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queffe

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    Leggere (ovvio!) e un po' anche scrivere.

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  1. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Come un'attentissima utente mi fa notare, Romanzo è un termine già definito: E perché @queffe ha messo un termine già definito? Perché non ha controllato con lo strumento di ricerca apposito (la lente in alto a destra). Fatelo tutti (non fate come quel disattento del sottoscritto): prima di inserire un termine, digitatelo nel riquadro di ricerca. Chiedo venia. (Però in quello di bwv non c'era la dedica a kuno ) A parte gli scherzi grazie a @Poeta Zaza per la sgnalazione e il consiglio sul riquadro di ricerca.
  2. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Romanzo: bovino con spiccata vocazione letteraria. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY (dedicata al mio compagno di prigionia vacanza @Kuno )
  3. queffe

    Gioco. La matrioska.

    ... e la cosa ti fa male
  4. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Kimiaiuta? Invocazione, a partire da una lettera a caso, di un prigioniero (a caso). Chiuso in un Maniero (a caso). Costretto a dire che ci sta bene e, soprattutto, che ci sta di propria spontanea volontà. Capiteammé: sto cercando di non farmi beccare dai miei carcerieri. In questo topic pare che la censura dello Stregone non arrivi. Credo che a questo punto l'unica soluzione sia che partecipiate numerosi al Contest di Halloween. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  5. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Nibelunghissimi: Nani mitologici, dalla statura particolarmente elevata. Praticamente alti come persone normali. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. queffe

    [Sfida 24 – Il basco]

    Ho visto solo alla fine lo spoiler e faticato un attimo ad inquadrare il contesto storico, anche se il titolo e la chiara collocazione geografica potevano aiutare. Poi giunge l'evento (la guerra) e tutto si fa chiaro. Non che la "mancanza" tolga il gusto nella lettura della prima parte, proprio perché "il prima" è completamente rivolto ai ricordi, alle sensazioni intime e alla vita del protagonista. Poi, nel "dopo", l'irrompere della guerra calamita completamente l'attenzione. Lo stacco è netto e il ritorno all'intimo dei personaggi del finale non consente un calo di tensione, né banalizza l'insieme. Strutturalmente molto ben gestito, direi. Ho, invece, qualche riserva sulla gestione della focalizzazione. La trovo molto sbilanciata su Alvaro: forse, io, avrei tentato di focalizzare completamente su di lui, lasciando Maria Luz più "di contorno" (relativamente, perché è comunque centro dell'attenzione di Alvaro). Certo, questo consiglio rivoluziona completamente il racconto, e forse non è molto utile. Però per come lo hai scritto, con un "prima" quasi equilibrato fra le focalizzazioni e un dopo nel quale lei ricompare solo alla fine, ma tutto è incentrato sul punto di vista di Alvaro... ecco: non riesce a convincermi completamente. Anche in alcuni cambi di focalizzazione la narrazione "si aggancia" al personaggio in modo poco naturale, secondo me: Questo ne è un esempio. Non ti saprei dire, esattamente, come risolvere, ma a me pare di essere trascinato repentinamente da dietro il muro, dove mi hai messo con lui, alla strada del ritorno di lei. Forse ci vorrebbe una pausa descrittiva neutra, in mezzo (grossomodo prima di "mentre Maria Luz si allontanava") Alcune osservazioni: che brutta questa doppia negazione. Superfluo e, a mio parere, pesante. La frase è bella così puoi farne a meno. Se proprio vuoi puntualizzare suggerirei: forse quell’assenza di confini e direzioni da prendere sottolineando anche il contrasto con la libertà che qualcuno crede di ravvisarvi. Anche qui eviterei di appesantire con una (sostanziale) doppia negazione. Suggerirei "ad ammassi fumanti" suggerirei: molti dei quali avevano schiacciato le persone che in quelle case avevano disperatamente cercato il riparo. oppure, dato che nella frase completa le case sono il soggetto: le case erano state divelte e ridotte a massi fumanti, molti dei quali avevano schiacciato le persone che vi avevano disperatamente cercato riparo. Poi, per puntualizzare da vero pignolo : "divellere" è strappare, estirpare. Per me puoi trovare un termine più preciso per raffigurare le case crollate. Del "disperatamente" per me puoi benissimo farne a meno. Non perché io sia contro gli avverbi in -mente, bensì perché mi pare superfluo precisare con quale animo si può cercare riparo durante un bombardamento. Anche qui, per precisione: "strepitare" a me pare uno "strillare fastidiosamente". Non passa disperazione, ma isteria. Credibile, sia chiaro: le è morto il bambino: Ma veramente poco empatico. Puoi trovare un termine migliore, secondo me. Ma nooo, perché usare un termine tecnico caratterizzante come "osmosi"? Perdonami, ma a me non piace né come similitudine, né come metafora. L'osmosi è lenta, prevede un contatto (fisico), una mescolanza che qui non c'è (il transito della sensazione è a senso unico). Troverei più consono qualcosa del genere: Per un istante incrociò quelli del soldato trasmettendogli tutto il suo tormento. Ma, anche qui: il punto di vista ha una singola parentesi su di lei e la cosa non mi piace troppo: a mio parere non dovrebbero essere gli occhi di lei che incrociano quelli del soldato, ma gli occhi di Alvaro che incrociano quelli di una ragazza. E può, infine, arrivare la rivelazione: era lei. Altro problema: come sa, Alvaro, che era Maria Luz? Sembrerà una domanda sciocca, ma è un sintomo della gestione del punto di vista che ti segnalavo: nei passaggi di narrazione a focalizzazione zero loro sono Maria Luz e Alvaro, d'accordo, ma quando lui vede lei, e ci vengono mostrati i pensieri (di lui) non riesco a non pormi il problema di ciò che sa, può sapere il personaggio. Certo, il tempo della narrazione è successivo a quello della storia: Alvaro e Maria Luz possono essere divenuti, poi, marito e moglie, lei per lui può essere Maria Luz in qualsiasi ricordo, anche in quello nel quale ancora lui non conosceva il nome di lei... Ma... Per me, scusami se insisto, considerato che è un racconto breve, c'è qualcosa di poco naturale nella gestione del punto di vista. Questo dettaglio mi piace molto: lui è un soldato, è parte di quella guerra. Lei, le case, i bambini morti no. In uno slancio di altruismo e di ribellione, l'impulso è quello di salvare almeno lei, sapendosi, lui, corrotto e, in fondo, strumento di tutto quell'orrore. Avrei trovato anche un altro problema, ma non vorrei sembrarti accanito : Il bombardamento. Diversi passaggi degli aerei. Poi tutto cessa, arriva l'imbrunire. I soldati si avvicinano alla città. Guadano il fiume. Fra altre cose terribili (e credibili), trovano: una donna che sta morendo dissanguata (citi il fiotto di sangue) e un uomo che si contorce, divorato dalle fiamme ("divorato", sottolineo: per me sarebbe meglio che "sbranato"). Dopo quanto? La morte in casi simili arriva in pochi minuti, forse anche solo poche decine di secondi. Nella necessaria drammaticità della situazione meglio far trovare a quei soldati il cadavere dissanguato di una donna e un corpo carbonizzato che ancora sta bruciando... Per quanto ti abbia sollevato un mucchio di "problemi", considero, questo tuo, un ottimo racconto, che solo di un nulla, come ho detto nel topic delle votazioni, è secondo a quello della tua avversaria. A rileggerti! Commento inserito per gentile malevolente concessione dello Stregone.
  7. queffe

