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frankesko

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  1. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    Che le antologie siano penose, be' dipende. Guardati quelle del RiLL, visto che ami il fantastico. Non si prende una lira ma il livello è molto elevato. In merito alle riviste, parola di S. Sosio, Robot paga i racconti pubblicati. Quanto? Non saprei.
  2. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    Come diciamo a Roma, maddeché? Forse "non mi sono spiegato". Quel che fa la rivista Asimov's è lodevole e ammirevole. In Italia? Secondo maddeché. In Italia non esiste. Mai ho detto, né penso, che gli autori (sedicenti, appunto, in molti, troppi casi) non abbiano le loro responsabilità. Ma non sempre sono i soli... Ti basta poco per stufarti... La scoperta dell'acqua calda. Rimane il fatto che in Italia tutto ciò è raro. Hai citato WMI nel tuo primo post. Prendiamo la loro ultima pubblicazione, i 365 racconti erotici ecc. ecc. Operazione che, lo sottolineo, trovo ammirevole sotto certi aspetti, ma per la quale non mi risulta che gli autori (non un paio che conosco io almeno, magari altri più noti sì?) abbiano preso un centesimo. Eppure, quante copie verranno vendute? Vogliamo dire che con 365 autori, e siamo conservativi, almeno 3650 copie verranno comprate da amici e parenti? E poi ci sono anche nomi noti che aumentano le chance di successo, per carità. Vogliamo parlare di riviste blasonate (che pure apprezzo), che nulla han dato a diversi autori di mia conoscenza per i loro (buoni, caspita) racconti? O addirittura dei piccoli editori di genere che per pubblicare alcuni buoni romanzi sono "costretti" a far pagare un contributo invece agli esordienti? (Quelli che, per intenderci, in questo Blog vengono definiti "a doppio binario"), determinando necessariamente dei dubbi (fino ad evidenza contraria, si capisce) persino sulla qualità degli autori non paganti? Ma ancora, a scanso di equivoci, mi preme sottolineare che non li biasimo (anche se a mio modo di vedere fra gli utlimi due esempi che ho citato c'è una gran differenza), perché la situazione è quella che tutti conosciamo.
  3. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    Calcoli esatti. Si può non condividere l'idea del pagamento a chilo, ma è pur sempre un compenso formalmente strutturato.
  4. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    Non mi pare OT. Il problema è reale. Ma per citare un paio di esempi, ho appena letto il romanzo di un non-esordiente straniero (tradotto e pubblicato in Italia), di un piccolo editore; un giallo umoristico; un romanzo pessimo. E molti romanzi tradotti sono pessimi. Soprattutto nella FS. Qui mi pare che la responsabilità non sia dell'autore (italiano). Allora, fermo restando che il livello degli esordienti italiani è quel che è (come ovunque, a mio parere), e riconoscendo questa come con-causa, a me pare troppo comodo liquidare tutto dicendo che è "vero che il livello dei testi che quotidianamente intasano le caselle di posta degli editori è basso, molto basso, e che l'appiattimento totale della qualità porta gli stessi editori a farsi piacere cose che in realtà fanno schifo." Partendo da questo dato di realtà, ovvero il "livello mediocre, per usare un eufemismo, dei testi di esordienti pubblicati da editori non a pagamento", è legittimo sospettare la bassa qualità media degli autori e parimenti la bassa qualità media degli editori (anche di quelli non a pagamento). Lo ripeto, una buona campagna costa meno (e soprattutto rende di più e subito) rispetto a una buona selezione. E poi c'è la bassa qualità media dei lettori. Insomma, continuo a ripetere che il problema ha mole cause, ed è troppo comodo liquidarlo tirando in ballo quella più evidente. L'autore è un anello (per quanto importante) di una catena complessa.
  5. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    ... il che altro non è se editoria a pagamento con contributo suddiviso fra i vari autori. Ma il problema vero è che anche nelle antologie in cui questo meccanismo perverso non sia messo in atto, ovvero antologie di tutto rispetto (e qui torno a parlare del genere che conosco di più) e pubblicate da testate di primissimo livello, la migliore occasione possibile per i cosiddetti esordienti (che tali rimangono a vita, come Filomena dice giustamente) è rappresentata dalla cessione del racconto (a volte con, a volte senza i diritti) a titolo gratuito. E con ciò non biasimo simili editori (mentre biasimo quelli che obbligano ad acquistare almeno una copia e incoraggio gli autori che credano in sé a non accettare il ricatto), i quali spesso, fra l'altro, forniscono in cambio un certo numero di copie omaggio che è pur sempre un (piccolo) riconoscimento. Se persino quello che riteniamo un buon editore, che non sia a pagamento, è costretto a muoversi così, allora c'è qualcosa che non funziona, e mi dispiace, ma siamo ad anni luce da quello che propone una rivista come Asimov's. E ancora una volta, le cause sono molteplici: è l'intero sistema che non funziona, prigioniero del circolo vizioso che si instaura fra acquirenti (pochi), autori (livellati) ed editori (passivi). Un circolo infinito, difficile da spezzare.
  6. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    Già, e se avessi letto tutto quel che il pezzo dice, avresti anche notato che quello che citi come causa unica o comunque primaria, la bassa qualità degli scritti, è citata in quanto tale, fra le altre. Ti sei stufata di leggere che è colpa degli altri? Be', non so dove tu lo abbia letto, ma non al link riportato da Simone. Ma a quanto pare, a te interessa individuare la causa del problema, e hai già un'idea preconfezionata a pennello. Magari la situazione fosse così semplice come la dipingi tu. Manca la gente che sa scrivere? Vero, e parimenti manca la volontà di cercarla; in altre parole, mancano gli imprenditori che quel "qualcosa di bello" sappiano cercarlo. Più facile tradurre lo straniero. Più facile pubblicare l'immondizia. Costa meno una buona campagna che una buona selezione. L'imprenditoria è ricerca prima che commercio. Ma non in Italia. Sì, c'è tanta immondizia, certamente. Anche fra gli autori. Così come fra gli imprenditori, e fra i lettori. Diciamo pure che in Italia manca tutto, e facciamo prima. Ah, no, tu hai scritto sopra che ti sei stancata di leggere che l'Italia fa schifo. Insomma secondo te il basso livello degli scrittori è la ragione principale. Non condivido. Il "problema" non è non prendere "un sacco di soldi" (450 dollari, un sacco di soldi? In Burundi, forse) per 20mila caratteri, ma per 20mila BUONI caratteri.
  7. frankesko

    All'estero pagano anche le riviste... di fantascienza!

    McLem, trovami una tabella di compensi come quella di Asimov's, allora, e pubblicacela qui, grazie. In caso contrario, non è che l'Italia faccia schifo, è che manca una cultura autoriale. Manca l'idea dello scrittore professionista. E se non manca, è rara come grano nel miglio. Il problema della diluizione della qualità degli scritti esiste ovunque, anche all'estero. Ma esiste la tendenza tutta anglosassone e poco latina all'adozione degli STANDARD, persino nel campo della scrittura di genere. Inoltre qui parliamo di una rivista, non di un'antologia, né di un romanzo.
  8. frankesko

    odissea 2009

    Tutto verissimo su Delos. Rimane il fatto che 50 € sono davvero tanti, e che si è disposti a pagarli solo perché hic sunt leones.
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