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Matthew Swift

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Tutti i contenuti di Matthew Swift

  1. Matthew Swift

    Kylee Doust

    Ho spedito a luglio 2013 e mi hanno risposto oggi con la stessa mail pre-confezionata di cui sopra. Avevo sollecitato una risposta a inizio 2014, poi più nulla.
  2. Matthew Swift

    Io sono la guerra

    Volevo farti i complimenti per il titolo. Mi piace molto.
  3. Matthew Swift

    Come dei gentiluomini - Matthew Stojespal

    Il racconto è stato segnalato su ThrillerPages e Letteratura Horror.
  4. Matthew Swift

    Come dei gentiluomini - Matthew Stojespal

    Titolo: Come dei gentiluomini Editore: MilanoNera Autore: Matthew Stojespal Data d'uscita: 01/04/2014 Genere: racconto Lunghezza: 40.000 caratteri (spazi inclusi) Formato: ebook Prezzo: 3,08€ su Amazon; 2,99€ sugli altri store Sinossi: Ti svegli all’interno di un appartamento completamento spoglio, con pareti di un bianco immacolato e finestre sbarrate. Non sai come ci sei arrivato né dove ti trovi esattamente. Sai però che devi andartene via di lì. Durante il tuo tentativo di fuga, però, arriverai a mettere in dubbio l’esistenza stessa dell’appartamento. Del resto, una cosa simile non può esistere, vero? Vero? Eppure non si tratta di un sogno. Allora cos’è questo posto? Nel cercare di capirlo, una femme fatale, il cadavere in decomposizione di un ratto e la presenza di un ragazzo col volto sfigurato e malintenzionato di certo non ti saranno d’aiuto… Due sputi di biografia: Matthew Stojespal ha più di vent’anni, ma gliene daresti due. E mezzo. Quando qualcuno gli chiede di parlare di sé, si presenta come “il tipo che va a spasso per Roma sperando di scoprire strade nuove”. Ammette di spendere un po’ troppo tempo su Youtube e alla voce “hobby” dichiara di essere impegnato a farsi crescere una barba decente. Quello, o la conquista del mondo. Reputa gli esseri umani interessanti, ma solo quando presi a piccole dosi. Ha una passione per i dolci, un’attenzione particolare per gli aspetti bizzarri della vita e uno slancio interiore per il minimalismo letterario rovinato da una certa voce nel cervello che lo sprona ad aggiungere ogni volta più parole del necessario finché un periodo non diventa talmente carico da risultare quasi illeggibile. A oggi, la cosa di cui va più fiero è uno stickman realizzato in quinto superiore dalla testa perfettamente tonda. Giotto, in confronto a Matt, non può nulla. Breve assaggio: Piattaforme dove reperire l'ebook: Amazon BookRepublic laFeltrinelli Kobo
  5. Matthew Swift

