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Sul Romanzo

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Su Sul Romanzo

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  1. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    A distanza di tempo, dopo aver ricevuto una segnalazione da un autore che rappresento ed essermi consultato con il mio avvocato, mi permetto di intervenire per scrivere poche e precise cose. Ricordo che non sono latitante, si trovano con facilità i miei contatti e se questi non bastassero, esistono altre modalità per entrare in contatto con me, vedo che è stata citata anche una foto pubblicata sul mio profilo privato di Facebook, che è aperto, tutti possono leggere. Come potete intuire, mi nascondo al pari dei mafiosi. Ci sono stati problemi con alcuni aspiranti autori? Certo, in qualsiasi attività lavorativa vi possono essere complicazioni. Dal mio piccolo punto di vista editoriale, preferisco perderla per strada «certa gente», perché si capisce dopo qualche tempo chi porterà problemi in futuro, anche con gli editori, e gli editori non hanno voglia di perdere tempo con «certa gente». Questa è la ragione per la quale mi sono accordato con la maggioranza degli autori che rappresento: abbiamo deciso di non intervenire più in questo forum. Qui leggo accuse, insulti, insinuazioni, diffamazioni. Ognuno ha il diritto di scrivere quel che desidera, al medesimo tempo ognuno si qualifica ed è responsabile per ciò che scrive. Non sono abituato a entrare nelle contese livorose a urlare per avere ragione, tanto di moda di questi tempi. Se ho voglia di mangiare un piatto di riso al tartufo, vado in un ristorante dove lo fanno buono, non passo per la piazza a urlare contro i ristoranti che non lo fanno buono, sono scelte. Rispetto quelle diverse, ma non potete chiedermi di venire qui a dibattere. Dedico il mio tempo ad altro. Se posso risolvere le cose pacificamente con chi ha problemi con me, lo faccio volentieri, altrimenti, se vedo che non ci sono margini per ragionare con i fondamentali della minima educazione, passo tutte le carte in mano all’avvocato, che sa fare il suo lavoro bene e con accuratezza. Come molti di voi sanno, da dicembre 2015 non stipulo più nuovi contratti con gli aspiranti scrittori, per motivi che ho spiegato in un articolo mesi fa. Il forum di Writer’s Dream mi è stato in passato assai utile, e lo ringrazio, mi ha permesso di leggere non soltanto il testo ma anche il sottotesto dei commenti di taluni e a prendere scelte importanti, come abbandonare alcuni aspiranti autori egotici, che sono e rimangono il vero lato tossico del mio lavoro. Ringrazio pure il vertice del forum, con cui mi sono relazionato e ho trovato grande disponibilità a comprendere le rispettive posizioni. Agenzie ce ne sono oramai tante in Italia, vi auguro di trovare quella perfetta per voi. Buona continuazione e buona scrittura. Morgan Palmas
  2. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Non rispondiamo ai romanzi che non riteniamo interessanti per la nostra agenzia, per un semplice motivo: supponiamo una settantina di risposte al mese, ognuna cinque minuti per non sembrare sbrigativi, cinque per 70 uguale 350, quindi 5.8 ore, quasi sei ore soltanto per rispondere a chi non incontra i nostri parametri editoriali. Purtroppo non ce lo possiamo permettere, anche perché avendolo fatto in passato già sappiamo che poi iniziano le repliche infinite e buona cortesia vorrebbe altre risposte rendendo quelle quasi sei ore una cifra per difetto. Sul numero di persone presenti nel forum che hanno ricevuto una proposta di editing dalla nostra agenzia, che cosa dovrei dire? Se un agente, come altri fanno, non risponde allora è un maleducato, se un agente risponde nel dettaglio cercando di spiegare la propria posizione allora è un millantatore. Io ho raccontato con genuinità alcune dinamiche di Sul Romanzo Agenzia Letteraria, se poi si vuole coltivare il clima del sospetto ad oltranza, va bene, ma io che cosa ci posso fare? Prezzi editing: siamo nel libero mercato. Ognuno sceglie ciò che ritiene opportuno. Autori pubblicati. Ho spiegato in un commento la ragione.
