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arkadius

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  1. arkadius

    Edillia

    Descrizione: valutazione inediti, schede di valutazione, consulenza e gestione editoriale, revisioni, svilippo e progettazione contenuti, recensioni Costi (se previsti): è prevista la formula della valutazione gratuita, per gli altri servizi è necessario richiedere un preventivo Sito web: http://www.edillia.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edillia Esperienza personale (se esistente): Horicevuto una proposta di rappresentanza con accluso un editing (piccole cifre a dire il vero) e chiedo aiuto per una valutazione.
  2. arkadius

    Caosfera

    Ciao a tutti scrivo per consiglio e testimonianza su caosfera. Premetto che ho letto notizie non proprio accattivanti su internet. Ho ricevuto una proposta di pubblicazione (poesie). Ci hanno tenuto a farmi notare che non c'è acquisto di copie obbligatorio e contributi. C'è però l'iscrizione di 115 euro a un'associazione. Io finora ho pubblicato tre libri senza contributi. Però certo la distribuzione e la promozione non c'erano. Loro editano 400 copie (due per l'autore) e il contratto dura 12 mesi. Chiedono un indirizzario internet e l'impegno per tre presentazioni. Ora non so, la poesia certo è il genere meno amato dai lettori di oggi. Poi non so se fidarmi in genere sarebbe già grave per me pagare di per se per farsi pubblicare. C'è qualcuno che ha già avuto esperienze o può consigliare?
  3. arkadius

    13 lab edition

    Nome: 13 lab edition Generi trattati: opere di poesia (minimo 30 componimenti), narrativa (romanzi o raccolta di racconti, senza limiti di lunghezza), o saggistica (senza limiti di lunghezza). Modalità di invio dei manoscritti: http://www.13lab.it/ecommerce/content/7-pubblica-con-13lab-editore Distribuzione: http://www.13lab.it/ecommerce/content/8-distribuzione Sito web: http://www.13lab.it/ecommerce/ Facebook: https://www.facebook.com/13labeditore Dicembre 2016: aggiornato distribuzione e link Facebook, per il resto non si segnalano cambiamenti nella politica editoriale.
  4. arkadius

    Nelle contrade della nebbia e della polvere

    Nelle contrade della nebbia e della polvere romanzo epistolare di ARKADIJ SCESTLIVZEV ISBN 978-88-89475-67-6 euro 12,00 anche in ebook a euro 2,99 Fra un Italia sempre più piccola e una Russia dove tutto è possibile, fra il teatro e la vita, la storia di un’attrice che abbandona la casa paterna e la patria e fugge in un nuovo, misterioso Paese. Durante i viaggi in treno, nelle pause fra uno spettacolo e l’altro, nelle notti di insonnia, la giovane viaggiatrice forzata indirizza lettere a diversi destinatari, reali e fantastici. Messaggi in bottiglia senza speranza di risposta. Attraverso il susseguirsi delle pagine, la protagonista ci narra l’addio al suo piccolo e pulito paese, l’arrivo e la vita nella città, l’abbandono delle sicurezze borghesi, la lotta per la sopravvivenza della sua compagnia: il Teatro Ignoto Che Pur Deve Venire, il difficile rapporto con la sua unica e misteriosa compagna, La Scimmia, insieme alleata e nemica. Infine una nuova, definitiva partenza nella zona della fantasia, da cui non c’è ritorno. Un romanzo indirizzato a chi è ancora così giovane da avere dei sogni o già così anziano da conservarli. L'autrice, 31 anni, attrice teatrale. Se non sembrasse una frase fatta, la si potrebbe definire “un cervello in fuga”, al pari di quei tanti suoi coetanei che cercano altrove ciò che il loro Paese sembra non offrire più. Il suo altrove, lo ha trovato in Russia, “un paese fantastico” lo definisce. E di sicuro non ha torto, almeno per quanto riguarda il teatro, alla cui vena fantastica si lega questo libro, una sorta di messaggio epistolare indirizzato “a quella persona che fra qualche anno lo rileggerà e potrà sorriderne, perché io oggi non ho questa possibilità”.
  5. arkadius

