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Ciube

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Ciube ha vinto il 28 gennaio 2015

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154 Strepitoso

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  1. Ciube

    Campeggio con sorpresa

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/24881-voglio-invitarti-a-un-ballo/ «Lo zaino della tenda?» «Preso e sistemato. Dentro ci sono anche i picchetti, il martello e la sagola.» «Bene. E le brandine?» «Le ho sostituite con due materassini, Robe’. Occupano meno spazio e pesano di meno. Li possiamo gonfiare con la pompa del canotto.» Claudio fissò contrariato l’amico. «Ma almeno li hai comprati buoni, di tela felpata? Perché se sono tutti di plastica si bucano subito, basta un ago di pino e puff … » «Tranquillo. Sono buonissimi, di marca» lo tranquillizzò Roberto. «E poi non ho speso neanche un euro perché li ho fregati a mia sorella», sorrise furbo strizzando l’occhio. «Tanto a lei non servono più, ora che il marito si è fatto il camper.» «Ma a quel punto potevi prenderle anche il cucinino a gas.» «E infatti l’ho preso, che pensi?. Sta lì, guarda», indicando un angolo del bagagliaio, «è quella scatola bianca accanto allo zaino.» «Sei un grande, Robè!» A Claudio era tornato il sorriso e allungò una pacca sulle spalle all’amico. La lista dei bagagli finì in tasca. «Praticamente c’è tutto, possiamo partire.» «E no. Prima noi due dobbiamo parlare » fece Roberto facendosi serio, «Tu sai bene di che cosa.» L’amico sbuffò spazientito. «Ancora con quella storia? Te l’ho già ripetuto mille volte, se vuoi te lo scrivo su un foglio e te lo firmo. A me di Giulia non frega niente e se tu ci vuoi provare sei liberissimo di farlo. Credimi Robe’, sono mesi che ogni notte sogno questa settimana di pesca e non sarà Giulia a farmi cambiare programma. E poi lei ha detto che è attrezzata per conto suo, no? Ha la sua tenda, dunque che problema c’è? Tu e lei potete starvene per conto vostro e avere tutta la privacy possibile. Non sarò certo io a disturbarvi» «Già. Però, chissà com’è», lo interruppe l’amico, «l’ha chiesto a te, non a me, se poteva aggregarsi.» Roberto era cotto perso di Giulia ma la sua timidezza era patologica e in più temeva che la ragazza fosse interessata al suo amico, molto più spigliato di lui. «Certo che l’ha chiesto a me, sono io che ci metto l’auto.» Claudio tentava di far ragionare l’amico. «E poi tu, ogni volta che lei ti parla vai in bambola, ti metti a sproloquiare per ore. È vero o no?» Era vero e Roberto abbassò gli occhi, incupendosi ancora di più. L’amico capì di avere esagerato e lo prese per un braccio. «Beh, perché adesso questa faccia? Io volevo soltanto dirti che per quanto mi riguarda devi stare assolutamente tranquillo, e basta. E che però devi tenere presente che avrai cinque giorni di tempo, non un mese. Perciò se la Giulia ti interessa davvero devi andarci giù deciso, buttarti. Male che vada ti dirà di no e pace.» «La fai semplice tu, che sei sempre pieno di donne» Lo sguardo di Roberto era sempre più rassegnato, il pensiero di un rifiuto di Giulia bastava ad azzerargli il respiro. «Quella ragazza è strana, prima ti sorride e poi svicola come un’anguilla. Non riesco mai a capire che cosa le passi per la testa. Ogni volta che provo a dirle qualcosa d’importante mi guarda e scoppia a ridere… » «Fanno tutte così, dai retta. Si fanno pregare, ci prendono gusto. Sono sadiche» commentò Claudio entrando in auto. «Dai, ora però sali e andiamo, che facciamo tardi. A che ora ha detto di passare da lei? » «Alle nove e mezza. Manca un quarto d’ora.» «Cazzo! E me lo dici così?» Claudio accese il motore e la cinquecento partì sgommando. Dopo dieci minuti erano davanti al portone e Roberto scese a citofonare, poi tornò di corsa verso l’auto. Era rosso in volto, eccitato come un bambino che sta per scartare il regalo di Natale. «Sta scendendo.» Giulia si presentò in jeans a vita bassissima, canotta e zaino supergriffato. Era magnifica. Però non era sola, con lei c’era Alessia. L’unica lesbica dichiarata di tutto il liceo. Claudio scoppiò a ridere mentre l’amico, annichilito, veniva caricato come un facchino dalle due amiche, che nel frattempo si erano sfilate dalle spalle gli zaini. «Ho pensato che, visto che c’era un posto libero, non vi sarebbe dispiaciuto avere un passeggero in più» dichiarò candida Giulia, mentre prendeva posto con l’amica sul sedile posteriore. «Nessun problema, figurati!» la rassicurò Claudio che si sforzava di restare serio. «In quattro si steccano meglio le spese e poi, tanto, io e Roberto saremo sempre in acqua a fare pesca sub. Vero Rob?» «Come, no?» confermò l'altro con voce atona. Già lo sapeva, sarebbe stato il peggiore campeggio della sua vita.
  2. Ciube

