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Lorenzo Sartori

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Tutti i contenuti di Lorenzo Sartori

  1. Lorenzo Sartori

    L'ombra del primo re

    Titolo: L'ombra del primo re Autore: Lorenzo Sartori Casa editrice: Gainsworth Publishing ISBN: 978-88-99437-10-7 Data di pubblicazione: 20 dicembre 2016 Prezzo: 17 euro (cartaceo, 15 euro sul sito dell'editore), 3,99 euro (ebook) Genere: Fantasy Pagine: 322 Quarta di copertina: Nel regno di Tidor, una nebbia perenne avvolge la misteriosa foresta di Liwiz e si dice che sia frutto del maleficio di una strega. Il re Yudra è pronto a dare la propria figlia, Sari, in sposa al cavaliere che sarà in grado di eliminare la strega e far finalmente alzare la nebbia. Per l’occasione, indice un torneo ma non sa di aver innescato così una serie di eventi destinati a rompere un equilibrio antico e a mettere a rischio l’esistenza del regno e tutto ciò che ha di più caro. Sviluppato su tre racconti legati tra loro, L’ombra del primo re è un romanzo fantasy costruito su atmosfere fiabesche, battaglie epiche, malefici, intrighi di corte e numerosi colpi di scena. Link all'acquisto: LINK (shop editore)
  2. Lorenzo Sartori

    Espongo quindi sono. Le fiere

    Discussione interessante. Credo che ogni CE adotti, più o meno consapevolmente, una strategia. Per cui non esiste un giusto e uno sbagliato. A me le fiere piacciono. Ne faccio (non molte) per il mio lavoro e ne faccio da lettore.Visibilità, contatti ecc. tutte cose già dette. Quello che posso aggiungere è che solo nelle fiere ho visto vendere discreti quantitativi di libri di esordienti. Numeri che non credo si raggiungano sugli store o in libreria. Parlo ovviamente di cartaceo. L'ebook ha un altro ecosistema. Quindi in termini di visibilità di un autore, non credo ci sia niente di meglio. Il problema sta nei costi. Andare a fiere nella maggior parte dei casi significa perdere soldi sul breve periodo. Un piccolo editore che va a Torino e che non è di Torino (per cui deve aggiungere spostamenti, vitto e alloggio) ci mette un attimo a spendere una cifra che va dai 1500 ai 3000 euro. Per poter rientrare bisogna vendere diverse centinaia di copie. Dimenticavo, a una fiera ci devi andare anche con materiali promozionali (cartoline, segnalibri, poster, espositori...) Questo per le grandi fiere. Poi ci sono quelle più piccole. Si spende di meno (a volte neanche tanto di meno), ma le vendite sono molto più random. Detto questo io da autore darò sempre più importanza alla presenza fisica dell'editore a fiere nelle mie prossime scelte. Non pretendo Torino, ma qualche fiera un editore (se l'editore lo vuole fare sul serio e i libri in qualche modo farli conoscere e vendere) la deve fare.
  3. Lorenzo Sartori

    Memory Download, La Sindrome di Proust - Lorenzo Sartori

    Titolo: Memory Download, La Sindrome di Proust Autore: Lorenzo Sartori Collana: Pietre di Luna Casa editrice: Alcheringa Edizioni ISBN: 978-88-98621-88-0 Data di pubblicazione: luglio 2016 Prezzo: 12,50 euro (cartaceo. L'ebook sarà disponibile a breve) Genere: Techno-Thriller Pagine: 255 Quarta di copertina: Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l'editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il "Memory download", la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all'improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine. Link all'acquisto: (shop della casa editrice) http://www.blomming.com/mm/alcheringaedizioni/items/memory-download-la-sindrome-di-proust (Amazon) https://www.amazon.it/dp/8898621884/
  4. Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l'editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il "Memory download", la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all'improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine
  5. Lorenzo Sartori

