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queffe

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    Leggere (ovvio!) e un po' anche scrivere.

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  1. queffe

    Mezzogiorno d'inchiostro 122 - Topic ufficiale

    Grandioso (e allo stesso tempo mostruoso). Potevi metterlo come incipit obbligatorio. Avresti deliziosamente solleticato la vena surreale che c'è in ognuno di noi.
  2. queffe

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    @Roberto Ballardini : ecco fatto.
  3. queffe

    Tópos e ònoma

    Sarei curioso anch'io di sapere alla storia di quale territorio attinge questo breve e malinconico racconto. Cercando in rete ho visto che il nome di "stramma" per l’Ampelodesmos Mauritanicus è associato alla provincia di Latina, ma dubito che la zona sia questa. La vicinanza al mare ci sarebbe pure, ma l'entroterra è poco più che collinare, non credo possa dirsi propriamente montano. Anche se ci sono i Monti Lepini, in effetti e, nel dopoguerra, non è mancata una crescita industriale della città capoluogo, che potrebbe riconoscersi nel bel passaggio: Comunque: questa mia è pura curiosità, perché trovo il racconto fortemente metaforico. La collocazione storico-geografica, che sicuramente c'è, serve "solo" per rappresentare un certo nostro presente, come già ben colto da @Unius . Hai dato al narratore una collocazione temporale di molto successiva al tempo narrato. Anche se dapprima pare un osservatore che ritorni a luoghi che ha vissuto, poi la voce sembra cambiare in quella un discendente cui è stato solo stato narrato ciò che è stato. Alla fine si rivela un sopravvissuto, o addirittura un Creatore (o qualcuno del Suo Staff ) che rimane a contemplare il fallimento di un grande progetto... Ecco: secondo me qui c'è tutta una storia (in questo sono d'accordo con @Adelaide J. Pellitteri ). E c'è ancor prima del finale, fin dalla "svolta" del terzultimo periodo ("l'abbandono degli uomini", che, fatte le proporzioni con la bervità del racconto, non è ancora il finale). Insomma: un racconto che vale per ogni territorio abbandonato, per ogni luogo e ogni cosa che non hanno più un nome. E che rappresenta la perdita della capacità dell'uomo di vedere ciò che gli sta intorno. E di goderne con semplicità e gratitudine, in un rispetto e in un'armonia che non ci sono più. Mi è molto piaciuto. Approfitto per comunicare che ho scelto questo come miglior racconto della mia settimana nel contest delle Tredici Lune in corso. A rileggerti, @davidep .
  4. queffe

    I racconti della Seconda Luna - Quinto ciclo

    Per la settimana dal 29 gennaio al 4 febbraio ho scelto: Tópos e ònoma di @davidep Complimenti all'autore per il suo breve ed emozionante racconto.
  5. queffe

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Rivoltoso: ragazzino veneto, ribelle e disubbidiente. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. queffe

    Guanto di Sfida

    18:29 e 59 secondi, se proprio vogliamo essere precisi-precisi. @wyjkz31 così mi disorienti i concorrenti: affermi di essere pignola, poi approssimi grossolanamente al minuto. Se vuoi spaventarli fai le cose per benino. E che diamine.
  7. queffe

    ballata di una fine

    Situazione regolarizzata:
  8. queffe

    ballata di una fine

    Manca il commento al lavoro di un altro autore in officina. @enko Leggi il regolamento di sezione, per favore. Chiudo.
  9. queffe

