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Eudes

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  1. Eudes

    Guanto di Sfida

    Nel tentativo di incrociare Joyopi per la terza volta e prenderle ancora, mi rimetto in lista.
  2. Eudes

    Ciao a tutti.... (quattro punti di sospensione)

    Ehm... In realtà nella sezione "Officina", quindi dove gli utenti pubblicano le proprie creazioni, è vietato utilizzare punti positivi e negativi (ovvero quelle freccette verde e rosse, ma credo anche le altre reazioni). Quindi forse, se un racconto ti è piaciuto, più opportuno scrivere semplicemente "bello". Poi ovvio, più ti esprimi su ciò che ti ha trasmesso e convinto, più farà piacere all'autore.
  3. Eudes

    Ciao a tutti.... (quattro punti di sospensione)

    Ovviamente sì, l'importante è non utilizzare quello che viene definito un commento "lampo" per postare un tuo racconto (se hai letto le regole della sezione officina, capirai che, quando si vuole postare un proprio racconto, c'è da pagare pegno: un commento esaustivo su una qualsiasi delle opere postate da altri utenti. Ecco, i commenti lampo non sono adatti a quello scopo, ma nessuno ti vieta di esprimerne).
  4. Eudes

    Ciao a tutti.... (quattro punti di sospensione)

    Ciao, Myriam. Cerco (forse ho trovato) casa in zona Reggio Emilia. Mi ricordi qualcuno, comunque. Nel senso che, quando vivevo a Pescara, ho conosciuto una ragazza di nome Miriam che amava la scrittura e, guarda caso, era di Ferrara!
  5. Eudes

    Ciao a tutti.... (quattro punti di sospensione)

    Capito, forse mi conviene starti lontano. Peccato, perché al momento anch'io vivo in Emilia Romagna, starei persino cercando di comprarci casa. Comunque sia benvenuta! (ma evita i miei testi se non vorrai imbatterti in strafalcioni della peggior specie)
  6. Eudes

    Ciao a tutti!

    Mi sa che ci conosciamo... Ben ritrovato!
  7. Eudes

    Romanzo storico: descrizioni accurate sì o no?

    se i manuali di storia avessero saputo descrivere vestiario e arredamenti, penso che li avrei trovati interessanti. Invece i miei erano un lungo elenco di date, guerre, trattati di pace, successioni al trono o cariche politiche, invasioni, carestie, insurrezioni popolari, nuove leggi. Detto questo, credo che una documentazione accurata, in un romanzo storico, sia inevitabile. Ma va anche saputa rendere. Il lettore deve "entrare" in quell'epoca. Invece ogni volta che eccedi nel nozionismo lo scaraventi fuori, riportandolo nel presente (come scaraventavano fuori te, quando trovavi descrizioni storiche lunghe che ti annoiavano) Concludo riportando i consigli, non miei, su cosa fare principalmente attenzione quando si scrive un romanzo storico: Abbigliamento. Per molti secoli il modo di vestire ha denotato l'appartenenza a una determinata classe, tanto che esistevano leggi atti a stabilire quali capi uomini e donne dei vari ceti fossero abituati a portare. L'abbigliamento, inoltre, fornisce preziose indicazioni sulle possibilità di chi lo esibisce (a meno che un personaggio non voglia trarre in inganno chi lo circonda). Inoltre, non dimentichiamo che il vestito serve a sedurre, intimidire, impietosire Consigli utili per saperne di più su vestiari d'epoca: leggersi la storia della moda; procurarsi riviste d'epoca; Parlare con costumisti teatrali. Arredamento Contrabbandate il più possibile le descrizioni all'interno dell'azione ma studiate l'intera ambientazione, interni compresi. E sfruttatela per le vostre trame (con armadi a doppio fondo, letto alto sotto il quale si nasconde un aggressore ecc.) Oggetti di uso comune Preziosi o meno che siano (smalti, monili, bisacche, pagliericci) devono esservi familiari, anche se al lettore basta fornire soltanto i particolari che servono alla trama, senza fare descrizioni minuziose Altri consigli: a)prestare particolare attenzione alla "tecnologia" dell'epoca; b) immaginare il passato: per esempio, la nostra percezione della notte è cambiata rispetto al passato, quando non potevano godere dell'illuminazione notturna. Chiudersi in una stanza oscura illuminati solo da una candela, può aiutare a capire e descrivere la "percezione della notte" dei nostri antenati; c) per motivi analoghi, ricordiamoci che la percezione del "freddo", in altre epoche, era molto diversa da quella attuale; d) tener conto di sporcizia e odori; d) procurarsi un vocabolario dell'epoca: molti termini cambiano sfumature di significato nel tempo. Leggersi un vocabolario d'epoca può aiutare a rendere la scrittura più d'atmosfera, evitando di dare ai termini che si utilizzeranno connotazioni di significato che sarebbero anacronistici per l'epoca.
  8. Eudes

