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Eudes

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657 Magnifico

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  • Compleanno 16/02/1976

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  1. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Ciao, Frank. Visto che Ippolita si è preso il ruolo del recensore buono, elogiando il tuo lavoro, io ho deciso di assumere quello del cattivo un po' scassaminchia. Poi vedrai tu se le mie considerazioni possono interessare o meno. Intanto credo sia giusto precisare che sull'argomento ho solo vaghi ricordi scolastici. Quindi ho letto il libro come un lettore qualsiasi che ignora l'argomento, valutando quanto la lettura riuscisse a coinvolgermi. E, ammetto, c'è riuscita solo in parte. Insomma, ho avuto più l'impressione un documentato articolo giornalistico sull'uomo, con qualche excursus nel romanzato. E su alcuni di questi, secondo me sei pure incappato in quelli che sono i tipici errori di chi non è abituato a scrivere libri storici e dà ai suoi personalità e azioni che sarebbero logiche nel presente, ma fuori luogo nel passato. Mi ricordo, per esempio ne avevo accennato anche in chat, della faccenda delle cinghie di distribuzione. Il soldato va a prelevare Gerhald, durante il viaggio il sottoufficiale nota dal rumore dell'auto un problema alle cinghie di distribuzione. Ottimo espediente per mostrare quanto il personaggio sia esperto nella meccanica, e non è quindi un caso che sia stato messo a dirigere le officine meccaniche. Ma sono sicuro che non può essere andata così. Così potrebbe andare nel presente. Ma le cinghie dentate le hanno inventate sono dopo il 1950. Quelle lisce esistevano ma in un motore come quello dell'auto non sarebbero servite a molto. Anche se non sono esperto di meccanica, sono abbastanza sicuro che le auto dell'epoca usassero al massimo le catene di distribuzione (che esistono ancora). Piccola cosa, dirai. Probabilmente sì. Comunque a me ha stonato. E credo non basti neanche sostituire la parola "cinghie" con "catene", per il semplice motivo che, in quelle auto, probabilmente i rumori a cui una persona normale non farebbe caso ma un meccanico esperto sì erano altri. Ecco, io mi sono fatto l'idea che tu ti sia documentato su che tipo di auto potesse essere verosimile l'esercito tedesco viaggiasse all'epoca, ma non ti sia documentato su come poi queste, all'epoca, funzionassero davvero. Anche l'officina, dove è ambientata tutta la storia... non sono riuscito a "vederla". Ci sono poche descrizioni e abbastanza sommarie al riguardo. Insomma non mi sono sentito lì dentro, ho dovuto forzare molto immaginazione per vedere gli operai al lavoro. Immaginazione che, poiché ignoro quell'epoca, si è molto basato sulla conoscenza di officine del presente (e quindi, molto probabilmente, questo avrà reso le mie percezioni poco verosimili). So che il focus della storia è altro. Tuttavia si dice le che descrizioni così realistiche da far immergere il lettore nell'ambiente di cui si narra, facciano sentire più vivo anche tutto il resto. Alcune scene, quelle di cui ha già parlato Ippolita, erano efficaci. Quelle riguardanti il lavoro vero e proprio in un'officina invece le ritengo piuttosto carenti. Come Ippolita, ti segnalo i refusi che ho trovato io (molti potrebbero coincidere, ma mi sembra giusto che il controllo lo faccia tu e non io) Altro appunto. secondo me, come narratore, tu hai "protetto troppo" il tuo protagonista. Quante volte hai ribadito al lettore che se si mostrava severo in realtà era perché costretto a fingere, e doveva essere credibile per la stessa sopravvivenza di chi voleva invece salvare? Doveva essere credibile? bene. Faccelo essere anche agli occhi del lettore. Presentalo come uno stronzo. Facci temere per la sorte dei suoi subordinati. E fai affiorare la verità piano piano, come un colpo di scena che si svela man mano. Facci vivere la "scoperta" delle intenzioni del sottoufficiale allo stesso modo di coloro che l'hanno vissuta sulla pelle. Invece, continuando a ribadire in ogni scena in cui avrebbe dovuto mostrarsi sprezzante che "lui è uno dei buoni" non ci permetti di vivere appieno il pathos della storia. Fallo essere sprezzante e basta. Purtroppo ho scritto il mio intervento tardi, se avevo altri appunti da farti, può darsi che li abbia dimenticati. Chiudo l'intervento con alcune considerazioni che invece mi sono piaciute: “le persone brillano non tanto per ciò che sono, ma per ciò che sono state o che vorrebbero essere” “non sarebbero stati gli ebrei la rovina dei tedeschi, sarebbero stati i tedeschi la rovina di loro stessi. Gli uomini che camminano sul bordo della follia rischiano di caderci dentro” ma soprattutto: anche la colpa non è mai collettiva, la responsabilità è sempre individuale Probabilmente è il sento che avrei dato (e che forse ha) all'intera vicenda. Quante volte ho sentito dire "sì, ho creduto in ciò che era diventato il fascismo, a quei tempi eravamo tutti fascisti" come se essere allevato al male scagioni un individuo dal prendere posizione. Come quelli che "credo in ciò che la società mi ha insegnato a credere". Come se ciò che ci insegnano ci esimi dal porci domande. Invece la responsabilità è sempre individuale. Messaggio sempre attuale.
  2. Eudes

