Vai al contenuto

Saizo

Utente
  • Numero contenuti

    18
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

3 Neutrale

Su Saizo

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio

Visite recenti

957 visite nel profilo
  1. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    Sai, c'è tutta una tradizione culturale in materia da Sgarbi in poi... Ma li si perdona volentieri perché è apprezzabile la spontaneità del gesto, che nasce improvviso. Una reazione talmente naturale e non preparata (oh, giammai!) che ti fa provare un moto irrefrenabile di simpatia verso questi protagonisti. Oh, sì davvero: non posso fare a meno di adorarli... non posso che essere d'accordo con te: in effetti con del materiale del genere la reazione non poteva che essere quella di lanciarlo o strapparlo
  2. Saizo

    Narrativa di genere, narrativa di serie B?

    sicuramente sarebbe quello il posto più appropriato, però ho pensato potesse essere interessante anche in merito alla discussione aperta qui: in fondo, i riferimenti impliciti (e nemmeno troppo) fatti nell'articolo mi pare riguardassero la letteratura "mainstream", che comunque è parte integrante del discorso che stiamo facendo. Non è che volessi andare OT è che credevo potesse interessare come lettura, dato che comunque viene comunicata una certa idea su come dovrebbe essere lo "scrittore ideale". confesso che io l'ironia, se c'è, non sono riuscita a coglierla
  3. Saizo

    Narrativa di genere, narrativa di serie B?