  3. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Buonasera, rispondo con piacere alle vostre domande. Vado con ordine. Feleset scrive: “Questo significa, se ho ben interpretato, che un autore che paga l'editing non è sicuro di venir poi rappresentato da voi, giusto?” Se l’autore dimostra una vera e concreta collaborazione, dato che parlavo di potenziale, sarò ben lieto di proseguire il percorso con una Rappresentanza. Se incontro egotismo sfrenato e mancanza di mettersi in discussione sulla propria scrittura, no, non rappresenterò mai una persona di questo tipo, porta solo problemi di comunicazione e inutili tensioni. Per lavorare e collaborare bene ci vuole umiltà, senza quella non si va da nessuna parte. So che possono sembrare nefandezze, ma vi assicuro che confrontarmi con gli scrittori ogni giorno mi ha insegnato che il diavolo si nasconde nei dettagli, magari all’inizio non palesi. Pippowood scrive: “Mi chiedo tuttavia perchè se esistono agenti che fanno firmare il contratto e poi fanno l'editing, non usino questo sistema citato da lei.” Il mercato dei contratti con gli agenti letterari e le relazioni professionali fra autore e agente non sono standardizzati. Non esiste un codice che accomuni le pratiche. Poi aggiunge: “Mi rattrista , sto parlando di "varie agenzie", sapere che chiedono denaro ( con causale "servizi letterari" ) per dei servizi che fuori da questa nazione fanno gratuitamente”. Non è così, per la verità. Sono in contatto da tempo con colleghi agenti letterari da diversi Paesi (in particolare Usa, Uk, Australia, Francia), con qualcuno è nata anche un’amicizia, ci scambiamo opinioni, ci raccontiamo le difficoltà nei rispettivi Paesi. La situazione è assai più variegata di quanto potrebbe sembrare e di quanto sovente si afferma. Certo, le agenzie più avviate possono permettersi di lavorare SOLTANTO sui diritti d’autore perché hanno già capitalizzato l’impresa (grazie a investimenti di tasca propria o a servizi letterari a pagamento praticati in precedenza o un mix di queste situazioni) oppure sostenendo i tempi biblici del rendiconto editoriale sui diritti differenziando i servizi (service editoriale per case editrici, collaborazioni con altri protagonisti sempre del medesimo settore, product management mirato sul territorio con servizi per le librerie o la distribuzione, ecc.). Il panorama delle agenzie letterarie, anche in molti Paesi stranieri, è eterogeneo. Perciò “fuori da questa nazione” i casi sono tanti. Negli USA e in Canada ci sono situazioni che si avvicinano a quanto lei sostiene, allora dovremmo parlare della tassazione in quei due Paesi, delle deducibilità per le imprese e delle agevolazioni fiscali. Ho notato – non è farina del mio sacco, agenti stranieri che vivono di questo mestiere da decenni me lo hanno spiegato nei particolari – che laddove lo Stato agevola le imprese culturali, vi è parallelamente un assetto delle agenzie che si avvicina a quanto lei sostiene; laddove invece la cultura è disprezzata come business, esiste un mercato più frammentario e ostacolato dalle istituzioni, di necessità le agenzie non possono basarsi solo sui diritti d’autore per creare il cash flow mensile per la sopravvivenza dell’impresa (eccetto quelle poche agenzie già ben avviate di cui parlavo in un altro commento). Non devo credo ricordare che un Ministro della Repubblica Italiana pochi anni addietro ha dichiarato: “Con la cultura non si mangia” [vista corta avrebbe detto mio nonno, coglione avrebbe detto il sottoscritto, perdonate la volgarità, ma rende l’idea]. Infine scrive: “Vorrei sentire parlare di editoria.” Mi creda, capisco il suo sfogo, se ho deciso anni fa di investire ogni mia forza e passione nel mondo editoriale è perché sogno anch’io un’editoria diversa. Per questo ho fondato un blog letterario, per questo ho fondato una webzine gratuita bimestrale, per questo ho fondato un’agenzia letteraria, per questo ho circa 50 collaboratori (fra blogger e consulenti). Ma per arrivare bisogna prima fare il viaggio con ostinazione. Quando si è più giovani, magari ventenni, si vorrebbe cambiare il mondo dall’oggi al domani, poi ci si accorge che non è affatto possibile. Allora ci sono due scelte: Continuare a chiacchierare su ciò che il sistema dovrebbe essere (critiche, polemiche, biasimi, ecc.) Agire concretamente nel sistema per iniziare a cambiarlo. Io ho deciso di immergermi nella seconda scelta. Ho ottenuto ciò che volevo? In parte sì. Alcuni obiettivi sono stati raggiunti, altri li raggiungeremo in futuro. Infine, le dico questo: non so i miei colleghi, ma se un’agenzia letteraria vivesse solo di editing sarebbe davvero triste, perché sarebbe né più né meno paragonabile alle case editrici a pagamento, argomento che Writer’s Dream ha spesso affrontato, come noi di Sul Romanzo, e che neanche tratto altrimenti mi viene immediatamente l’orticaria. Saluti e buon fine settimana a tutti. (Perdonate se per la fretta c’è qualche refuso, ma ho scritto il commento facendo telefonate di lavoro e appuntando scadenze e impegni, spero di essere riuscito a rispondere alle vostre domande).
