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Mitch-

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    Sognatore
  • Compleanno 04/05/1988

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    Maschio
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    Cesena
  1. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Terzo

    Non hai sbagliato, l'entità c'è, così come l'atmosfera paranormale. Solo che in quel frangente Phan è materiale e fisicamente percepibile. Tutto qui
  2. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Secondo

    Nicolaj grazie per il commento. Devo ammettere che mi ha spronato. Alcuni punti che mi hai citato li avevo già corretti, perché me li avevano già fatti notare. Ma altri, grazie al tuo commento, ho capito che devo migliorarli e ora vedrò di sistemarli. Per il resto mi spiace se questo pezzo non ti abbia coinvolto, ho cercato di ricreare un momento molto intenso cercando di farlo apparire al meglio, ma forse non sono stato in grado di spiegarlo come lo immaginavo. Ti posso assicurare che mi rileggerò per bene questo capitolo, e lo migliorerò in qualche modo. Ho ancora tanto da imparare! Spero ti possa piacere di più il terzo capitolo, resto in attesa del tuo parere!
  3. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Terzo

    Sissi grazie infinite per le tue dritte! Sei sempre molto brava a correggere alcune mie mancanze Comunque volevo darti alcune delucidazioni su un paio di punti. Ho voluto usare appositamente il termine "creatura" poiché per come me l'ero figurata la scena, in quel momento Phan era reale e percepibile. A spiegare questo ho gli ho fatto appositamente pronunciare la frase "Purtroppo il mio tempo sta finendo, mantenere una forma tangibile è estremamente faticoso" oltre a volere indicare lo spostamento del peso sul materasso quando vi si era seduto. Poi, "Che non avrei colto se non fossi stato costretto" voleva essere riferito alla possibilità di Phan di stringere il patto con Alex, ma grazie per la nota, mi sono accorto che non era molto precisa e l'ho corretta. Comunque sono contento che ti prenda il racconto, appena avrò modo posterò nuovi capitoli!
  4. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Primo

    Ciao Nicolaj! Si lo so, me l'hanno già fatto notare che l'inizio è effettivamente pesante, la mia idea era di creare una condizione di dramma. Come un'anticipazione della psicologia che si sarebbe un giorno andata a insinuare nel protagonista. Accetto volentieri il tuo consiglio di snellirla e ci sto lavorando. Per il "da sola", lì volevo cercare di rendere l'idea di come quello che sta accadendo fuori dalla stanza, sia totalmente fuori dal controllo del protagonista. Vedrò di aggiustare la cosa cercando di migliorare questo punto. Grazie mille per le dritte
  5. Mitch-

    La pignatta - capitolo 1

    mi è proprio piaciuta questa risposta, anche perché mi ha permesso di capire meglio le intenzioni con cui hai scritto. Per il punto 3 avevo intuito fosse il vino ma non mi era sembrato subito chiaro nella lettura, quindi ho voluto appositamente metterlo nelle note. Sul punto 4 va benissimo la tua scelta, ho solo voluto dare una mia visione, ma alla fine è solo una nota a margine. Per il punto 6 era quel "ritrovai presto" che mi aveva portato un attimo fuori strada, non capivo a cos'era riferito, ma ora che me l'hai spiegato va benissimo così. Io ammetto che mi è sembrata una lettura difficile a tratti, ma non sono avvezzo a questo tipo di scrittura, quindi su questo punto spezzo una lancia in tuo favore. Comunque la trovo una narrazione molto coinvolgente appunto perché da più spessore a ciò che viene raccontato! Grazie per le tue spiegazioni! Sei stato davvero gentile
  6. Mitch-

    Scenario post apocalittico plausibile?

    Si quello è vero, ma è una via battuta proprio perché sicuramente attrae e da la possibilità di sbizzarrirsi con la fantasia
  7. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Terzo

