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oiraM iD

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  • Compleanno 22 giugno

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    Maschio
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    Roma
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    Le parole, il pensiero, i colori.

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3.567 visite nel profilo
  1. Shalom Rabbi aguzzo aguzzine ecc... mi fa pensare che “le sonorità” stuzzicano anche te…dio sia lodato. ad una nuova ed ultima chiusura … le d eufoniche forse in questo caso le omettevo… ...un Suger abate abaco d’affondi al libero fluire dei lucori marittimi qui rivedo il tuo “cantar per te stesso…fuori dal mondo…” eccessivo. Condivido la scelta di evitare la punteggiatura, pur non amando le esasperazioni. Un punto o due, magari…chissà. Condivido la scelta di un titolo lungo e ambiguo. Bella la scelta di ficcarci le spiagge libere (concetto moderno) e il Leviatano. Mi piace. La complessità affascina e la lettura è di livello. Mancano dei frammenti che (forse) meglio avrebbero dipinto e identificato il quadro ma, vabbè, scelta dell’autore. Respect. Il protagonista si rivolge a qualcuno: chi è? O, forse, c’è un’entità interiore che parla al suo “animale” di riferimento…chissà. Alla fine tutto è “volgare amore”…un amore che induce all'assenza di sé…ma quanta grazia nel finale. La seconda parte è molto più animica della prima, che mi appare più strutturata, più alla Rabbi, per capirci. Nel finale ti sei lasciato trasportare. Lo preferisco. Avverto molta intimità…chissà che c’era scritto in quella letterina... Mi è piaciuta molto pur preferendo suoni e visualizzazioni più sfumate, accessibili a tutti, meno frastagliate. Ove il “simbolo” appare ma va svelato…(e so che mi hai capito). Qui il simbolo, l’archetipo del messaggio, è abbastanza criptico. Ostenta il desiderio dell’isolamento. Complimenti Rabbi. Hai creato un bel momento.
  2. oiraM iD

    Juke Box

    è come dire...sto tornando
  3. oiraM iD

    Juke Box

    Nuntio Vobis Gaudium Magnum...oiraM iD c'è
  4. oiraM iD

    Juke Box

    E nonostante le bombe alla televisione Malgrado le mine La penna sputò parole nere di vita La guerra è finita Per sempre è finita Almeno per me
  5. oiraM iD

    Solitudine

    Benvenuto Mundi. Approfitto solo adesso che hai già ricevuto dei feedback per esprimere il mio punto di vista sul tuo breve “sussurro”. Mi sono chiesto spesso: chi votava democrazia cristiana era nel giusto?… Caspita, erano in tanti! Mi sono anche chiesto: chi votava partito comunista aveva ragione?…minch@a, erano in tanti! Mi chiedo (ancora oggi): chi fa il presepe ha ragione?… e di certo sono in tanti. Spesso la ragione non coincide coi numeri. O sì…mah! Cosa posso dire sul tuo pezzo che non sia un mera emanazione della mia più o meno depressione? Anche dio per creare qualcosa ha usato più lettere di te. Forse quando diventerai famoso ciò avrà valore, ma dubito che ricalcare espedienti usati da “pochissimi” autori, che scrivevano sotto le bombe! al volo, de prescia, possa , oggi, adesso, ora,(2015 anno domini!) suscitare qualche effetto suggestivo. Ripeto, gli effetti del tuo componimento saranno creati dalla mia – più o meno - depressione. In quanto l’autore non fornisce elementi sufficienti per “definire l’emozione” stessa. Tutto va bene, tutto può significare, tutto può accadere. Probabilmente questo per qualcuno è efficace: lasciare dubbiosi e incerti i lettori. Ma, ripeto (mmm…quante volte si può dire “ripeto” in un commento? Azz! Devo rileggere il regolamento! ) , funzionerà meglio quando sarai famoso. Adesso è un po’ come scopiazzare “modus sensati” ma in tempi sbagliati. L’effetto generato, in questo caso, sarà equivalente al mio status mentale e non sarà affatto causato dalla qualità più o meno del tuo scritto. Ma quando sarai famoso tutto potrà cambiare…potrai dire "bau" ed essere applaudito come il nuovo vate. Ma devi diventare famoso. Hai parenti cardinali? Oggi credo tu debba manifestarti in quanto artista con un’individualità propria o in crescita. Lascia copia incollare gli anzianotti. Tu che c’entri? (secondo me, credo…forse) Se Ungaretti (900!) avesse fatto come te non saremmo andati avanti. Lui, allora, nel bene e nel male, e fra una bomba e l’altra, si è inventato uno stile che più o meno lo ha caratterizzato. Questa è arte. Il resto è copia incolla. Ma lo dico io, mica il mondo. Ci mancherebbe Bravo Bravo bravo per l’esperienza che ti sei concesso. Non so chi leggerà mai, oggi, queste opere, ma mi piace la tua voglia di emulare e colpire. Conoscerai e di certo conosci altri autori. Imitali, studiali. Ma poi comincia a scrivere tu. Complimenti e vedrai quante meraviglie ci sono in giro, sei così giovane che se ti metti a imitare tutti…invecchi. oiraM iD docet Complimenti a rileggerti.
  6. oiraM iD

