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The_Shadow

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Tutti i contenuti di The_Shadow

  1. The_Shadow

    Centro ellittico dell'universo: tu.

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/17792-maledette-cicale/ Centro ellittico dell'universo: tu. (Questa, più che una poesia è un esperimento, probabilmente molti non troveranno senso alcuno in queste parole, in parte perché questi versi hanno un senso solo per me, in parte perché un senso forse non lo hanno, ma spero comunque che la lettura vi piaccia) Raccogli quelle foglie che cadono dalle mie paranoie vuote, scadute e dai miei nervosismi, così, poi, tu gli darai fuoco nella notte scura. Forse dopo faremo un giro in auto, ma, ti prego, non mi portare al Daisy Bar. Non portarmi dove non resto poco e dove non riesco a vedere molto. Guarda! Quella è la cintura di Orione! Portami dove ci sono le stelle, tante stelle, quante sicuramente non ne ho mai viste. Ti prego, guardami! Magari portami a vedere Giove dalla tua soffitta, quella soffitta. Il nostro schermo HD naturale sembrerà una finestra o sarà tale. Finestra dalla quale proprio tu m'hai mandato decine di bei pensieri. Resistente occupazione, due stanze, costanti incostanze, eppure ho freddo. Il dieci di questo mese mostrerai al mondo la bellezza di cui parli nei tuoi discorsi, o nei tuoi aneddoti. Basta un gesto caldo, ho ancora freddo. Siamo noi il fottuto centro ellittico di questo universo, questa matriosca. Come i due anelli nei miei orecchini blu, siamo eterni. Finalmente costanti. Gli occhi lucidi mi annebbiano le idee. Sto piangendo. "Corridoio o finestrino?" "Signore? Sta bene?" Non sto piangendo. Basta un gesto caldo, ma ho ancora freddo. Vita, t'aspetto, amore, t'attendo. Voglio la mia felicità, ma ho freddo.
  2. The_Shadow

    Marlene

    Stefano, è il mio browser che fa cilecca o hai commentato l'altro frammento, "Tempo perso", nella discussione sbagliata?
  3. The_Shadow

    Marlene

    (Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/17679-tabula-rasa/ ) Marlene camminava peggio di uno zombie quella mattina, forse non era stata una buona idea bere tutta la notte. Aveva fatto a botte coi suoi amici a stomaco vuoto, a colpi di birre fresche, vino rosso e tequila “sale e limone”. Camminava per le vie del centro cercando di ricordarsi dove abitava. Si ripeteva mentalmente la parola “amici” quando vide un passante, sui cinquant'anni. - «Amico, che ore sono?» - «Ragazzina, non sei un po' troppo giovane per essere in queste condizioni alle sette del mattino?» - «Non ti ho chiesto la paternale, ma grazie per l'ora.» Era tardi e Marlene non aveva voglia di essere buona e rispettosa, continuava a pensare, cercava di ricordarsi cosa aveva fatto la notte prima, aveva un enorme livido sul polso e non aveva idea di quale fosse la causa. “Amici... Chissà se sono davvero amici quelli, li conosco da almeno sei anni e non ho idea di quale sia il cognome di alcuni di loro. Cazzo, ora vorrei avere le ali. Mi hanno detto che se si avessero le ali non si dormirebbe mai, me l'ha detto Kuntz ieri sera, questo me lo ricordo, ma credo che si dorma per farsele crescere queste cazzo di ali. Ma quale cazzo è il vero nome di Kuntz? Prima o poi glielo dovrò pur chiedere, quanti anni avrà? Venti o ventuno, non di più, però a volte sembra un quarantenne con un passato da eroinomane, mi ci potrei perdere in quel viso sgualcito, mi piace quando mi chiama Marly, io che di anni ne ho diciannove non ne dimostro mai più di quindici, anche quando ci vado giù pesante col trucco.” La giovane ragazza camminava lenta tra i primi avventurieri e avventori del mattino, si portava dietro il peso dei suoi avambracci tatuati, dei suoi piercing e delle sue rivoluzioni pacifiche. Non si voleva ancora spegnere, voleva solo andarsene, voleva solo dormire bene una notte, chiudersi a sera, tramontare, essere un iris che biancheggia nella brezza calda che arriva dall'Africa o un tulipano che si ripara dietro una ringhiera verde e nessuno lo nota, ma lui è lì e riposa. Voleva essere una margherita bianca. Una margherita bianca, bianca come una margherita. Voleva solo guardare i passanti incurante dei loro pensieri, Voleva essere una foglia che cade dal suo albero quando è ancora verde solo per farsi trasportare dal vento e viaggiare, arrivare, visitare e volare, notte o giorno, caldo o freddo, e non tornare. “E poi Kuntz mi capisce sempre. Sono incomprensibile, perché mi comprende? Ehi, Tiresia, sussurrami all'orecchio destro, ché nel sinistro ho sempre l'auricolare per ascoltare canzoni che piacciono solo a me. Sono insopportabile, perché mi sopporta? Sarà meglio sapere o non sapere? Tiresia, dimmi...” Le poesie d'amore dovrebbero essere più lunghe. Marlene aveva scoperto che l'indie rock è terapeutico, mise gli auricolari e si avviò verso il ponte in periferia che sovrastava la campagna secca inondata dalla siccità estiva, casa sua era poco oltre. Il vento aveva portato lontano le poche perturbazioni, la musica era al massimo. Marlene arrivò al ponte che erano le le sette e tre quarti, si fermò a scrutare il letto del fiume arido, le ricordava molto Kuntz quell'aridità, le ricordava sé stessa. Marlene lo sapeva che a casa non ci sarebbe arrivata, ché tanto ad aspettarla non c'era nessuno. Fece un respiro e si tuffò di testa, come faceva da bambina quando al mare si gettava dagli scogli e finiva nell'acqua più salata e limpida che avesse mai visto, solo che ora l'acqua non c'era, mentre volava pensava agli aironi e ai tatuaggi sul petto di Kuntz.
  4. The_Shadow

