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Frank

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  • Compleanno 18/07/1972

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    cavallorama

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    Maschio
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    Roma
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    Sono un appassionato di Musica, lettura ed arte. Anche se di professione penso e realizzo cose complesse ed elettroniche. Ho la passione per la scrittura che ogni tanto mi possiede e così riesco a produrre svariate pagine che qualcuno addirittura legge.
    Senza troppo impegnarmi, ho pubblicato in giro alcuni racconti brevi e sto lavorando al mio primo romanzo: Candyfloss Apocalypse.

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  1. Frank

    Icaro Talentagency

    Personalmente è con vivo rammarico che vi comunico che la Icaro chiude. Chi fosse interessato può leggere le motivazioni sul profilo FB dell'agenzia. Sottolineo con rammarico perché ho collaborato con Alex per alcuni anni ed è una persona davvero competente nel campo. Mi auguro e gli auguro di poter mettere a frutto le sue esperienze e conoscenze in futuro. A tutti voi invece faccio il mio in bocca al lupo. Cordiali saluti, Francesco Cavallo
  2. Frank

    Icaro Talentagency

    Cara Beatrice, in un post più in alto, ho citato alcuni nomi di editor abbastanza consociuti che lavorano anche per grandi editori. Non mi interessa qui fare pubblicità alla Icaro, non è il luogo adatto, ero solo impegnato in un tentativo di apologia per un progetto a cui tengo. Non posso che farti i complimenti per le recensioni che hai ricevuto, evidentemente sei davvero molto brava. Aimé, nella mia esperienza, non tutti sono bravi come te. Alcuni non sono nemmeno altrettanto fortunati. La questione sul merito è anche assai spinosa in Italia. Molti arrivano al grande editore "per conoscenze" e allo stesso modo rimediano recensioni strabilianti sui grandi quotidiani. Ma questa è un'altra storia. Le strategie degli editori non dipendono dalla loro grandezza ma dalle persone che ci sono dentro. Il mercato, come giustamente dici anche tu, spinge in una certa direzione e purtroppo un po' tutti si conformano. Per questo ho specificato che si parlava di aspetti commerciali e non artistici o qualitativi, altrimenti come quelli che citi esplicitamente non avrebbero mai (o quasi mai) pubblicato. Poi ripeto ancora, la scelta dell'agenzia non è l'unica percorribile, tutto dipende dagli obiettivi che l'autore si pone ma anche da quanto è smaliziato, da quanto si sa muovere da solo nell'ambiente e da tantissimi altri fattori soggettivi. Insomma non vendo ricette per la vita, stavo solo difendendo il mio lavoro. PS: chiunque volesse contattarmi per le vie brevi per continuare questa discussione che qui si sta dilungando forse troppo, può contattarmi su skype (nome skype:cavallorama) ne sarò ben felice.
  3. Frank

