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Caty

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Caty ha vinto il 7 agosto 2019

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    Letteratura non di genere

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  1. Caty

    IoScrittore

    Ma un libro già in lettura presso case editrici conviene mandarlo? Alla fne, se l'incipit passa il turno lo leggono tutti i partecipanti. Oppure no? Solo un numero ristretto di lettori? Come vengono scelti i lettori? Ti fanno firmare che il libro sei obbligato a darglielo o ti puoi ritirare anche nella seconda fase? Io non ho mai partecipato anche perché se pure rientri nei finalisti, ti fanno solo l'ebook e il print on demand, come miriadi di piccole case editrici free. Il cartaceo , anche con poche copie, sarebbe importante affiancarlo all'ebook, perché resta disponibile nelle biblioteche. Che ne pensate? Scusate le domande forse sciocche da inesperta. Quanto al cazzeggio, per me non è un problema: co 'ste quarantene!
  2. Caty

    IoScrittore

    Che tipo di testi sono più adatti, secondo te?
  3. Caty

    Ma le agenzie sono davvero utili?

    Entrare a far parte della scuderia di una agenzia potente in grado di piazzarti presso case editrici maggiori, sottostà agli stessi meccanismi che portano a essere pubblicati da quelle case editrici agendo in modo individuale. Devi avere un nome che si vende, essere un affare editoriale, e anche essere bravo (sebbene non sia indispensabile: il libro eventualmente te lo aggiustano). Avere entrature nel circuito editoria-stampa-media e un gran culo (pardon!) non guasta! (Sapevate, per esempio, che anche la bellissima Belèn, causa quarantena, in questo periodo scrive moltissimo?) Per tutti gli altri ci sono "servizi" costosi senza garanzie e se pure ti mettono sotto contratto, gli agenti non riescono poi a piazzarti o ti piazzano dove potresti arrivare da solo. Esistono rarissime eccezioni e ognuno di noi spera certo di esserlo. Anche quando si fa un invio spontaneo alla casella di posta di una CE maggiore si potrebbe esserlo. Anche chi gioca al casinò potrebbe vincere, basta che il gioco non diventi un vizio troppo dispendioso. La verità è che in Italia una variegata e numerosa platea di professionisti, pure vicini a CE cosiddette maggiori, non riesce a sbarcare il lunario con le vendite dei libri (propri o/e di autori della scuderia) e dunque fornisce a pagamento i servizi più vari, come lezioni, editing e consulenze. Vogliamo continuare a negare che sia così? E va bene, continuiamo a farci del male. Non dico che frequentare una scuola o affrontare un editing sia inutile, non faccia crescere o non insegni qualcosa, come tutte le esperienze della vita e, nel merito, per prima quella di leggere e di studiare. Paghi se vuoi farla, come qualcuno si paga piuttosto un viaggio, un bel vestito, una pubblicazione o organizza presentazioni a proprie spese con energie e competenze che valgono più del denaro. Oggi il problema non è più l'editoria a pagamento: è questo meccanismo perverso creatosi nell'editoria medio-grande in crisi, che sfrutta le illusioni ed è aperta a clientele inconfessabili di vario tipo. Infatti, da determinati concorsi e scuole deve per forza uscire qualche pubblicazione di peso, se no non si iscriverebbe più nessuno; come da determinate agenzie; e rarissimamente anche qualche sprovveduto che ha inviato la email peregrina alla posta elettronica pubblicata sul sito della CE deve farcela, se no il meccanismo s'inceppa e la gente smette di sognare e di spendere per continuare a farlo. Se no il mito del self made emerging writer crolla e in parecchi perdono il lavoro. Pertanto, lasciare l'opportunità di invii spontanei gratuiti, mi sono convinta, è una politica pubblicitaria e di marketing per approcciare possibili clienti e comunque vendere una propria immagine che a medio e lungo termine tiene vivo l'interesse e paga. È una politica legittima, mica c'è niente di male a proporre a qualcuno dei "servizi"? A creare una necessità di tali servizi, alimentata da speranze quasi sempre infondate? Senza contare che scuole ed editing finiscono per creare - se ne era parlato anche su WD - una dimensione omologata della scrittura, che già vediamo in circolazione, una specie di censura sul piano artistico (perché quello che scrivi non è quello che i lettori vogliono o sono in grado di comprendere) che finisce per cancellare ogni biodiversità autoriale 😊. Purtroppo c'è un vuoto legislativo in cui prospera anche gente palesemente disonesta, ma non è a quella che voglio rIiferirmi. È tutto il sistema che si basa sulla promessa fraudolenta, ancorché recondita, di eventualità che non potranno oggettivamente verificarsi. Tuttavia, quello che a me fa più male, lo confesso, non sono neppure le illusioni e le conseguenti disillusioni patite, che condivido con i tanti: sono i giudizi di valore arbitrariamente attribuiti da questo meccanismo, per cui chi ne resta fuori, non sarebbe bravo e, anzi, neppure uno scrittore vero. Questa è la carognata finale di un sistema connivente e corrotto, all'interno del quale la qualità è l'eccezione e non la regola, che però prima ti esclude e poi ti delegittima. Ebbene, non bisogna lasciarglielo fare: bisogna ribaltare almeno il giudizio di valore, distinguere tra chi fa cultura e chi produce merci stampate su carta per coloro che non hanno interesse alla cultura e anzi la trovano inutile, difficile e parecchio noiosa. Va anche detto che talvolta cultura, arte e grande mercato possono pure incontrarsi, ma da quello entra nella grande distribuzione, direi, accade oggi sempre più raramente.
  4. Caty