    Pixel - Andrea Viscusi

    Titolo: Pixel Editore: autopubblicato Autore: Andrea Viscusi Genere: racconto lungo Lunghezza: 33 pagine Formato: ebook Prezzo: 0,89€ Sinossi: Fin da quando ha conosciuto all'università l'eccentrico Glauco Salmone, Massimo Simi è rimasto ossessionato dall'idea che il mondo in cui viviamo possa essere solo una simulazione. Per questo, conclusi gli studi, ha avviato un Progetto per scoprire i confini dell'universo. Ma quando Glauco si ripresenta dopo anni di assenza, nemmeno questo sembra poter risolvere il problema. Sull'autore: Umano. Maschio. Toscano. È un appassionato di fantascienza e, a suo dire, il più grande fan italiano di Futurama. Ha pubblicato numerosi lavori in diverse antologie. Ha vinto o si è classificato in alcuni concorsi (L'elenco completo dei suoi riconoscimenti e pubblicazioni è disponibile sul suo sito). Tre suoi racconti sono stati tradotti in francese da Pierre-Jean Brouillaud e sono disponibili in rete. Ha ideato e gestisce tuttora il sito di indovinelli online Cinenigmi, e scrive sul suo blog Unknown to Millions di fantascienza, libri, musica e film. È anche autore di una raccolta di nove racconti sci-fi, Spore, pubblicata da I Sognatori. Commento all'opera: Attraverso un intreccio che sfrutta i flashback per caratterizzare i suoi personaggi, Pixel ci racconta di due amici, Massimo, il protagonista, e Glauco, un tipetto benestante che per ammazzare il tempo si lascia coinvolgere da mille interessi diversi. Nel corso del racconto ci viene mostrato il primo incontro dei due, quindi lo svilupparsi della loro amicizia e alcuni dei discorsi filosofico-fantascientifici che animano le loro giornate universitarie. Uno di questi sta alla base dell’intero racconto. Glauco è convinto infatti che la realtà non esista, che sia fittizia. Crede che l’intero universo non sia altro che una simulazione artificiale messa in atta da entità esterne, i giocatori, che ci trattano come fossimo all’interno di un gioco. Un po’ come facciamo noi con gli omini di The Sims. La convinzione di Glauco è così forte che riesce a piantare un seme nella mente di Massimo stesso. Seme che mette radici, si espande, e quasi passando inosservato influenza la vita di ogni giorno del protagonista. Poi Glauco scompare. Puff. Sei anni passano in un giro di pagina. Massimo si laurea, si lascia inglobare dalle sue elucubrazioni, dà l’input all’ideazione del Progetto Argo, un esperimento astronomico che forse riuscirà a trovare i limiti dell’universo-simulato entro il quale viviamo. O forse no. Quindi un quanto mai paranoico Glauco torna in città, si mette in contatto con il suo vecchio amico e lo incontra in un bar deserto dove gli consegna una chiavetta USB. All’interno ci sono risposte. * * * Lo ammetto, ho scaricato Pixel approfittando del fatto che ai tempi fosse gratuito, però se ho continuato la lettura fu perché ciò che mi trovai davanti era scritto bene. Lo stile di Andrea è asciutto, curato, dritto al punto. Non stanca, non annoia. Niente smielagini prosaiche. Il concetto di base del racconto non brilla per originalità. È lo stesso di Matrix, per dirne uno tra i più conosciuti. Eppure Andrea se la cava bene con gli spunti di astronomia, e ancora di più con quelli di fisica dei quanti. Ho amato infatti l’accostamento particelle atomiche = pixel. Un’altra cosa che mi ha lasciato un sorriso sulle labbra – forse il più grande – è stato Glauco, con il suo cambiare interessi da una settimana all’altra, il suo immergersi affondo nei nuovi hobby e il voler imparare da tutto e di tutto. A tratti mi ci sono rivisto, in questo involucro geekoso. Pixel viaggia su un ritmo sostenibile, mostra, spiega, incuriosisce. Crea l’atmosfera per un’avventura interessante. E poi si blocca. Dopo che Massimo guarda il video contenuto nella pen drive mi aspettavo l’inizio vero e proprio della storia, ritrovandomi invece davanti la parola fine. È questo il guaio con gli ebook: non potendoli toccare con mano, non ti accorgi nemmeno quanto manca finché raggiungi la copertina. Una troncatura troppo azzardata, a mio parere, che lascia l’immaginazione correre. E correre – forse all’infinito. Non so infatti che cosa sarebbe dovuto succedere, nell’ipotesi che il racconto fosse continuato. I sysop avrebbero fatto una comparsata in carne e pixel? Ci sarebbero state fughe rocambolesche, cambi di dimensione, virus e hacker? Questo Andrea non me lo fa intuire, e la cosa non può che rendermi triste. Una lettura raccomandata, nonostante la trama scheletrica. Tre pollici in su virtuali su cinque P.S. Scovata la citazione a Douglas Adams. Link all'acquisto
  6. Matthew Swift

    Lezioni di Brandon Sanderson sullo scrivere Fantasy e Science Fiction

    Davvero interessante, grazie Nicolaj. Mi sono sentito le prime quattro lezioni del 2012 più alcuni spezzoni che m'interessavano del 2013. Penso che, tempo permettendo, me le vedrò tutte (eccetto forse quelle sul come approcciare il mercato statunitense) perché anche quando tratta argomenti già digeriti riesce ad aggiungere un qualcosina di nuovo. Tra l'altro, ho notato che proprio all'inizio cita anche la mia firma
  7. Matthew Swift

    Mida moderno

    Doppio OT Mi sono lasciato prendere dal video e ho dimenticato anch'io che ci trovavamo nella sezione narrativa
  8. Matthew Swift