  4. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Sul Romanzo Agenzia Letteraria ha vissuto molti cambiamenti negli ultimi tempi. Abbiamo sviluppato il blog letterario (circa 3.000 visite uniche al giorno) che era nato nel 2009 e ora parte dei collaboratori riceve pagamenti per gli articoli. Abbiamo sviluppato la webzine gratuita bimestrale http://issuu.com/sulromanzo/docs/sul_romanzo_anno_3_n_3_giu_2013 rafforzando la redazione e facendo alcune interviste esclusive, per esempio a Dario Fo. L'ultimo numero della webzine ha avuto quasi 10.000 visite uniche finora. E stiamo sviluppando l'Agenzia Letteraria, che necessiterebbe di non poche azioni per mostrare quanto si sta facendo. Lo faremo in forma più dettagliata nel 2014, quando avremo un nuovo sito con tutta una serie di informazioni e di funzioni a cui stiamo lavorando (quindi, tempi, costi, risorse umane). Chi ci conosce sa che stiamo facendo i passi con umiltà e con concretezza, perché Sul Romanzo non è soltanto un'agenzia letteraria, ma un progetto culturale. Vi garantisco che trovare le persone giuste non è e non è stato semplice, perché ci vogliono impegno, costanza e fiducia per sviluppare una start up di questi tempi e pochi sono disposti a credere in un progetto (molti sono bravi a parole, ma poi nei fatti si vede la sostanza delle persone...) Perciò, per venire alla sua questione, sono d'accordo, è fra i nostri obiettivi rendere tutto trasparente, stiamo andando in quella direzione senza limitarci a fare le cose in maniera parziale. E nel tempo lo vedrete. Buona giornata ai lettori e grazie per lo scambio costruttivo che, mi pare, stiamo avendo.
