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Eudes

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  1. Eudes

    Indovinelli

    In chat hanno dato diverse risposte (a mio avviso tutte valide, soprattutto quelle di And, o le altre inerenti il bagno) però PoeZ dice che quella giusta l'avrei scritta io che tra i diversi esempi ho nominato anche il sospiro.
  2. Eudes

    Wattpad: opinioni ed esperienze

    A me non interessa Wattpad, anche se ogni tanto può interessarmi qualche suo libro. Oppure sono amici che mi chiedono di leggere le loro cose, e io magari le leggo, ma senza iscrivermi. Non so, da quando il web ha iniziato a diffondersi, ho sempre pensato che il fatto che l'etere sia infinito non è una buona scusa per riempirlo di roba che non ti interessa, o comunque per aggiungere il proprio profilo dappertutto. Ma queste sono fisime mie. Non sono neanche su Facebook, per dire. A me non interessa Wattpad perché sono già iscritto a un sito simile, e mi sembra inutile iscrivermi a più siti con la stessa funzione. Ma non ho nulla contro il sito. E neanche contro faccialibro.
  3. Eudes

    Wattpad: opinioni ed esperienze

    @Yaxara io non sono iscritto e non ho neanche scaricato l'app sul telefonino. Ho fatto una verifica adesso. Con lo smartphone, non ho idea se sul PC le cose vadano allo stesso modo. Neanche a me ha fatto proseguire nelle letture partendo dalla home. Tutte le volte che provavo ad aprire qualche ebook mi si faceva notare che non avevo compilato il forum di iscrizione. La cosa curiosa è che invece, non passando per la home ma partendo da qualche ricerca Google, arrivo poi alla pagina di presentazione del singolo ebook e, da lì, le letture si possono proseguire senza problemi. Insomma, Wattpad non dà il permesso di cercare nulla a chi non è iscritto, ma chi, magari tramite link o ricerca con Google, arriva direttamente alla pagina del libro che gli interessa, poi riesce a leggerlo senza troppi intoppi Immagino che uno dei 2 sia un bug. Quale dei 2 però Wattpad consideri tale, però, non ho idea.
  4. Grazie, Simone! Onoratissimo per il prestigioso riconoscimento! (pensa te, me lo vado pure a festeggiare con una birra)
  5. Eudes

    [FdI 2019-1] Andata e ritorno dall'isola

    Troverei qualche espediente per aggiungere alla descrizione di questo percorso, tutto visivo, anche odori e suoni. Nient'altro da segnalare. Non saprei dire se per colpa mia che sono un lettore poco attento o per merito tuo e di una scrittura piacevole ed efficace. Forse tutte e due le cose, ma credo più la seconda.
  6. Sono d'accordo con chi dice di non limitare la prosa lirica ma piuttosto di accentuarla, per aumentare l'effetto scenico da melodramma teatrale. Il lirismo della forma secondo me giustificano anche i "colpi da teatro" della trama (tipo loro due che hanno una rivelazione ciascuno da farsi nello stesso giorno, il gridare - e non sussurrare - una poesia davanti alla tomba). Come se il lettore fosse avvertito dalla stessa prosa "stiamo raccontando una storia d'ambientazione contemporanea ma alla maniera d'altri tempi". Da questo punto di vista, quello che mi ha convinto meno è proprio il registro più colloquiale rispetto al resto del testo usato per la poesia. In genere da una poesia ci si aspetti che "aumenti il lirismo" della prosa, qui in qualche modo avviene il contrario. I segni grafici li toglierei perché non mi sembrano funzionare. E sono comunque troppo moderni per una prosa che rievoca tutt'altro stile.
  7. Eudes