    Il progetto Sad Dog

    Sei stanco delle case editrici che ci mettono mesi a rispondere? Non ti piace il self publishing selvaggio? Vuoi avere la libertà di un autore indie ma il controllo di qualità e il supporto di un editore serio? Unisciti a Sad Dog! Ok, fine della modalità promo. Vediamo di spiegarvi meglio il progetto che ormai da qualche mese ci sta appassionando. Ci proviamo con delle FAQ. Chi siete? Per prima cosa, chi non siamo. Non siamo una Casa Editrice, per cui non aspettarti con noi un rapporto editore-autore. In Sad Dog siamo tutti Autori, anche se ci sobbarchiamo molto del “lavoro sporco” tipico dell’Editore, ovvero selezione, editing, impaginazione, promozione ecc. Chi cercate? Autori in grado di dare il loro contributo al progetto. Ovvero Autori in grado di proporre storie valide, ma anche Autori disposti a contribuire donando tempo e impegno (le nostre monete di scambio) per migliorare i testi altrui, attraverso una lettura critica, un aiuto nell’editing o nella promozione. Insomma la voglia di far parte di una squadra di Autori motivati. Posso sottoporvi qualsiasi manoscritto? Sad Dog si occupa solo di narrativa di genere, in particolare: fantascienza, thriller, horror, surreale, noir/giallo. E in questa fase ci stiamo concentrando sui racconti lunghi/romanzi brevi. Storie tra le 50 e le 100mila battute. Per diverse ragioni, non ultimo il fatto che la cura di un prodotto di questa dimensione è più facile da gestire. Allo stesso tempo si tratta di prodotti poco interessanti per la maggior parte degli editori tradizionali. Ma vi devo cedere i diritti della mia opera? No. Ogni Autore resta titolare della propria opera. Sarete a tutti gli effetti degli Autori self. Ma lo sarete non da soli, ma facendo parte di una squadra pronta a darvi una mano (soprattutto se anche tu la darai ad altri Autori del “collettivo”). Avete parlato di selezioni? Sì, i soci fondatori si riservano la valutazione delle opere che ci vengono sottoposte. L’obiettivo è mantenere alta la qualità di ciò che esce con il marchio Sad Dog (a beneficio di tutti quelli che pubblicano e pubblicheranno con noi). Risponderemo comunque a tutti e contiamo di farlo entro un mese. Ah, un modo valido per farsi notare è sicuramente quello di partecipare al nostro concorso Letture a sbaffo LINK Altre domande? Sparate
  6. Lorenzo Sartori

    Il progetto Sad Dog

    scusa se ti rispondo solo ora, non avevo visto il tuo post. Chiediamo di non inviarci manoscritti come li si inviano spesso alle CE, ovvero sparando nel mucchio. Non siamo una CE per cui prima di valutare un manoscritto preferiamo "valutare" la persona, capire la motivazione per cui vorrebbe unirsi al gruppo. Sul fantasy siamo partiti con l'idea di non pubblicarlo perché un po' tutti noi abbiamo un editore che lo pubblica. Ma se si tratta di un racconto lungo (e non un romanzo, tanto meno una saga) ci può interessare. Hai qualcosa di pronto?
  7. Lorenzo Sartori

    L'editing è davvero utile?

    Marcello, ti confermo che è vero. Conosco uno dei sette, è stato il mio caporedattore per qualche anno quando collaboravo per un giornale locale. Ogni editor ha ovviamente una sua sensibilità e stile. Ci sono autori bravi e meno bravi e editor bravi e meno bravi. Dal mio punto di vista l'editing ideale è quello fatto in sinergia con l'autore. L'editor, un po' come il traduttore, dovrebbe entrare in sintonia con l'autore. Poi dipende sempre dai rapporti di forza. Immagino che l'autore sconosciuto ed esordiente non abbia molta voce in capitolo se pubblica per una Big. In generale comunque l'editor esterno serve sempre per fare un buon editing.
  8. Lorenzo Sartori

    Sonata per Violino

    Storia dalle atmosfere cupe, un noir horror ambientato tra Milano e gli Appennini. Dado, il protagonista, è un guardaspalle ossessionato dalla presenza del nuovo socio del suo capo Paco, amico fin dall'adolescenza. Si è rotto un equilibrio tra i due, una delle poche certezze su cui Dado può far conto. Ma ora ha davanti a sé l'occasione per sistemare le cose. A modo suo.
  9. Lorenzo Sartori

    Gli scrittori sono disposti a farsi vedere?

