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Narciso

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  1. Narciso

    Topo Oreste e la grande città

    WOW!La copertina è proprio bella!
  2. Narciso

    Questione di nomi.

    Era proprio quello che volevo dire. Purtroppo è uno degli oggetti più presenti all'interno della letteratura.
  3. Narciso

    Cuore meccanico

    La prima parte mi ricorda vagamente lo stile di Emily Dickinson, che io adoro. La seconda parte concordo nel ritenerla troppo prosaica. Specie il finale!
  4. Narciso

    Lunghezza dei capitoli di un romanzo

    A me piacciono i capitoli non troppo lunghi. Come in "Ragione e sentimento" di Jane Austen. Rendono la lettura più scorrevole e non appesantisce la narrazione. Però,per esempio, non mi piacerebbero capitoli di due pagine. De gustibus
  5. Narciso

    Il prezzo equo dell'eBook

    Anche io ho votato 2,50 € per le tue stesse ragioni! Io stesso sono affetto da shopping compulsivo quando vedo libri che costano circa 3-4 €... Ammetto comunque che per un e-book mi sento meno desideroso d'acquisto...Sarà che amo la vecchia carta..
  6. Narciso

    Narrazione: prima o terza persona?

    Chissà che infanzia allegra... Io mi trovo leggermente in difficoltà a dover scrivere interamente in prima persona. Certo, avendo una formazione intrinsa di psicologia e psicoanalisi, amo l'introspezione, non a caso adoro "La coscienza di Zeno". Riesco a scrivere più facilmente in terza persona che, come avete detto, permette un'analisi più ampia di tutti i personaggi. Per quanto riguarda la lettura non ci faccio molto caso, trovo valide entrambe le scelte.
  7. Narciso

    VINCITORE 61° CONTEST - SILICONE, CHE PASSIONE!

    Sembrerò falso ma anche io, che ho partecipato, tifavo per Sid XD Il mio racconto non poteva vincere, visto che è il primo racconto che ho scritto in tutta la mia vita, e l'ho buttato giù alla ben e meglio. Anche gli altri li ho trovati carini, ma quello di Sid mi ha fatto sbellicare! Complimenti!
  8. Narciso

    RACCONTI 61° CONTEST - SILICONE, CHE PASSIONE!

