nada - Prima parte

    EstrAnja, innanzitutto, ti ringrazio per aver letto il racconto e per avere fatto un commento così approfondito. Grazie per la segnalazione dei refusi. Io sono l'uomo dei refusi, è giusto che tu lo sappia :-) Per quanto riguarda le parolacce hai proprio ragione. Sinceramente, è un mio difetto di fabbrica (mi hanno progettato così), sono etremamente innamorato, affascinato, esaltato dalla parola caxxo che la uso a spropostio, sia nella vita che quando nella scrittura. La tua segnalazione è puntuale. Effettivamente i due personaggi utilizzano un linguaggio molto simile e questo crea confusione. Ma capiscimi come faccio a privarmi di una parola così teatrale e allo stesso tempo diretta? A parte gli scherzi, penso che seguirò il tuo consiglio e modificherò le parolacce in bocca ad Javier. Avevo pensato a Giuda ballerino ma è troppo Dylan Dog e Javier ha tutto tranne che la faccia sfacciato di un Dylan Dog. Per quanto riguarda la telefonata, quella è stata una mia scelta ben precisa che, forse, può risultare un pò stucchevole soprattutto se confrontata con il resto della narrazione. Non volevo descrivere nulla, nè i toni della telefonata, nè il modo in cui loro si sono espressi, nè i luoghi, l'ambientazione o nient'altro. Volevo mostrare lo scambio, netto, sintetico, diretto tra i due. Poco da dire e poco da mostrare al lettore ma non solo. C'è sempre qualche sbirro che può intercettare la telefonata Ah dimenticavo. "Qui preferirei che mi facessi "vedere" Javier e non leggere della sua "postura spavalda". Su questo penso che ci lavorerò perchè sarebbe molto utile per delineare meglio il personaggio. Hai proprio ragione.
  9. writewhite

    I piedescritti

    Ne sto scrivendo uno proprio adesso, è un racconto e per quanto mi sforzi di renderlo decente mi guarda sempre in cagnesco e mi dice: guardami, sono brutto come te. Ho resistito più volte alla tentazione di cestinarlo, maledetto a lui.
  10. writewhite

    Il libro che avreste voluto scrivere?

    Il Maestro e Margherita di Bulgakov perchè è cinico e sognante, la Luna e i falò di Pavese perchè è poetico e malinconico, Tropico del Cancro di Miller perchè un pugno in pieno volto, diretto e doloroso.
  11. writewhite

    Presentazione

    Ciao Paola, benvenuta
  12. writewhite

    Javier! Nada - parte terza

    Ti ringrazio ancora Ginevra, sei molto carina. Per quanto riguarda la questione dei commenti mi è dispiaciuto ci siano stati dei problemi ma è stata una mia leggerezza. Non avevo letto bene il regolamento e mi sono limitato ad un commento un pò inconsistente. Penso che tu abbia ragione, soltanto impegnandosi nel commentare approfonditamente può esserci un miglioramento sia di chi scrive il racconto sia di chi legge. PS. Per quanto riguarda la sforbiciata hai proprio ragione e mi riprometto, fra qualche settimana, di riprendere il racconto e cercare di smussarlo un po'. Purtroppo sono un po' prolisso, è un "problema" che mi accompagna da una vita :-)
  13. writewhite

    Javier! Nada - Seconda parte

    Grazie per le correzioni Ginevra, ho già provveduto a correggere :-) Proprabilmente è vero che in questa parte, quella centrale del racconto, ho forzato il linguaggio ma è stata una vera e propria scelta dettata dalla volontà di descrivere, attraverso il linguaggio "maledetto" (come lo definisci tu) dei personaggi, l'ambiente in cui il protagonista agisce e in cui la storia si svolge. Spero non risulti eccessivamente pesante. Ti ringrazio ancora per aver letto tutto il racconto.
  14. writewhite

    Javier! Nada - Prima parte

    Grazie Ginevra, son contento ti sia piaciuto :-)
  15. writewhite

    La città

    Descrizione intesa, emotivamente coinvolgente. Mi sono immaginato di camminare insieme alla protagonista vagando anche io tra le vie affollate di una città enorme e asettica. Credo tu abbia utilizzato le parole giuste e attraverso uno stile molto maturo e poetico sei riuscire a farmi sentire coinvolto davvero. Secondo me è un tema che ti sta molto a cuore, lo si nota da come lo hai affrontato. Poi, all’improvviso tutto cambia ("di colpo tutto si spezza, va in frantumi. Un mattoncino fuori posto, le mie ginocchia graffiate") ed ecco che "la città tradisce quando meno te l’aspetti". Molto bella quest’ultima frase che utilizzi per descrivere le contraddizioni della metropoli, contraddizioni che la protagonista vive metaforicamente e fisicamente sulla propria pelle. Tutto scorre nella città, nessuno ti perdona nulla, neanche una caduta. Soltanto la mano di uno sconosciuto può permettere alla protagonista di rialzarsi, uno di cui vede appena il volto. Non è che un attimo, però, perché subito dopo "le sue spalle si allontanano, mentre io vorrei sapere il suo nome. E rimango con la bocca spalancata" (molto poetica come immagine). "Poi, ogni cosa torna a scorrere via, proprio come le nostre vite". Ci sono delle frasi molto toccanti che descrivono benissimo lo stato d'animo della protagonista. Secondo me sei riuscita a descrivere la società odierna e il grado di automazione che la caratterizza e che affligge qualsiasi legame emotivo. La società l’ho vista rappresentata dal volto della "vecchia con le cataratte e il cuore in un altro posto" che non smette di fissare la protagonista. E’ il giudizio che ognuno di noi, abitanti della città, è costretto a subire ogni giorno. L'uomo misterioso, quello che tende la mano e poi va via in mezzo alla confusione, rappresenta, per come la vedo io, la speranza. Ognuno di noi, in fondo, sa che un raggio di speranza è nascosto ovunque anche in una città di "automi a corrente. Tutti succubi dell’elettricità". Basta cercarlo in fondo, oppure, come la protagonista, avere la fortuna che sia lui a trovare te. Complimenti davvero
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