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ricdil

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    Cadere dalle nuvole, arrossire ferocemente, ridere a crepapelle, morire di noia, ululare alla luna.

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  1. ricdil

    Quello che non mi hai detto

    Il mio commento qui Ovunque mi cercherai all'angolo della strada, sotto la finestra di casa, all'incrocio del tuo cuore. Là io sarò. Ovunque vorrai trovarmi nello spazio della tua anima, negli occhi di un passante, nel viso di un mendicante. Là io sarò. Anche se fossi solo un pensiero, un ricordo lontano, un viso sbiadito. Io ci sarò. Ogni giorno, in ogni momento, pur sepolto nella tua mente, pur dal tuo cuore assente. Io ci sarò. Mi troverai in ogni luogo, perché sono in te, perché io sono te. Figlio mio.
  2. ricdil

    Eri già Passato

    Una poesia breve ma incredibilmente intensa, si coglie un estremo rimpianto di quelli che non ti abbandonano mai. Il primo verso "Non ero lì" sembra essere un'accusa a se stessi o comunque un rimprovero La seconda strofa mi risulta difficile da capire, forse il "solo" che c'è forse intende: non con persone care. La terza strofa è una chiusa veramente eccellente unica cosa per me incomprensibile quel Passato con la maiuscola. Sicuramente ha un senso ma non lo riesco a cogliere. Io ho vissuto un'esperienza simile e il pensiero di non essere stato lì non mi abbandonerà mai e proprio per questo la trovo una poesia decisamente perfetta anche per esprimere i miei sentimenti. Hai saputo evocare immagini molto belle come nella prima strofa con il respiro che diventa vento e l'anima polline nuovo. Veramente ben fatta complimenti.
  3. ricdil

    La solitudine

    Il mio commento qui Ogni giorno un nuovo ultimo giorno sempre più lungo, sempre più duro il tempo passato non cerca il ritorno vuole solo che si compia il futuro. Sono come una foglia d’autunno che con forza al suo ramo si aggrappa dal vento sferzata che rompe e poi strappa eppur dalla vita sua ancor non si stacca. Ma questa foglia è sempre più sola il proprio ramo ormai è quasi spoglio a foglie fresche voglio cedere il posto a ricordi amati voglio far ritorno.
  4. ricdil

    Necrologio per una fine improvvisa

    Trovo questa poesia molto interessante sia per il contenuto simpatico/ironico sia perché la trovo un esperimento riuscitissimo che potrebbe essere ripetuto. Rifare alcuni capolavori della poesia in chiave moderna ognuno con la propria sensibilità sarebbe molto carino. Quasi un concorso da inventare. Venendo alla poesia, la tua trovata di questa specie di ode alla sfiga che t'ha distrutto l'HD è veramente intelligente, con rime azzeccate hai reso una poesia immortale, moderna e attuale. Per una volta la poesia non tratta di amore, sentimenti, emozioni ma fa una specie di messa funebre all'hard disk che va via (insieme a tutti i dati). Approvo pienamente la tua scelta e il tuo coraggio. L'operazione è riuscita e il paziente non è morto (per questa volta).
  5. ricdil

    Nessuna notte è infinita

    Il mio commento qui Questo tempo è per te una notte senza fine, quando il buio prende il posto dei sogni e tramontano le speranze e tramontano gli amori profondi. E aspetti di spegnerti insieme ai tuoi desideri, ma questi non svaniscono, si nascondono in un angolo buio in attesa che germogli la luce e inondi i tuoi occhi infelici. In questa notte buia e triste la luce ti appare un ricordo lontano, un enigma senza risposta, un esame senza speranza. Ma nessuna notte è infinita arriverà il momento dell’alba e sveglierai il tuo cuore donandolo all’amore. Donandolo a me, amore mio.
  6. ricdil