    Icaro Talentagency

    Cara Steamdoll, non ho mai voluto fare pubblicità alla Icaro ma da quando ho letto questo post ho solo risposto ad accuse più o meno velate, più o meno fondate. Se credi davvero in un progetto lo difendi, non ciecamente al punto da ignorarne i difett, ma almeno cercando di controbattere ad accuse che ritieni ingiuste. Nessuno dice che certi meccanismi non debbano essere migliorati. Tuttavia gestire un'attività di questo tipo ti mette in contatto con categorie di persone molto diverse, alcune educate altre molto meno che arrivano fino alla minaccia fisica. In quei casi, a volte, si perdono le staffe. Ciò nonostante sono d'accordo con te che certi termini andrebbero evitati comunque e ci adoperiamo continuamente per migliorare. Gli autori che si affidano ad agenzie come noi, cara Steamdoll, lo fanno per raggiungere un contratto editoriale con determinate tipologie di editori e noi cerchiamo di aiutarli. È già da tempo infatti che le case editrici, specie le più grandi, danno in outsourcing la lettura e la valutazione editoriale dei manoscritti essendo un'attività molto dispendiosa in termini economici. Gli editor di case editrici grandi ricevono decine di migliaia di manoscritti ogni anno (e sono cifre vere). Non solo, danno a fornitori esterni anche la valutazione del rischio editoriale di un testo, consulenze legali per eventuali calunnie o plagi contenute nei testi pubblicati e quant'altro. Pagano "a pacchetto" e solo per ma "merce buona" per loro. Parte dei manoscritti che arrivano alla Icaro, lo fanno proprio tramite il canale delle case editrici , le quali ricevono una scheda diversa rispetto a quella che riceve l'autore, ad un prezzo differente. Il compenso è per la scheda richiesta e ricevuta dagli autori e avviene contestualmente alla consegna del manoscritto da valutare, così come accade per ogni servizio, editoriale o meno, ogni servizio che si compra. Esso è relativo a coprire parzialmente le spese della lettura critica e si limita alla valutazione del manoscritto. Poi ci sono manoscritti buoni e meno buoni (mai con accezione artistica, come dicevo prima, ma solo in chiave commerciale). Per quelli ritenuti buoni, in ottica editoriale, si vede se fanno scopa con le richieste degli editori (ebbene sì, gli editori fanno richieste di questo tipo: "adesso vanno romanzi d'amore scritti da donne per donne, ne avete di buoni?" - proprio con questo tenore). Se li abbiamo, si prosegue informando l'autore, se no, si restituisce la scheda all'autore e la cosa finisce li. Questo è vero non solo per la Icaro, come dici anche tu, ma per tutte le agenzie. C'è chi questo lavoro lo fa bene e chi meno bene, io ho vissuto entrambe le esperienze e ne ho portato testimonianza veritiera. Il processo di edizione nel suo comlesso è un processo INDUSTRIALE (con standard di qualità, tempi rigidi di consegna eccetera) e anche il nostro lavoro da agenzia lo è. Poi, lo ripeto, ciascuno sceglie la propria via, anche secondo i propri riferimenti e obiettivi. Se un autore decide di farsi pubblicare ed entrare nell'industria del libro, deve fare i conti con questa realtà e non lo dico io o la Icaro; leggi ad esempio il blog di gente come Amanda Palmer, Neil Gaiman o Randy Ingermanson per averne controprova. C'è poi tanta editoria, rispettabilissima, ma non industriale né "a spese dell'autore": chiamala amatoriale, semi-professionale, a tiratura limitata, eccetera, che funziona - non sempre - in modo diverso (vengono pubblicati anche manoscritti non altrimenti appetibili per il mercato delle grandi vendite, o anche senza lettura, analisi del rischio, appetibilità di mercato e compagnia cantando? forse. In molti casi sì, per esperienza diretta, sì.). Ma non è il mondo con cui mi interfaccio nel mio lavoro. Per mia scelta professionale. In ogni caso, desidero scusarmi - come ho fatto prima - per conto della Icaro, con tutti coloro i quali abbiano ricevuto da noi una parola irrispettosa, anche con quelli che irrispettosi ed offensivi lo sono stati con noi. Ciò detto mi auguro di essere stato chiaro e credo di aver esaurito i miei interventi su questo post sin troppo lungo che però spero possa essere di aiuto a chi desidera orientarsi nel mondo dell'editoria industriale e non. Vi ringrazio per le critiche e per la discussione e vi auguro sinceramente un grande in bocca al lupo. FC
  4. Frank