    Commento: www.writersdream.org/forum/topic/16133-la-pignatta-capitolo-1/page__gopid__277147#entry277147 La seconda visita Alex non avrebbe saputo dire per quanto tempo era rimasto nel soggiorno a subire la sfilata di volti di parenti e mani tese a rincuorarlo. Frasi fatte di circostanza, che già a dieci anni suonavano scontate e banali. Questo non toglie che lui aveva perso suo padre, il suo capitano. Si sentiva lacerato e perso in un modo, che forse, avrebbe incominciato a comprendere solo anni più tardi. Gli sembrava di vivere in un sogno. Ora voleva solo rivederlo, più di tutto, abbracciarlo ancora. Dirgli addio. Lo desiderava con tutto il cuore. Fu proprio quando era disteso nel suo letto, a tarda notte ma senza la possibilità di addormentarsi, che qualcuno ascoltò quella richiesta. Un incedere di passi, qualcosa di appena percepibile. Sul momento Alex non ci diede il minimo peso, anzi probabilmente neppure si accorse di quel lieve rumore. -Avanti parliamone, magari ti posso aiutare-. La frase fu pronunciata come un sussurro al suo orecchio, ma lo spavento fu tale da farlo scattare a sedere. Si allungò per accendere la lampada del comodino ma qualcosa, con una mossa veloce, gli portò l’interruttore lontano dalla presa. -Non per essere indelicati, ma preferirei proseguire la nostra conversazione al buio se non ti dispiace, la luce di questo mondo mi arreca qualche problema alla vista-. La creatura emise una piccola risata, che assomigliava più a un colpo di tosse. Quindi prese posto alla base del letto. Dal movimento del materasso sotto il peso dell’ospite, non sembrava qualcosa di particolarmente grande. -Chi…chi sei tu?-. Questa volta l’essere rise davvero. -Oh Dei, non immagini quante volte mi sono sentito rivolgere questa domanda! Non c’è una risposta che ora riusciresti a capire. Tu puoi chiamarmi Phan. Piuttosto, una domanda saggia sarebbe chiedermi per quale ragione sono qui, e cosa voglio da te-. Nel silenzio che seguì il bambino fu certo di percepire Phan sorridere. -Cos…- -Uh lieto che tu me l’abbia chiesto! Forse è stato il destino a farmi percepire la tua richiesta. Un cuore infranto ha grandi potenzialità. A proposito, mi dispiace per la tua perdita- Lasciò trascorrere qualche attimo in apparente rispetto. –Ma il motivo che mi porta qui è ciò che desideri. So che vuoi rivedere tuo padre. Beh io posso aiutarti in questo. E aiutando te, tu salverai me.- -Sono inseguito. Braccato da personalità molto negative. Ciò che vogliono sono…potrei definirle: “capacità”. Queste capacità sono palesi in un essere come me, mentre sono del tutto invisibili se in possesso di un mortale. Se accetti il patto è questo: ti cedo queste abilità peculiari, che potrebbero un giorno darti modo di incontrare tuo padre. Io faccio perdere le mie tracce e mi salvo. Tutti ci guadagnano.- Alex rimase a fissare quel buio che gli stava rivolgendo la parola e scosse la testa. -Come faccio a sapere che sei sincero? Voglio vederti!- Qualche colpetto ai suoi piedi. –Credimi, se non mi vedi è molto meglio. Ti permetterà di pensare che tutto questo sia stato solo il frutto di un sogno, e vivrai un’infanzia serena. Per il tuo ventitreesimo compleanno invece mi aspetterei qualche sorpresina di più…Ma per allora tornerò per spiegarti ciò che ti aspetta.- L’essere sbuffò muovendosi come a cercare una posizione più comoda. -Bene! Purtroppo il mio tempo sta finendo, mantenere una forma tangibile è estremamente faticoso. Ti offro la possibilità di poter rivedere chi hai perso, di essere unico. Salvami, e forse un giorno troverò il modo di sdebitarmi. Allora, accetti l’offerta… Come hai detto che ti chiami?- -Non l’ho detto. Alex- -Benissimo Alex! Una volta ho conosciuto un grande uomo col tuo stesso nome… Ad ogni modo credimi, è un’opportunità rara quella che ti sto dando. Non dirò che è un dono, bensì un’occasione. Che non avrei colto se non fossi stato costretto. Non lo chiederò ancora, cosa decidi di fare?- Calò un silenzio carico d’attesa. Phan, qualunque cosa fosse gli stava dando aprendo un mondo invitandolo ad entrare. Tuttavia, non sapeva se poteva fidarsi. Era poi sicuro che non fosse tutto un frutto della sua mente? Alex però sapeva cosa desiderava davvero. Cosa avrebbe sempre desiderato da quel momento per il resto della vita. -Va bene, accetto. Che cosa devo fare?- -Alea iacta est! Il dado è tratto! Hai già fatto tutto quello che dovevi, ora allunga il braccio.- Il ragazzo tese la mano verso il nulla, e l’oscurità la prese.
  8. Mitch-