    Sangue Cibernetico

    Ciao. Complimenti per la pubblicazione. Ho dato una scorta veloce. Non mi soffermerò sul genere, che non è tra i miei preferiti. Volevo solo far notare l'editing e l'impaginazione, che andrebbero rivisti. Nella premessa ci sono svariati accapo immotivati, che creano paragrafi spezzati tra una stessa proposizione non finita. La sezione riguardante le vostre biografie è attaccata alla premessa, senza nemmeno un rigo di spazio. Alcuni dialoghi non sono neanche centrati, ma piuttosto piazzati al lato destro della pagina. Inoltre, sempre per i dialoghi, sono stati usati i segni maggiore e minore (< e >) anziché le virgole caporali (cioè queste «»). Ho scorto frasi che incominciano senza la maiuscola, alcuni doppi spazi dentro i dialoghi, battute che non hanno punteggiatura in chiusura, altre che ce l'hanno nonostante fuori dai segni di maggiore si continui con la lettera minuscola. Direi di contattare il vostro editore e di aggiustare questi punti. Di certo il libro ne guadagna anche solo in estetica.
  9. Matthew Swift

    Runa Editrice

    Chiarisco. Non mi sto scandalizzando per l'acquisto del libro (che mi pare di capire non è obbligatorio). Mi dispiace che la Runa sia, per così dire, in difficoltà, perché è una delle piccole CE a cui più ci tengo.
  10. Matthew Swift

    Runa Editrice

    Oh, c'mon! Mi piaceva questa CE
  11. Matthew Swift

    "Hitler, Socrate, Amore e Gelato" di Kim Chari

    Sul nostro catalogo stiamo lavorando duro per migliorare, se vuoi farti un'idea abbiamo messo un breve estratto qui: http://ilmegliodiinternet.it/hitler-socrate-amore-e-gelato-di-kim-chiari-estratto-gratuito/ L'editing di certe frasi lascia un po' a desiderare, a esser sincero. La minuscola dopo il punto, virgolette non chiuse, verbo dare senza accento. Il testo in sé è interessante, però.
  12. Matthew Swift

    "Hitler, Socrate, Amore e Gelato" di Kim Chari

    Devo dire che è l'unica opera che mi aveva attirato del vostro catalogo, l'altro giorno. Sembra interessante, a suo modo. Forse lo compro.
  13. Matthew Swift

    Distopico: per forza futuristico?

    Distopia/utopia si basa su una società in cui gli elementi negativi/positivi sono esasperati al massimo. Fine. L'ambientazione temporale è secondaria. Le distopie sono più di frequente collocate nel futuro (prossimo), ma ciò non vieta di immaginarle nel passato o anche nello stesso presente.
  14. Matthew Swift

    Paradisi Neurali - Leonardo Longanesi

    Quel cognome trae in inganno
  15. Matthew Swift

    Kylee Doust

    Questa è l'agenzia che più mi ha deluso. Da luglio 2013 ancora niente. Li ho sollecitati settimana scorsa: zero.
  16. Matthew Swift

    I segreti del successo, secondo Luca Bianchini

    Stessa cosa di Valpur. Quei "segreti" li metto in pratica da un po', il successo però non è ancora arrivato. Forse starà venendo con Trenitalia.
  17. Matthew Swift

    Edizioni Scudo

    Ah, giusto per informazione, ho trovato questo nel gruppo di Facebook:
  18. Matthew Swift

    Edizioni Scudo

    Non ho il numero di telefono, e in verità non m'importa molto né della loro sorte né del racconto che avevo inviato.
  19. Matthew Swift

    Edizioni Scudo

    Il dominio è espirato, quindi penso sia... morta? Ho un racconto accettato da loro nel lontano 2012 e del quale non ho saputo più nulla.
  20. Matthew Swift

    Prima pubblicazione: digitale o cartaceo?

    Due settimane fa ho spedito il mio romanzo a una quindicina di CE di cui anche 3 o 4 che pubblicano prettamente in digitale. Pensavo all'eventualità in cui mi arrivasse una proposta solo da parte di una di quest'ultime, e a dirla tutta non so cosa rispondere i. Molto probabilmente chiedersi tempo un mese per far sapere loro la mia decisione, aspettando nel frattempo altre proposte. Perché pubblicare sul web con una CE seria non è poco, ma avere il libro materialmente tra le mani mi farebbe tutt'uno altro effetto. Se voi riceveste una proposta per il digitale accettereste subito o prendereste del tempo?
  21. Matthew Swift