    Il Canneto Editore

    Conosco alcuni autori inclusi e diversi nomi in catalogo che sono autori di un certo peso, che probabilmente non pagherebbero per pubblicare. Potrebbe essere free, almeno per alcuni.
  5. Del mio ultimo romanzo, pubblicato con un editore piccolo con un catalogo molto buono, dopo decine di rifiuti, gente del mestiere ha chiesto, essendo un libro di quelli che si possono definire "maggiori", prefato da un critico accademico, come mai non stesse nel catalogo di Adelphi. Non ho risposto. Certo. A posteriori, la risposta che posso dare è che lobby, agganci e fortuna, anche se da soli non bastano, a me sono mancati tutti. Però io riscontro il seguente problema di base che non sfugge di sicuro al lettore professionista: la gente (i lettori, la società) non amano sentire ciò che un libro cosiddetto "maggiore" (ed è comunque da vedere) è determinato a dirgli. Ciò è un ostacolo insuperabile, che ti porta a scrivere sempre più incazzato ed emarginato, al punto da spaventare il prossimo non solo per cosa e come scrivi, ma per come sei. A questo punto il tuo destino è segnato, perché non ti sogni neppure di piacere e compiacere qualcuno che odi perché non ha capito, né amato. Lo disprezzi tanto, che se per puro caso dovessi cominciare a piacergli, non piaceresti più a te stesso. E allora ecco che continui per tutta la vita a scagliare pietre. Questa e la mia storia. Per me scrivere è questo.
  6. Caty

    Lorem Ipsum

    Allora, vista l'età, meno male che me mi ha scaricata, pur complimentandosi per il lavoro fatto, subito dopo l'editing. Comunque confermo che la editor era brava. Anch'io avrei avuto necessità di sapere quali lettori esterni delle CE maggiori mi avevano scartata, per non isistere con le stesse persone e gli stessi editori. Purtroppo non sono riuscita a meritare una risposta. 😢
  7. Caty

    Editing professionale

    Direi proprio di no 😀. Hai fatto bene a chiedere.
  8. Caty

    Porto Seguro Editore

    Non ho nessuna esperienza di questa CE e non esprimo pareri, ma posso testimoniare che è stato cancellato il post di un altro utente che riferiva invece una esperienza negativa. Il post forse non entrava abbastanza nello specifico, o forse non è stato giudicato opportuno dallo Staff per la sua forma (ok), ma è il caso di segnalare anche l'esistenza di esperienze non positive, perché se chi lo fa rischia comunque la denuncia, questa piattaforma viene a perdere ogni utilità.
  9. Caty

    Fenomenologia dell'autore - E tu, in che categoria sei?

