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Tinucci

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  1. Tinucci

    Ritorno in possesso dei diritti d'autore

    E' abbastanza difficile che altre case editrici accettino di ripubblicare un libro già edito, a meno che non sia stato un best seller (o a meno che tu non sia un autore famoso e appetibile). Quindi credo che l'opzione più semplice sia l'autopubblicazione: rivedi il testo, magari cambia qualcosa che non ti piace più o aggiungi qualche novità che può dare una rinfrescata al tutto, prepara una nuova copertina e metti il tutto su Amazon, Kobo, etc. oppure utilizza piattaforme per il self publishing tipo youcanprint, streetlib, etc. che possono aiutarti con tutta la preparazione.
  2. Tinucci

    Neri Pozza [15/05/19]

    Scusate, qualcuno ha letto da qualche parte quando usciranno i 12 finalisti? Sul sito o sul bando si parlava di luglio, ma luglio quando?
  3. Calvino aveva scelto la leggerezza e la semplicità, non la sciatteria e la banalità. Se leggo Calvino è una cosa, se leggo pincopallo autore di gialli seriali, tutti uguali, ti assicuro, è un'altra cosa. Calvino, inoltre, ha sperimentato molto, nella sua carriera e le sue scelte stilistiche avevano un senso in relazione a quello che lui voleva comunicare; pincopallo scrive quello che gli dicono di scrivere, come gli dicono di fare. In altro modo non saprei spiegarti la differenza.
  4. Tinucci

    goWare Editions

    Scusate, non leggo sul sito i tempi di valutazione dei manoscritti: qualcuno che ha pubblicato recentemente con GoWare può darmi un'idea di quanto tempo è passato dall'invio alla risposta? E, altro dubbio, rispondono anche in caso di non selezione o vige il "silenzio-dissenso"? E (torniamo ai tempi) secondo la vostra esperienza quanti mesi devono passare per considerare l'opera rifiutata? Grazie a chi potrà rispondere
  5. Infatti con "semplice o meglio banale" intendevo la banalità leggibile anche da un semianalfabeta, lessico minimale, sintassi standard (meno è articolata e meglio è) che costituisce lo stile di gran parte dei libri pubblicati oggi. Non Calvino, ovviamente.
  6. Se vuoi vendere, il modo migliore è scrivere le solite cose nel solito modo (semplice o meglio banale). Se vuoi scrivere quello che hai in testa di scrivere, col tuo stile, devi mettere in conto che potresti avere 25 lettori. Magari contenti, entusiasti. Se ne hai 25 e scontenti, allora comincia a pensare a un'alternativa (cucina? ippica?). Non è bello, ma è così. Coraggio (lo dico prima di tutto a me stessa).
  7. Tinucci

    Self o no self?

    Sì, certo. Se scrivessi romance non avrei nessuna perplessità ad autopubblicarmi. Con altri generi, in particolare con la narrativa generale, invece il problema della credibilità e della visibilità concessa da riviste, critica, etc. si pone.
  8. Tinucci

    Self o no self?

    @Ospite col self è peggio, esperienza personale di una che ha provato sia le c.e. sia l'autoproduzione. A volte anche una piccolissima casa editrice è considerata più attendibile di un autopubblicato.
  9. Tinucci

    IoScrittore

    @Elisa Aloisi @naty niente da fare, sto in un altro secolo
  10. Tinucci

    Self o no self?

    Il problema del self-publishing, a mio parere, non è tanto la necessità di fare da soli quelle cose che di solito fanno le case editrici. Imparare a fare una copertina decente (a volte anche più carina di quelle di certe piccole case editrici) non è difficilissimo, idem correggersi le bozze (se proprio non si fa a pugni con la grammatica) e impaginare. Per quello a cui non si arriva da soli, ci si può far aiutare (un tot di lettori beta competenti possono sostituire un editor, per esempio) oppure si può decidere di fare un investimento e assoldare dei professionisti. Per quanto riguarda la distribuzione, quella online sulle librerie più diffuse non è preclusa agli autoprodotti; utilizzando alcune piattaforme di self-publishing si arriva anche a essere ordinabili nelle librerie fisiche, esattamente come con le piccole case editrici. Dal punto di vista economico è ovviamente molto meglio il self-publishing: non ci sono da attendere o mendicare rendiconti e pagamenti, e le vendite non sono molto diverse da quelle che si fanno con una piccola casa editrice (anzi, secondo la mia esperienza spesso sono un po' meglio, non tanto meglio però). Quello che invece decisamente penalizza un libro autoprodotto è l'esclusione sistematica da tutte le possibilità promozionali che non siano i post dell'autore sui social e le segnalazioni di qualche blogger più aperta (nemmeno tutti i blogger accettano di recensire o segnalare libri self-published, alcune riviste proprio li schifano); nessuno ti riconosce credibilità, come autore, e i pregiudizi (consolidati da parecchia robaccia self che effettivamente gira) sono durissimi da scalfire.
  11. Tinucci