    Unpopular opinion

    @mercy : Grazie del tuo commento.
  10. queffe

    I racconti della Prima Luna - Quinto ciclo

    Complimenti @cynthia collu !
  11. queffe

    [MI 121] Fiamme Blu

    Metterei un punto dopo veterano, all'interno della battuta (il punto lo "pronuncia" Gianni). Il sostegno lo farei proseguire in minuscolo come lo hai messo tu. Ci sono altri punti in cui io gestirei punteggiatura e sostegni esterni alle battute in modo diverso, ma queste sono quisqulie (anche perché ogni casa editrice ha proprie convenzioni e questi dettagli non sono regole fisse). Nella storia ci sono due focalizzazioni parallele, su personaggi e situazioni diverse all'interno della stessa nave. Hai corso un bel rischio, narraivamente, ma lo hai gestito bene, a mio parere. Hai separato con uno spazio i salti (e questo è uno stratagemma abbastanza semplice da usare) e, soprattutto, hai introdotto subito il personaggio protagonista fin dal primo salto: Ti dirò, che proprio al primo salto, io avrei fatto addirittura di più, per evitare qualsiasi dubbio interpretativo, riformulando la frase e iniziando con Claudio stava preparandosi a montare di turno (...). Non so, forse ho poca fiducia nel lettore, forse sono io stesso un lettore talvolta poco attento. Del resto mi sembra (ho letto gli altri commenti molto velocemente e potrebbe essermi sfuggito qualcosa) che nessuno abbia sollevato dubbi e si sia dichiarato disorientato dai cambi di scena. Quindi prendi pure con riserva queste mie note. Diverso è il ritorno sulla situazione precedente, gestito a mio parere con la giusta... prudenza Ecco: anche sul salto successivo non lasci alcun dubbio, anche aiutata dal fatto che il lettore ha già capito che ci sono due situazioni parallele, due punti di vista narrativi della stessa storia (all'interno delle condutture e nelle cisterne, o tanche, come ha giustamente puntualizzato @flambar), quindi si arriva al secondo periodo di questo frammento non ancora disorientati e il nome del personaggio ricolloca correttamente il punto di vista. Ma dopo queste pignolerie veniamo ai contenuti: ottima scelta la tua, tutt'altro che scontata. Un racconto semplicemente ispirato, come dici, a un grave fatto di cronaca, ma un racconto nel quale la denuncia è chiara e inequivocabile (e come potrebbe essere altrimenti?) Riesci ad avvicinare in modo efficace il lettore ai personaggi e, per quanto i dettagli su di loro siano pura fantasia, si può immaginare che le storie delle vittime e dei testimoni di quel tristissimo episodio non devono essere state molto diverse de queste. Ho una piccolissima riserva sull'enfasi di questo frammento: Consiglierei di lasciar perdere il detto per lasciar più spazio al mostrato. Inoltre le fiamme non possono realmente rendere incandescente il metallo della nave. Ma ciò può essere nella percezione degli operai (probabilmente in preda al panico o, quanto meno a forte e giustificata agitazione). Consiglierei pertanto qualcosa del genere: Le fiamme erano grossi coni bluastri che sembravano rendere incandescente il metallo intorno agli operai. (consiglio "intorno", anche se il "circondava" mi piace con il senso di opressione che comunica, ma eviterei la ripetizione così ravvicinata del che) Ho dei dubbi, poi, sui tremila gradi (non c'è gas che abbia una temperatura di fiamma così alta, credo, a meno che non bruci in quantità enormi. D'accordo: le fiamme ossidriche ossiacetileniche - cioè quelle che sembra usino gli operai su questa nave - ci arrivano, ma con ossigeno puro come comburente). Inoltre l'acido cianidrico si forma dal metano, non so se dal gpl. Non c'è nemmeno bisogno della saturazione di questo acido (bastano poche centinaia di parti per milione per uccidere), ma vabbé: gli operai possono non saperlo e per "saturazione" può benissimo intedersi quanto basta per lasciarci le penne. Tutto questo, però, per dire che, per una maggiore verosimiglianza, eviterei certi dettagli "tecnici". Non per schivare la pignoleria di qualche lettore rompiscatole (come me ), ma perché, nella coerenza complessiva di un racconto così realistico, qualsiasi elemento che non si incastri perfettamente nella realtà va evitato. Non sono tornato alle quisquilie, sto ancora parlando di contenuti: non c'è bisogno di precisazioni che, drammatizzando, rafforzino la storia, a mio parere: la storia è già forte in sé, contiene sufficienti elementi per colpire il lettore semplicemente riportando ciò che vedono i protagonisti. I dettagli "tecnici", io, in un racconto così li vedo un po' come interferenze del narratore. I protagonisti non hanno tempo per i dettagli: i protagonisti sono fatica (prima), concitazione, paura, panico (poi) ed emozione, costernazione, alla fine. I dettali ci sono, ma devono restare sullo sfondo della storia. Non detti. Anche se, alla fine, è pur sempre una questione di scelte dell'autore. Ma io la vedo così. Come pure non detto, per me, deve assolutamente rimanere questo: Innanzi tutto perché "Il gruppo soconvolto" spersonalizza troppo: lo sconvolgimento è di ognuno di quegli uomini, non è una caratteristica che emerge collettivamente. Consiglierei qualcosa del genere: Ciascuno degli operai, sceso a terra, vide negli sguardi dei compagni la propria paura per il pericolo corso, ma si contarono tra loro e c'erano tutti: si erano salvati.  Va bene: ho commentato un po' confusamente. Spero di non essere stato pedante. A rileggerti.
  12. queffe

    Bar A

    Semplicemente non si mettono freccine verdi o rosse, cuoricini di ringraziamento e altri feedback di reputazione in Officina, come puoi vedere al punto 6 nella pagina principale di ogni sottosezione. Non puoi rimediare (...nel senso che solo lo staff può rimuovere i punti dati impropriamente e per quelli che hai dato qui ho provveduto io e ora non si vedono più)
  13. @Emy , @Talia per il momento "solo" un grazie anche a voi. finisco di ripsondere ai commenti precedenti cui non ho ancora replicato, poi arrivo.
  14. queffe

    Bar A

    @Mattia Alari : non si usano i punti reputazione in Officina.
  15. queffe

    Turista

    @MyConc Attenzione: da regolamento non è possibile utilizzare il maiuscolo nei titoli. Inoltre devi inserire anche il link al commento usato per pubblicare. Ho trovato questo e provvedo io, ma fai più attenzione in futuro.
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