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Morgana84

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  1. Morgana84

    L'Io malato

    é semplicemente il racconto di una cosa che è successa, se dopo anni sono cosciente di me non c'è miglior complimento.!
  2. Morgana84

    Come siete mentre scrivete?

    Ciao Morgana. Giacchè esisteva un topic simile a quello che hai aperto tu ho unito le discussioni. certamente!
  3. Morgana84

    Come siete mentre scrivete?

    Io scrivo sempre a letto, nella solitudine di camera mia, ho provato anche in giardino ma ci sono troppe bestie strane che volano!
  4. Morgana84

    L'Io malato

    ho commentato qui: http://www.writersdream.org/forum/topic/17849-rs02-stanza-numero-6/ Sapete qual'è il mio più grande desiderio? È quello di prendere una decisione che non sia influenzata dalla mia Malattia, che oramai chiamo amichevolmente così. Vorrei prendere una decisione e sopportarne le relative conseguenze senza avere dubbi su chi l'abbia presa. Se io, oppure la parte malata di me, che spesso prende il sopravvento, La componente malata fa parte di me e non può essere rimossa chirurgicamente, perché è una parte del mio stesso Io, che ragiona a modo suo. La malattia mi ha portato a momenti di vera euforia e felicità, momenti in cui pensavo di poter fare tutto, ma in quei momenti io ero solo una spettatrice e non avevo voce in capitolo. Vedevo solo me stessa fare e dire cose che io non avrei mai fatto. A tutt'oggi ripensando al passato piango lacrime amare per tutte le sciocchezze che ho fatto, senza esserne consapevole. Ma la malattia, non è solo momenti di euforia, ma anche di profonda depressione. Questa depressione crea un profondo cratere di tristezza e di dolore costante, che non sai come affrontare, se non nei modi più sbagliati. E così inizi a farti male, per poter arginare per un secondo quel dolore interno senza fine e per provare a te stessa che sei viva. Per via della malattia perdi anche un sacco di persone care, che vedono solo i tuoi sbalzi di umore e le tue stramberie,non il dolore che c'è dietro. La vita diventa un susseguirsi di forti emozioni portando con sé una paura irrazionale: da quella di sbagliare anche la cosa più semplice a quella di vivere la propria vita. Intanto vai avanti senza chiedere aiuto, perché credi sia normale così. Visto che è così che sei sempre stata. Poi, dopotutto, a volte ci sono quei meravigliosi, momenti in cui sei tu a prendere il controllo della tua vita. Sono questi i momenti che vorresti non finissero mai, quando ti senti libera. Anche se continua ad esserci un vuoto dentro di te, sopporti perché non vuoi cedere. Ma più ignori il problema più la malattia diventa forte e tu diventi debole, come per un parassita. Cerchi di goderti quei giorni, perché sai che purtroppo finiranno e la malattia si riprenderà il controllo. E alla fine arriva la stanchezza, di andare su e giù, giù è su di umore e di testa. Cosi inizi a meditare l'impensabile, ciò che prima non avresti mai preso in considerazione. L'unica cosa che farebbe finire tutto per te e per i tuoi familiari sui cui visi vedi sempre un' estrema preoccupazione. Pensi che non sia giusto farli soffrire così, loro senza di te sarebbero felici. E allora con la mente affollata dai pensieri più sbagliati lo fai. Ti fai male in modo definitivo e ti abbandoni quelle spire calde e placide che ti avvolgono portandoti nell'oblio. Sono stata salvata ed ho scoperto che una cura non c'è ma una terapia sì. Una terapia che dovrò seguire ogni giorno della mia vita, ma che mi permette di tenere segregato l'Io malato e avrò anche le cicatrici come avvertimento di cosa potrebbe andare storto se non seguissi la terapia. Lui c'è ancora ma con il tempo si indebolirà sempre più e forse un giorno non mi accorgerò più della sua presenza. La strada è lunga ed io ho ancora molte sfide da affrontare, ma non mi devo più nascondere perché se gli altri non mi capiscono a perderci sono loro. E questa è una decisione che ho preso da sola.
  5. Morgana84