    Sì, mi riconosco nel punto 1 e concordo con il punto 2, anche perché autori ben noti urbis et orbis e di qualità i mumeri possono non farli. Allora meglio ballare da soli.
  10. Caty

    Fenomenologia dell'autore - E tu, in che categoria sei?

    Io timida, con un carattere di ferro, e su Internet sono un drago!
  11. Caty

    Pubblicare all'estero

    Su Wikipedia. PoI i loro siti sono online.
  12. Caty

    legge sugli sconti dei libri

    Una legge assurda che combatte contro il futuro, che comunque verrà. Il prossimo passo sarà imporre un prezzo maggiorato sulle merci online? Cosa impedisce ai librai di riconvertirsi e di aprire un portale? Sarà vietato acquistare all'estero, sarà lo Stato a stabilire il prezzo delle merci? Io vivo in un piccolo Centro, in libreria non trovo quello che mi interessa, neppure nei negozi di abbigliamento, di calzature e in farmacia. Compro online e in futuro di sicuro si potranno ordinare anche gli asparagi e farsi portare la spesa, volendo... Le vetrine online sono "negozi" fornitissimi, si possono comparare prezzi e offerte. Per quanto riguarda questa legge specifica, penso anch'io che danneggera' i piccoli. Congiunta alle varie carte per docenti e studenti con budget dello Stato che obbliga a spendere in certi settori, più che aiutare la cultura, avvantaggera' il mainstream messo in discussione (e talvolta anche in pericolo) dalla rete, che è uno srumento orizzontale e per questo spaventa chi detiene il potere. Purtroppo non vedo futuro per l'Italia, perché i giovani più dotati vanno a cercar fortuna altrove, i pensionati più avveduti scappano in Paesi dove la vita costa meno e il sistema fiscale è favorevole, laggiù spendono i loro risparmi favorendo quelle economie, così fanno le aziende più dinamiche. Chi resterà in Italia? I tonti 😀, chi fa reddito nel sottobosco ella politixa e delle mafie (ma no, mi sa che pure queste ultime preferiranno inverstire all'estero), e chi spera in varie forme minimali di assistenza? L'Italia ostacola in tutti i modi il proprio proverbiale talento in ogni campo; lo Stato toglie molto e non dà niente o ben poco, e per giunta fa la morale strumentalizzando chi sta peggio. Se con ardui sforzi superi il mero livello di sopravvivenza, ti pone divieti: per questo dall'Italia si deve scappare per forza e più saranno i divieti, più l'economia sarà al tracollo, dato che sono le menti migliori che se ne vanno (a meno che non si innalzino muri come quello di Berlino, per impedire alla gente di uscire, non di entrare, e barriere legislative se ne stanno già innalzando sempre di più): è nella logica delle cose e le seghe ideologiche in merito valgono zero. Questa forse dovevo metterla in Unpopular Opinions.😂
  13. Caty

