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Caty

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  1. Caty

    Lupo Editore

    Dai, su, questa casa editrice, con tutta la buona volontà, non può stare in "free". Io li contattai qualche annetto fa e non se ne fece nulla perché chiedevano consistente acquisto di copie e pagamento anticipato di altrettanto consistente acconto. Gli autori erano di rilevanza locale. Non so se nel frattempo hanno cambiato politica. Il fatto di mandare in libreria il volume dopo vendita di x copie online, abbiamo visto - nelle discussioni di altri editori apparentemente free - che spesso maschera il print on demand o la vendita nella cerchia dell'autore.
  2. Alcuni suggerimenti da una vecchia marpiona e cattivaccia per allontanare le paranoie: 1) la "posta inviata" a editori e addetti ai lavori la conservo per decenni (per i futuri biografi, eh); 2) prima di inviarla, il manoscritto in genere lo leggono amici scrittori e critici che all'occorrenza ne sono testimoni. 3) Oggi esistono caselle di posta certificate che valgono come una firma e una raccomandata. 4) Se un manoscritto lo invii a molti editori e qualcuno lo copia/scopiazza, puoi metterti a strepitare su tutti i canali (schiacciando sul pedale della buona educazione, che offende molto di più dell'insulto): a) se lo scopiazzatore ha grande successo, come minimo compro una pagina di inserzione su La Repubblica e sul fatto imposto un'operazione di marketing. b) In mancanza di risorse, e comunque in aggiunta a quanto prima, inizio una guerriglia in Internet e sui social per fargli fare una figura di m. e riprendermi almeno una parte di notorietà che mi spetta; c) Se la scopiazzatura passa inosservata vuol dire che i tizi hanno copiato male e sono letterariamente dei pezzenti, quindi meglio ignorarli per non fare loro pubblicità, e anche perché sono generosa, persino di idee, e avendone tante, ed essendo un po' all'antica, le considero un dono più che un merito. 5) Purtroppo, ritengo che, se abbiamo idee molto originali, possiamo stare relativamente tranquilli: in genere interessano a cerchie ristrette dove la gente si conosce, quindi: a) non saranno così matti da fare qualcosa con il pericolo di essere subito smascherati facendo una figura di super m.; b) il grande mercato in genere le ignora. 6) Anch'io ho rubato un sacco. Solo per citare pochi dei moltissimi sventurati, cui ho rubato di più, i primi nomi che mi vengono in mente: Dante, Ariosto, Shakespeare, Dostoevskij, Musil, Svevo, persino... Mozart e Lorenzo Da Ponte. Però anche loro avevano rubato... 7) Sono d'accordo con chi ha scritto che in fondo non esistono idee completamente nuove, ma può essere nuovo, o molto bello, il modo in cui vengono espresse. 8) A riprova di ciò, in letteratura esistono cicli di narrazioni che ruotano intorno a stessi temi e personaggi, o li rielaborano, come Orlando, o Don Giovanni. Buona giornata.
  3. Scusate, ma perché fate girare tanto a 'sto Mozzi? Vabbè, c'avrà ha un certo potere perché sceglie/propone per Marsilio (e chissà se lo contano, eh?). Ma come scrittore non conta. Sul piano umano/letterario è scarso perché non risponde nemmeno a chi dovrebbe. Uno dice che proprio propio nun se ne po fa' a meno? Per me prima che je mando ancora quarcosa se deve inginocchia'
  4. Caty

    L'editing è davvero utile?

    Scusa, ma che ce l'avrei con i camerieri è una tua personale deduzione. 1) Per me i camerieri sono camerieri e non è un mestiere molto remunerativo per gente ambiziosa come si legge qui. 2) Vendere all'autogrill non è degradante, ma non a tutti va di sbattersi per vendere il proprio naso o c.lo rifatto in un autogrill (se proprio devo, meglio il ritratto di quello vero dei tempi gloriosi!) 3) "militante di sinistra vecchia maniera (con il poster del Che sopra il letto) e una snob aristocratica"... dato che ho scritto (mi scuso per l'autocitazione) di "otium di chi se lo può permettere", delle "rendite di Alfieri" e degli "ordini minori di Petrarca" e del "piacere di scrivere per non vendere a chi non ti sta bene" scusa, ma: più chiaro di così? Mi pare che sono rea confessa 4) Datemi una valanga di freccette rosse, ma l'autostima mi pare alta (infatti sono nella fase delirante, poi viene quell'altra) e odio l'ipocrisia.
  5. Caty

    L'editing è davvero utile?

    L'editing è utile se comprende e rispetta – per valorizzarla – l'opera che ha davanti. Ne ho appena concluso uno e per me è stata una collaborazione che ha significato questo. Poi, saltellando qui e là nella discussion, mi pare di capire che i passaggi di editing sarebbero più di uno (il professionista, l'agenzia, l'editore, il correttore di bozze... ) e ciò qualificherebbe lo scrittore professionista. Il termine "professionista" a questo punto non mi entusiasma: sbattersi per far soldi, sfruttamento e mercificazione, che a noi scrittori "vecchi", altrove definiti/autodefinitisi "con la parrucca e la dentiera", non andava bene. Meglio l'otium di chi se lo può permettere: le rendite di Alfieri, gli ordini minori di Petrarca, il piacere di scrivere per non vendere a chi non ti sta bene (ché poi magari i lettori ti sorprendono, perché la palla nel campo della scrittura è rotonda). L'editor può sicuramente aiutarti nell'incontrarli, ma se per vendere devo rifarmi il naso, gli zigomi, il taglio degli occhi, le tette, il c.lo... poi magari il libro si trova pure all'autogrill, ma potevo venderci gli hamburger (non come cameriere, intendo ), e qualche problemuccio d'identità, personalmente, lo avrei. Se il libro, invece, al netto delle purghe per farne un "prodotto", alla fine è un flop e neppure vende, meglio andare a venderci gli hamburger pure come cameriere. E lo dico perché mi pare che tanti autori giovani, con la storia di farne dei "professionisti", alla fine li si brucia.
  6. Caty