    [RS02] Stanza numero 6

    Ho trovato il racconto scorrevole, anche se la scena che permette ad i protagonisti di salvarsi è un po' confusionaria. Inoltre il fatto che sei partito dalla fine, dicendo che entrambi i personaggi si sono salvati toglie un po' suspense al racconto. L'ultima cosa che posso dirti e che se la chiave era un amuleto dovevi dare più peso alla cosa. Su punteggiatura e grammatica non metto bocca, c'è già chi ci ha pensato e io sarei di troppo. Conta anche che questo è il mio secondo commento e spero di aver dato l'idea di quello che ho cercato di dirti. Morgana
  6. Morgana84

    Banshee

    Comunque ho davvero avuto fretta di postare e quindi non lo ho fatto al meglio. Ma i consigli che ho ricevuto li metto in saccoccia e ne faccio tesoro!
  7. Morgana84

    Banshee

    Grazie, nel racconto che sto scrivendo ora sto facendo come dite voi.... ottimi i vostri consigli. grazie
  8. Morgana84

    Inespertissima

    Grazie!
  9. Morgana84

    Ciao

    grande Jeffrey Deaver!
  10. Morgana84

    Banshee

    Grazie! questo si che è stato costruttivo!
  11. Morgana84

    Banshee

    D eufonica e H di troppo. D eufonica. Manca lo spazio. "...banshee? (spazio) Come (maiuscolo)..." Essendo in presente, non può sapere che sia una persona in avvicinamento, prima di essersene accorto. "Non è grave, ragazzo, ma di questo passo non troverai mai quello che cerchi" mi dice con tono calmo. Con i verbi di parola (dire, sussurrare, chiedere, urlare, ecc) non mettere mai il punto interno al discorso diretto Essendo palesemente una domanda, metterei un punto interrogativo, o una coppia interrogativo/esclamativo, riferendomi all'uso del verbo "uralare". Non è molto scorrevole quest'ultima parte del periodo. Interrogativa. Un'ora. D eufonica. Non mi fa impazzire "a una prima vista", quell'una non mi convince. Quando introduci un discorso diretto, servono sempre i due punti. "...portato qui? Cercavo uno spirito..." (...) "...prima che mia sorella muoia!" urlò esasperato..." "Non essere irruente, ragazzo, devo presentarti una persona che potrebbe aiutarti a salvare tua sorella.(metti un'introduzione al personaggio, esempio: E' lei/ E' laggiù, ecc) ... ,la guaritrice Muriel." Occhio alla punteggiatura e alla scorrevolezza dei periodi. "Dopo poco, da una casetta escono due donne molto simili: stessi capelli rossi e ricci, stessi occhi verdi." "Mentre la donna più anziana, con ogni probabilità Muriel, si avvicina a me con passo sicuro, la ragazza non riesce a guardami negli occhi, anzi, non riesce a guardami proprio, ritenendo più sicuro fissare lo sguardo a terra. "Salve," dice la donna più anziana " Occhio alla ripetizione dice-dice. La seconda parte sottolineata è pensata dal ragazzo o è parte del discorso diretto? Due punti. "Possediamo già la cura per tua sorella," Punto. Maiuscolo. Minuscolo. Due punti. Punto. D eufonica. Virgola di troppo. Togliere il punto e mettere due punti. Eliminare il "cioè". E' una frase detta dalla Banshee? Anche qui si confondo i pensieri del ragazzo con le parole della Banshee. Sì con accento, è affermazione. Conclusa l'analisi A rileggerci! Grazie, molto molto utile!
  12. Morgana84

    Banshee

    MI spiace vedere che alcune persone si siano soffermate solo sull'erroraccio che mi è scappato, speravo che aveste una visione più ampia dei racconti. Ciò di sicuro non mi scusa per quell'errore. Ma ragazzi c'è altro. Io credo che i vostri commenti servano a farmi crescere e riflettere, ma se tutto si incentra su una H allora è inutile
  13. Morgana84

    Banshee

    No. Scusa, ma no. era quella la bastonata a te non è mai sfuggito niente?
  14. Morgana84

    Banshee

    No. Scusa, ma no. era quella la bastonata, mi è sfuggito. a te non è mai capitato?
  15. Morgana84

    Banshee

    Ho fatto una figura di cacca, chi la trova mi bastoni pure....
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