    Profumo di plastica Quest’anno mi sarei potuto finalmente permettere quel viaggio negli States che sognavo fin da quando ero ragazzino. Tutto era andato esattamente secondo i mie piani. Ero riuscito a racimolare i soldi necessari per il biglietto aereo e per assicurarmi un alloggio decente e soprattutto avevo ottenuto quella dannata promozione. Ma avevo ancora piccolo problema da risolvere: mia moglie. Mi fermai alla solita edicola dove compravo ogni giorno il giornale che leggevo in metro mentre tornavo a casa, ma mi era impossibile scorrere una sola riga, dato che avevo un solo e unico pensiero che mi martellava la testa : quale scusa avrei potuto rifilare a Cassandra?Di certo,averla attorno anche in vacanza, mi avrebbe reso folle. Decisi così di raccontarle di un importante viaggio di lavoro in Cina, Dio solo sa quanto odi la Cina, sicuramente lì non mi avrebbe accompagnato per tutto l’oro del mondo. Fuori pioveva a dirotto e arrivai a casa leggermente in ritardo quella sera. Chiamai subito l’ascensore e salii al sesto piano senza nemmeno badare alle urla della portinaia che mi rimproverava di aver inzuppato d’acqua l’entrata. Che vada a farsi fottere quella strega! Ero così assorto nei miei pensieri che non mi accorsi nemmeno che l’ascensore si era fermato da un bel pezzo e che la signora Rubini, fermatasi tra le scale con uno straccio tra le mani,mi fissava sdegnata. «Buonasera,signor Maricondi! È sicuro di star bene? L’ho vista un po’ spaesato poco fa. Sa com’è, anche mio marito faceva di quelle facce prima che l’infarto me lo portasse via. Pace all’anima sua, era un così brav’uomo!» «Sto benissimo,ma grazie per l’interesse. Ho notato che era davvero preoccupata,» dissi con tono ironico «se fossi stato colpito da infarto sono certo che avrei potuto contare su un suo intervento tempestivo.» «Oh, si figuri! Mi preoccupo davvero per lei sa. A proposito,congratulazioni per la sua promozione!» «Scusi, ma lei come fa a saperlo?» dissi incredulo e con un brivido che mi percorreva la schiena,pensando che quella vecchiaccia sapeva ogni cosa di ogni inquilino. «Beh sa, oggi dal parrucchiere» disse toccandosi quei quattro peli che le restavano sul capo «ho incontrato quella sua collega così carina, la signorina Martini,e tra una chiacchiera e l’altra le è sfuggito della festa che le stanno organizzando per la sua promozione. Le devono voler davvero bene lì in ufficio!» «Già..Io non ne sapevo niente.» «Oh, mi dispiace tantissimo!» disse ridendo di gusto «so essere proprio indiscreta a volte!» «Già,a volte... Ma adesso devo salutarla, è stato un vero piacere sapere che è ancora viva e vegeta.» «Tante belle cose,signor Maricondi.» disse la vecchia con una nota mista di disprezzo e rancore. Varcai esausto la porta di casa, dove mi accolse l’odore inconfondibile della Moussaka. Mia moglie amava la Moussaka. L’amava a tal punto che me la rifilava ogni sera. Forse perché era l’unico piatto che sua madre le aveva insegnato, o forse perché sperava che in qualche modo questa, prima o poi, mi uccidesse. In fondo amavo mia moglie, anche se era insopportabile e il nostro matrimonio affondava ormai in un pozzo di monotonia e routine. Ma dopo 25 anni di matrimonio non potevo pretendere molto. «Roberto?» urlò mia moglie appena richiusi dietro di me la porta «sono in cucina,vieni!» «Perché tutte le luci sono spente?» dissi inciampando nel divano «È saltata di nuovo la corrente? Ah! Adesso basta, non se ne può più!» Mia moglie scoppiò in una risata fragorosa. «È tutto apposto e, come vedi, finalmente lo sono anche io!» disse premendo l’interruttore. Urlai come mai avevo fatto. Urlai come solo una donna sa fare. «Chi diavolo ti ha ridotto così? come hanno potuto prendersela con una donna! O mio Dio! Ma tu perdi sangue!Chi è stato?Rispondimi, per l’amor di Dio!» Mia moglie rideva. Qualcuno le aveva dato una botta in faccia e l’aveva sicuramente rincretinita. Non faceva altro che ridere, mentre io continuavo a urlare guardando atterrito quel volto tumefatto, quel corpo grondante di sangue,quelle gambe viola e gonfie e quel seno … spropositato. «Ma perché diavolo ridi? Ti hanno rimbecillita! O, Cassandra!» dissi mentre la guardavo sconvolto. «Ma no, stupido! Nessuno mi ha picchiato!» «Allora è stato il tonno! Cassandra,lo sai benissimo che sei allergica!Guarda come ti sei gonfiata!» «Ma la smetti di dire cretinate?» disse mia moglie cercando di assumere un’espressione un po’ più seria «quale tonno e tonno!Mi sono rifatta le tette, mi sono fatta iniettare del botulino, ho fatto una liposuzione e mi sono rifatta labbra e naso! Non vedi che sono uguale spiaccicata a Pamela Anderson?» Non riuscivo più a parlare. Più che alla Anderson poteva essere paragonata a un salvagente di Baywatch. Era talmente spropositata che pareva uscita da un quadro di Picasso : le labbra sembravano due gommoni, aveva la pelle tutta livida e perdeva sangue ovunque. «Ma perché … perché l’hai fatto?» dissi sfiorando una crisi di nervi «non dovevi somigliare a Pamela per piacermi!» provai una profonda pietà mentre lo dicevo. Pensai per un attimo che tutto questo era forse dovuto alla mia scarsa presenza in famiglia,visto che mi ero oramai concentrato solo sul lavoro. «Ma io non l’ho mica fatto per te,tesoro» disse mia moglie scoppiando a ridere «ho sempre voluto essere come Pamela,per me è stupenda! Adesso riesco di nuovo a guardarmi allo specchio e sentirmi di nuovo bella!» Così dicendo si mosse verso le specchio e cercò di sorridere, sebbene avesse il volto pietrificato da quel veleno che s’era fatto iniettare e non si fosse nemmeno messa la dentiera. Gettai lo sguardo sulla credenza e mi accorsi che c’erano due barattoli di antidolorifici vuoti. «Cassandra!Ma