    [FdI 2019-1] Un giorno tutto per sé

    Trovo la tua poesia tra le meglio riuscite in questo contest. Ho trovato gradevole anche il racconto anche se, avendo intuito dove si andasse a parare, ne sono rimasto meno coinvolto. Magari non è colpa del racconto ma solo del fatto che conoscevo il tema del contest. Ho immaginato cosa avrei fatto io al posto del marito. Sarei certamente stato curioso di sapere cosa combinasse in questa giornata tutta per sé, ma ho pensato anche che, se l'amassi abbastanza da fidarmi di lei, le avrei lasciato il suo segreto. (tra l'altro, l'idea di una giornata tutta per sé la trovo azzeccata... è qualcosa che magari tutti dovremmo imparare a prenderci) Nella seconda parte è vero che c'è molto raccontato ma non credo che "mostrare di più" episodi di quanto si sono innamorati avesse giovato. Rischierebbe di far sentire come "prevalente" quell'antico amore sull'attuale famiglia della protagonista, quindi non sono sicuro che sarebbe stata una scelta efficace. Io, più che il loro passato amore, avrei mostrato episodi che sono anche delle sorte di insegnamenti, piccole lezioni diventate qualcosa di consolidato nella sua vita attuale (tanto per fare un esempio scemo: lui le fa ascoltare la musica country, o jazz, o quel preferisci, e lei quel tipo di musica, apprezzata con lui per la prima volta, la ascolta ancora ed è diventata tra le sue preferite. O, visto che era un inviato di guerra, qualche discorso tra i due che le "insegni qualcosa" in merito, che so, alle persone che soffrono, alla fuga, al mondo che brucia...). Mi è venuto in mente che lui ha frequentato un corso di fotografia: potrebbe starci benissimo discorsi del tipo "imparare a vedere dalla giusta prospettiva", " come si fissa l'eternità in un attimo", "l'arte di saper cogliere realtà fugaci" ecc. Volendo, potresti collegare le due parti (tipo: la vediamo apprezzare qualche canzone country nella prima parte, e poi scopriamo che è stato lui a trasmetterle amore per quella roba). Un po' come l'episodio della banca che però, a mio avviso, resta un po' generico (oltre a svelare troppo le carte). La scrittura mi è persa buona. Qualche ripetizione qua e là ma vedo che sull'argomento ti hanno già dato suggerimenti, quindi non mi ripeto. Alla prossima!
  8. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    @Rica: in effetti l'ho pensato come l'alternarsi di punti di vista maschile e femminile. Ma già qualcuno mi ha fatto notare come togliendolo, si potrebbe anche pensare a una storia omosessuale, o quantomeno il sesso di uno dei due resterebbe indefinito. E' un'idea che sto valutando. @Alba360 Grazie. In effetti, nonostante le (legittime) perplessità di chi legge, considero il rapporto tempo dedicato al racconto / risultato finale quello con l'esito migliore. Almeno finché non deciderò di riprenderlo per completarlo con la "parte mancante". Perché a quel punto, considerata la mia pigrizia, potrei anche metterci 105 anni. @bwv582 Sintesi del racconto perfetta. E quindi peccato, mi sa che il criptico me lo scordo. Sulla faccenda "lutto" grossomodo ho spiegato sopra nei commenti a Rhomer come vedo la questione. vero che l'intreccio "si prende la scena" e quindi forse hai ragione sul fatto che non si avverta più di tanto. @Silverflow Onorata, grazie. Non posso darti torto, anche. In effetti volevo far passare l'idea che lei ritenga il suo segreto qualcosa di terribile, di cui nessuno ha pagato le colpe, e che non può raccontare all'uomo che ama. Ma non si avverte disprezzo verso la sua di famiglia o chi ha compiuto il gesto. Disprezzo che invece si avverte, quantomeno nella frase finale, nei confronti del nonno di lui. Volevo far passare l'idea che anche qui ci sia una storia non raccontata, e in cui tutto può essere visto in maniera ribaltata, così come si verifica per il nonno di Mattia. Poi questa "storia non raccontata" in realtà non l'ho ancora manco nemmeno ideata (e chi aveva tempo, spazio e voglia!) anche se avrei vaghi spunti su cui basarla (e i commenti me ne hanno forniti altri). Chissà che prima o poi non la tiri fuori.