    La prigione dolce. Viaggio in monastero

    Salve a tutti sono lieta di presentarvi la seconda opera di Arkadij Scestlivzev edita con la Samuele Editore. Nello store Samuele Editore (store.samueleeditore.it) è disponibile il romanzo breve in ebook "La prigione dolce: viaggio in monastero" di Arkadij Scestlivzev - un'autrice romana giovanissima che ha nel suo curriculum un'importante esperienza a Mosca, esperienze professionali come attrice, regista, pedagoga, e una scorrevolissima quanto essenziale capacità narrativa che si amalgama con una visione spirituale tanto rara quanto estatica, pura nella sua critica, concreta e ascetica al contempo - Questo l'abstract del libro: "Il viaggio in un monastero ortodosso diventa occasione per scoprire una spiritualità forte, umile, intensa. Un volume per trovare le ragioni di una fede, un differente punto di vista rispetto alla vita, un'estasi spirituale che non si contrappone al mondo ma ne scopre il suo significato più arcaico, più vicino alla presenza concreta del suo Creatore". http://store.samueleeditore.it/epages/22385.sf/it_IT/?ObjectPath=%2FShops%2F22385%2FProducts%2F9788896526613
  6. arkadius

    viaggi di versi

    Devo dire che ho avuto anch'io la stessa proposta da viaggi di versi e sono corsa al forum per avere notizie... anch'io ho forti dubbi e poi di principio mi sembra assurdo pagare per essere pubblicati. Però se ci sono altre notizie fatemi sapere. Grazie a tutti
  7. ringrazio il vostro sito, confrontarmi con voi è stato importante
  8. di ARKADIJ SCESTLIVZEV ISBN 978-88-89475-67-6 euro 12,00 Edizioni Memori
  9. arkadius

    Il Castello edizioni

    Chiedo consiglio: ho ricevuto questo messaggio dalla casa editrice il castello: La nostra proposta editoriale, sostanzialmente, Ti riserva due possibilità di scelta: 1) OPZIONE. L'edizione, la diffusione e la commercializzazione del libro a nostre spese del libro. A Te, in qualità di autrice, viene consegnata 1 copia gratuita del libro edito, la possibilità di acquistare successive altre copie col 30% di sconto sul prezzo di copertina; la corresponsione del 15% sulle copie vendute (rendicontate dopo 6 mesi) quali diritti d'autore; la divisione al 50%, tra la Casa editrice e gli autori, dei diritti ceduti per traduzioni, trasposizioni cinematografiche, Dvd, ecc. 2) OPZIONE. La compartecipazione da parte Tua alle spese di stampa dell'opera, da definirsi in base al numero di copie del libro che intendi riservarti per disporne come meglio credi, anche vendendole direttamente per recuperare i costi affrontati; in più la possibilità di acquistare succesive copie a metà prezzo, il 15% sulle copie vendute e il 50% dei diritti sopra citati. Credete che sia una proposta affidabile? Io non ho esperienza nel campo, aiuto!
  10. arkadius

    buonasera a tutti

    Ciao a tutti! Vi invito tutti a leggere Sul Romanzo - Informazione e cultura letteraria - I/1/Marzo2010 http://issuu.com/sulromanzo/docs/sulrom ... -marzo2010 Ci sono anch'io... Ed è merito vostro, perché non avrei mai inviato a nessuno qualcosa di mio senza i vostri consigli. Grazie!
  11. arkadius

    Un Progetto Artistico Innovativo

    Sono felice che qualcuno sia ancora interessato a parlare di teatro! A cosa mi riferisco... Cechov ha scritto: Nell'uomo tutto deve essere bello, e i pensieri e il vestito e l'anima. Questo è lo scopo del teatro in cui lavoro. La forma varia, a seconda dell'opera che si mette in scena. Invece oggi andando a teatro per lo più vedi degli uomini in costume che dicono cose noiose. Oppure schermi ultramoderni o effetti sonori. La chiamano ricerca nell'ambito delle arti visive. Invece Cechov è bello anche senza schermi e senza costumi. Leggetelo o provate a rileggerlo. Nulla di noioso.
  12. arkadius

    Un Progetto Artistico Innovativo

    Grazie ancora dei consigli, che provvederò ad adottare. Che teatro faccio? Se conoscete Stanislavskij e avete sentito parlare o assistito a uno spettacolo di Anatolij Vassiilev allora potete farvi un idea. E' difficile da spiegare. Il racconto non rispecchia il mio lavoro, ma l'incubo di non poterlo esercitare perché nessun burocrate, nessuna istituzione lasceranno mai lo spazio a un'arte seria, ma libera e giocosa. Uno scrittore può almeno mostrare il suo manoscritto, ma un'attore può solo mostrare il suo spettacolo (se gli danno la possibilità di metterlo in scena). Grazie ancora.
  13. arkadius

    buonasera a tutti

    Salve a tutti. A dire la verità c'è poco da invidiare nella mia situazione. Davvero Mosca è bellissima, e non solo la città, ma anche la gente, la lingua, la cultura ma per il resto qui come altrove spazio per l'arte ce n'è molto poco. Sono partita perchè speravo assieme ai miei compagni di poter creare qui quello che non siamo riusciti a creare in Italia, uno spazio nostro per lavorare. Per ora non è successo. Per questo ho avuto molto tempo libero e ho cominciato a scrivere. Buon lavoro a tutti
  14. arkadius