    Lontano [Un racconto in 5 punti]

    Commento «Dove andrai?» «Lontano» rispose lui, varcando per l'ultima volta la soglia del portone di casa. Lontano dai tuoi occhi, le lacrime, le liti, i tradimenti e tutte le bugie che ci siamo detti; lontano da un destino sfocato dai contorni cupi; lontano da quello che siamo, cumuli di rancori inespressi; lontano da ciò che eravamo e dai colori che non abbiamo raggiunto; lontano, insomma, da una vita sbagliata e un matrimonio infelice. Lontano da ciò che sei, per ritrovare ciò che pensavo tu fossi. Lontano, pur di amarti ancora.
  9. Eudes

    [MI 118] Monochrome life

    Ci trovo qualcosa di incoerente i questa frase... la folla è il nulla? Direi che tutto quest'incipit si possa riassumere in: Si erano incrociati in più di un'occasione ma ancora non avevano avuto l'occasione di presentarsi. Credo che una storia del genere possa essere più efficace se, anziché raccontare tutta la successione dei vari incontri, tu selezioni le scene madri, sintetizzando il resto in brevi raccordi o tagliandolo del tutto, lasciando che il lettore i raccordi se li crei da solo. In fondo, cosa racconta questo paragrafo? 1. Che erano dei volontari (avrei specificato di cosa) 2. Che lui era il figlio di uno che lei conosceva 3. Che si erano già incrociati più volte, senza presentarsi mai. Di queste informazioni, l'unica davvero rilevante credo sia la prima, perché porta il lettore a sapere qualcosa in più dei personaggi, quantomeno il chi e dove. Le altre, potrebbero anche avere importanza in un racconto di ampio respiro, ma in questa circostanza mi sembra ti sottraggano spazio senza aggiungere nulla di rilevante ai fini della storia. Questo tizio ha evidentemente il dono di apparire dal nulla... ha poteri da supereroe? Scherzo. In ogni caso a me tutta la frase sembra superflua. Che ci frega di sapere che le porse una mano per presentarsi? cosa aggiunge al racconto? Che è educato? Cioè, se descrivi una che, presentandosi, porge una stretta vigorosa, in realtà lo connoti: dai inconsciamente al lettore l'informazione che quello è una persona sicura di sé. Nel caso specifico, che informazione hai dato? praticamente nessuna. Fossi in te, passerei direttamente alla frase successiva: Al resto il lettore arriva da solo: si sono conosciuti il giorno del ballo, quello in cui lei non ha fatto altro che guardarlo tutta la sera. Lei lo guardava e pensava: mi ricordi me. Lui una volta le disse: - Sembri me, qualche anno fa - Quella frase la faceva sorridere perché, in realtà, quella vecchia tra loro era lei. Anche se, bene o male, si capisce cosa stia accadendo tra i due, la successione degli eventi non è chiarissima, perlomeno a me. Più che altro non si capisce se alcuni eventi siano causa o effetto. Quel "assurdamente" sembra tanto un giudizio dell'autore. Non che l'autore non possa permettersi di farne. L'importante è che ne sia consapevole. Mi sembra che il tutto si possa riassumere con: lui le mentiva. Però nel caso siano state le menzogne di lui a spingerla verso un'amante, forse la questiona va chiarita prima. Come dicevo prima, dovresti scandire meglio la successione degli