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Shiki

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Tutti i contenuti di Shiki

  1. Shiki

    Licenze Creative Common

    Su EFP dovrebbero essere sotto licenza ma non ne sono sicura. Guarderò!
  2. Shiki

    [Gioco] Ammetto Di...

    Ammetto di sentirmi soddisfatta!
  3. Shiki

    Drawer's Dream

    Bravissimo! *-*
  4. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    E' stata una bella sfida! Complimenti a tutti! ^-^
  5. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    Eccomi! Anche se non sono riuscita a commentare tutti e mi dispiace... Butto ora i risultati perché sennò pure io mi metterei a ripensarci :S Voto: - "Urlo e brucio" di Salvo Honeycutt - "Dreaming of mercy" di Marcello - "Vene e radici" di Crazycat Ero molto indecisa, ma tra tutti sono quelli che mi hanno colpito di più, anche se non pubblico subito il post potrei ripensarci e ci metterei un'altra settimana a decidere xD!
  6. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    No, non ti scusare! Anche io quando commento a volte tendo a fare così, ma non mi sei apparso arrogante, non preoccuparti. Ho semplicemente risposto riportando le poche cose in cui mi trovavo in disaccordo, ma ti assicuro che non c'era nessun rancore o altro. Semplice e pura "riflessione"
  7. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    Prompt di Lili 7374/8000 caratteri. Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/22724-el3-vene-e-radici/ Come il marmo duraturo Lo avevo ucciso ed ero felice. Lo odiavo e vederlo lì, riverso a terra, immerso nel rosso cremisi del suo stesso sangue, mi dava una grandissima gioia. In quel momento potevo provare solo odio, misto a pazza delizia. L'unico colore che vedevo era il rosso del sangue; il mondo era ovattato, i suoni confusi si mescolavano in un fischio frenetico. Il mio cuore sembrava seguire quel ritmo. Era tutto così bello e terribile; la mia mente sembrava divisa in due. Non esisteva nessun altro pensiero, al di fuori del desiderio della morte. Della sua morte, della mia, del nostro mondo. Amavo quel momento. Non provavo nient'altro; potevo sentire solo l'odore del suo sangue, assaggiarne il sapore, tastarne la viscosità, osservare la vita che lentamente lasciava quel corpo viscido. Ogni volta, ogni notte, io lo uccidevo, più e più volte, mentre vedevo te morire, inghiottito dal nulla. Ed era dopo aver vissuto quell'istante per l'ennesima volta che mi svegliavo. Sbarravo gli occhi e restavo nel letto immobile a fissare ciò che avevo davanti a me, senza vedere nulla per davvero; non compievo nessun altro movimento percepibile. Potevo rimanere in quello stato per molto tempo, ma quanto esattamente non saprei dirlo. In quel momento potevo sentire il mio petto svuotarsi della sensazione di euforia pazzoide che lo aveva riempito temporaneamente. Così me ne restavo lì, vuota, come una bambola di pezza rinchiusa dentro un baule, dimenticato da secoli in qualche vecchia cantina. Allora preferivo dormire, sognare, vivere continuamente quell'istante, mentre uccidevo senza pietà il tuo assassino. Perché sì, tu eri stato ucciso e io me ne stavo rinchiusa nella mia camera, pensando a come avevi lasciato questo mondo, a cosa avevi pensato prima che i tuoi occhi smettessero di