  5. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Quando propongo un editing a pagamento, mi riferisco a quei 3-4-5 casi al mese di cui scrivevo sopra. Cito: "Poi, questo è il nodo della questione, ci sono ogni mese 3-4-5 inediti che hanno un bel potenziale, ma ci sono ancora troppi difetti per contattare una casa editrice". Troppi difetti. Perché dovrei rappresentare da subito un testo ancora lontano da una qualità che mi serve come minimo sindacale per affrontare un editor di una casa editrice? Una questione anche di onestà intellettuale. In questi casi, i miei editing sono campi minati, editing invasivi, altrimenti non avrei scritto "troppi difetti". E la riscrittura dell'autore, dopo l'editing, non è detto che sia di qualità. Invece contrattualizzo da subito coloro che hanno testi quasi definitivi, molto maturi e in grado di affrontare poco dopo l'iter editoriale. Puntualizzo una cosa importante. Sono scelte. La strategia per migliorare un testo e renderlo più apprezzabile da una casa editrice fa parte di un percorso arbitrario. E voglio ricordare che presentare un testo a un editore (che lo si presenti da soli o attraverso un agente letterario) permette di farsi rispettare da subito in un certo modo: quanto più alta è la qualità di un inedito, tanto più alto sarà il rispetto da parte di redattori ed editor. Elemento non indifferente. Esempio sciocco ma che rende l'idea. Avete un appuntamento di lavoro, immaginate di dover fare un colloquio a un ragazzo per decidere se dargli un posto di lavoro nel vostro negozio: Caso 1: arriva con un'auto utilitaria pulita e vestito in ordine, un pantalone e una camicia, si presenta guardandovi negli occhi e vi stringe la mano avanzandola lui per primo verso di voi. Caso 2: arriva con un'auto di un certo livello (Mercedes, BMW, ecc.), ma sporchissima all'esterno, giacca e cravatta, ma pieno di forfora sulle spalle, tiene gli occhi bassi guardandovi poco, siete voi ad avanzare per stringergli la mano e presentarvi. Chi prendereste nel vostro negozio? A parità di esperienze pregresse, io prenderei il primo ragazzo, caso 1. Perché? Perché inutile fare i gradassi, darsi un tono, se poi nei particolari si è un disastro. E soprattutto faccio un colloquio, tocco con mano, cerco di capire come si comporta prima di dare avvio a una collaborazione (di Rappresentanza) che potrebbe durare mesi o anni. Con un autore io cerco di capire la sua riscrittura dopo un editing, se ha seguito i miei suggerimenti con commenti puntuali, solo così posso capire se voglio rappresentarlo. Non c'è solo la scrittura, ci sono anche le persone, e bisogna darsi il tempo di intendersi e di mettersi nella medesima "frequenza". Saluti.
  6. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Nessuna pretesa, ci mancherebbe. E non me la sono presa. Avevo però il desiderio di dare la mia opinione. L'esempio delle 800 euro era frutto di quanto avevo letto nei commenti precedenti. Il margine di variabilità è alto e poi consideri che parlare di esentasse per un'impresa è sempre limitativo. Ci sono altre spese da aggiungere: i costi del commercialista? I costi dei legali per i contratti? I costi fissi per la gestione amministrativa? I piccoli investimenti per lo sviluppo del commerciale? E poi c'è la vita come tutti, ovviamente. Non si diventa ricchi facendo l'agente letterario, mi creda, soltanto 3-4 in Italia, quelli che hanno sfornato più di un best-seller, possono appartenere al concetto di ricchezza. Poi sui rapporti con le case editrici si aprirebbe una voragine di argomenti, perché l'editoria sta cambiando alla velocità della luce, solo 5-6 mesi fa avrei parlato di alcuni temi in modo del tutto diverso. Per questo è fondamentale l'aggiornamento e bisogna essere lungimiranti sul futuro. Il problema, o meglio, uno dei problemi è che internet e l'opulenza d'informazioni danno l'illusione a molti che sia tutto chiaro, cristallino, evidente, inconfutabile. Tale illusione la vedo in numerosi aspiranti ed esordienti scrittori, mi parlano con sicurezza - a volte boria - di diritti d'autore e di percentuali, di strutture narrative e di letteratura contemporanea, poi, confrontandosi sul particolare, capiscono che certe dinamiche sono sconosciute finché non si toccano con mano e allora si ridimensionano, intuiscono che oltre alle proprie sicurezze/illusioni ci sono mondi sconfinati sui rapporti fra autore/agente/casa editrice. Ma l'umiltà non si impara scrivendo come disse un grande filosofo. Un saluto.
