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Cicciuzza

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Su Cicciuzza

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    Befana inside
  • Compleanno 30/08/1956

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Torino

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  1. E io quindici Bravi tutti, e caspita che affluenza! Racconti molto belli, su, impegnatevi a darmi altrettante soddisfazioni nel MI! Credo che non parteciperò alla prossima tappa causa affido pressoché totale di nipote quattrenne. Vediamo la terza... un abbraccio a tutti!
  2. Cicciuzza

    [FDI 2019-1] Mare

    @Joyopi @Ernest @camparino Grazie anche a voi. Il tema era particolare, immaginavo di correre il rischio di sembrare stucchevole, per questo ho cercato di tenere un registro il più possibile piantato con i piedi per terra...lieta che abbiate apprezzato.
  3. @Emy ti capisco molto bene, ho avuto anche io problemi grandi con la salute di mia mamma. Fai solo ciò che ti senti. Io a volte ero in ospedale con lei, avevo sempre l’ipad dietro, ma la sola idea di leggere qualcosa mi atterriva. Figurati commentare. A volte anche solo il pensiero di connettermi era troppo pesante. Poi in altri momenti trovavo confortante venire qui e buttare un occhio. Quindi segui tua mamma, e segui i tuoi stati d’animo. Un abbraccio grande grande
  4. Credo di essere riuscita nella disperata impresa di leggere e commentare tutti e infine votare. Ragazzi non mi lamenterò più della fatica di organizzare i MI
  5. Cicciuzza

    [FDI 2019-1] Mare

    Che dire? Come ho più volte detto questa è la mia primissima poesia ed ero così preoccupata nel doverla scrivere...sono felice che sia piaciuta!
  6. Cicciuzza

    [FdI2019-1] La strada dell'oblio

    Tre aggettivi sono troppi in un solo incipit. Nell’urlo muto ci sono cascata pure io, e ho anche capito perché. Nel mio caso è mera pigrizia. Il luogo comune evita spiegazioni e al contempo mostra senza raccontarle. Solo che bisogna tener conto del fatto che questa pigrizia non ha colto solo noi. Idem Bon, non ti faccio altre segnalazioni perché arrivo per ultima e credo ti sia già stato segnalato tutto il segnalabile. Ti faccio invece alcune considerazioni. Prima di tutto: se io scrivessi in una lingua che non fosse la mia lingua madre come scrivi tu, andrei in ginocchio sui ceci a ringraziare il Padreterno. Sei veramente brava, padroneggi perfettamente l’italiano. Ma adesso vengo alla parte meno “simpatica”. Non farti prendere la mano. La tua è una scrittura per certi versi entusiasticamente ingenua, come se questo padroneggiare uno strumento che ti sei conquistata piano piano e, immagino con fatica, ti portasse a strafare, a inserire troppe cose nella narrazione; a complicarla inutilmente. La storia in realtà è semplice ben aderente al tema e ha un suo senso profondo. L’hai complicata con balzi temporali non chiari, con frasi eccessive, con una prosa troppo raccontata. Snellisci, sfoltisci, semplifica. Una storia che scorre via liscia, che si capisce subito, che usa un linguaggio semplice e chiaro è sempre più accattivante di una prosa eccessiva e ridondante.
  7. Cicciuzza

    [FdI 2019-1] Amore e Psiche

    Considerata la densità di popolazione do Parigi, questa mi pare una coincidenza difficile da realizzarsi Ciao @Ton, del tuo viaggio Parigi Torino Parigi mi è piaciuta soprattutto l’ambientazione. La scrittura è scorrevole, e la lettura risulta piacevole. Ho qualche perplessità sulla trama, perché due coincidenze (una quella che ti ho segnalato, e l’altra, cioè la medesima poesia sentita a chilometri di distanza ) mi sono sembrate un po’ troppo artificiose. Forse l’effetto è voluto, per calcare la mano sull’effetto straniante che la perdita crea nel protagonista, non so. Per contro ho apprezzato il modo di elaborare il lutto per la fine dell’amore, condividendolo con una sconosciuta, fino a trovare il modo per superarlo. Un po’ stereotipata Suzanne, ma si sa, gli uomini innamorati vedono la donna con occhi...innamorati, appunto. E l’amore è una lente che ha per tutti la stessa gradazione.
  8. Cicciuzza

    [FdI2019-1] Buio e silenzio

    Ciao @mina99, allora: io devo dire che conoscendoti qualcosa mi aspettavo ciononostante il colpo di scena finale ha preso alla sprovvista anche me. Bravo. Devo a che dirti che in generale non apprezzo i racconti in cui è il morto a parlare, mia fisima ci sono un sacco di romanzi che vanno così, ma non mi convincono. Il panico da risveglio in tomba ci sta tutto, e pure quell’onirico stato di semincoscienza mette un bel po' di ansia. Sui dialoghi, sul tirare troppo per le lunghe la chat, su tutto direi che si sono già espressi i precedenti commentatori. La mia perplessità, riguarda piuttosto il tema del contest. Anche tu, anche altri, hai confuso io tema della morte con quello del lutto, termini che non sono sinonimi. Certo la morte per definizione è una perdita figuriamoci la propria morte. Ma il lutto è altro. Il lutto è ciò che chi rimane sperimenta e in qualche modo elabora. Il lutto non è il trapasso, ma il rimpianto, la nostalgia, la rabbia, la rassegnazione. Sono tutti sentimenti umani, e soprattutto appartenenti ai vivi. Un morto difficilmente li potrà provare ed elaborare pur nei brevi momenti che precedono la morte. Per il morto è la fine, ma il lutto è dei vivi
  9. Cicciuzza

