Vai al contenuto

Lorenzo Sartori

Scrittore
  • Numero contenuti

    1.088
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Lorenzo Sartori

  1. Lorenzo Sartori

    Che reali possibilità ha un “piccolo” di emergere?

    Claudio tu poni diversi quesiti, per cui ti rispondo aggiungendone un altro Cosa intendi per emergere? Emergere in questo campo può voler dir tutto e niente. Ho letto più volte di aspiranti scrittori illusi di avere nel cassetto il best seller che il mondo attende da anni o addirittura preoccupati di riuscire a scrivere un "classico". A parte uno su un miliardo (arrotondando per eccesso) che può anche essere baciato dal destino, in tutti i campi artistici (e non solo) i risultato arrivano con il tempo, con il sudore e la determinazione. E poi certo, anche con il fattore C. In ogni caso si "emerge" pian piano, aumentando i lettori con la consapevolezza che si conteranno, nella maggioranza dei casi, al massimo in poche centinaia. Le case editrici non cercano capolavori, ma libri che abbiano un mercato. E poi cercano anche autori che abbiano un seguito. Il mercato è mutevole e non bisogna mai disperare (meglio tenere duro con quello che si ama scrivere che inseguire le mode). Quanto al seguito, se non sei già famoso (ma in quel caso di solito scrivere un libro diventa l'ultima delle necessità e poi ci sono sempre i ghost writers) in qualche modo devi farti conoscere. Sarebbe bello farsi conoscere per quello che si scrive, ma non è così che funziona. O meglio si può essere apprezzati per quello che si scrive, ma solo se ci si è fatti conoscere. Non credo la timidezza sia un problema. Ci sono diversi modi per farsi conoscere.Il problema è che richiede sbattimento (come del resto scrivere, riscrivere, revisionare...) e se uno pensa "no a me interessa solo scrivere, tocca agli altri fare i resto" beh allora significa che emergere non è importante. Continuate serenamente a scrivere e non preoccupatevene.
  2. Lorenzo Sartori

    Amazon e trucchetti...

    sì, ma a volte tolgono recensioni reali. Fanno tutto in modo troppo arbitrario.
  3. Lorenzo Sartori

    Con l'Ultimo Respiro - Lorenzo Sartori

    C'è stato qualche ritardo per ragioni tecniche, ma ora e fino al 4 gennaio (abbiamo voluto recuperare) l'ebook e scaricabile gratuitamente da tutti gli store Ecco per praticità il link diretto da amazon http://www.amazon.it/Con-lUltimo-Respiro-Lorenzo-Sartori-ebook/dp/B00IX2O6EI/ref=pd_sim_kinc_3?ie=UTF8&refRID=1G9BV2M6HV03E0PS14CV
  4. Lorenzo Sartori

    Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

    l'autopubblicazione richiede del "lavoro" extra da parte dell'autore (che deve fare le veci anche dell'editore) ma anche da parte del lettore che si trova a dover scremare quanto gli viene proposto. Non è né un bene, né un male, dipende dal lettore. In pratica una casa editrice assolve da un lato il compito di filtrare (selezionare) e dall'altro quello di ottimizzare un prodotto. Poi dovrebbe assolvere il compito di promuovere. Spesso il lavoro delle CE si riassume solo nella selezione, dove la soggettività ha un certo peso.
  5. Lorenzo Sartori

    Con l'Ultimo Respiro - Lorenzo Sartori

    Una buona notizia Per festeggiare il nuovo anno, Con l'ultimo respiro sarà scaricabile gratuitamente da tutti gli store e dal sito Gainsworth dal 1 al 3 gennaio. Il mio regalo/augurio per anno da fiaba
  6. Lorenzo Sartori

    "Fernweh" - Chiara Zanini

    messo in programma tra le letture del nuovo anno :-)
  7. Lorenzo Sartori

    Il punto di vista a focalizzazione interna e regole estreme

    tutto vero Live. Si potrebbe sintetizzare il tutto con due parole: mode (che cambiano) e consapevolezza (di chi scrive)
  8. Lorenzo Sartori

    Piccola casa editrice o digitale?

    se la preoccupazione è questa, tranquillo, il cartaceo non sparirà, almeno per i prossimi cento anni. Non sarà sicuramente il digitale a metterlo in crisi. Entra in un libreria di catena (in questo periodo poi...). Dove oltre ai libri trovi sempre più gadgets e cavolate varie (ma non ebook). Ecco saranno queste cavolate varie al massimo a togliere fatturato ai libri. Ma dietro c'è una miopia del sistema editoriale tradizionale. Forse una crescita degli ebook li costringerà a rivedere certe scelte. Se poi grazie agli ebook venissero fuori i nuovi grandi nomi di domani, allora anche il cartaceo ne beneficerebbe.
  9. Lorenzo Sartori