    voglio invitarti a un ballo

    Ciao Henry, mi piace la tua poesia. Evochi il ballo, un tango poi, come un fermo immagine sospeso nel mondo che continua ad andare, e in questo frame poi ti cali girando attorno ai due protagonisti, studiando e descrivendo con leggerezza l’energia e la sincronia dei movimenti, sottolineando quei suoni sottili, ovattati che soltanto una coppia che danza in una sala deserta riesce a fare avvertire. MI hai ricordato con le tue parole una poesia che ho postato tempo fa proprio qui, quella del violinista di strada che suona sulle strisce pedonali e s’innamora di una donna intravista nella folla. Con le tue strofe tu però sei andato oltre, hai disegnato un delizioso cameo che varrebbe anche se letto come prosa, per l’essenzialità del suo contenuto. Pur in un giudizio così positivo, anzi proprio per questo, ho comunque provato a editarti, trovi la versione rieditata in fondo a questo commento. Si tratta di ritocchi leggerissimi e non di correzioni (perché non c’erano errori da correggere). Trovali da te confrontando i due testi, questa è soltanto una rilettura che a mio parere migliora la sintesi delle tue immagini lasciando inalterata la sostanza della tua composizione. Ancora complimenti. Voglio invitarti a un ballo: ― qualcosa di esclusivo, che lasci senza fiato ― senza effetti speciali luci multicolori... Per orchestra un violino nel salone deserto. Il tuo fiato sul collo le mie dita sui tuoi fianchi le caviglie sottili che calpestano l’aria, le mani intrecciate con studiata energia e il tuo cuore, che al mio sussurra i tuoi pensieri. Certo è occorsa una vita per giungere fin qui, però che importa? Io volteggio, Tu accogli e si realizza il Sogno, il più inaspettato, in una dimensione che distilla euforia. quello a cui Tu aspiravi quando ansiosa pensavi: Vorrei andare a un ballo e vorrei andarci con Te.
  3. Ciube

    La fattoria delle sorelle Mereus

    Ciao wyjkz31, grazie per il commento e i consigli. Replico ad alcuni tuoi rilievi. Un grosso ramo secco che precipita al suolo non può polverizzarsi. Si frantumerà in tanti pezzi la cui dimensione e lunghezza sarà comunque proporzionata a quelle del ramo da cui provengono. Il termine “infatti” da me introdotto nella frase “Lì infatti le piante erano più alte e rigogliose e il sottobosco, soprattutto, scricchiolava sotto i piedi per quanto era infoltito dai tanti rami secchi” serve per sottolineare l’effetto del mancato sfruttamento di quella zona di bosco da parte dei paesani. Hai ragione per costole al posto di vertebre, mi pare più appropriato. Non condivido però la tua rielaborazione con “mentre etc.” che sminuisce la relazione di stretta dipendenza fra la trave di colmo e le secondarie. Rileggendomi, avrei piuttosto corretto ( e lo farò) il tratto “spezzata in più punti” sostituendo spezzata con incrinata, più verosimile (se un ramo è spezzato cade e non può reggere alcunché).
  4. Ciube