  9. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    @Adelaide J. Pellitteri Ci sarebbero due voci narranti che si alternano nel racconto, io le avevo pensate un uomo e una donna. Ma se tu preferisci una storia d'amore omosessuale a me va benissimo lo stesso, eh. Anzi, direi che la trovo un'idea interessante. In realtà è esattamente ciò che pensa uno dei due protagonisti. @H3c70r Mi accontento che tu abbia trovato anche aspetti positivi. Su quello che ti ha convinto meno, direi che siete in tanti ad avere avuto le stesse perplessità. @Cicciuzza Peccato, sul criptico un pochino ci speravo. Incongruente non saprei però. Semplicemente non hai le risposte alle tue domande. Sono così necessarie? Ciò non toglie che potresti avere ragione, eh. siete più torbidi di me. Io alla possibilità dell'incesto neanche avevo pensato. Che poi è vero che ci sia, ma resta appunto solo una possibilità. Eppure già in due è la prima cosa che avete considerato. @libero_s In realtà neanche tanto. E' un mezzo riciclo. Il Mattia adolescente è uno dei personaggi (secondari) del mio unico romanzo scritto e mai terminato (quello sulla figlia della prostituta che vive con la madre). Insomma, ho fatto una sorta di spin off di lui della sua vita da adulto. Avevo un'ora di tempo, mi sono chiesto "dei miei racconti mai pubblicati sul wd dov'è che crepa qualcuno? ah già, sul romanzo ci sarebbe la storia di Mattia. Ok, usiamo lui". Forse pubblicherò altre cose tratte da quella storia. Ma non sto diventando prolifico. Sto riciclando idee del passato. @Befana Profana Trovo questo consiglio utilissimo e probabilmente ti darò retta. Grazie. E anche su questo non posso darti torto. @simone volponi In fondo temevo il tuo giudizio. Sia sul racconto, e anche sulla musica citata tra le righe. In realtà sotto sotto penso che tu mi stia perculando, ma visto che mi conviene, prendo il tuo commento per buono. E grazie a tutti per aver lasciato le vostre impressioni (che tutto sommato mi sembrano più positive di quanto mi aspettassi)
  10. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    no, dipende da me, che quelli bravi sanno tagliare in maniera efficiente. Non che avessi molto tempo per pensarci su (alle 23.50 dovevo ancora scegliere cosa e come tagliare) ma non sarebbe giusto neanche usarla come scusa. Comunque volevo solo far presenza, e se il racconto viene ammesso al contest - penalizzato o meno - ho comunque raggiunto l'obiettivo. Se poi il racconto presenta persino qualche elemento positivo, tanto di guadagnato. Grazie a te per aver lasciato le tue impressioni.
  11. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    Diciamo che i 4000 caratteri tagliati sono tutti in questa frase. Lei sa chi è stato e cosa è successo. Ma non può dirlo perché la famiglia ne è coinvolta. Non si allontana dai rumori che aiutano il compagno a vivere meglio, anche se a lei fanno l'effetto opposto proprio perché pensa di avere colpe da espiare, per sé e non solo. Certo, lo spazio per spiegare cosa è successo esattamente il giorno del massacro, perché e da chi è stato provocato non c'era. Ma è così importante che il lettore lo sappia? Io comunque qualche elemento ho provato a buttarlo giù. Se, come mi sembra di capire, risultano insufficienti... spero che quantomeno possano aiutarmi a vincere un Criptico (che sarebbe il premio che la ditta Volponi&Joyopi ai racconti meno comprensibili).
  12. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    Ciao Rhomer, Più probabile la prima. Mah, su questo potresti avere ragione. Ma io lo vedo un po' come il tipo che ama la lettura e, se non ha nulla da leggere, si legge comunque le etichette dei detersivi. Insomma, lui preferisce la musica, quella che, quantomeno per lui, è bella... ma piuttosto che il silenzio meglio rumori e cacofonia. in realtà, no. Infatti è lì solo per via della boa, sennò avrei saltato o aggiunto altro. no, penso siano sopratutto limiti miei (oltre che l'aver tagliato tipo 4000 caratteri, che però dubito avrebbero dato informazioni aggiuntive o avrebbero reso il racconto più coerente) Tranquillo, e comunque già il fatto che tu abbia gradito la scrittura lo trovo un onore. Post Edit: sulla questione "lutto", io ci vedevo più quello del nonno che da quanto gli hanno sterminato la famiglia per lo shock non dice più una parola e ormai vive come un vegetale (ma il nipote è convinto che ascolti) ma direi che anche le tue ipotesi vanno bene. Se poi sembra tutto troppo forzato, amen. Per stavolta è andata così.
  13. Partecipo al solo scopo di: a) scassare la minchia con un racconto in più b) tentare di raggiungere il record con la più alta partecipazione del wd c) vincere il criptico
  14. Eudes