    . Perdonami: nel tuo lungo post dici molte cose sacrosante, ma questa è una sciocchezza. Credi davvero che librai, e anche editori, possano permettersi di demonizzare un genere? Qualunque genere, ben inteso. Credi che un libraio possa permettersi di storcere il naso quando estrae dalle scatole un nuovo romanzo di Ken Follett? Ci devono campare con i libri, loro... Un editore può scegliere le sue linee editoriali, certo, ma deve comunque tenere ben in vista i conti, se vuole continuare a pubblicare. Un libraio non può fare nemmeno quello... Se uno decide di non tenere in stock le tanto vituperate 50 sfumature, perché offendono il suo senso estetico, ottiene solamente che il cliente esca e si rivolga alla libreria più vicina. Ha perso una vendita, ma soprattutto ha perso un cliente. E a fine mese l'affitto e i dipendenti sono da pagare... Non sono certo quegli attori a deprezzare la narrativa di genere, pensa piuttosto ai premi letterari, ai critici, agli opinionisti da salotto... Sai quali sono i libri che i librai attenti hanno amato maggiormente, fra quelli pubblicati negli ultimi anni? La saga di Harry Potter, quella di Twilight e, più di tutti in assoluto, Il Codice da Vinci. Narrativa di genere, come vedi. Ti chiederai perché questi e non altri, non le sfumature e non La solitudine dei numeri primi ad esempio, che pure sono e sono stati dei grandi successi editoriali. Perché il commerciante (e il libraio non può dimenticarsi di esserlo, se no chiude bottega) ama gli articoli che fanno aumentare le vendite. E siccome il mercato editoriale è un piccolo mercato che sprofonda sempre più, quello che permette realmente di crescere sono i "fenomeni" che ti portano in libreria la gente che non vi ha mai messo piede. Se la cliente abituale compra le sfumature al posto dell'ultimo della Steel il librario ha venduto sempre e solo un libro. Ma le due saghe e il romanzo di cui ti parlavo hanno fatto varcare le porte delle librerie a persone che non lo avevano mai fatto. Nell'estate in cui uscì l'edizione nei Miti del "Codice" io avevo una media di dieci persone al giorno che mi chiedevano perché costasse solo 5 euro, se mancavano delle pagine rispetto al rilegato, se era un riassunto o un condensato... tutta gente che non era mai stata in libreria e non sapeva cosa fosse un'edizione economica. Fatturato che si aggiunge al fatturato, vendite "in più" e non "al posto di". in effetti mi sono reso conto che hai perfettamente ragione nella tua obiezione comunque, ad ennesima riprova di quanto si diceva sulla narrativa di genere, leggetevi questo pezzo (che richiama a quanto successo in queste due puntate di Masterpiece) http://barbablog.vanityfair.it/2013/11/26/i-veri-scrittori-sono-sempre-casi-umani-ma-i-casi-umani-non-sempre-sono-scrittori/ a mio avviso questa è un'altra chiara dimostrazione di come per tanti esista solo la letteratura "mainstream", che deve necessariamente continuare a veicolare lo stereotipo che il vero scrittore è quello solitario e tormentato, sempre al limite della crisi esistenziale e depressiva...
  4. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    Hanno davvero detto così? Ahahahah, la cosa più divertente è che se l'hanno fatto hanno solo citato opere che sono andate al cinema o in tv, quindi sorge la domanda: ma avranno davvero mai aperto un libro fantasy? dubito fortemente scusate per il doppio post
  5. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    Ma tu sei tra i concorrenti andati in tv o sei stato scartato prima? Comunque a questo punto è divertente anche che abbiano nominato Game of Thrones: pure Martin poteva fare a meno di scrivere fantasy, no? Tanto c'era già Tolkien. se nel montare l'ultima puntata non tagliano qualcuno, godrò anche io dei miei 40'' di popolarità prima di essere preso sonoramente a pesci in faccia
  6. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    purtroppo hai assolutamente ragione: hanno usato la "quarta di copertina" per attirare il maggior numeri di bischeri (tra cui il sottoscritto ) per poi scegliere i più "appariscenti", per così dire. O almeno quelli con una vita non eccessivamente "normale". ad ogni modo, ti posso dire che rispetto alla prima puntata, il livello è migliorato ed è stato dato meno spazio alla parte della vita dell'autore, forse perchè i concorrenti di questa mandata erano un pochino più capaci ed abili rispetto a quelli della prima. il ragazzo serbo che ha vinto, a mio parere non era malvagio, però aveva il limite (non da poco) della non eccellente padronanza della lingua, cosa che un po' lo penalizza anche se non troppo. Però da questo non mi azzarderei a dire che qualcuno di loro sapesse scrivere chissà quanto bene: lo sconfitto, un avvocato, ha una prosa piena di errori sintattici che in qualche momento erano veramente fastidiosi diciamo che c'è stata un'escalation rispetto a prima, ma ancora niente di trascendentale secondo me
  7. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    se non fosse stato per la tensione del momento, la risposta pungente sarebbe certamente arrivata come diceva anche millika, citare una sola opera di un genere non dimostra che tu lo conosci: anzi, nel caso specifico del nostro romanzo dimostrava chiaramente non solo la tua ignoranza sull'argomento, ma anche il fatto che non avessero ascoltato quanto dicevamo, perché abbiamo specificato chiaramente di non ispirarci a Tolkien, dato che non siamo così presuntuosi . inoltre, un'altra cosa fastidiosa che ho riscontrato (rafforzata anche dai racconti di altri che hanno partecipato a quella puntata) è la tendenza a ridurre i romanzi da scartare, solo alla loro struttura: dire che un fantasy è (testuali parole): "già sentito, c'è the lord of the rings, lo hobbit, game of thrones" andando solo a giudicare la struttura di base dell'opera è quantomeno da . allora potremmo dire che qualunque giallo, per quanto bello o intrigante, è già stato scritto, perchè la struttura è sempre quella del detective che indaga su un omicidio. Oppure che un romanzo sentimentale è "uguale" a romeo e giulietta, perchè c'è il tema di un amore tormentato ecc... Così è semplice liquidare un libro appartenente ad un genere che non piace: non si fa alcuna fatica per cercare di capire in cosa si differenzi davvero, in cosa consista la sua originalità e quindi ci si limita ad un giudizio superficiale e semplicistico. Inoltre, pretendere che uno scrittore usi il suo "talento" (se veramente lo possiede) per scrivere un genere che non gli è congeniale, è un vero e proprio stupro letterario, se mi passate il termine. Se una persona è brava a scrivere un particolare genere, si può provare a convincerla a "riciclarsi" anche in qualcos'altro, ma non forzarla ad abbandonare ciò che ha scritto. Credo che in questo forum, chiunque scriva lo faccia per passione e per divertimento ed abbia perciò scelto il genere che gli è più congeniale (o perché prova una certa affinità o perché è il genere che domina le sue letture); costringere uno scrittore di gialli, magari bravo nel mettere giù una prosa avvincente e appassionante, a fare un romanzo sentimentale è come chiedere ad un delfino di giocare a scacchi (se mi passate il paragone un po' azzardato)
  8. Saizo

    Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

    guarda, avendo avuto un'esperienza diretta della loro ignoranza, posso dirti che ci hai preso in pieno: tutti quanti (incluso Coppola, il coach la cui utilità non credo sarà mai chiarita) si sono limitati a sparare un paio di stereotipi come giustificazione del fatto che il romanzo non fosse approdato alla prova di scrittura . Sicuramente, dato che l'ho scritto a quattro mani con un mio amico d'infanzia, sarebbe stato scartato a priori perché la nostra "particolarità" non si sposava con le prove del format scelte (come facevi a farci fare una prova di scrittura come quella che hanno scelto??); però sentirsi dire da De Cataldo "avete ampi margini di miglioramento, non siete male, però..." con l'implicita e nemmeno tanto velata insinuazione sul tipo "che c...o scrivete fantasy", mi ha fatto veramente infuriare . E poi sentirsi tirare in ballo sempre e solo Tolkien come paragone per il genere (per carità, lungi da me il volergli togliere meriti per quanto ha scritto, ma il fantasy non è nato e morto con lui), quando ci sono anche altri bravi autori che scrivono fantasy, è triste e anche vagamente ridicolo. idea geniale
  9. Saizo

    Narrativa di genere, narrativa di serie B?

    ho letto con particolare interesse tutti i commenti scritti fin qui e confesso che le mie speranze si sono rianimate: fortunatamente qui su WD si ha la possibilità di confrontarsi e scambiare idee con persone dotate di una mentalità aperte e disposte al dialogo, al quale mi piacerebbe contribuire. Il problema principale è, come tanti hanno sottolineato, il fatto che i librai e gli editori (quantomeno i più grandi) tendono a prendere con le molle tutto quanto sia narrativa di genere, quasi demonizzandola. Ho letto che è stato tirato in ballo pure Masterpiece e, da partecipante di una delle puntate, posso dire che è stata una delusione immane. Sicuramente, visto il contesto e la necessità di creare personaggi che attirassero l'attenzione del pubblico con le loro storie personali, mi ero illuso di poter avere a che fare con dei giudici che riuscissero a mettere da parte i propri gusti personali e gli stereotipi, ma evidentemente mi sono sbagliato. Ogni volta che uno dei tre dell'apocalisse nomina il fantasy, mi sale un impeto di rabbia: questa demonizzazione della narrativa di genere non solo è stupida, ma dimostra anche una miopia impressionante. Come anche altri utenti hanno detto, il fantasy e il fantastico in senso più ampio, sono generi che possono contare su zoccoli duri di lettori e questo perché i genitori li consigliano ai figli (o gli stessi figli li leggono perché memori di quanto la mamma o il babbo gli leggevano favole o racconti prima di addormentarsi). Rifiutarsi di capire che la narrativa di genere è un qualcosa che deve essere coltivato, puntando a far emergere quegli scrittori che hanno veramente talento e che sono in grado con poche parole di trasportarti all'interno della storia, è un qualcosa di essenziale. Non si può pretendere che i ragazzi (la maggior parte dei quali è affetta da un livello di digital addiction veramente impressionante) possano appassionarsi alla lettura attraverso un romanzo biografico in cui si raccontano le disavventure capitate ad un povero cristo; a mio avviso i ragazzi hanno bisogno di riscoprire la potenza dell'immaginazione. Se mia mamma, quando ero piccolo, non mi avesse letto quasi ogni sera una favola di Calvino o di Rodari, probabilmente non avrei sviluppato l'interesse verso la lettura: i generi mainstream che vengono apprezzati dai giovani sono soprattutto le biografie di qualche personaggio famoso e poco altro (questo almeno è quello che mi pare di percepire per quanto riguarda la stragrande maggioranza degli adolescenti), quindi questo la dice lunga. Ora non ricordo quale degli utenti lo diceva, ma il fatto che le sale si riempano ogni volta che c'è un film di fantascienza, fantastico, thriller o quant'altro, dovrebbe far aprire gli occhi sul fatto che la narrativa di genere in realtà ha un grande seguito; so che continuo a citare opinioni e idee già riportate da altri, ma non posso fare a meno di condividere quanto detto sul fatto che se arrivano tanti fantasy, è perché chi li scrive è un lettore (forte o meno) di quel genere. Sfortunatamente l'interesse dominante pare quello di trovare autori con opere "da una botta e via", che permettano di fare vendite più o meno elevate tra i lettori occasionali, e che poi possono essere abbandonati senza remore (siamo onesti, chi scrive un romanzo biografico, oltre a dover essere bravo a non cadere nella banalità, dovrebbe avere pure la capacità di sapersi riadattare a scrivere anche altro: la vita è una sola e una volta che ne hai parlato, a meno che tu non abbia rotto venti specchi e visto altrettanti gatti neri, non hai molto altro da dire). Riguardo a questo, Masterpiece non è altro che l'ennesima conferma del trend di cui sopra: la mia illusione era quella di essermi finalmente imbattuto in un qualcosa di innovativo, capace di andare oltre ai pregiudizi e agli stereotipi che sono stati costruiti attorno alla narrativa di genere, ma purtroppo mi sono clamorosamente sbagliato. Quando senti persone (che teoricamente, nella posizione che ricoprono, dovrebbero avere una cultura ampia e variegata sulla letteratura, mainstream e non) che paragonano ogni fantasy a Tolkien (la Selasi e De Carlo, per intendersi) o alla risposta "E' ambientato in un mondo inventato" ti dicono "eh grazie, era chiaro", capisci che purtroppo non ci sono molte speranze di aprire gli occhi alla gente. Mi scuso per il poema infinito
  10. Saizo