    La fattoria delle sorelle Mereus

    Grazie a soldato e a Sissi. A Sissi dico di non fidsrsi dei saggi di paese, la legna marcia è adattissisima da ardere se è asciutta ( e se non lo è basta posteggiarla un paio di giorni nella cesta accanto al camino. Dove abito io c'è un bosco, interno al comprensorio, di querce, sugheri e allori. Un bosco maltenuto per dire la verità, con moltissimi fra tronchi e rami lasciati cadere ( o peggio, abbattuti e poi lasciati lì dalla squadra di manutenzione del consorzio). Bene, in questo vado ad approvvigionarmi ( insieme a Eugenia: una bellissima romantica passeggiata, a parte il pericolo dei conghiali, numerosissimi ) da una vita e la legna marcia brucia nel camino che è una bellezza (nel raccoglierla basta valutare il peso: se è ultgraleggera andrà che è una meraviglia), soprattutto l'alloro e il sughero che sono privi di nodi ( al punto che sto conservando molti tronchetti per lavorarli e farci qualcosa che magari posso vendere, ma a me serve soprattutto per tenere la testa occupata e lontana dai cattivi pensieri, comunque guarda qui per esempio https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206101176754667&set=pb.1420067432.-2207520000.1424289388.&type=3&theater Grazie per i suggerimenti e i consigli, sempre graditissimi. Sono un po' arrugginito ma ho voglia di riprendere a scrivere e so che tutti voi mi aiuterete. Vi abbraccio tutti
  5. Ciube

    La fattoria delle sorelle Mereus

    Commento : http://www.writersdream.org/forum/topic/24767-mare-buio-e-gabbiani/ Riprendo a postare nella sezione narrativa dopo molti mesi, spero di ricordarmi le regole Si tratta dell'incipit di qualcosa di più lungo che vorrei riprendere a scrivere, magarti i vostri commenti mi potrebbero incoraggiare a farlo. Ecco il testo. Qui vi racconto di quando Rocco trovò per caso, sul venire della sera, la tomba del venditore di sogni nel fondo di un fienile abbandonato. Era quello della fattoria delle sorelle Mereus, le due streghe che erano state cacciate da paese quarant’anni anni prima. Il bosco intorno aveva già inghiottito la casa e del fienile era rimasta miracolosamente in piedi soltanto la struttura in legno. Sporgeva nella radura dal folto della foresta come lo scheletro di un gigante inginocchiato, la trave di colmo del tetto spezzata in più punti e le altre però ancora al loro posto, e così ben saldate come vertebre a quel tronco lì in alto che sopra vi si contavano i nidi di tre allocchi. Nessuno in paese si spingeva mai, per far legna, fino a quel margine. Lì infatti le piante erano più alte e rigogliose e il sottobosco, soprattutto, scricchiolava sotto i piedi per quanto era infoltito dai tanti rami secchi. Al vecchio Rocco non andava di lavorare d’ascia e per questo motivo da qualche tempo, sfidando la sorte e le superstizioni, aveva preso a frequentare il luogo maledetto. Ma lui non aveva mai avuto paura delle streghe e da giovane era stato fidanzato con Martina Mereus. Così sorrideva dei suoi paesani mentre raccoglieva, senza inutile fatica, tutta quella bella legna caduta a terra e già pronta per il camino. Aveva notato nel recinto delle mura un ramo molto grosso che, precipitando dall’alto, si era frantumato in mille pezzi. Così penetrò all’interno delle rovine, passando sotto alle travi del fienile senza neanche alzare gli occhi. Se erano restate lì fino ad allora, lui non le avrebbe certo disturbate. I ciocchi del ramo frantumato erano spessi e della lunghezza giusta per essere caricati sul mulo, solo con quelli avrebbe potuto completare il carico. Così si mise a raccoglierli un po’ per volta per accatastarli nella radura e al terzo viaggio inciampò nella pietra. Cadde a terra che aveva la legna fra le braccia, così non riuscì a ripararsi il viso e si graffiò a una guancia. Imprecò tamponandosi il sangue con il fazzoletto, al tatto pareva trattarsi di una semplice escoriazione ma il legno era marcio e sporco, intriso di chissà quali schifezze. Quello sgraffio aveva bisogno di essere disinfettato al più presto. Rocco stette lì a pensarci un attimo se andare via subito, poi pensò che almeno poteva completare di accatastare la legna, così quando sarebbe tornato col mulo avrebbe dovuto soltanto caricarla. Nel raccoglierla da terra notò l’angolo della pietra che lo aveva fatto inciampare, era squadrata e il fatto lo incuriosì, così con il piede scostò il terreno che la ricopriva. Era una lapide
  6. Ciube