    Ehi, salve gente.

    Mi presento, sono un'ombra, a volte grigia, a volte blu, nel senso più ampio. Non scrivo spesso, o meglio scrivo spesso ma raramente ciò che scrivo supera le bozze. Spero vivamente che il poco che pubblicherò vi colpisca come un pugno alla bocca dello stomaco. Su di me c'è da sapere solo che non sopporto il contatto fisico, quando qualcuno mi abbraccia, amico o familiare non fa differenza alcuna, il mio corpo si irrigidisce ed entro in una fase di stallo tra l'imbarazzo e l'orlo di un attacco di panico. Anche mia madre ormai ci ha rinunciato con me. "Ehi, dolcezza! Il cielo è solo un telo bianco dietro le nostre spalle, non farci caso."
  5. The_Shadow

    Marlene

    Ronin, il fatto è che questo lavoro più ampio è ancora un insieme sconnesso di eventi e capitoli a metà, non sono ancora sicura di volerlo condividere; magari tra qualche settimana cambierò idea. In compenso, a breve pubblicherò qualche racconto autoconclusivo. (Oh, e grazie per il benvenuto in stile supereroe )
  6. The_Shadow

    Marlene

    Caro qfwfq, Sì. Hai colto pienamente il significato. E ancora sì, lei non è del tutto consapevole di ciò che sta per fare. Grazie mille.
  7. The_Shadow

    Marlene

    Grazie Barteleby. Grazie mille dei consigli, caro Ronin; È un pensiero autonomo della protagonista nel momento in cui riflette davvero sulle parole di Kuntz. Hai pienamente ragione, manca il collegamento, avrei dovuto inserire questa frase tra i pensieri della protagonista (frase che avrebbe dovuto far apparire più sconnessi i pensieri). Concordo sul "troppo lungo e articolato" e capisco che il finale possa sembrare improvviso e forzato, ma tieni presente che è un frammento di qualcosa di più grande. Marlene è una persona incoerente, lunatica, gaudente e demoralizzata al tempo stesso. Se pubblicherò altri spezzoni della sua vita potrai capire che il suicidio non è così "forzato". So che il riferimento ai Marlene Kuntz può sembrare un cliché scontato e banale (e lo è, diamine se lo è), ma ti assicuro che acquista un significato più ampio nell'interezza delle vicende di Marlene. Il significato del tutto? Qui mi chiedi troppo, mi stai chiedendo di spoilerizzarti altri frammenti e stralci di trama che sono ancora in fase di completamento. Nemmeno io ancora comprendo appieno i pensieri di Marlene. Ancora grazie mille per i consigli.
  8. The_Shadow