eventi. O è sparito o l'ha lasciato andare. Forse "lui manifestò l'intenzione di andarsene e lei lo lasciò fare" Chi? lui o lei? Finora, anche se il racconto è in terza persona, lo hai lasciato limitato alla soggettiva di lei. Se lo cambi, già rischi di creare confusione. Se lo cambi senza specificarlo, considerando che i protagonisti sono due anonimi "lui" e "lei", raddoppi la confusione. di quel tuo per te ci sarò sempre Quel ragazzo, dalla vita apparentemente perfetta, aveva qualcosa che non andava veramente era scappato anche da lei. L'unica differenza, semmai, era che da lei tornava A parte che, considerando che non ha amicizie, ripetere che non sapeva cosa fosse è un po' ridondante, anche qui il consiglio è di scandire l'elenco con una chiara successione degli eventi: immagino che prima l'abbia tradita, solo in seguito sia sparito ecc. Più che un effetto cacofonico dovuto alla ripetizione, quel suo passa in continuazione dall'essere "suo, di lui" a "suo, del fratello". Dopo essermi perso un po' ho capito che: lui abuso del fratello che, a causa di quell'infanzia violata, gli portò rancore, o forse peggio, per tutta la vita. Un giorno, durante l'ennesimo litigio, il fratello finì per confessare quell'orribile segreto davanti a tutti è la madre di lui, giusto? Però la frase precedente termina con "come se lei non fosse mai esistita". Quindi, finché non chiarisci l'equivoco, quel "sua madre" sembra riferirsi alla madre di lei. Forse ti conviene o rinunciare a tutti quei possessivi o lasciarli in riferimento solo a uno dei due (ma non so se possa davvero funzionare). mi hai raccontato una vita intera... tre mesi dopo, ok, ma dopo cosa? Sintetizzando la storia: Lui e lei si sono conosciuti. Ma lui è ambiguo come se avesse segreti inconfessabili Ambiguità che dapprima la affascina, del resto le sono sempre piaciuti i tipi strani, ma poi toccherà pagarne le conseguenze, gli eventi si succedono ed entrambi si tradiscono. Lui vuole andare via e lei glielo lascia fare, promettendogli "cercami se hai bisogno, io ci sarò sempre". Lui torna, ma i problemi si ripresentano e lei capisce che quel segreto, qualunque esso sia, sarà sempre un ostacolo alla loro storia. Finché un giorno riesce a farglielo confessare. Ma lei, da quel giorno, sarà diversa e anche la verità, quella verità che aveva sempre chiesto e dato, inizia a farle paura. Bene, direi che la scena madre del racconto dovrebbe essere il momento della confessione. A cui invece hai dedicato poche righe, soffermandoti invece molto (direi troppo) sul prima e il dopo. Ci sono due personaggi che hanno un ruolo rivelante: il fratello e la madre di lui. Mettili in scena fin da subito. Il padre di lui lo hai fatto comparire nell'incipit, come assistente volontario, e poi sparire. Non ha senso. Tanto vale che, al posto di un personaggio che non ti serve, ci metti la madre che quantomeno sfrutti. Direi che il momento fatidico, quando lui confesserà ciò che ha fatto, sia meglio scriverlo sotto forma di dialogo. Credo che, se impari a dosare le informazioni (quando darle, e come), farai un bel salto di qualità perché la fantasia non ti manca.
  10. Eudes