    Piccola casa editrice o digitale?

    secondo me la differenza sta che il digitale ti permette di fare un passo alla volta, a partire dal formato. Mi spiego: il digitale ti permette di pubblicare racconti o novelle, formati che in carta non hanno mercato. Ti permette di iniziare a farti un piccolo pubblico. Il cartaceo per via del costo richiede invece che questo pubblico tu già lo abbia. E' per quello che le CE spesso investono su chi ha già un seguito (ottenuto come self o come sportivo o chef o giudice di X Factor, fa poca differenza). Quindi il digitale, risparmiando sui costi di produzione, permette un maggiore sforzo nella promozione ( ammesso di avere una CE digitale che ci investa e sappia come farlo). Non andrai chissà dove, questo è bene che l'autore lo sappia. Il digitale, per come è il mercato oggi in Italia, ti porta dal punto 0 al punto 3 su una scala che va da 0 a 10. Il libro ti promette di arrivare al punto 10, ma una piccola CE al massimo ti porterà al massimo al punto 3. Solo che gli costerà molta più fatica e tempo. In digitale io quest'anno ho pubblicato 3 ebook. In cartaceo avrei potuto sperare di essere pubblicato una sola volta. Nell'ottica del mattone su mattone, il digitale ti dà più "materiale di costruzione".
  10. Lorenzo Sartori

    Piccola casa editrice o digitale?

    beh, non è vero. Una CE avrà pochi costi di produzione, ma pur sempre ne ha. Ci sono poi i costi fissi e per coprirli deve vendere. Una CE poi ci mette la faccia sul prodotto. Per cui la selezione la fa. Se non la fa sparisce subito dal mercato. Detto questo il digitale dà molte più possibilità del cartaceo. Ma è chiaro che il libro di un esordiente resta una goccia nel mare o nell'oceano (fa poca differenza). Ora come ora per emergere (poi andrebbe capito cosa si intende) servono tanti fattori, non ultimo quello "C" (o "X" se preferite). Serve che l'autore non sia solo una persona che scrive (dando per scontato che scriva bene e abbia qualcosa da dire), ma anche un po' un personaggio. E per personaggio non intendo necessariamente un VIP o un caso umano, ma una persona con una caratterizzazione che la renda in qualche modo unica (un po' come il personaggio di una storia). Deve in altre parola sapere uscire dall'anonimato e portare con sé quello che scrive. In quest'ottica la scelta tra digitale o cartaceo è molto legata all'identità "digitale" (social, blog...) o meno dell'autore.
  11. Lorenzo Sartori

    Il punto di vista a focalizzazione interna e regole estreme

    in questo caso usi la terza persona onnisciente. Non passi da un pov all'altro, ma c'è un narratore "dio" che tutto vede e tutto narra.
  12. Lorenzo Sartori

    Il punto di vista a focalizzazione interna e regole estreme

    qui il pov andrebbe sistemato. Focalizzati o su L o su M. Non è solo una questione di correttezza del punto di vista, così facendo riesci ad interiorizzare meglio le emozioni di uno dei due. Cerca di capire chi in quel capitolo abbia da dare di più dal punto di vista emozionale. Sempre che l'intero racconto/romanzo si basi su più cambi di punti di vista. Non è facile, ma è chiarendosi queste cose che si riesce a raggiungere un livello più alto nella scrittura. Anche solo dal punto di vista empatico. Ah, occhio che ci sono due avverbi in "mente" nella stessa frase.
  13. Lorenzo Sartori

    Il punto di vista a focalizzazione interna e regole estreme

    servirebbe un esempio un po' più dettagliato. Potrebbe essere l'ospite che vede che il protagonista si alza e fa altro e poi lo raggiunge. Immagina di dover usare una telecamera che puoi mettere sulla testa (e nella testa) dei personaggi.
  14. Lorenzo Sartori

    Piccola casa editrice o digitale?