    If you don’t ask, you don’t get

    Eh? Eh? Che sarebbe 'sta storia che non ci vogliono, noi con la dentiera? L'inventore del jogging è morto correndo e Keith Richards va ancora in tournée...
  7. Ma dici questo? linkiesta.it - Alla larga dei libri che "vendono"
  8. Arto Paasilinna, almeno, è da leggere.
  9. Ma dai! Vuoi mettere una bella lista della spesa d'autore?
  10. 1) Tenere quello che c'è di buono. Evidenziare i punti critici. Sfrondare la complessità quando è inutile. Favorirne la comunicazione con suggerimenti, quando è utile. Perché è una filiera. Esiste perché un libro è anche un "prodotto", che dovrebbe arrivare a un ipotetico "consumatore". Quindi, lo scopo è l'utile (anche sul piano intellettuale, culturale, spirituale, ecc.). 2) Perché siamo tanti. Non è detto che l'asticella si "alzi", ma mi piacerebbe. Ciò che è "alto" o "basso", da quanto emerge qui, però, è soggettivo. 3) Non v'è ragione di dire qualcosa se nessuno la capisce. 4) Perché la CE risparmia nella revisione. Per me non sono importanti, ma è utile conoscerle.
  11. Magari, quando scende dalla montagna, ha un'avventura spirituale da raccontare. Ciò che per alcuni è un limite, per altri è libertà. Also sprach Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno.
  12. Grazie, Campa! Me la vado a rileggere! È vero, per esempio il soggetto sempre ripetuto, spesso all'inizio, la paratassi. Non sono specifici della letteratura europea. Succede anche nelle traduzioni. Ultimamente ho letto una traduzione di Faulkner (Adelphi) e mentre leggevo, ci sentivo "sotto" l'inglese e veniva da dirmi: se devo leggerlo in italiano non dovrebbe essere così.
  13. Mi sembrava di aver detto la stessa cosa, più altre cose. Credo che un bravo editor conosca la sua responsabilità di fronte a certi autori e a determinati libri. In fondo, se no, potrebbe fare qualunque altro lavoro e non avere a che fare con la letteratura. Certo che no! Morselli fu rifiutato da Italo Calvino. Sei stato paziente a leggerti il libro editato dall'editor. A me è capitato di leggere anche qualche libro "scritto" da editor e anche da editori, e di lasciar perdere. Qualche volta perfino di essere ben contenta di essere stata rifiutata.
  14. Vorrei segnalare questo articolo del Corriere della sera del 6 agosto, uscito in risposta all'intervista di Ginevra Bompiani "Oggi i libri muoiono di editing". Mi sembra tutto molto interessante, comunque la pensiamo in merito. Nell'affermazione di Ilaria Tuti, giovane autrice, "si leggono tanti libri anche diversi, ma con una scrittura identica", mi riconosco, anzi, la penso come lei e senza "forse" — tutti testimoni che l'avevo pure scritto prima, eh? Proprio qua sopra come "descrizione" del profilo appena sono arrivata. E ancora prima altrove. Ahah! — E mi piace anche Mattia Conti quando dice: "la scelta spetta allo scrittore: se adeguarsi agli standard o aspettare l’interlocutore giusto. Io ho aspettato». Ha perfettamente ragione. Infatti io sono trent'anni che aspetto! "Molto onor e poco contante": ci sono tanto abituata, che, se cambiasse qualcosa, ciò ingenererebbe — qui l'editor correggerebbe: "farebbe nascere" — in me delle ansie... Però, ecco, la mia editor è giovane, molto competente, rispettosa della mia "diversità", e una donna, tra l'altro, bellissima, e spero che sia la mia persona giusta! La sto facendo impazzire con gli arcaismi e l'andamento ellittico del mio modo di sragionare — "il quale", "la quale", "indi", "per cui", "poscia". Giorni fa le ho rifilato persino un boccaccesco "non bene certa di come comportarsi in cotale ruolo e in esso frangente"... molto ironico, ma, dato che il discorso andava intorno a prosaici traffici illegali a una dogana, ovviamente, subito cancellato —. Il problema è che quando ti lasciano da solo per trent'anni e più in balia della lingua, crei un rapporto esclusivo e ti dimentichi degli altri, e questo ho voluto impararlo interagendo con la mia editor — è per me una forte motivazione di natura morale — anche se ormai, sia chiaro, mi considero un'"irrecuperabile". A me forse serviva qualcuno che mi tenesse un attimo con i piedi per terra. Pochi giorni fa cadeva l'anniversario della morte di Guido Morselli — il 31 luglio — che, a causa degli innumerevoli rifiuti, nel 1973 si sparò un colpo con la sua "ragazza dall'occhio nero". E no!, c.zzo, mi sono detta. Ha sbagliato. Nel 1973 poteva comprarsi un biglietto di sola andata per Goa come hanno fatto in tanti e perdersi o riconciliarsi con l'esistenza. Ecco, era solo una scusa per parlarvi ancora, ingiustificatamente. Comunque l'articolo, se già non l'avete letto, è da leggere. Buona giornata. https://www.corriere.it/cultura/19_agosto_04/dilemma-editor-troppo-mitizzati-no-essenziali-c095ab82-b6d4-11e9-96ad-4f99fb8da187.shtml
  15. Caty

    Le ragazze - Capitolo 4 - 1/3

    schermisce.
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