    Comparire è una cosa, fare promozione è un'altra. Nel 2016 è impensabile che un autore non voglia in alcun modo fare promozione (mentre è accettabile che non voglia comparire, perché appunto comparire non è l'unica forma di promozione). Se non vuol in alcun modo fare promozione perché è convinto di aver scritto un capolavoro e che questo basti, beh, prima o poi capirà che sulla torre non c'è il servizio in camera e dovrà scendere. Il problema semmai sono quegli editori che si aspettano che sia l'autore ad accollarsi tutta la promozione. Per cui l'autore si aspetta che la CE faccia tutto. Il libraio si aspetta che sia l'autore a portare gli amici e parenti in libreria. La CE si aspetta che sia l'autore a portare in giro il libro (e a venderlo ai succitati amici e parenti ). E, morale della favola, i libri non si vendono.
  10. Lorenzo Sartori

    Con l'ultimo respiro

    Quando Awira entra nella foresta di Liwitz, dove a causa di un incantesimo non si alza mai la nebbia, sa esattamente quello che vuole. Sta raggiungendo la capitale per prendere parte alla prova finale del Gran Torneo indetto da re Yudra che ha promesso in sposa la figlia Sari al vincitore. E lui quella prova misteriosa, di cui nessuno conosce ancora il contenuto, è determinato a vincerla: per la bellissima principessa, ma soprattutto per ereditare un giorno il regno e con esso un imponente esercito con il quale vendicare la morte di suo padre e di suo fratello, uccisi in battaglia. Ma nella foresta incantata Awira fa un incontro destinato a mettere in gioco tutte le sue certezze, perché le cose non sempre sono come sembrano.
  11. Lorenzo Sartori

    Home Run

    E10 è il nome in codice di un uomo rinchiuso in un centro ricerche. E10 non ricorda chi è, né come sia arrivato in quel posto, capisce solo di essere una cavia. Sfruttando un momento di distrazione, ma anche capacità di combattimento inaspettate, E10, o Ethan come preferisce chiamarsi, si libera e fugge dal centro. La struttura si trova però su un'isola sperduta in mezzo all'Oceano Pacifico. La sua fuga ha le ore contate?
  12. Lorenzo Sartori

    Alcheringa Edizioni

    Vale per Alcheringa ma vale anche per il 90% delle piccole CE gestite da una sola persona. Il tempo per stare dietro a tutto è poco. Io ho iniziato l'editing del mio romanzo, ma serve tempo, perché l'editore deve seguire mille altre cose. Ad esempio ho visto che di recente hanno messo in rete il catalogo digitale. C'è poi un libro in uscita ecc. Il tempo che si dedica alle lettura dei manoscritti (ci sta che di certi ci si fermi alla sinossi, escludo che si limitino al curriculum, non avrebbe molto senso) è legato al tempo che rimane libero ma anche al numero di uscite che si pensa di programmare per quell'anno. Se hai già 10 manoscritti selezionati e magari stai faticando a farne uscire 5, dedicherai meno tempo a cercarne di nuovi. Quello che posso dire è che Alcheringa mi sembra una realtà seria (non avrei firmato altrimenti), magari non sempre sono rapidi nel rispondere alle mail, ma del resto se sono impegnati in altre cose non si può pretendere di essere sempre al centro dell'attenzione (come è comprensibile vorrebbe l'autore :-) )
  13. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    La casa editrice dei sogni... non esiste. Però voi cosa vi aspettate da una Casa Editrice? Vanno bene tutte? Basta che non sia un editore a pagamento? E' sufficiente questo? Quale valore aggiunto vi aspettare rispetto a pubblicare in self? Lo chiedo perché questo forum è una sorta di approdo naturale a cui giungono ogni anno centinaia di aspiranti scrittori, più o meno tutti con il sogno di trovare la casa editrice che li possa far conoscere al "mondo". Ci sono passato anch'io (beh, sono ancora qua) e a distanza di qualche anno mi è più facile vedere l'ingenuità e l'eccessivo carico di aspettative di molti utenti. Questo è un post fatto soprattutto per condividere aspettative (e anche esperienze, ma non fate nomi di CE, sia per rispetto del regolamento, sia perché comunque questa non è la sede appropriata e lo scopo di questo post). Qui voglio sapere da voi cosa vi aspettate in generale da un rapporto con un editore. Quali servizi e quali interazioni cercate. A cosa siete risposti a rinunciare (eh, beh, sì non si può avere sempre tutto). Che tipo di distribuzione vi aspettate? Che tipo di vendite, di royalities? Che tipo di presenza a fiere o sui social? Come dovrebbe funzionare l'editing o la scelta della copertina? Nella speranza che questa discussione possa aiutarvi a mettere a fuoco la vostra ricerca, perché a volte cercare quello che esiste e non quello che non esiste, aiuta...
  14. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    ne chiuderà una all'anno (secondo me di più), ma per una che chiude almeno due aprono. Il problema forse è che il confine tra hobby/passione e lavoro è un po' labile in questo settore. Aprire una CE per pura passione è una scelta per certi versi molto romantica, e a cui va tutta la mia simpatia. Per un altro verso però l'editore è anche colui che si prende in carico i progetti di altri sognatori, ovvero i manoscritti su cui un po' tutti noi abbiamo sudato e investito emotivamente.
  15. Lorenzo Sartori

