Vai al contenuto

kingoftrivial

Utente
  • Numero contenuti

    12
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutrale

Su kingoftrivial

  • Rank
    Sognatore

Contatti & Social

  • Sito personale
    http://antonellopiras.blogspot.it

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  1. kingoftrivial

    Prospero Editore

    A ventiquattro ore dall'uscita del mio primo libro posso raccontare la mia meravigliosa esperienza con questa casa editrice. Sono stato seguito in tutte le fasi da uno staff serio e competente, dall'editing fino alle ultime revisioni. Tutti si sono dimostrati sempre estremamente disponibili, rispondendo quasi in tempo reale su skype, facebook e via email ad ogni mio singolo dubbio. Naturalmente non mi hanno chiesto una lira, e posso dire di essere felicissimo di aver scelto loro tra le varie proposte ricevute. Per chi aveva dei dubbi sulla distribuzione: visitate nuovamente il sito, poco tempo fa Prospero si è aperta ad altri canali, i più famosi, per intenderci amazon, la feltrinelli, ebook.it ecc... Insomma, 10+ per Prospero, una casa editrice giovane che mi ha colpito fin da subito per la sua voglia di fare e di innovare.
  2. kingoftrivial

    Non essere all'altezza delle proprie storie

    Adoro questo angolo del forum, è così rassicurante sapere di non essere l'unico a porsi questo tipo di domande. Il mio problema è che ho paura di trattare temi troppo delicati in maniera superficiale, finendo per toccare tasti dolenti, e magari per offendere qualcuno o qualcosa a dispetto di tutti i buoni propositi. Perché nonostante io cerca di convincermi che la trama che ho creato sia buona, equilibrata e che abbia un messaggio ben preciso, nel trattare temi che non mi riguardano come l'omosessualità ho sempre paura di fare qualche strafalcione e di risultare immaturo e offensivo, addirittura razzista, quando l'obiettivo era l'esatto contrario. Sono giovane poi, ho 20 anni, e quindi le critiche sulla scia del:"Che ne vorrai mai capire" sono sempre dietro l'angolo. E allora penso: abbandono tutto, torno a scrivere di cose più leggere, lasciamo da parte il sociale che magari non mi compete? Eppure c'è quella vocina che mi dice:"Non ti preoccupare, è tutto a posto, sono solo pippe mentali!". La domanda è questa: buttarsi o non buttarsi?
  3. Ti ringrazio Sissi per la risposta. Vedi, ho la fortuna di avere ottimi amici e una famiglia meravigliosa, capaci sempre di essere sinceri e di dirmi le cose come stanno. E non scherzo, una mia amica una volta, appena preso in mano il mio primo romanzo, iniziò a dirmi:"Questo non mi piace", "questo non va bene", "qui c'è un errore", e tu non sai quanto io lo abbia apprezzato. E non erano critiche che riguardavano piccolezze, mi smontò completamente la trama e la struttura! (Probabilmente ora starai pensando: begli amici di me**a che hai ) Ho già avuto modo di condividere alcuni frammenti su questo forum di un racconto (gentilmente cancellati dai mod in quanto poi sono finiti in un concorso), e concordo con te, lo scambio è sempre un'occasione di crescita. E' solo che questa volta i temi che sto trattando sono più "difficili", alcune questioni le trovo abbastanza intime, e quindi ho cercato fino a che ho potuto di non far leggere niente a nessuno, vedendo le influenze esterne come contaminazioni. Però hai perfettamente ragione, lasciare tutto lì a marcire non ha alcun senso, io stesso in altre discussioni ho detto che bisogna condividere ed avere il coraggio di esporsi.
  4. Quanto ti capisco, anche io ho bisogno di feedback, solitamente mi danno sempre un certo sprint... Se mi viene detto che ciò che ho scritto fa schifo cerco di migliorare, se mi viene detto che è bello mi sento soddisfatto e mi sento invogliato a continuare. Ora invece sto scrivendo qualcosa a cui tengo particolarmente, e che quindi non vorrei far leggere a nessuno prima che sia completo, perché la vedo come una cosa un po' intima, non voglio nessuna influenza. Sono sommerso da fogli con schemi, scalette, alberi genealogici dei personaggi, ogni tanto rileggo ciò che ho scritto, correggo i refusi... e sono fermo alla 18esima cartella da... due mesi? Io ti direi di farci leggere qualche frammento, postare qualcosa qui nel forum potrebbe essere d'aiuto. Forse mi dovrei arrendere e farlo anch'io, almeno per smetterla di far finta che il progetto non esista, che io non sappia scrivere e che non abbia mai letto un libro (sono in totale rifiuto). Na, continuerò a fare il ninja e a lasciare che quest'ora rimanga incontaminata da qualsiasi giudizio (ovvero: continuerò a complicarmi la vita)
  5. kingoftrivial

    Paura di sentirmi "nuda"

