Vai al contenuto

Caty

Scrittore
  • Numero contenuti

    82
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

56 Popolare

2 Seguaci

Su Caty

  • Rank
    guastafeste

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Interessi
    Letteratura non di genere

Visite recenti

753 visite nel profilo
  1. Finezze che pochissimi lettori oggi sono (purtroppo) in grado di permettersi e decifrare. Grazie per il post.
  2. Caty

    Studiare per diventare Dio

    Leggendo il titolo del topic mi è venuta voglia di aprirlo perché ho pensato: Faust. Ma andando avanti mi sono imbattuta nei Manga... e, confesso, ho consultato Wikipedia. Giunta a "goku", "naruto" e "rufy", però, ho gettato la spugna e ammetto che mi sono persa. Tuttavia mi è passato per la mente J. Swift e ho pensato che se ci metti la giusta dose d'ironia il tuo potrebbe essere un bellissimo romanzo.
  3. Caty

    Non farsi capire dal lettore

    Comprendo benissimo. I vari capitoli di un manoscritto che amo particolarmente mi ritornano indietro dall'editor che sembrano campi di battaglia, con le frasi che amo di più bollate come da eliminare o riformulare. E cerco la concentrazione, la lucidità e l'obiettività per mettermi a riscrivere frase per frase, per ricostruire l'impalcatura in modo più efficiente ed esatto: perché la mancanza di chiarezza è mancanza di esattezza. L'idea c'è ma non passa, non spacca. Così mi barcameno in una trattativa estenuante con me stessa, con l'intimo terrore di sbagliare, di cancellare la voce narrante, la focalizzazione, le atmosfere, la sperimentazione e in conclusione ogni suggestione, perché invece queste devono rimanere, anzi: essere comunicate in modo più efficace. Per esempio, ho scoperto che l'indiretto libero è particolarmente difficile da utilizzare perché può essere confuso con un'inopportuna intrusione dell'autore. Così pure in genere sono poco amate le figure retoriche nella prosa, tutti i simbolismi, certe sottigliezze, le metonimie... A volte mi scoraggio pensando che finirò per perdere i miei venticinque lettori, senza guadagnarne di nuovi, altre non posso fare a meno di pensare che non si è linguisticamente all'altezza della propria vita, della vita. Mille cose non sono chiare, altre approssimative, altre del tutto insensate.
  4. Caty

    Troppo gerundio fa male alla lettura?

    Sì.
  5. Caty

    Piccole case editrici gratuite: il marchio è importante?

    Sarei stata d'accordo se avessi abolito il solo. Per il resto concordo sul fatto che abbiano professionisti in grado di assicurarti un prodotto curato in modo perfetto. Questo lo posso capire, anche se, onestamente: non è un po' un pregiudizio? Nessuno ama i refusi e le sgrammaticature sparse, leggendo, ma normalmente, se il libro è interessante, se "senti" una voce narrante che ti prende e ti piace, il nostro cervello li corregge automaticamente, gli errori. Ho letto alcuni libri senza editing anche di case editrici modeste, che ho trovato strani e avvincenti, piccole perle sconosciute, altri, autoprodotti, da leggere tutto d'un fiato. In più hai il piacere della scoperta e a distanza di anni te ne ricordi. Ultimamente, nella giuria di un concorso, ho dato il massimo a un racconto pieno di spaziature sbagliate, con refusi e qualche errore, mentre ce n'erano altri scritti meglio o anche perfetti. Aveva una curiosa raffinatezza nel modo di guardare le cose, e nella voce dell'autore ci ho sentito il tocco dell'artista, di chi sa scoprire e vedere a modo suo. Gli errori si possono correggere, ma se manca lo scrittore, neanche il più bravo dei professionisti e la più accurata operazione di marketing se lo possono inventare (ci provano). Quanto alle grandi CE hanno anch'esse dei bellissimi libri, che sono purtroppo una piccola parte della gran mole di carta che mandano in libreria.
  6. Caty

    diritti e controllo copie vendute

    Dove si può trovare un facsimile di questa lettera?
  7. Caty

    Piccole case editrici gratuite: il marchio è importante?

