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Eudes

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  • Compleanno 16/02/1976

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  1. Eudes

    [Sfida 20] Di ricami, di veli, di seta e di spose

    Scusate, ma avevo dimenticato il link per postare il racconto. Ringrazio Mercy per avermelo fatto notare.
  2. Eudes

    Guanto di Sfida

  3. Dolce e dall'animo candido, Emma sapeva di non essere bella: gli occhi scavati, il naso adunco, le mani tozze e una pelle rovinata dalle intemperie a cui una vita difficile la sottoponeva quotidianamente erano elementi che avevano reso il suo corpo smunto tutt'altro che desiderabile. Ma era una donna, Emma, e come ogni donna sentiva il bisogno, se non di trovare il principe azzurro, almeno qualcuno da amare. Un figlio, se non un marito. Eppure, anche per quello ci sarebbe voluto un consorte: la società dell'epoca non avrebbe visto di buon occhio scelte meno convenzionali del matrimonio. Fu per questo che quando Riccardo la chiese in sposa accettò, pur sapendolo più interessato al modesto patrimonio in suo possesso che al suo cuore. Bella non lo sarebbe mai diventata, lo sapeva. Ma anche se non le sarebbe mai stato possibile sembrare una modella, vestirsi come una principessa, almeno per un giorno, le sembrò un desiderio alla portata. Abile nel cucito, per otto lunghi mesi si dedicò anima e corpo alla realizzazione del vestito. Comprò la seta più pregiata, con la quale realizzò un elegante abito da sposa bianco con coda a strascico, ricamato con filamenti d'oro e d'argento, a cui aggiunse una sopragonna in pizzo; come copricapo, un lungo velo sormontato da ghirlande e fiori artificiali. Gli invitati non avrebbero ammirato la sposa, ma se fossero anche solo rimasti incantati dal vestito, in quel vestito c'era pur sempre parte di lei. Tuttavia tanto sfarzo provocò, più che ammirazione, invidia. In chiesa, nelle varie conversazioni bisbigliate lontano dalle orecchie della sposa, l'accusavano di aver peccato di superbia e che una ragazza di umili origini non avrebbe dovuto permettersi di imitare una principessa. Tanto più che il contrasto con la scelta fatta dallo sposo era evidente: Riccardo, spiantato, dovette accontentarsi di un vestito riciclato prestatogli da un amico, un completo marrone con cravatta corta e pantaloni alla zuava. Neanche lui era bello ma se della sposa si poteva quantomeno elogiare l'infinita dolcezza d'animo, lo sposo, oltre che brutto, era irascibile, rancoroso e, si mormorava, piuttosto violento. Emma era al corrente delle dicerie che giravano su di lui tuttavia era convinta che l'amore fosse la medicina migliore per placare anche le bestie più feroci e si era ripromessa di riversarne sul futuro marito tutto quello di cui sarebbe stata capace. Fu Riccardo stesso a impedirglielo, fin dalla prima notte di nozze, passata in giro a ubriacarsi con gli amici, tornando a casa in loro compagnia soltanto poco prima dell'alba. «Ma guardala, la ributtante sposa! Senza il suo abito regale si mostra per tutto lo schifo che è» disse rivolgendosi a due amici, anch'essi sbronzi. Senza mostrare il minimo pudore li aveva fatto entrare in camera dove sul letto giaceva la moglie in camicia da notte, stanca e addormentata. «E io dovrei far l'amore con questa? a voi lo rizzerebbe mai, una cosi?» chiese, divertito, agli amici. «Ma dai, Riccardo! Mostrati un vero uomo e facci vedere di cosa sei capace!» rispose uno di loro. «No, no, Lucio, io ci rinuncio. Ma prego, voi accomodatevi pure. Voglio proprio vedere se qualcuno è davvero capace di scoparsi mia moglie!» replicò, concludendo l'invito con una sonora risata. Questo sarebbe stata Emma per Riccardo, allora e per sempre: una bambola di pezza da calpestare, da solo o in compagnia, valvola di sfogo nella quale riversare qualunque sua frustrazione. Emma non sopportò a lungo, preferendo suicidarsi nel giro di qualche mese. Riccardo non la pianse, né recitò la parte del vedovo sconsolato. Si limitò a vendere i pochi oggetti di Emma che ancora non le aveva sottratto, compreso l'abito nuziale. Il quale finì a Manuela, promessa sposa di Lucio. Manuela non dovette fare troppe modifiche per