    Il riposo dei cannoni

    Contrariamente a molti commenti trovo questa tua poesia una delle più belle tra le tue e anche una delle più belle che io abbia mai letto sul WD. Mi hai veramente impressionato perché mi hai fatto "precipitare" tra i soldati in attesa che riprenda la battaglia, mi hai fatto sentire le loro preghiere silenziose, i pensieri alle loro spose, il pensiero al loro domani. Hai un modo moto incisivo di scrivere e descrivere e anche se la poesia in rima è considerata ingiustamente "fuori moda" credo che questo tuo componimento meriti ampiamente di stare nella sezione Fairy Tales. Il ritmo serrato, la tua scrittura intensa e la rima naturale credo siano i maggiori pregi di questo lavoro. Complimenti.
  7. ricdil

    L'ultimo libro che avete acquistato

    Già
  8. ricdil

    Cosa state leggendo?

    Io ho appena finito di leggere "L'ultimo sopravvissuto" di Sam Pivnik. Un libro molto intenso, scritto in modo toccante anche se Pivnik non è certo Levi nello scrivere. Oramai credo di avere letto una valanga di libri concentrazionari e questo devo ammettere che si è fatto leggere in pochissimo tempo (oltre alla sera mi ci svegliavo alle 5,30 prima di andare al lavoro per vedere quello che accadeva). Lo consiglio se siete interessati al genere.
  9. ricdil

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Ciao volevo chiedere gentilmente la cancellazione di questa poesia: http://www.writersdream.org/forum/topic/20109-con-dolcezza-me-ne-vado/ Grazie.
  10. ricdil

    Punto di Vista in un racconto giallo

    Puoi fare "prologo" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto stacco "Capitolo 1" -> il poliziotto (io dico poliziotto perché l'hai detto tu, potrebbe essere un carabiniere, un investigatore privato, ecc) che inizia le indagini sulla scomparsa di questa ragazza. Continui tutti i capitoli con le indagini del poliziotto. (In alternativa puoi scrivere l'epilogo di nuovo dal punto di vista della ragazza - se è ancora viva- per "chiudere il cerchio") oppure "capitolo 1" -> scena della ragazza che trova l'indizio nel cappotto "capitolo 2" -> presentazione del personaggio del poliziotto "capitolo 3" -> la ragazza parla con tizio che gli dice subito a chi si riferisce quell'indizio "capitolo 4" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa (fai capire che la ragazza è quella del capitolo 1 e 3) alterni i punti di vista fino alla fine, facendo temere al lettore che la ragazza possa morire da un capitolo all'altro (e se vuoi sul finale puoi addirittura farla uccidere davvero) oppure ancora "capitolo 1" -> il poliziotto inizia a lavorare sul caso di una ragazza scomparsa. Interroga l'ultima persona che ci ha parlato. Questa persona gli racconta dell'indizio che la ragazza ha trovato in un cappotto. Questa persona si scoprirà essere anche colui o colei che le aveva detto subito a chi si riferiva l'indizio e diventerà, di conseguenza, un possibile sospettato. "capitolo 2" -> il poliziotto - venuto a sapere dei fatti precedenti - inizia le indagini. Questo spetta a te. Devi decidere se vuoi un giallo o un noir, sono generi diversi e comunque vengono trattati in modo diverso. Nel noir non c'è sempre un caso da risolvere (inteso come "il lettore deve scoprire chi è l'assassino") o una possibile vittima da salvare, ad esempio. Anche il taglio psicologico, l'ambientazione, i personaggi spesso nei noir sono di tutt'altro spessore rispetto ai gialli. Vedi tu, su questo non ti si possono dare consigli, dipende cosa ti piace e cosa trovi più vicino alla tua sensibilità Non hai raccontato benissimo la trama quindi non so esattamente come aiutarti, comunque sì, racconta prima la sparizione della ragazza: o lo mostri attraverso una scena o fai in modo che un personaggio la racconti al poliziotto protagonista. Risolvere i problemi narrativi è il grande lavoro dello scrittore pensaci su, puoi modificare parte della trama in modo da farla rientrare nel punto di vista scelto o puoi usare più punti di vista stando attento a non essere dispersivo. Sono d'accordo con Sefora che se proprio hai così tanti problemi c'è sempre la soluzione del narratore onnisciente, Falletti lo usa. Io personalmente lo detesto (il narratore onnisciente e Faletti), dipende dai gusti e da come ti trovi tu Uauuu. La tua risposta mi ha dato modo di pensare e per questo non ho risposto subito. Ho visto che la cosa potrebbe funzionare come lo hai prospettato e non sono male le alternative che proponi, mi poace molto la terza ma anche le altre sono ottime. Ora mi riservo di riscrivere la trama per intero e vedere se funziona (purtroppo se non leggo la trama non riesco a farmi un'idea). Comunque grazie mi hai aiutato tantissimo.
  11. ricdil

