Vai al contenuto

Davide Zaccardi

Utente
  • Numero contenuti

    587
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    1

Tutti i contenuti di Davide Zaccardi

  1. Davide Zaccardi

    Aforismi

    Li adoro! Piccole perle di saggezza, condensati di significato... mi piacerebbe sentire i vostri. Nessuna citazione di altri, per favore; di quelle ne è pieno il web. Comincio con i miei, che spesso sono frasi "uscite così" durante le discussioni in MSN con gli amici. :-) - Rispetto maggiormente chi mi è avverso con coscienza piuttosto che chi concorda con superficialità. - La meta è soltanto un pretesto per metterci in viaggio. - Meglio soffrire per il male perpetrato raggiungendo i propri scopi, che per i desideri non realizzati per paura di fare del male agli altri. - Tutti mentono con intenzione. - Se sei costretto a rischiare oggi è perché hai compiuto qualche errore in passato. - La generosità è quell'accidente occasionale che gli altri frantendono quando doni un qualcosa che non ti serve più. La generosità vera è rara quanto un diamante rosso. - Se vuoi dominare gli altri, illudili che seguendo un cammino di rettitudine raggiungeranno l'illuminazione. E' sempre vantaggioso essere l'unico bastardo della situazione. - L’orgoglio dev’essere un baluardo a difesa della dignità. Quando l’orgoglio diventa servitore dell’ego è come un pugnale puntato dritto al tuo cuore, che attende d’essere spinto nelle carni dal tuo nemico. - Non intraprendere mai azioni rischiose quando sei innamorato: il pericolo sembra sempre più inoffensivo con l'ottundimento dell'amore. - Mostra agli altri il tuo difetto peggiore ed esaltalo, cosicché non si accorgano di tutti gli altri che possiedi. - Senza la bellezza non varrebbe la pena sollevare lo sguardo da terra. - La Terra è il manicomio delle anime - I dolori, gli acciacchi dell’età, sono tutte scuse per raccogliere intorno a noi la nostra famiglia e i nostri cari. Gli Dei ce li hanno concessi per permetterci di stare seduti a contemplare la bellezza proprio quando raggiungiamo la maturità per goderne appieno. - Idealisti. Non li sopporto. Perseverano nel tentativo di attuare l'inattuabile. E' come usare in una partita di calcio, un pallone gonfio di elio.
  2. Davide Zaccardi

    L'ultima profezia di Davide Zaccardi

    Ti ringrazio per aver letto completamente il frutto delle mie fatiche e per la tua opinione chiara e ben espressa. Purtroppo devo darti ragione per quanto riguarda il primo capitolo del libro, del quale nemmeno io vado fiero: mi sono reso conto in seguito di aver elargito una quantità di dettagli inutili ai fini della storia. L'intento iniziale era quello di creare un mondo ben definito nel quale articolare tutte le storie che sarebbero seguite. Di fatto, come hai scritto, "L'ultima profezia" è il primo di una serie. Tuttavia, il condensare tutte le informazioni nel primo libro, si è rivelata una mossa sbagliata e ben poco utile. Per fortuna, nella versione cartacea del romanzo, le pagine di descrizione geo-politica sono condensate solo nelle prime 6. Per quanto concerne la caratterizzazione dei personaggi, ritengo che indubbiamente avrei potuto fare di più, ma dire che "i protagonisti Libon e Matara sono approfonditi il minimo indispensabile e i comprimari poco più che archetipi" sia un po' eccessivo. Ci sono tonnellate di dialoghi e l'espressione dei loro punti di vista è decisamente ampia. Hai scritto: "una storia complessa che avrebbe meritato un’elaborazione più approfondita e almeno altre cento pagine di narrato". Qui mi è venuto da sorridere perché, di fatto, la storia originale, così come l'avevo scritta all'inizio, aveva effettivamente un centinaio di pagine in più, ma che ho dovuto rimuovere per via del limite di lunghezza imposto dalla casa editrice. Probabilmente, se riuscirò a far ripubblicare questo romanzo, proporrò la versione estesa e rivista, che renderà assai più giustizia alla trama. Ridurre il mio scritto è stata un'operazione dolorosa infatti. Ribadisco la mia gratitudine per aver letto e commentato il mio libro e non appena mi sarò sistemato un attimo, non esiterò a spedirti la copia autografata :-).
  3. Davide Zaccardi

    L'ultima profezia - di Davide Zaccardi

    Titolo: L'ultima profezia Autore: Davide Zaccardi Editore: 0111 Edizioni Prezzo: 15 € cartaceo, 6,20 € e-book. N. pagine: 244 Anteprima e sinossi visibili da: ) I link per l'eventuale acquisto sono presenti sulla pagina. Note: Mi piacerebbe che uno staffer ne scrivesse una recensione. >Il primo che si offre volontario per questa epica impresa riceverà una copia in formato pdf del romanzo completo. Grazie anticipatamente :-).
  4. Davide Zaccardi

    Matrimonio!