    Icaro Talentagency

    Cara Steamdoll, risposte come la tua mi ricordano che tipo di ambiente sia questo dell'editoria. È normale che chi scrive un romanzo, sebbene sia esordiente (e quindi sconosciuto) desideri avere un curriculum della persona che legge ciò che ha scritto, ma vi garantisco che oggi come oggi molti editor nemmeno aprono il manoscritto che inviate. Alla Icaro facciamo letture multiple (più collaboratori sullo stesso testo), dopo ne discutiamo e solo alla fine stiliamo la scheda. Quel contributo in denaro si giustifica per motivare le persone che con professionalità e dedizione decidono di trascorrere una parte del loro tempo leggendo manoscritti di esordienti sconosciuti, molti dei quali nemmeno allegano un CV al manoscritto. Non ho esperienze con la Icaro e non ho motivi di non credere alle parole di Frank in merito alla professionalità di chi ci lavora, compreso lui. Però. Queste affermazioni sembrano portare acqua al mulino della Icaro. "Molti altri non vi leggono, noi invece..." Il molti è generico e potrebbe voler dire tutto e nulla, perché basarsi sull'abbassare la professionalità e serietà di altre agenzie anziché dire "noi vi assicuriamo che li leggiamo tutti e questo comporta un costo?" Non è un atteggiamento che mi ponga molto speranzosa, in realtà. Ecco, qui davvero è il punto in cui rimango sbalordita. In alternativa, come suggeriva anche qualcuno, potreste auto proporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali nel 90% dei casi cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per 30 euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro ma meno economico). Se le medio-piccole CE fanno tutta questa "selezione" (ovvero: non leggono niente e cestinano il 90%) com'è che più o meno tutti in questo forum sono riusciti a pubblicare? Rientrano tutti nel 10% di una casa editrice medio-piccola? Hanno avuto tutti fortuna? Il mondo si divide tra pubblicare a pagamento o essere non letti anche da chi ha disperatamente bisogno di rimanere a galla? Se è così, che diavolo ci facciamo noi tutti su Writer's Dream? Anche qui mi fido sulla parola, tuttavia i fatti dicono che ogni autore deve pagare. Non qualcuno (dove il lavoro è più massiccio), tutti quanti. Quindi direi che sia piuttosto facile dubitare di queste parole alla luce dei fatti. Ed eccoci qua. "Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP". Piuttosto offensivo. Dovrei rivolgermi a una CE a pagamento perché non voglio rivolgermi a un'agenzia a pagamento? Seems legit. Non ne dubito. Pessima impressione, I'm sorry. Anche se avessi tutti i soldi da investire, andrei molto ma molto lontano da qui. Mi dispiace dovermi difendere dalle tue accuse, tuttavia alcune precisazioni sono d'obbligo perché il non rispondere mi porrebbe nella posizione di dover accettare il tuo giudizio, che rispetto, certo, ma che è alquanto ingeneroso verso le cose che ho scritto in buona fede :-) Parlo sempre per esperienza diretta e non per sentito dire. Che la Icaro legga tutti i manoscritti è un dato di fatto che conosco, appunto, per esperienza diretta. Analogamente, per lo stesso motivo (cioè per averci lavorato) conosco anche diverse altre realtà e, ribadisco, gran parte di queste NON leggono i manoscritti o lo fanno in modo assai superficiale o amatoriale. Molti non saprebbero nemmeno redigere una sinossi (è successo a molti autori e ne conosco tanti). Perché taluni editori pubblicano comunque? Questo lo ignoro, dovrei entrare nelle loro menti, lungi da me dal fare supposizioni in questo campo. E', secondo la mia esperienza, la realtà, può piacere o meno. Il fatto che io "tiri acqua al mulino della Icaro" è semplicemente perché ci lavoro e ci lavoro perché è un progetto in cui credo in quanto, fra tutte le realtà che ho conosciuto, è quella che si pone in maniera più trasparente e rispettosa nei riguardi dei propri collaboratori e di chi si af-fida mandando il frutto del proprio lavoro per ricevere un feedback professionale. Il mondo NON si divide tra pubblicare a pagamento o essere non-letti, anche questa tua deduzione è fallace. Il contributo di lettura della Icaro garantisce una certa professionalità della scheda restituita all'autore, questa è la mia esperienza. Avere una scheda professionale senza spendere 30 euro di contributo è possibile? Forse sì, ma non nella mia