vedere, prima che il tuo cuore cessasse di battere per me. Erano passati molti giorni; quanti non lo so, ma mangiavo e bevevo a stento, perché costretta dalla mia famiglia e dall'inarrestabile istinto di sopravvivenza. Il resto del tempo lo passavo a pensare o a dormire. Ricordavo il passato, quando ci siamo conosciuti; tu era così timido e impacciato ma ascoltavi ogni cosa che ti dicevo, anche le più banali. Riempivi il mio petto vuoto, dandomi un motivo per capire perché ero venuta al mondo. Semplicemente non eri solo il mio fidanzato, la metà di un tutt'uno: eri la mia anima. Appena venni a conoscenza della tua morte non feci nulla e questo fu strano. Mi limitai ad annuire a mia madre che mi aveva dato la notizia, che mi fissava con gli occhi gonfi di dolore, e ritornai in camera mia, poi mi stesi e dormii un giorno intero. Fui costretta ad alzarmi perché dovevo mangiare, bere, andare in bagno, vivere, ma in realtà non ne sentivo il vero bisogno; fu la mia famiglia a costringermi. Io avrei continuato a sognarti. E no, non piansi nemmeno una volta, nemmeno una lacrima. Chi non ha un'anima non può piangere; si limita a osservare lo scorrere del tempo, in balia di una forza indomabile, come una foglia secca strappata e trasportata dal vento. I giorni si fecero via vai sempre più uguali, veloci e spenti. Fu allora che smisi di sognare te, il nostro incontro, i momenti passati insieme. Fu allora che sognai per la prima volta di uccidere quel bastardo, quella feccia che ti aveva investito. Quel figlio di puttana che crudelmente e con velocità inaudita ti aveva strappato alla vita. Ancora, ancora e ancora, io lo uccidevo brutalmente, senza nessuna pietà. Non potevo provare sentimenti, al di fuori dell'odio, ma con l'andare del tempo quest'ultimo si trasformò in godimento. Godevo nell'ucciderlo ogni volta. Il tempo aveva cominciato a scorrere in un modo tutto suo, distorto dalla mia pazzia. Per questo una sera rimasi sorpresa di affacciarmi alla finestra della mia camera e di vedere la neve sulle strade, le case, i giardini; tutto era ricoperto da quel freddo manto bianco. “Quand'è che è arrivato l'inverno?” mi chiesi. Il tempo aveva fatto il suo corso, incurante degli esseri senza anima come me e aveva portato il freddo. L'ultima volta che avevo visto il mondo era a malapena arrivato l'autunno. Le porte si erano chiuse da tempo su quell'estate bellissima; il mio corpo privo di anima nemmeno ricordava più il calore del sole. Adesso appartenevo alle tenebre, dove attendevo con febbrile attesa la morte. Mi erano stati prescritti da un po' di tempo degli psicofarmaci che dovevano aiutarmi a non fare più quei sogni. Una notte nevicava più del solito e faceva molto freddo; in quel momento ne presi una dose maggiore del consueto. Ero stanca di pensare, fissare il vuoto e sognare la morte. Da sola ci avrebbe messo troppo tempo ad arrivare. Però, per qualche strana ragione, avevo capito che non volevo fare la fine di una bambola dimenticata dentro una stanza. Avrei abbandonato questo mondo rompendo le sbarre della mia prigione. M'infilai il giubbetto sopra il pigiama, mentre ai piedi calzavo degli scarponi. Uscii di casa senza fare rumore; era tardi e tutti dormivano. Nel momento esatto in cui fui fuori mi si gelò il sangue nelle vene; il vento freddo soffiava senza pietà, trasportando