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    commento La terra, il cielo e quel che sta in mezzo: cioè noi, avvolti da illusioni parallele e nessuna certezza. Le verità nascoste le cerco nella musica, unica consolazione di una vita di merda, la mia, partita con un giro stonato. Neanche sette mesi, i miei assassinati da ignoto. L’intro decisamente non è stato dei migliori . Mattia lo conobbi al liceo. Un ragazzo stralunato, perso nel suo mondo, con muscoli da far invidia ad un culturista. Ma non è stato il suo fisico scolpito a conquistarmi. Ammetto che ad affascinarmi, oltre la dolcezza, erano proprio quei discorsi assurdi in cui mischiava quasi per caso elementi appartenenti al mondo della musica, non necessariamente quella più raffinata. Persino al liceo Mattia affrontava le interrogazioni alla sua maniera. Il 14 luglio 1789 c’era talmente tanta gente davanti alla Bastiglia che potrebbe quasi essere paragonata al concerto di Woodstock. Se la regina Maria Antonietta fosse stata una rocker di quelle toste, come Marianne Faithfull, di talento come Jonis Joplin, o almeno brave come Sheryl Crow forse sarebbe riuscita a concentrare la loro rabbia in un esplosione di energia rock. Ma ahimè, era solo una regina coinvolta dal destino in un affare più grande di lei. Per Mattia, ai tempi disperazione degli insegnanti e gran divertimento di noi studenti, la musica è tutto. La musica non l’ha inventata né l’uomo né Dio. La musica c’era. Fu quando Dio la sentì che gli venne l’ispirazione per creare l’universo. Dire ad una ragazza di essere come la dea della Musica, equivaleva a farle il maggior complimento che lui fosse in grado di pensare. E sì, Mattia mi disse qualcosa del genere. Facciamo coppia da allora. Crescendo, abbiamo deciso di andare a vivere insieme. Però si sa come va a finire con le convivenze. Scopri il lato negativo di ciò che prima consideravi semplicemente eccentrico o divertente. Scopri che Mattia odia il silenzio a tal punto da privarsene – e privarmene – persino nelle rassicuranti stanze della propria abitazione, bagno compreso. Il rubinetto di lavabi e lavandino gocciolano non perché sia necessario un idraulico, è lui a preferirli così. In casa, per essere sicuri non possano esserci momenti di assoluto silenzio, c’è sempre lo stereo acceso. Non necessariamente a palla; Mattia mi concede di limitarsi a qualche nenia durante le ore notturne, nella speranza che possano aiutarmi a conciliare il sonno. Vengo affidato agli zii e cresco tra ritmo e dolore. Aumento il ritmo per non sentire il dolore ma, è inevitabile, non riesco a ignorarlo. Chi sei, da dove vieni, dove stai andando, le eterne domande dell’esistenza tutte sostituite da un ritornello che mi rimbomba in testa come un tamburo a percussione: che cazzo è successo quel giorno? Che voleva quel tizio, che non ha rubato nulla eppure si è portato via tutto quello che avevo? Due colpi alla mamma, quattro a mio padre, mio nonno risparmiato ed io in fasce tranquillo a dormire. Gli unici posti che si riesce a frequentare insieme sono quelli rumorosi. Concerti, certo, ma non solo: gli stadi, i centri commerciali, le vie più trafficate all’ora di punta. Non per caso, Mattia l’appartamento lo ha preteso in una zona vicina all’aeroporto, la stazione ferroviaria e un tratto di strada autostradale. “Ha tutta l’aria di una vendetta, regolamento di conti lasciato in sospeso” si pronuncia la pula. I loro sforzi si fermano lì, il colpevole non verrà mai identificato. L’unico testimone presente, mio nonno, rimane talmente scioccato da perdere non solo il senno ma anche la parola. Gli zii lo sbattono in un ospizio, dove vive come un vegetale, non interagisce col mondo, le infermiere si sforzano di farlo mangiare invano finché decidono di applicare le maniere forti ed usare le flebo. Mio nonno le lascia fare, come lascia fare qualunque cosa a chiunque gli si avvicini, senza reagire. E senza parlare, muto dal giorno in cui suo figlio e sua nuora sono crepati davanti a lui. Penso che fare la bibliotecaria, quindi