esperienza. E, lo ribadisco, solo di questa posso parlare in tutta sincerità. Ti basti pensare che i recensori più abili per terminare una lettura critica ci impiegano dalle 3 alle 5 settimane. Per ogni testo ne servono 2 o 3 simultaneamente. Sono persone che fanno anche altri lavori, certo, comunque legati all'editoria ma come si può pretendere che dei professionisti possano fornire un contributo che sia professionale per meno di 1 euro l'ora? Sembrerà strano ma i professionisti si fanno pagare per il loro lavoro. Poi puoi trovare risposte professionali anche da agency che lavorano gratis? Ben fortunata, in bocca al lupo! felice per te (senza sarcasmo). Ripeto, PER LA MIA ESPERIENZA, molti dopo la lettura non conoscono nemmeno la trama, provare per credere. Ci sono eccezioni? Felice di saperlo da te, hai esperienze migliori della mia. Infine questa: "Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP". è molto scorretto mettere fra virgolette una frase che non è citazione ma deduzione. Non ho mai scritto nulla del genere, mi dispiace di doverti contraddire. Il senso del mio discorso era che per un editore (piccolo o grande non importa) la pubblicazione è sempre un investimento. Per l'editore, piaccia o no, il libro stampato diventa una merce da piazzare, con dei costi, dei ricavi e tutto. Per essere un prodotto vendibile il manoscritto deve soddisfare precise caratteristiche. Anche questo può piacere o meno ma è la realtà del business, non l'ho inventata io. Una scheda editoriale deve contenere anche queste indicazioni: caro autore, per essere appetibile verso questo tale target, dovrebbe a nostro avviso apportare le seguenti modifiche, limare queste parti, accomodare questi dialoghi, sforbiciare qui e là e registrare meglio i seguenti meccanismi. Per fare questo report, ci vogliono persone qualificate. Che ne capiscano di libri, di editoria e di mercato. A molti autori (non a tutti, a molti) queste indicazioni appaiono come ingerenze nella loro arte. Questo è un altro tremendo equivoco. Nessuna agenzia onesta - e fra queste nemmeno la Icaro - discute il livello artistico dello scritto, bensì solo quello commerciale. Il quale peraltro varia di mese in mese, come le stagioni. Fornisce una misura cioè di quanto un libro sia appetibile per chi voglia investirci. Se un autore riceve una scheda ricca di osservazioni che percepisce come negative, non può prendersela con chi gli ha dato questi consigli, anche se per questi ha sborsato 30 sanguinosi euro. Quegli autori che non comprendono questo, mi dispiace, ma è inutile che vadano non solo alla Icaro, ma anche da tanti editori che non faranno altro che confermare l'impossibilità di investire dei soldi su di loro. Il problema non è pubblicare (non metto in discussione che molti ci riescano, e non solo su writer's dream) ma vendere in senso proprio, costituire un profitto per un editore medio grande, ma anche piccolo. Ma scusate, da editore investireste 50000 euro per pubblicare un esordiente sconosciuto nella prospettiva di recuperarli forse fra 2 anni e magari guadagnarci qualcosa fra 3, senza una lettura critica e un'analisi di mercato fatta da professionisti di cui ti fidi? Perché di questo si parla. Molti editori, anche grandi, hanno contatti regolari con la Icaro perché ne hanno fiducia e molti autori, anche grazie alla Icaro, sono arrivati al contratto editoriale. Ovviamente non c'è solo la Icaro, ma questa è la realtà che conosco e di cui posso parlare in buona fede e a ragion veduta, ribadisco fino allo sfinimento. Ci mancherebbe altro che poi ognuno è padronissimo di farsi un giudizio personale sulla base di quanto sente e legge. Di cercare la soluzione che reputa ottimale, tenuti conto anche i propri obiettivi. E' quanto ho detto anche a Sergio che con Icaro ha avuto un'esperienza negativa. Ribadisco che mi dispiace di essere attaccato, la mia intenzione non era di offendere ma solo di precisare le coordinate entro cui si muove il progetto con cui collaboro. Che questo progetto non convinca qualcuno o più di qualcuno ci può stare, mancherebbe. Da professionisti è uno dei rischi del mestiere e ci aiuta ad essere ancora più attenti in futuro e a curare sempre meglio il rapporto e la comunicazione con gli autori, il tutto nella massima trasparenza possibile. Per questo ti ringrazio sinceramente.
  5. Frank

