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Caty

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Caty ha vinto il 7 agosto 2019

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    Donna
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    Letteratura non di genere

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  1. Caty

    Editing professionale

    Direi proprio di no 😀. Hai fatto bene a chiedere.
  2. Caty

    Porto Seguro Editore

    Non ho nessuna esperienza di questa CE e non esprimo pareri, ma posso testimoniare che è stato cancellato il post di un altro utente che riferiva invece una esperienza negativa. Il post forse non entrava abbastanza nello specifico, o forse non è stato giudicato opportuno dallo Staff per la sua forma (ok), ma è il caso di segnalare anche l'esistenza di esperienze non positive, perché se chi lo fa rischia comunque la denuncia, questa piattaforma viene a perdere ogni utilità.
  3. Sì, mi riconosco nel punto 1 e concordo con il punto 2, anche perché autori ben noti urbis et orbis e di qualità i mumeri possono non farli. Allora meglio ballare da soli.
  4. Io timida, con un carattere di ferro, e su Internet sono un drago!
  5. Caty

    Pubblicare all'estero

    Su Wikipedia. PoI i loro siti sono online.
  6. Caty

    legge sugli sconti dei libri

    Una legge assurda che combatte contro il futuro, che comunque verrà. Il prossimo passo sarà imporre un prezzo maggiorato sulle merci online? Cosa impedisce ai librai di riconvertirsi e di aprire un portale? Sarà vietato acquistare all'estero, sarà lo Stato a stabilire il prezzo delle merci? Io vivo in un piccolo Centro, in libreria non trovo quello che mi interessa, neppure nei negozi di abbigliamento, di calzature e in farmacia. Compro online e in futuro di sicuro si potranno ordinare anche gli asparagi e farsi portare la spesa, volendo... Le vetrine online sono "negozi" fornitissimi, si possono comparare prezzi e offerte. Per quanto riguarda questa legge specifica, penso anch'io che danneggera' i piccoli. Congiunta alle varie carte per docenti e studenti con budget dello Stato che obbliga a spendere in certi settori, più che aiutare la cultura, avvantaggera' il mainstream messo in discussione (e talvolta anche in pericolo) dalla rete, che è uno srumento orizzontale e per questo spaventa chi detiene il potere. Purtroppo non vedo futuro per l'Italia, perché i giovani più dotati vanno a cercar fortuna altrove, i pensionati più avveduti scappano in Paesi dove la vita costa meno e il sistema fiscale è favorevole, laggiù spendono i loro risparmi favorendo quelle economie, così fanno le aziende più dinamiche. Chi resterà in Italia? I tonti 😀, chi fa reddito nel sottobosco ella politixa e delle mafie (ma no, mi sa che pure queste ultime preferiranno inverstire all'estero), e chi spera in varie forme minimali di assistenza? L'Italia ostacola in tutti i modi il proprio proverbiale talento in ogni campo; lo Stato toglie molto e non dà niente o ben poco, e per giunta fa la morale strumentalizzando chi sta peggio. Se con ardui sforzi superi il mero livello di sopravvivenza, ti pone divieti: per questo dall'Italia si deve scappare per forza e più saranno i divieti, più l'economia sarà al tracollo, dato che sono le menti migliori che se ne vanno (a meno che non si innalzino muri come quello di Berlino, per impedire alla gente di uscire, non di entrare, e barriere legislative se ne stanno già innalzando sempre di più): è nella logica delle cose e le seghe ideologiche in merito valgono zero. Questa forse dovevo metterla in Unpopular Opinions.😂
  7. Caty

    Romanzi figli di una pessima idea

    Gliene avevo inviato una versione vecchia un anno fa e non ha risposto. Nel frattempo, manco a dirlo, il romanzo l'ho riscritto. Forse ora è meglio, forse è peggio. Di sicuro, dopo l'editing si legge meglio (prima era una mazzata sui c.glioni tremenda data per puro divertimento 😁😂). Però, ecco, quando mi si chiede di essere all'altezza, in realtà divento ansiosa. Non sono mai all'altezza: sono alla bassezza. Forse lo leggerebbe, ma mica può suicidare la casa editrice stampando cose che rompono il c. al prossimo di proposito! 😀 Io scrivo come scrivo qui: con circonvoluzioni che approdano a un qualche senso dopo aver inutilmente girovagato a caso. Dovrei trovare un'anima sbagliata come la mia, sensibile alla purezza, uno che non è sicuro di voler cambiare, guarire. Che non abbia nulla da perdere, o che abbia vinto talmente tanto da potersi permettere, in caso, un errore. La scrittura non deve "piacere": chiedo al lettore di seguirmi, di lasciarsi condurre in una mente sbagliata, nelle storie sbagliate, fino a una quasi lieta fine 💚. Ma bravo! Ragazzo previdente! 😀
  8. Caty

