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Nicola

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  • Compleanno 06/06/1981

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    Maschio
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    Leggere, scrivere, chitarra.

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  1. Nicola

    GDS Edizioni

    Significa che nel mio caso l'editing è stato fatto ma molto "leggero".
  2. Nicola

    GDS Edizioni

    Ho firmato un contratto editoriale con loro e a settembre uscirà il mio primo romanzo fantasy. Riguardo alla mia esperienza personale devo dire che non ho dovuto sborsare mezzo euro dal momento che il libro non necessitava di alcun tipo di editing. Fino ad ora il rapporto con GDS è stato buono, schietto e senza false promesse, hanno anche accolto e assecondato nei limiti del possibile le mie scelte dopo la visione della prima bozza e in vista della stampa finale. Confermo tuttavia che per coloro che pubblicano con questa CE deve esserci un buon lavoro di autopromozione, ma prima così come dopo la firma del contratto sono stati onesti e mi hanno fatto capire da subito i loro propositi e anche i loro limiti, il tutto senza mai parlare di contributi.
  3. Nicola

    Ciò che leggo influenza ciò che scrivo

    Credo che per certi versi sia inevitabile, siamo esseri umani e non siamo impermeabili, e a mio avviso è anche una fortuna. Leggere è fondamentale, non solo per chi scrive, perché rappresenta a mio modo di vedere una base solida e un bacino di esperienze dal quale attingere secondo solo alla realtà, ma anche perché attraverso la lettura possiamo allargare le nostre esperienze e modificare il nostro modo di osservare ciò che ci circonda, possiamo guardare le cose da un ottica diversa, fino a quel momento sconosciuta. Senza tralasciare il concetto di tradizione letteraria, perché se i grandi maestri della letteratura (poeti, romanzieri e drammaturghi) non fossero stati anche dei grandissimi lettori, difficilmente avrebbero scritto ciò che hanno scritto.
  4. Nicola

    Cosa state leggendo?

    L'angelo dell'abisso di Ernesto Sabato. Lettura non troppo facile, differentemente dal Tunnel e Da sopra eroi e tombe, questo terzo e ultimo romanzo di Sabato è meno lineare nella struttura, e mette assieme narrazione, saggistica, articoli di quotidiani e reminiscenze oniriche.
  5. Concordo su tutta la linea. E' una questione storica. Pensare che persino al professor Tolkien é stata mossa l'accusa di evasione dalla realtà (come se il mondo secondario da lui creato non fosse altro che un puerile atto di diserzione), pur avendo dalla sua parte vastissime conoscenze linguistiche e filologiche. Sono daccordo anche sul fatto che esistono buoni e cattivi libri fantasy, così come accade a qualsiasi altro genere, anche se una differenza che però ho notato grazie a internet è l'accanimento con il quale su certi blog e su alcuni forum si parla del genere (nel bene o nel male, insegnando come dovrebbe essere un libro fantasy o come non dovrebbe mai essere scritto etc etc).
  6. Nicola

    Cosa state leggendo?

    Gli Inklings, di Humphrey Carpenter, un saggio-biografia sul gruppo di accademici, scrittori e amici presieduto da C.S.Lewis e che vide tra i suoi membri J.R.R. Tolkien e Charles Williams. E' davvero incredibile immaginare come le prime letture de Lo Hobbit, Del Signore degli Anelli e di gran parte della produzione letteraria di Lewis e Williams (saggi, biografie, poemi e romanzi) ebbero luogo tra le quattro mura di un pub di Oxford e negli appartamenti privati dell'autore de Le Cronache di Narnia.
  7. Nicola

    Troisi, Licia

    Concordo, infatti è quanto ho ricordato per ultimo, con le indubbie imprecisioni del caso.
  8. Nicola

    Troisi, Licia

    Posso assicurarti che per tirare un arco lungo, specie quelli odierni che utilizzano i professionisti, occorre una certa forza. Ammetto tuttavia che non conosco archi appartenenti alla tradizione orientale o ad altre culture utilizzabili anche con minimi sforzi. Riguardo a quanto detto da terzi su blog e recensioni posso dirti che no, non "mi sono fidato" nel vero senso del termine. Condivido pienamente alcune critiche più che legittime mosse alla Troisi (come ho già detto nel post precedente) ma non sono dell'idea che Mondadori abbia pubblicato i suoi libri e soprattutto si sia dedicata ad architettare tutta quell'immane macchina pubblicitaria solo perché l'autrice é parente di amici o amica di conoscenti (tesi sostenuta da alcuni). Al di là della bontà o meno dei suoi scritti la Troisi ha venduto moltissimo, di conseguenza mi verrebbe da pensare che Mondadori a suo tempo ha fiutato l'affare proponendo a fasce d'età (e genere) che fino a quel momento di fantasy leggevano poco o niente, qualcosa da comprare. I numeri hanno dato loro ragione, ma a mio avviso non è detto che qualità sia sinonimo di quantità, e viceversa.
  9. Nicola

    Troisi, Licia

    Per esempio ricordo quando la protagonista provò a usare l'arco e la Troisi scrisse qualcosa come "Nihal si trovò a suo agio con quell'arma, perché per usarla non occorreva una grande forza". Non occorre essere degli esperti arcieri per sapere che è necessaria una considerevole forza per tendere bene la corda di un arco.
  10. Nicola

    Cosa state leggendo?

