Vai al contenuto

Axolotl

Scrittore
  • Numero contenuti

    640
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    5

Axolotl ha vinto il 23 marzo

Axolotl ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

214 Strepitoso

1 Seguace

Su Axolotl

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Non lo dice

Visite recenti

2.836 visite nel profilo
  1. Provo a unirmi a questa discussione, per ampliare un tema cui si era già accennato qua e là. Io ho cercato un agente per un sacco di tempo, senza successo; poi ho pubblicato con una CE che penso possa ritenersi media. Dopo la pubblicazione, ho notato che il mio agente ideale (quello che avrei scelto, se ne avessi avuto la possibilità ; non ha mai valutato il mio manoscritto, perché avevo deciso di rinunciare alle valutazioni a pagamento) segue tutti i miei post sulle reti sociali, senza tuttavia fare alcun passo ulteriore verso di me. Sembra che se ne stia lì fuori a tenere d'occhio la situazione, a vedere come me la cavo... Che aspetti di vedere se ottengo qualche riscontro con le mie forze. Premesso che, con ogni probabilità, la nostra relazione si fermerà a qualche "mi piace" da parte sua (le briciole che cadono dalla mensa del padrone ), mi chiedo cosa pensare di questo atteggiamento. Cioè, salvo i casi più fortunati, gli agenti più famosi aspettano che l'autore se la sbrighi da solo con tutta la parte difficile [trovare un editore decente, raggiungere un pubblico che va oltre la sua personale schiera di contatti] prima di dare qualche segno di vita? E' così che funziona? Io continuo a credere che l'agente sia una figura necessaria e mi piacerebbe trovarne uno con cui ci fosse sintonia, ma in generale il loro prendersi ancora meno rischi di quanti se ne assumano le case editrici mi deprime parecchio.
  2. Axolotl

    The Italian Literary Agency

    @Caty mi piacerebbe approfondire questo concetto, magari in un'altra discussione
  3. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    @Niko, non l'ho mai chiamato anticipo, infatti . Non dopo la spiegazione di ElleryQ nell'altra discussione. L'ho sempre definito "pagamento iniziale forfettario".
  4. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    ne parlavamo qui: a inizio pagina 7. elleryQ mi ha spiegato la differenza. E' il tipo di pagamento che ha ricevuto un mio conoscente, con una CE definitivamente classificabile medio-grande. E' una pratica che esiste, come esiste quella di pagare le royalties a partire da un certo numero di copie. Io non accetterei la prima perché non mi sembra conveniente, ma ho accettato la seconda (per non finire OT, possiamo parlarne di là... ma credo sia già stato detto tutto. Io resto dell'idea che sia stata una buona idea accettare). Il fatto che questo tipo di contratti non vi sembrino seri, non significa che non esistano né che le CE che li mettono in pratica siano per forza di terza categoria. Posso capire che molti autori non abbiano voglia di raccontare i dettagli e si concentrino piuttosto sulla pubblicazione. Io invece trovo interessante parlare di queste cose, anche se così mi gioco la possibilità di parlare del mio libro (per via dei vincoli sulla confidenzialità del contratto).
  5. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    Invece sì, lo fanno. E parlo di editoria medio-grande. Per questo dico che lo standard mi pare un po' più basso di quel che si favoleggia. Probabilmente è sceso negli ultimi anni, insieme alle vendite medie di ogni titolo.
  6. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    Non sempre il pagamento iniziale è il famoso anticipo: può anche trattarsi di un pagamento forfettario in sostituzione delle royalties. Si tratta di pratiche diverse.
  7. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    Sì, certo, so che non stavi suggerendo di rinunciare agli altri criteri Quello che volevo dire è, a mio avviso, perché una CE possa fregiarsi della definizione di media ci sono degli elementi più "discriminanti" rispetto a un anticipo simbolico (cioè quelli di cui si parlava prima, più vicini ai 200 euro che agli 800. Ovvio che quando si parla di 2000/10000 è un discorso che non ha niente a che vedere con questo, e secondo me nell'editoria media questi anticipi sono davvero utopici - a meno che l'autore non sia già affermato. Sono plausibili nella grande editoria, certo). Secondo me, molti autori sono restii a condividere le loro esperienze: ma in quella che è oggi la situazione delle CE medie, l'impressione che ho io è che i contratti siano decisamente peggiori rispetto a quello che si potrebbe immaginare. Io posso riferirmi alla mia esperienza, senza entrare nel dettaglio perché i contratti sono confidenziali; ma conosco altri autori che pubblicano con CE sicuramente definibili medie e di anticipi non si parla. Piuttosto, succede che un pagamento iniziale (basso) finisca per sostituire i diritti d'autore. Vale lo stesso la pena di pubblicare con una CE media, con contratti che sono molto lontani dall'ideale? A mio avviso, sì (non nel caso in cui si rinunci alle royalties, però. Questo non lo accetterei). Le tirature sono almeno il quadruplo rispetto a quelle di una CE piccola, l'ufficio stampa e gli editor spesso conoscono il loro mestiere. La possibilità di fare un salto di qualità, c'è. Spero di non essere finito troppo OT, nel mio "cercare di definire cosa sia una CE media".
  8. Axolotl