    Romanzi figli di una pessima idea

    A me sempre. Il problema è poi convincere qualcuno in sintonia con te a pubblicartelo (varie voltre mi è successo). Parto da un nucleo (o più nuclei) di idee o fatti che mi attraggono per ragioni diverse, oppure da qualcosa che voglio dire perché mi fa incazzare e gli altri lo tacciono per ipocrisia o perchè, stranamente, non lo vedono. Parto senza una storia in testa o con una bozza vaga, in una specie di deriva, in modo edonistico. Poi abbandono il testo per mesi o anche per anni. Quando lo riprendo lo ricostruisco e ristrutturo in una trama scrivendo le parti mancanti, in modo abbastanza freddo. Lo vedo subito che ci sono cose vive che funzionano e non devo toccare. Altre da approfondire e correggere. Lo leggo con mestiere, come se fosse scritto da qualcun altro. In questa fase ho compreso che mi sarebbe stato utile confrontarmi con un professionista. L'ultimo romanzo, in paticolare, è il primo che ho scritto. Avevo trent'anni, ero arrabbiata e con la voglia di rompere il c.zzo al mondo: all'editoria, al pubblico, ai colleghi scrittori, alla società 😀😁, infatti ho scritto quello che mi pareva ispirandomi alla vita, la mia e quella di amici miei sballati e sbagliati per scelta, che però a me sembravano giusti e avevano una loro dignità di antieroi. Risultato: è dal '93 che mi rifiutano il libro e lo riscrivo. Nel frattempo ne è uscita tanta di roba fittiziamente rivoluzionaria fra gli strombazzamenti e il mio è diventato una specie di romanzo storico. Ogni tanto trovo le parti mancanti, ignificati nascosti, cioè cose che dovevano essere dette e oggi ho la maturità per esprimere. Se mai uscirà, forse non in italiano, il libro avrà la fascetta di libro più rifiutato d'Italia e la cosa mi inorgoglisce, perché sono matta. Non ti consiglio la mia strada. È una storia di fallimenti. Però non la cambierei con quella di un autore di maggiore successo, devo ammetterlo, benché mi senta una specie di alieno in cerca dell'anima gemella sul pianeta sbagliato. 👽💚 😇😆
  9. Caty

    Libri di serie A e libri di serie B?

    In effetti, si tratta di tre forme di snobismo e di pregiudizio: i primi considerano di serie A solo il genere "letterario", anche se non vende; i secondi ritengono di serie A solo quello che vende e il resto irrilevante; i terzi disprezzano il sistema nel suo complesso, reputano tutto o quasi di serie B e C: i letterati chiusi nei loro circoli autoreferenziali; coloro che vendono perché autori di "spazzatura" diretta a masse di semianalfabeti. Credo, invece, che i libri (non i generi) di serie A esistano in tutti e tre gli ambiti, ma siano rari. Rari tra le opere di accademici blasonati vincitori di premi, rari tra i best-seller popolari, rari anche tra gli sfigati libri di autori megalomanici contro il sistema, che nessuno crudelmente cago' (tra questi la sottoscritta anarchica disintegralista 😀😁😂).
  10. Caty

    Libri di serie A e libri di serie B?

    Sicuramente l'esperienza di un confronto con un lettore professionista può dare strumenti, come il confronto con "scrittori" veri può essere una esperienza per l'editor. Il problema è che l'editing professionale a pagamento ha senso solo in prospettiva di una pubblicazione concreta. Se così non è, ci sI ritrova, come è oggi, inflazionati di editor improvvisati che in un certo senso ti "correggono il compito" senza portarti da nessuna parte. Lo stesso vale per le scuole di scrittura: se non hanno il "potere" di imporre i propri allievi possono solo licenziarli con un "bravo" e una pacca sulla spalla. Se sei un autore di best-seller o un letterato che ha importanti riconoscimenti critici, puoi insegnare, se no, che insegni? Mi chiedo anche: perché mai l'editoria e il suo indotto di scuole, agenzie e professionisti più o meno indipendenti, dovrebbe perdere tempo a editare manoscritti di analfabeti pieni di errori di sintassi, se esistono dozzine di scrittori che non riescono a imporsi adeguatamente e spesso neppure ad affacciarsi sul mercato? È chiaro che dietro queste operazioni c'è per lo più business che fa leva sull'ingenuità di molti aspiranti; esattamente com'era l'editoria pagamento: con la differenza che questa stampa un libro che non venderà a spese dell'autore, mentre i primi si fanno pagare per non stamparlo. Penso che vi sia un vuoto legislativo che lascia spazio a furbetti di ogni genere che si sono prontamente riciclati dall'editoria a pagamento a quella apparentemente free che il libro lo stampa solo print on demand, per giungere alle agenzie, a varie scuole e "professionisti" indipendenti che spuntano come funghi, e sopravvivono fornendo consulenze e schede di lettura senza stampare un bel nulla. Contano i numeri e le statistiche, non le eccezioni, ovviamente.
  11. Non sarà quella del Conte Leopardi, ma ho una ricca biblioteca 😀😁
  12. Be', per vendicarmi rivenderei i loro libri con il mio autografo di disistima 😀😁😂 (che vale più del libro).
  13. Caty

    Si può scrivere in un altro modo?

    Hanno scoperto l'acqua calda. Meglio tardi che mai. Standing ovation per Mercy. E ti dichiari scrittore della domenica? Guarda che il 99,9 % dei professionisti in Italia si sbatte scrivendo per i giornali, facendo l'editor, fondando agenzie (talvolta case editrici), "movimenti" 😁 e scuole di scrittura, poi scrive come e cosa gli chiedono e infine, nel tempo libero, scrive 😀 . Quindi non buttarti giù, lascia siano gli altri a provarci, se riescono.
  14. Caty

    Si può scrivere in un altro modo?

    Hanno scoperto l'acqua calda. Meglio tardi che mai.
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