    Va bene bella gente, questa è una gioia che voglio condividere con tutti voi! Mi spiace di non essere presente negli ultimi tempi, ma sto organizzando in tempi da record il mio matrimonio, che avverrà il 14 Gennaio. :-D Volevo anche farvi gli auguri di buone feste. Dopo il matrimonio sarò occupato con i preparativi per il nostro trasferimento negli Stati Uniti, quindi fino a metà febbraio sarò un po' uccel di bosco qui sul forum. Che tutti voi possiate trovare presto altrettanta felicità, che mi sto godendo in questo periodo stressante, ma indimenticabile!
  5. Davide Zaccardi

    Matrimonio!

    Grazie a tutti di cuore :-). Appena ci saremo lasciati alle spalle questo periodo, tornerò pieno di carica! :-D
  6. Davide Zaccardi

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    Interessante. Mi piacciono le letture veloci e non leggo cose non-fantasy da troppo tempo. Me lo farò regalare per Natale :-D.
  7. Davide Zaccardi

    Auguri Agony! °w°

    Auguroni! :-D
  8. Davide Zaccardi

    La morte del disincanto di Salvatore Ferraro

    Non è chiaro di cosa tratti questi libro. L'identificazione come "narrativa" è decisamente poco orientativa. Parlacene meglio! :-)
  9. Davide Zaccardi

    Il dio sordo - trama

    Un romanzo biografico... non è il mio genere, ma raccontare la vita di qualcuno in questo modo è comunque un'idea divertente. Uno scritto del genere, se ben congegnato, potrebbe persino attrarre le attenzioni delle case editrici più grandi, credo.
  10. Davide Zaccardi