    Tutto va come dovrebbe andare

    Vi ringrazio molto per le considerazioni, devo dire che non ho mai scritto nulla prima, anche se ho letto molto. E' venuto fuori tutto per caso e avevo bisogno di un parere da qualcuno che non fosse amico o nemico, per capire se ha qualche senso continuare a scrivere. Grazie ancora e buon lavoro.
  15. arkadius

    Tutto va come dovrebbe andare

    Enorme, questa città. La Capitale. La radio nazionale ha per slogan “Tutto andrà bene”. Era la prima frase che avevo sentito arrivando in questo paese. Già... Auguri, pensai. Sono già diversi mesi che vivo qui, ho trovato un ingaggio in uno dei teatri della città, eppure non sono ancora uscita da sola per le strade. I primi giorni tutto mi sembrava così enorme che anche arrivare al supermercato all’angolo della via risultava complicato. Ma allora non sapevo neppure leggere i cartelli delle strade o dei negozi. Ancora oggi non riesco ad avere una precisa comprensione della geografia del luogo e dei criteri architettonici, se così posso esprimermi. Da noi le case sono così minute, ammassate le une alle altre e in un colpo d’occhio puoi subito scorgere dove finisce il paese. Oggi è Domenica, e poi non è ancora così freddo da aver voglia di starsene tutto il giorno a casa. Mi decido. Esco. Abito in periferia. Qui i palazzi sono tutti molto alti e questo dà l’impressione che il cielo sia più profondo di quello che copriva la mia vecchia terra natia. Cammino senza cappello, perchè è una giornata di sole. Le donne tornano dal mercato e i vecchi siedono di fronte al chiosco di vendita della birra. Mi siedo su una panchina e i cani vengono subito ad annusarmi. Qui i cani sono oggetto dell’affetto generale. Si trova sempre qualcuno che disposto a raccontarti la storia del suo primo cane, come se si trattasse del suo primo amore. Mi sembra un segno di buon cuore e una ulteriore testimonianza a sfavore della mia terra natale. Sulla strada principale c’è una lunga fila di vecchiette che vende di tutto: calze di lana, lamponi colti stamattina nei boschi alla periferia della città, vecchi libri scolastci, fiori che non ho mai visto prima. Le vecchie vengono ogni giorno da fuori città per vendere tutte quella merce improvvisata e restano sulla strada fino a sera nella speranza di esaurirla tutta in giornata. Per questo i migliori affari si fanno poco prima del tramonto, quando le mercantesse sono disposte a calare il prezzo pur di non tornare a casa con le sporte piene. Sono seduta e mi sforzo di osservare, prendere nota di tutto quello che succede. Il tempo passa. Poi sulla panchina accanto alla mia si siede una ragazzina. Può avere circa 15 anni, ed ha lo sguardo doppio di una fanciulla e di una giovane donna. Tutto in lei è ordinato e pulito. I capelli ben pettinati, la borsetta dello stesso colore delle scarpe. E’ tranquilla, seduta col busto ben eretto sulla panchina, e guarda dritto davanti a se. Mi chiedo se quello che la ragazzina sta aspettando è il “fidanzato”. C’è un senso di semplicità e onestà nello sguardo di quella ragazza. Io non credo di averlo mai avuto, neanche da bambina. Una sicurezza in quegli occhi, che sembrano dire: tutto va come dovrebbe andare. Che paese, penso. Dopo pochi minuti accanto alla ragazzina si siede un altra ragazzina. Ed ecco due amiche sedute vicine che parlano sottovoce di cose (sembra) molto serie. Tutto va come dovrebbe andare. I vecchi continuano a bere e si raccontano l’un l’altro storie sul loro lavoro, i loro figli, le loro mogli e le amanti, reali o no. A volte qualcuno beve una birra di troppo e si accascia su una panchina, ma nessuno di quelli seduti vicino si allarma e il vecchio dopo aver dormicchiato un pò si alza e barcollando si dirige verso casa. Oggi è Domenica, ma so che il Lunedì si possono osservare gli uomini e le donne che vanno al lavoro. Tutti di corsa, nessuno guarda nessuno, le spalle si urtano lungo le strade, ma mai che qualcuno si volti a chiedere scusa o a sorridere. In generale qui le persone non pronunciano continuamente le parole grazie, prego, scusi e anche per favore non è una parola così abusata. Ma non è che non siano