    Gainsworth Publishing

    Beh, che dire, come al solito scopro sempre in ritardo queste realtà incredibili; giuro che quando ho iniziato a leggere i primi post continuavo a credere che una cosa così non potesse esistere nell'editoria italiana. Non sono mai stato così contento di essermi sbagliato Peccato aver beccato le selezioni chiuse, porca miseria!! Visto che vi siete mostrati così cordiali e disponibili verso tutti gli autori esordienti, approfitti dell'occasione per chiedervi quando pensate di riaprire le selezioni; ho un romanzo fantasy (primo di una trilogia) scritto assieme ad un mio caro amico, che aspetta soltanto voi . Farò la posta al vostro sito in attesa che riaprano le selezioni ; nel frattempo penso proprio che acquisterò I predatori oscuri. La copertina è intrigante e sono curioso di vedere il frutto di tutto l'impegno che avete profuso assieme all'autore. E' veramente un sollievo per noi poveri aspiranti scrittori, poter avere a che fare con una CE che è davvero interessata a stare in contatto con i propri lettori ed è aperta a raccogliere qualsiasi feedback. Ancora una volta complimenti; spero che quando riaprirete le selezioni, il romanzo che invierò possa fare breccia. E se così non fosse, almeno sarà stato un fallimento piacevole, una volta tanto
  11. Saizo

    I genitori

    Trovo la risposta di Pennuto molto interessante e in parte la condivido: se provo a pensarmi come un genitore, certi ragionamenti non fanno una piega. Io credo che qui il problema principale sia legato piuttosto alla maniera con cui tali ragionamenti vengono esposti: penso che se il padre di Jade si fosse approcciato con una mentalità un po' più aperta a quelle che erano le idee di sua figlia, probabilmente lo scontro si sarebbe appianato. Come dicevi giustamente, i genitori hanno dalla loro l'esperienza: però a volte si dimenticano di che cosa vuol dire essere giovani. Se ti poni come un muro davanti a i sogni di un ragazzo e cerchi di fare il possibile perché non si realizzino, è chiaro che prima della fine quello si incazza (ops, anche io sono caduto nel francesismo). Dire ad un giovane "smetti di scrivere o ti butto via il computer" è la strada maestra per far sì che quello il computer te lo batta sulla testa Ovviamente poi dipende anche dai gradi di "testa calda" del singolo ragazzo e dal rapporto che i genitori sono riusciti ad instaurare con lui/lei; certo che in una situazione del genere, la mia reazione non sarebbe stata molto diversa da quella di Jade. Da diversi anni ormai so cosa voglia dire guadagnarsi i soldi attraverso il lavoro (faccio l'arbitro di basket da dieci anni, faccio ripetizioni da tre e ho pure provato un paio di volte a fare qualche lavoro, ma ho preferito non continuare perchè volevo dare precedenza all'università, dato che il corso che avevo scelto mi piaceva); ma nonostante questo, anche i miei continuano a pensare che sia necessario indirizzarmi verso una certa cosa. Mia mamma ragiona tanto del fatto che "non si sa mai che porte ti può aprire la vita", ovvero che per lei è giusto provare, tanto poi è la vita che ti indirizza da un'altra parte se quella non è la tua direzione, salvo poi agire all'opposto. Di base concordo con lei, ma sono dell'idea che se una strada non la si inizia neanche, non si può sapere se è quella giusta o meno. Pennuto ha ragione sul fatto che bisogna essere attrezzati per poter affrontare certe strade, altrimenti "ti siedi sul ciglio a massaggiarti i piedi doloranti, mentre guardi altri proseguire". Verissimo, ma penso che i genitori abbiano anche il compito di lasciarti intraprendere una certa strada; non dico che debbano essere lì a rimetterti in piedi ad ogni errore (anche perché in questo modo uno non impara mai, se sa che ci sarà sempre qualcuno a sistemare i problemi), ma a questa età penso che sia giusto che i ragazzi siano lasciati liberi di camminare, anche se un'occhiata da lontano gli va sempre data. Un po' come quando uno impara ad andare in bici, insomma
  12. Saizo

    Salve a tutti!

