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Eudes

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663 Magnifico

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  • Compleanno 16/02/1976

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  1. Eudes

    Lampi di Poesia 10 - Off topic

    Non so se partecipo. Però visto che non l'ha ancora postata nessuno, aggiungo una citazione che a me piace molto: “La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo. Non sono le parole, non sono i fiori, i regali. È il tempo. Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita.” (David Grossman) Il mio contributo l'ho dato.
  2. Eudes

    [LP9] L'assurda fatica di vivere

    Trovo che queste parole trasformino in una bellissima immagine un concetto pesante e triste come "lasciatemi morire". E mi auguro per il protagonista del tuo testo che ci siano davvero, dall'altra parte, quegli odori che non conosce ancora. Non ho altro da aggiungere, anche perché non varierei alcunché a questa poesia. La trovo bella com'è.
  3. Eudes

    [LP 9] Leggera come un passerotto

    Io l'ho trovata coinvolgente. Forse l'avrei preferita con un carattere più universale, diciamo. Non sono donna e quindi non posso affermarlo con certezza, ma immagino che quello con il proprio corpo è un rapporto con cui, bene o male, da una certa età in poi, ogni donna si ritrova a fare i conti. Accettandolo, rifiutandolo, prendendolo come una sfida ecc. Insomma, si poteva tenere lo spunto non necessariamente declinandolo all'anoressia. Ma la seconda strofa indica chiaramente che il tema su cui volevi soffermarti era proprio quello. E credo tu sia riuscita ad affrontarlo in maniera poetica e delicata, pur mostrandone la gravità. Quindi, tutto sommato, un testo piuttosto riuscito. Anche se, secondo me, nella terza strofa ti è sfuggita un po' di punteggiatura.
  4. Eudes

    [LP 9] Com'è smisurato il tempo bianco tra noi

    Nel tentativo di evitare di dire troppe sciocchezze, mi limiterò a poche considerazioni. La prima è che non riesco a interpretare bene il giusto ritmo delle pause che dovrei dare nella lettura di questa poesia. Voglio dire che a me viene naturale leggerla più o meno in questo modo: Com'è smisurato il tempo bianco tra noi. Forse è Dio che mi parla questo fruscio, il chiarore che sento? La spuma raccoglie i bagliori e li sparge nel canto dorato ― sei soffio senza contorni, tiepido zaffiro, incanto di mani estive ― le tue, creatura del vento: ti fascia la nuca di rose e su un trono di giunchi ti posa. Ti guardo: piccola, umile. Parola che vola. Ma immagino che io non possa scegliere arbitrariamente le pause che voglio inserire tra un verso e l'altro. Insomma, se l'autrice ne ha scelto uno, ci sarà un motivo e andrebbe rispettato. O almeno, bisognerebbe provarci. Altrimenti, per forze di cose, di sicuro si perderà qualche sfumatura di senso. Ecco, di sicuro le ho perse, perché a me proprio non viene naturale rispettare gli stacchi che le hai dato. La leggo dandogli i miei che sono, grossomodo, quelli riportati sopra. A prescindere da questo, la poesia mi è piaciuta. In realtà con me avevi vita facile, perché adoro il mare, perché mi è sempre piaciuta l'idea dello sciabordio delle onde non come un suono generato da una serie di eventi climatici ma come un messaggio che ci è destinato, decifrabile per chi ha voglia di imparare ad ascoltare il mare. Che poi sia la voce di Dio o qualcos'altro, poco importa. Ma soprattutto mi piace perché riesco a vederci il sole, la quiete, la brezza, lo scintillio del mare, l'onda che termina la sua corsa su cespuglio di giunchi sulla riva senza che tu usi nessuna di queste parole. Poi non so, magari il senso del tutto voleva essere diverso ma poco importa. A me piace perché riesco a vederci tutto questo. Se devo vederci anche altro, o soprattutto altro, me lo spiegheranno gli altri commentatori.
  5. Eudes

    Lampi di Poesia 9 - Topic ufficiale

    Non so se sia davvero in tema, ma a me la traccia sulla carne ha fatto pensare questa roba qui: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/47236-lp9-supermercato/
  6. Eudes