    Punto di Vista in un racconto giallo

    Grazie per il trasloco.
  12. ricdil

    Punto di Vista in un racconto giallo

    Io non ho preferenze per i punti di vista, la mia esperienza è inesistente e quindi non padroneggio bene la materia. Poi non ho mai scritto nulla di "giallo". Dopo aver letto il tuo commento ho pensato che potrei mettere la parte iniziale col ritrovamento di questo indizio (che causerà poi una serie di eventi collegati) come se fosse un antefatto, un prologo. Però non so come farlo tecnicamente . Se facessi un unico punto di vista potrei scegliere quello dell'assassino e diventerebbe un noir ma vorrei che l'assassino si svelasse alla fine, quello del poliziotto allora dovrei mettere prima la sparizione della ragazza altrimenti come lo collego all'omicidio che è avvenuto prima? Però sparendo la ragazza come faccio a raccontare dell'indizio che è la causa della sparizione della ragazza? Dovrei lasciare una lettera ma allora la ragazza si sentiva in pericolo, poteva parlarne con la famiglia ma così verrebbe meno l'impalcatura della storia. Il punto di vista di chi risolve il caso mi eliminerebbe molti problemi ma non tutti. Però è l'idea più valida. Ci devo riflettere, grazie mille per il tuo commento illuminante. Se hai altre idee sono pronto.
  13. ricdil

    Punto di Vista in un racconto giallo

    Ho letto altre discussioni su temi similari, volevo porre un quesito specifico per un racconto lungo (o romanzo breve ) al quale sto lavorando anche se mi sono fermato perché non riesco a venirne a capo. Indico brevemente la trama per far capire il problema: Una ragazza giovane mentre lavorava trova un qualcosa in tasca ad una giacca che poi scoprirà essere un indizio in un caso di omicidio. La ragazza si confida con una persona che capisce subito a chi si riferisce questo indizio. Questa persona però è innocente e la ragazza stessa può fornirgli un alibi. Ad un certo punto questa ragazza scompare misteriosamente... Il problema è questo: inizio la storia col ritrovamento dell'indizio e quindi ho il punto di vista della ragazza, ad un certo punto si confida con qualcuno e quindi prendo il punto di vista di questo, poi quando la ragazza scompare i carabinieri entrano in scena nella indagini e volevo ad un certo punto usare il punto di vista loro per far capire come vanno le indagini. Un carabiniere tra l'altro sospetta della persona con cui si è confidata la ragazza e quindi faccio vedere il suo punto di vista. Insomma è una storia nella quale diversi personaggi concorrono a portare gli elementi chiave per dipanare la matassa, ho già scritto una 30ina di pagine (vorrei stare entro le 120-130). Però mi rendo conto che così è un vero casino. Dovrei puntare su un personaggio solo che segue la questione dall'inizio alla fine, ma come fa uno ad avere informazioni sulle indagini? Impossibile (lasciamo perdere le storie alla "Signora in giallo"). Alla fine calcolo che dovrei avere 4-5 personaggi chiave che sono i punti di vista e tra questi c'è sia la vittima, il carrabiniere, l'assassino. Il problema è che l'assassino vorrei farlo scoprire alla fine ma così facendo non c'è suspance, se invece lo evidenzio subito quando interagisce con probabili vittime creerei maggior tensione. Insomma se punto su un personaggio solo mi mancano dei pezzi di quello che volevo rendere però sarebbe più "lineare". Non ne vengo fuori, aiutooooo.
  14. ricdil