    Raymond

    Approfitto per darti il benvenuto da questa parte. Bella lettura. Mi piacerà tanto leggere le tue dritte per entrarci meglio. Chi è Raymond? Belle le frasi che hai composto. Mi piace la voglia di “nuova comunicazione” che sperimenti rispetto al solito pappagone di versi paleolitici. Confesso che la Merini e chi scrive prosaicamente “poesie”in modo eccellente…non mi scompisciano. La poesia è: poesia. La prosa è: prosa. Ben venga il linguaggio(parola) moderno, attuale, contestualizzato, vivo, ma un minimo di “scintillio”, vezzo, o chiamalo stile, a me piacerebbe leggerlo. Ma è gusto personale. Ripeto che mi sei piaciuto molto (ripeto: molto) in questa tua prima performance, e se te lo dico io…te lo dico io e basta Fammi entrare nel tuo bel quadro. Attendo. Sappi: mi hai cullato. Bravo. Complimenti a rileggerti.
  7. oiraM iD

    Il Sabba

    Dimario, chi è costui? Mario, fratello, chiamami Mario. Noto con vivo piacere che spesso essere sinceri paga, pur “bay passati” . Il tuo percorso mi convince sempre più. Rischi di piacermi se continui così. Certo, non sono il sapiente che nomina personaggi “famosi” ogni cinque parole, perdonami, ma ostento prepotentemente miele quando noto che i miei “sproloqui” -nolente o dolente- generano un percorso. Posso dire la mia? Ebbene sì, non condivido la mancanza di “controtempi”. La trovo efficace, ma monotona nella lettura. Greve, senza tumulti. Scelta voluta, ne sono certo, ma (pur parlando di morte) forse le variazioni ritmiche sollecitano di più e meglio la lettura di una mente contemporanea, avvezza alla velocità e ai ritmi, oggi forsennati. Visioni assai…non so, assai, ti piace? -Amarcord- senza lineette. Virgole a fine verso. No! Forse troppe virgole. Mi piace la velatura che usi e che impone la riflessione, forse però troppo criptica e telegrafica. Musicalità, o meglio: accompagnamento nella lettura o, come ben detto: orecchio, lo trovo complesso, poco ritmico, forse troppo impostato. Ma è una sciocchezza, non te ne curare, a me piace il movimento/ritmo, è solo un mio gusto personale. Ma magari può fare statistica per la tue ricerche. (si può dire: ma magari? ..) Sarei curioso di leggerti, col tuo nuovo piglio, ma in movimento. Creando quelle spirali che caratterizzano il nostro “vivere”. La vita è: movimento. Tutto è: ritmo. Battito. Pulsazioni. Elettricità. Hai mai ascoltato il vento? L’Acquario è arrivato, i Pesci sono affogati… A rileggerti fratello e complimenti.
  8. oiraM iD

    Juke Box

  9. oiraM iD

    Trouble with Classicists

    Complimenti a tutti, soprattutto a Nice e Alive. Veramente un bel momento per tutto il forum. Complimenti per la competenza la qualità e per la dignità delle vostre opinioni che sposo tutte a prescindere. Se da qualche parte si parla ancora d'Arte vuol dire che i miracoli esistono. Grazie. ...oiraM iD docet
  10. oiraM iD

    Aiuto con parola (forse) siciliana

    Ciao. Pipituna, plurale di "cappelli tipo di lana", oppure il cappuccio dei giubotti, per capirsi. Indica anche una cosa che ingombra e basta, che non serve. Immagina un tizio fermo in piedi davanti ad una porta: è fermo come un pipituni. (plurale li pipituna) Concordo anche su qualche tipo di uccello, sicuramente col ciuffo. (ma meno usato) Agrigento.
  11. oiraM iD