    [LP9] Supermercato

    Mi nutro di te. Di labbra morbide che sanno di fragola come il rossetto che hai scelto. Labbra umide che sanno di lacrime. Labbra che portano, al tempo stesso, al paradiso e l'inferno. Mi nutro di te. Le tue labbra sono il supermercato in cui faccio scorta di sensazioni, suoni e sapori di baci, sussurri, sospiri, sorrisi e respiri. Mi nutro di te, di labbra salate come il conto che c'è da pagare quando si arriva alla cassa. Ma quello non sarebbe neanche un problema se soltanto ne fossi l'unico cliente. Commento Traccia 1.
  7. Eudes

    Gelido inverno

    Ciao. Dopo il parere di quello che è attualmente ritenuto il re dei commentatori del wd e quello di un rispettato editore aggiungo il mio, ovvero quello del classico lettore che non capisce un cazzo. Che tuttavia i libri li compra, e anche piuttosto spesso, quindi boh... magari ti torna utile. Prima frase, due appunti. Anche perché è una cosa che secondo me fai un po' in tutto il testo. Prima lasci una descrizione sommaria, poi la specifichi. In questo caso, prima fai sapere al lettore che qualcosa dal fondo della borsa sta avvisando la protagonista, poi specifichi che quel suono è un cinguettio. Beh, il lettore alle parole "cinguettò l'ennesima notifica" capisce già piuttosto chiaramente di cosa stiamo parlando. Il che rende la descrizione sommaria appena precedente non solo superflua ma anche ridondante. Probabilmente io taglierei anche "del mio cellulare" sia perché, appunto, basta "notifica del display" a far capire di cosa stiamo parlando, ma anche perché quel cellulare è "l'uccellino" abbandonato nella borsa, quindi pur con un nome diverso, è un elemento che si ripete 2 volte e una credo sia già abbastanza. Anche qui, se le è necessario tenere al caldo le mani, già presupponiamo che è perché siano fredde. Ne avremo sicura conferma quando citerai i miei intorpiditi polpastrelli. Insomma, quante volte ci vuoi ribadire che 'sta tizia ha le mani fredde? Io toglierei anche il possessivo (mentre lo lascerei sui polpastrelli, più per una questione fonetica). Come già qualcun'altro ti ha già fatto notare, molto possessivi sono superflui e toglierli snellisce il testo. In questo caso non possono di certo esserci dubbi: al lettore finora hai presentato solo lei, qualunque cosa ci presenti, dita, mani, piedi, seno, collo o altro, di sicuro sono i suoi. Già così snellisci. Ma io lo toglierei proprio. Perché, indovina? Subito dopo "avrei evitato di disturbare i miei intorpiditi polpastrelli" mostra il fastidio che prova come meglio non potrebbe. Superfluo anche questo, insomma. "che si era ritrovato ancora una volta seduto su una fredda e desolata panchina del parco" in sé è un'informazione che incuriosisce il lettore. Lascia pensare che qualcosa la costringa a farlo. Insomma, finora la protagonista non ha fatto che lamentarsi di aver freddo. E adesso sappiamo non solo che è al parco ma che si ritrova piuttosto spesso in quella situazione. Però, nel modo in cui hai descritto il tutto, lascia anche passare l'idea che ci sia costretta, più che un'azione volontaria. E nutro qualche dubbio che come impostazione sia corretta. Credo che come informazione sia inesatta. In ogni caso è superflua. Questione di gusto personale, ma eviterei le virgolette e direi piuttosto: con la sua consueta delicatezza. Cacciare qualcuno di casa direi che è un po' più di disappunto: biasimo, disapprovazione, dissenso, condanna. Vedi tu, magari trovane altri se nessuno di quelli citati ti convince