    Icaro Talentagency

    Sinceramente mi dispiace di ciò. Comunque anche la tua voce conta ai fini di qualcuno che, leggendo questo thread, volesse farsi un'idea sulla Icaro e su come lavora. Non siamo refrattari alle critiche e cerchiamo sempre di migliorare, anche e soprattutto per quanto riguarda la comunicazione con gli autori.
  6. Frank

    Icaro Talentagency

    quello che dici è vero da un lato, ma un bel sito di rappresentanza non garantisce affatto sull'onestà delle persone. Anzi, ci sono tanti specchietti per le allodole. Insomma ci vuole piuttosto buonsenso, passaparola, esperienze anche indirette. Qualche scivolone è inevitabile ma mai fidarsi di chi ti chiede 2000 euro sull'unghia, va da sé. Ci sono polli da spennare e polli che si fanno spennare aimé. Spesso gli esordienti oltre che inesperti hanno la sensazione di essere già i migliori, di non avere nulla da imparare e invece non è così. È bene dirlo e ribadirlo: è un mondo di lupi, nessuno vi farà della beneficenza e troverete persone oneste e meno oneste. Leggere in maniera critica un manoscritto (anche di 500-600 pagine) per 30 euro non mi pare una cosa disonesta, tutto qui. Ed è il caso della Icaro. Buon senso e cautela è il consiglio che vale per tutti e non mi stancherò mai di dirlo. Poi ho qui portato la mia testimonianza, ce ne sono tante altre e ciascuno si fa la sua idea a riguardo. Ma non lasciate mai il cervello sul comodino.
  7. Frank

    Icaro Talentagency

    Dunque, come ho detto anche in un post più su, collaboro con la Icaro da diverso temo ormai e conosco Alex personalmente. Alex Tasciotti ha iniziato a muoversi in agenzia letteraria a 19 anni, oggi ne ha 24.... l'agenzia in cui ha iniziato non posso nominarla per correttezza sia verso Alex che verso l'agenzia stessa. Ha contatti con tutte le major italiane, mail private e telefoni diretti degli editor fra cui: Fabrizio Cocco, Paolo Caruso, e via dicendo, questi sono gli ultimi incontrati nelle ultime due settimane di cui ho notizie dirette. Il punto è che Alex ha ad oggi proposto e fatto firmare contratti a numerosi autori emergenti, sia per piccoli che per medi-grandi editori e questo è un dato di fatto e tuttora li rappresenta in qualità di agente. È normale che chi scrive un romanzo, sebbene sia esordiente (e quindi sconosciuto) desideri avere un curriculum della persona che legge ciò che ha scritto, ma vi garantisco che oggi come oggi molti editor nemmeno aprono il manoscritto che inviate. Alla Icaro facciamo letture multiple (più collaboratori sullo stesso testo), dopo ne discutiamo e solo alla fine stiliamo la scheda. Quel contributo in denaro si giustifica per motivare le persone che con professionalità e dedizione decidono di trascorrere una parte del loro tempo leggendo manoscritti di esordienti sconosciuti, molti dei quali nemmeno allegano un CV al manoscritto. In alternativa, come suggeriva anche qualcuno, potreste auto proporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali nel 90% dei casi cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per 30 euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro ma meno economico). Insomma è un mondo libero e ciascuno agisce come meglio crede, ci mancherebbe. Tuttavia deve essere chiaro che lo scopo della Icaro è quello di guadagnare non sui contributi di lettura (avrebbe chiuso da anni ormai) ma fare in modo di dare un feedback agli autori per fargli migliorare il manoscritto ed avere più possibilità di avere un contratto ed è qui che l'agenzia guadagna qualcosina, ma non dall'autore, bensì dalla casa editrice. Se questo meccanismo non è chiaro basta chiedere e sarò felice di rispondervi. Se poi non siete disposti ad accettare consigli editoriali, ritenete i vostri manoscritti già perfetti, pubblicabili e con un mercato e pensate che Mondadori o Fabbri debbano investire su di voi perché li farete guadagnare una fontana di soldi, allora aimé credo siate un po' illusi. Non solo la Icaro non fa per voi, ma sarebbe meglio andare da un editore a pagamento così potrete essere certi di avere una copia del vostro romanzo da regalare ad amici e parenti e assicurerete lavoro al macero. In realtà io amo gli autori esordienti (sono stato uno di voi!) e mi fa piacere condividere le mie esperienze in questo campo. Ho letto tanti tanti tanti manoscritti (forse anche quelli di qualcuno che scrive in questo forum) e sono felice di continuare a farlo. Vi abbraccio!
  8. Frank

