Vai al contenuto

Debby the shapeshifter

Utente
  • Numero contenuti

    273
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

8 Neutrale

Su Debby the shapeshifter

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 13/07/1996

Contatti & Social

  • Sito personale
    http://www.youtube.com/user/Silverdrago1

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Interessi
    scrivere, leggere, disegnare, giocare al computer, fare recensioni di libri.

Visite recenti

3.613 visite nel profilo
  1. Debby the shapeshifter

    Scrivere racconti in dialetto

    Beh, io nella mia storia ho introdotto il dialetto nei dialoghi dei paesani, in quanto appunto è un villaggios perduto tra i monti e dubito che che gli abitanti conoscano l'italiano. Poi naturalmente ho messo una traduzione. Penso che se aggiungessi una traduzione al fondo aiuteresti anche i lettori.
  2. Debby the shapeshifter

    Gainsworth Publishing

    bella idea quella del fan club
  3. Debby the shapeshifter

    E se nel mondo di Harry Potter...?

    mi chiedo cosa potrebbe uscire da un'enciclopedia di animali fantastici
  4. Debby the shapeshifter

    III edizione Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea (scad. 30/06/2015)

    grazie per la spiegazione
  5. Debby the shapeshifter

    III edizione Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea (scad. 30/06/2015)

    perché ios apevo che in certi concorsi devi andare nella regione dove sono stati annunciati.
  6. Debby the shapeshifter

    III edizione Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea (scad. 30/06/2015)

    se uno vincesse, in che regione dovrebbe ritirare il premio?
  7. ma eventuali accompagnatori pagano a loro spese? Che strutture di solito utilizzate per ospitare i finalisti? (es: hotel, motel, ostello)
  8. Vanno bene anche racconti fantastici o di orrore? Si potrà inviare più di un racconto?
  9. Dove si terrà la premiazione? ( essendo in Piemonte se fosse in un' altra regione sarebbe un po' problematico). L' iscrizione è gratuita?
  10. Debby the shapeshifter

    Gainsworth Publishing

    ma il bando con il tema "mostro"? Qualche novità?
  11. Debby the shapeshifter

    "Occhi di Drago" - 1° Contest Letterario Gainsworth Publishing

    i miei draghi si sono schiantati tra le montagne ehhehe una domanda: ma il concorso del tema "il mostro" è già finito?
  12. Debby the shapeshifter

    Che cos'è un genere narrativo?

    quindi se spedissi un racconto di fantasia, potrebbe andare bene lo stesso?
  13. Debby the shapeshifter

    Che cos'è un genere narrativo?

    sì, ma mi serve solo un chiarimento. Perché il concorso della rai dice che ammette solo il genere narrativo, ma so che c'è il narrativo fantastico, fantascientifico ecc.
  14. Debby the shapeshifter

    Danza con i lupi: capitolo 3 parte 1

    ahaha, grazie, avevo controllato due volte ma quei refusi non li ho proprio visti. Sono peggio di una talpa
  15. Debby the shapeshifter