ma, comunque sia, sostituiscilo con qualcosa di più calzante. Secondo me in questa frase la prima descrizione si prende il centro dell'attenzione e questo crea un effetto. mentre invertirli ne creerebbe un altro. Provo a spiegarmi. Carletta: soggetto. Reginetta dei like su instagram: è la prima cosa che sappiamo di lei, ed è così che, come lettori la identifichiamo. "nonché oca starnazzante": veniamo a sapere che la protagonista non ne ha una grande opinione. Però per noi è appena diventata la reginetta dei like. Notiamo solo l'astio della protagonista nei confronti di Carletta. E quell'astio induce a ricondurre un eventuale giudizio negativo al massimo alla protagonista, non lo trasferisce a Carletta, a cui lasciamo il beneficio del dubbio. Carletta, l'oca starnazzante reginetta dei like ma anche Carletta, l'oca starnazzante nonché reginetta dei like La prima cosa che verremmo a sapere di Carletta è che è un oca starnazzante (ed è quindi così che la identificheremmo). E subito dopo che, nonostante tutto, è anche la reginetta dei like (ed il giudizio negativo probabilmente finirebbe, più che sulla protagonista, sulla società). Credo che la protagonista preferirebbe far passare un messaggio di questo tipo. A me han consigliato che quando si usano aggettivi, descrizioni varie e simili di dare importanza all'ordine con cui le si inserisce. Chiedersi se, variandolo, non vari anche qualche sfumatura o percezione del significato. Ti riporto il consiglio. credo che "ovvero" vada prima dei due punti, ma io lo toglierei proprio. ovvero? Preside? vicepreside? Insegnanti? gente facoltosa tenuta in gran conto perché, oltre ad essere genitori di alunni, elargiscono frequenti donazioni alla scuola? Insomma, come lettore so che la protagonista ha avuto un problema con questa Carletta e le istituzioni scolastiche han dato ragione a quest'ultima. Da questo punto in poi inizio a raccogliere indizi perché sarei anche curioso di capire cosa sia successo. In tutto questo racconto in realtà non vengo soddisfatto e i pochi indizi che si possono raccogliere sono pure vaghi, come in questo caso. Qui entra in scena il giudizio non dell'io narrante, cosa che sarebbe anche legittima, ma proprio dell'autore. Insomma, il tuo in quanto autrice. E, condivisibile o meno che possa essere il tuo pensiero al riguardo, l'autore è sempre meglio che resti nell'ombra. Secondo me, già solo dire "spesso ingiustificata" evita quest'effetto. Riporta i titoli delle notizie, non il senso che hanno. O quantomeno elimina i due punti e le virgolette. se sono fatti, non sono teorie. Sostituirei fatti con notizie Eviterei comunque l'uso frequente delle virgolette. Se le usi con moderazione va bene. Se ne usi troppe rischi di sembrare un'autrice insicura, che delega alle virgolette la sfumatura che il lettore deve cogliere nel messaggio che sta dando. Se non sei sicura si colga, piuttosto riscrivilo. Ma non avevamo lasciato la protagonista seduta sulla panchina del parco? Posso anche capire che mentre ci descriveva il pippozzo dei suoi problemi con Carlotta sia tornata sulla strada ma allora sarebbe il caso di scriverlo da qualche parte. Un semplice "mi incamminai verso l'uscita" potrebbe bastare. Poi aveva freddo alle mani! Sì, lo so, potrebbe indossare collant invernale o leggings. Però a quel punto più che di una ragazzaccia darebbe l'idea di una parigina. Credo. Vabbé, di moda non capisco una cippa. Ci ho provato. Taglia. Ammesso che ho capito bene: più che un parco, la tizia siede su un