    Apertura di una casa editrice

    bella domanda. Io credo si debba essere disposti a "investire" almeno 10mila euro se si pensa al cartaceo, al commercialista e a prendere parte a qualche fiera. Poi la tecnologia ti permette di spendere niente o poco più (print on demand, presenza solo sui social), ma l'aspetto fiscale rimane secondo me il vero problema.
  16. Lorenzo Sartori

    Alcheringa Edizioni

    firmato il contratto un mesetto fa, invio manoscritto verso novembre se non ricordo male.
  17. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    mi è piaciuta la risposta di Esopo, magari il pagamento mensile è eccessivo (ma stiamo parlando di sogni, per cui)
  18. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    io non credo nel best seller che risollevi le sorti una CE. I best seller nel 99% dei casi si costruiscono a tavolino. E servono sempre soldi per generare soldi. Per carità, prendo questo articolo con le pinze LINK ma non mi stupisce poi tanto. La Rowling (un caso più unico che raro come numeri di libri venduti) che pubblica con uno pseudonimo e nonostante le ottime recensioni (non su piccoli blog) e un mercato non paragonabile al nostro, in lingua italiana, vende solo 1500 copie in 3 mesi (il "solo" va contestualizzato). Poi fa outing e le vendite decollano vertiginosamente. Ok, ci sarà anche un po' di markerting pure qui dietro, però è vero che se non sei nessuno non puoi vendere più di tanto, anche se il libro in questione può avere un potenziale commerciale elevatissimo. Questo appunto per dire che una CE vive di "routine" e non di casi letterari. Vive vendendo una serie di prodotti di qualità, legando a sé un pubblico. Passo dopo passo. Ogni uscita dovrebbe portare soldi (magari pochi) nelle casse della CE. Questo dovrebbe stimolare la CE ad accrescere il suo catalogo a spingere gli autori che hanno venuto di più a fare il bis. Se ogni libro invece è solo una spesa, deve rivedere la sua strategia.
  19. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    per rispondere al quesito di Sefora. Credo che investire grosse somme (ed energie) per un autore sconosciuto il più delle volte si riveli un flop. Se poi la CE per far questo trascura gli altri libri/autori, non la vedo come una scelta intelligente. Per riprendere l'imput iniziale, cosa vorreste facesse la CE per voi (non me ne voglia JFK). Cosa vi aspettate faccia (se non avete ancora pubblicato) o cosa vi piacerebbe fosse possibile? In che modo potrebbe supportarvi al meglio? Detta in altri termine, qual è il vero valore aggiunto che vi aspettate e la ragione per cui non avete scelto di fare da soli? Per rispondere io credo che la CE dovrebbe rendere il tuo libro "presente". La presenza nelle libreria è legata alla distribuzione e quindi miracoli non se ne possono fare, ma la presenza può essere garantita mediante altre vie (fiere, social, presentazioni ecc). Tutto molto impegnativo, lo so. Ma come dicevo prima purtroppo i libri non si vendono da soli, neanche i capolavori. Altra cosa che trovo fondamentale è che la CE creda nei suoi autori. Che sia consapevole che sono "materiale prezioso". E' solo così che ti possono aiutare a crescere.
  20. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    sicuramente aiuterebbe. Però mi metto nei panni di un autore affermato (o del suo agente). Perché dovrei pubblicare per una piccola CE? Potrei pensare di farlo se vedo che è una realtà dinamica. Magari giovane, magari dove posso essere più libero di esprimermi. Ma questa realtà in qualche modo devo venire a conoscerla. Per cui torniamo sempre alla promozione e alla presenza. A volte purtroppo non basta l'autore affermato. Mi viene in mente una piccola CE (di cui non faccio il nome) che ha portato in Italia Joe Abercrombie. Mi risulta abbia chiuso (e questa CE l'ho vista all'ultimo Salone di Torino).
  21. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    @camparino. Ok, ora ho capito cosa intendi per bollino blu. Direi più una questione di stima tua, autore, nei confronti della CE. Ci sta. Le big concentrano l'attenzione su due o tre titoli (e per inciso questo significa che se sei un esordiente e pubblichi per una big, difficilmente avrai molta attenzione) perché devono fare fatturato. Una piccola CE credo debba per prima cosa posizionarsi. Promuovere i libri che pubblica per promuovere se stessa. Il fatto è che i libri da soli non si vendono. Niente si vende da solo, ma nel caso dei libri è ancora più dura. Se non ti attivi per promuovere un libro significa che ti aspetti lo faccia l'autore. E trovo giusto che l'autore debba fare la sua parte, ma non come se fosse un self, perché a quel punto...
  22. Lorenzo Sartori