    Mare, buio e gabbiani

    Ciao Rojo. Io amo il mare in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, "a prescindere” direbbe Totò. Dunque mi sono immediatamente fermato sulò titolo e ho letto il tuo racconto, originale e ispirato. Ti dico che cosa non va secondo me, piccole cose che, se sistemate, potrebbero dare valore aggiunto al tuo scritto. Tralascio refusi e punteggiatura perché non mi pare che ci sia roba da penna blu, vado piuttosto alla sostanza del racconto. Primo appunto: non si capisce subito, in realtà perché tu non lo scrivi e descrivi, dove stia il protagonista quando parla del mare. Io per esempio avevo pensato alla spiaggia ( ognuno pesca nel proprio vissuto quando legge un racconto, tienilo presente) e soltanto a metà racconto ho capito che invece si trovava invece in auto, su una strada a mezza costa, e con propositi suicidi. Per non disorientare il lettore basterebbe appena un accenno, per esempio: “Le onde che si infrangono sulla costa venti metri sotto la tua auto, a volte più grandi e impetuose a volte quasi invisibili, l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo.” Ritengo che una piccola aggiunta non interrompa l’enfasi della frase e anzi la migliori, introducendo un elemento drammatico. Poi c’ è il finale, per me poco chiaro. Tu non ti sei suicidato e il poliziotto giovane scopre che i segni delle ruote non arrivano fino in cima, dunque il dramma è risolto. Salvo il fatto che la foto che tu tiri fuori e poi descrivi, introduce un flashback che non può esaurirsi nella descrizione dell’istantanea. Devi dire di più, tu sei un aspirante suicida e non puoi lasciare il lettore a bocca asciutta. Che è accaduto a tuo fratello? E al cane ( io amo i cani e mi sta a cuore la loro sorte, anche in un racconto)? C’entra qualcosa tuo fratello con la tua attuale depressione? A queste domande devi rispondere, amico. Spero di averti aiutato. Il tuo racconto è buono, se curi i refusi e le ripetizioni puoi andare lontano.
  7. Ciube

    Non sono nuovo ma vecchio, anzi decrepito

    E' vero Shade, facciamo l'Itaglia e ritagliamola in fretta e per bene perché i tempi stringono davvero. E' impervio proporre la cultura come alimento anticrisi quando almeno un terzo della popolazione se ne muore letteralmente di fame ma va fatto, va fatto e io vedo sempre più questa comunità come la risposta più sana e bella che possa dare l'uomo al suo alter ego violento e semplificatore, che si è degradato ovunque nella famelica ricerca di potere e denaro smarrendo il senso della sua stessa vita. Per ritrovare il timone occorrono i sogni, questi piccoli germogli di vita interiore che alimentati nel giusto modo possono sviluppare tutta la loro spaventevole potenza facendo tornare l'homo sapiens sulla terra. Perché ciò avvenga I sogni hanno bisogno di crescere e di essere condivisi e questo è il delicato, arduo ma fantastico compito degli scrittori. La nostra missione. Facciamo presto però, che non posso più vedere in tv il borsino dei quirinabili
  8. Ciube

    Non sono nuovo ma vecchio, anzi decrepito

    Il redivivo è un eroe romantico ma voglio chiarire, non mi sono ri-presentato per captatio benevolentiae. In realtà ho inteso ottimizare le mie risorse, pensando che nel frattempo questa comunità si è arricchita di molti nuovi membri che non conoscevano ciube. In questo modo, mettiamola così, ho salutato i vecchi e mi sono presentato ai nuovi. Nei miei progetti writewrsdiani c'è la presentazione di un paio di nuovi racconti e di un nuovo romanzo ancora in stesura, poi la proposta di una particolare riflessione sull'ipotesi che la scrittura di un romanzo sia in qualche modo il vaticinio della nostro futuro percorso di vita, poi ancora, forse, l'offerta di un nuovo gioco. Ho messo molta carne al fuoco, conviene che mi fermi qui per non fare figuracce. Devo fra l'0altro anche rifare un bel giro di ricognizione nelle tante aree per un aggiornamento, poi deciderò con che cosa iniziare. Bentornato ciube, me lo auguro anch'io perché mi piace stare qui fra amici. Grazie a tutti per l'affetto e la vicinanza, sappiate però che non c'è male che possa rammollire la mia sbadataggine, la mia sincerità, soprattutto la mia autostima. Così non escludo di finire di nuovo in cella per comportamenti incongrui e/o molesti, semmai accadesse prego gli amministratori di non affidarmi ai servizi sociali per raccontare barze a vecchietti rincoglioniti. sarei patetico. .
  9. Ciube