    “Laenur” di Vlad Sandrini

    Complimenti
  22. Matthew Swift

    Runa Editrice

    Ho un amico che ha inviato due email per informazioni in estate e ancora nessuna risposta.
  23. Titolo: Mara conta i passi Autore: Valentina Morelli Editore: I Sognatori ISBN: 978-88-95068-30-5 Formato: cartaceo Prezzo: 13,90€ (o 9,90€ se acquistato direttamente dal portale dell'editore) Pagine: 140 Trama Per sfuggire a un passato contraddistinto da rapporti familiari difficili e da una timidezza di fondo che la costringe in una vita segnata dall’anonimato, Mara trova nella matematica una compagna fedele, e nell’universo dei numeri un regno ordinato e preciso, nel quale rifugiarsi ogni volta che la vita l’aggredisce col suo caos. Mara ha un ragazzo, un’amica, un lavoretto e un punto di riferimento ben preciso (lo zio costantemente spettinato: il professor Barbieri), e la sua vita scorre senza sussulti – proprio come piace a lei. Almeno finché una strana macchia apparsa sul muro del suo appartamento non diviene un’ossessione, a tal punto da spingerla verso teorie folli e geniali al contempo, in grado di mandare al macero tutta la geometria euclidea. Qualcosa di strano, però, accade nell’istante in cui Mara, grazie ai suoi calcoli, riesce a prevedere esattamente quale direzione prenderà la macchia che si espande inesorabile sul muro… Quello che ne penso Inizio col dire che il libro mi è arrivato stamattina alle undici e qualcosa. Sono le diciassette e sto scrivendo la recensione. Lascio a voi il compito di fare uno più uno (che, tra l'altro, è molto in voga col tema del romanzo. No, non quello della pazzia). Quello che posso dire da subito è che si tratta di un libro breve. Troppo, anche. Voglio davvero sapere cosa succede dopo la fine. Ovviamente Mara e lo zio evaderanno nella quarta dimensione. Ma poi? Riuscirà la loro vicinanza a guarirli? Rimarranno a vita in quell'ospedale? Non lo so. Il che mi rende triste. E per bloccare le lacrime sono costretto a contare. Ma andiamo con ordine. L'intera storia ruota attorno alla protagonista, Mara, e al co-protagonista, suo zio Barbieri. Il romanzo è composto da 21 capitoli, con i primi 14 a fare da countdown per l'evento centrale della vicenda. Fin da piccola, Mara è vittima del bullismo per via dei suoi capelli rossi che pare non aver ereditato da nessuno in famiglia. Ogni giorno, la bambina fa di tutto per darsela a gambe alla fine delle lezioni, ma giunta a casa la situazione non migliora molto. Non ha un buon rapporto col padre, il quale la chiama Testarossa, è brusco, quasi insensibile, e ama uccidere i conigli. Solo lo zio Barbieri, professore di matematica a Genova, comprende la nipote e l'aiuta a dimenticarsi dei suoi problemi attraverso la matematica. Dopo averle raccontato una storia su Pitagora, Mara incomincia quello che sarà l'hobby e l'ossessione per gli anni a seguire: l'osservazione e lo studio delle forme di tutto ciò che la circonda. Sassi, foglie, alberi. Macchie. Questo studio prende, nel corso del tempo, la forma di trentaquattro quaderni bordeaux, all'interno dei quali disegni anche abbastanza bruttini fanno compagnia a formule matematiche di un certo livello. Gli anni passano. Mara cresce e si trova anche un fidanzato, Filippo. Grazie allo zio, si trasferisce a Genova, dove s'immatricola all'università. Qui prende in affitto un appartamento insieme a Carla, una studentessa di filosofia, e si fissa su una macchia di muffa che cresce su una delle pareti. Anche lavandola la mattina, la macchia riappare testarda in serata. Carla usa di tutto - proprio di tutto! - per provare a eliminarla una volta e per tutte, ma senza successo. Mara, invece, è più interessata a prevederne lo schema evolutivo, a scoprire in qualche direzione crescerà e quale forma assumerà. È questo il pensiero che la tiene occupata per buona parte del romanzo. Ma Mara non è l'unica a cambiare. Ad andare incontro alla metamorfosi più radicale è lo stesso zio Barbieri, prima omino panciuto, calmo e sempre spettinato e poi, dopo essersi innamorato di una donna, Jole, e l'averla sposata, diventa quasi un uomo come si deve, dimagrito e con la chioma sempre sottocontrollo. Finché non scatta qualcosa. Finché non scopre, sul malgrado, che Jole lo tradisce. Quindi arrivano gli scatti d'ira. E il tentato suicidio. Infine si manifesta una malattia mentale fino ad allora assopita, che