    Maledette cicale

    È molto particolare la modalità con la quale scali gradualmente la profondità degli argomenti, passi dalle cicale alla solitudine in modo così placido che a fine componimento ci si sente spiazzati. Il tutto è scorrevole e piacevole alla lettura, ordinario nella parte iniziale ed espressivo e profondo sul finale. Ti trovo incisivo e originale, forse più complesso di quanto vuoi lasciar credere. Complimenti, ma ovviamente puoi migliorare.
  9. The_Shadow

    Ehi, salve gente.

    Grazie a tutti del benvenuto. Grazie Jaqen, scusami, non ho fatto caso al grassetto, farò più attenzione nei post futuri.
  10. The_Shadow

    Tempo perso

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/17742-il-sonno-di-eu/ Il ripetitivo gracidio delle rane, il canto dei grilli, i tafani e le zanzare che ronzavano insistenti, l'afa, l'umidità e il caldo torrido. Camminavo a testa bassa e pensavo che la sera qui dalle mie parti non è male, lo stagno riluceva sotto gli ultimi raggi solari mentre l'ultimo martin pescatore volava verso il proprio nido. Marlene camminava accanto a me e farneticava, io volevo solo ascoltare lo stagno. - "Era un po' che non passeggiavamo insieme, sai? Stai sempre bene? Che poi, per par condicio, dovremmo trattarci allo stesso modo, non prenderci in giro e dirci quel che siamo. Cazzo, poi te l'ho detto, i sogni che faccio non li capisco, prima ho freddo dentro, poi cerco di comprendere invano un mistero e infine sto bene, guardo le stelle e sto bene. Credo di avere la febbre, sai?" - "Ah, ok..." - "Oh, iniziano a vedersi le stelle! Riconosci qualche costellazione? Io credo che quello sia lo scorpione, forse ci ho preso, ora posso sentirmi soddisfatta, ma ancora non ti capisco, prima leggevo ad alta voce le pagine di un libro che sembrava parlare di noi, te lo giuro, se ti do fastidio dillo. Credo che domani sarà un po' uno schifo, come tutte le giornate dopo i grandi eventi, con le stars che testano la fedeltà dei fans, con le carogne che testano la fedeltà dei tafani, solo che i tafani siamo noi. Che cazzo, manco fossimo credenti che compiono il cammino di Santiago di Compostela. - "Hai ragione." - "E poi non m'importa che ne pensi delle mie origini e dei miei occhi sempre chiusi, prendi in giro quanto vuoi, tanto, esatto, ho sempre ragione io e una location così per il nostro scambio equo di emozioni non la vedremo mai più. Una necropoli abbandonata nelle fauci del sole estivo, una necropoli di sentimenti su un'isola poco affollata, la voce di un dio accompagnata dai canti del capro, dai cori dei rapaci. Che cazzo, amore mio, così sì che stiamo bene, ma a noi chi ce lo spiega? Non siamo capaci di capire quali momenti dobbiamo goderci, ci piangiamo addosso. Ok, io mi piango addosso, lo so che tu sei forte, che non traspaiono emozioni dai tuoi occhi oltre l'indifferenza e il nervosismo, ma io so che c'è di più sotto la scorza di cui ti carichi ogni mattina appena ti svegli, io so che c'è ben altro, ché ogni tanto lo vedo quel tuo sguardo indagatore, ci nascondi sotto un po' di affetto. Siamo misantropi solo quando vogliamo noi, ti ho visto sorridere quando quel bambino ti ha sorriso questo pomeriggio, ho scorto qualche emozione in più quando mi hai guardata negli occhi. A me, non mi freghi." - "Riesci a stare zitta un momento?" - "Calmati, basta chiedere, no?" - "Sai che ti dico? Il cielo è solo un telo bianco dietro le nostre spalle, non farci caso a quello che dico. Che stavi dicendo?" Stavamo perdendo tempo. Avevo ancora la melodia di quella nuova canzone che mi rimbombava nel cervello, Marlene lo sapeva che non la stavo ascoltando, ma andava bene così, anche se di lì a poco non avremmo potuto più passeggiare insieme.
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