    Icaro Talentagency

    Ciao a tutti, solo adesso noto questo post sulla Icaro Talent Agency. Collaboro con la Icaro da circa un anno e ho valutato per loro forse una ventina di manoscritti. Tutto viene svolto nella massima trasparenza con gli autori e fra noi collaboratori. Non ci sono eccezioni né preferenze che non siano puramente orientate al testo e quando si decide che un manoscritto è meritevole per essere presentato ad una casa editrice, ciò accade solo in funzione della qualità dello scritto. Lentamente la Icaro ha costruito una serie di relazioni con diverse case editrici, anche prestigiose. Questo soprattutto grazie alla qualità del lavoro di valutazione svolto con ogni autore. Il lavoro delle talent agencies è molto complesso, specie agli inizi e specie se non hai centomila euro sull'unghia da investire. La Icaro è composta da entusiasti per la letteratura. Ecco perché ha iniziato valutando manoscritti gratis. Tuttavia, fornire un lavoro di valutazione (la cosiddetta scheda) che sia professionale ed abbia un valore oggettivo per l'autore, un qualcosa cioè che aiuti l'autore a migliorare il testo, costa tanto. Oggi come oggi non si trovano collaboratori che leggano criticamente un manoscritto e lo facciano con competenza e gratis. La Icaro ha pertanto iniziato a chiedere un piccolissimo contributo agli autori. Si tratta di un impegno economico davvero irrisorio che comunque non può ripagare le ore spese per leggere un manoscritto criticamente (la lettura critica richiede il triplo del tempo rispetto a una lettura normale) ma che aiuta a restare impiedi e a continuare a svolgere questo servizio in modo professionale. Molti autori hanno aspramente criticato la Icaro per l'introduzione di questo contributo, rivolgendo insulti e provocazioni davvero ingenerose e poco rispettose per il lavoro sin qui svolto. A beneficio di queste persone vorrei ricordare che in altri Paesi le agenzie letterarie chiedono (l'equivalente di) centinaia di euro per la lettura di un manoscritto e per la cosiddetta "scheda" di valutazione. Senza considerare l'editing, per il quale è necessario chiedere un prestito in finanziaria. Anche in Italia ci sono agenzie di questo tipo e si trovano facilmente. La Icaro ha sempre valutato con rispetto ogni manoscritto giunto ma continua a non essere rispettata da alcuni (per fortuna pochi) e, finché la corda si tende ma non si spezza, va bene così. Il giorno in cui malauguratamente ciò dovesse avvenire, ci sarà una talent agency di meno e probabilmente quegli autori che si sono lamentati dovranno sborsare molto di più per avere lo stesso servizio. O forse anche di qualità inferiore.
  9. Frank

    L'estate, in vacanza

    Grazie per la sincerità, riguardo al tema. Sul lirismo, debbo confessare che non incontra i miei gusti! Niente in contrario, anzi. Però mi suona sempre un po' artificioso. Riguardo allo sviluppo della trama, è sempre interessante far interagire due archetipi per osservarne i risultati. Si tratta di un ottimo esercizio di stile: si può comprendere ad esempio quello che molti autori esordienti non sospettano minimamente (e non è il tuo caso, evidentemente) e cioè che il controllo dell'autore sui suoi personaggi è un mito. I personaggi per non essere catricature DEVONO avere una vita propria e anche ribellarsi all'autore, proprio come nel mito di Prometeo. Che dire, se deciderai di rimettere mano a questo racconto, mi piacerebbe rileggerlo. Alla prossima!
  10. Frank

    L'estate, in vacanza

    Ciao, ho letto più volte questo tuo racconto ma confesso che ancora non riesco a farmi un'opinione ben definita. Durante la lettura a più riprese ho avuto l'impressione di aver capito il tema del racconto, ma subito dopo ho sempre trovato un elemento che mi ha spiazzato. Ancora incerto se si tratti di un demerito dello scritto o, piuttosto, di una mia incapacità, mi astengo da commenti estetici. Ciò premesso, ecco due aspetti, a mio parere, migliorabili. Anzitutto gli aggettivi. In alcuni casi ce n'è un abuso dannunziano, decisamente demodé, mentre in altri ne hai selezionati alcuni un po' ovvi. Infine i dialoghi. Mentre nel primo è ben visibile il conflitto, non lo è affatto in quello centrale che, a mio parere, sarebbe meglio sostituire con una descrizione di stati d'animo o, se vuoi, umorale, vista la situazione. Per un narratore onnisciente, il poter trapassare i pensieri e la carne dei personaggi (cit.), è una facoltà troppo nobile per poi mortificarla con un dialogo mal dosato. Specie se poi è quello centrale, coincidente con l'epifania del protagonista. Ovviamente queste sono solo mie opinioni personali senza alcuna pretesa di generalità o d'altro.
  11. Frank