    Rumore

    Ri Grazie mille Rabi Quanti bei pensieri che mi hai dedicato. Grazie. Sono un tipo poco serio , quindi prendi tutto quello che dico con buona dose di leggerezza. Sono certo che il nostro simpatico pianeta girerà e rigirerà a prescindere delle nostre opinioni. Ho già sottolineato che miro ai contemporanei e non ai “precedenti”, ma mi fa piacere ridirlo: ce l’ho coi contemporanei, non coi precedenti. Ergo, tante cosette mi sembrano fuori dal discorso. Ben vengano gli antichi, i romantici i classici i beat i futuristi, ben vengano tutti …ma adesso vediamo che c’è da fare. Andiamo avanti. Tutto qui. - Per contemporanei intendo quelli che oggi, adesso, ora, mandano sillogi alle case editrici “minori”! nel secolo digitale! Per “vendere” ai cugini! - Potrei rimandarti al mio commento precedente, quello che mi sono onorato di fare qualche giorno fa alla tua poesia. Da lì si capisce molto. Da solo basterebbe per sottolineare che le nostre radici sono ficcate in terreni diversi. E il tuo è un bel terreno. Continuo sotto spoiler per essere meno invasivo. Chi lo desidera, entri.
  12. oiraM iD

    Rumore

    Irene grazie mille, sei molto gentile. Grazie per essere passata a trovarmi. "é secondo me un manifesto di poetica..." Bè, diciamo che hai proprio dato nome e cognome al mio tentativo. È il mio punto di vista, e lo dico in versi. L’unico modo che ho creduto sensato era quello di prendere bonariamente per il culo alcune virtuosistiche litanie e interporle a momenti di avvelenata arroganza. La frase che citi è proprio l’idea in nuce: Io tramo, indico…addito. Usare l’arte per aggredire il nonsense di questo periodo storico. La parola è un’arma incredibile. Di solito il mondo lo cambiano le bombe o un tizio che parla. Ma che parli bene. E a tutti. Sarà pazzia, ma chissenefrega, è gratis…. La parte finale è proprio la “manifestazione della mia idea”. Con la parola ci portano ovunque, e se chi parla è un pazzo i poveracci che ascoltano supini “impazziranno”. Ma non se ne renderanno conto. Occhio, dunque, a dire che qualcosa è giusta solo perché è stata già detta da qualcuno “famoso”. Valutiamola, sempre e a prescindere. Magari è stata lasciata passare solo perché era un’idea necessaria, solo un “bluf” necessario e funzionale, per educare il pensiero. Chissà. Il tuo intuito da donna non ti tradisce, infatti ne ho scritte altre sullo stesso tema, in formule e toni diversi, ma questa è l’Apri Pista! Grazie mille.
  13. oiraM iD

    Allucinazione

    Shalom Rabbino. Se vogliamo usare dei tecnicismi concordo sulla “prosa poetica”, degna di uno scrittore dell’800 francese. Vedi l’uso smodato di aggettivi. Però, al contrario, trovo virtuosismi tempi classici e sentimenti intimi che la vestono della giusta dose di “liricità”. Anzi, c’è una valanga di intimità…e che finale! Alcune delle cosette di cui abbiamo chiacchierato le rivedo in questa tua poesia. Formule espressive (belle, per carità) ma un pochino pesantine, anzianotte. Mamma mia quanti aggettivi! Bellissima la lettura. Nessuna variazione. Nessun alto e basso. Linearità. Il tono inizia greve, continua greve e finisce…greve. Ottimo. Ma io intendo altro per “nuove sonorità”. Le parole usate: eccentriche. Selettive. Come già notavo in un mio precedente intervento. Così credo proprio che tu faccia selezione di pubblico. Anche questo è legale ed è sempre stato un vezzo di molti. Ma oggi funziona in maniera diversa. Oggi vinci se scrivi in un blog tuo e ti leggono in tanti. Ma i blog li leggono i “tutti” a cui dovresti trasmettere i tuoi messaggi. Quindi devi aprire le porte! Devi far passare tutti. Mica sarai uno di quelli: “sono uno scrittore perché l’editore piccolo e laborioso e bla..bla…bla”! Ma dai! A meno che tu non abbia tanti parenti pronti a “leggerti” …Ma non credo tu lo sia. All’inizio ho pensato ti rivolgessi a dio, poi, dopo la caduta dalla scala e il tuo dare spiegazioni sul “temporale” ho deviato il mio pensiero. Non si danno spiegazioni a dio, ho pensato... Dai forse spiegazioni a dio? O alla tua “anima”?...naaa. Almeno non lo farebbe chi ha un certo tipo di concetto di "Dio".(io magari sono meno casto , ma tu mi sembri abbastanza preso da "Dio") Quindi, chi è il tuo interlocutore? Chi ti ha preso per mano con la bocca? Con le dita di chi, l’un l’altro, hai scaricato la poesia? In alcune parti mi sembri un po’ ridondante. (ma sarà solo una mia impressione, dovuta agli aggettivi e all’uso di alcuni periodi “articolati”) Alcuni “versi” credo siano falsati dal mio piccolo monitor, immagino che alcuni siano più lunghi. Apprezzo la mancanza di punteggiatura, forse un pochino esasperata. Io qualche punto l'avrei messo. Alla fine ti dipingi come un “cantore” antico e francescano, che però…tace. Si accartoccia sul “cemento”… Mi piace l’immagine che hai proiettato. Mi piace notare che lo stesso autore definisce: parole antiche e impiccate ai cordoni francescani… questa parte mi suggerisce quasi la consapevolezza dell’autore sulla natura generale della sua danza…un verdeggiare antico di parole impiccate a cordoni francescani…niente niente che alla fine mi dai ragione? Noto autocommiserazione. Come se l’autore fosse l’ultimo innamorato di un inverno passato, mentre tutt’intorno c’è solo estate...Ma era bello sto fantomatico periodo delle sciarpe? Miei gusti personali, e basta: i passi castrati Torah liquorosa colabrodi saporiti cancellate rare italiano stentato ombra ricurva salata poesia l’orgasmo annoiato fusa scosciate birra acida corsa corrosa sgomitante appuntamento umida lingua lunga cronaca Servono tutti (gli aggettivi)? Io mi sono goduto la lettura. Potrei provare a sgranare altri momenti della poesia ma attendo il tuo contributo, di certo stimolante, per meglio scoprirla. Mi è piaciuto leggerla e rileggerla. Bel momento. Introspezione. Auto analisi. La precedente, pur riservata ad un pubblico di “rabbini” (come questa) nello stile era più in linea con il mio modo di interpretare la poesia. Qui, di certo, c’è più estetica. È sempre bello passare dalle tue parti. Complimenti.
  14. oiraM iD