    ho votato casa editrice digitale, ma è necessario che chiarisca un po', perché la risposta che avrei voluto dare è il classico: dipende. Se la CE ha una distribuzione molto limitata, l'opzione digitale è sicuramente meglio. Hai più visibilità. Ma per l'appunto dipende anche dalla CE digitale (che di solito è sempre piccola se viaggia solo su quel formato). Perché il digitale ti dà visibilità solo se hai una CE che fa molta promozione sul web. Altrimenti è solo una scelta in quale oceano mettere la tua gocciolina di acqua. Dipende anche tu poi come pensi di promuoverti. Un libro in cartaceo è più facile da promuovere agli incontri. L'ebook invece si promuove in rete. Se ad esempio non hai un profilo facebook, forse questa seconda opzione non è quella adatta a te. Se non hai intenzione di farti vedere in pubblico con il tuo libro, beh, allora è la prima che non ha senso. Sempre per rimanere sul "dipende" va anche capito di che tipo di piccola CE ("cartacea") si parla. Non sono tutte uguali.
  15. Lorenzo Sartori

    Quanto conta la classifica amazon?

    Amazon non ti permette di comprare più di una copia, dovresti cambiare ogni volta account. Ammettendo di farlo se vendi una copia al giorno resterai intorno a posizione 2000. Al limite nel tempo scenderai più lentamente. @ Lean. Significa che non vendevi una copia probabilmente da un mese o anche più e hai venduto quel giorno una copia. Grosso modo (molto rozzo come prospetto, prendetelo per quello che è) Posizione classifica / da quanto non vendi una copia 500.000 / da una vita 100.000 / da circa 2-3 mesi 50.000 / da circa 1 mese 20.000 / da circa una settimana 10.000 / da un paio di giorni 5.000 / venduta 24 ore prima 2-3000 / venduta qualche ora fa 1000 / vendute un paio nel giro di qualche ora
  16. Lorenzo Sartori

    Quanto conta la classifica amazon?

    Per manciata di copie intendo grosso modo una decina (di media al giorno) Come dice Dottor D quando vendi una copia sali verso posizione 4000, se arrivi a posizione 1500-2000 circa è perché hai venduto due copie nel giro di poche ore. Con la media di 4-5 al giorno credo tu entri nelle top 100. Poi penso sia tutto progressivo, cioè sia molto più facile da 100 arrivare a 50 che da 50 arrivare a 20 o 30. Immagino che chi stia in prima posizione possa avere venduto quel giorno dalle 20 alle 30 copie, magari anche 50. Ma in prima posizione ci rimani poco. Se hai venduto bene un giorno, scendi più lentamente il giorno dopo, anche se non hai venduto niente. Per cui un Connelly su Amazon Italia venderà (mia liberissima stima) dalle 500 alle 1000 copie. Metti anche che un big raggiunga le 2000 copie e che uno su 100 (tra i big) arrivi alle 5000. Una percentuale minima rispetto a quanto venda di cartaceo. Del resto in Italia i lettori "forti" (quelli che leggono almeno una decina di libri l'anno) sono più o meno 4 milioni (più meno che più). Gli ebook sono letti soprattutto da questa categoria, o meglio da una parte minoritaria di questa categoria. Non saprei dare il numero, ma temo non superi le 300-400 mila unità. Tra questi la maggior parte legge comunque ancora in cartaceo. Possiamo stimare che acquistino non più di 20 titoli digitali l'anno (poi si scaricano i vari gratuiti). Diciamo che in Italia vengano venduti pertanto dai 5 ai 6 milioni di titoli digitali. Di questi, credo che Amazon ne peschi almeno 3 o 4. Su Amazon ci saranno mezzo milione di titoli (credo di più). Una decina di copie a titolo non si negano a nessuno, per cui quasi metà finisce lì. Il resto viene suddiviso. Per cui vendere più di 1000 copie di ebook su amazon credo capiti solo a pochi.
  17. Lorenzo Sartori

    Quanto conta la classifica amazon?

    rieccomi sull'argomento. Visto che sono stato per quasi due settimane nella top 100 globale ho qualche dato in più da darvi. Entrare nella top 100 serve sicuramente a vendere qualche ebook in più. E' la cosa che dà più visibilità. Per tre giorni un mio ebook è stato messo gratuito arrivando al primo posto dei gratuiti. Quando è tornato a pagamento invece di precipitare al millionesimo posto (come temevo), grazie alla visibilità ottenuta, si è fatto appunto due settimane nella top 100 a pagamento (è arrivato a posizione 26). E' tuttora primo o secondo nei racconti e tra i primi 50 nella categoria thriller. Tradotto in numeri significa una manciata di copie al giorno, non ti cambia la vita, ma come dicevo in precedenza, fa molto bene all'ego. Tutto questo però per dire che visibilità genera visibilità e che essere visibili su amazon alla fine conta molto di più che spammare in giro (ad esempio su facebook). Il che però non ti porta a diventare certo uno scrittore ricco e famoso! Certo, va anche detto che l'ebook costa 0,99 e che già aveva delle ottime recensioni. Fosse costato solo 2,99 non credo avrebbe funzionato allo stesso modo.
  18. Lorenzo Sartori

    ciao

    ciao Molly, benvenuta qui nel WD
  19. Lorenzo Sartori

    Eccomi...mi presento!