ovunque enormi e compatti fiocchi di neve. Feci fatica a incamminarmi, ma una volta preso il via ogni passo seguente venne da solo. Ero come guidata da una sorta di pilota automatico. Le gambe si muovevano per conto proprio, fremendo ad ogni passo; io le assecondavo e basta. Ricordo poco di ciò che accadde dopo. Trascorsa una mezz'ora di cammino i farmaci cominciarono a fare effetto e io smisi di sentire freddo. In mezzo al campo innevato, dietro a casa mia, potevo solo udire l'ululare della tempesta. L'unico colore davanti a me era il bianco immenso della splendida e candida neve. Finalmente non c'era più il rosso del sangue o la tetra semioscurità della mia camera. In mezzo alla furia della natura capii perché avevo trovato la forza di abbattere la mia prigione. Era stata la neve. Il giorno in cui ci siamo conosciuti, anni prima, il bianco copriva ogni cosa. Una bufera si era abbattuta la notte precedente sulla zona e ci aveva fatto incontrare. Il tuo viso apparve davanti a me. Sorridevi, ma eri preoccupato. Per tutto il tempo non avevo fatto altro che pensare al vuoto che avevi lasciato, mentre l'odio corrodeva ciò che era rimasto. E capii che avevo sbagliato ogni cosa. All'improvviso provai, mai come prima di allora, il desiderio di vivere. Vivere a lungo perché tu non potevi più farlo. Perché ciò che desideravi ogni giorno era il mio bene. Perché io ero una stupida idiota che aveva preferito la morte al ricordo del tuo amore. E andarmene così, impregnata dall'odio, dal colore rosso del sangue, con il desiderio di uccidere, avrebbe solo sporcato e reso futile ogni tua buona azione. Compresi che vivere era ciò che volevi ma qualcuno questo diritto te l'aveva strappato, quindi cos'era il mio atto di suicidio se non solo un'offesa al tuo ricordo? Cominciai a piangere. Disperata urlavo insieme al vento tutto il mio dolore. Le lacrime presero a mischiarsi con i fiocchi di neve appiccicati alle mie guance. Sulle labbra assaporai quel caldo sapore salato che avevo dimenticato. Prima di perdere coscienza di ciò che facevo riuscii a tornare davanti al portone di casa e a suonare il campanello, per poi accasciarmi sulla neve. Il mio amore era inciso nel marmo e come il marmo duraturo; vivendo una vita priva di sbarre e disperazione avrei per sempre reso onore al tuo ricordo.
  8. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    @Asterione: Grazie @Salvo Honeycutt: Sui numerosi aggettivi e avverbi ti do ragione. Sono un mio problema e devo toglierli/sistemarli. Per quanto riguarda il mostrare le scene no, perché verrebbe fuori un racconto prima di tutto diverso da quello che volevo effettivamente scrivere e poi con solo 8000 caratteri sarei riuscita a mostrare poco. Lei non assiste, le viene data la notizia dalla madre. Quello che volevo fare era un puro racconto interiore, privo di azione. Solo sentimenti e magari può non piacere, ma per me doveva essere così. Se poi avessi avuto più spazio avrei inserito anche scene con maggiore "azione". Debole? No, perché tutti gli altri mi hanno detto era fin troppo forte per il resto del racconto... adesso le idee mi si confondono xD Comunque no, non volevo raccontare delle loro giornate, ecc, volevo un racconto viscerale, di pura psiche. Per il resto concordo con le tue osservazioni. Grazie mille
  9. Shiki