entrare nell'abito. Pur essendo di corporatura diversa, e molto più desiderabile, rispetto quella di Emma, il vestito sembrò adattarsi magnificamente alla sua figura. Manuela adorava l'abito, indossarlo per le prove la faceva sentire ogni volta più sicura. Lo stesso accadde anche il giorno del matrimonio, almeno finché non scorse Riccardo tra gli invitati. Conosceva Riccardo da tempo e, sebbene non lo ammirasse, non aveva mai sentito l'impulso di fargli del male come quel giorno. «Tutto bene, cara?» le chiede Lucio. Manuela annuì, poco convinta. Non capiva perché, ma provava stesso impulso anche per il suo futuro marito. Mentre riceve sorridente gli auguri degli invitati, la donna si guarda attorno e nota come il giardino del ristorante sia ricco di piante fiorite: rose, calle, gerbere, persino aconite. L'attenzione si concentra su quest'ultime, che si ergono come spighe raccogliendo fiori violacei a forma di elmo. Sono un veleno potente. Manuela non ricorda dove può aver imparato una cosa simile, le sembra quasi una riflessione non sua. Se ci contamini il vino, otterrai una bevanda mortale dagli effetti immediati. Manuela pensa che i preparativi per la cerimonia devono averla stressata parecchio. Deve stare bene attenta a non impazzire. A frenare l'impulso, che ancora non capisce da cosa derivi, a uccidere uomini innocenti. Non sono innocenti. E, come in preda a uno schock, rivive atroci sofferenze appartenute a un'altra. Neanche tuo marito lo è. Manuela inizia a intuire da dove arrivi la voce e, pur convinta di essere ormai posseduta, la solita sicurezza la invade. Fa ciò che le viene consigliato di fare, contamina una brocca di vino con foglie di aconite, lasciandole qualche minuto a sciogliersi, ne getta i residui e, con quella stessa bottiglia, riempie il calice di tre uomini: il suo stesso marito, Riccardo e un amico comune. Propone un brindisi, dopodiché invita tutti a ballare. La cerimonia continua tra i consueti festeggiamenti, mentre il fotografo immortala i momenti più lieti e nel grammofono si alternano 78 giri di charleston, swing e jazz. La sposa sembra più viva che mai quando una parente le si avvicina per confidarle che alcuni ospiti hanno iniziato a sentirsi male e, tra quelli, c'è suo marito. «Sarà stanchezza, per via della giornata intensa, gli passerà» minimizza lei. Eppure all'uomo meno discreto del matrimoni certi particolari non sono sfuggiti. Il fotografo si avvicina chiedendole di allontanarsi dal resto dei convitati, con la scusa di qualche scatto in disparte. «Li hai avvelenati, vero? Lo so che sei stata tu!» «Non lo dirai a nessuno.» «Pensi di potermelo impedire? Ti costerà caro farmi tacere.» Per tutta risposta, il velo nuziale ondeggia in direzione dell'uomo. Potrebbe sembrare mosso dalla corrente, ma non c'è un filo di vento. Come guidato da una forza autonoma, il velo si avvicina al collo dell'uomo e lo strangola. A nulla valgono i tentativi di lui di strappare il tessuto. Manuela sa di essere diventata un'assassina e di dover fuggire prima che gli altri tornino a cercarla. Un vestito da sposa è scomodo e vistoso per una donna che scappa, tuttavia preferisce tenerselo addosso, nonostante abbia capito quali rischi comporti. Imitando i criminali del posto, si nasconde in un casolare abbandonato della campagna circostante. Ma non passano molte ore che qualcuno la nota: un ragazzo giovane dal viso angelico, i capelli biondi e gli occhi azzurri. Un vagabondo in cerca di riparo per la notte. Possiamo disfarci di lui, se vuoi. Ma Manuela non vuole, piuttosto ne sembra rapita. Mentre si avvicina all'uomo il velo riprende a ondeggiare, lo strascico a muoversi, la gonna a gonfiarsi. Ma più si avvicina, più Manuela si sfila ogni cosa fino a giungere nuda alle labbra di lui. Passano i mesi, e Manuela gira l'Europa col vagabondo col quale fa da tempo coppia fissa. È diventata molto abile nel cucito, e si mantiene realizzando bellissimi abiti nuziali su misura. «I miei abiti portano fortuna, sai?» si vanta con l'ultima cliente. «Non dico che qualcuna tra quelle che hanno indossato i miei vestiti non ci siano stati matrimoni infelici però, come dire... non sono mai durati a lungo» confida, sorridendo.
  4. Eudes