    Le case editrici pagano le royalties?

    Alcune c.e. rendicontano e pagano onestissimamente, altre si fanno rincorrere (a volte fino allo sfinimento e alla rinuncia del creditore). Non sempre quelle che non pagano o che nicchiano a pagare sono le più piccole e disgraziate, e questo dimostra che non si tratta tanto (o solo) di problemi di sopravvivenza nel mercato, ma proprio di una diffusa tendenza a fregare l'autore che, nella catena alimentare editoriale, è il pesce più piccolo. Molti tacciono perché non c'è modo di andare in causa (le spese superano di certo i quattro soldi da recuperare) e, spesso, anche per omertà o paura di passare per rompiscatole in un mondo dove si galleggia a stento in mezzo a una concorrenza spietata: c'è sempre questo retropensiero, in editori e autori, che chi ti pubblica ti stia facendo un favore, che la "visibilità" sia già una forma di pagamento...
  12. Tinucci

    IoScrittore

    Qualche romanzo storico si trova nelle vostre mani, per caso?
  13. Tinucci

    Wattpad: opinioni ed esperienze

    Non pensavo fosse una piattaforma concorrente, mi pareva tutta un'altra cosa. Comunque scusate, avevo visto altri col link e pensavo fosse ammesso, utile e non dannoso.
  14. Tinucci

    Wattpad: opinioni ed esperienze

    Ti seguo. La mia (breve) esperienza. Io ho pubblicato su Wattpad un romanzo breve, in attesa di pubblicazione (con c.e. o self), questo: *editato dallo staff* I primi lettori bisogna guadagnarseli con scambi di lettura, contest, etc. Gli sconosciuti e le storie appena arrivate sono praticamente invisibili, a meno di avere un link. Diventi man mano più visibile, aumentando i lettori e i follower. Credo che il gioco vero cominci quando arrivi ad essere proposto dalla piattaforma. La maggior parte delle storie è di cattiva o pessima qualità, ma ogni tanto c'è qualcosa di decente: sempre da rifinire (perlopiù dal punto di vista linguistico), ma magari qualche idea c'è. Le cose migliori sono quelle più strane, a livello di esperimento, e nella categoria mi infilo anch'io: questo romanzo è piuttosto "alieno" e volevo vedere l'effetto che fa, anche su un pubblico che non sarebbe il mio, eppure spesso vedo che gradisce. Quindi ho avuto anche delle sorprese, rispetto alle potenzialità del testo. I grandi numeri, comunque, si fanno con i romanzi più in target col pubblico: l'età media credo sia sui 20 anni, quindi vanno molto i romanzi per giovani-adulti, i rosa-erotici (sempre per ragazzine), un po' di fantasy, etc.
  15. Tinucci

    E' un contratto a pagamento o no? Cosa mi consigliate?

    La questione del pagamento a tuo carico delle spese eventualmente necessarie per cambiamenti e correzioni dell'ultima ora, mi pare di averla già letta su qualche contratto: penso sia semplicemente un modo che ha trovato la c.e. per tutelarsi da autori che, dopo aver dato la loro approvazione al testo da stampare dopo le normali correzioni (primo e secondo giro di bozze), decidono di voler introdurre altri cambiamenti (costringendo la c.e. a ristampe di copie con relative spese). E' una clausola di cui tenere conto, ma non mi pare che possa caratterizzare il contratto come "a pagamento". E' una mia opinione, eh, non sono un avvocato. Per il secondo punto, la "licenza a terzi" invece non so proprio cosa dirti: chiedi informazioni più precise (e poi magari facci sapere, così ne impariamo un'altra ;-) )
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