    Rumore

    Grazie mille Rabbino, grazie. "In generale è un delizioso attacco a tutti coloro che, epigonisticamente, dopo Pascoli si sono sentiti in dovere di raccontarci della nonnina che filava…" Hai interpretata bene. E hai fatto bene a sottolineare il “dopo” Pascoli, ovvio. Io ce l’ho con quelli di adesso. Dopo aver consultato Wikipedia il vocabolario e l’enciclopedia, proverò a ringraziarti in modo spero degno. Hai detto bene, qui non c’è Dio. Sta un po’ dappertutto, si fa chiamare in modi diversi e ultimamente forse è diventato troppo invadente. No, nella mia poesia non c’è. Nelle mie poesie di solito ci sono io. Spero che vada bene lo stesso… "...Aere e spuma danno un senso di artefatto, … " Forse, per chi conosce un po’ il mio modo di usare le parole, può apparire evidente che Il primo verso è una “spocchioseria” per rimarcare la mia presa in giro ai “poeti” che provano a scrivere come Pascoli (per esempio), ma lo fanno oggi, adesso. Fuori tempo massimo. Con l’iphone connesso a internet h24 e la telecamera infrarossi in giardino…altro che cavallina… D’altronde(secondo me…), la differenza fra il primo verso :vorrei ridondare l’aere…e l’altro: scruto lo scorcio dal lato… confermano un contrasto “estetico” evidente, non ti pare? Ergo, alcuni versi vanno presi come una canzonatura ironica che rivolgo a tal poeta… Non tocco i “vecchi” mostri sacri (ci mancherebbe), ma chi oggi li banalizza, imitandone l’indole. Sono passati secoli, che diamine! Anche in altri momenti della poesia “alzo il tono”, quasi a voler “deridere” chi scrive con quel piglio. Le alternanze di tono e alcune immagini sono difatti conseguenza del tipo di messaggio, che viaggia fra sberleffo e cinismo. Mi piace accompagnare il lettore dalla prima all’ultima sillaba, tanto da non fargli identificare la lunghezza più o meno del testo. Mi piace provare a “coccolarlo” e intrattenerlo fino alla fine.( ci provo, ovvio…). L’estetica, o un certo tipo di coinvolgimento nella lettura, sono materie che mi preme curare. Concordo con te e con Cechov, ma io sono nato oggi. Cechov raccontava delle steppe e dei paesaggi della Siberia di un tempo (900!). Io, ripeto, ho l’aria condizionata in macchina e i chilometri che Cechov si è fatto in tutta la sua vita io e te li facciamo in due anni, forse meno. Non credi? Ebbene sì: lui vuole i riflessi, io…addito. Il mondo cambia. Nuovi percorsi, nuove esigenze, nuovi spazi. La stasi è morte. Il movimento è alla base di tutto….chissà Ferlinghetti e il “ballare”, se estrapolati, possono essere tutto e il contrario di tutto. Ballare è “divino” ma può anche indicare “qualunquismo”. A seconda. La mia metafora in questo caso indica il “ballare” delle masse, non quello “elevato”... ma credo che lo avevi intuito. L’arte non può più essere solo estetica a schemi, o sensazioni o denuncia o auto compiacimento. Ci si deve mettere dentro anche una buona dose di “ io so”. L’arte è l’unica arma che l’umanità possiede per difendersi da se stessa. Per scoprirsi, per divenire. Per cambiare. Non si cambia senza rottura. (Credo, forse secondo me.) Non più “cantori” tristi, danzanti o coloriti, ma “maestri”. Informatori. (non filosofi, ma usare l’arte in funzione della conoscenza) Sì, Ulisse è morto, come dio per Nietzsche, come