    Il treno che ho perso

    Ciao, la tua scrittura è scorrevole, l'italiano è corretto ma lo stile è - a mio parere - un po' frettoloso e poco personale. Forse hai in mente un modello a cui ti ispiri. Il mio consiglio in questi casi è sempre quello di essere sé stessi, abbandonare i modelli e scrivere come si è, con sincerità. È più difficile così avere risultati apprezzabili ma almeno si è giudicati per ciò che si è veramente. L'idea della metafora in sé funziona, però questa è troppo scontata e, in certi punti, risulta addirittura forzata, compressa nella fretta generale della tua prosa. In certi punti mi sarei atteso una gestione del tempo più attenta, un alternarsi di attese e accelerate: affinché la metafora del treno si ripercuota anche nello stile bisogna anche alludere, lasciar intuire, coinvolgere il lettore in un gioco di attese che formino un'opinione su ciò che sta accadendo e poi di rivelazioni che tendano a sovvertire questa opinione iniziale. Senza questa scoperta, a mio parere, non c'è tensione narrativa e, senza questa, finisce che non ci si annoia solo per merito della brevità dello scritto.
  12. Frank

    La balenottera

    Sinceramente credo che, nel caso del testo in esame, vi sia ben poco da interpretare. Il porto di Bristol è un preciso riferimento temporale che contestualizza gli eventi in un tempo passato. Il lettore può ignorarlo o meno, tuttavia se l'autore non lo precisa va da sé che la cosa è ininfluente ai fini della storia, è un nuovo "livello" narrativo. La balenottera di 50 kg è semplicemente una svista dell'autore poiché nient'altro di questo racconto mi fa desumere che si tratti di un racconto paradossale o assurdo. E neppure che quel dcetaceo striminzito sia solo frutto di una fantasia o di un sogno di un personaggio. La questione generale dell'interpretazione del testo, come dicevate anche voi, è una cosa ben diversa ed è oggetto di studi che riassumere qui sarebbe noioso oltre che pretenzioso.
  13. Frank

    gratitudini

    Su questo commento ti quoto in toto. la padronanza del mezzo espressivo, anche se non è sufficiente, resta comunque una qualità necessaria quando si approccia la scrittura. Diciamo che con la prosa sono più allenato ma mi cimenterò anche in questa sfida. Grazie ancora!
  14. Frank

    gratitudini

    Ciao Qfwfq, i nnanzitutto grazie di averla letta. Comprendo che quella parte in cui l'autore insoddisfatto fa capolino ed esprime il suo disagio è antipatica. inizialmente non c'era nulla del genere e il componimento scorreva più liscio: ho ritrovato la prima stesura che era così: Se mi specchio nei tuoi occhi sunglasses sento l'ingegno uscirmi dalle orecchie vaporizzare da qualche parte in alto ed impazzisco con le tue frasi gentili che si appiccicano come tatuaggi su di me. Se mi sfiori con le mani fatte di cotone raccolto in schiavitù sento i pensieri diventare spuma per sparire alfine come impronte sulla spiaggia lavate dalle onde dei tuoi sospiri di quando ci amiamo senza parlare di tutto di niente come in un bacio a colori fra Gomes e Mortisia Con questa versione era il testo di una canzone e probabilmente, come dicevo, funzionava di più in quanto più scorrevole. Tuttavia non mi soddisfacevano quelle immagini banali, finché cominciai a provare astio verso me stesso che le avevo scritte, ed ecco la stesura finale. Non scrivo poesie principalmente perché non ne sono capace
  15. Frank

    proposta da rivista Poesia

    Beh è ovvio che per stampare un volumetto serva un budget che loro mettono assieme coi "contributi" di quegli autori a cui la cosa sta bene.
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