    Reynard

    Uno dei miei passatempi letterari preferiti è quello di creare personaggi. Storie completamente estrapolate da una qualsiasi vicenda, ritratti esemplari, curriculum vitae di persone improbabili. Ecco che la mia mente, questa notte, ha partorito Reynard, l'ennesimo dei miei tanti personaggi criminaleschi (adoro le storie di ladri!). Il racconto di Reynard è un po' triste, siete avvisati :-P. Oltre il vostro parere sullo scritto, vorrei anche chiedervi: voi perdonereste il protagonista per quello che ha fatto? Cosa fareste se foste uno dei suoi compagni d'avventura? Vi lancio una sfida divertente, se avete voglia di giocare con me: immedesimatevi e scrivete la risposta di uno dei compagni, magari inventando un aneddoto del personaggio al fine di mostrare comprensione od ostilità a Reynard. -A questo punto non me la sento più di tenermi dentro questa cosa e voglio condividerla con voi. Siete i miei compagni d’avventura e in ogni missione rischiate la vostra vita per proteggere la mia: è giusto che sappiate chi sono e come mai sono qui. Dovete sapere che sono un codardo.- I compagni di Reynard lo fissavano incuriositi, stupiti dall’apertura mostrata dal taciturno ladro. Reynard passò la mano aperta sul proprio viso, che appariva stanco e provato, come se con quel gesto si stesse levando una maschera. -La mia famiglia, i Garnell, era ricca e rispettata un tempo. Mio padre, Lyon Garnell, era un rispettabile mercante di spezie e tessuti nella città di Vysin, figlio di una dinastia di borghesi che aveva costruito la propria fortuna con il duro lavoro, moneta dopo moneta. Vedete, non vi era alcuna ragione che mi obbligasse a ricorrere al furto per sopravvivere. Non sono sempre stato un ladro. Mio padre era un uomo molto severo, ma anche molto affettuoso e mia madre… be, mia madre era morta quando io avevo quattordici anni; era una donna molto dolce e comprensiva. Si chiamava Lenah. Quando morì, mio padre si chiuse in sé stesso. Non parlava più con nessuno, nemmeno con me. Portava avanti gli affari di famiglia, si assicurava che io proseguissi nei miei studi e procurava i soldi necessari per il mantenimento mio e della servitù. Apparentemente stava continuando la sua vita, ma io che lo conoscevo bene, sapevo che era morto anche lui, in un certo senso. Fu proprio in quei primi mesi, dopo la morte di mia madre, che cominciai a rubare. Ora che sono adulto, ho capito che quei gesti erano solo un tentativo di attirare l’attenzione di mio padre, così distante. Volevo che lui si arrabbiasse con me, che si occupasse di me in qualche modo. Facevo sparire un suo paio di scarpe, la penna che usava per scrivere, il calamaio in argento… ma nulla. Lui era così lontano da queste cose che a malapena se ne accorgeva. Passavo il mio tempo in città perché non riuscivo più a sopportare l’atmosfera che c’era a casa. Cominciai a frequentare brutte compagnie, la gente peggiore che riuscivo a incontrare. Non so perché. Forse anche io cercavo una maniera di morire, per raggiungere mia madre. Rischiavo la vita per delle assurde bravate insieme a persone che non avevano nulla da perdere. Entravo nelle case altrui, rubavo pur senza averne bisogno. Fu così che imparai il mestiere. Due anni dopo, quando io e mio padre avevamo persino interrotto quelle brevi comunicazioni quotidiane che avevano mantenuto una parvenza di rapporto fra noi due, decisi che era giunto il momento di dare al vecchio un bello scossone. Volevo che si risvegliasse dal quel torpore in cui era caduto. C’era un quadro che lui amava moltissimo: era il ritratto di mia madre. Passava ore da solo, nel suo studio, a guardarlo e a piangere. Parlava più spesso con quella immagine che con me. Una notte lo feci sparire e lo diedi a un tizio che avevo conosciuto in una taverna. Gli dissi di farne quello che voleva, di bruciarlo anche. Non mi importava. Il giorno dopo scoppiò il finimondo a casa mia. Mio padre aveva fatto rivoltare tutte le stanze alla ricerca del quadro e se l’era presa con tutti, insultando chiunque gli fosse capitato a tiro. Non lo avevo mai visto così furibondo. Da un lato ero dispiaciuto per lui, ma dall’altro mi faceva piacere che finalmente stesse dando segni di vitalità. Non avevo previsto però che le cose avrebbero preso una brutta piega. Dato che nessuna serratura della casa risultava scassinata e che non c’erano tracce d’effrazione, mio padre si convinse che doveva essere stato qualcuno che possedeva le chiavi del suo studio. L’unica persona della casa a possederle, oltre a me, era il vecchio Harty, il maggiordomo, e mio padre lo denunciò. Ricorderò sempre il giorno in cui le guardie vennero a casa per portare via quel vecchio gentile. Harty era talmente sconvolto e sorpreso dalle accuse che non aveva nemmeno trovato il fiato per pronunciare qualche parola di difesa per se stesso. Lavorava per i Garnell da ventidue anni e non aveva mai rubato in vita sua. Sapevo che la cosa giusta da fare era di dire la verità, di farmi avanti e raccontare a mio padre cos’era successo veramente al suo quadro, ma avevo paura. Temevo la sua ira e, ancora peggio, sapevo che se glielo avessi detto, lo avrei perso per sempre. Avevo deciso di tenere la bocca cucita sulla faccenda, ma non immaginavo che per uno stupido quadro, il giudice avrebbe chiesto l’impiccagione per il povero Harty! Quando lo venni a sapere mi sentii crollare il mondo addosso. Ero diventato un ladro, e mi stavo comportando da codardo, ma non volevo che un innocente fosse ucciso per colpa mia. Andai alla ricerca del tizio al quale avevo dato il quadro. Lui mi disse che lo aveva venduto al banco dei pegni e là, seppi che il ritratto di mia madre era stato acquistato da Kergon Lumier. Costui era l’acerrimo rivale di mio padre, da molti anni. Erano stati soci all’inizio, ma le molte differenze di vedute li avevano separati. Avevo sentito dire anche che Kergon si era innamorato di mia madre e che le aveva chiesto di lasciare mio padre per mettersi con lui. Tradotto in altre parole: quel quadro non lo avrei mai più riavuto indietro. Provai a parlare della cosa con Kergon, ma purtroppo il bastardo era irremovibile. Feci la sciocchezza di dirgli che mio padre era disperato per la mancanza del quadro, pensando di smuovere un po’ la sua sensibilità, ma questo gli fornì invece una ragione in più per volerselo tenere. Come se non bastasse, andando a parlare con lui, mi ero bruciato la possibilità di rubarlo, perché sarebbe stato troppo ovvio il mio coinvolgimento nel furto. Ebbi un’altra idea: andai a trovare in cella il vecchio Harty e gli dissi che avevo trovato il quadro e che se voleva salvarsi la vita, avrebbe dovuto confessare che era stato proprio Kergon a commissionare il furto. Il poveraccio piangeva scongiurandomi di credere al fatto che non lui non fosse un ladro. Mi sentivo morire vedendo quel brav’uomo che mi implorava di avere fiducia nella sua innocenza dal momento che ero io il vero colpevole, e che lui stava per essere giustiziato per colpa mia. Alla fine si fece convincere e denunciò Kergon come mandante del furto. Il fatto che il quadro fosse in casa sua costituì una prova schiacciante, così anche il bastardo fu arrestato e condotto in carcere. Il dipinto torno nello studio di mio padre, finalmente. Pensavo di aver sistemato ogni cosa in questo modo, ma così non fu. Anche se Harty aveva confessato, mio padre premette affinché i due colpevoli venissero puniti secondo la legge. Sinceramente di Kergon non me ne fregava nulla: era un bastardo e un corrotto e tutti lo sapevano in città, ma il vecchio maggiordomo… alla fine spiattellai tutta la verità a mio padre. Quello fu l’ultimo giorno della mia vita che vidi i suoi occhi puntati su di me. All’inizio non voleva credermi. Mi guardava con l’espressione di un uomo che aveva appena ricevuto una pugnalata al cuore. Vidi il suo amore nei miei confronti morire dentro i suoi occhi. Mio padre fermò l’esecuzione dei due, ma non rivelò mai a nessuno della mia colpevolezza; la mia punizione era già sufficientemente tremenda: ero come morto per lui. Un giorno mi disse, senza nemmeno voltarsi dalla sedia sulla quale se ne stava, che non sopportava più la mia presenza in casa sua. Mi ordinò di raccogliere le mie cose e di andarmene. Così feci. Seppi in seguito che, tre giorni dopo la mia partenza, il suo cuore aveva deciso di fermarsi. Era distrutto dal dispiacere. Alla fine un innocente era morto per colpa mia. Tornai a casa per sistemare le pratiche dell’eredità. Lasciai tutti gli averi della mia famiglia ad Harty e me ne andai. Questa è la mia storia. Non vi condannerò se dopo quello che vi ho raccontato non vorrete più che io vi segua.
  11. Davide Zaccardi