    [H2018] Il mondo in negativo

    se lo dice con una perifrasi, non glielo sta dicendo davvero. Lo sta sottintendendo, lo sta alludendo, la lasciando intuire. Ma non lo sta dicendo. Poi usi il verbo dire anche una riga sotto, e anche per questo userei un'altra espressione. qui secondo me è proprio più adeguato il verbo "sottintendere". Non so se lo hai notato, ma è una lista in decrescendo (terrore, spavento, ansia). Dovresti metterle nell'ordine opposto, in modo da dare al lettore un senso d'inquietudine che va estendendosi. Anche qui, per un effetto "in crescendo" invertirei le ultime due: introverso, freddo e insensibile. qui secondo me c'è un problema di virgole. Quella in mezzo sembra un inciso, quindi il resto della frase suona un po' Lo psicologo ha detto che quando mi sento male sento lo stomaco stringersi e messa così non è che abbia molto senso. Immagino tu volessi dire: Lo psicologo ha detto che, quando mi sento male, quando le emozioni dentro di me sono troppe da gestire, quando sento lo stomaco stringersi e gli occhi riempirsi di lacrime, devo disegnare una porta. Io in realtà dei vari incisi terrei solo il secondo "quando le emozioni dentro di me sono troppe da gestire", il resto è ridondanza. sono troppo ignorante per sapere se sia errore o meno, ma secondo me -> stesse suona meglio. A suo dire in realtà non ha iniziato, visto che non ci riesce, forse "tenta" di socializzare. Direi che scappare in bagno non è reagire, ma più che altro mi suona strano quel "questa volta", come a sottintendere un presente che non ci è affatto stato presentato: prima eravamo dal dottore, poi il protagonista si è dilungato sul suo senso di disagio generale, non soffermandosi su nessun momento in particolare. Decide di provare a far cosa? rispondere nel modo sbagliato? Sì, lo so, a disegnare la porta però boh, a me la frase, messa dopo quel contesto, sembra generare ambiguità. Pure quel "lo afferro" mi suona strano. Perché ha dovuto cercarlo nei pantaloni. Nei pantaloni può averlo cercato solo con una mano, quindi suona strano che "afferri" una cosa che in realtà, per forza di cose, ha già in mano. Piuttosto, visto che trema, puoi lasciarglielo cadere...in quel caso sarebbe anche logico che lo afferri, questa volta con entrambe le mani... se me li descrivi così, sono invertiti, non scombinati. Per non dare la sensazione che l'unico problema sia stato alzarsi (e il resto gli sia riuscito normalmente) sistemerei con qualcosa del tipo -> con fatica, mi alzo e barcollando mi avvicino allo specchio Comunque gli insicuri sembrano spesso freddi ma raramente insensibili. Esternano le loro emozioni loro malgrado. E questo tipo finora lo hai descritti come un eterno insicuro, un po' troppo per apparire anche insensibile. Il finale ci sta, è nel mezzo che secondo me manca qualcosa. Forse a darmi quest'impressione è il fatto che nella prima parte ti dilunghi molto sui sentimenti del protagonista, e quasi non ci sia spazio per altro. Nella seconda fai una carrellata di personaggi, ma ti soffermi solo su Susanna, ovvero la prima delle vittime. Forse è questo a darmi l'impressione che "nel mezzo" tutto scorra troppo in fretta (ti soffermi a lungo sulle sensazioni del protagonista, ti soffermi a lungo sulla prima vittima, carrellata veloce di altre vittime, finale). Tralasciando il fatto che il racconto soffre comunque di coerenza interna. Capisco volerlo lasciare ambiguo, ma: o queste persone sono morte/sparite davvero, e in tal caso, per quanto il protagonista possa essere mitomane e senza prove, la polizia dovrebbe restare interessata alle dichiarazioni del tipo; oppure non sono morte, e quindi "nel mondo reale" avrebbe dovuto re-incontrarle. Se c'è un di più (per fare un esempio: lui pensa di averle ammazzate, e quindi per lui non esistono più, neanche riesce proprio a vederle, anche se quelle gli girano ancora intorno) ci vorrebbe almeno un mezzo indizio che lo lasci intuire. Cosa fattibile, dal momento che lui pensa che tutti lo considerino freddo e insensibile. Per concludere direi: buone le premesse, da riconsiderare lo svolgimento.
  11. Eudes

    Perle sepolte

    Alcuni dei racconti che a me son piaciuti molto li avete già citati, alcuni non se li è filati nessuno e magari prima o poi li posto io. Comunque a me è sempre piaciuto questo racconto di Lizz, forse anche perché è qualcosa più di un racconto:
  12. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Prima di decidere se impegnarmi o meno a raccattare voti, vorrei far notare ad @Andrea28 che la bellezza dei premi in palio diventa sempre più inversamente proporzionale alla popolarità che il concorso sta guadagnando: Ahó, com'è che quando c'era il Volpone tra gli eleggibili inserivi le cartoline autografate di Sarettyh in costume, e stavolta solo avatar e firme non vietati dal punto 1? Almeno i calzini sporchi di qualche staffer metticeli, sù! Ringrazio chi mi ha votato, non tanto per il voto, che tanto non è definitivo fino a elezione conclusa, quanto per le parole. Quelle restano, e mi rendono quasi orgoglioso di me. Quasi quasi le appendo in camera
  13. Eudes

    Staffetta di Natale 2018 - Off topic

    @Ippolita2018 ho partecipato a troppi pochi contest (e con scarsi risultati) per definirmi "un professionista rodato". Ma lieto che tu abbia pensato anche a me.
  14. Eudes

    Utente del mese per meriti non letterari

    Onorato della nomination.
  15. Eudes

    Ernaluna racconta...

    L'ho letto (infatti il riferimento lo avevo capito). A me la Allende non dispiace. In ogni caso, benvenuta.
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