parchetto senza cancelli. Insomma,sembra più un giardino pubblico. Di fronte all'Internet Point. Jamal la vede spesso, e ogni tanto le fa cenni d'intesa. In un primo momento io qui avevo immaginato che il ragazzo capisca che abbia freddo, e la invitasse ad entrare nel locale. E che era spiegato in maniera confusa. Solo in seguito ho capito che non era così. Jamal si limita a guardarla e farle qualche cenno. Però se lei non è mai entrata, difficilmente potrebbe davvero dire di conoscere tutti i ragazzi nel locale. A parte Jamel, i cui cenni, grugniti e altro ci possono comunque stare, quelli che può conoscere davvero sono gli altri frequentatori del parco. in realtà, storicamente, lo hanno fatto tutte le religione monoteiste e non solo quelle. Semmai la vera domanda è perché, alle soglie del terzo millennio, qualcuno ci caschi ancora. Non credo. Al limite, si sarebbe fatto la mia stessa domanda. Dimostrerà molte buone maniere, infatti, quando andrà a casa dell'amica. "Non avrei saputo dirlo con certezza" significa già "forse". Scegli. O uno o l'altro. Se questo dovrebbe farmi capire che la protagonista si sente attratta da Jamal, e che quindi il tipo sia un bel ragazzo straniero, accennerei qualche descrizione fisica. Inoltre, anche la stessa protagonista mi sembra vittima di pregiudizi sull'Islam (in fondo, non sa né di che paese sia il ragazzo, né il suo sia un islamismo moderato o più integralista. Sempre che sia musulmano, neanche quello così scontato. I giorni della merla sono quelli di fine gennaio. Per quanto, io le avrei fatto rispondere un più secco "colpa dell'inverno". Se questo è l'escamotage per dire al lettore che la storia è ambientata a Rozzano, per me funziona male. Anche perché non sappiamo da dove sia partita. Che senso ha specificare che il rione popolare era a Rozzano? il resto no? E se il resto no, perché non lo specifichi. Se invece anche l'internet point e il parco sono quelli di Rozzano, allora perché il nome di Rozzano compare solo per il rione popolare? Non sarebbe più logico, mentre compie la sua passeggiata che lei si guardi intorno e quindi il nome di Rozzano spunti sì fuori, ma per rappresentare tutta l'ambientazione e non solo il rione. Tra l'altro, per un po' ho abitato a Milano, zona Abbiategrasso. Dove c'era un giardino pubblico, se non di fronte, comunque vicino un'Internet point gestito da straniera. E mi sono immaginato questa farsi quei 4 km che separano quel punto da Rozzano. Che son tanti, lo so, ma se aggiungi "di Rozzano" solo per quel luogo, in qualche modo ne escludi il resto. Se è unica, è già la migliore. Un uomo morto che non può definirsi tale, ma si regge in piedi, è un uomo vivo. Scherzo ma secondo me la frase è costruita male e viene in mente qualcosa del genere. Forse in questo caso meglio evitare equivoci con un più semplice "appendiabiti". Questo è un pensiero troppo adulto. Cioè, magari gli adolescenti si accorgono di star sbagliando, ma si rendono conto solo in seguito di quanto possano essere pesanti e del perché e percome gli venga permesso. Mi è sembrato un pensiero troppo consapevole, anche per un'adolescente intelligente. concetto contraddittorio. Se dici che si comporta come una belva, fai pensare alla violenza. Forse vuoi dire che non era cattivo ma se si voleva avere speranze di sopravvivere, in quel quartiere, bisognava perlomeno mostrarsi dei duri. Così era diventata una persona dai modi bruschi. che era una liberazione, per lui, potersi avvalere del diritto di rendere concreta quella