    Reynard

    Grazie! :-) Avevo pensato anche io alla regola del non andare a capo dopo il punto, ma rendeva la lettura un po' difficile. Diciamo che mi son preso una licenza letteraria per il bene della vista! :-D Cavolo RdL, adesso hai messo Reynard in una situazione particolarmente imbarazzante. Se riesco mi inventerò qualcosa per fargliela pagare a Raul! :-P
  12. Davide Zaccardi

    Le nostre esperienze editoriali

    Solitamente quando scrivo non ho la paura che il capo mi becchi, uso la punteggiatura e rileggo il testo fino allo sfinimento. Guarda che non ero ironico. Il mio era un complimento sincero XD.
  13. Davide Zaccardi

    L'evoluzione è un dato di fatto?

    Bellissimo! XD Alla faccia dei mangiatori di aragosta! Ecco perché costa come l'ira di Dio!
  14. Davide Zaccardi

    L'evoluzione è un dato di fatto?

    Aru, avevi fatto un ultimo intervento di tutto rispetto, apportando motivazioni e ragionamenti utilissimi alla comprensione della tua fondata opinione... e poi mi scadi con l'atteggiamento del "sei troppo cretino per discutere con me", ignorando che Soleluna si era espressa male e lo aveva anche ammesso. E' assodato che la religione è servita per mascherare interessi secondari, ma che esistevano anche persone che credevano nelle motivazioni religiose addotte alle varie guerre.
  15. Davide Zaccardi

    L'evoluzione è un dato di fatto?

    Soleluna, ho capito cosa intendessi dire, allora :-). Nalea, sicuramente c'erano personaggi di spicco che credevano sinceramente nelle motivazioni religiose, ma dubito che chi iniziasse le guerre religiose non fosse ben cosciente della farsa. E sì, un tempo la religione era assai più seguita di quanto non lo sia oggi.
  16. Davide Zaccardi

    L'evoluzione è un dato di fatto?