  7. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Buongiorno a tutti voi, sono Morgan Palmas, fondatore di Sul Romanzo Agenzia Letteraria, vorrei provare a contribuire al dibattito spiegando il mio punto di vista. Prima di fare questo devo fare una premessa, che spero utile. E mi scuso se non sarà un commento breve, però dispiace che siano estrapolate parti di una mail decontestualizzando gli argomenti e gli intenti. Ricordo, e lo scrivo senza polemiche, ma per dovere di cronaca, così che ognuno si regoli, che l’Art. 15 della Costituzione parla di segretezza della corrispondenza in termini di inviolabilità e di recente il Garante della Privacy è stato su questo molto chiaro. Conosco Linda Rando da anni, non posso forse ritenermi un amico, eppure non posso ritenerla solo una conoscente, ho sempre sostenuto le sue battaglie, anche pubblicamente come lei sa: Sul Romanzo ha condiviso sovente obiettivi e ragioni. Writer’s Dream è un sito ammirevole che ha tutta la mia stima, credo che sarebbe ancor più ammirevole se rispettasse la privacy delle corrispondenze private come indica la Costituzione. Veniamo al punto che mi sta a cuore. Sul Romanzo Agenzia Letteraria riceve una media di 70-80-90 inediti al mese per la Rappresentanza (nel mese di giugno 82 per la precisione). Prima c’era una reading fee di 90 euro IVA inclusa, poi, per motivi che sarebbe lungo dire (se ne è parlato a lungo in diversi siti e blog) e per seguire una scia che potrei definire anglosassone, ho deciso di togliere la reading fee. Da qualche tempo le condizioni sono esplicitate qui: http://www.sulromanzo.it/rappresentanza Cito: “Se Sul Romanzo Agenzia Letteraria, considerata la qualità dell’inedito, decidesse di proporre un testo ad alcune case editrici e andasse a buon fine, e quindi la Rappresentanza divenisse parte dell’iter contrattuale, l’autore non dovrà affrontare costi di gestione, l’intermediazione tratterrà poi il 15% sui diritti d’autore una volta avvenuta la pubblicazione del libro in Italia e il 20% sull’eventuale mercato estero”. Soltanto uno al mese su 70-80 inediti possiede la qualità per affrontare da subito un iter editoriale (lo scorso marzo addirittura tre, ma è un fatto rarissimo), e con iter editoriale intendo che contatto l’autore e gli/le dico: «Il suo inedito mi piace, mi ha coinvolto, dobbiamo sistemare poche cose e poi vorrei procedere inviando il testo ad alcune case editrici con cui collaboro». Non ci saranno costi aggiuntivi perché siamo già a buon punto (ci sono altresì considerazioni legali ed economiche, oltre a strategie di percorso, che diventano il dialogo continuo con l’autore prima e durante la trattativa con gli editori). Una firma contrattuale sancisce l’inizio della Rappresentanza. Poi, questo è il nodo della questione, ci sono ogni mese 3-4-5 inediti che hanno un bel potenziale, ma ci sono ancora troppi difetti per contattare una casa editrice. L’editing sul testo da eseguire non è mai poco e richiede tempo, non sarebbe pensabile lavorare gratis per giorni o, in alcuni rari casi, per settimane per poi magari scoprire, come mi è capitato in passato, che l’autore ha trovato strade alternative per la pubblicazione (decide di andare nel mondo del self-publishing, decide di chiudere un contratto con un altro agente, trova una casa editrice in maniera indipendente, i casi potrebbero essere numerosi). Così da tempo ho deciso di separare la questione Editing dalla questione Rappresentanza per quei 3-4-5 inediti al mese che mi sembrano avere un potenziale concreto. Mando loro una mail e spiego che se ci fosse l’interesse invierei un preventivo per l’editing. Ora, può essere discutibile, tutto è opinabile nel mondo, tuttavia mi sembra di agire con correttezza nei confronti dell’autore. Se decido di rappresentare qualcuno lo faccio per testi che meritino davvero il mio interesse e su cui credo. Se rifiuto un testo significa che l’inedito è universalmente bocciato? Penso di non dover rispondere. Anche un agente fa delle scelte, a volte si sbaglia, non si può seguire tutto, e, in particolare, si segue un autore che possiede una “frequenza” di scrittura che rientra nei binari editoriali dei gusti dell’agente appunto. Parliamo di gusti? Certo. Non potrei mai rappresentare un testo scritto bene ma che non è vicino ai miei gusti, non sarei credibile con un editor e coglierebbe la mia