tu sei drogata!Quanti antidolorifici hai preso?» dissi con gli occhi fuori dalle orbite. «Ma no, che dici!Non sono mica drogata. Ho giusto qualche dolorino che ho risolto grazie a queste compresse. A proposito, ne devo comprare delle altre. Queste mi sono già finite.» disse gettando un terzo barattolo. «Tesoro» dissi cercando di riprendere fiato «ma non credi che dovresti riposare?E perché hai tolto le fasciature?Non vedi che sei ancora … un po’ gonfia … e soprattutto hai il vestito pieno di sangue?» «Il chirurgo ha fatto un ottimo lavoro, sono identica a Pamela!Non trovi? Anche lui ha insistito che tenessi le fasciature e riposassi per qualche mese,ma io non ne sento il bisogno. E non dire sciocchezze, mi sono giusta macchiata un po’. Sono perfetta! Guardami!» Non riuscivo a guardarla senza che mi assalisse un impulso omicida. Sentivo le mani fremere. Volevo seriamente strozzarla. Fortunatamente sentii squillare il telefono. «Vado io!» disse mia moglie sorridendo. «No!» le urlai «rispondo io.» Era Giulia. Senza mezzi termini mi disse che in ufficio avevano deciso di organizzarmi una festa a sorpresa e che l’avevano incaricata di inventarsi un pretesto per farmi andare in ufficio. Mi chiedo ancora come si faccia a incaricare Giulia di una cosa simile. Credo sia l’unica persona al mondo che non è capace di divertirsi e ho sempre ritenuto fosse venuta al mondo solo per rovinare il divertimento agli altri. Stranamente le orecchie di mia moglie non erano tappate dal botulino,visto che aveva sentito l’intera conversazione e stava già preparandosi per venire con me alla festa. «Dove credi di andare ridotta così?» le dissi alterato.«Così come?» rispose mia moglie con fare minaccioso «cosa vorresti insinuare?» Vidi le mani di mia moglie che si apprestavano ad afferrare l’abat-jour sul comodino e temetti che me lo scagliasse contro. «Amore, sai benissimo che la signorina Martini è dannatamente invidiosa delle donne più belle di lei.» mormorai guardandole le sopracciglia che parevano due strisce di sporco, talmente sottili quali erano. Mia moglie aprì leggermente la bocca, come per sorridere. Ne fui alquanto disgustato, sebbene fossi sollevato vedendola allontanarsi dal comodino. «Oh tesoro!» esclamò Cassandra «È la cosa più dolce che tu mi abbia mai detto!Ma non devi preoccuparti. Anzi, potrò finalmente sbatterle in faccia queste tette!» Mia moglie sembrò dimenticare che era pur sempre siliconata e che Sabrina, la signorina Martini, aveva 25 anni ed era di una perfezione statuaria. «Fallo per me, stella. Riposati, sei molto stanca. Ti prometto che domani potrai sbattere in faccia alla Martini tutto quello che vuoi. Ok?» «Va bene, amore. Lo voglio fare per te. Credo che mi farò un bel bagno e andrò a letto stasera. Non fare tardi però. Divertiti» Lasciai mia moglie a casa con grande sollievo, non avrei sopportato le prese in giro dei colleghi e i commenti insipidi e crudeli delle colleghe. In un certo senso ero contento di uscire di casa e svagarmi un po’, sebbene non sopportassi affatto nessuno dei miei colleghi. Per tutto il tempo non avevo fatto altro che pensare al corpo devastato di mia moglie. Certo, non era mai stata una gran bellezza, però fino ad oggi riuscivo a guardarla senza sentire i conati di vomito. Quel suo corpo pareva plastilina, facilmente modellabile al minimo tocco. Ne provai profondo ribrezzo. Arrivai in ufficio senza nemmeno accorgermene. Fui accolto proprio come mi aspettavo : l’ufficio era stato addobbato alla ben e meglio, con qualche palloncino mezzo sgonfio con su scritto “felice compleanno” e con qualche stella filante scolorita. Sulla mia scrivania una torta di carote. Mi finsi emozionato. «Non dovevate disturbarvi. Grazie davvero!» dissi cercando di farmi scendere una lacrima. «Sa bene che teniamo molto a lei!Faremmo di tutto per renderla felice!» replicò Sabrina con una smorfia sarcastica. Sentii aprire la porta alle mie spalle. «Buonasera a tutti» udii urlare. Al suono di quella voce gettai lo sguardo alla finestra, dove era poggiata Rachele. Calcolai che mi ci voleva troppo tempo per correre, scostarla e scaraventarmi dal settimo piano. Mia moglie, come suo solito, mi aveva seguito. Mi voltai pietrificato. Indossava un vestito rosso che, per mia fortuna, le nascondeva il sangue che ancora riversavano le sue carni e un paio di occhiali scuri che non mostravano del tutto gli occhi tirati. «Scusi, ma lei chi è?» disse Sabrina guardandole il seno spropositato «questa è una festicciola privata». «Potrebbe abbassare il tono, signorina Martini» puntualizzò mia moglie «sono la signora Maricondi, se non le dispiace!» In quel momento avrei preferito che le fossero scoppiate le tette, forse l’urto li avrebbe uccisi tutti, compreso me. «Cosa ha fatto alle te…al…ai capelli?» balbettò Simone imbarazzato. «Gli ho fatto dare una sistematina dal parrucchiere. Le piace?» rispose mia moglie toccandosi quella specie di paglia che aveva sul capo. A quel punto tutti si ammutolirono guardandomi sconcertati. Tranne Sabrina.Lei continuava a fissarmi compiaciuta, con quel suo sorriso beffardo. «Signora, sta perdendo sangue» disse scoppiando a ridere. «Scusate, devo andarmene di qui» mormorai trattenendo le lacrime. Scappai via senza nemmeno badare alle urla stridule di mia moglie. Quella sera mi ha segnato profondamente. Sono passati quattro mesi ormai e sono tornato a casa solo adesso. Ancora oggi non riesco a guardare mia moglie senza scoppiare a ridere pensando a quanto sia ridicola e convinta di essere la Pamela Anderson dei poveri. Certo, il chirurgo doveva operare un vero miracolo su di lei. Così non è stato per me, invece. Io sì, che grazie a lui, sono identico a George Clooney.
  9. Narciso