    Cosa vi aspettate da una Casa Editrice?

    beh, il bollino blu ce l'hanno solo le grandi CE. Ma i lettori in libreria ci fanno veramente caso?
  23. Lorenzo Sartori

    Se ti risponde una grande casa editrice...

    puoi provare a chiedere alla CE con cui hai firmato di rescindere il contratto. Non è bello (e non è detto che la CE acconsenta), ma anche quella è una possibilità.
  24. Lorenzo Sartori

    Il ritorno di Michael Farner

    "Dimmelo tu, Farner. Sei tu che hai dato il via a tutto questo casino. Fosse stato per me non mi sarei mai sognato di scrivere il sequel de Lo Strano Caso. Odio i sequel. Generano grandi aspettative, ma non riescono mai ad essere all'altezza del primo lavoro." Il povero Michael Farner sarà anche uno scrittore di una certa fama, ma non ha certo tutte le fortune: prima perseguitato dai suoi stessi personaggi, ora rinchiuso in prigione con un'accusa di omicidio, senza alcuna possibilità di dimostrarsi innocente. A meno che... I toni noir e ironici di "Lo Strano Caso di Michael Farner" ritornano in questo sequel fuori dagli schemi, in cui realtà e finzione continuano a confondersi tra loro, vecchie conoscenze si ripresentano sotto nuove vesti, i colpi di scena si susseguono e le frecciatine al mondo dell’editoria e ai thriller in stile americano non mancano
  25. Lorenzo Sartori

    Lo strano caso di Michael Farner

    Per Michael Farner sono lontani i tempi in cui era uno scrittore di bestseller: oggi è sovrappeso, depresso, dimenticato dal pubblico e bistrattato dal proprio editore. Il motivo? Non riesce più a uccidere i propri personaggi, bel problema per un autore di thriller. Quando Michael “uccide” un personaggio nelle sue bozze se lo ritrova infatti davanti in carne ed ossa, intenzionato a dargli il tormento fino a che non verrà “riportato in vita”. Ma questo è solo l’inizio dei guai per il povero scrittore… “Lo strano caso di Michael Farner” è un racconto che ironizza su cliché e consuetudini del mondo dell’editoria spiazzando continuamente il lettore, portandolo a ribaltare più volte la sua prospettiva e suggerendogli che ci sono tanti modi diversi per osservare una realtà solo apparentemente lineare. Sarà lo scrittore ad avere l’ultima parola, uno dei suoi personaggi…o chi altro?
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