    Non sono nuovo ma vecchio, anzi decrepito

    So che è consuetudine riaffacciarsi qui quando, pur iscritti, ci si assenta per molto tempo dal forum. La mia latitanza è stata forzata da problemi di salute tuttora esistenti, ai quali però il tempo e le cure hanno consentito di abituarmi. Dunque provo a riaffacciarmi promettendo di tornare, poco per volta, operativo anche in tutti gli altri spazi del forum. Mi siete mancati moltissimo, con qualcuno di voi ho continuato uno scambio attraverso FB, però sento di nuovo crescere in me l'esigenza di un confronto più specifico sulla scrittura. Così eccomi di nuovo fra di voi. Nel frattempo ho perso ogni residuo punto di penalizzazione e la mia patente di forumista è tornata immacolata, meglio così Ho scritto ( non tanto) qualcosa di nuovo e intendo presentarlo al vostro giudizio. Negli ultimi tempi mi ero messo a disegnare ma è tempo che riprenda la penna in mano. Un grande abbraccio dal vostro ciube.
  10. Ciube

    Tanti auguri Ciube

    Lo sapete che poi mi gonfio come un tacchino, no? NON FATEMI COMPLIMENTI!
  11. Ciube

    Tanti auguri Ciube

    Ah, ok, tutto a posto allora... Ancora grazie ragazzi, vi sento. Tornando ai miei disegni: se volete vederene qualcuno nei dettagli, cstando sull'immagine con il cursore del mouse cliccate sul pulsante destro e scegliete nella tendina : apri in un altra scheda. Così potrete beatificarvi al massimo E lasciatemi i vostri commenti, mi raccomando. Servono le critiche anche nella pittura.
  12. Ciube

    Tanti auguri Ciube

    Che è successo? Avevo scritto un sacco di cose carine, mannaggia, e non è comparso il mio messaggio. Perché?
  13. Ciube

    Tanti auguri Ciube

    Ehi, mi ha avvertito Marcello su facebook e così sono scappato qui a ringraziarvi e salutarvi tutti. Sto bene e mi sto curando ma è una bella lotta, vi assicuro. Ogni tanto mi viene voglia di scrivere, ma non dura abbastanza oppure ce ne è sempre una che mi fa pensare ad altro. Prometto di affacciarmi d'ora in poi più spesso, se non ci riuscissi fatevi pure vivi voi, se volete, sulla ia pagina FB che frequento più spesso da quando mi sono buttato, diciamo così, sulle arti figurative Il fatto è che il disegno è più rapido da eseguire e ti da un riscontro immediato, un racconto o ancor peggio un romanzo è un cantiere molto più lungo. Scrivere comunque resta la mia prima passione, mi sono rimaste un sacco di pagnotte nel forno che devo decidermi a sfornare, anche per la curiosità di sapere come vanno a finire le storie Intanto vi invito nella mia bottega (digitale) di arte e grafica, arrivando sulla pagina cliccate sulla freccia che trovate a destra del mio faccino e date un'occhiata, spero che trattandosi di opere grafiche il mio invito non trasgredisca le regole del forum. Questo il link :https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205697772509813&set=a.10205505588665337.1073741829.1420067432&type=3&theater Vi abbraccio tutti, vi voglio bene, lo sapete
  14. Ciube

    il sogno di scrivere

    Ciao Thomas, benvenuto. Non curarti del genere della tua storia, scrivila liberamente e lascia che sia lei a deciderlo alla fine
  15. Ciube

    Vicki Satlow

    Ciao a tutti, non sono ancora fra i cari estinti In compenso il nervo sciatico si è impadronito di me dal 3 novembre e mi ha fatto scoprire le stelle. Io ho scoperto di avere la Satlov fra i miei followers su twitter. A lei avevo spedito un romanzo ( poi pubblicato) e mi aveva risposto negativamente la sua segreteria.
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