insicurezza. Ripeto, rappresento scritture che mi piacciono. Perciò con la proposta di editing c’è il tentativo di orientare l’autore verso alcune direzioni che avvicinino la qualità del testo a ciò che la mia agenzia cerca. Questione prezzi. Sopra si è parlato di prezzi stellari. Facciamo il punto della situazione così anche chi non è avvezzo a fatture, gestione d’impresa, pagamenti all’erario, commercialisti, ecc. possa rendersi conto con più consapevolezza di che cosa stiamo parlando. Supponiamo che un romanzo sia di 100 cartelle editoriali (1800 battute). C’è da fare un editing. Quando dico editing intendo editing, non una correzione di bozze e qualche suggerimento. Per editing intendo quanto esplicitato qui: http://www.sulromanzo.it/editing Non basta una lettura, ma va riletto almeno una seconda volta per avere una visione di sistema (i miei due maestri in questo campo hanno agito così per decenni presso importanti case editrici e io concordo sulla modalità). Solo dopo almeno la seconda lettura può iniziare l’editing. Per leggere con attenzione due volte un romanzo di 100 cartelle, prendendo appunti sulle debolezze, non ci vogliono meno di 20 ore (10 ore per 2). Poi inizia l’editing che impegna per 100 cartelle non meno di un’altra ventina di ore. Siamo a 40 ore (e ho ragionato con valori ottimistici). Supponiamo che chieda 8 euro Iva inclusa a cartella per un editing leggero (questo dipende dal tipo di testo: un fantasy o un thriller o un romanzo storico hanno costi molto differenti, perché necessitano di capacità diverse, pensate nel caso del romanzo storico a una verifica delle fonti presso una biblioteca), quindi 8 per 100 cartelle fa 800 euro Iva inclusa. Di queste 800 euro quasi il 50% va in tasse, rimangono 450 euro. Dividiamo queste 450 euro per le 40 ore di lavoro e il risultato è di 11.25 euro nette all’ora. Sono stato, come scrivevo sopra, prudente nei valori, il più delle volte si lavora per 7-8 euro nette all’ora. Se questi sono prezzi stellari, allora davvero io non ho capito nulla del mondo editoriale. Quando ero un giovane scapestrato e volevo la mia indipendenza economica dai genitori ho fatto numerosi lavori, dal pizzaiolo all’addetto alle pulizie nei mercati, dal barista all’operaio in una cartiera, vi garantisco che spesso guadagnavo di più. Pro e contro come ogni lavoro, ma guadagnavo di più all’ora. Ciononostante adesso sto facendo un lavoro che mi piace, per il quale ho studiato e mi aggiorno, che mi dona molte soddisfazioni, e il guadagno non è la voce fondamentale, è una delle voci per considerare il senso di un impegno lavorativo. Mi scuso per il pippone che ho scritto, reputavo importante fornire qualche informazione dettagliata per inquadrare meglio la situazione. Sono convinto di non essere stato esaustivo perché gli argomenti trattati meriterebbero ore di conversazione fra noi e il tempo fugge, vi lascio immaginare che cosa significhi avere una piccola impresa da gestire (magari qualcuno di voi lo sa), eppure io credo molto nelle parole di François de La Rochefoucauld: «Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i particolari; e siccome questi sono quasi infiniti, le nostre conoscenze sono sempre superficiali e imperfette». Essere perfetti nella conoscenza è impossibile, ma il gusto del proprio perfezionamento è un’attitudine che andrebbe coltivata con passione e serietà. Io, da agente letterario, provo a rapportarmi con gli scrittori – aspiranti, esordienti o maturi – con serietà, poi, come in ogni cosa della vita, ognuno sceglie ciò che ritiene più opportuno. Un saluto a tutti voi e a Linda.
  8. Sul Romanzo

    Sul Romanzo

    Salve a tutti, sono Morgan Palmas, sono un agente letterario e ho fondato Sul Romanzo nel 2009: un'agenzia letteraria, una webzine bimestrale e un blog. Mi sono occupato di correzione bozze e copywriting dalla fine degli anni Novanta (sia in ambito aziendale sia per alcuni progetti accademici), per poi dirigere la mia attenzione sempre più verso l'editoria. La mia formazione universitaria - anche se non conclusa - è stata politologica (Università degli Studi di Firenze) e matematica (Università La Sapienza di Roma). Ho frequentato corsi di scrittura creativa e di web content management presso istituti italiani e statunitensi. Ora dirigo Sul Romanzo Agenzia Letteraria. www.sulromanzo.it
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