    Va bene, premesso che affermare che non sono mai state fatte guerre per motivi religiosi è di fatto una castroneria, è altrettanto falso affermare che queste guerre religiose non nascondevano alcun motivo politico. Se religione monoteista e scienza non sono mai andate d'accordo, religione monoteista e politica invece si sono amate sin dall'inizio. Persino la conquista di Gerussalemme, ai tempi delle crociate, era un mero tentativo di avere una base di partenza per l'espansione nel medio-oriente nascondendosi dietro il pretesto di "riprendersi la città sacra". Basta guardare la cartina geografica per rendersi conto che la locazione della città era ideale per controllare le vie commerciali tra Africa e Asia. Se il regno avesse retto ai tempi, probabilmente, al giorno d'oggi metà nord-Africa e Medio Oriente sarebbe cristianizzato. La posizione strategica di Gerusalemme non venne nemmeno sottovalutata durante la seconda guerra mondiale o la conquista ottomana. Detto questo è anche opportuno sottolineare il fatto che il Cristianesimo comprende circa trentamila sotto-religioni, alcune delle quali decisamente differenti dal Cattolicesimo. Il credo NON è lo stesso. L'ideologia è affine ma non simile. Chiedete agli gnostici quanto si sentano simili ai Cattolici o agli Ortodossi...
  17. Davide Zaccardi

    Le nostre esperienze editoriali

    Gioesse, se scrivi i tuoi libri come hai scritto questo post, direi che non ti sarà difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti :-). Io, su questo forum ho imparato molto e il mio secondo libro lo mostra chiaramente; chi ha letto ciò che ho scritto finora ha subito detto che il mio stile è notevolmente migliorato. Ti troverai bene. Scusate per l'OT. :-)
  18. Davide Zaccardi

    L'umano dietro la luce

    Allora una scusa varrebbe l'altra, per prenderti in giro. :-D Se sono donne, non posso toccarle, ma possiamo sempre contare su una reazione violenta da parte di Ayame :-).
  19. Davide Zaccardi

    L'umano dietro la luce

    Dimmi dove abitano queste persone e ti assicuro che nessuno se la sentirà di ridere delle loro foto, dopo i miei ritocchini estetici ai loro connotati. ;-) Perché mai dovrebbero prendersi gioco del tuo aspetto? Mostrati a noi :-).
  20. Davide Zaccardi

    L'umano dietro la luce

    Sto iniziando a sentirmi come il brutto anatroccolo in mezzo ai cigni. :-D
  21. Davide Zaccardi

    L'evoluzione è un dato di fatto?

    Ovunque si associno gli agnelli, si trova il lupo. Purtroppo è proprio questo il punto: la fame di certi uomini per il potere. Tutto si riduce a questo.
  22. Davide Zaccardi

    Ultimo acquisto

    Adoro i diari con copertina artistica! :-)
  23. Davide Zaccardi

    Associazione culturale STUDIO83

    Ancora non mi è arrivato nulla, ma suppongo che sia solo questione di tempo. Conoscere alternative economiche è uno strumento prezioso per lo scrittore. Tanto per dire, il fatto che offriate un servizio di creazione di sito web è una risorsa utile per chi non ha abilità informatiche o molto tempo a disposizione; se lo fate a prezzi contenuti, poi, è ancora più bello! :-)
  24. Davide Zaccardi

    Occupazione

    Quando si blocca un servizio per protesta, si coinvolge anche contro la propria volontà chi desidera utilizzarlo. E' un modo radicale per non far passare inosservata la protesta. Il metodo dell'occupazione, in Italia, è più teso a farsi sentire dai propri concittadini, piuttosto che dai politici, perché il primo problema della lotta politica è, che a farla, sono troppo pochi. Gli altri aspettano che qualcuno sistemi i loro problemi e nel frattempo si lamentano in continuazione, senza muovere un dito. Purtroppo sono anche io dell'idea che una reazione terrorista sarebbe l'unico modo per attirare l'attenzione dei politici...
  25. Davide Zaccardi

    Occupazione

    Trattandosi di una università è senz'altro un atto di protesta interessante che offre numerose possibilità: durante l'occupazione è possibile avviare gruppi di discussione sull'argomento, conferenze, seminari... è una preziosa opportunità per protestare, informare e informarsi. Nelle scuole superiori è perlopiù un'occasione di cazzeggio, invece.
×