    Una patata arrosto e i pranzi luculliani

    La trovo davvero carina, anche se avrei corretto qualche punteggiatura. Poi mi sembra che si risolva un po' troppo in fretta, non so. C'è poca distanza tra inizio e fine. Non so se mi spiego, ma mentre leggevo, proprio mentre iniziavo a gustarmela, si è conclusa.
  10. Narciso

    61° CONTEST - SILICONE, CHE PASSIONE!

    O mio dio! Ho sempre immaginato che sarei morto così : ucciso perché iscritto ad un concorso a cui non ho voluto più partecipare! In tutti i casi già ho in mente qualcosa di carino :roll: Speriamo di cavarne qualcosa di decente!
  11. Narciso

    Cosa state leggendo?

    Attualmente sto leggendo "Ragione e sentimento" *_* Questo sì che è un capolavoro!
  12. Narciso

    61° CONTEST - SILICONE, CHE PASSIONE!

    Vorrei iscrivermi anche io, anche se ho paura di non riuscire poi a terminare per il 31 :oops:
  13. Narciso

    Narrazione: prima o terza persona?

    Come da titolo : Preferite leggere un romanzo scritto in prima o in terza persona? E nella stesura, per quale tipo di narrazione optate? Quali sono, a vostro parere, gli svantaggi e i vantaggi di una e dell'altra? Grazie mille
  14. Narciso

    Enea il pescatore

    Sono d'accordo con MattSan,inoltre,io toglierei anche altre virgole : Questo rispettando la regola che non vuole il soggetto separato dal verbo.. Mentre ne avrei aggiunta qualcuna da qualche altra parte. Opterei anche per dei sinonimi per queste due parole : Credo che stonino un po'. Parere personale, ovviamente. Per quanto riguarda la narrazione.... la reputo forse un po' troppo descrittiva, ma è davvero coinvolgente. Io sono riuscito a sentire la stanchezza, la routine di Enea..Non so se era il tuo obiettivo ma ha sortito in me quest'effetto. Per ultima cosa rivedrei l'immagine del gozzo che hai citato due volte nel brano, forse diventa un po' monotono. Nel complesso complimenti
  15. Narciso

    Giovane Holden

    Arrivata prorprio oggi la loro proposta editoriale. Stesso contratto sopra riportato, tranne che a me chiedono 1.500.00 euro per la stampa di 500 copie, e 30 regalate. Non mi hanno fornito nessuna analisi dell'opera limitandosi a dire che rientrava perfettamente nella loro linea editoriale e che è loro premura pubblicare solo manoscritti di alto livello.
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