    Onde

    Non so quasi nulla d poesia quindi il rischio che dirò soltanto un'accozzaglia di corbellerie è forte. Tuttavia, in mancanza di commentatori più competenti, temo che per ora dovrai accontentarti. Come prima cosa dico che la musicalità del testo mi piace molto anche se, pur evitando di proporti troppe variazioni, qualcuna te la suggerisco comunque. Valuta poi tu se sia sensata o meno. Così simili i nostri amori ai perpetui capricci del mare, a quel bianco, folle spumeggiare imago d'altalenanti umori. Ho spostato poco, giusto tagliato un possessivo e una congiunzione e aggiunto una virgola, nel tentativo di rendere i versi più omogenei, visto che i due centrali sono leggermente più lunghi degli altri. All'inizio mi ero chiesto a chi si rivolgesse l'autore con "i nostri amori" se avesse un interlocutore specifico, poi ho capito che la poesia è rivolta a tutti noi uomini (e donne), mettendo a confronto ciò che gli uomini provano con le onde. In questo senso i vari sostantivi, quei "perpetui capricci", "bianco e folle spumeggiare" e gli "altalenanti umori" pur essendo nello specifico rivolti alle onde diventano immagini per descrivere anche l'amore (e, direi, il sesso) La cresta, sì tesa al vento, sale e, ribelle ad antichi pudori, scroscia tra inebrianti fragori su amanti intente ad avanzare. In questa seconda strofa ho soltanto aggiunto due virgole al secondo verso. A mio avviso quelle pause in più aiutano l'efficacia del testo. "Ribelle ad antichi pudori" "scroscia", "inebrianti fragori": il parallelismo con le onde permettono una certa eleganza tuttavia le immagini diventano anche più esplicite, e trasportano la mente verso gli atti finali di un amplesso. Forse è un problema mio, ma nel verso precedente parlavi di cresta (singolare) e amanti (plurale). Qui abbiamo l'una e l'altra, ovvero singolare e singolare. Immagino che il verso sottintenda "tra un onda e l'altra", tuttavia a me lettore è venuto facile accostare la correlazione alle immagini del verso precedente, trovando quindi una stonatura tra creste e amanti (una singolare, l'altra plurale) e quel l'una e l'altra, entrambi singolare. E' questo il motivo per cui cambierei il terzo verso in -> delle altre, a modellar nuove onde o, al limite, dell'altre, nel caso ci siano problemi di metrica. A me piace più la prima soluzione comunque. Su questa strofa non propongo variazioni, invece. Si è giunti al finale, a una sorta di meta che permette una momentanea quiete, prima di riprendere il ciclo. Non so se ho davvero capito la poesia o meno, ma non credo sia davvero importante. Ci ho visto delle belle immagini e una buona musicalità e, se ho provato certe sensazioni, questo è indubbiamente merito del poeta.
  5. Eudes