    L'ultimo libro che avete acquistato

    Ditemi che non sono malato. Per favore, ditemi che non sono malato. Allora, vado al Saturn (catena di elettronica di consumo tipo Trony O Mediaworld) per vedere se trovo una scheda audio per il computer di casa perché non si sente più nulla nemmeno con la cuffia, impiego quasi mezz'ora per arrivare. Entro spedito per comprare quella scheda e tornare di corsa a casa, poi trovo un reparto di libri con delle ottime offerte a 4,99. Giro per quasi un'ora sfogliando decine e decine di libri, vorrei comprarli tutti ma siccome ho una coda di lettura lunga fino alla Luna decido di prenderne solo 3. Allora mi decido e prendo un libro su Sherlock Holmes, Il grande gatsby e "Il fotografo di Auschwitz". Pago, esco, torno a casa e mia moglie mi guarda con gli occhi iniettati di sangue mentre poggio i libri in cucina e mi chiede:"Ma la scheda audio che serve a tuo figlio per fare il compito di Spagnolo, dov'è?" Già, dov'è, mi chiedo pure io. Cazzo.
  15. ricdil

    [MI40] O-lo-càu-sto

    Io sono un avido lettore di letteratura concentrazionaria, adesso sto leggendo il libro di Sam Pivnik. Sebbene, per quello che ho letto, episodi di contrasti erano molto frequenti ma sempre per motivi di mera sopravvivenza: rubare scarpe a chi le aveva o un po' di cibo nascosto. Ritengo difficile che qualcuno potesse essere picchiato solo perché appariva ariano, non era difficile trovare ebrei con capelli e occhi chiari, come Hans Israelowicz. I tedeschi avevano molte spie nel campo che corrompevano con piccole addizioni di cibo o altre cose che miglioravano la vita nel campo stesso, quindi non avevano l'esigenza, come rilevato anche da altri, di andare a prendere quello che sembrava meno ebreo di tutti. Anzi nell'immaginario tedesco, un ebreo, vigliacco per definizione, più era ebreo e più sarebbe stato disposto al tradimento. L'omicidio del padre, invece, non lo ritengo così improbabile se avesse fatto resistenza o fosse incapace di camminare o visibilmente malato. Di solito i tedeschi entrando in un palazzo con un paio di spari nessuno resisteva e tutti diventavano più docili e le operazioni diventavano molto più veloci. Quando aveva il fucile in mano il sentimento di vendetta sarebbe stato molto plausibile, come ben rilevato da chi mi ha preceduto. La cosa che ho trovato veramente difficile è che si sia sparato col fucile, è questo l'aspetto che più mi ha incuriosito. Ti puoi sparare con una pistola ma con un fucile, a meno che non sia a canna corta, è veramente difficile. I fucili in dotazione erano i famosi Mauser (con canna dai 60 ai 74 cm) o il Gewehr con canna di circa 55 cm. lasciando perdere armi più specifiche da assalto che non avrebbero messo in mano ad un nemico.Insomma reputo molto complicato gestire fucili di questo tipo da girare e puntarsi al petto e sparare. Ultimo aspetto e il fatto di dormire fuori dalla baracca, anche se era odiato difficilmente lo avrebbero cacciato per paura di ritorsioni se fosse stato trovato dalle guardie, comunque dormire fuori era praticamente una condanna a morte. Anche l'aspetto di defecare per poi dormire sul proprio bisogno è un qualcosa che attiene più all'immaginario tedesco del ratto ebreo che dorme con le proprie feci che non alla realtà, anche perché mangiavano prevalentemente zuppe di patate o rape etc. Molto liquidi tanto che molti avevano disturbi intestinali e dubito molto che con questa dieta avrebbero fatto bisogni molto "solidi". Tutto questo per dirti che a parte alcuni elementi rilevati ritengo il racconto molto buono, la storia è interessante e forse meriterebbe un racconto più lungo.
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