gentili. Guarda, mi dico, prova a capire. Un monaco con una scatola per le offerte è in piedi da ore di fronte alla stazione della metropolitana. Recita preghiere a voce alta guardando a terra e nessuno sembra ascoltarlo. I poliziotti giovani fanno il filo alle ragazze e quelli più vecchi si aggirano alla ricerca di quei malaccorti che bevono all’aria aperta. Donne appena uscite dal parrucchiere sfoggiano unghie molto, molto lunghe e colorate di rosso. Quest’anno va di moda l’azzurro e il violetto. Vedo una giovane donna che sorride alla fermata dell’autobus. L’autobus arriva. Ne scende un uomo con una birra in mano. Dall’andatura si capisce che non è la prima. La donna però è così piena della sua attesa, la sua gonna è evidentemente stata scelta per andare da qualche parte stasera, che non si accorge subito che l’uomo deve avere cambiato parere. Si avvicina sorridendo all’uomo e solo alla fine si rende conto della bottiglia. Vedo spegnersi il sorriso sul volto della donna mentre abbraccia l’uomo e si avviava con lui da qualche parte. A casa, bisogna credere. Le automobili sfrecciano sulla strada, la maggior parte sono vecchie e malandate ma fra queste a un certo punto passa una enorme, lunghissima limousine dai vetri oscurati. L’auto si ferma al semaforo. Proprio mentre le campane della chiesa smettono di suonare e il semaforo è ancora rosso, uno dei finestrini della limousine si abbassa rivelando l’interno della vettura dove siedono delle ragazze asiatiche evidentemente su di giri. Poi l’auto riparte, lasciando tutto il resto dell’ambiente invariato. Passa un signore con cappello, guanti, bastone e una barba così ben curata e occhi così intelligenti da sembrare uno scrittore del secolo scorso. Sono ancora qui sulla panchina a guardare tutto quello che succede e penso: come vorrei poter scrivere a qualcuno una lettera e metterci dentro tutta questa città. Scrivere di quella ragazza che mi aveva raccontato la sua storia. Era giovane giovane, carina ma aveva i denti storti. Mi disse che era venuta in città perchè voleva fare la ballerina. Disse che ballava bene, l’aveva imparato al suo paese, ma che la vita in città costava cara, doveva anche mandare dei soldi alla madre che non aveva potuto seguirla e per questo lavorava in un supermercato e i soldi non le bastavano per pagare l’operazione che le avrebbe potuto dare l’aspetto adatto al mestiere che sognava. Mi raccontò tutto questo con un sorriso che scopriva francamente i denti e con gli occhi dolci mi augurò: buona fortuna! Quando seppe che stavo per recitare il mio primo spettacolo in quella città. Non l’avevo più incontrata. C’era il mio vicino di casa, a cui tutti davano del tu perchè il Sabato e la Domenica beveva tutto quello che c’era nel frigorifero e poi bussava alle porte dei vicini in cerca di compagnia. Un giorno mi aveva offerto un hamburger ad un chiosco, io lo avevo abbracciato per scherzo e lui mi aveva detto: ho vergogna, sei così giovane. Mi ricordo un giovane poliziotto a cui avevo chiesto aiuto. Quando il giovane aveva saputo la mia nazionalità il suo volto di funzionario annoiato e severo aveva lasciato il posto a uno sguardo sognante: Come mi piacerebbe andarci una volta... Così mi aveva detto. A quelli del mio paese non piacciono queste storie e per quelli che vivono in città non c’è niente di nuovo in tutto questo. Futilità. Ma in questo momento mi sembra che siano proprio queste futilità il segreto che cerco di scoprire. Questo è un popolo particolare. Lui e la sua terra sono enormi, qui sono vissuti eroi, poeti, uomini geniali e anche dei pazzi famosi. Ma che cos’è questa terra, perchè è smisurata? Perchè sul suo suolo tutto è possibile, tutti convivono gli uni accanto agli altri e gli uomini accanto agli animali, gli alberi e i fiori, la Città enorme e i villaggi lontani e sperduti, le icone miracolose che da sole si manifestano sulle tavole di legno e le automobili lussuose e le bottiglie vuote che si accumulano ogni notte, i poveri e i ricchi, i buoni e i cattivi, tutti sono con tutti in misteriosa armonia. E questo salverà questo popolo, alla fine.
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