    Sondaggio su pubblicazione

    Anch'io, come mi è già capitato di dire sul forum, non riesco a convincermi dell'importanza di ricevere un anticipo corrispondente alle cifre riportate qui sopra. 200/800 euro non incidono sulla qualità della vita dell'autore e preferirei che la CE li utilizzasse per altro (es. un editing accurato... cosa che riscontro troppo di rado). Servirebbero a dimostrare l'interesse e la capacità di promozione della casa editrice? Pazienza: visto che il numero di copie effettivamente vendute non è sempre facile da valutare, io preferisco di giudicare da: team disponibile (comunicazioni frequenti, anche con il direttore editoriale), presenza di "veri" grafici e di ufficio stampa , editor capaci, scouting attivo (la CE pubblica qualche esordiente, oltre ai nomi più affermati?), ottimo distributore (non necessariamente Messaggerie... mi pare che funzioni anche direct book, per dirne uno), partecipazione a premi letterari importanti, anche quando viene richiesto di spedire un certo numero di copie (e ottenimento di qualche risultato)... secondo me, queste condizioni sono più importanti rispetto a un anticipo simbolico.
  9. Axolotl

    Lorem Ipsum

    [scusate, la matematica non è il mio forte . Intendevo il 100% in più, cioè un tempo doppio rispetto a quello dichiarato. Sette mesi invece di tre, via . Solo per correttezza di cronaca.]
  10. Axolotl

    Lorem Ipsum

    Per rispondere a Katia: io ero abbastanza sicuro del valore del mio testo (di quello presentato a LIAE, non in generale di tutto ciò che scrivo). Non spedisco in giro tentativi abbruttiti e non conosco autori che lo facciano, a dire il vero. Non autori che sappiano a cosa serve un agente letterario, almeno . In ogni caso, mi pare che questo problema esuli dall'argomento che si sta dibattendo. Per ricapitolare la mia esperienza, che forse non ho mai raccontato per intero, io ho usufruito del servizio Tremium e ho ricevuto il giudizio di tre righe che mi era sembrato positivo e aderente al testo (ho invece poi scoperto che era una formula più o meno preconfezionata. Niente di grave, certo: ma avrei preferito capirlo subito, perché poi, illuso dell'interesse che mi pareva di aver suscitato, ho tenuto il testo bloccato per qualche mese. Stupidità mia, eh! Per questo intervengo ancora nella discussione. Per ricordare agli aspiranti autori LIAE in circolazione che, finché non si firma un contratto, è meglio continuare a cercare attivamente un agente o un buon editore). Dopo qualche sollecitazione da parte mia e un tempo lungo il 50% in più (arrotondando per difetto) di quello dichiarato per il giudizio finale sui manoscritti Tremium, è arrivato il rifiuto definitivo (educato, ben scritto, sicuramente personalizzato). Alla fine questo "no, ma con un certo apprezzamento" mi ha motivato a cercare da solo un editore, con più convinzione di quanto facessi prima (scoraggiato da anni di insuccessi, ero certo che arrivare da solo a una CE che mi piacesse fosse un'impresa impossibile). L'editore l'ho trovato e in questo momento sono felice di non avere un agente, perché i tempi per la selezione e la pubblicazione sono stati infinitamente più brevi di quelli evocati qui - visto che se ne è parlato spesso in questa discussione, ci tenevo a commentare anche questo assunto. Forse la leggenda dell'editoria che si muove "con i tempi di un dinosauro in letargo o che fa morire pure la morte" è anche alimentata dagli agenti letterari ? Non saprei; potrebbe essere un altro spunto di riflessione. Per quella che è la mia esperienza, non è sempre così. Io resto convinto che riflettere così a lungo sui manoscritti ricevuti (in fase di selezione, perché ovviamente processi come l'editing possono anche durare più a lungo, e in questo caso il ritardo può essere positivo per tutti) sia controproducente sia per un agente che per una CE. Ma è solo pour parler, per cercare di capire meglio questi meccanismi oscuri. Credo che non si possa negare che questa discussione sia piuttosto appassionante, e non certo per "crocifiggere" l'unico agente che si degna di interagire con noi.
  11. Axolotl