gli idoli del passato. Rifacciamo nuovi idoli? Magari con nomi e vestiti diversi? No, preferisco provare sentieri alternativi…chissà. Ulisse, il mare, la cera sono anche un’allusione al passo dell’Odissea, quello delle sirene. Oggi, purtroppo, nessuno ha più la cera nelle orecchie, e le baggianate scritte(se ben sponsorizzate) cambiano le menti dei “non rabbini” . Ci “insegnano” a pensare. Con le parole si trasforma la realtà, sei d’accordo? Sono felice di poter interagire con chi la pensa in maniera diversa, ma credi davvero che si debba tenere ancora qualcosa del “vecchio”? Pensi che il mio voler distruggere certe “formalità” culturali/comunicative sia insensato? Sai, in fondo Babele è stata rasa al suolo. La Sfinge rinasce dalle sue ceneri. Il tempio verrà distrutto, dicevano i profeti, e solo così rinascerà la Gerusalemme celeste(per restare in tematiche che ti piacciono). Anche Cristo è stato distrutto, e dalla sua distruzione totale è rinato. Ergo, sei convinto che io stia percorrendo un sentiero sbagliato? Mi chiedi: …sfruttare le gabbie per farne edifici di ferro, di mutare le sbarre in fiori? In questa poesia ho usato una velatura di (ampollosa)ironia nel condire alcuni versi, proprio per “beffeggiare”, in un certo senso, chi scrive di tematiche ormai “morte”e in modus “antichi”, lenti. Pensi che mi potrebbe mai venire “l’ispirazione” di riscrivere qualcosa del genere “francobollato” da schemini? E per quale pubblico la dovrei scrivere? Per leggerla al Camposanto? È lo stesso che mi chiedessi di leggere un Harmony, dove lui e lei e l’altro…dio mio, no! Nel finale rimarco l’importanza della parola… infatti quel gabbiano non c’è, è solo una stupida invenzione: è rumore. Ovviamente sono tutte “folli” visioni personali, niente più. Giochini della mia mente condivisi fra amici…per gioco. Tanto la TV non la guardo Grazie mille Rabbino, ogni tuo passaggio è una vera goduria, nella forma e nella sostanza. Grazie per il tempo l’apprezzamento le riflessioni e gli appunti. Respect
  15. oiraM iD

    Rumore

    Floriana Grazie mille. Ma quali stupidaggini? Sei stata ficcante. Sì, caotica. Mi piace. Ho cantilenato e ho “prosato” e ho rimato. Caos, sì…rompiamo tutto! Mischiamo le musiche. Questa è una di quelle che ho scritto dove “la recitazione” fa la sua parte. Ho velato/ironizzato il mio pensiero critico ad un certo tipo di “arte” che tende a rimescolare brodaglia piuttosto che condire nuove pietanze. Ma è solo un mio modo di vedere le cose. Ho provato anche a sottolineare i “danni” che provoca un’arte sterile: rumore…e tutti (le masse) ballano col “rumore” scambiandolo per musica, (perché così siamo stati “educati” dagli "sponsor ufficiali"... E ci nutriamo di tutto quello che ci sputano addosso). Ulisse (come sai) per ascoltare le Sirene e non farsi “ipnotizzare” si fece legare all’albero della sua nave...ai suoi marinai ordinò di tapparsi le orecchie con della cera, per non sentire i “canti”. Solo “legati” o con la “cera” alle orecchie si superano le ipnotiche “ciarlerie” delle sirene. Ma Ulisse, oggi, non c’è. La cera si è squagliata!….chiunque ci può “portare al mare, con le parole”. Basta lo sponsor giusto. Grazie mille Flo, sei stata gentilissima.
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