    Danza con i lupi: capitolo 3 parte 1

    COMMENTO: http://www.writersdream.org/forum/topic/22800-la-paura/ La storia è una rivisizione della fiaba di cappuccetto rosso ed è ambientata in un paesino di una società del XVIII secolo. Spero vi piaccia. ps: è voluto che la bambina piccola parli in modo sgrammaticato. Ecco i brani precedenti: PROLOGO: http://www.writersdr...o/������������� CAPITOLO 1 PARTE 1:http://www.writersdr...-1/#entry362178 CAPITOLO 1 PARTE 2:http://www.writersdr...tolo-1-parte-2/ CAPITOLO 1 PARTE 3: http://www.writersdr...-3/#entry364690 CAPITOLO 2 PARTE 1: http://www.writersdr...tolo-2-parte-1/ CAPITOLO 2 PARTE 2 : http://www.writersdr...tolo-2-parte-2/ CAPITOLO 2 PARTE 3: http://www.writersdream.org/forum/topic/22241-danza-con-i-lupicapitolo-2-parte-3/ CAPITOLO 4: LA PASTORELLA SCOMPARSA. UN GIORNO UNA SUA AMICA NON TORNò PIU A CASA E TUTTI SI PREOCCUPARONO. Beatrice cantava e lavava i piatti con un largo sorriso stampato sul volto. «Bice, sei per caso innamorata?» chiese la nonna, scrutandola divertita da sotto gli occhiali rotondi. La nipote si voltò verso di lei, rossa in volto. «Ah…nonna…da cosa…». Rosa finì di rammentare i pantaloni di suo nipote, li piegò e li posò sul tavolo. «Pensi che non sappia riconoscere l’amore nel cuore di una ragazza? Anche io sono stata come te: le farfalle nelle stomaco, le nuvole sugli occhi…tutti sintomi di una bella sbandata» le fece cenno si sedersi davanti a lei. Beatrice posò i piatti sul secchiaio e si sedette, asciugandosi le mani. «Racconta tutto a nonna» e sorrise. Beatrice fece un sospiro . Rosa poteva leggere il suo disagio negli occhi: era sempre stata un libro aperto per la nonna. Era incapace di nascondere i suoi sentimenti, a differenza di Lorenzo. Lui era un bravo bugiardo e un ottimo attore quando era necessario. «È per caso il garzone di tuo fratello?». Bice scoppiò a ridere. «Ma lui ha solo dodici anni, è un bambino!». «Il figlio del calzolaio?». «No, non è del paese». «E com’è?» chiese la nonna. Abbassò lo sguardo, mentre le dita picchiettavano sulla superficie di legno del tavolo. «Non dire niente a Lori». «E perché mai dovrei dirlo a tuo fratello?» e rise. «Sai che è geloso...lo aspetterebbe sotto casa». «Tesoro mio, hai tutto il diritto di amare un altro uomo e crearti una famiglia. Lorenzo ha preso fin troppo sul serio il suo ruolo di fratello maggiore». “Già, diventa violento solo per un’occhiata che mi rivolgono...lo odio quando fa così”. «È il nuovo sarto. Quello che è venuto due giorni fa» sbottò. La nonna si accarezzò il mento e socchiuse gli occhi. «Ah, così c’è un nuovo sarto? È un peccato che questa malattia mi abbia colpito le gambe, altrimenti avrei potuto conoscerlo…com’è?». «Certo nonna che sei curiosa». «Voglio solo assicurarmi che non sia un furbastro, tutto qua». «È una persona gentile e beneducata e ha dei fantastici occhi azzurri». Nonna Rosa annuì, ma con poca convinzione. Avrebbe dovuto vedere il ragazzo di persona per mettersi l’animo in pace. «Ricordati sempre che bisogna prima conoscere bene una persona e dopo fare il grande passo». Bice sentì «Ma nonna, ci siamo parlati appena e già parli di matrimoni!». Lei le lanciò un’occhiata malinconica. «Voglio solo che tu non faccia il mio stesso errore». Beatrice aprì la bocca, sbalordita. «Vuol dire che tu e il nonno non…». Rosa fece un gesto con la mano come per dire “sciocchezze”. «Non il nonno, quello era un sant’uomo» disse piano «Piuttosto con quel disgraziato che mi mise incinta e mi abbandonò assieme al bambino». Beatrice rimase sorpresa dalla naturalezza con cui la nonna ne parlava, di solito non amava parlare del suo ex amante. Da quel poco che lei era riuscita a capire, era stato un uomo incredibilmente bello, ma arrogante e donnaiolo. Aveva sedotto la nonna e l’aveva lasciata da sola, con lo zio Roberto non ancora nato. Nonostante fosse incinta e senza un soldo, il villaggio di Stellalpina non l’aveva emarginata con il pregiudizio bigotti e xenofobici che caratterizzava i paesi vicini. Grazie allo spirito dell’altruismo e dell’amore, Rosa aveva trovato un posto e iniziato una nuova vita. «Tranquilla nonna, se lui fa il furbo, imparerà a indossare le sottane» rispose. Rosa ridacchiò. «Brava, mai farsi sottomettere…ora mi faresti un favore? Potresti portare questi pantaloni giù da tuo fratello? Mi raccomando, torna prima del buio». Beatrice pensò al bel sarto e percepì un calore avvolgerle in corpo. Lo avrebbe rivisto? Gli avrebbe parlato? Quegli occhi così azzurri, limpidi, sinceri l’avrebbero stregata di nuovo? «Roccia chiama Bice, scendi dalle nubi e ridiventa mortale» disse la nonna con un sospiro. Prima che potesse aggiungere un altro rimprovero, Bice ritornò a lavare le stoviglie. «Oh ehm, scusa» farfugliò. Immerse le mani nell’acqua calda, mentre pensava a come avrebbe potuto creare un “incontro accidentale” con Perrault. Gennara badava alle pecore e il fedele cane Gon seguiva il branco mimetizzandosi tra il manto candido degli ovini. Gennara osservò le bellissime montagne che si perdevano all’orizzonte: gobbe verdi coperte da foreste di conifere, vette di ghiaccio sormontate dal cielo azzurro. Le preoccupazioni per la madre ammalata e il fratello monello volarono via. Gon abbaiò. «Che g’è belo?». Il cane le si avvicinò, ma non smise di abbaiare, anzi, ringhiò verso le sue spalle. Gennara si voltò, ma non vide nessuno. «Gon, che he visto?». Le pecore belarono, quasi spaventate da un’oscura presenza. Scesero di corsa lungo in sentiero. «Ehi, voi! Dannate!» gridò e s’alzò, pronta a rincorrerle. Un fruscio. Un latrato lontano si diffuse tra le montagne. Non era quello del suo cane. Gennara si voltò e sgranò gli occhi. La cosa che vide era irreale, orribile, assurda. Le paure dell’infanzia si erano incarnate in quell’orribile forma: un enorme lupo nero, con gli occhi che brillavano sotto la luce del sole. E non uno: tre suo simili lo affiancavano, lupi marroni dal pelo arruffato. Ringhiavano, mostrando i denti affilati. Poteva quasi vedere la bava scivolare dalle mandibole e scendere al suolo. Erano magri, pur essendo grossi come un bue. Il nero vece un passo avanti. Gon mostrò i denti e indietreggiò accanto alla padrona. Il corpo di Gennara era pietrificato: il cuore batteva forte, un martello che colpiva incessante l’incudine, mentre una goccia di sudore scese lungo la fronte. Fissò incantata e inorridita gli occhi dei lupi che a poco a poco si avvicinavano e notò una natura intelligente e maligna in quello sguardo fin troppo umano. Il belato delle pecore la riportò alla realtà. Gridò e fuggì assieme al cane. Sperò con tutta l’anima che i lupi mangiassero quelle stupide bestie e non lei, L’ululato delle belve riempì la valle. Il corno della caccia era suonato.
×