    Lorem Ipsum

    dai, Amy. Tra i "milioni di copie vendute" che citi e le duecento di una piccola CE ci sono tanti gradini intermedi cui è lecito ambire. Ai milioni di copie probabilmente non arriveremmo neanche con un agente tipo Nicolazzini; a qualche migliaia, un agente ben introdotto dovrebbe essere in grado di condurre un libro in cui crede. E' di questo, che stiamo parlando. L'agenzia in questione è in grado di far ottenere questo risultato? Probabilmente sì, ma non è ancora stato dimostrato con sufficiente chiarezza.
  12. Axolotl

    Lorem Ipsum

    Il primo commento che ho ricevuto da LIAE era praticamente identico a questo, e mi è capitato di leggerne altri di simili . Va beh, o scriviamo tutti romanzi corali che sembrano feuilleton ma ci salva l'incedere sicuro (sono mode, che ci possiamo fare), oppure lo scarso tempo a disposizione impone di inviare riscontri che sembrano personalizzati e invece...
  13. Axolotl

    Dubbi sui Contratti editoriali

    (cioè, non posso controllare i numeri precisi, come hai sottolineato tu. Purtroppo quella delle copie vendute è una scienza quasi alchemica. Ma posso controllare se i loro libri arrivano effettivamente "da soli" in libreria, quanti premi importanti hanno vinto come CE, quante recensioni ricevono le loro uscite, e un sacco di altre cose che sicuramente conosci anche tu e che possono aiutare a farsi un'idea precisa del volume delle loro vendite).
  14. Axolotl

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Bango Skank, finalmente mi pare che sia stato centrato il nocciolo della questione. Nel corso di questo confronto avevo formulato lo stesso pensiero, ma non sarei riuscito a esprimerlo così bene. Non voglio continuare sul sentiero del sentito dire, ma - come accennavo prima - mi è capitato di sentire di contratti anche peggiori, da CE incluse tra le big o quasi. D'altronde ci sono prestigiose CE che non pagano i traduttori (e la qualità della traduzione dei libri stranieri è decaduta presso molti editori, negli ultimi anni), altre che risparmiano sugli editor (anche questo, si vede). Secondo me è inevitabile che la situazione generale del mercato finisca per riflettersi anche sui contratti proposti agli autori. Il lato positivo è che, se la CE con cui pubblicherò ha scelto questa tipologia di contratto per mantenere un certo volume di vendite e un buon livello qualitativo senza finire in passivo, per me si tratta di un compromesso accettabile. C'è di peggio (non so, pubblicare Paulo Coelho, come fa La Nave di Teseo ? Quello forse è peggio. Scherzi a parte, mi pare peggio far rinunciare completamente ai diritti, o assumere editori privi di esperienza con contratti ridicoli, o un'infinità di altre turpitudini). Per quanto riguarda le cifre: su questo puoi avere solo la mia "garanzia", di certo inficiata dal mio ego. Posso assicurarti che io sono uno che controlla i dati.
  15. Axolotl

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Sono adulto da parecchio tempo, nonché abituato alle dinamiche del web: di giustificare le mie scelte mi importa poco . E' vero che "Non è automatico che tirando mille si venda mille... come non è detto che una piccola ce stampandone 200 per volta non arrivi a mille": di automatico in questo campo non c'è nulla. Ma visto che si parla di possibilità, beh, se la piccola CE raramente è andata oltre la vendita di 200 copie e la media invece si pone le mille come punto di partenza cui è piuttosto sicura di arrivare, io appago volentieri il mio ego smisurato . Mi pare che ci teniate tanto, su questo punto dell'ego. Ebbene sì. Preferisco avere 1000 lettori più o meno sicuri che 200 "nella migliore delle ipotesi". E per quanto mi riguarda, le royalties su 500 copie sono un prezzo adeguato al mio lavoro. Poi tutto può essere, incluso che il mio romanzo diventi il flop dell'anno della CE e venda molto al di sotto di quella che è la media per le loro uscite. Ma è un rischio che corro volentieri, e la statistica un dato di cui tenere conto.
×