    Fino a poco tempo fa avevo colpevolmente letto solo una raccolta di saggi di Carver, così ho deciso di rimediare. Ho trovato la sua scrittura molto simile a quella di Hemingway, difficilmente si trovano parole o periodi superflui e la sua prosa è estremamente asciutta e pragmatica.
  11. Nicola

    Cosa state leggendo?

    "Non ci possiamo più permettere uno stato sociale, falso!" di Federico Rampini e "Vuoi star zitta, per favore" di Raymond Carver.
  12. Nicola

    Troisi, Licia

    Alcuni anni fa tentai inutilmente di leggere il primo libro delle Cronache del mondo emerso, ma le forze mi abbandonarono dopo qualche centinaio di pagine. Ero molto curioso di conoscere l'opera di una scrittrice fantasy italiana che aveva riscosso grande successo e vendite, ma la delusione fu cocente almeno quanto l'incredulità. Ricordo un Intreccio narrativo privo di spunti degni di nota, personaggi senza spessore, dialoghi banali, e stilisticamente parlando un bagaglio lessicale ridotto all'osso e una sintassi da scuola dell'obbligo media inferiore. Non solo, ma non si documenta nemmeno sulle armi che fa utilizzare ai personaggi dei suoi libri. Non ho più letto nulla della Troisi da allora.
  13. Nicola

    Sanremo e le reazioni contro Crozza

    Io non faccio comizi politici, a fare politica erano i contestatori del pubblico e uno di loro è un candidato del PDL.
  14. Nicola

    Sanremo e le reazioni contro Crozza

    Siamo alle solite. Io so solo che Crozza ha fatto 4 imitazioni: Berlusconi, Bersani, Ingroia e Montezemolo (secondo me quest'ultima la più riuscita), e guardacaso i fischi, gli insulti e le contestazioni sono arrivate solo dai soliti esponenti "liberali", gente che ha nel proprio logo di partito la parola "libertà", che ama riempirsi la bocca con questa parola ma che poi vorrebbe limitarla a chi non la pensa allo stesso modo. Mi riferisco ai Berluscones e ai candidati PDL che erano tra il pubblico, perchè quando la satira ha colpito il centro e la sinistra non ho sentito lagnanze di sorta. Dicono che Sanremo è una manifestazione canora (e su questo ormai avrei dei seri dubbi) e la politica non deve entrarci. Sarà vero, ma io sapevo che la RAI è lottizzata dai partiti politici da decenni, e quando si tratta di politicizzare i consigli di amministrazione e di mettere uomini chiave al timone della tv pubblica non fanno tante storie. Io non guardo Sanremo, però non credo che quanto accaduto sia colpa della RAI (li criticherei maggiormente per i compensi che elargiscono grazie ai soldi pubblici in tempi di grave crisi economica), di Fazio o di Crozza. Io credo che la colpa sia da imputare all'inciviltà dilagante di certi figuri che non accettano voci contrarie e non allineate, anche quando la mannaia della satira prova a essere bipartisan.
  15. Nicola

    Il fantasy ha poco mercato?

    Concordo con Lem. Non è tanto una questione di ambientazione, ma di qualità delle storie. Un'ambientazione può piacere più di altre, ma alla fine dei conti deve essere ben costruita, avere coerenza e credibilità, deve essere solida altrimenti la storia rischia di non reggere. Non è nemmeno una questione di originalità, perchè se fino a oggi la Mondadori (giusto per citarne una a caso) si fosse limitata a pubblicare libri che non avevano nuovi spunti o elementi originali rispetto a quanto già visto, ma fossero per lo meno scritti bene, allora la situazione sarebbe di gran lunga migliore. Diversi anni fa lessi online un' intervista a svariati scrittori fantasy italiani, tra i quali Andrea D'Angelo, e a quel tempo il futuro per tutto il genere sembrava roseo. Si discuteva, tra le altre cose, di dove ambientare i romanzi e a quali mitologie e folklore attingere per costruire nuovi mondi fantastici (e una delle soluzioni proposte era quella della mitologia greca). Da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti, e oggi si raccolgono i cocci per certe scelte che a lungo andare hanno fatto terra bruciata (o quasi) di un intero genere, perchè si è sfruttata fino al midollo una certa fascia d'età per lanciare scrittori mediocri (e sono generoso) attraverso una promozione sfrenata, si è abbassata la qualità del livello medio, e molti potenziali lettori al solo sentire la parola fantasy si girano dall'altra parte schifati e nemmeno a torto. Hanno fatto palate di soldi i primi anni, ma a che prezzo? E la stranezza in tutto questo consiste nel fatto che il fantasy è uno dei generi più letti, scritti e discussi in Italia.
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