avendo almeno per otto ore un posto dove il silenzio è d’obbligo, mi abbia aiutato a mantenere un certo equilibrio. Altrimenti non so se avrei sopportato le sue manie. Specie durante i weekend. Qualcuno potrebbe chiedermi perché non obblighi Mattia a concedermi qualche ora di tranquillità, specialmente in notti come queste, in cui ho la febbre e ne avrei bisogno. Difficile da spiegare. Credo dipenda dalla tragedia alle spalle della sua vita. O, per meglio dire, della nostra. Lo vado a trovare solo io, il vecchio. Due volte la settimana, martedì e giovedì. Lo accomodo su una sedia a rotelle e me lo scarrozzo in giardino. Eppure sono convinto che ascolti. Nel senso che capisce quello che dico. “Allora è l’unico” dichiaro io, non sempre scherzando. I discorsi di Mattia non è che siano assurdi, però strani sì. Il cuore non ha coerenza, non resta sintonizzato sulla stessa frequenza. È allegro, triste, malinconico o annoiato non a seconda dell'esigenza, ma di come gli gira, come un deejay che non risponde ai comandi. Hai voglia a dirgli "ehi, scemo, metti della musica decente, ho voglia di ballare", non ascolta. Decide lui i tempi. Quelli per riflettere, quelli per odiare e quelli per amare. Penso che stare con il nonno mi faccia bene. È l'unica persona con cui riesco a essere davvero me stesso, parlo a ruota libera e dico davvero di tutto, l'unico col quale ho il coraggio di recitare le mie merdose poesie post adolescenziali prive di rime decenti. Il nonno di Mattia è, da anni, in una sorta di coma a occhi aperti. Il cuore batte, gli occhi sono aperti, ma non parla, non capisce, non reagisce a stimoli esterni, probabilmente non prova emozioni. Anche se Mattia, da quando gli vide versare una lacrima, si è convinto del contrario. È accaduto quella volta che, nei consueti monologhi mentre lo scarrozza nel giardino antistante l’ospizio, ricordò la guerra e il passato. Con che animo si affronta davvero una guerra? Polli di allevamento mandati a rosolare tra le bombe sembrano i soldati. Come i killer e li chiamano eroi. Ma per voi reduci dalla seconda guerra deve essere stato peggio. Mandati al macello e basta, a combattere altri disgraziati. Ti ricordi di quei giorni, nonno? Quante cose non capisco, e forse tu avresti potuto insegnarmele. La nostra vita poteva essere diversa. La tua vita doveva essere diversa. Non ti sei goduto l’infanzia di tuo figlio per via della guerra, e da adulto te l’hanno ammazzato. Non ti sei goduto l’infanzia di tuo nipote, perché sei qui… mi dispiace nonno! Mi sento in colpa per essere stato risparmiato. Quel giorno al nonno scappò una lacrima. Una sola. L’infermiera disse che non significava nulla, una reazione spontanea del corpo, non una speranza di guarigione. Mattia invece è convinto del contrario. Mi sento come una rock star alle prime armi, di fronte ad un pubblico muto, che non balla ma neanche va via. E quello continua a suonare e cantare, afflitto dal dubbio se saranno fischi od applausi. Io faccio lo stesso. Lo vado a trovare e mi sforzo di fare del mio meglio, vorrei capisse che se ha voglia di uscire da quell’ospizio per godersi degli ultimi scampoli della sua vita fa ancora in tempo, qualcuno che lo accoglierebbe a braccia aperte c’è ancora. Ma ammetto di odiare il suo silenzio. Amo i suoni, che siano canti di uccelli o rulli di tamburi, note stonate o grida assordanti, riff di chitarra o giri di violino, pianoforte o batteria, poco importa, a me va bene tutto. Tutto, tranne il silenzio. Anch’io ho imparato a sopportare gli inevitabili rumori in cui ci coinvolge. Si potrebbe dire che io lo faccia per amore. Più che altro io lo faccio per sensi di colpa. Per espiare le colpe di colui che mi ha generato. Perché so cosa è accaduto nel giorno. Una storia lunga, fatta di guerra, di violenza carnale, di vendetta, di cui venni a conoscenza solo dopo aver presentato Mattia alla famiglia. Anche se Mattia lo ha idealizzato, io non ho mai voluto conoscere suo nonno: per me resterà sempre e soltanto lo stupratore di mia nonna.
  15. Eudes