    Grazie a tutti! @Kate: ho provveduto, graziecomunque del promemoria
  13. Saizo

    Quante volte rileggere?

    Anche se io lavoro con un altro ragazzo, direi che adottiamo più o meno lo stesso procedimento; una volta scritto il capitolo che ci interessa (non necessariamente tutto in una volta, anzi spesso ci mettiamo qualche settimana) ognuno si fa una sua rilettura e segna gli errori che trova. Poi parte il primo confronto e si riaggiusta il testo (per nominare le modifiche abbiamo adottato il sistema dei software versione 1.1, 1.2 ecc...). Quando abbiamo finito questa operazione (che di solito si ripete almeno due/tre volte), stampiamo la versione cartacea; per nostra fortuna possiamo contare sul supporto di mia mamma e della ragazza del mio amico, che sebbene nessuna delle due sia editor o abbia a che fare con quel mondo, hanno un livello di pignoleria davvero impressionante. Una volta passate queste forche caudine, il capitolo viene considerato più o meno completo. Spesso ci capita di riprenderlo in mano ancora una volta, un mesetto dopo l'ultimo passaggio, e ancora troviamo errori e cose che andrebbero risistemate. Purtroppo, se noi scrittori dessimo retta alla voglia di creare l'opera "perfetta", non riusciremmo a considerare concluso nemmeno un capitolo dal canto nostro abbiamo scelto di considerare un capitolo "finito" quando secondo noi ha raggiunto un livello di scorrevolezza e di velocità soddisfacente. Tanto poi le mani sopra ce le rimettiamo a lavoro concluso, quindi è inevitabile che qualcosa vada rivisto ancora e ancora spero che questo ti abbia fatto coraggio: siamo tutti più o meno nella stessa barca XD
  14. Saizo

    I genitori

    Ammetto che finora non ho agito nel modo giusto, ma sto cercando un lavoretto e potrebbero anche assumermi, in questo modo me ne andrei di casa (una cosa che personalmente non vedo l'ora di fare). Glielo ricordo continuamente, ma loro pensano che io abbia bisogno ancora dei loro consigli e di loro che mi dicano cosa fare. In realtà non ne ho bisogno e si arrabbiano quando glielo dico. @Ares24: mi piace la tua schiettezza! purtroppo questo è un problema con il quale dover fare i conti: a nessun genitore fa piacere sentirsi dire che il figlio non ha più bisogno di lui. Figurati che mia mamma fino all'anno scorso mi diceva che mi avrebbe sostenuto, qualora fossi voluto andare a studiare fuori, Ora che non so se resto a Firenze o me ne vado via, ha già iniziato a dirmi che lei vorrebbe che restassi viva la coerenza! Ares comunque ha ragione: a questa età è normale (e anche necessario) che si cominci a cercare i propri spazi, quindi anche i genitori devono iniziare a fare i conti con questo
  15. Saizo

    Sospeso nel limbo

    Beh, molto dipende dal tipo di lavoro: se hai in ponte un romanzo "fine a se stesso" (ovvero che non prevede un seguito) allora se al momento non riesci a lavorare perché in ansia per le possibili risposte, non ti forzare, come diceva anche The Last Duchess. Ad esempio, io ho completato qualche mese fa un romanzo fantasy, il primo di una trilogia: una volta finite le classiche riletture e sistemate le correzioni suggerite da diverse persone, ho iniziato la ricerca Sarà che sono un tipo estremamente tranquillo, ma ho preso con filosofia l'attesa e nel frattempo ho continuato a lavorare. Avendo già una trama generica buttata giù, non mi sono dovuto lambiccare troppo il cervello per inventarmi cosa scrivere, ma mi rendo conto che se si deve partire di nuovo da zero può essere difficile farlo, se si ha la spada di Damocle dei giudizi delle CE. Ad ogni modo, sono dell'idea che se quando arriva un responso positivo (cosa che ti auguro vivamente), ti presenti e gli fai capire che intanto hai continuato a lavorare, può essere un punto a tuo vantaggio. Se l'opera che hai mandato gli è piaciuta, sapere che hai altri lavori in ponte può rappresentare una freccia in più al tuo arco (soprattutto nel caso in cui le vendite del primo libro andassero discretamente, il che sarebbe un sogno ). Personalmente ti suggerisco di fare ciò che senti: se in questo momento ti rendi conto di non riuscire a cavarti nulla dalla testa, lascia perdere XD quando sarà il momento buono, vedrai che il tuo cervello te lo farà sapere . In bocca al lupo per le risposte
×