che, per anni, era stata solo una minaccia campata in aria. Dopo subito, metterei un punto e virgola. Se proprio non ti piacciono, visto che non li hai mai usati in questo brano, almeno un punto. Ma secondo me ci sta meglio un punto e virgola. Quel "Ricordalo" mi sembra un po' troppo. In fondo, non sta litigando. Hai diviso soggetto e verbo. Qualcuno, in questo forum, non te lo perdonerebbe mai. Ok, finito. Le annotazioni possono sembrare tante ma tanto vale sempre il consiglio di prendere per buone solo quelle che ti sembrano utili e ignorare le altre. O anche tutte, se ti sembra il caso. Comunque sia, nonostante possano sembrare numerose e che io abbia avuto voglia di smontarti il racconto, a me la scrittura è parsa buona. Noto anch'io dell'incoerenza di fondo nel personaggio, ma non tanto per il linguaggio ma un po' proprio per come è costruito. Come se tu autrice, per dargli queste due anime contraddittorie, le faccia fare e dire un po' questo e un po' quello. Voglia dire, se pensa che la società sia piena di pregiudizi, poi non ne ha lei stessa. E se li ha, è probabile che quantomeno si chieda se per caso non li abbia anche lei. Se odia i gesti maleducati, non li fa. O se li fa, magari perché la vita l'ha resa dura e irascibile, almeno qualche flebile "scusa" digrignato con i denti e controvoglia, all'amica con cui si è appena comportata da scostumata, dovrebbe pur scapparci. Se pensa che Luigi sia un uomo da cui è meglio star lontano, poi non suderebbe sette camicie per tornare ad averci un dialogo. Secondo me devi focalizzare meglio il personaggio e il suo rapporto con gli altri personaggi. Insomma, per quanto le due anime del personaggio, metà forgiata da un'istruzione medio/alta, l'altra metà dalla strada possano essere in contraddizione ognuna di esse incide su alcuni lati della personalità, ma ognuno di questi lati dovrebbe mantenere una sua coerenza. Tanto per fare un esempio scemo: essendo istruita, è capace di usare un linguaggio forbito. E magari con qualche personaggio, per un qualche motivo, lo fa. Con tutti gli altri potrebbe avere modi più volgari, ok. Però con sé stessa, come sarebbe in questo racconto, dovrebbe mantenere un atteggiamento solo. Tipo un linguaggio quasi adulto contaminato da espressioni colorite (ma il linguaggio e le espressioni vanno scelte e usate con coerenze, non scambiate da periodo a periodo). Oppure il contrario: un linguaggio da ragazzaccia arricchito da espressioni che ne facciano notare le capacità intellettuali. E più o meno la stessa cosa andrebbe fatta sia sul suo carattere che nelle relazioni con i personaggi. Ecco, da questo punto di vista, almeno dall'incipit, il personaggio ancora non mi sembra messo a fuoco come merita. Poi boh... andrebbe letto tutto il romanzo per valutare con certezza. Ultimo appunto: una che ha freddo, specialmente se adora la letteratura, d'inverno va in biblioteca. Te lo dice una persona che, anche se per altre ragioni, spesso si ritrovava nelle condizioni della tua protagonista. Ovvero d'inverno, in cerca di luoghi caldi, per arrivare al giorno dopo. La maggior parte delle biblioteche sono aperte fino alle 18.00. Gli Internet point, in genere, chiudono tra le 22:00 e le 23:00 Insomma, di sicuro Ester non ha passato tutto il pomeriggio su quella panchina, al massimo i suoi problemi iniziano di sera. Diciamo che potresti arricchire il testo con dettagli simili. Per non correre il rischio di lasciar sentire, nel testo, la scansione del testo troppo vaga.
  8. Eudes