    L'amore ai tempi dei social

    Lo hai appena detto, puoi tagliare (io forse parlerei più di "timer preimpostato" piuttosto che di orologio) Mi piace questa frase, rende bene l'idea. Anche se mi ha fatto riflettere se davvero siano i social i luoghi più idonei per assistere alle "vite degli altri"... lascerei solo -> che, come un intruso, entra a far parte del paesaggio Usa il movimento degli occhi. Dall'alto verso il basso o dal basso verso l'alto. Ma, considerando che stiamo parlando di una ragazza, direi la prima: top, short, scarpe. Non credo ci sia bisogno di spezzare la descrizione Anche in questo caso, per dare un'idea di "una giornata passata insieme", anticiperei le passeggiate e chiuderei la descrizione con l'amore nella notte e i rumori della città o, meglio ancora, con la colazione insieme al risveglio. Come nel caso precedente, non limitarti alla successioni di descrizioni: segui una logica. Dovrebbe aiutare a "movimentare" un racconto altrimenti molto descrittivo. io invertirei l'ordine, ma in questo caso dipende soprattutto da che tipo di idea vuoi far passare. Se mi dici "esce", io lettore penso "esce da casa" (e infatti non mi trovavo con la descrizione del terrazzo subito dopo) Tutto il paragrafo successivo sul "come le ragazze gestiscono Tinder" lo trovo lungo. Snellirei (di tipo la metà) Secondo me in questo pezzo ci sono elementi magari non indispensabili al racconto ma comunque utili a inquadrare la personalità di Tancredi. Altri (come il getto d'acqua, l'anello) più o meno inutili, che sostituirei con elementi più "rappresentativi". parcheggia sul marciapiede, come sempre quel "vicino" è ridondante: è arrivato e sta parcheggiando sul marciapiedi. in realtà ha fatto i complimenti ai pantaloni, mica a lui. Io aggiungerei un "ti stanno bene". A parte il refuso nella frase che ho cancellato, lo intuiamo perché grida. A cosa serve questa informazione? Già aggiungere "prima di acquistarla" o "prima di prenderla in affitto" cambierebbe la percezione che può avere il lettore sul ragazzo. A saperlo in affitto avrebbe la conferma di ciò che si aspetta (vivo solo, gira in scooter, in affitto, lavoro -> tipica vita di un ragazzo della sua età, che magari può permettersi di vivere solo dalle parti del lungotevere ma deve economizzare; se invece l'avesse acquistata sarebbe un elemento un po' inaspettato proprio perché da giovani non è così semplice acquistare casa, soprattutto a Roma. Visto che ti piacciono le descrizioni - e si nota - secondo me dovresti imparare a controllarle meglio. Togli le ridondanze Non spiegare ciò che è intuibile dalla parola, verbo, frase, scena precedente. Dai un significato (anche implicito) a qualunque scena descrivi. Non limitarti a farci "vedere" protagonisti e dintorni: usa tutti e 5 i sensi. Se cambiassi le parole lungotevere con "naviglio" o "lungarno" e Roma con Milano o Firenze il racconto resterebbe quasi lo stesso. Il che vuol dire che Roma non si sente (ed è un peccato). Rendi la sua atmosfera. Che sia "quella che tutti conoscono " o "quella che nessuno che non la conosca davvero si aspetterebbe" non importa. Intanto rendila. In un racconto molto descrittivo come il tuo non sentirla, a mio avviso, è una nota stonata. Per quanto riguarda la storia, credo le manchi qualcosa. E' certamente verosimile, un classico caso di amori giovanile finito e nuove frequentazioni da social network. A renderlo originale poteva essere proprio la visione delle diverse impostazioni di "vita da social network", là dove spieghi nel commento Io non sono iscritto né a Instagram né a Tinder (e neanche a Facebook, ma lasciamo perdere) e non ho percepito la diversità che spieghi. Potresti dirmi "colpa tua che non li conosci", in realtà penso che, proprio perché non li conosco, potevo essere il lettore ideale per capire se questo elemento passi o meno. Per me non passa, ed è un peccato. Effettivamente quel mostrare una maschera diversa, o quantomeno un solo lato di sé, per ogni social network che si usa, trovo sia un buonissimo spunto.
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