    Quoto! Nell'era della pornografia emotiva, dove nei reality show, nei programmi del pomeriggio, o anche nei vlog su internet chiunque racconta i dettagli più intimi della propria vita, sentirsi in imbarazzo per ciò che scriviamo lo trovo insensato. Ovviamente non voglio fare paragoni tra mezzi che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro (un libro è un mezzo d'intrattenimento, ma è anche e soprattutto un'arte, un format televisivo quale "La vita in diretta" o "Pomeriggio 5" no), ma vorrei solamente far notare quale sia la differenza tra l'esternare alcuni lati della propria interiorità attraverso la scrittura e spogliarsi completamente di fronte a un pubblico sadico di pettegolezzi. Rendere partecipe il lettore della propria visione della vita, del proprio modo di reagire a determinate situazioni, delle cose che ci fanno stare bene e di quelle che ci fanno stare male è uno dei fini più importanti della scrittura secondo me. E' condivisone. Non si dovrebbe aver paura di sentirsi nudi, perché con un romanzo possiamo dire tutto di noi e conservare comunque molto più pudore di quanto facciano in molti. Certo, tutto questo va inteso in termini ideali, anche con la scrittura si può cadere nel trash più puro. Scindere ciò che va detto da ciò che non va detto sta anche al buon senso. Anche in ciò che scrivo io c'è molto di me, ma quello che mi chiedo sempre è:"Sto scrivendo qualcosa di cui mi vergogno? Sto scrivendo questo solo per me, perché voglio avere le idee più chiare su alcune cose, o perché voglio che questi miei pensieri siano condivisi?" Prova a riflettere su queste domande e prendi una decisione
  6. kingoftrivial

    Il blocco dello scrittore

    Solitamente quando c'è un blocco lascio perdere. Pensare e ripensare all'infinito ad una soluzione per me non serve a nulla, riesco solo a procurarmi un mal di testa in quel modo. Mollo tutto per qualche settimana, mi "riposo" per un po' di tempo e aspetto che mi venga qualche idea, in modo abbastanza naturale. Ma forse sono io che funziono male, ho scritto piccole storie di 4 cartelle per cui mi ci vollero tre mesi (giorni in cui ho effettivamente passato del tempo di fronte al foglio di word.. due? ) Ad ogni modo sforzarmi di scrivere anche quando non ho l'ispirazione, come consigliano in molti, non ha senso per me. Non credo si rischi di "disimparare", al contrario, si finisce solo per sprecare tempo e per scrivere robaccia da buttare!
  7. kingoftrivial

    Scrivo per la prima volta, vi seguo da sempre.

    Grazie grazie di nuovo
  8. kingoftrivial

    Scrivo per la prima volta, vi seguo da sempre.

    Grazie a tutti :)
  9. kingoftrivial

    Scrivo per la prima volta, vi seguo da sempre.

    Grazie di nuovo, sono contento che vi piaccia il chiacchiericcio, andremo d'accordo!
  10. kingoftrivial

    Il bambino che finirà all'inferno

    Tra i vari frammenti il tuo mi ha colpito subito per il titolo. Incuriosito ho iniziato a leggere, e devo dire che non mi aspettavo uno sviluppo di questo tipo. Sono rimasto anche sorpreso dal discorso della maestra, dopo aver letto le prime righe mi ero già fatto un'idea diversa, di una signora colta, eternamente fuori luogo nella sua realtà provinciale, con una mente aperta contrapposta alla chiusura mentale stereotipata del tipico paesano. Poi attacca a parlare, e ciò che dice è del tutto inaspettato, è come se qualcosa si capovolga, non so... Forse capisco cosa intendi quando dici che il personaggio della maestra non sarà così cattivo. Si vede già qualcosa oltre il marcio, le sue parole sono in un certo senso impostate, sembrano recitate. Mi è piaciuto molto, non ho provato rabbia, ma quasi una genuina compassione per una visione del mondo limitata, e un po' di pena per il mondo in cui il bambino dovrà crescere. L'unica cosa che posso segnalare è la reazione della madre. Mi ha dato l'idea che fosse un po' innaturale, non tanto per i contenuti, quanto per la forma. Io l'avrei fatta parlare in dialetto, per esempio, ma è questione di stile personale probabilmente. Complimenti, mi piacerebbe leggere il resto.
  11. kingoftrivial

    Scrivo per la prima volta, vi seguo da sempre.

    Grazie a tutti Sì, ho notato mentre cliccavo su "invio" che c'era una casella per condividere anche su facebook (che per fortuna non era spuntata ! )
  12. kingoftrivial

    Scrivo per la prima volta, vi seguo da sempre.

    Salve a tutti, esordisco in una maniera che si addice di più a una chiamata al miglior psicologo radiofonico con cui sfogarsi della moglie che mette le corna e del figlio che è un fannullone. Mi chiamo Kingoftrivial, mica potevo essere originale. Ho 20 anni, scrivo per passione, passione incostante però (a volte) soddisfacente. Che dire, mi piace leggere le varie discussioni, magari potrei iniziare a parteciparvi attivamente (sperando che i miei interventi non appaiano su facebook, ho associato l'account visto che non riuscivo a registrarmi in modo classico). Ok, ora basta, vi ho tartassato con un chiacchiericcio inutile già da troppe righe. Un saluto a tutti.
×