lo porterà dritto all'ospedale. Nel mentre, il quaderno bordeaux nr. 34 di Mara finisce nelle mani di un altro professore universitario di matematica, che leggendolo capisce quanto le idee della ragazza possano rivelarsi rivoluzionarie in campo geometrico. Il professore contatta qualcuno in Francia che contatta qualcun altro negli Stati Uniti. In men che non si dica, uno studioso che era giunto alla stessa conclusione di Mara la invita a una conferenza oltreoceano e le offre anche la possibilità di frequentare Yale. Mara di tutto ciò non vuole saperne nulla. Lei preferisce essere invisibile. Tuttavia, accetta l'invito per far contento lo zio Barbieri. Man mano che la condizione mentale di questo precipita, però, la ragazza può finalmente rifiutare l'offerta e, libera dall'ansia, comprendere il pattern evolutivo della macchia di muffa, scoprendo una quarta (o quinta) dimensione della realtà. È a questo punto che succede. Lo stesso disturbo che aveva colpito lo zio scatta anche in lei. Mara finisce all'ospedale e da qui non ci è dato sapere se uscirà o meno. Purtroppo. È questo il mio primo disappunto in relazione a Mara conta i passi. La sua brevità. È un romanzo che si divora facilmente e che ancora più facilmente si fa desiderare per un eventuale ritorno. Io ho bisogno di sapere cosa accade in seguito. Mara e lo zio raggiungeranno un equilibrio mentale? Andranno in America? E Filo e Carla si metteranno insieme? Il secondo disappunto riguarda il poco screentime dedicato ai personaggi di contorno. Mi sarebbe piaciuto avere qualche pagina in più sulla relazione tra Mara e Filippo, e qualche retroscena su quest'ultimo. O vedere Carla alle prese con situazioni che la portino ancora a sperimentare come contro la macchia. E anche avere qualche scorcio sulla psiche di Jole, perché no. O i battibecchi dei Pesce. O i problemi di sonno del povero Capa Pelata. Avrei amato qualche dettaglio in più su ognuno di questi. Non mi fraintendete. Mara conta i passi è un romanzetto coi fiocchi. Il problema è che si divora troppo in fretta. Come quegli éclair che due forchettate e ti ritrovi col piatto vuoto. Hai la bocca invasa dalla dolcezza, però ne vorresti di più. Molto di più. Lo stile invece è impeccabile. Frasi brevi e concise, a tratti minimalistiche. Niente artificiosità. Niente finta poesia. L'autrice questo lo sa, seguo il suo blog solo per il modo in cui scrive, il contenuto non m'importa. Nel romanzo, le scene scivolano via che è una meraviglia. Valentina descrive solo l'essenziale e ha l'abilità di illustrare la situazione con solo una manciata di parole. I dialoghi sono verosimili e i personaggi, pur nelle loro breve comparse, sono pieni, vivi, non semplice tracce d'inchiostro sulla carta. Il narratore è esterno alla storia e onnisciente. In un buon ottanta percento del romanzo, non si stacca dalla spalla di Mara, narrando dal suo punto di vista. Non è mai troppo invasivo, non si catapulta nelle teste dei personaggi senza dare al lettore un secondo per capire chi pensa cosa e perché. La narrazione avviene al presente, intervallata qua e là da qualche flashback. Qui un breve estratto (pag. 117-118): Finire una non-recensione non è mai facile e io penso di essere giunto alla fine di questa. Che dire, il mio giudizio non può che essere positivo. La vicenda mi ha preso, lo stile mi ha sedotto e le idee di Mara certo regalano spunti all'immaginazione (è da qualche ora che cerco di crearmi l'immagine di un albero che si estende su più di tre dimensioni, fino a raggiungere la forma di un cerchio). Due pollici in su. Alla prossima pubblicazione, Valentina, io ci sarò! P.S. Aggiungo che, tra le altre cose, Mara conta i passi ha il pregio di avermi insegnato una parola nuova. Scaffalatura. Erano mesi che cercavo di capire come si chiamassero quei dannati così di metallo. E ora lo so! P.P.S. Anche un sacco di termini genovesi. Il romanzo mi ha insegnato anche quelle.
  24. Matthew Swift

    Kylee Doust

    Io non lo chiederò nemmeno più. 'Sti cavoli, a questo punto. Lo do per rifiutato e basta. Se poi sono interessati, si facessero sentire.
  25. Matthew Swift

    Kylee Doust

    Outlook non c'entra niente. Un provider vale l'altro. Io ho usato Gmail e quando ho richiesto la conferma di ricevuta me l'hanno mandata. Solo che da allora zero, kaput, nisba.
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