    Dopo tanto tempo

    Mica è un brutto numero, anzi. Io non credo di aver letto nei miei 44 anni di vita neanche mille libri! E poi... Hai mani da 2000 dita ciascuna? Sei alieno? Dai, scherzo. Benvenuto.
  3. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Io non ho ancora letto né il suo libro né quello di Levi, sempre per quella sorta di timore di cui si parlava prima. Però ho visitato Auschwitz. E nonostante il caldo quasi estivo, percorrere quei luoghi lascia un'emozione intensa. Ma dicono che farlo durante l'inverno, quando nevica, faccia molta più impressione. @Mister Frank Sì Ah, quindi non te l'hanno scritto? Dai, scherzo. Secondo me, avevano ragione quegli editori che ti consigliavano di "romanzare" di più. Ma di questo riprenderemo il discorso più avanti.
  4. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Ok, iniziamo a contarci: avete letto il libro? È un libro breve, la lettura effettiva dell'intero ebook non dovrebbe superare le due/tre ore, ma magari qualcuno in questo periodo ha avuto altre priorità e non ha ancora terminato. Quindi, per dare ulteriore tempo a chi magari è rimasto indietro, preferisco partire dal nostro rapporto con la narrativa dedicata al tema. Io, pur avendo in casa tanti libri che affrontano l'argomento, ne ho letti pochi (L'amico ritrovato di Ulhman, Sosha di Singer) più Maus di Spiegelman che però è un fumetto. Oltre altri titoli in cui il tema è sì presente ma non centrale. Credo di avere qualche timore nell'affrontarli. Voi, quali avete letto, prima del buon Frank?
  5. Eudes

    Aspettando il MI - Off topic

    Fatto. ma sembra bisogna comunque aspettare l'approvazione di un moderatore, per sbloccare la discussione.
  6. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Titolo e autore del libro: Un nemico di parole di Davide Napolitano Genere: biografia Quarta di copertina: La storia vera di Gerhard Kurzbach, sottufficiale della Wehrmacht, il quale durante la seconda guerra mondiale salvò la vita a duecento ebrei polacchi, nascondendoli nelle officine di riparazioni meccaniche per veicoli militari di Bochnia, città del Governatorato Generale di Polonia. «Basterebbe un solo tedesco buono, e questo tedesco meriterebbe di essere difeso, perché grazie a lui non si avrebbe più il diritto di riversare l'odio su un popolo intero». Etty Hillesum Animatore: teoricamente io. Ma non sono contro a un'andamento anarchico della discussione, in cui ognuno proponga e sviluppi gli argomenti che più gli stanno a cuore. Ritenetevi liberi di dire la vostra, insomma. Data di apertura della discussione: 23 febbraio. Naturalmente chi vuole potrà aggiungersi anche in seguito Perché può essere interessante leggerlo insieme: Per il tema, ovvio. “Per non dimenticare” è stata istituita la Giornata della memoria perché, come diceva Primo Levi, «Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.» Così, forse, non sarebbe una cattiva idea affrontare e discutere insieme libri che trattino l’argomento. E, tanto per mostrarci anticonformisti, potremmo partire da un libro non famoso, chissà che non offra nuovi spunti di riflessione e prospettive meno battute. Inoltre, il libro è un’opera auto-pubblicata. Una buona occasione per leggere un libro di chi ha scelto questa diversa strategia editoriale, senza pregiudizi ma anche senza fare sconti. Infine, l’autore è un utente del wd, ovvero @Mister Frank, il quale probabilmente seguirà e interverrà nella discussione. Avremo quindi la possibilità di un confronto diretto tra autore e lettori. Altre informazioni sull'opera, qui Partecipanti che hanno già aderito: @Emy, Eudes, @Ippolita2018, @ITG, @mercy, con la straordinaria partecipazione del già citato @Mister Frank. Naturalmente, chiunque vorrà aggiungersi è il benvenuto.
  7. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie Irene (e scusa anche me del ritardo). Beh, l'emoticon si chiama Plata. Credo quindi non sia un caso se sembra un po' lupo e un po' orso...
  8. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie Julia, flambar e RedIn. Oh, finalmente qualcuno regala qualcosa!
  9. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie anche a voi, Miss, M. T. ed Emy
  10. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie Rica, grazie Marcello.
  11. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie, Ippolita. Non mi sento particolarmente ispirato a scrivere, però darò un'occhiata, chissà che non scatti qualcosa. Grazie anche a voi, Adelaide, mhayli, Talia & Luca
  12. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie anche a voi, bw & dyskolos
  13. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie anche a te, Kikki.
  14. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie mercy, grazie Lauram
  15. Nella lista, mi sembra manchi questa: http://lunario.net/tre/ Magari ho guardato male io. Nel caso, chiedo scusa.
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