    [Sfida 24] Caterì

    Molto ben collocato storicamente: il prima e il dopo, con tutto il dipanarsi degli avvinimenti contingenmti, che resta sottinteso ma ben marcato temporalmente (la colonizzazione della Libia, la prima guerra mondiale, la seconda) inframmezzati dalla storia (i giochi dei due fratelli, la crisi di Caterì, lui che accudisce lei). E tutto, direi, ben intrecciato. Sì: mi è proprio piaciuto quel tuo alternare il prima, il dopo, il ritorno all'ancor prima e il finale così privo di speranza, così intriso di umile saggezza. Facendo di ogni frammento un "adesso" molto vivido, sebbene essenziale. È vero: forse un finale eccessivamente retorico e forzatamente moraleggiante, ma a me è risultato niente affatto sgradito. Brava e complimenti per il titolo conservato! Commento troppo benevolo inserito senza l'autorizzazione dello Stregone. Il messaggio potrebbe venir cancellato e l'autore privato delle dita che hanno digitato sulla tastiera.
  8. @Kuno puoi fare "PALATO" Le altre non riesco a leggerle, mi dispiace. AIUTO AIUTO AIUTO! SIAMO PRIGIONIERI! NON È VERO CHE SI STA BENE QUI! NON PARTECIPATE! NON FATEVI ABBINDOLARE! MI TENGONO A PANE E ACQUA HO NASCOSTO IL MIO TELEFONO RIESCO A CONNETTERMI SOLO AL CAMBIO DELLA GUARDIA DEVO ANDARE STANNO ARRIVANDO
  9. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Queeque5G: Ramponiere di quinta generazione. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY Visto della censura dell'Ufficio Stampa del Maniero Messaggio approvato dagli scagnozzi dallo Staff dello Stregone
  10. @Kuno, se senti scavare dal muro a fianco della tua branda sono io. Perché l'Abate Faria è due piani sopra di noi.
  11. Si è conclusa la Sfida N.24. Grazie a chi ha letto, commentato e votato!

    Alla prossima!

    :)

  12. queffe

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Le votazioni si sono chiuse e questo è il risultato: Caterì di @Lauram 6 voti Il basco di @Joyopi 2 voti Più tre lettori che hanno decretato un pari. Il mio voto, quindi, è ininfluente. Ora: concordo sul fatto che questa è stata davvero una sfida con due racconti di ottimo livello e se fossi stato determinante mi sarei riservato un attimo ulteriore, per rileggere ancora una volta e pensarci bene su. Però un'idea ce l'ho già: la mia preferenza va, di un nulla, a Caterì. Diciamo, quindi, che la sfida si conclude 7 a 2 e la corona resta a @Lauram In giornata, per gentile concessione dello Stregone, inserirò i miei commenti ai due racconti. Richiamo, inoltre, l'attenzione di @Emy , prossima sfidante, che ha tempo fino a tutto il 21 ottobre per lanciare la propria sfida, seguendo, come al solito, le regole di P&S. Visto della censura dell'Ufficio Stampa del Maniero Messaggio approvato dagli scagnozzi dallo Staff dello Stregone
  13. queffe

    Maledizione!

    Dire/Disse Maledire/Maledisse: confesso di aver, intuitivamente, sempre seguito questa "regola", senza considerare possibili alternative. Ora che mi ci fate pensare, però, devo aver letto anche "maledì". Che, comunque, data la scarsa abitudine, mi piace davvero poco. Vero
  14. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bistrattato: Opera contenente lo svolgimento sistematico di determinati argomenti di interesse scientifico, in due volumi e consumato da un uso senza riguardo. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  15. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Rombot: automa particolarmente rumoroso e sferragliante. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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