    Scrivere Noir/Giallo (Manualistica)

    Giallo Antico di Danila Comastri Montastri. Qua e là l'autrice si lascia scappare un po' di sarcasmo a mio avviso inutile e indisponente. A parte questo, credo sia un libro di facile lettura e ricco di consigli utili, sia per quanto riguarda la costruzione di un giallo, sia la documentazione storica.
  9. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Ciao, Frank. Visto che Ippolita si è preso il ruolo del recensore buono, elogiando il tuo lavoro, io ho deciso di assumere quello del cattivo un po' scassaminchia. Poi vedrai tu se le mie considerazioni possono interessare o meno. Intanto credo sia giusto precisare che sull'argomento ho solo vaghi ricordi scolastici. Quindi ho letto il libro come un lettore qualsiasi che ignora l'argomento, valutando quanto la lettura riuscisse a coinvolgermi. E, ammetto, c'è riuscita solo in parte. Insomma, ho avuto più l'impressione un documentato articolo giornalistico sull'uomo, con qualche excursus nel romanzato. E su alcuni di questi, secondo me sei pure incappato in quelli che sono i tipici errori di chi non è abituato a scrivere libri storici e dà ai suoi personalità e azioni che sarebbero logiche nel presente, ma fuori luogo nel passato. Mi ricordo, per esempio ne avevo accennato anche in chat, della faccenda delle cinghie di distribuzione. Il soldato va a prelevare Gerhald, durante il viaggio il sottoufficiale nota dal rumore dell'auto un problema alle cinghie di distribuzione. Ottimo espediente per mostrare quanto il personaggio sia esperto nella meccanica, e non è quindi un caso che sia stato messo a dirigere le officine meccaniche. Ma sono sicuro che non può essere andata così. Così potrebbe andare nel presente. Ma le cinghie dentate le hanno inventate sono dopo il 1950. Quelle lisce esistevano ma in un motore come quello dell'auto non sarebbero servite a molto. Anche se non sono esperto di meccanica, sono abbastanza sicuro che le auto dell'epoca usassero al massimo le catene di distribuzione (che esistono ancora). Piccola cosa, dirai. Probabilmente sì. Comunque a me ha stonato. E credo non basti neanche sostituire la parola "cinghie" con "catene", per il semplice motivo che, in quelle auto, probabilmente i rumori a cui una persona normale non farebbe caso ma un meccanico esperto sì erano altri. Ecco, io mi sono fatto l'idea che tu ti sia documentato su che tipo di auto potesse essere verosimile l'esercito tedesco viaggiasse all'epoca, ma non ti sia documentato su come poi queste, all'epoca, funzionassero davvero. Anche l'officina, dove è ambientata tutta la storia... non sono riuscito a "vederla". Ci sono poche descrizioni e abbastanza sommarie al riguardo. Insomma non mi sono sentito lì dentro, ho dovuto forzare molto immaginazione per vedere gli operai al lavoro. Immaginazione che, poiché ignoro quell'epoca, si è molto basato sulla conoscenza di officine del presente (e quindi, molto probabilmente, questo avrà reso le mie percezioni poco verosimili). So che il focus della storia è altro. Tuttavia si dice le che descrizioni così realistiche da far immergere il lettore nell'ambiente di cui si narra, facciano sentire più vivo anche tutto il resto. Alcune scene, quelle di cui ha già parlato Ippolita, erano efficaci. Quelle riguardanti il lavoro vero e proprio in un'officina invece le ritengo piuttosto carenti. Come Ippolita, ti segnalo i refusi che ho trovato io (molti potrebbero coincidere, ma mi sembra giusto che il controllo lo faccia tu e non io) Altro appunto. secondo me, come narratore, tu hai "protetto troppo" il tuo protagonista. Quante volte hai ribadito al lettore che se si mostrava severo in realtà era perché costretto a fingere, e doveva essere credibile per la stessa sopravvivenza di chi voleva invece salvare? Doveva essere credibile? bene. Faccelo essere anche agli occhi del lettore. Presentalo come uno stronzo. Facci temere per la sorte dei suoi subordinati. E fai affiorare la verità piano piano, come un colpo di scena che si svela man mano. Facci vivere la "scoperta" delle intenzioni del sottoufficiale allo stesso modo di coloro che l'hanno vissuta sulla pelle. Invece, continuando a ribadire in ogni scena in cui avrebbe dovuto mostrarsi sprezzante che "lui è uno dei buoni" non ci permetti di vivere appieno il pathos della storia. Fallo essere sprezzante e basta. Purtroppo ho scritto il mio intervento tardi, se avevo altri appunti da farti, può darsi che li abbia dimenticati. Chiudo l'intervento con alcune considerazioni che invece mi sono piaciute: “le persone brillano non tanto per ciò che sono, ma per ciò che sono state o che vorrebbero essere” “non sarebbero stati gli ebrei la rovina dei tedeschi, sarebbero stati i tedeschi la rovina di loro stessi. Gli uomini che camminano sul bordo della follia rischiano di caderci dentro” ma soprattutto: anche la colpa non è mai collettiva, la responsabilità è sempre individuale Probabilmente è il sento che avrei dato (e che forse ha) all'intera vicenda. Quante volte ho sentito dire "sì, ho creduto in ciò che era diventato il fascismo, a quei tempi eravamo tutti fascisti" come se essere allevato al male scagioni un individuo dal prendere posizione. Come quelli che "credo in ciò che la società mi ha insegnato a credere". Come se ciò che ci insegnano ci esimi dal porci domande. Invece la responsabilità è sempre individuale. Messaggio sempre attuale.
  10. Eudes