    Romanzi figli di una pessima idea

    Gliene avevo inviato una versione vecchia un anno fa e non ha risposto. Nel frattempo, manco a dirlo, il romanzo l'ho riscritto. Forse ora è meglio, forse è peggio. Di sicuro, dopo l'editing si legge meglio (prima era una mazzata sui c.glioni tremenda data per puro divertimento 😁😂). Però, ecco, quando mi si chiede di essere all'altezza, in realtà divento ansiosa. Non sono mai all'altezza: sono alla bassezza. Forse lo leggerebbe, ma mica può suicidare la casa editrice stampando cose che rompono il c. al prossimo di proposito! 😀 Io scrivo come scrivo qui: con circonvoluzioni che approdano a un qualche senso dopo aver inutilmente girovagato a caso. Dovrei trovare un'anima sbagliata come la mia, sensibile alla purezza, uno che non è sicuro di voler cambiare, guarire. Che non abbia nulla da perdere, o che abbia vinto talmente tanto da potersi permettere, in caso, un errore. La scrittura non deve "piacere": chiedo al lettore di seguirmi, di lasciarsi condurre in una mente sbagliata, nelle storie sbagliate, fino a una quasi lieta fine 💚. Ma bravo! Ragazzo previdente! 😀
  14. Caty

    Romanzi figli di una pessima idea

    A me sempre. Il problema è poi convincere qualcuno in sintonia con te a pubblicartelo (varie voltre mi è successo). Parto da un nucleo (o più nuclei) di idee o fatti che mi attraggono per ragioni diverse, oppure da qualcosa che voglio dire perché mi fa incazzare e gli altri lo tacciono per ipocrisia o perchè, stranamente, non lo vedono. Parto senza una storia in testa o con una bozza vaga, in una specie di deriva, in modo edonistico. Poi abbandono il testo per mesi o anche per anni. Quando lo riprendo lo ricostruisco e ristrutturo in una trama scrivendo le parti mancanti, in modo abbastanza freddo. Lo vedo subito che ci sono cose vive che funzionano e non devo toccare. Altre da approfondire e correggere. Lo leggo con mestiere, come se fosse scritto da qualcun altro. In questa fase ho compreso che mi sarebbe stato utile confrontarmi con un professionista. L'ultimo romanzo, in paticolare, è il primo che ho scritto. Avevo trent'anni, ero arrabbiata e con la voglia di rompere il c.zzo al mondo: all'editoria, al pubblico, ai colleghi scrittori, alla società 😀😁, infatti ho scritto quello che mi pareva ispirandomi alla vita, la mia e quella di amici miei sballati e sbagliati per scelta, che però a me sembravano giusti e avevano una loro dignità di antieroi. Risultato: è dal '93 che mi rifiutano il libro e lo riscrivo. Nel frattempo ne è uscita tanta di roba fittiziamente rivoluzionaria fra gli strombazzamenti e il mio è diventato una specie di romanzo storico. Ogni tanto trovo le parti mancanti, ignificati nascosti, cioè cose che dovevano essere dette e oggi ho la maturità per esprimere. Se mai uscirà, forse non in italiano, il libro avrà la fascetta di libro più rifiutato d'Italia e la cosa mi inorgoglisce, perché sono matta. Non ti consiglio la mia strada. È una storia di fallimenti. Però non la cambierei con quella di un autore di maggiore successo, devo ammetterlo, benché mi senta una specie di alieno in cerca dell'anima gemella sul pianeta sbagliato. 👽💚 😇😆
  15. Caty

    Libri di serie A e libri di serie B?

    In effetti, si tratta di tre forme di snobismo e di pregiudizio: i primi considerano di serie A solo il genere "letterario", anche se non vende; i secondi ritengono di serie A solo quello che vende e il resto irrilevante; i terzi disprezzano il sistema nel suo complesso, reputano tutto o quasi di serie B e C: i letterati chiusi nei loro circoli autoreferenziali; coloro che vendono perché autori di "spazzatura" diretta a masse di semianalfabeti. Credo, invece, che i libri (non i generi) di serie A esistano in tutti e tre gli ambiti, ma siano rari. Rari tra le opere di accademici blasonati vincitori di premi, rari tra i best-seller popolari, rari anche tra gli sfigati libri di autori megalomanici contro il sistema, che nessuno crudelmente cago' (tra questi la sottoscritta anarchica disintegralista 😀😁😂).
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