    [EI3] Urlo e brucio

    Ciao Salvo! Racconto intenso, profondo e crudo. Il tema è forte ed è narrato molto bene. I personaggi sono interessanti, specialmente il protagonista, mentre forse l'altro è un po' più stereotipato. Mi hai tenuta incollata allo schermo fino alla fine. Ho letto senza particolari difficoltà perché il tutto è molto fluido. Bravo! Complimenti e a rileggerci
  10. Shiki

    [EI 3] La curva di Gauss

    Concordo con chi dice che il paragone tra la vita e la curva di Gauss sia errata. La mia vita è stata piena di momenti importanti fin dall'inizio. Anche se ero piccola non posso dire di aver vissuto poche cose. Anche adesso... Magari è vero che ci sarà un punto con maggior densità di eventi ma è troppo complessa l'esistenza umana per essere stilizzata in una curva. Per il resto il racconto è scritto bene (forse c'è un po' da sistemare i dialoghi) e fila liscio, senza essere pesante. Come hanno già fatto notare alcuni, non mi convincono molto i personaggi, un po' stereotipati e poco caratterizzati. A rileggerci!
  11. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    @Wonderwall: Grazie mille, mi fa piacere che hai apprezzato @elphie: Sbarre in senso di vita reclusa, limitata, come si era ridotta lei. Si era come chiusa in una gabbia. Mentre è vero la disperazione potrà sempre tornare, ma intendevo non più succube della disperazione, ma mi rendo conto che da come l'ho scritta non s'intende bene. Vedrò di sistemare tutte quelle parti incerte, che non si capisce bene cosa volessi dire.Comunque grazie per i consigli Applicherò tutti i vostri consigli con una buona revisione del testo quando sarà finita la settimana o già di lì. Grazie, mi sono di molto aiuto! @Bango Skank: Grazie anche a te e per i consigli Più che favoletta con la morale io sottolineo come odio il concetto di suicidio, mi sa di sconfitta, quando invece bisogna lottare e andare avanti, non richiudersi in preda alla disperazione o suicidarsi.Comunque io non voglio scrivere per mestiere e credimi, non sono solita a scrivere "finali felici" xD Dipende dai casi, insomma...
  12. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    Anche io, penso.
  13. Shiki

    Avere più idee contemporaneamente... che fare?

    Oppure, alcuni dei racconti incompiuti, li puoi rivalutare, modificare e anche unirli in qualcosa di più complesso. Io faccio così, di solito!
  14. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    Siamo tantissimi! E io devo ancora cominciare... :S Quanto tempo avremo per leggere e commentare?
  15. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    @Ginevra: Non mi sei sembrata assolutamente maestrina o supponente! Come ti viene pensato? XD Ma infatti non sono rimasta male delle critiche o consigli; sono qui appunto per riceverli. Devo dire che è proprio grazie alla mia lunga permanenza nel WD se adesso scrivo decentemente, rispetto a un tempo. All'inizio, quando i miei racconti venivano interamente smontati rimanevo male... ma erano altri tempi, avevo a malapena 18 e adesso sono cambiata. Anche io ho letto il tuo commento con il sorriso, tranquilla @Marcello: Già, non sono tanto normale! XD Ci proverò a non svanire come mio solito! Grazie per i consigli! @Irene ire: Grazie! Mi fa piacere che ti sia piaciuto! @oiraM iD: Grazie anche a te! Sono consapevole del finale un po' compresso e sbrigativo, ma un buon motivo è stato appunto il limite di caratteri. Vedrò come posso fare per guadagnare "spazio" e sistemare il racconto, visto le limature che dovrò fare. Di nuovo grazie a tutti! ^-^
  16. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    Eccomi qui! @Nerio: grazie mille per il tuo passaggio! ^-^ Vedrò, nella revisione, di limare il racconto e renderlo più scorrevole. Comunque non lo specifico se sopravvive o meno, ma penso proprio di sì... @Nanni: Parlando del rosso cremisi, credo sia giusto... Oltre ad averlo sentito usare per il sangue alcune volte ho comunque voluto rendere la percezione del colore molto dominante. Essendo un sogno spesso la visione non è ben distinta e rimangono in mente solo alcune cose fondamentali; in questo caso il rosso del sangue. Comunque mi sono ben resa conto di come sia intensa la parte iniziale, per poi calare ma è voluto... forse non proprio convenzionale, ma ci ho quasi fatto a posta. Volevo concentrarmi su un'inizio travagliato e poi una lenta presa di coscienza... ma forse il distacco è troppo netto? Però penso che mi sia impossibile rovesciare la cosa... o almeno penso... Comunque grazie per il passaggio e i consigli, ne terrò conto! ^-^ PS: Il discorso del marmo è legato alla citazione. Ma ce ne vuole di tempo per appannare anche il marmo... xD o almeno penso, no? Almeno una vita la copre tutta, immagino. @Ginevra: Il ragazzo viene investito da un pirata dalla strada. Non lo vado proprio a specificare ma lo lascio intendere in un passaggio, ma comunque il come è morto non è proprio importante. Importante è la sua scomparsa improvvisa e dolorosa. Comunque per il resto è tutto come hai sintetizzato xD Quella della protagonista è una pazzia momentanea, un cedere all'odio piuttosto che al dolore. Solo alla fine abbandona l'odio per accogliere il dolore e piangere e così riesce a rialzarsi. I farmaci sono degli ansiolitici per permetterle di dormire senza sogni. Di solito chi non piange e tiene tutto dentro prova rabbia e odio, senza sapere come smaltirli. (Ed è una situazione che conosco...) Comunque posso capire la difficoltà nel capire dove voglio andare a parare. Di solito questi sono miei flussi di coscienza, che poi adatto a un racconto e modifico/intensifico in base alle necessità. Poi in passato la gente mi criticò che facevo frasi troppo brevi e semplici, quindi ho voluto complicare i periodi, ma forse era meglio di no xD! E sì, non sono una persona facile e me ne rendo conto spesso... @bees: Ciao! Non preoccuparti, non sei noiosa affatto. Accetto ogni consiglio, sono qui per questo Mi sono resa conto di aver un po' esagerato con i periodi e a ribadire alcuni concetti, quindi ben vengano i consigli per sistemare le frasi! Grazie mille a tutti per i commenti e i consigli!
  17. Shiki