    Unpopular opinion

    Cioè, dici che nessuno di quelli che hanno più di 40 anni, qui dentro, ricordano la pubblicità del Cynar?
  6. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Sarei molto tentato di proclamare vittorioso @RedInferno, considerando che è stata lei non solo a proporre lo sfidante, ma si è attivata generosamente procurandogli almeno il 70% dei voti (ma cosa diavolo avrà chiesto in cambio, l'anima?). Però se gliene attribuisco solo il 70%, poi @Amara seconda classificata potrebbe reclamare che lei ne ha raccolti di più. E dal momento che qua già per 5 giorni non si è capito nulla, forse meglio non complicare ulteriolmente le cose, famola corta. Dichiaro quindi vincitore con i 13 voti ottenuti grazie all'aiuto dei suoi supporter @The_Butcher_of_Blaviken! Ma vorrei ricordare al nuovo utente del mese (e pure agli altri candidati) che vincere non è solo un grande onore (oltre che di insanità mentale) ma una bella responsabilità. Di essere da esempio per i candidati che verranno ( e pure prossimi, visto che maggio è alle porte) Di diffondere la follia al limite dell'eccesso ma senza sconfinare (che se no vi bannano) Di ottenere l'ammirazione (o il biasimo) degli utenti, avendo il coraggio di fare cose che loro forse non oserebbero neanche pensare. Quindi, caro @The_Butcher_of_Blaviken, complimenti per la vittoria ma ricorda, in questo lasso di tempo che durerà il tuo interregno, di essere da esempio per tutti noi! Ok, discorso idiota finito. Aggiungo solo che, secondo tradizione, il vincitore del mese può chiedere il cambio dell'avatar, per la durata di una settimana, a uno qualsiasi dei votanti, non importa se votanti per lui o gli avversari. La nostra bella valletta @mercy che ringrazio per il supporto morale e materiale ha deciso di aggiungere un commento esaustivo a un racconto del vincitore. E siccome siamo magnanimi, o per meglio dire, dalle bustarelle ricevute è avanzato qualche soldo, abbiamo deciso di rimpinguare il premio acquistando qualche ebook. E quale titolo migliore, se non quello del primo vincitore di questa ambita carica, ovvero @simone volponi ? L'ebook va a vincitore e candidati che ne faranno richiesta, facendo pervenire, tramite messaggio privato, a me il loro indirizzo email. Vorremmo aggiungere anche una targhetta, ma a parte che non sapremmo come piazzarvela, per un contributo di questo tipo ci servirebbe il supporto di @Miss Ribston. Vedremo se è disponibile. Per questo mese è tutto (e per il prossimo spero ci sia qualcun altro, perché di stare appresso a voi per il secondo mese di seguito non ci penso proprio) Ringrazio tutti i votanti, spero si siano divertiti e se abbiamo fatto sclerare qualcuno sappia che non si è fatto apposta.
  7. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Tipo che si iscrivano tutti e 41 al wd, leggano il regolamento, si presentino come nuovi iscritti e poi vengano qua a votarti.
  8. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Sempre che restino entrambi candidati, bw.
  9. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Non è che non ci siano. È che non sono fisse. Le cambiamo a nostro piacimento quando, come e se ci conviene. Come nella migliore tradizione italiana.
  10. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Direi di evitare di farti bannare a poche ore dalla conclusione della sfida. Perché da bannati raccogliere voti è più difficile.
  11. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Appunto... Bastasse essere paraculo avrebbe vinto lui con ampio margine.
  12. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    @mercy perché, tu hai capito per chi ha votato?
  13. Eudes

    Mi diletto col dialetto

    Ammasciat'(a) : tipo ambasciata, ma con significato diverso. A nord della Puglia l'ammasciat sarebbe la presentazione del proprio partner ai genitori, per un fidanzamento "ufficiale". Sulla costa del Molise voleva dire semplicemente "servizio". Quando siamo andati ad abitare in Molise, un amica della mamma si congedava sempre dicendo "mo' ti lascio, che jé i a fà un'ammasciat". Cioé "ora ti lascio, che devo fare un servizio" solo che mia madre capiva "ora ti lascio, che in famiglia c'è da celebrare un fidanzamento", fino alla quinta o sesta volta in cui si chiari l'equivoco quando mia madre replicò "oh, ma quanti figli hai?"
  14. Eudes

    Letture: umorismo dell'assurdo

    "Natura morta con picchio" di Tom Robbins? "Terra!" di Stefano Benni? "Nudi e crudi" di Alan Bennett? "L'arcobaleno della gravità" di Thomas Pynchon? Non sono riuscito a vedere il video, quindi non ho idea se ciò che ti sto consigliando vada nella direzione giusta
  15. Eudes

    [MI 125] La pelle

    Per quel che vale, sono d'accordo con Edu. A me questo racconto è piaciuto più o meno così com'è.
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