    La pignatta - capitolo 1

    La scelta di narrare il racconto seguendo una via classica mi è piaciuta. Ricrea molto quelle atmosfere cupe da 1800. La forma in certi punti mi lascia una attimo bloccato per certe espressioni, ma ad ogni modo il testo funziona caricando il lettore con una crescente tensione, relativa a ciò che sembra nascondere la moglie del protagonista. Durante la lettura: -"Lo rende vuoto, arido, sporco e spento come le paludi" Una palude non può essere arida per sua definizione a mio avviso. -"l’assillante percezione che tutto ciò che è vivo sarà sempre morto" stona un pochino qui, piuttosto scegliere una forma come: l'assillante percezione che tutto ciò che è vivo sarà un giorno morto. -"Era il nettare degli dei l’occupazione preferita di noi mortali alla zona rurale in cui alloggiavamo" Cosa era il nettare? Il vino o il passare la serata nell'osteria? Inoltre invece che alla zona rurale, sentirei più indicato "della zona". -"mia moglie (Grazia, si chiamava)" qui eviterei tranquillamente le parentesi, sostituendole semplicemente con delle virgole. -"aveva preparato del cibo ottimo e squisito, aveva provveduto ad informare tutti gli abitanti, ed aveva addobbato con ghirlande" ripeti per tre volte aveva, magari prova a toglierne uno o due formulando diversamente la frase. -"Ritrovai presto, nella confusione generale che si era creata, ed accresciuta notevolmente dall’alcol nel mio corpo, i miei più cari amici ed insieme" Qui ritrovi gli amici, ma a cosa ti riferisci con l'accresciuta notevolmente dall'alcol nel mio corpo? Una sensazione? Mi sembra non sia spiegato al meglio. Ad ogni modo questi sono miei semplici pareri, spero ti possano tornare utili!
  9. Mitch-

    Scenario post apocalittico plausibile?

    L'idea a me piace, non sarà nuova di pacca, ma sicuramente può darti lo spunto per varie idee. Ad esempio la protagonista si risveglia dal suo sonno criogenico a distanza di poco dalla partenza della maggior parte della popolazione dalla Terra o magari dopo molte generazioni? Si potrebbe anche affrontare il tema dello sviluppo di una nuova razza di mutanti nata dalle radiazioni. Sicuramente non tutti saranno stati in grado di proteggersi dai raggi UV, magari in certe popolazioni, oltre a un alto tasso di mortalità ha permesso ad alcuni di sopravvivere ma con alcune "modifiche". In seguito poi vi è stata l'istituzione di un nuovo ordine mondiale, oppure si ha avuto la ricaduta ad un mondo primitivo e violento? Unico dubbio, in un centinaio di anni da ora, sei sicura che potrebbe svilupparsi una tecnologia che permetta all'umanità di colonizzare nuovi mondi? Forse ci vorrebbe più tempo. Ad ogni modo c'è tanta carne al fuoco secondo me! Complimenti per la via che vuoi intraprendere!
  10. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Secondo

    Urca quanti suggerimenti! alcuni mi sono proprio piaciuti, infatti in alcuni punti sentivo che stonavano certe frasi, ma con tutto lo scritto in testa a volte è difficile cambiarlo. Comunque grazie mille per tutti i consigli, vedrò di cambiare qualcosa! spero comunque che il pezzo ti sia piaciuto Sissi
  11. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Secondo

    Commento: http://www.writersdr...co-di-pedine-2/ La prima visita Come lance di luce generate dal lampione lungo la strada, trapassavano gli spiragli della serranda calata. Il muro era un mosaico di bagliore e oscurità. Capì che era venuto il suo turno quando tutto fuori tacque. Un leggero bussare, quasi timido a sentirlo. Senza aspettare risposte, Elena, sua madre aprì la porta. Il viso, una maschera di tristezza. Solchi profondi come coltellate: le lacrime che gli rigavano le guance. Alex fece capolino da sotto le coperte, restando in silenzio. “Perché era sola?” Con uno sguardo che racchiudeva tutto un mondo, gli si accostò in ginocchio. Lo cinse tra le sue braccia e prese ad accarezzarlo dolcemente. -Piccolo tesoro, ora la mamma vuole che tu sia forte, hai capito? Lo puoi fare per me, me lo prometti?- Alex si scosse dalla stretta, e cercò lo sguardo di sua madre. Annuì debolmente. Attimi d’indecisione, la lingua che pesa tonnellate. -Tuo padre non è qui perché gli è successo qualcosa. Non tornerà più a casa- -Ma vuol dire che resta da qualche altra parte? Noi non possiamo andare con lui?- Un leggero movimento del capo. Negare. Quel gesto negava la vita stessa. -No, non c’è strada che ci possa portare da lui- Gli occhi iniziarono a bruciare. -Mamma, dov’è papà?- -Amore mio, ha avuto un incidente tornando dal lavoro. Ora è in un posto migliore…- -Non è vero..- Disperazione, solo disperazione. -Non sei solo. Hai me, i nonni. Non sei solo tesoro…- Imbarazzo, indecisione, dolore.- Presto starai meglio…- -NO!- Alex cercò di districarsi dalla presa, ma quelle braccia lo tenevano ancorato alla realtà di quel dolore. Calde lacrime si sciolsero dai suoi giovani occhi. -Amore, avevi promesso di essere forte per me ricordi? Ti prego, cerca di capire, ora devi essere forte. Più forte di tutti. Lo so che è tanto da chiedere, ma almeno provaci. Ci sono tante persone che ti aspettano qua fuori, vuoi uscire?- La mente di Alex era volata via in una calda bolla, si sentiva fuori dal mondo. Fuori da sé stesso. Gli sembrava di star osservando la scenda, come se fosse un altro a viverla. Il silenzio era tutto ciò che gli veniva in mente. Poi debolmente si riscosse –Si, va bene mamma…- E il pianto di entrambi si accese accumunando i loro visi con le stesse ferite. In quel momento Alex ricevette l’abbraccio più lungo della sua vita.
  12. Mitch-