    Come definireste la vostra scrittura?

    La mia scrittura è impulsiva, quindi mutevole con l'umore. Ma oltre ciò sono soddisfatta di come scrivo, visto le difficoltà incontrate in passato...
  18. Shiki

    Auguri Poldo e Cicciuzza!

    Auguri!
  19. Shiki

    [El3] Come il marmo duraturo

    Grazie mille a tutte e due! ^-^ @crazycat: La parte iniziale è volutamente confusa, volevo far credere che la scena fosse reale, tanto come la vedeva la protagonista. Forse è un po' troppo? @sefora: Vedrò di rendere il testo più scorrevole. Grazie mille per i consigli
  20. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    Ecco il mio racconto: Come il marmo duraturo. Prompt di Lili. Erano secoli che non scrivevo... Vado a nascondermi!
  21. Shiki

    [El3] Vene e radici

    Come già altri prima di me hanno notato, il racconto è discontinuo. La differenza di stile tra i vari pezzi (che sono appunto tre) è troppo marcata. Come sono anche troppe alcune descrizioni, similitudini e metafore. Tu sei brava nel descrivere l'emozioni, l'ambiente ma a volte tendi a mettere troppe cose dette un po' troppo poco chiaramente e il lettore rischia di perdersi cercando di capire cosa volevi dire. Il resto invece mi è piaciuto molto e per me la protagonista va bene anche punk però pure a me sarebbe piaciuta di più una sua descrizione. Il tuo racconto sembra un puzzle. Volevi distinguere varie fasi dell'arco narrativo ma l'hai rese troppo nette, senza mediare il passaggio intermedio. Però è comunque un ottimo lavoro, che ho davvero apprezzato, soprattutto il discorso delle radici. Ciao, a rileggerci
  22. Shiki

    Estate d'Inchiostro Nr.3 [EI3]

    Forse ho quasi finito il racconto e arrivo a 8000 per un pelo...
  23. Shiki

    Il vostro più grande pregio e il vostro più grande difetto

    Pregio: Sono leale, non dico bugie e non ho secondi fini. Difetto: A volte non ho il controllo delle mie emozioni. Quando mi trovo in una situazione poco piacevole o comunque tendenzialmente ostile posso fare due cose: esplodere o chiudermi in me stessa.
  24. Shiki

    Licenze Creative Common

    Io ho messo la licenza nel blog perché lì facciamo per lo più recensioni o considerazioni personali su ciò che ci piace e appassionata. E' troppo restrittiva quella che ho messo? Comunque io invece i miei racconti li pubblico su EFP e poi linko nel blog... Devo mettere la licenza anche lì o basta così?
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