    [FdI 2019-1] Un applauso per te

    @Adelaide J. Pellitteri Buonasera anche a te. in estrema sintesi: poesia da applauso, racconto un po’ meno. Ciò che nella poesia emerge come contenuto interiore profondo, toccante e pieno di emozioni, nella prosa si perde un po’ nella narrazione quasi didascalica di una serie di eventi. Non che nella prosa sia scotomizzato tutto il mondo di affetti, gratitudine, complicità conflitti e intimità che lega questo figlio al proprio padre. L’impatto emotivo c’è, si intuiscono i sentimenti e se ne comprende l’elaborazione. È che è troppo raccontato, e quella carica emotiva che mi ha fatto, credimi, rimanere un attimo in apnea leggendo la poesia nella prosa si perde. Per assurdo potrei dirti che se la poesia non fosse stata così intesa forse avrei percepito di meno il contrasto. Ma la poesia rimane un piccolo gioiello
  10. Io ho due Carofiglio che mi aspettano sul comodino ma niente, avanzo stoicamente nell’impresa di leggere e commentare
  11. Io continuo a perdere il conti di cosa ho letto cosa ho commentato e cosa mi manca...meno male che non siete così entusiasta in tutti i MI che mi sarei sparata un colpo
  12. Cicciuzza

    [FdI 2019-1] Sono Libertà

    In generale non apprezzo le umanizzazioni di elementi soprannaturali. La tua morte però l’hai ben raccontata, le hai dato quasi una ventata di freschezza. Il rischio era di farla scivolare nella macchietta, la sigaretta, la pausa, il cura libre ecc. sono metafore di cui non abusare in un racconto come questo. La considerazione finale, la morte come libertà mi lascia perplessa e mi pone degli interrogativi. Libertà perché fra nascita e morte esiste il libero arbitrio? O libertà perché quesa morte è libera di autodeterminarsi? La perplessità più grande tuttavia riguarda il tema del lutto, che qui vedo poco sviluppato. Parliamo di morte, è vero, ma morte non è sinonimo di lutto. Parliamo di esempi di lutto, ma non vedo una vera elaborazione del tema. Questo perché Il focus del tuo racconto è tutto sulla mietitrice mentre l’esperienza del lutto può solo essere umana.
  13. Cicciuzza

    [FdI 2019-1] Il corvo

    Mi suonerebbe meglio avessero Per la maggior perte O trent’anni fa, o una trentina di anni fa Ok, a parte queste piccolezze, un dubbio mi assale. Come si incastrano i vari elementi della storia con il tema del lutto? Abbiamo tre morti: zia Evelina, la madre della voce narrante e il marito. È di lei quindi che parliamo? Del suo modo di affrontare le perdite? Ma soprattutto, perché se la colpa di ‘sto povero marito è di essere cardiopatico lei pare così incavolata invece di essere preoccupata? Il racconto non è scritto male, anzi, a parte le sciocchezze che ti ho sottolineato scorre bene. È che non capisco dove volevi andare a parare, partiamo dalla morte della poetessa, con tutto il cordoglio che ne consegue, ma poi viriamo sul matrimonio di lei e infine sulla sua vedovanza....un po’ troppo per un racconto di 8000 caratteri
  14. Cicciuzza

    [FdI 2019 -1] Tranne il silenzio

    Buondì @Eudes Mi sono un po’ persa. Quindi: Lei è la nipote della donna stuprata dal nonno di lui? Ma non si sono conosciuti per caso a scuola? Ci vuole una bella sfi...e perché chi ha ammazzato i genitori ha risparmiato il nonno? Ok, immagino per farlo soffrire. E se i genitori di lei sanno, perché nessuno denuncia il vecchio stupratore? Criptico forse no, però concedimi, un pelino incongruente forse si.
  15. Cicciuzza

    [FDI 2019-1] Mare

    Ciao @Lauram grazie del commento. Ho capito il tuo PdV, come tu dici è un altro modo di reagire. Io ho tre figli e tre nipoti, e nel tempo ho attraversato nella mia relazione con loro ogni possibile gamma di sentimenti. Compresa l’insofferenza , il senso di inadeguatezza, la rabbia e il chimmelohafattofare. In questo racconto ho preso una carta dal mucchio, un po’ (banalmente) per immediata esperienza (sono al mare con il mio nipotino) un po’ perché le due forme di amore delle madri fossero il più simili possibile, e questa similitudine accendesse l’attenzione sui diversi esiti. Due paradigmi di maternità, in sostanza uguali ma terribilmente lontani. L’elaborazione del lutto è così privata che io non mi sono sentita di addentrarmi in qualcosa di intimo e personale a meno di raccontare veramente qualcosa di mio, ma non ero pronta per questo. Ho scelto questa via, un dolore che fosse riconoscibile a molti, in cui molti potessero identificarsi. Grazie per avermi espresso in maniera così intelligente la tua esperienza e le tue emozioni.
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