    Un gioco di pedine 2

    Scusatemi, mi sono accorto di aver commesso qualche errore nella impaginazione del testo... non so come mai sono comparse tutte quelle scritte nel mio commento. Ammetto che devo ancora imparare il modo migliore di postare i commenti, purtroppo non mi è permesso modificarlo. Spero che sia comunque ben intuibile anche così.
  13. Mitch-

    Un gioco di pedine 2

    Ammetto che è un testo difficile da capire alla prima lettura. Mi fa pensare ad una tempesta di pensieri e riflessioni gettati su carta con un filo conduttore a legarli. Peccato che il filo conduttore non è stato ben spiegato. Leggendo anche la prima parte mi pare di capire che la storia è ambientata in un mondo post-apocalittico e comunque di seguito a qualche catastrofe. Questa Lyamnay più volte citata durante il racconto mi pare di capire sia la personalità su cui si centra al momento la storia, purtroppo non riesco a capire bene il suo scopo. Inizialmente, nella prima parte del racconto la presenti come una sorta di terrorista che combatte contro il sistema, di cui il protagonista (john) e voce narrante invece fa parte. Spero di aver capito bene fino a questo punto. Bene la lettera ora crea qualche dubbio, perché leggendola mi sono un pò perso. Sembra tutto essere frutto di un sogno come se Lyamnay sia solamente il frutto di una mente impazzita o solamente lasciata andare alla "fantasia". Durante la lettura: -"Come faccio ad esserne così assolutamente certa?" stona un pochino, quell'assolutamente mi sembra un pò eccessivo, basterebbe a mio avviso toglierlo. -"Ckamshin" da quanto ho capito dovrebbe essere una città, ma vorrei che mi spiegassi meglio di che luogo si tratta, visto che sembra il luogo centrale in cui si svolge il racconto. -"come interiorizzarli per trovare una soluzione" credo che sarebbe meglio variare la frase in, come comprenderli per trovare una soluzione. -"Io sono nata per darti quella spiegazione, se non plausibile, almeno credibile in un mondo fatto di sogni." In questo punto mi ero un attimo bloccato, non è più fruibile se inverti i due termini andando quindi a scrivere: Io sono nata per darti quella spiegazione, se non credibile, almeno plausibile in un mondo fatto di sogni? -"accordandosi ora al lato oscuro ora al lato bianco" Secondo me è meglio sostituire il lato bianco, che stona un pochino, con: il lato luminoso oppure lucente. Detto questo resto in attesa di uno sviluppo che mi consenta di capire meglio lo svolgersi della storia!
  14. Mitch-

    Nocturnum- Capitolo Primo

    Vi ringrazio infinitamente per i commenti, vedrò di aggiornare il racconto migliorandolo seguendo i vostri consigli. Le frasi iniziali infatti erano un preludio ad una sofferenza che il protagonista avrebbe solo capito più tardi. La frase "tutto questo però Alex non lo capiva" era appunto inteso a indicarlo, ma forse potrei sistemarlo per farlo apparire meglio. Nel seguito del racconto spero di riuscirvi a spiegare il perché dell'essere stato lasciato per tanto tempo da solo. Infatti Sissi ha avuto l'intuizione giusta sul motivo. Grazie ancora per tutte le critiche costruttive.
  15. Mitch-

    Ciò che non è stato - 1

    Il testo mi è piaciuto, un racconto interessante, leggendolo mi sembrava di guardare lo spezzone di un vecchio film. Se posso permettermi ho solo alcune critiche: innanzi tutto l'impaginazione. Scritto così senza nessun capoverso il testo assume un'aria un pò pesante, con l'aria di essere un pò "mattone". Qualche stacco per dividere i pensieri e i momenti aiuterebbe un pò Poi ho notato un errore di scrittura, quando sono in moto: "senza casco, con due capelli di lana da marinai in testa" volevi dire cappelli immagino. Ad ogni modo resto in attesa di sviluppi della trama!
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