    Purtroppo. Però può vendere online. Consegna a domicilio in un giorno.
  8. Caty

    Piccole case editrici gratuite: il marchio è importante?

    Io compro solo su Internet. Ci compro il frigorifero e i rivestimenti del bagno che faccio ristrutturare, figurati un libro. Quanto compro su Internet, mi colpiscono nell'ordine: il titolo, il nome dell'autore (poi verifico su Internet chi è), la copertina, la quarta (leggendo la quarta quasi sempre passo oltre). Quanto ai miei libri, non mi sbatto in presentazioni, a meno che non le organizzi qualcun altro: per me chi cerca qualcosa di buono in libreria è perché prima lo ha letto su Internet, quindi promuovo solo su Internet. Sarà il 10 % che compra lì, ma sono il futuro, sono quelli che contano e mi interessano, quelli come me. Non acquisto giornali cartacei (il fatto che chi vi scriva di letteratura rilanci quasi sempre l'articolo su FB è un gran segnale, no?). A una recensione su La Repubblica ne preferisco una su Amazon. Scrivo anche in inglese. Ve lo dico con il cuore, perché so che siete giovani e avete speranze. Il futuro del libero mercato delle idee e del talento è questo. Il resto sono privilegi da Ancient Regime. Devo anche dire, però, che se anco mai doveste far molti soldi scrivendo, non è detto che siate più bravi degli altri: in conclusione... se si punta a far soldi, si fa prima ad aprire un negozio, un call center, un B&B, un parcheggio a pagamento, no? Vi auguro ogni bene, in ogni caso.
  9. Caty

    Lorem Ipsum

    POST SCRIPTUM: se son carrube, fioriranno!
  10. Caty

    Lorem Ipsum

    Certa che mi beccherò una barca di freccette rosse, dico la mia. Esperienza con LIAE in corso. 1) Non sono un'esordiente. 2) Ho chiesto una lettura a un'agenzia per la prima volta nella mia vita, per un romanzo caduto nel silenzio presso i maggiori editori, come i precedenti, pur apprezzati da critici e scrittori di livello. 3) L'ho fatto per capire la ragione dell'ostracismo nei miei confronti, per la cifra, in fondo modesta, di 120 euro IVA inclusa, dato che non mi andava di aspettare. 4) La prima scheda inviatami da Viganò è stata pertinente e illuminante, e mi ha portato a ristrutturare l'opera. 5) I loro prezzi per l'editing sono onesti (non come altre agenzie, per i cui servizi devi accendere un mutuo). 6) La giovane editor fa un lavoro scrupoloso riga per riga, mi piace. 7) Mi sembrano dinamici e vanno al sodo, come me. 7) Sono trasparenti (altri non lo sono o fanno i vaghi), ovvero: a) l'editing non garantisce la rappresentanza. b) Non sono autrice per un pubblico di massa (questo non è colpa loro), ma posso allargare la platea. 8) Se non mi vorranno, mi faccio un altro giro e, di riffa o di raffa, qualcosa trovo. Per me esperienza positiva.
  11. Caty

    Psocoidea

    Ok, ottime schede di valutazione, ecc. Però non ho capito quali autori rappresentano e presso quali editori. Qualcuno ha trovato il link?
  12. Meno male che Eco mi supera, cominciavo a preoccuparmi del mio 23+. Proust e Thomas Mann cosa quotano?
  13. :D E infatti da un po' c'ho la Madama sotto casa e mi chiedevo chi c.zzo... Dato che sono sempre così attenta e prudente. Alla fine me l'ero presa con i messaggi Whatsup e le ricerche su Google e invece... :D
  14. Ho appena infilato nel software il mio ultimo romanzo, ed ecco il risultato: 40,842 totale parole, 9,562 forme di parola uniche. Creato ora. Densità del vocabolario: 0.234 Average Words Per Sentence: 23.7 Parole ricorrenti oltre i nomi dei personaggi: poi, quando. Secondo Lei, che è addentro, sono spacciata? Mi sa di sì! Volevo nascere alla fine dell'Ottocento, e invece ...
×