    bene arrivato!
  20. Lorenzo Sartori

    Approdo in WD

    benvenuto Riccardo
  21. Lorenzo Sartori

    novellina :-)

    bene arrivata!
  22. Lorenzo Sartori

    "Lo strano caso di Michael Farner" di Lorenzo Sartori

    aspetto il fuoco d'infilata di Steam , buona lettura. Intanto il buon Farner è salito fino a posizione 40 della classifica a pagamento di amazon. Chissà come se la tira
  23. Lorenzo Sartori

    "Lo strano caso di Michael Farner" di Lorenzo Sartori

    Se avete scaricato l'ebook e se siete su facebook siete invitati anche alla Michael Farner Welcome Party, che si tiene domani a New York. https://www.facebook.com/events/613063125469797/?pnref=story Feste così, nella Grande Mela, non si tenevano dai tempi del Grande Gatsby
  24. Lorenzo Sartori

    Editing si, editing no

    va aggiunto un tassello nella spiegazione di cosa sia l'editing. L'editor non prende il testo e lo sistema e poi dice allo scrittore "ecco qua, così si scrive!". Certo se vede un refuso lo corregge in automatico, ma se c'è ad esempio da girare una frase, solitamente indica una soluzione, ma poi passa allo scrittore il compito di metterla a posto. L'editor è quello che dovrebbe dirti "così non è molto chiaro", "questa parte la taglierei non aggiunge molto" "ti sei perso con il pov (punto di vista)", "qui ti sei ripetuto", "attento all'infodump" ecc. Questo è come intendo io l'editing (non tutte le CE procedono in questo modo. Il problema di base è che l'editing richiede tempo e competenze e spesso queste due non ci sono o non si ritiene si giustifichino economicamente. E spesso -sigh - è vero.). E di fatto succede che il testo viene rimpallato più volte. Per cui tornando all'esempio di Eco, credo che questi sette abbiano fatto le pulci al testo, facendo in modo che Eco lo ottimizzasse ad ogni passaggio. Mi sembra che la persona che ho citato avesse trovato ad esempio alcune incongruenze nella storia che sono state tranquillamente sistemate. Immagino anche che su altre non abbiano avuto il coraggio oppure che su altre ancora Eco abbia detto "per me va bene così e non si tocca". Se sei Eco lo puoi fare. Alla fine è anche una questione di negoziazione.
  25. Lorenzo Sartori

    Editing si, editing no

    anche Umberto Eco o Stephen King hanno bisogno di editing. Ho avuto la fortuna di conoscere uno degli editor di Eco ai tempi de Il nome della rosa. Dico uno e non l'editor, perché se non ricordo male mi disse che erano almeno in 7 o 8. Questo per dire che l'editing è un processo fondamentale. A cosa serve? Serve per migliorare un testo, per renderlo più fruibile, più elegante (sì, anche a togliere avverbi o eufoniche se necessario). Serve ad eliminare eventuali incongruenze nella storia. Serve a tagliare il superfluo, a riscrivere delle parti se necessario. Serve a tirare fuori il meglio, come un regista fa con un attore (mica che gli attori bravi non hanno bisogno di registi). Non è un lavoro facile. Non lo è per l'editor e neanche per lo scrittore che vede messo in discussione il suo lavoro. Ma se nessuno ti mette in discussione non cresci. Anche se ti chiami Umberto Eco, appunto. Credo poi che l'editing serva non solo a limare il testo, ma anche l'ego dell'autore Naturalmente c'è editing e editing. E' un lavoro che richiede una sua professionalità, ma ha anche una sua soggettività. E' inevitabile. Serve editare un manoscritto per meglio apparire a una CE? In linea di massima direi di no, ma la risposta vera è dipende dalla CE e dagli obiettivi (come qualcuno prima di me ha sottolineato). Direi che sicuramente serve che qualcuno legga e ti dia un feedback, proprio per limare gli errori grossolani che scappano a tutti. Un lavoro più di fino invece non credo serva. Una CE seria dovrebbe investire sull'autore, capire fin dove può arrivare "al naturale". Se il prodotto è troppo "raffinato" si rischia di ingannarsi a vicenda.
×