    Dopo tanto tempo

    Mica è un brutto numero, anzi. Io non credo di aver letto nei miei 44 anni di vita neanche mille libri! E poi... Hai mani da 2000 dita ciascuna? Sei alieno? Dai, scherzo. Benvenuto.
  11. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Io non ho ancora letto né il suo libro né quello di Levi, sempre per quella sorta di timore di cui si parlava prima. Però ho visitato Auschwitz. E nonostante il caldo quasi estivo, percorrere quei luoghi lascia un'emozione intensa. Ma dicono che farlo durante l'inverno, quando nevica, faccia molta più impressione. @Mister Frank Sì Ah, quindi non te l'hanno scritto? Dai, scherzo. Secondo me, avevano ragione quegli editori che ti consigliavano di "romanzare" di più. Ma di questo riprenderemo il discorso più avanti.
  12. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Ok, iniziamo a contarci: avete letto il libro? È un libro breve, la lettura effettiva dell'intero ebook non dovrebbe superare le due/tre ore, ma magari qualcuno in questo periodo ha avuto altre priorità e non ha ancora terminato. Quindi, per dare ulteriore tempo a chi magari è rimasto indietro, preferisco partire dal nostro rapporto con la narrativa dedicata al tema. Io, pur avendo in casa tanti libri che affrontano l'argomento, ne ho letti pochi (L'amico ritrovato di Ulhman, Sosha di Singer) più Maus di Spiegelman che però è un fumetto. Oltre altri titoli in cui il tema è sì presente ma non centrale. Credo di avere qualche timore nell'affrontarli. Voi, quali avete letto, prima del buon Frank?
  13. Eudes

    Aspettando il MI - Off topic

    Fatto. ma sembra bisogna comunque aspettare l'approvazione di un moderatore, per sbloccare la discussione.
  14. Eudes

    Un nemico di parole, Davide Napolitano

    Titolo e autore del libro: Un nemico di parole di Davide Napolitano Genere: biografia Quarta di copertina: La storia vera di Gerhard Kurzbach, sottufficiale della Wehrmacht, il quale durante la seconda guerra mondiale salvò la vita a duecento ebrei polacchi, nascondendoli nelle officine di riparazioni meccaniche per veicoli militari di Bochnia, città del Governatorato Generale di Polonia. «Basterebbe un solo tedesco buono, e questo tedesco meriterebbe di essere difeso, perché grazie a lui non si avrebbe più il diritto di riversare l'odio su un popolo intero». Etty Hillesum Animatore: teoricamente io. Ma non sono contro a un'andamento anarchico della discussione, in cui ognuno proponga e sviluppi gli argomenti che più gli stanno a cuore. Ritenetevi liberi di dire la vostra, insomma. Data di apertura della discussione: 23 febbraio. Naturalmente chi vuole potrà aggiungersi anche in seguito Perché può essere interessante leggerlo insieme: Per il tema, ovvio. “Per non dimenticare” è stata istituita la Giornata della memoria perché, come diceva Primo Levi, «Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.» Così, forse, non sarebbe una cattiva idea affrontare e discutere insieme libri che trattino l’argomento. E, tanto per mostrarci anticonformisti, potremmo partire da un libro non famoso, chissà che non offra nuovi spunti di riflessione e prospettive meno battute. Inoltre, il libro è un’opera auto-pubblicata. Una buona occasione per leggere un libro di chi ha scelto questa diversa strategia editoriale, senza pregiudizi ma anche senza fare sconti. Infine, l’autore è un utente del wd, ovvero @Mister Frank, il quale probabilmente seguirà e interverrà nella discussione. Avremo quindi la possibilità di un confronto diretto tra autore e lettori. Altre informazioni sull'opera, qui Partecipanti che hanno già aderito: @Emy, Eudes, @Ippolita2018, @ITG, @mercy, con la straordinaria partecipazione del già citato @Mister Frank. Naturalmente, chiunque vorrà aggiungersi è il benvenuto.
  15. Eudes

    Compleanni nel WD

    Grazie Irene (e scusa anche me del ritardo). Beh, l'emoticon si chiama Plata. Credo quindi non sia un caso se sembra un po' lupo e un po' orso...
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